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Sintesi parte istituzionale, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Contemporanea

Appunti dal manuale Ferroni di letteratura contemporanea

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 09/05/2022

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sofia-tinetti 🇮🇹

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POSITIVISMO
È un movimento filosofico e culturale, nato in Francia nella prima metà dell'Ottocento e ispirato ad alcune
idee guida fondamentali riferite in genere all'esaltazione del progresso scientifico. si basa sull'esigenza di
attenersi ai fatti e sull'esaltazione della scienza, l'unico sapere in grado di comprenderli, misurarli e
controllarli. Secondo il positivismo la realtà sottostà a leggi precise, che le danno omogeneità e regolarità e
vengono studiate dalle singole discipline scientifiche. il Positivismo viene ostacolato dalla cultura romantica
e dall'idealismo: cioè una visione del mondo secondo cui tutto ciò che è reale è già contenuto a priori nella
nostra mente.
SCAPIGLIATURA
Si fa riferimento ad un’esperienza artistica limitata nel tempo e nello spazio, ovvero si tratta di un momento
particolare all’interno dell’800 e ad un gruppo di intellettuali che opera in una zona geografica precisa
(Piemonte, Lombardia, Liguria) e sono tutti accumunati da un senso di ribellione e di anticonformismo. Il
primo ad utilizzare questo termine fu CLETO ARRIGHI, capostipite del gruppo degli scapigliati, che nel 1862
pubblica il romanzo “La Scapigliatura”. Il termine era una libera traduzione del francese BOHEME’ riferito
alla vita disordinata e anticonformista degli artisti parigini. Tra gli autori scapigliati possiamo ricordare i
fratelli Boito, Dossi e Camerana. Essi si scagliano contro il provincialismo della nostra cultura, criticano la
commercializzazione dell’arte, rivendicano il legame del bello con l’orrendo. Vivono spesso alla giornata,
libertini (alcol, sostanze stupefacenti) ma sono contraddittori perché hanno nostalgia di valori e forze ideali
passate e perdute.
DOSSI
Condivide con la scapigliatura la ribellione alle tradizionali forme letterarie ed elabora un linguaggio
originalissimo. Utilizza l’arma dell’umorismo. Evita la troppa diretta manifestazione dei sentimenti e delle
passioni. Tutta la sua giovinezza è stata segnata da una difficoltà del vivere: la letteratura e la famiglia gli
sembravano rifugi. Romanzo L’ALTRIEIRI- NERO SU BIANCO rievocazione infanzia e adolescenza, narrazione
in prima persona, protagonista è un alter ego dell’autore. L’infanzia si presenta come felicità originaria,
però poco a poco si scoprono le prime esperienze del dolore e della costrizione. Lessico ricco e invenzioni
lessicali. VITA DI ALBERTO PISANI : personaggio autobiografico, terza persona, la memoria esibisce il suo
carattere artificioso. Protagonista è ansioso di raggiungere attraverso la scrittura una donna capace di
conferire un senso assoluto alla vita. Vi è molta ironia, in realtà è la biografia di un inetto e della sua
incapacità di partecipare alla vita sociale.
NATURALISMO
La narrativa realista francese elabora un metodo rigoroso che si basa sui fatti, su un’analisi delle condizioni
ambientali e psicologiche che agiscono sui personaggi. Ambiente urbano come sottofondo. Narrazione
oggettiva libera da proiezioni sentimentali. Naturalismo si usa per designare le forme narrative che si
propongono di riprodurre la natura esterna in maniera precisa, fotografare il reale, abbiamo una visione
negativa della realtà sociale accompagnata però da una fiducia nella scienza come strumento per
l'emancipazione dell'uomo. EMILE ZOLA fu il primo ad utilizzare questo termine per la narrativa (esisteva
già per designare le filosofie e le scienze che mettono al centro del loro interesse la natura). Lo scrittore
cerca di esprimere la realtà nel modo più oggettivo ed impersonale possibile, lasciando alle cose e ai fatti
stessi narrati, la descrizione del compito di denunciare lo stato della situazione sociale, evidenziando il
degrado e le ingiustizie della società.
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POSITIVISMO

È un movimento filosofico e culturale, nato in Francia nella prima metà dell'Ottocento e ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere all'esaltazione del progresso scientifico. si basa sull'esigenza di attenersi ai fatti e sull'esaltazione della scienza, l'unico sapere in grado di comprenderli, misurarli e controllarli. Secondo il positivismo la realtà sottostà a leggi precise, che le danno omogeneità e regolarità e vengono studiate dalle singole discipline scientifiche. il Positivismo viene ostacolato dalla cultura romantica e dall'idealismo: cioè una visione del mondo secondo cui tutto ciò che è reale è già contenuto a priori nella nostra mente.

SCAPIGLIATURA

Si fa riferimento ad un’esperienza artistica limitata nel tempo e nello spazio, ovvero si tratta di un momento particolare all’interno dell’800 e ad un gruppo di intellettuali che opera in una zona geografica precisa (Piemonte, Lombardia, Liguria) e sono tutti accumunati da un senso di ribellione e di anticonformismo. Il primo ad utilizzare questo termine fu CLETO ARRIGHI, capostipite del gruppo degli scapigliati, che nel 1862 pubblica il romanzo “La Scapigliatura”. Il termine era una libera traduzione del francese BOHEME’ riferito alla vita disordinata e anticonformista degli artisti parigini. Tra gli autori scapigliati possiamo ricordare i fratelli Boito, Dossi e Camerana. Essi si scagliano contro il provincialismo della nostra cultura, criticano la commercializzazione dell’arte, rivendicano il legame del bello con l’orrendo. Vivono spesso alla giornata, libertini (alcol, sostanze stupefacenti) ma sono contraddittori perché hanno nostalgia di valori e forze ideali passate e perdute.

DOSSI

Condivide con la scapigliatura la ribellione alle tradizionali forme letterarie ed elabora un linguaggio originalissimo. Utilizza l’arma dell’umorismo. Evita la troppa diretta manifestazione dei sentimenti e delle passioni. Tutta la sua giovinezza è stata segnata da una difficoltà del vivere: la letteratura e la famiglia gli sembravano rifugi. Romanzo L’ALTRIEIRI- NERO SU BIANCO rievocazione infanzia e adolescenza, narrazione in prima persona, protagonista è un alter ego dell’autore. L’infanzia si presenta come felicità originaria, però poco a poco si scoprono le prime esperienze del dolore e della costrizione. Lessico ricco e invenzioni lessicali. VITA DI ALBERTO PISANI : personaggio autobiografico, terza persona, la memoria esibisce il suo carattere artificioso. Protagonista è ansioso di raggiungere attraverso la scrittura una donna capace di conferire un senso assoluto alla vita. Vi è molta ironia, in realtà è la biografia di un inetto e della sua incapacità di partecipare alla vita sociale.

NATURALISMO

La narrativa realista francese elabora un metodo rigoroso che si basa sui fatti, su un’analisi delle condizioni ambientali e psicologiche che agiscono sui personaggi. Ambiente urbano come sottofondo. Narrazione oggettiva libera da proiezioni sentimentali. Naturalismo si usa per designare le forme narrative che si propongono di riprodurre la natura esterna in maniera precisa, fotografare il reale, abbiamo una visione negativa della realtà sociale accompagnata però da una fiducia nella scienza come strumento per l'emancipazione dell'uomo. EMILE ZOLA fu il primo ad utilizzare questo termine per la narrativa (esisteva già per designare le filosofie e le scienze che mettono al centro del loro interesse la natura). Lo scrittore cerca di esprimere la realtà nel modo più oggettivo ed impersonale possibile, lasciando alle cose e ai fatti stessi narrati, la descrizione del compito di denunciare lo stato della situazione sociale, evidenziando il degrado e le ingiustizie della società.

