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Slide riassuntive scienze umane 1
Tipologia: Appunti
Caricato il 04/08/2020
3.9
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L'educazione comparata è una parte importante negli studi pedagogici per ampliare i campi d'indagine e di ricerca educativa. Prima di dare una definizione precisa di tale disciplina bisogna, prima di tutto, capire cosa vuol dire comparare, ossia: "esaminare due o più elementi (oggetti, fatti, persone, avvenimenti), nello stesso tempo o in tempi diversi, per cercare ed eventualmente ritrovare somiglianze o differenze, in riferimento ad una stessa o più proprietà che motiva e determina, in quella occasione il confronto". Dopo aver definito il concetto di comparare, si può puntualizzare che cosa si intende con educazione comparata. Il termine indica un'area della ricerca educativa che utilizza l'approccio educativo come strumento di conoscenza, lettura, descrizione, interpretazione, previsione e valutazione dei fatti educativi.
Questa disciplina ha avuto nel corso della sua evoluzione tanti studiosi, ma il primo che ha formulato in maniera sistematica un concetto e un metodo dell'educazione comparata è stato Marc-Antonie Jullien, definito anche il fondatore di tale disciplina. Jullien evidenzia i primi concetti fondamentali relativi al carattere scientifico-sperimentale e alla funzione pragmatica della disciplina: si compone come tutte le altre scienze di fatti ed osservazioni e deve individuare quali sono i sistemi scolastici che si sviluppano e quelli che arretrano e quali sono le cause di tali arretramenti. L'assunto fondamentale degli studi comparati è che noi possiamo realmente comprendere noi stessi solo nell'ambito di una sicura conoscenza delle altre società, quindi studiamo ciò che accade nei processi educativi di paesi stranieri con l'obiettivo di migliorare il nostro sistema educativo. Per questo, dunque, prende forma la necessità di dare vita alla comparazione dei sistemi scolastici di due nazioni: Italia e Stati Uniti. Queste due realtà, nel corso della loro storia hanno dato molta importanza al sistema scolastico, però va sottolineato che entrambe hanno avuto molte difficoltà nel modificarlo in relazione ai cambiamenti della società contemporanea ecco perché da qui emerge la necessità di un vero e proprio confronto, rilevando analogie e differenze.
"Verso la società cognitiva. Insegnare e apprendere" (1995). Édith Cresson, pubblicato dalla Commissione Europea nel 1995 in vista del 1996, l'anno europeo dell'educazione e della formazione permanente. Sul piano europeo, le principali iniziative proposte della Commissione ai diversi paesi membri attraverso questo libro mirano ad incoraggiare l'acquisizione di nuove conoscenze, ad avvicinare la scuola all'impresa, a lottare contro l'esclusione e a padroneggiare tre lingue europee. Il testo mirava a dare una risposta all'esigenza di adeguare i sistemi scolastici alle rapide trasformazioni in corso nei sistemi sociali. Non c'è stata formulazione di titolo più fortunata che "insegnare ad apprendere", cioè insegnare strategie efficaci all'apprendimento nonché sviluppare quel saper fare utile alla risoluzione di problemi. Per gli insegnanti, quindi, l'insegnamento non è più solo trasmissione di conoscenze e nozioni, ma attivazione di competenze. Il Libro Bianco parte dalla considerazione che il sistema scolastico deve essere in grado di dare risposte alla domanda economica ed ha in mente la formazione del futuro lavoratore, quindi prevede la costruzione di un curricolo funzionale all'utilità del mercato e quindi, all'inserimento nel mondo lavorativo. Questo approccio valorizza le discipline tecnico-scientifiche e i saperi professionali rispetto a quelli socio-culturali ed umanistici, che pure non esclude. L'idea chiave è quella della scuola-impresa nella quale viene enfatizzata l'importanza dell'autonomia e dell'intraprendenza per riuscire a competere e a trovare soluzioni ai problemi. L'obiettivo di questo tipo di scuola è il raggiungimento degli obiettivi di efficacia e di efficienza.