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Una panoramica storica e introduttiva alla probabilità, una branca della matematica che si occupa del calcolo delle probabilità di eventi. come la probabilità ha origine nel gioco d'azzardo e come è stata utilizzata per migliorare strategie nel XVI secolo. Viene inoltre illustrato come la probabilità è utilizzata in molti campi scientifici e quotidiani, come fisica quantistica, farmaceutica, genetica, ricerche su internet, previsioni del tempo, economia, finanza e assicurazioni. concetti primitivi come prova, evento e probabilità, e operazioni fondamentali come negazione, intersezione e unione. Vengono inoltre introdotti eventi elementari e non-elementari, eventi impossibile e certo, eventi incompatibili e la definizione di probabilità.
Tipologia: Slide
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Probabilità - Concetti di base Perché di ffi cile? Studi psicologici hanno mostrato che, mediamente, la nostra intuizione si inganna facilmente quando ragioniamo su problemi che riguardano la probabilità o la statistica.
Prova Si definisce prova (o esperimento aleatorio) un esperimento che ha due o più possibili risultati e in cui c’è un certo grado di incertezza sull’esito. La prova può essere suddivisa in diverse fasi che prendono il nome di sottoprove. Esempi di prova:
Esempio 1: Si consideri l’esperimento che consiste nel lanciare una moneta una volta e si descriva lo spazio campionario. Svolgimento: Indichiamo con “T” il verificarsi dell’evento ‘Testa’ e con “C” il verificarsi dell’evento ‘Croce”.
Esempio 2: Si consideri l’esperimento che consiste nel lanciare una moneta due volta e si descriva lo spazio campionario. Svolgimento: Indichiamo con “T” il verificarsi dell’evento ‘Testa’ e con “C” il verificarsi dell’evento ‘Croce”. Lo spazio campionario Ω è costituito da quattro eventi elementari: Ω = {TT,TC,CT,CC}
Unione Dati due eventi A e B, la loro unione (indicata con A ∪B) è data dall’evento “Almeno uno degli eventi A e B si verifica” Esempio: Si consideri l’esperimento lancio di un dado. Si considerino gli eventi A:“Esce un numero inferiore a 4” e B:“Esce un numero pari”. Si definisca l’evento A ∪B. Svolgimento: A = {1,2,3} B = {2,4,6} A ∪B = {1,2,3,4,6} Esempio: Si consideri l’esperimento che consiste nel lanciare tre volte una moneta. Dati gli eventi A:“Esce almeno due volte croce” e B:“Esce testa al primo lancio”, si definiscano gli eventi ¯A, A ∩ B e A ∪B. Svolgimento: A = {CCC,CCT,TCC,CTC} B = {TCT,TTC,TTT,TCC} A ∩B = {TCC} A ∪B = {CCC,CCT,TCC,CTC,TCT,TTC,TTT,TCC} Due eventi particolari... Si definisce evento impossibile (indicato con ∅) l’evento che non può mai verificarsi. Esso può essere definito come l’intersezione tra un qualsiasi evento e la sua negazione: A ∩ ¯A = B ∩ ¯B = ··· =∅ Si definisce evento certo (indicato con Ω) l’evento che si verifica sempre in quanto comprende tutti i possibili risultati dell’esperimento. Esso può essere definito come la negazione dell’evento impossibile: Ω = ¯ ∅ Osservazione: Vale anche la relazione ∅=¯Ω Eventi incompatibili Due eventi A e B si definiscono incompatibili se non si possono verificare contemporaneamente, cioè se si verifica che: A ∩B = ∅ Definizione di probabilità Si definisce probabilità una funzione P che associa a ogni evento Ei un numero reale. Tale probabilità verrà indicata con P(Ei ) Come assegnare le probabilità? Postulati Nota: I postulati sono degli assunti che non hanno bisogno di essere dimostrati o verificati. Vengono assunti come veri e su di essi si basa tutta la teoria sviluppata a partire da essi.