VERISMO

Anni 50/60 dell’800, la letteratura italiana è nella prospettiva del realismo. Letteratura che sembra voler cercare la via della “realtà”. Si usa il termine VERISMO per designare una letteratura che si accosta al vero nella sua nuda e semplice evidenza. Metodo verista viene elaborato da alcuni scrittori siciliani che vivono la frattura tra la propria condizione siciliana, l’appartenenza ad un luogo arretrato rispetto alle nuove tendenze, e l’ambizione di voler partecipare da protagonisti alla nuova letteratura. Sentono la spinta di allontanarsi dal proprio paese ma fanno del mondo siciliano il centro delle loro opere. Abbiamo una visione negativa della realtà sociale, priva della fiducia sulle possibilità della scienza. Le loro pagine sono dominate dal senso di solitudine e negano al lettore la possibilità di identificarsi con la materia trattata. Tecnica dell’IMPERSONALITA’: consiste nel far vivere e parlare direttamente i personaggi, rappresentando la loro realtà senza che l’autore proietti su di loro le proprie idee e i propri sentimenti.

CAPUANA

Verista Siciliano, la sua è una letteratura aderente al vero. nacque in provincia di Catania e visse a Firenze. Il soggiorno fiorentino fu essenziale per l'approfondirsi del suo interesse per la narrativa, infatti intese l'opera d'arte come forma vivente, come organismo dotato di una propria vita e l'esperienza dell'artista doveva dare forma a questa vita. Prima opera romanzo GIACINTA: dedicato a Zola, la protagonista è un personaggio femminile che non ha affetti familiari e subisce diversi pregiudizi sociali, acquisti reagisce cercando di affermare i propri sinceri sentimenti. Ma questa situazione provoca un'alterazione del suo equilibrio psichico, che ha come sbocco il suicidio. Il narratore rappresenta il malessere della protagonista e il suo scontro con la chiusa società che la circonda, e nella sconfitta del suicidio sembra voler riconoscere quasi l'esito di una legge razionale.

VERGA

Verga era originario di Catania, era di famiglia di piccola nobiltà agraria, è iscritto alla facolta di legge ma ebbe una vocazione letteraria che gli fece abbandonare gli studi. In seguito si trasferì a Firenze dove si inserì nei salotti intellettuali partecipando alla vita elegante mondana, e qui ha iniziato a scrivere i primi romanzi. dopo si trasferì a Milano attratto dal mondo editoriale giornalistico e dei numerosi stimoli e iniziò a pubblicare. Il contatto con queste città molto vitali determina in lui una originalissima riscoperta delle radici e vuole recuperare la realtà siciliana per dare voce a questo mondo. Da questo avrà una sfiducia sempre più forte nei confronti della società moderna e un atteggiamento sempre più chiuso. I romanzi di Verga giovanile sono designati come mondani, dove troviamo l'incontro-scontro di un personaggio maschile con le attrazioni pericolose della femminilità. Con la NOVELLA NEDDA Verga inaugura il verismo. Per la prima volta viene rappresentato il mondo contadino siciliano virgola e narra le disgrazie di una povera raccoglitrice di olive. Abbiamo una commossa partecipazione alle sventure dell'umile personaggio, ma e qui presente la tecnica dell'impersonalità: c'è la necessità di guardare al mondo dei contadini o dei pescatori da una certa distanza secondo un'ottica lontana. VITA DEI CAMPI: Raccolta di novelle. il mondo siciliano rimasto molto a lungo fuori dalla storia, appare regolato da una fatale necessità, che impone rapporti fatti di cose, di crude esigenze materiali. La vita della campagna siciliana si rivela attraverso ritmi sempre uguali, la costruzione della miseria, il lavoro più ingrato e la violenza reciproca tra gli uomini. Verga però vede in questo mondo elementare una sorta di valore originario: c'è infatti la capacità di accettare fino in fondo la durezza della lotta per la vita. La narrazione viene da una voce popolare, che racconti fatti dall'interno di questo mondo a cui i personaggi appartengono. Procede in modo rapido e immediato, in un incalzante dialogo, come se ci si trovasse su di una scena teatrale. NOVELLA FANTASTICHERIA: E la novella introduttiva della raccolta vita dei campi. È un discorso rivolto a una elegante signora che ha soggiornato con l'autore per 48 ore nel borgo di pescatori di Aci Trezza, il testo ci offre una rappresentazione del mondo e dei protagonisti del romanzo i malavoglia. Alle artificiali vanità della vita borghese, viene opposto l'orizzonte chiuso, immobile, dominato dalla dura necessità naturale della vita dei poveri. Verga pero rivendica l'autenticità di questa esistenza fatta di poche essenziali certezze.

FEDERICO DE ROBERTO

Nato a Catania, ebbe fin da subito la propria vocazione di scrittore. Scrittore verista. I VICERE’: Questo romanzo aveva imposto allo scrittore uno sforzo gravosissimo, da allora iniziò a soffrire di una malattia nervosa che lo portò alla morte. Il romanzo è diviso in tre parti. Racconta la storia di una famiglia catanese di antica nobiltà spagnola GLI UZEDA. la vicenda si colloca negli anni 1855 1882, è presente il passaggio dalla dominazione borbonica ai recenti sviluppi dello Stato unitario. Molto precisa è la rappresentazione degli eventi pubblici, il romanzo affronta una realtà in divenire che converge verso il presente. Non ci sono personaggi e punti di vista dominanti, c'è un proliferare di varie figure. La vita privata degli uzeda si riflette in alcune essenziali scene di massa: la scena iniziale abbiamo il funerale della vecchia principessa, il cui rituale e ancora ad antico regime e a questo partecipa tutto il popolo. Il modo di parlare della famiglia si frantuma in una serie vastissima di varianti individuali in contrasto tra loro. i membri della famiglia usano prepotenze reciproche virgola e vogliono ripetere sempre gesti crudeli. Sono divisi tra loro ma sono sempre Uniti contro gli altri. in questi personaggi si ripete un potere e una prepotenza immutabile. Il romanzo mostra così che la storia recente non è che un è un perpetuarsi di un potere folle. DECADENTISMO Si intende un movimento artistico e letterario sviluppatosi in Francia e poi diffusosi nel resto d'Europa, tra la fine dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento, che si contrappone alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo. si basa sul rifiuto della visione positivista della vita; a nuova poesia francese invita a rompere gli equilibri e le gerarchie tradizionali, svela l'ambiguo fascino del brutto del deforme dell'artificiale. L'arte del passato viene recuperata amata è contemplata. La natura appare percorsa da corrispondenze segrete virgola di cui la poesia deve ritrovare le tracce e gli echi. Fondamentale strumento è l'analogia, la lirica tende a farsi parola pura e astratta, esperienza del verso libero. ESTETISMO, ossia tutto ciò che riguarda la forma esteriore deve essere bello, esuberante e lussuoso; sull'irrazionalismo e sulla ribellione verso la società borghese e industriale. La vita stessa deve essere vissuta come un'opera d'arte fortissimo disprezzo per la volgarità e la folla.

D’ANNUNZIO

Nacque a Pescara da famiglia borghese, viveva di rendita grazie alla ricca eredità dello zio. Rivelò

una precoce passione per la letteratura. Il poeta trovò il modo di distinguersi, come pilota dei

nuovi moderni mezzi di trasporto, l'auto e l'aeroplano. Visse per un periodo in Francia e partecipò

alla mondana vita della bella epoque. In seguito l'Italia entrò in guerra e si arruolo come tenente,

Guidò l'impresa di fiume in seguito si ritirò e condusse uno splendido isolamento in una villa che

lasciò poi in eredità allo stato appunto D'Annunzio rivela una creatività eccezionale, utilizza il

riciclasse punti letterari diversi e combinano degli antichi e moderni appunto la poesia di

D'Annunzio è animata da un impulso a dominare lo spazio della parola, c'è un'aspirazione a

impadronirsi di tutta la letteratura e a sperimentare tutte le forme di vita.

