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Il concetto di sviluppo umano e sviluppo locale, presentando i pilastri di questi concetti e le loro caratteristiche. Il documento illustra come lo sviluppo umano si è evoluto dal tradizionale approccio incentrato sulla crescita economica (PIL), introducendo il concetto di indice di sviluppo umano (ISU). Inoltre, viene discusso il concetto di sviluppo locale e come interagisca con l'esterno, le sue caratteristiche e come si realizza attraverso l'azione auto-riproduttiva dei sistemi locali.
Tipologia: Sintesi del corso
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Due domande cos’è la sociologia? Quella disciplina che studia con metodo scientifico le diverse forme di vita umana associata allo scopo di costruire un sapere teorico, razionale e sistematico sulla società. Ambito di interesse della sociologia molto vasto; dagli incontri casuali per strada ai processi sociali globali. Alla base del sapere sociologico c’è la convinzione che tutto quello che accade nella nostra vita e nella società è influenzato da fattori storici e sociali. Secondo Mills il lavoro sociologico dipende da quella che è l’immaginazione sociologica la capacità su se stessi liberi dalle abitudini familiari della vita quotidiana al fine di guardare la realtà sociale con occhi diversi. Il sociologo quindi deve liberarsi dai condizionamenti della situazione personale collocando le cose in un contesto più vasto rivelando anche il senso contro intuitivo (Merton) dei fenomeni collettivi. Lo studio delle forme di vita associata deve essere fatto prendendo in considerazione diversi fattori: -relazioni socio economiche -lo sviluppo storico sociale -stili di vita -valore simbolico -differenze socio-culturali Qual è l’oggetto della sociologia? La sociologia è la scienza che studia le strutture sociali ed i processi umani che uniscono e separano le persone non solo come individui ma come componenti di associazioni, gruppi ed istituzioni. Durkheim definisce la sociologia come la scienza dei fatti sociali Per Weber è la scienza che punta alla comprensione interpretativa dell’azione sociale Per Comte è strumento di azione sociale Per Giddens è importante il concetto di struttura sociale il quale si riferisce a un fatto le attività umane non sono casuali ma sono strutturate storicamente: ci sono regolarità nei nostri comportamenti nelle relazioni che intratteniamo La struttura sociale non è una struttura fisica in quanto le società umane sono continuamente ricostruite, essa viene definita da Giddens come un processo biunivoco: Le nostre attività strutturano il mondo sociale ma allo stesso tempo il mondo sociale struttura le nostre attività. Il sistema sociale quindi è definito come un insieme di individui legati da interazioni, relazioni e rapporti strutturati sulla base di una cultura comune.
Le relazioni sociali terziarie possono costruire per l’attore sociale un capitale sociale cioè l’insieme delle risorse relazionali che un soggetto può mobilitare per raggiungere i suoi fini; Pizzorno, a proposito del capitale sociale, distingue: -il capitale sociale di solidarietà deriva dall’appartenenza ad un gruppo -capitale sociale di reciprocità deriva dalle eterogenee relazioni sociali che un individuo possiede al di là dei confini di gruppo. (Inglobano le relazioni indirette oltre quelle dirette).