Probabilità del complementare Probabilità dell’evento impossibile ( ∅) La probabilità è al più 1 0 ≤ P(A) ≤ 1 Abbiamo mostrato che P(A) = 1 − P(¯A), ma siccome P(¯A) ≥ 0 (per la (i)) si ha la tesi. Probabilità dell’unione Dati due eventi qualsiasi (non incompatibili), utilizzando i postulati è possibile dimostrare che P(A ∪ B) = P(A) + P(B) + P(A ∩B) Implicazioni tra eventi Diciamo che l’evento A implica l’evento B se ogni volta che si verifica A allora si verifica B. In termini insiemistici A ⊂ B, si ha allora se A ⊂B allora P(A) ≤ P(B) Misurare la probabilità Approccio frequentista Per avere un modo di determinare la probabilità, proviamo a legarla a qualcosa di osservabile. Consideriamo allora un evento come ‘esce testa al lancio di una moneta’. Questo evento è ripetibile, nel senso che possiamo lanciare una moneta molte volte. Facciamolo, o immaginiamo di farlo, e calcoliamo a ciascun lancio la percentuale di teste osservate fino a quel momento. C’è però una certa regolarità: man mano che si va avanti il risultato si stabilizza intorno al 50%, che è la probabilità che, intuitivamente, attribuiremmo all’evento ‘esce testa’. C’è però una certa regolarità: man mano che si va avanti il risultato si stabilizza intorno al 50%, che è la probabilità che, intuitivamente, attribuiremmo all’evento ‘esce testa’. Probabilità: impostazione frequentista La probabilità di un evento è la frequenza con cui questo si verifica in un (ideale) infinito numero di ripetizioni dell’evento stesso.
Il gioco della roulette Scommessa 3: Dozzina Il gioco della roulette Scommessa 4: Colonna Il gioco della roulette Scommessa 5: Multipla 1 Il gioco della roulette Scommessa 6: Multipla 2 Ma quanto si vince? Osservazione a margine Evidentemente, ogni tanto si vince e ogni tanto si perde. Il calcolo delle probabilità non ci permette di prevedere cosa succede su una scommessa (il gioco d’azzardo è totalmente casuale e il risultato di una mano è indipendente dal risultato dell’altra). Ci permette però di dire cosa succede su un gran numero di scommesse. Consideriamo la scommessa sulla quartina, si è detto che
Variabili casuali Perché le variabili casuali? Parlando di esperimenti, eventi e probabilità abbiamo visto che:
In alcune situazioni puó essere utile ricorrere alla seguente relazione P(X > xi ) = 1 − P(X ≤ xi ) ovvero: P(X > xi ) = 1 − F(xi ) Esempio: lancio di un dado: Distribuzione di Bernoulli Distribuzione Binomiale Consideriamo un esperimento con due possibili esiti: successo e insuccesso e indichiamo con π la
nelle stesse identiche condizioni. Indichiamo con: X1 il risultato nella prima prova, X2 il risultato nella seconda prova, ... , Xn il risultato nella n-esima prova. Cosa possiamo dire sulla somma X = X1 + X2 + ··· + Xn? Esempio: Per n=5 si ha: X1 = 0, X2 = 1, X3 = 1, X4 = 0, X5 = 0 ⇒X= X1 = 1, X2 = 0, X3 = 1, X4 = 1, X5 = 0 ⇒X= Esempio: Binomiale Si stima che l’86% delle famiglie italiane possieda più di un telefono cellulare. In un campione di 20 famiglie, a. qual è la pobabilità che esattamente 15 famiglie posseggano più di un cellulare? b. qual è la pobabilità che almeno 18 famiglie posseggano più di un cellulare? c. qual è la pobabilità che meno di 18 famiglie posseggano più di un cellulare? Esempio: Binomiale Svolgimento
Distribuzione di Poisson La distribuzione di Poisson viene impiegata quando il fenomeno aleatorio è composto dal conteggio delle occorrenze in uno specifico intervallo di tempo, in una determinata area o in un altro contesto. Esempio: Poisson Una squadra di calcio segna un numero di goal a partita che si ritiene distribuito secondo una Poisson e mediamente segna 1.5 goal a partita. (1) Si dica qual è la probabilità che nella prossima partita la squadra non segni goal. (2) Si dica qual è la probabilità che nella prossima partita la squadra segni più di 4 goal. Variabili casuali continue Esempi di v.a. continue Una variabile aleatoria continua è una v.a. i cui valori possibili sono numeri reali, ad esempio
Funzione di densità: definizione Funzione di ripartizione La distribuzione normale: principali caratteristiche La distribuzione continua che si incontra più frequentemente è la normale o gaussiana, la cui densità ha la seguente forma Esempio: altezze Distribuzione delle altezze tra gli studenti maschi
Parametri della normale
Esercizio: temperature a RE La temperatura media a Reggio Emilia in un giorno di aprile è una variabile aleatoria che è ben descritta da una normale di media 13.5. Sapendo che è 0.71 la probabilità che la temperatura sia inferiore a 15, possiamo ricavare la deviazione standard? La risposta è sì.