La poetica di D'Annunzio si riassume nella TEORIA DEL SUPERUOMO. D'Annunzio riprende il

pensiero di Nietzsche e e lo banalizza. L'esteta tende a trasformarsi in eroe che sa donarsi

all'esterno e ritrovare per gli uomini il valore e l'energia originaria del mito, attraverso una fusione

tra poesia e azione. L'artista si attribuisce il compito essenziale di guidare l'umanità alla più

vigorosa espressione di sé e alla scoperta delle proprietà segrete e profonde della realtà: questo si

realizza grazie alle qualità dell'uomo superiore. il teatro e uno strumento essenziale per esibire

queste facoltà davanti ad una folla. D'Annunzio mira a un nuovo teatro tragico che ponga il

superuomo in un rapporto supremo con la folla. LA CITTA’ MORTA: Si tratta di 5 atti in prosa

ambientati in Grecia in età moderna presso le rovine di micene. La tragedia intende proiettare in

un ambiente borghese immagini del mito e della tragedia greca

CANTO NOVO: raccolta di poesie, I versi si basano su schemi metrici barbari, racconta di natura

paesaggi che si fondono con elementi animali appunto qui D'Annunzio esprime una vitalità quasi

animalesca.

IL PIACERE: primo romanzo di D'Annunzio fu scritto a Francavilla e pubblicato nel 1889. Il

protagonista è un intellettuale, ANDREA SPERELLI, identifica con l'autore. Vengono descritte le

ambizioni le contraddizioni le idee del giovane D'Annunzio che si trasfigura in un modello che si

offre all'ammirazione del pubblico borghese. Andrea sperelli è un aristocratico educato dal padre a

costruire la propria esistenza come un'opera d'arte. il romanzo si apre con l'incontro di Andrea con

l'antica amante ELENA MUTI, che egli non vede da circa due anni e che ora è sposata con un ricco

e vizioso. D'Annunzio ricorre ad un flashback e racconta le vicende della passata relazione tra

Andrea ed Elena e il rinascere di quella passione in Andrea ma non in Elena. Il rifiuto di questa

porta Andrea a rituffarsi nella vita mondana di Roma appunto ferito in un duello, passa la

convalescenza presso una cugina, dove conosce MARIA FERRES una donna che impersona una

femminilità opposta rispetto a quella di Elena. in questo nuovo rapporto però si inserisce il

desiderio dell'altra, fino a che Andrea sperelli giunge a pronunciare il nome di lei mentre tra le

braccia Maria. in romanzo è un'analisi critica delle contraddizioni in cui si sviluppa l'esteta.

l'estetismo trova il suo trionfo nell'elencazione di oggetti artistici veri e fittizi, abbiamo la

descrizione bel consumo che il mondo romano fa degli oggetti preziosi del passato.

L’INVINCIBILE/TRIONFO DELLA MORTE: romanzo basato sull'analisi di una crisi intellettuale e

legato alle vicende del suo amore con Barbara leoni, rimasto incompiuto. In seguito il romanzo

venne concluso con il nuovo titolo trionfo della morte. Questo romanzo indaga il male che mina

dall'interno il personaggio principale, il protagonista GIORGIO, è un nobile ed è vittima di sottili

turbamenti psicologici che il narratore analizza appunto la malattia di Giorgio si riassume nel

contrasto tra una forte volontà di vita e il fascino che su di lui esercitano la passività e la morte. Il

tema è quello del fallimento dell'intellettuale, è un grande melodramma.

LE VERGINI DELLE ROCCE: In questo romanzo abbiamo una violenta polemica contro il mediocre e

volgare mondo borghese e plebeo. Il protagonista è un nobile intellettuale che cerca una donna di

nobile stirpe degna di generare con lui un figlio che avrà la missione di salvare l'Italia dalla miseria

del presente: la ricerca punta su tre sorelle vergini la cui virtù è però destinata a fallire.

IL FUOCO: Il libro è scritto in terza persona il protagonista è una figura autobiografica, è

un'intellettuale, STELIO EFFRENA, anche detto l’IMAGINIFICO, Appellativo che l'autore attribuiva

volentieri a se stesso. questo personaggio rappresenta l'incarnazione dell'estetismo dannunziano:

è un superuomo sicuro di sé e della propria capacità di passare attraverso tutte le esperienze e di

dominare la realtà.

FORSE CHE Sì FORSE CHE NO: il protagonista è un alter ego dell'autore, c'è interesse per i nuovi

mezzi quali l'auto e l'aeroplano punto il protagonista e un'audace pioniere della velocita e un

esploratore di nuove strade proiettato verso la scoperta e la conquista. Ma è prigioniero di una

situazione esistenziale malsana.

LAUDI DEL CIELO DEL MARE DELLA TERRA E DEGLI EROI: Si tratta di un ciclo di poesie il titolo

mostra come D'Annunzio voglia utilizzare la suggestione francescana del cantico delle creature. È

diviso in 5 libri. MAIA : è il primo romanzo e ha la funzione di una premessa epico ideologica.

Abbiamo un'esaltazione della vita, della varietà dell'universo, del mondo naturale, del mito, della

storia, che diventano per l'io del poeta degli oggetti da possedere viene raccontato il proprio

società. La poesia è una sorte di rifugio. Bisogno di protezione che si traduce in una difesa di spazi limitati e intimi. I CANTI DI CASTELVECCHIO: una continuazione di myricae in forma più ampia. Sembra voler confrontare la natura di Castelvecchio, in cui egli ha ricostruito il suo nido, con il continuo tornare di impressioni e di ricordi che frustrano ogni appagamento e che riattivano una segreta inquietudine. Metrica molto varia. La disposizione dei canti è molto organizzata con un ordine: prima le emozioni, sensazioni, affetti d’inverno, di primavera, d’estate, d’autunno. La raccolta si conclude con alcuni canti dedicati alla morte del padre. Il libro si presento me un ciclo delle stagioni, dove il poeta si sprofonda quasi a difendersi dal resto del mondo. Il poeta spia e interroga suoni indefinibili: lo sguardo si allarga così al movimento dell’universo. L’amore e il sesso sono cose lontane, negate assolutamente alla sua diretta esperienza. La morte ritorna in tutti i ricordi, nelle immagini dell’infanzia e della famiglia distrutta. Il poeta si riconosce nel mondo dei morti, come fragile larva che emerge da qualcosa che non è più. POEMI CONVIVIALI: poeta classicistica, dedicata al mondo greco, prendendo spunto dal mito e dalla storia. Segno di erudizione ossessiva. Sul mito e sulla storia proietta la sensibilità, l’inquietudine. Si ripropone di ripercorrere il cammino dell’umanità, solidarietà e fratellanza tra gli uomini. CREPUSCOLARISMO Inizi del 900, accanto allo spirito di rivolta basato sul vitalismo e sull’irrazionalismo che tende ad esaltare il ruolo dell'intellettuale dello scrittore, Si svolgono alcune esperienze poetiche che al contrario svalutano la funzione del poeta giudicandola marginale. sono esperienze che si è SOLITI indicare con il termine di crepuscolarismo: la condizione della poesia viene confrontata con i caratteri reali del mondo moderno, i nuovi poeti avvertono una frattura sociale per via dell'accelerazione del mondo moderno. Cercano un linguaggio che non falsifichi l'esperienza presente e non credono che la poesia debba assumere il ruolo di guida per la conquista di un nuovo mondo umano. La loro ribellione consiste in una attenzione ha realtà dimesse elementari e di breve respiro. Tendono a mettersi tra parentesi e raccontano di oggetti umili dimenticati e situazioni banali. Operano una vera e propria rivoluzione stilistica: abbandonano le forme auliche e classicistica e portano a una piena affermazione del verso libero. Questi autori hanno una capacità di far parlare le semplici cose caratterizzando la poesia di ciò che è comune.

GOZZANO

Gozzano era di famiglia borghese si scrisse la facoltà di legge ma preferì interessarsi alla letteratura. Era di salute malferma. Cercava nella poesia un rifugio dal turbine delle passioni e delle aspirazioni mondane. I COLLOQUI: Si tratta di 24 componimenti con comune tematica. Si presenta come un'ideale biografia intellettuale, con un fondo romantico di bellezza e desiderio di felicità e di amore. Dietro tutto ciò gozzano scopre la presenza quotidiana della malattia della delusione della incomunicabilità amorosa, che lo spinge a guardare verso un passato fatto di esistenze fragili. Gozzano sostituisce alla figura eroica del poeta-vate un'esile soggetto umano arriva persino a vergognarsi di essere un poeta.

