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Questo testo introduttivo esplora la disciplina tecnico-scientifica dell'informatica, dalla sua origine francese informatique, alla progettazione e costruzione di macchine per elaborare informazioni automaticamente. Viene inoltre discusso del vantaggio di elaboratori automatici, l'ict (information & communication technology) e la distinzione tra linguaggi naturali e formali. Il testo conclude con una breve evoluzione storica dei sistemi per elaborazione dell'informazione.
Tipologia: Sintesi del corso
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Informatica -> dal francese informatique, neologismo coniato da Philippe Dreyfus negli anni ’60 per identificare la disciplina tecnico-scientifica che si occupa della progettazione e della costruzione di macchine in grado di trattare o elaborare informazioni in modo automatico. Benefici degli elaboratori automatici -> riduzione dei tempi di elaborazione, maggiore affidabilità (minore probabilità di errori), liberazione dell’uomo da incombenze noiose, più facile e diffuso impiego di elaborazioni che altrimenti richiederebbero competenze poco comuni. ICT -> Information & Communication Technology, nuova disciplina generata dallo sviluppo dei calcolatori e della loro connessione in rete. Dato -> insieme di simboli tracciati su un supporto fisico. Informazione -> dato messo in relazione con la proprietà a cui si riferisce. Conoscenza -> si presenta quando si è in possesso di regole che permettono di trarre vantaggi dalle informazioni. Linguaggi naturali -> linguaggi che gli uomini hanno sviluppato per comunicare e che hanno dei “difetti”, come il fatto che qualsiasi costrutto può avere diversi significati. Linguaggi formali -> linguaggi utilizzati in matematica, informatica e logica per eliminare le ambiguità. Questi linguaggi sono dotati di un alfabeto , cioè un elenco finito di simboli, di una grammatica formale, cioè delle regole che specificano come i simboli dell’alfabeto possano essere combinati fra loro e di una semantica formale che consente di dare senso alle frasi. Simboli -> l’informazione è rappresentata da dati sotto forma di simboli e la stessa informazione può essere codificata con simboli e modalità diverse. Dispositivi bistabili -> dispositivi fisici in grado di assumere due configurazioni alternative e di permanere stabilmente nella configurazione loro assegnata, quali: presenza o assenza di un foro in una scheda, presenza o assenza di carica elettrica di una sostanza, diversi stati di polarizzazione di una sostanza magnetizzabile, passaggio o non passaggio di corrente in un cattivo conduttore. BIT -> Binary Digit o cifra binaria, è il codice utilizzato in tutti i calcolatori per rappresentare le informazioni. L’adozione dell’alfabeto binario è determinata dalla semplicità con cui i suoi simboli possono essere rappresentati da dispositivi bistabili. Il bit può assumere due configurazioni, 0 e 1, e con queste si possono realizzare diverse sequenze:
Memoria -> è la componente del calcolatore che ha lo scopo di memorizzare i dati nel tempo, è costituita da dispositivi bistabili e la sua capacità è misurata in bit o byte. Elaborazione dell’informazione -> attività svolte con le informazioni come creazione, modifica, confronto, conservazione, trasmissione a soggetti specifici o non predeterminati. Queste attività hanno uno schema, cioè le informazioni vengono codificate sotto forma di dati quindi vengono tracciati dei simboli su supporti fisici, questi supporti vengono sottoposti a trasformazioni fisiche che generano nuovi dati e nuove sequenze di simboli, questi dati vengono decodificati e apportano nuova informazione. Input -> informazioni in ingresso. Output -> informazioni in uscita. Algoritmo -> meccanismo che fornisce all’esecutore le informazioni necessarie per operare in modo autonomo e automatico. Strumenti formali per l’elaborazione dell’informazione -> linguaggi formali progettati per descrivere algoritmi in modo tale che questi possano essere eseguiti da un calcolatore, alcuni di essi sono: Basic, Pascal, Fortran, C, C++, Java. Sistemi manuali -> forniscono una codifica dei dati ma affidano completamente all’uomo l’esecuzione delle trasformazioni fisiche su di essi (sistema di calcolo con carta e penna). Sistemi semiautomatici rigidi -> operano singole trasformazioni fisiche sui dati ma richiedono continue indicazioni da parte dell’uomo (calcolatrice tascabile). Sistemi automatici flessibili -> dispongono di una memoria dove sono rappresentati i dati, le istruzioni e la codifica esplicita delle trasformazioni fisiche da operare. Evoluzione storica dei sistemi per l’elaborazione dell’informazione: