Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Società e media digitali – prima parte, Appunti di Sociologia Dei Media

La nascita dei nuovi media; I primi approcci allo studio dei media digitali; Il concetto di network society; Il concetto di connective society;

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 20/01/2026

simona.arosio
simona.arosio 🇮🇹

4.3

(3)

23 documenti

1 / 12

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Lezione n.3: Società e media digitali – prima parte
La nascita dei nuovi media
risale agli inizi degli anni Ottanta, quando sostanzialmente inizia a delinearsi il
processo di digitalizzazione che poi ha comportato l'utilizzo sempre più
massiccio delle tecnologie digitali all'interno dei contesti sociali contemporanei.
I new media o media digitali hanno origine intorno agli anni Ottanta del secolo
scorso, periodo in cui iniziano ad essere utilizzati i primi strumenti digitali di
trasmissione dei dati. Facciamo qui riferimento ai primi personal computer, ai
primi computer che iniziano ad essere utilizzati anzitutto nell'ambiente
lavorativo, ma che poi via via diventano sempre più performanti, anzitutto e
sempre più pervasivi, fino ad essere una costante presenza nella vita
quotidiana degli individui. Nel 2000 si ha uno sviluppo di connessioni e supporti
digitali che si sono integrati in un unico grande medium. Si ha la convergenza
dei nuovi media con i tradizionali. Dunque, effettivamente questo processo di
digitalizzazione pervasiva ha comportato poi questa catena di continuità tra
media tradizionali e media digitali che ha avuto come esito principale la
convergenza, cioè la possibilità di utilizzare adesso messaggi veicolati, di
ricevere dei messaggi veicolati dai classici mass media anche dentro i
dispositivi mediali digitali. E questo dunque comporta la necessità di
interrogarsi anche rispetto al futuro di questi processi di digitalizzazione e
rispetto a quanto accadrà anche rispetto alla possibilità di convergenza
ulteriore dei dispositivi. In tale scenario diviene necessario porsi due domande.
Quale forma assume la società contemporanea nella metamorfosi tecnologica e
comunicativa digitale? Come cambia in tale contesto sociale il rapporto degli
attori sociali con la comunicazione? Queste due domande, sulla scorta di un
saggio scritto da Benvenia e Bocciartieri, comportano la necessità appunto di
interrogarsi rispetto all'andamento di questa metamorfosi sociale e tecnologica
che impatta in maniera nuova e in maniera molto importante sui contesti
sociali e sul rapporto che gli attori sociali hanno con i mezzi di comunicazione e
con le modalità di comunicazione che mettono in campo nella interazione con
gli altri.
Quando hanno origine i new media? Cosa si intende per convergenza?
Passiamo al prossimo argomento.
I primi approcci allo studio dei media digitali
Qui affronteremo molto brevemente i principali contesti teorici che si sono
interrogati appunto sull'impatto dei media digitali sul contesto sociale dei primi
anni 80 e 90 e sulle modalità appunto di comunicazione messe in campo dagli
individui. La società digitale è stata analizzata da molti approcci che hanno
tentato di comprendere il modo in cui le persone usano le nuove tecnologie
digitali per comunicare tra di loro. Vista la pervasività delle tecnologie digitali e
visto l'uso sempre più massiccio di tali dispositivi, è emersa dunque la
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa

Anteprima parziale del testo

Scarica Società e media digitali – prima parte e più Appunti in PDF di Sociologia Dei Media solo su Docsity!

Lezione n.3: Società e media digitali – prima parte La nascita dei nuovi media risale agli inizi degli anni Ottanta, quando sostanzialmente inizia a delinearsi il processo di digitalizzazione che poi ha comportato l'utilizzo sempre più massiccio delle tecnologie digitali all'interno dei contesti sociali contemporanei. I new media o media digitali hanno origine intorno agli anni Ottanta del secolo scorso, periodo in cui iniziano ad essere utilizzati i primi strumenti digitali di trasmissione dei dati. Facciamo qui riferimento ai primi personal computer, ai primi computer che iniziano ad essere utilizzati anzitutto nell'ambiente lavorativo, ma che poi via via diventano sempre più performanti, anzitutto e sempre più pervasivi, fino ad essere una costante presenza nella vita quotidiana degli individui. Nel 2000 si ha uno sviluppo di connessioni e supporti digitali che si sono integrati in un unico grande medium. Si ha la convergenza dei nuovi media con i tradizionali. Dunque, effettivamente questo processo di digitalizzazione pervasiva ha comportato poi questa catena di continuità tra media tradizionali e media digitali che ha avuto come esito principale la convergenza, cioè la possibilità di utilizzare adesso messaggi veicolati, di ricevere dei messaggi veicolati dai classici mass media anche dentro i dispositivi mediali digitali. E questo dunque comporta la necessità di interrogarsi anche rispetto al futuro di questi processi di digitalizzazione e rispetto a quanto accadrà anche rispetto alla possibilità di convergenza ulteriore dei dispositivi. In tale scenario diviene necessario porsi due domande. Quale forma assume la società contemporanea nella metamorfosi tecnologica e comunicativa digitale? Come cambia in tale contesto sociale il rapporto degli attori sociali con la comunicazione? Queste due domande, sulla scorta di un saggio scritto da Benvenia e Bocciartieri, comportano la necessità appunto di interrogarsi rispetto all'andamento di questa metamorfosi sociale e tecnologica che impatta in maniera nuova e in maniera molto importante sui contesti sociali e sul rapporto che gli attori sociali hanno con i mezzi di comunicazione e con le modalità di comunicazione che mettono in campo nella interazione con gli altri. Quando hanno origine i new media? Cosa si intende per convergenza? Passiamo al prossimo argomento. I primi approcci allo studio dei media digitali Qui affronteremo molto brevemente i principali contesti teorici che si sono interrogati appunto sull'impatto dei media digitali sul contesto sociale dei primi anni 80 e 90 e sulle modalità appunto di comunicazione messe in campo dagli individui. La società digitale è stata analizzata da molti approcci che hanno tentato di comprendere il modo in cui le persone usano le nuove tecnologie digitali per comunicare tra di loro. Vista la pervasività delle tecnologie digitali e visto l'uso sempre più massiccio di tali dispositivi, è emersa dunque la

necessità di capire come le tecnologie digitali hanno modificato il modo in cui gli attori sociali comunicano, ma anche il modo attraverso cui le relazioni sociali vengono instaurate con l'utilizzo e tramite l'utilizzo delle nuove tecnologie digitali. Anni 80, comunicazione mediata dal computer, distinta in sincrona e asincrona. Questo è il primo approccio teorico che appunto all'inizio degli anni 80 si è interrogato sugli effetti della comunicazione mediata dal computer, dal punto di vista delle relazioni sociali che gli individui possono intessere mediante appunto l'utilizzo in modo particolare di questo dispositivo e quindi del computer, e quindi sugli effetti delle tecnologie sull'interazione tra le persone. Qui la distinzione che è stata operata in modo specifico è tra una comunicazione sincrona e una comunicazione asincrona. Il primo tipo di comunicazione, quella sincrona, ha a che fare con la compresenza, seppur virtuale, degli astanti di chi è impegnato nell'atto comunicativo, anche tramite l'utilizzo del computer. Facciamo riferimento ad esempio a videoconferenze o alle classi interattive che vengono svolte appunto in diretta e in presenza di alcuni studenti e studentesse. La comunicazione asincrona invece ha a che fare con quella modalità di comunicazione dove chi riceve il messaggio non è contestualmente presente rispetto a chi lo emette. È questo il caso ad esempio delle videolezioni o delle classi interattive che vengono, come dire, recuperate in un secondo momento, ma è anche il caso dei social network dove appunto chi emette l'atto comunicativo non è effettivamente in presenza di chi magari risponde con un tempo dilazionato. Seconda metà degli anni Ottanta, reduced social cues, cioè indicatori sociali ridotti. Questa teoria um sottolinea il fatto che all'interno della comunicazione um instaurata tramite um appunto i media digitali, vi sia una sorta di inibizione degli individui che, essendo sostanzialmente coperti da anonimato, questo è il caso magari di blog o di siti specifici, um ed essendo quindi, um come dire, non esposto in prima persona nella comunicazione, ha una sorta di inibizione che lo porta a comunicare anche in situazioni in cui, invece, in compresenza fisica non comunicherebbe. um e sottolinea anche l'emergere molto spesso di violazioni delle norme sociali, perché gli autori che sostengono questo approccio teorico sottolineano sostanzialmente che, il fatto di essere appunto in anonimato e dietro uno schermo comporti una facilità maggiore rispetto alla violazione possibile delle norme. Un altro effetto però che questi autori sottolineano è quello del dell'uniformazione, cioè il fatto che, grazie, quindi questo è diciamo un'altra faccia della medaglia, grazie all'utilizzo delle tecnologie digitali, anche chi um diciamo si sentirebbe a disagio a comunicare il proprio pensiero in una situazione di presenza fisica, riesce invece a comunicare, a esporre il proprio pensiero, perché appunto il lo schermo, diciamo, riesce a mascherare quella timidezza che invece la la presenza fisica um diciamo porrebbe come barriera principale per la comunicazione. Anni 90, social identity deindividualization theory, cosiddetta SIDE. La SIDE è una teoria che si concentra molto sul concetto di identità, facendo riferimento sostanzialmente alle identità che gli individui ricoprono nei contesti, appunto, di presenza fisica e nei contesti

Quali sono i presupposti dell'approccio RSC? Cosa postula la teoria SIBE? Quali sono le caratteristiche del modello hyperpersonal proprio dell'approccio SIP? Il concetto di network society La cosiddetta società delle reti, che è stato elaborato da un sociologo catalano che si chiama Manuel Castells. A partire dagli anni Ottanta si assiste a un cambiamento del sistema dei media, inteso come decentralizzazione, diversificazione e personalizzazione sospinte dai nuovi media, che iniziano quindi a mutare quella che è l'esperienza audiovisiva del pubblico di massa e che hanno inoltre la capacità di adattarsi per soddisfare le esigenze e i desideri dei singoli individui. Questo cambiamento che prende piede a partire dagli anni 80, è stato analizzato da diversi approcci teorici che si sono occupati di comunicazione e che hanno, diciamo, sottolineato proprio il fatto che si sia passati da quel pubblico di massa tipico dei media classici a pubblici differenziati, a audience differenziate e segmentate, che sempre più hanno esigenze conoscitive, informative diverse, ma anche desideri diversi rispetto all'utilizzo, per esempio, dei media digitali. Questa trasformazione non è determinata solamente dal potenziamento dell'infrastruttura tecnologica, ma è supportata da un mutamento sociale che precede lo sviluppo dei media digitali e che riconfigura la morfologia sociale in una network society. È quindi una trasformazione che, nelle premesse di Manuel Castells, avvio già nel periodo della società moderna, quando, appunto, alcune... Alcuni fenomeni sociali specifici come l'industrializzazione, come l'individualizzazione, la secolarizzazione, danno avvia appunto a un mutamento che, seppur in continuo divenire e seppur, come dire, modificato in modo particolare dall'avvento della globalizzazione, è un mutamento che è tuttora in fieri, tuttora in corso. E questo sostanzialmente dà vita ad una nuovo sistema sociale che è appunto morfologicamente imperniato attraverso e su delle reti specifiche collegate tra di loro appunto in un sistema che viene definito network society. In questi tre volumi, che è appunto la trilogia su cui si fonda tutto il pensiero di Manuel Castells, l'autore sostanzialmente mette a sistema tutto il pensiero che caratterizza appunto la network society, quindi le premesse che stanno alla base della nascita di questo nuovo sistema sociale, le caratteristiche di questo nuovo sistema sociale, le potenzialità e i limiti della network society. Nelle opere The Information Age, The Rise of the Network Society, The Power of Identity e The End of Millennium, Castells rintraccia le radici della trasformazione tecnologica tra la fine degli anni 60 e la metà degli anni 70 a partire da tre fattori. È questo quindi il periodo storico a cui Manuel Castells fa riferimento in modo specifico, seppur collegandosi ai contesti precedenti a cui abbiamo fatto riferimento, e che funge da volano per la modificazione sostanziale del sistema sociale contemporaneo. L'affermarsi di un nuovo paradigma tecnologico che pone al centro le tecnologie dell'informazione, la messa in crisi dei modelli socioeconomici capitalisti, l'affermarsi di nuovi movimenti culturali portatori di valori sociali quali i diritti

umani, ambientalismo e femminismo, l'intreccio di questi fattori ha dato vita a una nuova struttura sociale dominante, la società in rete. Dunque, l'affermarsi di un nuovo sistema tecnologico e appunto la necessità di sottolineare il fatto che la digitalizzazione e la pervasività sempre maggiore assunta dai mezzi di comunicazione di massa hanno assunto una centralità totalmente nuova nei sistemi sociali contemporanei, che quindi diventano il centro da cui partire per l'analisi dei fenomeni sociali che le sono propri. Così come la messa in crisi di quelli che erano i modelli socioeconomici tradizionali capitalistici, che appunto hanno lasciato spazio a modelli economici differenti, sostanziati su mercati finanziari e su mercati immobiliari, quindi su attività di altro genere rispetto alla società che era quella prevalente nel modello industriale della modernità. E infine, quindi, movimenti culturali che hanno comportato anche un mutamento sociale e culturale epocale e che hanno dato vita, insieme agli altri fenomeni precedenti, a questa società in rete. Le caratteristiche di questa nuova struttura sociale concernono centralità dell'informazione come infrastruttura della nuova società, diffusione degli effetti delle tecnologie che agiscono sulle dinamiche socio-individuali, sviluppo di una logica di rete di ogni sistema. Ciò significa che sostanzialmente la nuova società è basata sullo scambio informativo e questo scambio informativo non è più demandato alle semplici relazioni sociali che gli individui potevano e possono tuttora chiaramente intrattenere tra loro, ma è demandato a una infrastruttura tecnologica predisposta ad hoc per fornire appunto le informazioni che diventano centrali nel sistema contemporaneo. Così come gli effetti delle tecnologie, che abbiamo detto essere sempre più pervasive, hanno sulle dinamiche di interazione tra individui e tra individuo e società, tra individuo e istituzioni e così via. Sviluppo di una logica di rete di ogni sistema, cioè ogni sistema e ogni microsistema sociale, apparato burocratico, apparato scolastico, apparato del lavorativo e così via, sono ormai uniti tra di loro in una logica di rete, cioè una logica che collega tramite network, tramite reti internet, ciascun componente del sistema sociale. Flessibilità del paradigma informazionale che implica la capacità di riconfigurazione che supporta un costante cambiamento della società, convergenza delle tecnologie in un unico sistema integrato. Quindi, questa flessibilità del paradigma informazionale che si collega proprio al sistema di flessibilità tipico della postmodernità è alla base di quello che è il mutamento incessante e costante a cui è sottoposta la società postmoderna. Cioè, vi sono talmente tante tecnologie digitali innovative e mutamenti legati alla tecnologia talmente veloci che la società ha necessità di volta in volta di riconfigurarsi per assorbire tali mutamenti e per renderli funzionali al sistema sociale. E quindi, alla fine, un sistema integrato. Di appunto reti e di nodi connessi tra di loro in cui convergono tutte le tecnologie. La network society è una società che, dall'impostazione verticale delle burocrazie dello Stato, dell'esercito, delle grandi aziende, si trasforma in un'organizzazione a rete flessibile che sa adattarsi con maggiore facilità alle nuove circostanze, circostanze grazie all'infrastruttura tecnologica su cui è basata. Quindi, riprendendo alcuni temi

una vita che non è totalmente mediata, che ha una sua forma di esistenza anche indipendentemente da quello che è l'utilizzo delle tecnologie digitali e che quindi ha necessità di essere analizzata anche per quelli che sono i vecchi, tra virgolette, modi di agire degli attori sociali. Van Dijk propone sette leggi del web che permettono di capire cosa sono le reti e come si comportano, quindi per studiare e analizzare le reti e capire il loro comportamento è necessario fare riferimento a queste sette leggi. Network Articulation, Network Externality, Network Extension. Queste sono le prime tre leggi. Per quanto riguarda la Network Articulation, questa legge postula che le relazioni sociali siano influenti rispetto ai network che collegano. Cioè, gli individui collegati attraverso appunto le relazioni sociali installate online, hanno meno importanza e meno influenza rispetto alla rete stessa che viene a crearsi come punto di collegamento tra di loro. La Network Externality invece, è una legge che postula che le reti hanno effetti anche esternamente, cioè è vero che gran parte degli individui sono connessi tra di loro nel sistema della Network Society, ma è anche vero che alcuni di essi rimangono fuori e sono quindi in una situazione di esternalità rispetto alla rete. Ma coloro che sono fuori vengono comunque influenzati o in qualche modo impattano in ogni caso con quello che è appunto il sistema delle reti. La Network Extension invece, è una legge che sostiene che più le reti crescono e più quindi devono essere organizzate, e maggiore è l'informazione che circola all'interno di queste società e maggiori saranno anche gli intermediari che necessitano di fornire e di regolare questa informazione. L'esempio in questo caso sono i motori di ricerca che sostanzialmente convogliano tutto il mare magnum di informazioni presente su web e che ce lo presentano in una maniera più ordinata possibile e che quindi, diciamo, organizzano sistematicamente quel sistema di informazioni talmente esteso da pervadere poi la rete nel suo complesso. La quarta legge è Small Worlds, quinta Limits of attention, sesta Power Law e settima Friend amplifiers. Small Worlds vuol dire che attorno alla comunicazione digitale si creano dei piccoli mondi, nel senso che comunicare all'interno delle reti digitali e tramite le reti digitali vuol dire essere in grado di connettersi con altre persone indipendentemente dalle relazioni di spazio e tempo che invece le relazioni sociali classiche mettono sul piatto della bilancia. Quindi, diciamo, la possibilità di comunicare istantaneamente in ogni parte del mondo e anche a distanza, è appunto una legge che permette di parlare di piccoli mondi che vengono a crearsi nel sistema della network society. Limits of attention ha a che fare con il limite di attenzione, che gli attori sociali hanno nell'utilizzo delle reti digitali, perché, abbiamo detto, c'è una quantità molto massiccia di informazioni all'interno del web e quindi più contenuti ci sono, meno attenzione gli individui avranno nel, diciamo, nel considerare determinati contenuti e quindi c'è la necessità di selezionare le tipologie di contenuti che più soddisfano i bisogni di chi appunto si trova ad interagire all'interno delle reti sociali. Power Law è una legge che, connettendosi anch'essa con chi è esterno alla rete, sostiene che sostanzialmente gli emarginati sociali, e quindi chi ha, come dire, meno