MORETTI

La poesia di Moretti si costruisce su una sorta di vuoto totale, su l'abbandono di qualunque valore e sulla accettazione incondizionata della normalità più dimessa. La poesia di Moretti nasce da una condizione di totale in appartenenza ed estraneità ai modelli culturali vigenti, riproviamo questa condizione particolare segnata dal non avere dal non sapere e dal non essere. Moretti non partecipa al dibattito culturale e non ha letteralmente niente da dire. L'io del poeta sembra emergere miracolosamente fuori dal tempo e scoprire se stesso proprio grazie alla sua condizione marginale in cui tutte le cose si negano e insieme si riconoscono, la sua è una poesia che trova la forza proprio nella sua indifferenza al divenire.

AVANGUARDIA

Nella fase iniziale del ventesimo secolo le forme della comunicazione sono quasi tutte basate sull'uso di macchine e sul concetto di velocità. Nascono così le avanguardie, queste esperienze nascono dalla collaborazione di artisti e scrittori che elaborano programmi e si organizzano per imporli sulla scena culturale. Mettono in questione lo stesso valore dell'arte, secondo loro l'arte deve scuotere spingere all'azione e scatenare energie. Si affidano completamente all'irrazionale. Ci furono diverse avanguardie storiche. ESPRESSIONISMO: Alla ricerca di un'espressione di realtà profonde, Germania. FUTURISMO: rifiuta le forme artistiche tradizionali cercando un nuovo linguaggio proiettato verso un futuro, Italia. DADAISMO: movimento che aspira a una rottura radicale della tradizione affermando la libertà, il suo nome è dato dalla parola Dada con cui si intende esaltare la giocosa libertà del nulla e l’anarchica gratuità di ogni forma artistica, Francia. SURREALISMO: movimento che propone nuove forme di esperienza opposta alla logica borghese in cui dominano il sogno il lapsus la magia e l'erotismo, Francia. Gli artisti d'avanguardia ebbero orientamenti molto diversi, ma erano accomunati dallo spirito antiborghese che condusse a un generale rifiuto della società di tipo anarchico e rivoluzionario. molti grandi capolavori nascono dalla ricerca di un'arte capace di indagare nel fondo più segreto dell'esperienza borghese, nasce la letteratura del MODERNISMO in cui trova espressione una coscienza dello squilibrio che corro degli individui dell'intera civiltà. Si accanisce a definire i vizi le follie della vita sociale contemporanea.

BATTAGLIA INTELLETTUALE 1910

CROCE

La politica è la riflessione sulla letteratura si integra in una battaglia intellettuale che trova il suo momento più vivace poco prima del 1910 con l'avvio della rivista LA CRITICA di CROCE e con l'esplosione del movimento futurista. in questo periodo gran parte della cultura che si sente estranea a regime si rinchiude in un puro impegno letterario. L'unica esplicita voce di opposizione parzialmente tollerata era quella di CROCE che riesce a mantenere un ruolo egemonia sulla nostra cultura. Fonda la rivista LA CRITICA Ponendosi come nuovo grande modello culturale, in cui la critica al positivismo e l'aspirazione valori ideali e spirituali si svolgono con grande misure ed equilibrio, sfuggendo l'irrazionalismo della cultura di quegli anni. L'idealismo crociano domina su tutti gli orientamenti della cultura italiana grazie anche alla suggestione esercitata dal suo liberalismo antifascista. Negli anni 50 si può parlare di dittatura intellettuale di croce. La rivista LA VOCE rappresentò il polo di tutta l'inquieta cultura precedente la prima guerra mondiale. Sulle nuove generazioni intellettuali il metodo crociano esercitò una suggestione importante. L'idealismo di croce fu come una nuova religione laica con cui i giovani potevano affermare il senso della loro partecipazione al movimento del mondo. LA VOCE divenne strumento attraverso cui diffondere la propria filosofia tra le giovani generazioni con il proposito di dare voce a una nuova cultura capace di agire sul mondo. All'interno della rivista Fiorentina LA VOCE ci sono intellettuali che cercavano forme di espressione più direttamente letteraria, così nacque una letteratura d'avanguardia parallela a quella del futurismo: LA LETTERATURA VOCIANA. questa letteratura ha come tema principale l'indagine nelle pieghe dell'io e dei suoi difficili rapporti con il mondo, rifiuta gli organismi letterari chiusi e intende scavare e fare esplodere linguaggio. i caratteri della letteratura vocina sono il moralismo, l'autobiografismo, e il frammentismo. Tutti gli autori tendono all'immediatezza.

FUTURISMO

Il futurismo fu fondato ufficialmente con il MANIFESTO DEL PARTITO FUTURISTA 1909 Da MARINETTI. questo costituisce la ricerca di protagonismo che caratterizza le classi intellettuali italiani all'inizio del 900. Abbiamo la lotta contro i modi di comunicazione tradizionali che mira a una identificazione con l'immediatamente realità di una vita continuamente trasformata dei mezzi industriali. i futuristi rifiutano tutta la tradizione: le forme artistiche vengono stravolte dal movimento e si rompono i confini tra le diverse arti e le tecniche. l'arte deve porsi come una guida delle capacità dell'uomo. Abbiamo un'esaltazione della

BORGESE

Le sue scelte lo portarono a un relativo isolamento culturale, infatti fu un antifascista. Il suo

romanzo più famoso è RUBE’ : si tratta di una riflessione critica sulla cultura in cui si narrano le

vicende intellettuale FILIPPO RUBE’. il libro segue da vicino le contraddizioni del protagonista che

trasferisce la propria inconsistenza personale sul piano di una illusoria partecipazione destini

collettivi. NeL contatto con l'esperienza concreta della guerra, ha l'attesa di eventi assoluti e

definitivi che però si prolunga e non esistenza sempre più grigia e cupa dove si danno solo gesti

automatici e incontri deludenti.

