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Una introduzione alle variabili casuali, distribuendo le loro classificazioni in discrete, continue e miste. Vengono anche esaminate le distribuzioni di probabilità, che rappresentano il modo in cui la probabilità si distribuisce su questi valori. Il documento include esempi e spiegazioni dettagliate per facilitare la comprensione.
Tipologia: Slide
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”Aleatoria”: attitudine pratica dei Latini a giocare a dadi ”Stocastica”: attitudine teorica dei Greci a fare congetture L’immagine di una v.c. è detta anche supporto della v.c.
Osservazione: Se lo spazio campionario 𝛺 è discreto la variabile casuale sarà discreta mentre, se è continuo, la variabile casuale può essere continua o discreta come evidenziato nell'esempio seguente.
Esempio 1: Consideriamo una prova consistente nell'osservare l'altezza di un individuo. In tal caso è continuo perché contiene un'infinità non numerabile di eventi (tutte le possibili altezze). La variabile casuale X "altezza" è una v.c. continua in quanto può assumere, almeno in teoria, qualsiasi valore nell'intervallo [20,300). Se però consideriamo due eventi
possiamo definire una variabile casuale X, che assume valore 1 in corrispondenza di E 1 e valore 0 in corrispondenza di E 2. In tal caso otteniamo una variabile casuale discreta.
Esempio 2:
Consideriamo l'esperimento del lancio di una moneta bilanciata. In questo caso 𝛺={testa,croce}.
Consideriamo la variabile aleatoria così definita:
X({testa}) = 1 e X({croce}) = 0 Quindi la variabile aleatoria X:{testa,croce} → {0,1} ha come rango SX = {0,1}
Esempio 4:
Si consideri il lancio di un dado regolare. Conosciamo lo spazio dei campioni 𝛺 formato da tutti i numeri compresi tra 1 e 6. Consideriamo una V.C. X che associa ad ogni evento dello spazio dei campioni il numero reale che esce sulla faccia del dado che esce. Quindi il supporto S è l’insieme formato dai numeri 1,2,3,4,5,6. Ogni valore che può assumere la V.C. ha una probabilità di ⅙.
Esempio 5:
Nella medesima prova possiamo definire una nuova V.C. X’ che assume il valore 0 se il numero che esce sulla faccia del dado è pari, 1 se è dispari. In questo caso il supporto è formato da 1 e 2 con probabilità di 1/2 ciascuno.
Variabili casuali: Assegnazione di Probabilità
Gli esempi riportati mostrano come, nel caso di spazi di probabilità discreti (finiti
o numerabili) sia molto agevole ricavare le probabilità associate ai valori assunti
dalla variabile casuale a partire dalle probabilità degli eventi; in caso invece prove
che generano spazi campione i cui elementi sono un’infinità continua la
assegnazione di probabilità è più complicata, problema che viene risolto grazie
alla misurabilità delle funzioni che definiscono le variabile casuale:
Una V.C. è una funzione misurabile a valori reali definita sullo spazio degli eventi.
❑ Un fenomeno osservabile diviene rilevante dal punto di vista probabilistico quando se ne fissi una legge di probabilità, ovvero, quando si stabiliscano dei gradi di probabilità per le determinazioni possibili del fenomeno stesso.
❑ Quando il fenomeno viene rappresentato nella forma di un elemento aleatorio, la sua legge di probabilità viene generalmente detta distribuzione di probabilità.
Distribuzioni di Probabilità
Distribuzioni di Probabilità