possibilità di essere, di rientrare all'interno di queste reti, ovviamente rimane come una persona che non riesce e non può, per diversi motivi, riuscire appunto ad entrare all'interno dei sistemi sociali, anche quelli digitali. Quindi Power Law sostanzialmente vuol dire che il potere è nelle mani di chi già ce l'ha. Questo vale sia nei sistemi digitali appunto contemporanei, ma anche nei sistemi sociali indipendentemente da quelle che sono le tecnologie digitali. Cioè, chi è escluso dal sistema sociale molto spesso è escluso anche dal sistema mediale, proprio perché non ha le possibilità molto spesso di esserne parte. Trend and Briefers, l'ultima legge, prevede invece che i nuovi media amplifichino, diciamo, quelle che sono le tendenze culturali e sociali che però sono presenti nei sistemi sociali to cure. e quindi se in un sistema sociale c'è, diciamo, una specifica tendenza, questa tendenza si riverbererà anche all'interno dei nuovi media. In cosa consiste la network society secondo Manuel Castells? Quali sono le 7 leggi di Jan van Dijk, necessarie a comprendere la network society? Il concetto di connective society cioè un'altra etichetta che alcuni autori hanno dato per poter leggere appunto i sistemi sociali contemporanei nell'ottica delle tecnologie digitali pervasive. Un secondo approccio è quello della connective society, che si interroga circa il nesso fra dimensione sociale e media, prodotto nel momento in cui la propensione all'essere online networked tende a diventare una condizione diffusa e a essere vissuta come uno stato di normalità. Sostanzialmente questo approccio si concentra, oltre che su quelle che sono le strutture sociali ovviamente influenzate dai sistemi digitali, su ciò che avviene a livello individuale, quindi sulla propensione degli individui ad essere always on, ad essere costantemente connessi, voglia per motivi lavorativi, si voglia per motivi personali, ma che comunque questa condizione di, appunto, questa propensione di essere costantemente connessi viene vissuto come uno stato di normalità. Lee Rainie e Barry Wellman in Networked, The New Social Operating System del 2012, esplorano la natura della società in rete, mettendo in relazione lo sviluppo delle ICT con quello delle reti sociali delle persone. Cioè, collegano esattamente il concetto di rete digitale con il concetto di rete sociale, andando ad indagare in modo specifico quali sono effettivamente gli effetti delle tecnologie digitali sulle relazioni sociali individuali e interindividuali. Gli individui sono sempre meno vincolati a reti parentali, vicinato e piccolo gruppo, e sempre più orientati verso network personali più allargati, molto diversificati e caratterizzati da minor coesione sociale. È questo il caposaldo, diciamo, di questa teoria, cioè il fatto che, oggi siamo lontani dalla classica comunità elaborata da da Turnis, dove appunto gli individui erano fortemente connessi all'interno di relazioni sociali molto forti e con legami di parentela, con legami di vicinato che avevano una loro influenza sostanziale sui comportamenti

quindi, diciamo, ciascuno di noi può dar vita a forme mediali che sono simili a quelle tipiche dei mass media tradizionali e quindi dei mass media mainstream. la crescita di sistemi di disintermediazione e di condivisione di contenuti, la consapevolezza diffusa di una logica della costruzione di contenuti e linguaggi, che sono molto simili a quelli dei mass media, ma usati in un ambiente in cui gli individui sono collegati tra loro. Disintermediazione fa proprio riferimento a questo, cioè al fatto che oggi, non solo i classici cittadini, ma le aziende e i politici, possono riferirsi ai pubblici in maniera diretta, senza passare dalle classiche agenzie comunicative o dai classici, appunto, giornalisti, che appunto avevano la funzione di mediare, no, tra chi forniva l'informazione e chi la riceveva, perché oggi gli individui, essendo fortemente collegati tra di loro, si trovano in una situazione in cui possono inevitabilmente, appunto, comunicare facendo riferimento direttamente al destinatario. Quello che si genera nella connective society è un anello di retroazione tra la diffusione di tecnologie di connessione e le pratiche d'uso che ne ridefiniscono i confini potenziali. Chiaramente, ciò che viene immesso sul mercato, no, in quanto tecnologia digitale, molto spesso non prevede degli utilizzi che poi vengono invece messi in atto dalle pratiche d'uso che gli attori sociali, appunto, mettono in campo e che quindi ridefiniscono le possibilità d'uso degli strumenti stessi. In The Internet in everyday life del 2002, Barry Wellman e Carolyn Hayton-White indagano sull'utilizzo del web da parte degli utenti nella vita quotidiana in termini di relazioni interpersonali. Postulato, quindi, l'importanza di indagare quelli che sono le relazioni interpersonali messe in campo dagli attori sociali tramite l'utilizzo dei media digitali, alcuni autori, appunto, si concentrano su tale analisi. Secondo gli autori viviamo in un ambiente quotidiano influenzato fortemente da internet e in cui lo scambio immediato di grosse quantità di dati è facilitato da una larghezza di banda sempre più ampia. Accanto alla digitalizzazione sempre crescente, che ha coinvolto appunto le società negli ultimi decenni, vi è stata contestualmente anche la quantità di banda a disposizione delle persone che è diventata sempre più ampia. La connessone con le reti amicali, familiari, lavorative e potenzialmente continua. L'interazione è più ricca rispetto a quella testuale poiché vi è una maggiore personalizzazione dei contenuti dei messaggi da parte degli utenti. Chiaramente le tecnologie digitali ci permettono di avere una interazione continua con amici, parenti, colleghi, pensiamo ai gruppi WhatsApp, ai gruppi, ai cosiddetti gruppi famiglia, dove i familiari scambiano tra loro informazioni magari importanti, attività, ecc. e quindi ecco, la necessità di studiare questo tipo di relazioni, che rendono appunto tramite l'utilizzo dei dispositivi digitali un'interazione più ricca proprio perché i contenuti dei messaggi possono essere personalizzati e arricchiti attraverso l'uso delle emoticon per esempio, ecc. La comunicazione è sganciata in misura maggiore dal luogo grazie ai sistemi wireless. Chiaramente la portabilità dei dispositivi digitali e la possibilità di connessioni wireless ma anche di connessioni dati, fanno sì che oggi la comunicazione sia appunto presente e possibile in ogni momento. La