Considera come unità di analisi le aree delimitate da confini amministrativi o culturali. In queste aree vivono popolazioni o specie il cui adattamento all’ambiente dipende da:
**1) Archetipi
Mappe di comunità sono dei sistemi di narrazione e visualizzazione della relazione tra persona e luogo che ha come obbiettivo quello di mettere in evidenza la ricchezza del patrimonio locale facendo emergere come gli abitanti di una determinata area percepiscono il loro territorio. L’Ecomuseo ha fatto largo uso delle mappe di comunità in quanto mira a intervenire sullo spazio di una comunità nel suo divenire storico proponendo come oggetto del museo non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l’architettura e le testimonianze delle culture. Per sintetizzare le categorie spaziali (categorie sociali) servono cognitivamente per risparmiare e fare ordine e ridurre la dissonanza cognitiva (Festinger). TERZO PUNTO Nel processo di categorizzazione spaziale primaria importanza è assunta dall’esperienza individuale sia dal punto di vista degli schemi appresi durante la socializzazione sia da quello delle pratiche (ciò che avviene automaticamente usato nella vita quotidiana). Secondo Gieryn uno spazio diventa un luogo quando è una località geografica, ha una forma materiale e un significato o valore che ne consente l’identificazione. L’assegnazione di valori simbolici ai luoghi cambia nel tempo e quindi si parla di DECOSTRUZIONE dei SIMBOLI fenomeni di de- territorializzazione in cui i simboli dei luoghi diventano meno importanti o di re-territorializzazione in cui assumono valore simbolico località prima poco tematizzate. Il fenomeno di disembendding di Giddens viene spesso considerato una manifestazione della de-territorializzazione nel senso che la presenza di relazioni sempre più mediate dai sistemi esperti e dalla mobilità sono considerati come la causa della perdita di riferimenti spaziali. APPROCCIO RELAZIONALE Le relazioni non sono solo rapporti tra entità reali ma sono realtà in se. Weber nel 1922 diceva che una relazione socialecomportamento di più individui instaurato reciprocamente secondo il suo contenuto di senso e orientato in conformità quindi le relazioni implicano la capacità di cogliere la relazione dell’altro e di agire di conseguenza. Dal punto di vista spaziale se un luogo è lo spazio segnato dalle relazioni di senso si ha un luogo quando si ha comprensione della posizione dell’altro e si agisce di conseguenza (si interagisce con quest’altro). Gyerin afferma che lo spazio non è un semplice contenitore ma fornisce una “cornice di senso” (lo spazio condiziona la relazione stessa). Ambito locale spazio in cui avvengono relazioni significative nelle quali gli attori condividono il significato del contesto in cui interagiscono. Con il luogo poniamo l’attenzione tra individuo e spazio/ con ambito locale poniamo l’attenzione nella relazione tra gli individui all’interno dello spazio. Se negli studi ecologici e organizzativi la relazione spaziale viene concepita in termini strumentali, nell’approccio relazionale esse ha valore in se al di là della funzione che svolge questo filone può essere distinto in due ambiti:
Sviluppo locale PUNTO PRIMO Le disuguaglianze a scala globale vengono investigate attraverso il PIL che ci fornisce il valore monetario dei beni e dei servizi finali prodotti in un anno sul territorio nazionale a lordo degli ammortamenti. Critiche al PIL Non rileva la distribuzione del reddito (ci dice quanto una nazione produce in termini monetari non dicendoci però chi ha prodotto) Non rileva il potere d’acquisto del reddito (si sa solo il prodotto interno lordo e non quanto quest’ultimo si traduca in capacità di acquisto) Non rileva parti importanti dell’attività economica di un paese come il lavoro domestico e settori informali Incapacità di contabilizzare le esternalità negative come danni ambientali o presenza dell’industria militare Non considera il valore dei servizi pubblici. Specificazioni del PIL Si è iniziato a dividere il PIL per il numero di abitanti (PIL pro capite) Per tener conto della capacità di acquisto e correggere le distorsioni dei valori monetari si calcola il PIL per residenti a parità di potere di acquisto (non bisogna semplicemente dividere per il numero di popolazione ma considerare anche il potere di acquisto di quella popolazione rispetto che un’altra