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Sintesi di Diritto Regionale, Schemi e mappe concettuali di Diritto Regionale

Buona sintesi di Diritto Regionale

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2017/2018

Caricato il 22/10/2022

brunina1
brunina1 🇮🇹

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LINEAMENTI DI DIRITTO REGIONALE
PARTE I: LA FORMAZIONE E LA NATURA GIURIDICA DELLE REGIONI
L’idea regionale alla costituente ed i suoi più immediati precedenti
Le regioni, pur essendo state introdotte dall’Assemblea Costituente, non furono in realtà
un progetto innovativo di quest’ultima. In realtà furono una scelta obbligata poiché,
molte volte in passato, erano già state poste in essere proposte in tal senso.
Si ricordi la proposta di Farini prima e del Minghetti poi, che suggerivano di realizzare
le Regioni come circoscrizioni di decentramento burocratico.
Ma il precedente che più si avvicina alla proposta della costituente è quella di Luigi
Sturzo, che la pose al centro del programma del suo partito popolare, fondato nel 1919.
Tuttavia si dovette attendere la caduta del fascismo per poter mettere in pratica questi
progetti.
I primi precedenti si ebbero con il RDL 91/1944 con il quale si istituiva l’Alto
commissario per la Sicilia e poco dopo con il RDL 416/1944, che istituiva la Consulta
Regionale.
Analoghi organi vennero istituiti in Sardegna, e in Valle d’Aosta invece venne realizzata
una circoscrizione autonoma, retta da una Giunta e da un Consiglio e con poteri
amministrativi. In Sicilia la situazione si faceva sempre più problematica, così venne
istituito un ordinamento autonomo, il cui fondamento era uno Statuto, elaborato da una
Commissione istituita dalla Consulta e recepito con RD lgs 455/1946. L’assemblea
costituente lo recepì senza emendarlo con la L. Cost. 2/1948 con la condizione che nei
successivi due anni sarebbe dovuto esser aggiornato anche solo con legge ordinaria.
In realtà tale revisione si ebbe solo con la legge cost 2/2001, allo scopo di dare anche
ai siciliani la possibilità di eleggere il proprio Presidente a suffragio universale e diretto.
Allo stesso modo vennero approvati gli statuti speciali della Sardegna, Trentino e
Valle d’Aosta.
In Trentino inoltre, in forza di un accordo siglato da De Gasperi con l’Austria,
venne riconosciuta l’autonomia delle province di Trento e Bolzano, rafforzata con L. cost
2/2001. In seguito si aggiunse anche il Friuli Venezia Giulia, il cui statuto è stato
adottato con l. cost 1/1963.
Quindi si comprende come l’Assemblea costituente si trovò di fronte ad una scelta
obbligata quando, in seno al “Comitato dieci”, presieduto dall’onorevole Ambrosini, si
propose di realizzare le Regioni quale ente intermedio tra Stato e comuni.
La proposta fu ostacolata indistintamente da destra e da sinistra. Unici sostenitori i
cattolici. In un secondo momento però la sinistra comprese che, sostenendo i
democristiani più innovatori, avrebbe potuto colpire De Gasperi, conservatore.
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