connettività diventa sempre più globalizzata, visto che siamo in un sistema di reti che potenzialmente unisce tutto il globo terrestre, chiaramente anche la connettività diventa sempre più globalizzata. Uno dei contributi più rilevanti di Wellman è l'analisi delle reti sociali all'interno di internet, dove per rete sociale si intende un insieme di nodi socialmente rilevanti che sono connessi tra di loro da uno o più rapporti, al pari di quelle che sono le reti sociali classiche che gli individui intestano tra di loro. Wellman definisce alcuni principi guida per ciò che concerne la social network analysis, cioè la possibilità di analizzare le reti sociali tramite i dispositivi digitali. Gli analisti delle reti sociali devono concentrarsi sulle relazioni tra i singoli nodi piuttosto che agli attributi di quest'ultimi. Quindi, non è necessario concentrarsi su chi emette un atto comunicativo, ma sulla relazione che si instaura tra coloro che emettono l'atto comunicativo. Quando gli studiosi usano la network analysis, non devono trattare le reti come gruppi mutualmente esclusivi, ma ricordarsi che queste tendono a intersecarsi tra di loro. Molto spesso, le reti sociali, seppur singole, presenti all'interno delle reti, si intersecano perché una persona può far parte appunto di più gruppi sociali. Le vecchie e classiche cerchie sociali, per come venivano definite, ad esempio da un altro sociologo classico che è Georg Simmel. I differenti nodi all'interno della rete hanno diverso peso per le relazioni che intessono con gli altri componenti del network. Chiaramente, sulla base del tipo di relazione che si instaura all'interno della rete e sul tipo di presenza che una persona ha all'interno della rete, si avranno pesi diversi rispetto alle relazioni che si possono instaurare. La natura della relazione tra due nodi dipende anche dalla relazione che ognuno dei due ha con altre reti. Chiaramente, nel momento in cui due nodi fanno parte di due reti diverse, queste due reti diverse influenzeranno a loro volta la possibilità di relazione tra i due nodi. Partendo da questi presupposti, Wellman sviluppa il concetto di networked individualism, che riguarda la libera scelta di appartenere ai differenti network presenti online in base ai propri interessi. Chiaramente, ciò che desideriamo ricevere in termini di scambio relazionale, di scambio comunicativo, ci permette di scegliere a quale tipo di network appartenere. Jenkins riflette sulla relazione tra convergenza mediatica e cultura partecipativa. Con convergenza mediatica intende il flusso dei contenuti su più piattaforme, la cooperazione tra più settori dell'industria dei media e il migrare del pubblico alla ricerca continua di nuove esperienze di intrattenimento. L'espressione cultura partecipativa, invece, si riferisce all'emergere di nuovi ruoli per produttori e consumatori, i quali interagiscono tra loro e creano nuovi prodotti culturali. Abbiamo fatto riferimento al concetto di prosumer, cioè alla persona che oggi è produttore e consumatore contestualmente e che quindi è uno dei temi sui quali Henry Jenkins invita a riflettere. Dal connubio tra convergenza mediatica e cultura partecipativa emerge il concetto di cultura convergente. Ciò che si osserva è che le idee e la cultura si diffondono dall'alto verso il basso, cioè vengono prodotte su larga scala dai media e poi vengono riappropriate dai diversi pubblici e al contempo vengono rivolte verso l'esterno