facendoci fare un confronto fra paesi diversi a parità di PIL pro capite) Per depurare i valori dalla variazione dei prezzi in uno stesso paese si calcola il PIL reale (valore dei beni e servizi calcolata a prezzi costanti). Per tener conto dei beni che non hanno un valore immediatamente monetario è stato introdotto il concetto di “sviluppo umano” e “l’indice di sviluppo umano” è stato elaborato alla fine degli anni 80 grazie al lavoro delle nazioni unite al fine di superare ed ampliare l’accezione tradizionale di sviluppo incentrato sulla crescita economica (PIL) I pilastri dello sviluppo umano: La promozione dei diritti umani e l’appoggio alle istituzioni locali con particolare riguardo al diritto e alla convivenza pacifica La difesa dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile delle risorse territoriali Lo sviluppo dei servizi sanitari e sociali con attenzione ai problemi più diffusi ed ai gruppi più vulnerabili ISU (indice di sviluppo umano) è un indicatore di sviluppo macro economico realizzato dall’economista pakistano Mahbub ul Haq; è stato utilizzato accanto al PIL dalle nazioni unite a partire dal 1993 per valutare la qualità di vita nei paesi membri. Tiene conto di differenti fattori, oltre al PIL pro-capite, considera anche l’alfabetizzazione e la speranza di vita. La scala dell’indice è in millesimi decrescente da 0 a 1 e si suddivide in: Nazioni ad alto sviluppo umano= indice compreso tra 1 e 0, Medio sviluppo umano = 0,799 e 0, Basso sviluppo umano = 0,499 e 0 Il concetto di sviluppo umano nasce all’interno di un approccio centrato sulle persone dove l’individuo viene considerato il fine e lo strumento di sviluppo e dove fondamentali sono i concetti di partecipazione e di democraticità dei processi. Importante è l’approccio alle capacità ( base concettuale dell’approccio allo sviluppo umano) di cui è stato promotore Sen che parte dal presupposto che in un paese la presenza di beni e risorse rappresenta un elemento fondamentale per poter avviare dei processi di sviluppo; questi beni e risorse allo stesso tempo per poter essere valorizzati necessitano della maturazione di capacità o funzionamenti potenziali (capacità delle persone di fare delle scelte che permettono una valorizzazioni di beni e risorse di un paese permettendo il raggiungimento di determinati risultati). I concetti fondamentali dell’approccio delle capacità sono quello di “benessere, povertà, disuguaglianza” devono essere valutati nello spazio delle capacità opportunità reali che le persone hanno di vivere la vita cui attribuiscono valore. Le risorse economiche e i beni materiali vanno intesi come mezzi per la realizzazione di funzionamenti reali conseguimenti delle persone Welfare vs well-being Il concetto di sviluppo umano:
Le mappe inoltre forniscono una informazione immediata però è molto importante scegliere anche il range di riferimento per stabilire quanto una popolazione abbia un alto livello di densità o meno. Un altro esempio che ci aiuta a ragionare in merito alle differenze territoriale riguarda la differenza di ricchezza monetaria analisi dei valori della dispersione del PIL regionale per abitante. Osti cerca di capire attraverso il metodo del box-plot quali sono le differenze di ricchezza monetaria tra i diversi paesi attraverso la dispersione del PIL regionale per abitante cioè, all’interno di una singola nazione, quali sono le regioni che hanno una maggiore o minore dispersione del PIL in questo modo è possibile confrontare successivamente i vari stati. L’analisi dei box-plot mostra la presenza di stati come il Portogallo dove sebbene le mediane basse la distribuzione del PIL fra le regioni è meno sproporzionata; un equilibrio è presente anche in Belgio, Paesi Bassi e la Svezia; ci sono poi casi caratterizzati da outliers molto marcati (casi con valori oltre il triplo del range del quartile intermedio), è il caso della Germania con Amburgo e della Francia con Parigi. Quindi paesi equilibrati ma con dualismo fra un polo, ad esempio la capitale e il resto del paese. (Pagina 126 figura) Per fare analisi più sofisticate occorrerebbe calcolare gli indici ponderati per la popolazione residente in ciascuna regione in modo da tener conto del diverso modo in cui il parametro della ricchezza si distribuisce tra le regioni in relazione a quanto pesa demograficamente ciascuna regione. In sintesi l’analisi