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Jacques Maritain: Biografia e Educazione al Bivio - Filosofia dell'Educazione, Appunti di Scienze Umane

Jacques Maritain, filosofo francese convertito al cattolicesimo, discute sulla formazione della persona come fine primario dell'educazione in contrasto con il pragmatismo americano e il razionalismo europeo. Educazione al Bivio, suo saggio, espone le coordinate principali della sua filosofia dell'educazione, evitando errori come l'oblio dei fini, false idee sul concetto dell'uomo, il pragmatismo e il sociologismo. Maritain insiste sulla relazione educativa, l'educazione liberale e i compiti complementari.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 04/08/2020

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JACQUES
MARITAIN
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JACQUES

MARITAIN

BIOGRAFIA

Jacques Maritain (Parigi, 18 novembre 1882; Tolosa, 28 aprile 1973) è stato un filosofo francese, allievo di Henri Bergson, convertitosi al cattolicesimo. Il padre Paul è avvocato, la madre Geneviève Favre, è figlia di Jules Favre, deputato repubblicano, tenace oppositore di Luigi Napoleone. Dopo il liceo Maritain frequenta la Sorbona, laureandosi prima in filosofia e poi in scienze naturali. Dal 1945 al 1948 fu ambasciatore di Francia presso la Santa Sede. Una delle massime autorità del neotomismo, Maritain dedicò la sua attività di filosofo serio e attento a chiarire il destino della filosofia occidentale, che fino a San Tommaso cresce nella sintesi e si compie, mentre dopo di lui si profanizza ed è di volta in volta sempre più mera espressione dell'uomo abbandonato alla sua mondanità ( Humanisme intégral , 1936).

EDUCAZIONE AL BIVIO

Maritain insiste sulla formazione della persona quale fine primario dell’educazione nei confronti del pragmatismo americano e del razionalismo europeo, sottolineando che ogni progetto educativo, di qualunque estrazione esso sia, sottende sempre una precisa antropologia, talvolta implicita. La relazione educativa deve evitare il duplice errore di una concezione “dispotica” da parte del maestro e di una concezione “anarchica” da parte dell’alunno. L’educazione deve tendere all’unità del sapere, facendo in modo che il processo di apprendimento cominci dall’esperienza ma termini sempre nella ragione. L’opera contiene anche la visione di Maritain sul ruolo della scuola nella società, con particolare riferimento alla situazione degli Stati Uniti e della Francia durante l’epoca a lui contemporanea. Il lettore potrà trovare anche degli interessanti spunti sulla natura del lavoro intellettuale e degli utili consigli su come sviluppare una vera “vita dell’intelligenza”.

1. Misconoscimento dei fini -Educazione è un’arte particolarmente difficile. Ogni arte è un’azione dinamica verso un oggetto da realizzare che è lo scopo dell’arte stessa. -Non c’e arte senza finalità. Il primo errore consiste nel dimenticare i fini da raggiungere ai metodi dell’educazione. La ricerca dei mezzi bisogna considerarli come strumento del fine dell’educazione. 2. False idee riguardo al fine Se il fine dell’educazione consiste nell’aiutare il bambino verso la perfezione umana, è obbligata a rispondere alla domanda- che cosa e l’uomo? Il concetto dell’uomo può essere considerato come; scientifico, filosofico- religioso. L’idea puramente scientifica dell’uomo tende soltanto ad unire insieme dati misurabili e osservabili. Il concetto filosofico – religioso dell’uomo è un concetto ontologico.

5. Intellettualismo Ci sono due forme principali: -Supremi vertici di perfezioni promossi dall’educazione con la pura abilità dialettica o retorica. -Quello che abbandona valori universali e insiste sulle funzioni pratiche e operative dell’intelligenza. 6. Volontarismo Due forme principali sono: -In reazione contro la prima di una tendenza volontarista sorta fin dal tempo di Schopenhauer ha contribuito a fare dell’intelligenza una schiava della volontà e fare l’appello alla virtù delle forze irrazionali. -Educazione tecnica specializzata all’accesso: conosciuto come educazione della volontà, educazione del sentimento, formazione del carattere. Nel campo pedagogico, volontarismo è quello di richiamare l’attenzione sull’importanza delle funzioni volontarie, sul primato della moralità, virtù e generosità nella formazione dell’uomo.

7. Ogni cosa può essere appresa mediante insegnamento Troviamo alcuni paradossi dell’educazione. -Il sistema pedagogico in rapporto alla formazione della volontà e la dignità dell’intelletto consiste la preparazione completa dell’educazione dell’uomo. Ci sono corsi di filosofia, ma non corsi di saggezza, l’amore e l’intuizione non è materia d’istruzione scientifica e d’insegnamento. Un altro paradosso dell’educazione riguarda le istituzioni educative (family, school, church) e l’ambito extra-educativo. La sfera estra-eductiva anche esercita sull’uomo un’azione più importante della stessa educazione. Comunque la scuola non deve essere considerata inutile.