PIRANDELLO

Pirandello nacque ad Agrigento e cominciò fin da subito e impegnarsi nella narrazione in prosa. Col passare degli anni la famiglia di Pirandello subì un grave dissesto economico e intensifico la collaborazione con giornali e riviste, vennero composti i primi romanzi e proprio negli anni della guerra scrive alcune opere celebri. Pirandello considera la guerra un necessario compimento storico ma ne individua anche gli aspetti negativi. Pirandello aveva una enorme passione per il teatro e il suo successo internazionale lo porto ha un inquieta condizione di viaggiatore. divenne anche regista. questa attività lo porta in ogni parte del mondo e diciamo che pare attuare una fuga da se stesso. Gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura. Pirandello nelle sue opere parte dalle condizioni della vita reale degli uomini per scoprirne le contraddizioni il fondo segreto di sofferenze di pena. La sua scrittura richiama alcuni modelli: quelli ricavati da un antico fondo siciliano, quelli ricavati da una tensione della vita della piccola borghesia, quelli legati a una coscienza fortissima delle sofferenze e pressioni del mondo moderno, quelli che risalgono a un'ossessione per tutte le forme di sofferenza e quelli ricavati da una tradizione di letteratura umoristica. la scrittura di Pirandello si configura come un impegno continuo, l'ostinazione con cui l'autore si rapporta alla sua materia la fa diventare un'ossessione, ma in realtà scrivere è anche un modo per tenere lontana questa ossessione e insieme per ruotarvi intorno senza fine. l'intero lavoro dello scrittore si svolge sotto il segno della ripetizione. Pirandello è ossessionato dalla finzione della vita sociale e questa trova il maggiore strumento nella MASCHERA. ognuno di noi infatti si presenta lo sguardo degli altri attraverso una apparenza esterna che non corrisponde alla nostra reale natura. Pirandello vede la realtà come un insolubile conflitto tra la vita e la forma: la vita è flusso continuo ed è un movimento identico che viene bloccato da una forma che ne spegne la forza originale e porta con sé la morte. le scelte dell'uomo nella società si fonda quindi proprio su questa continua lotta contro la forma. in tutte le sue opere Pirandello cerca di esprimere questo contrasto riconoscendolo insuperabile, infatti le persone una volta sopraffatte dalle maschere diventano inafferrabili come fantasmi che condensano in sé tutte le sensazioni e le ossessioni. da qui nasce la concezione del PERSONAGGIO come entità distinta dall'autore, come essere che cerca di realizzarsi in modo assoluto e vivere una sua vita autentica nella letteratura. Tutto ciò ha portato alla nascita di un vero e proprio mito ovvero quello del PERSONAGGIO SENZA AUTORE. questo mito permette all'autore di sentire le proprie opere come organismi in movimento. IL FU MATTIA PASCAL: È il primo grande romanzo di Pirandello apparve come un'esperienza solitaria e ricevette scarsa attenzione. Pirandello fa narrare al protagonista MATTIA una vicenda di morte e di reincarnazione. in seguito a varie disgrazie familiari, Mattia fugge da casa e approda a Montecarlo dove vince una fortuna. durante il viaggio di ritorno legge in un giornale del ritrovamento del cadavere di un suicida per essere il suo paese che la moglie ha identificato in lui, decide così di accettare questa morte e di vivere sotto il falso nome di ADRIANO MEIS. va a vivere a Roma e qui nasce un sentimento amoroso con la figlia del padrone di casa che sente come un'anima gemella e vorrebbe iniziare con lei una vita nuova ma non può farlo perché il nome che ha è falso. decide allora di abbandonare lasciando i segni di un'altro suicidio per annegamento e di risorgere nuovamente come Mattia Pascal. Una volta tornato al suo paese scopre che la moglie si è formato una nuova famiglia, rinuncia così alla sua vecchia identità e si accontenta

di vivere una biblioteca scrivendo la propria storia e aspettando una terza morte. in questo romanzo abbiamo l'unità del personaggio che frantumata da tre diverse incarnazioni. il narratore sembra allo stesso tempo partecipare non partecipare agli eventi. Mattia è diventato narratore di se stesso nel momento in cui ha rinunciato a cercare una realizzazione di sé nella vita, accettando di rimanere sospeso in attesa della sua morte. il senso di queste vicende del romanzo si identifica con il fatto stesso di narrarle. quindi la sua condizione rappresenta la condizione dello scrittore nel mondo contemporaneo, estraniato, fuori da ogni riconoscimento e ruolo sociale. L’UMORISMO Si tratta di un saggio Ehi dove si ripercorre la tradizione della letteratura umoristica e se ne rivendica il valore. il metodo essenziale dell'umorismo viene individuato nella SCOMPOSIZIONE e nell'intervento della RIFLESSIONE. l'artista umorista scompone i caratteri apparenti della realtà e individua dietro ogni gesto il suo contrario. Il comico viene definito come AVVERTIMENTO DEL CONTRARIO. L'umorismo si distingue come SENTIMENTO DEL CONTRARIO. SI GIRA: Si tratta di un romanzo dove il tema principale è quello dell'artificio e della finzione prodotti nell'epoca moderna dall'uso delle macchine. nuovo titolo: quaderni di Serafino Gubbio operatore. il romanzo è scritto in forma di diario affidata la voce di un operatore cinematografico, SERAFINO GUBBIO, costretto dal lavoro a identificarsi con la macchina che usa. il personaggio subisce un processo di meccanizzazione che ne fa uno strumento impassibile di riproduzione automatica della realtà. Serafino diventa una cosa sola con la manovella che è costretto a girare l'operatore narratore segue tutti i comportamenti artificiali che costituiscono la vita di relazione, lui invano avverte il segno di qualcosa che è al di là di questa realtà così degradata. c'è una scena dove c'è una tigre che rappresenta l'ultima traccia del mondo naturale che si ribella a essere usata durante le riprese e sbrana l'attore che avrebbe dovuto ucciderla. ma anche questa violenta liberazione della natura diventa merce di consumo dato che Serafino è riuscita a riprenderla con la sua macchina. NOVELLE PER UN ANNO 1922 : Pirandello inizio a sistemare le sue novelle secondo un piano globale che prevedeva ben 24 volumi, alla fine ne pubblico solamente 14. senza nessun ordine si tratta di un repertorio narrativo sterminato dove il lettore può muoversi liberamente. questa produzione ha al centro l'ambiente siciliano e quello piccolo borghese romano. si vedono personaggi di tutte le classi sociali caratterizzati da una violenza che sconvolge ogni equilibrio psichico. ci sono legami che danno combinazioni paradossali, Scambi e raddoppiamenti, e il TEMA DEL DOPPIO: e consiste nella presentazione di figure e e di situazioni raddoppiate che possono sovrapporsi intrecciarsi in vari modi. il linguaggio è molto Comune di un medio italiano borghese. il lessico è molto ricco ci sono caratteri colti e dialettali. TEATRO: Pirandello ed è una passione per il teatro con lui assistiamo alla nascita di un nuovo tipo di dramma: il TEATRO IN LINGUA dove l'assurdo appare l'unico modo possibile di comunicazione tra i personaggi. per Pirandello la rappresentazione teatrale rivela come la vita stessa non sia che una costrizione al teatro, come ogni essere umano si è insidiato dalla duplicità e dalle maschere. C’è questa continua lotta tra le maschere e la vita sofferente che esse nascondono. tutto sembra subire una meccanizzazione e i personaggi si corrodono a vicenda. ma questo teatro si adatta alla definizione di GROTTESCO usata per tutto un gruppo di esperienze drammatiche che esprimono i loro risultati più significativi negli anni della prima guerra mondiale, spietata crudeltà, complicazioni familiari e lo schema di partenza del triangolo. SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE: Nacque da un insofferenza per le convenzioni della vita teatrale e da un confronto tra le strutture del teatro e quel senso della vita autonoma del personaggio. mentre una compagnia di attori sta provando irrompono sulla scena se in spettrali figure i membri di una famiglia. PADRE MADRE FIGLIASTRA FIGLIO BAMBINA GIOVINETTO. personaggi rifiutati dall'autore i quali chiedono al capocomico di mettere in scena il dramma che hanno vissuto la loro vita autentica. essi convincono la compagnia a prendere in considerazione la loro richiesta provando a rappresentare la loro storia: ne derivano scontri tra i personaggi stessi, cercano di rivivere le scene traumatiche: l'incesto e l'incontro tra il

realtà e dell'io ma la sua è una condizione più generale dell'uomo moderno perduto dietro

desideri illusori. altro personaggio importante è l'amico scultore STEFANO BALLI, velenoso sicuro

di sé e spregiudicato. poi abbiamo due opposte figure femminili: la sorella AMALIA È una figura

triste e grigia di una ragazza condannata alla moralità casalinga e che prova amore per balli, ma si

tratta di un amore impossibile. poi abbiamo ANGIOLINA che rappresenta la vitalità più libera e

aperta. Emilio vorrebbe godere della sua vitalità ma riesce a vivere questo rapporto solamente

attraverso intermediari. la situazione giunge al suo punto estremo quando Emilia incontra per

l'ultima volta angiolina quasi contemporaneamente alla morte di sua sorella, e quando il dolore

più lacerante si è allontanato l'immagine di angiolina sembra trasfigurarsi in una lontananza

simbolica. la vita di Emilio così resta legata come l'immagine della giovinezza vista da un vecchio.

le vicende sono ambientate a Trieste e tutti i particolari e i luoghi si caricano di significati. il lettore

è come chiamata partecipare una storia d'amore che si prolunga senza conoscere una reale

concretezza.

LA COSCIENZA DI ZENO: Svevo qui approfondisce una problematica che gli era a cuore con una

visione negativa dello sviluppo della civiltà. il rapporto con Joyce lo spinge a utilizzare la tecnica del

flusso di coscienza e del monologo interiore. un posto particolare assume anche la conoscenza

della psicoanalisi di Freud. la coscienza di Zeno è stata scritta dopo la fine della guerra e il romanzo

fu accolta all'inizio da una quasi totale indifferenza e fu essenziale l'intervento di Joyce. è scritto in

prima persona E non si presenta come narrazione di una vicenda particolare ma come

un'autobiografia aperta. il protagonista è un personaggio fittizio ZENO COSINI, e un ricco triestino

che si riconosce per l'impossibilità di liberarsi dal vizio del fumo e dal continuo fallimento dei

propositi di fumare l'ultima sigaretta. se sottoposto ha una cura psicoanalitica e ha ricevuto dal

DOTTOR S l'incarico di ripercorrere per iscritto il proprio passato. sta costruzione del passato si

compie per salti e si interrompe come viene interrotta la cura psicoanalitica per l'insofferenza del

paziente nei confronti del medico. il testo si compone di 8 capitoli: PREFAZIONE dove il dottore

presenta la sua decisione di pubblicare quelle memorie, PREAMBOLO: Zeno stesso ritorna al

periodo della sua infanzia, IL FUMO: dedicato agli infiniti artifici che il personaggio mette in atto

per evitare di abbandonare le sigarette. LA MORTE DI MIO PADRE: per racconta della giovinezza e

dei rapporti con il padre. LA STORIA DEL MIO MATRIMONIO: Racconta delle quattro sorelle Ada

Augusta Alberta e Anna e racconta dell'amore di geno per Ada, in seguito ripiega verso Alberta, e

infine si innamora di Augusta che si rivela la moglie ideale. LA MOGLIE E L’AMANTE: in cui Zeno

racconta di un rapporto clandestino con Carla una giovane donna. STORIA DI UN’OCCASIONE

COMMERCIALE: racconta del mondo degli affari. PSICO-ANALISI: Si abbandona alla narrazione del

passato dando spazio una forma di scrittura diaristica.

tutto il discorso di Zeno si sviluppa in una oscillazione tra malattia e salute, tra coscienza e

inganno. Zeno e alla ricerca di un equilibrio ha bisogno di riferimenti di stimoli esterni. è immerso

in un mondo borghese nel quale si sente a disagio in uno stato di inferiorità che gli impedisce di

comportarsi come si dovrebbe. crede che i valori su cui si basa la vita borghese non sono altro che

inganni e a ogni passo scopre l'imprevedibilità della vita. Zeno in realtà non è uno sconfitto perché

cade sempre in piedi vede la sua inferiorità e la sua difficoltà di vivere risolversi in una serie di

successi che culminano nei successi commerciali che li toccano in coincidenza con i tragici eventi

della guerra. Zeno si nasconde si sottrae continuamente a se stesso e al lettore non vuole essere

un eroe modello ma solo il protagonista di un'esperienza.

la sua malattia si configura come la sola autentica possibilità di essere e la psicoanalisi si rivela lo

strumento essenziale per la costruzione di questo personaggio. la malattia di cui soffre Zeno e la

nevrosi, Zeno però ci presenta un'immagine più ampia della condizione nevrotica dell'uomo

contemporaneo, infatti la nevrosi dell'individuo e anche la nevrosi della civiltà e della cultura. la

malattia diventa uno strumento fondamentale di conoscenza e in questo e essa si intreccia con la

letteratura scrivere infatti anche cercare le ragioni segrete della malattia.

la coscienza di Zeno è anche un'opera sul tempo, è presente infatti il tempo della vita tra il flusso

del presente il flusso dell'esistenza trascorsi e perduta. e Zeno si accorge che non è possibile

nessun rapporto lineare e sicuro con il tempo perché i ricordi diventano sempre un'altra cosa. è

molto importante anche la presenza della guerra perché si pone come un segno simbolico

dell'uscita di un'epoca e della rottura di un mondo. Zeno sembra ottenere la guarigione proprio dei

fortunati affari che la guerra gli permette di fare. come arrivato la guerra lo sviluppo dei mezzi

industriali e il dominio sulla natura si rovescia in distruzione e morte e il romanzo si chiude

proiettando il suo movimento nel tempo verso un futuro minaccioso.

PROSA TRA LE 2 GUERRE

LA RONDA - CARDANELLI

La rivista romana si colloca nella letteratura del dopoguerra all'insegna del ritorno all'ordine. gli scrittori esprimono i qui insoddisfazione per l'orizzonte tumultuoso e lo stesso titolo della rivista si riferisce alla ronda militare ovvero mettere ordine nel disordine della cultura contemporanea. i rondisti riaffermano il rilievo della tradizione e il campo d'azione fu soprattutto quello della prosa. CARDANELLI l'interprete più battagliero sviluppo una ricerca di analisi morale attenta a ricavare da situazioni personali significati di più ampio orizzonte. abbiamo trame di frammenti autobiografici dove si mescolano l'ambizione di fare di sia un modello culturale la tortura di una memoria personale che non riesce mai a ritrovare le proprie radici. IL SELVAGGIO - MACCARI Si tratta di una rivista ideata per iniziativa di MACCARI. abbiamo l'esplosione di gesti eccessivi e plateali si proponeva di esaltare i valori rivoluzionari dello spirito paesano e nazionale in opposizione allo spirito industriale.

IL 900 - BONTEMPELLI

Attenzione alla modernità legata a una visione del fascismo proiettata verso il futuro industriale. il rapporto con la modernità comporta un proposito di costruzione con la ricerca di un'arte destinata a una società a un pubblico di massa cerca un'avanguardia una vera arte applicata. la rivista cerco di tradurre su un piano programmatico in suo gusto spontaneo con la ricerca di un rapporto con il mondo moderno che non metteva al centro il rapporto con il pubblico. questo si riassume nella formula REALISMO MAGICO una narrativa tesa a ricavare prospettive mitiche magiche della realtà moderna.

SOLARIA

Nacque nel 1926 a Firenze e il titolo alludeva alla città del sole e mirava al progetto di una moderna civiltà letteraria aperta e più ampi orizzonti della letteratura europea e mondiale. rifiutava i limiti nazionali della cultura idealistica crociana. metteva in primo piano la narrativa e prestava attenzione a esperienze contemporanee. mostrava quanto fosse essenziale per la letteratura moderna l'indagine nelle pieghe dell'io sulla memoria e sul tempo. intorno a solaria si sviluppa la NARRATIVA DELLA MEMORIA, al centro dell'interesse narrativo si ponevano spesso personaggi di adolescenti visti come figure del passaggio dElla sospensione tra i tempi del difficile confronto dei caratteri originari dell'io con l'esperienza del mondo.

LA CRITICA DEL 900 – DE BENEDETTI

Nel 900 la critica è diventata un processo interno alla letteratura. Si è soliti distinguere una critica accademica ovvero rivolta soprattutto allo studio delle letteratura del passato E una critica militante ovvero rivolta in primo luogo all'intervento sulla letteratura contemporanea e alla indicazione di problemi e di prospettive nell'orizzonte del presente. il critico che ha intrattenuto il rapporto più intenso con la letteratura contemporanea fu DEBENEDETTI ha saputo mettere in luce esperienze non assimilabili in programmi e poetiche pre costruite, in lui la critica si fa voce della lettura e dialoga con il valore dei tedeschi a cui si riferisce.

REALISMO CRITICO

Intorno al 1930 abbiamo un nuovo realismo moderno che tende a proporre un'immagine critica della realtà volgendosi sia al mondo dei grandi centri urbani sia quello della provincia. sono essenziali la prospettiva della memoria e l'analisi dei rapporti e dei conflitti tra le individualità dei personaggi e lo spazio. Abbiamo l'attenzione alla realtà la volontà di rappresentare realisticamente il tutto, si guarda molto la cultura europea e americana. Una grande novità nel realismo narrativo degli anni 30 e la faccia arsi della rappresentazione della realtà delle classi subalterne operaie e contadine che tende ad assumere il loro punto di vista, abbiamo infatti l'analisi delle difficoltà e dei turbamenti che si danno nel rapporto con la famiglia e con il mondo esterno. L'opera più esemplare è il romanzo gli indifferenti di Moravia.

POESIA DEL 900

La lirica del 900 tende a porsi come voce di un soggetto solitario, sente la realtà come l'orizzonte su cui si proietta la sua interiorità. il soggetto abbandona i modi della tradizione classica e cerca nuove possibilità. la lirica tende a raggiungere il massimo di purezza e il soggetto scava dentro se stesso nel fondo dell'esistere. la poesia è la voce del viaggio di questo io nella natura e nella realtà, e l'immagine dell'uomo nel suo solitario vagare nella civiltà moderna in un difficile tentativo di riconoscere se stesso e di riconoscere le cose. DINO CAMPANA inaugurato ore della nuova lirica del 900. intorno alla sua biografia e la sua poesia è nato un vero e proprio mito. è nato a Firenze e fu preda già dallo della scienza di violenti turbamenti psichici. viene chiamato l'ultimo maledetto. Mori all'interno di un manicomio. campana cerca di scatenare nella poesia una volontà anarchica e distruttiva, mira a sconvolgere gli equilibri della comunicazione borghese. IN VERSI SPARSI: Ehi qui la poesia di campana raggiunge un singolare furore espressionistico appoggiandosi a immagini violente e accese. CANTI ORFICI: consegnò un manoscritto di un libro di poesie ma esso fu perduto e così dovette ricostruire a memoria il testo facendolo stampare con il nuovo titolo di CANTI ORFICI. si tratta di testi in versi e in prosa che tendono a organizzarsi su di una misura sublime è tragica come suggerisce anche il titolo. ambisce a offrire una conoscenza dei caratteri più profondi e segreti della realtà emergono anche figure mitiche come quella della CHIMERA. REBORA nella sua poesia l'io si impegna in un confronto acceso con la totalità, in una ricerca ostinata che approda alla verità totale della religione. la sua poesia ha una forte capacità di creare azioni e reazioni tra cose immagini e parole. scava intorno alle cose alle parole con evidenti modi espressionistici. FRAMMENTI LIRICI: 72 testi legati da fitti rapporti interni. ricerca di una parola che possa uscire di sé e ritrovare una coscienza collettiva, ostacolato da una realtà insidiosa di un mondo cittadino senza amore. a questo mondo si oppone la campagna che suscita spesso visioni positive di natura salutare e serena.

SABA

Saba ebbe una posizione appartata che trova le motivazioni nelle sue radici triestine ed ebraiche. Il padre abbandonò la famiglia e fu affidato a una balia con cui visse gran parte dell'infanzia dell'adolescenza, ebbe molteplici traumi e angosce che produssero più tardi una grave forma di nevrosi. Compi il servizio militare in Italia è finita la guerra torno a Trieste. La malattia nervosa spingeva nel frattempo lo scrittore alla terapia psicoanalitica e nacque così il bisogno di approfondire la conoscenza dell'opera di Freud che gli apparirà come uno strumento essenziale per capire la realtà della condizione dell'uomo. Fu colpito dalle leggi razziali e dovette fuggire cambiando continuamente casa. Saba INCARNA il rifiuto di ogni legame tra poesia e modernità, è lontano dalle avanguardie e dalla ricerca di una poesia pura. la sua poesia è emozione che parte dalle occasioni dell'esistenza comune dagli incontri della vita cittadina, dai rapporti familiari, dall'aspirazione ad amare a capire le ragioni della gioia e del dolore. la sua lirica si riferisce a esperienze concrete. la poesia di Saba si pone in un rapporto di continuità con la tradizione infatti utilizza le forme convenzionali del linguaggio poetico. in Saba abbiamo una ricerca di una dimensione infantile, la poesia è come una voce che mette in scena desideri e tensioni che trovano nell'infanzia loro radice. in tutta la sua opera si avverte quel fondo di sofferenza che risulta dalla sua nevrosi, dietro la parola si affaccia un male sotterraneo e la poesia appare una forma di difesa da un abisso e finisce per oscillare tra un'affermazione positiva del valore del mondo e una negazione radicale senza speranza. IL CANZONIERE: Si formò dalla successione delle diverse raccolte legate a ciascuna un tempo e una situazione della vita del poeta. il libro si modifica attraverso un continuo travaglio fino all'edizione postuma. andrebbe letto come un'opera unitaria guardando ai rapporti tra le diverse parti e a ritornare di temi figure e situazioni. parte dall'infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia. è molto evidente un legame forte tra scrittura e situazioni del quotidiano con un mondo cittadino e campestre guardato nei suoi colori più semplici. TRIESTE E UNA DONNA: è una raccolta dominata da disagio e sofferenza, c'è la volontà di cantare un amore che accetta il tradimento e la menzogna che rivendica la propria purezza proprio per le difficoltà del rapporto. Saba costruisce il romanzo di una crisi familiare che apporta un'affermazione di amore più profondo e difficile che accetta totalmente la donna proprio perché appare fuggitiva menzognera e irraggiungibile. EPIGRAFE: scritta nel dopoguerra è una raccolta che il poeta destino alla pubblicazione postuma come chiusura del canzoniere. Saba affida al suo triste italiano la confessione di un difficile e per lui inconfessabile il rapporto umano, offrendo se stesso morto a un popolo di morti.

ERMETISMO

Negli anni 20 si diffonde il modello di una lirica che si impegna a scavare nelle profondità del linguaggio. c'è una nuova generazione di poeti impegnati in questa ricerca che rifiuta ogni comunicazione diretta cercando la difficoltà e la concentrazione linguistica. Il termine ermetismo sottolinea il carattere di chiusura e di difficoltà. Questo movimento è giustificato dall'esigenza di parlare un linguaggio completamente altro rispetto a quello corrente, di porsi fuori dalla stessa realtà sociale dell'Italia fascista.

UNGARETTI

Nato ad Alessandria d'egitto da una famiglia emigrata dalla zona di Lucca, trasferitosi a Milano fu acceso interventista Ehi e all'entrata in guerra parti come soldato semplice, combatte sul Carso. nel dopoguerra si pose come poeta ufficiale. Ungaretti abbiamo la ricerca di una forma poetica assoluta ed essenziale, esaltazione della parola. Ungaretti inserisce la poesia italiana entro le prospettive del simbolismo europeo trovando un punto d'incontro tra avanguardia e tradizione. la poesia di Ungaretti nasce da un senso di avventura. alla base della sua formazione c'è l'esperienza del grande simbolismo europeo francese. per Ungaretti la poesia è testimonianza assoluta dell'uomo, l'individuo si fa voce di tutto un popolo cercando però di ridurre la parola all'essenziale. la poetica di Ungaretti è dominata da una POETICA DELL’ANALOGIA e si definisce in due

significato si dà attraverso la densità fisica degli oggetti e quindi l'intensità con cui essi si impongono la mente del lettore. OSSI DI SEPPIA: 1925 Il primo libro di Montale raccoglie testi già apparsi ma anche inediti. i testi sono distribuiti in 5 sezioni, abbiamo la ricerca di un linguaggio scabro ed essenziale, cerca forme libere aperte, usando anche forme colte e preziose avvicinandosi però sempre alla concretezza delle cose. il paesaggio che domina è quello Marino e solare della Liguria, 5 terre, dove il poeta trascorreva le vacanze. mondo arido, battuto dal vento, in cui la vita si rivela nel suo sgretolarsi. si impone l'immagine dell'estate delle ore immobili quando tutto sembra senza tempo, ma il movimento incessante del mare sembra annunciare il rivelarsi di una necessità distruttiva, qualche segreto. la voce del poeta è quella di una persona immersa nel paesaggio, non partecipa direttamente la sua vita e si accanisce interrogarne continuamente i segni. cerca di entrare in rapporto con le cose ridotte la loro essenza più nuda, in questo tentativo si distrugge l'inganno su cui si basa la vita normale e si rompe lo schermo di appartenenza che nasconde la realtà. questo squarcio verso la realtà più profonda però finisce per accrescere la solitudine dell'io, la sua distanza delle cose, e dallo stesso tu tanto cercato, solitamente un'indefinita figura femminile. LE OCCASIONI: 1939 in quanta poesie, riflessione esistenziale ridotta, la parola poetica tende ad allontanarsi dal suo carattere meditativo, si concentra tutta sugli oggetti seguendo più direttamente la poetica degli oggetti. queste poesie sembrano trasmettere un messaggio che non vuole farsi decifrare, si avvicinano all'ermetismo. la poesia mira a caricare gli oggetti e le figure di una tensione razionale e sentimentale. vuole cercare ciò che è al di là della sfera della ragione usando i mezzi della ragione stessa. la poesia parte da dati reali e da un'interrogazione sulla distanza e sulla memoria. ricerca dell'irraggiungibile, ricerca di un contatto con un tu, con una figura femminile. la figura femminile tende spesso a presentarsi come misteriosa forza salvatrice, inafferrabile che riscatta il poeta dalla volgarità del presente. la poesia ritrova in se stesso ha un valore umano e civile invocando una donna Angelo, che si identifica in parte con le donne reali, rappresentando un'ultima preziosa difesa contro le barbarie che si stanno scatenando nel mondo. LA BUFERA E ALTRO Terza raccolta poetica 1956, il titolo vuole dare l'impressione di una struttura più aperta e indeterminata, si pone come una moderna vitanova in cui i segni della realtà contemporanea si intrecciano con la vicenda dell'amore per una donna salvatrice. la Beatrice moderna ha segni preziosi che si oppongono al presente, alla violenza e la degradazione, permette al poeta di riconoscere la propria voce e di affermare la resistenza della poesia. identifica prevalentemente con CLIZIA: figura mitologica dai connotati solari, si tratta di una donna Angelo dal volo sublime. MOSCA: la figura concreta e vicina è reale. VOLPE: sia un passaggio dell'angelico al terrestre, una sorta di anti Beatrice. ma questo percorso tra figure femminili si rintraccia un passaggio tra due diverse situazioni storiche 1 l'orrore della guerra 2 l'angoscia del dopoguerra. SATURA Anni 60 o una nuova poesia. parodia e ironia, scambio e miscela tra diversi livelli, comunicazione più diretta. poesia semplice piana. resta essenziale riferimento alla memoria nella dimensione della vecchiaia i tempi e le immagini del passato si riavvolgono su se stessi. nella propria immagine di vecchio il poeta scopre ora il senso dell'immagine di giovane già vecchio che animava la sua prima poesia, riconosce con disincanto tutta la propria distanza da un mondo in cui si affollano gesti insensati e oggetti inutili. il titolo satura addensa in sé diversi significati, sottolinea la natura aperta della raccolta e il suo carattere di miscuglio di temi e di stili. abbiamo un infernale immagine di una divinità che si affaccia sul mondo di satura, Montale mostra che la morte di Dio si risolve nello svuotamento di ogni valore che attribuisce uno spaventoso potere a una divinità minacciosa e regola ciecamente la vita collettiva. rappresenta il fantasma della società che sfugge al controllo dell'uomo. per cui non è più possibile discernere il bene dal male. questo mondo modifica i suoi connotati facendo perdere senso allo stesso ritmo delle stagioni riducendo i margini la natura violentata. l'unica difesa appare quella di non esistere.

GADDA

Le caratteristiche della scrittura di Gadda sono l'espressionismo e il plurilinguismo. agisce violentemente sul linguaggio, sottraendola ogni misura classica mescolando livelli linguistici e stilistici e svariati dialetti italiani, frammenti di lingue straniere, gerghi e lingue speciali. cerca di estrarre dei diversi linguaggi tutti i modi possibili per colorire gli oggetti ma da nello stesso tempo l'effetto angoscioso della loro incontrollabilità del loro fuggire e sottrarsi a una presa risolutiva. e lingua gioca a diano si presenta come un pasticcio. queste scelte partono dalla sofferenza dell'io, dalla nevrosi dell'autore e dall'eco di traumi subiti nell'infanzia. nelle sue opere incombe il peso minaccioso della negatività. la nevrosi domina l'orizzonte umano, chi si crede normale è semplicemente chi non riconosce la propria nevrosi, vuole costringere gli altri a essere normali ed è perciò molto più pericoloso degli anormali che invece sanno di esserlo. Gadda da voce la più violenta sofferenza interiore, alle difficoltà del suo rapporto con il reale con il sociale ma allo stesso tempo scopre l'io inteso come valore E sostanza. ADALGISA: La presentazione della vita milanese si appoggia sulla missione tra un'essenziale fondo linguistico toscano e frammenti di dialetto milanese. troviamo un'umanità fatta di maschere e borghesi che si accapigliano tra loro che vivono solo per affermare la propria esteriore rispettabilità e che seguono le regole di una morale dell'apparenza. è comico e grottesco, ma è una comicità che ha qualcosa di funebre. LA COGNIZIONE DEL DOLORE: e stato scritto dopo la morte della madre, molto forte il motivo autobiografico del rapporto tra figlio e madre sotto il segno lacerante di una nevrosi legata ai traumi dell'infanzia. il romanzo è diviso in due parti per un totale di 9 tratti la cui successione presenta le vicende della realtà di un fittizio paese sudamericano il MARADAGAL (immagina dell’italia del primo dopoguerra e del fascismo, Brianza) appena uscito da una guerra vittoriosa ma rovinosa. il protagonista GONZALO è un ingegnere malinconico che soffre di nevrosi e coltiva progetti letterari vivendo in una villa con la vecchia madre. dopo aver perduto in guerra il fratello la vita di Gonzalo si svolge in solitudine nell'odio verso il mondo circostante verso i borghesi e verso tutta l'umanità. e piuttosto aggressivo e lo è anche il rapporto con la stessa madre, violenza fisica. una notte la madre viene trovata moribonda nel suo letto per alcuni colpi subiti al capo in circostanze sconosciute, e l'autore pensava di far sì che la donna credesse di essere oggetto di un'aggressione stessa Del figlio. Il maradagal rappresenta l'Italia fascista presentandosi così come un mondo barocco e grottesco. i sentimenti di Gonzalo si dirigono allo stesso modo verso la borghesia e verso le classi popolari, odia l'attaccamento alle cose che nei borghesi e senso della proprietà e del possesso. nel rapporto di Gonzalo con la madre il risentimento e l'aggressività si legano a una tenerezza che non riesce a esprimersi se non in un'enorme senso di colpa, in una ossessiva preoccupazione per la povera esistenza della Vecchia Signora. il rancore di Gonzalo è in realtà quello di chi non ha mai avuto la madre tutta per sé. eh vorrebbe offrirle affetto e averne il perdono ma si scatena contro di lei con terribili minacce che sfiorano la violenza fisica. IL PASTICCIACCIO: Ambiente romano, il romanzo segue un delitto che avviene in un palazzo borghese e lo svolgersi delle indagini. si tratta di un giallo impossibile che mantiene una suspance continua. tutto si configurano i termini di un pasticcio. la vicenda si svolge in pochi giorni in un palazzo non lontano dal Colosseo dove viene assassinata una ricca e bella ragazza. la narrazione priva di ogni centro non c'è nessun vero protagonista. abbiamo un'immersione della scrittura in una realtà oggettiva dalle facce molteplici. la mescolanza dal luogo ho una sinfonia carnevalesca: romanesco napoletano laziale Veneto. il romanzo si pone come una radiografia della vita sociale italiana negli anni del fascismo, Roma era il centro in cui il regime autoritario tendeva a far uniformare le molteplici anime dell'Italia. la società rappresentata nel pasticciaccio è la forma più marcia del male della stupidità della cecità che nominano il mondo della storia. il pasticciaccio dà voce a tutte le facce di un mondo incorreggibile di ridicole di orrore di cui è fatta non solo la Roma fascista ma tutta l'Italia.