regionale può essere fatta o a partire dalle appartenenze territoriali o analizzando la presenza di aggregazioni di regioni trasversali: Prima soluzione si vede se le aggregazioni tra stati definiscono tipi che spiegano le differenze regionali. Per esempio gli studi di Gambarotto e Solari affermano che i modelli di capitalismo scandinavo e continentale presentano le minori differenze fra le regioni rispetto ai modelli anglosassone e mediterraneo. Seconda soluzione si aggregano le regioni in relazioni ai valori di una/due variabili o di più variabili (cluster analisi territoriale). In tal modo si formano nuove entità territoriali non istituzionali. PUNTO QUARTO SCALA LOCALE Negli ultimi 30 anni sono emerse zone di eccellenza economica di livello sub nazionale e spesso anche sub regionale. Le spiegazioni rinviano a due fattori:
Come si misura lo sviluppo locale: Con riferimento all’Italia: -Dualismo nord-sud -qualità della vita -differenze multiple e percorsi originali Questione irrisolta sulla misurazione dello sviluppo locale la letteratura è piena di indicatori ma quali sonno gli indicatori giusti? APPROFONDIMENTO SVIULUPPO LOCALE Il concetto di sviluppo locale si inserisce all’interno di un dibattito che mira a ragionare sui fattori di cambiamento nel rapporto con il territorio, produzione e modelli di sviluppo. I processi che incido sullo sviluppo locale sono:
La teoria della modernizzazione è una teoria socio-economica che evidenzia il ruolo positivo svolto dal mondo sviluppato nel modernizzare e nel facilitare lo sviluppo nelle nazioni sottosviluppate. Sviluppo modernizzazione valenza positiva, il progresso è sempre positivo e lineare, la “freccia della storia” è inesorabilmente diretta in avanti. TEORIA DEL SOTTOSVIULUPPO E DELLA DIPENDENZA -Il sottosviluppo non è uno stadio nel processo di evoluzione verso il capitalismo ma una condizione della società capitalistica -Responsabilità delle società industriali nel sottosviluppo economico e politico del terzo mondo -Da questa situazione di sottosviluppo è possibile uscire solo attraverso delle forme di rivoluzione: Influenza marxista Il sistema mondo di Wallerstein La dipendenza è una situazione in cui le economie di alcuni paesi sono condizionate dallo sviluppo e espansione di altre aree alle quali le prime sono soggette Tre tipi di dipendenza: Coloniale Finanziario-industriale La nuova dipendenza imprese multinazionali Applicazioni teoria della dipendenza: Rapporto nord-sud mancato sviluppo del sud come funzionale allo sviluppo del nord Rapporto città-campagna decentramento produttivo e sub-fornitura subordinata) TEORIA DELLO SVIULUPPO ENDOGENO È possibile interpretare lo sviluppo definendo dei modelli che fanno leva sulle diverse dimensioni dello sviluppo stesso: -fattore lavoro -fattore innovazione -capitale territoriale -Sviluppo come esito di fenomeni di lungo periodo attenti alle declinazioni locali dei fattori produttivi: investimento capitali, disponibilità lavoro e tecnologia. -Conoscenza come fattore di sviluppo incide sul lavoro (capitale umano o nuove professionalità) e sull’innovazione (applicazione di nuove conoscenze): Fattore lavoro (capitale umano e professionalità) relazione tra sviluppo e altri livelli di istruzione (istruzione produce conoscenza) Fattore innovazione si ha innovazione quando il neo prodotto comporta un vantaggio per chi lo adotta (momentaneo monopolio sulla vendita, riduzione costi di produzione). Importanza di variabili territoriali, coinvolgimento di enti locali e di parchi tecnologici. La conoscenza può essere tacita o esplicita, locale o universale: Quella tacita di solito è locale e a raggio di diffusione limitato, spesso è considerata una esternalità positiva, fattore di successo dei sistemi produttivi locali, derivante dalla contiguità fisica delle imprese. Si tratta di conoscenze condivise da una comunità pratica ma non atte a diffondersi in modo ubiquo (beni di club ad uso esclusivo il cui valore accresce con l’uso, capitale territoriale o beni pubblici locali fruibili in modo prioritario a livello locale) Un esempio di applicazione dello sviluppo endogeno political economy che cerca di coniugare il gioco degli interessi organizzati e la presenza di istituzioni dello sviluppo / cerca di mettere a fuoco questa interazioni a tutti i livelli territoriali con particolare attenzioni a quelli locali.
La political economy è dunque una variante degli approcci storico-comparativi con particolare enfasi sullo scambio locale, ogni singola area raggiunge particolari compromessi fra imprese e istituzioni e questi sono funzionali alla crescita economica. LA TEORIA DEI RETICOLI SOCIALI Sviluppo inteso come capacità di aree socialmente compattate di ridurre i costi di transazioni a causa dell’elevata fiducia tra attori economici localmente situati. (Importanza della fiducia alimentata da rapporti personali frequenti e simmetrici). Esempio le città che riacquistano importanza grazie al fatto di essere sede di importanti eventi internazionali o di flussi di finanziamento (Expo a Milano) / un altro esempio possono essere le aree turistiche o agricole capaci di valorizzare le proprie risorse e di inserirsi in circuiti internazionali. 19 ottobre (capitolo 3 di osti) POLITICA e TERRITORIO Motivi della relazione tra prospettiva socio-territoriale e politiche:
Maggiori competenze e capacità di azione dei livelli bassi Apertura a enti pubblici non territoriali (agenzie, imprese no profit) cosiddetta contrattualizzazione delle politiche Maggiore comunicazione tra enti locali, frequenza del cambiamento, presenza non solo di leggi ma di negoziazioni ed accordi informali Politiche territoriali In sintesi: Aumenta l’indipendenza e la diffusione delle funzioni degli enti pubblici e ciò ha reso l’azione istituzionale meno prevedibile Cresce l’esigenza de fare interventi coordinati e sistematici politiche integrate contro le suddivisioni amministrative Obbiettivo dell’integrazione/organicità richiede: -Coordinamento indirizzo e controllo delle attività (ai vari livelli territoriali) -Ordinamento delle attività pianificazione -Collegamento tra le parti del territorio (infrastrutture) -Erogazione di servizi di welfare (sanità, istruzione e assistenza) e di utilità (acqua, gas e igiene) Compito delle politiche territoriali coordinare l’attuazione concreta delle proprie leggi e decreti; inoltre apre la strada all’analisi delle politiche pubbliche (coordinamento e integrazione) tale campo di analisi è citato come politicy analysis e si distingue dalla politics: Politicy analysis analisi delle politiche pubbliche (es. politiche territoriali/ piani di governo del territorio) Politics analisi della conformazione e del funzionamento delle istituzioni pubbliche (es. studio del comune) Componenti delle politiche pubbliche: Partecipazione degli attori in uno stesso territorio :
Implementazione realizzazione Verifica Panificazione territoriale Con la pianificazione si stabiliscono le regole di destinazione d’uso dei terreni al fine di evitare disuguaglianze quali, per esempio, le inefficienze della rendita frizione agli investimenti, inaccessibilità residenziale con conseguente aumento del pendolarismo, gentrification commerciale. Perché è importante la pianificazione territoriale per sistemare in modo preordinato le destinazioni d’uso del suolo da parte del pubblico evitando così confitti. Se la scala di intervento è vasta si parla di pianificazione territoriale, se è la città di pianificazione urbana quest’ultima appare nel rinascimento con l’obbiettivo di creare città modello, ovvero di stabilire un ordine nel caos. A partire dall’800 emerge la necessità di regolare lo sviluppo delle attività soprattutto per rafforzare la forza del nascente stato nazionale. La pianificazione nasce dall’esigenza di: Superare gli squilibri territoriali Usare in modo razionale le risorse del territorio I livelli della pianificazione territoriale o urbana sono: