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sociologia ambiente e territorio
Tipologia: Sintesi del corso
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La sociologia si fonda sull’analisi di due dimensioni fondamentali: spazio e tempo. Ogni fenomeno sociale è sempre collocato in un contesto preciso, per questo si dice che è “emplaced” , cioè situato nello spazio. L’ambiente rappresenta lo spazio con le sue caratteristiche, mentre il territorio è una porzione di spazio organizzata all’interno di un sistema sociale.
Il rapporto tra spazio e società va sempre osservato in prospettiva storica: le azioni sociali avvengono nello spazio-tempo e si sviluppano in relazione alle pratiche sociali. Secondo Giddens, lo spazio è regionalizzato , cioè suddiviso in aree connesse alle attività quotidiane (casa, lavoro, università).
In generale, lo spazio può essere:
● prodotto dagli individui ● oppure capace di produrre la società
Può quindi essere visto come sfondo, contesto o cornice dell’azione sociale.
Approccio ecologico: lo spazio come ambiente
L’approccio ecologico, sviluppato dalla Scuola di Chicago, interpreta la società come una popolazione che si adatta all’ambiente. Lo spazio è un insieme di risorse e vincoli, e i gruppi sociali:
● competono ● invadono ● sostituiscono altri gruppi
La città è vista come un ecosistema sociale dinamico.
L’agire umano si sviluppa su due livelli:
● biotico (ecosistema) ● culturale (organizzazione sociale)
La cultura è lo strumento di adattamento all’ambiente.
Si sviluppano poi:
● ecologia sociale (distribuzione nello spazio) ● ecologia delle popolazioni (organizzazioni come specie) ● ecologia sistemica (mondo come sistema unico)
Spazio come territorio
Lo spazio diventa territorio quando è organizzato e controllato da sistemi sociali. Il territorio è composto da diversi livelli (politici, economici, amministrativi).
La tecnologia ha un ruolo centrale (trasporti, infrastrutture), e le scelte passate influenzano il futuro ( path dependency ).
La città è un dispositivo territoriale che organizza persone, attività e flussi.
Spazio come luogo
Lo spazio diventa luogo quando assume significato. È quindi una costruzione sociale.
I significati sono:
● archetipici ● sociali ● individuali
Il luogo è fatto di pratiche, esperienze e tracce lasciate dagli individui.
Secondo Lefebvre:
● spazio pensato → rappresentazioni ● spazio vissuto → esperienza concreta
Spazio e società
Lo spazio non è neutro. Esiste una relazione circolare:
● gli individui producono lo spazio ● lo spazio condiziona i comportamenti
Si parla di quasi-determinazione.
Interazione e ambiente
L’azione sociale è orientata agli altri e si basa su:
● percezione dell’altro ● costruzione della conoscenza ● aspettative reciproche
Le strutture sociali (regole e risorse) prendono forma attraverso l’azione.
Goffman e lo spazio sociale
Goffman interpreta la vita sociale come una rappresentazione:
● front stage (spazio pubblico)
La mobilità è un processo fondamentale della vita sociale, legato alla possibilità degli individui di accedere ai luoghi e agli spazi. Non esiste una teoria unica che la definisca in modo definitivo: per questo va analizzata sempre in relazione al contesto storico e sociale, cioè in una prospettiva diacronica.
La mobilità non riguarda solo gli spostamenti fisici delle persone, ma anche quelli di:
● merci ● informazioni ● capitali
Nella società contemporanea, infatti, questi flussi diventano sempre più rapidi e globali, contribuendo a trasformare profondamente il rapporto tra spazio e società.
Mobilità e deterritorializzazione
Uno dei concetti centrali è quello di deterritorializzazione , cioè il processo attraverso cui i legami sociali non sono più necessariamente ancorati a un territorio specifico.
Questo significa che:
● le relazioni sociali si sganciano dai luoghi fisici ● le identità diventano più fluide ● i confini diventano meno rigidi
Già Anthony Giddens aveva parlato di questo fenomeno, introducendo anche il concetto di disembedding , cioè lo “sradicamento” dei rapporti sociali dai contesti locali tradizionali. Nella tarda modernità, infatti:
● i rapporti sociali vengono “tirati fuori” dai luoghi originari ● aumentano le possibilità di mobilità ● ma queste restano legate alle risorse e allo status degli individui
I non-luoghi
Un contributo importante è quello dell’antropologo Marc Augé , che introduce il concetto di non-luoghi.
I non-luoghi sono spazi caratteristici della tarda modernità, come:
● aeroporti ● centri commerciali ● autostrade
In questi spazi:
● le relazioni sono superficiali e temporanee
● non si costruiscono legami duraturi ● le persone condividono lo spazio senza interagire realmente
Si tratta quindi di spazi di transito, in cui l’identità è sospesa.
Un esempio è rappresentato anche dal film The Terminal , in cui un aeroporto diventa un luogo di permanenza, mostrando come i non-luoghi possano trasformarsi.
Tipi di mobilità
La mobilità si manifesta in forme diverse:
Mobilità residenziale
È il cambiamento di abitazione all’interno di un’area familiare o locale. È spesso legata ai cicli di vita (famiglia, lavoro, condizioni economiche).
Viaggi (turismo)
Spostamenti temporanei legati al tempo libero, allo svago o all’esperienza.
Migrazioni
Spostamenti di lungo periodo o permanenti, che comportano una vera e propria ricollocazione sociale e culturale. Qui emerge anche la figura dello straniero , caratterizzata da una tensione tra vicinanza e distanza.
Mobilità quotidiana (pendolarismo)
È la separazione tra luogo di residenza e luogo di lavoro. Nasce con la società industriale e continua nella contemporaneità, anche in forme nuove (smart working, flessibilità).
È collegata anche al fenomeno della suburbanizzazione , cioè lo spostamento verso le periferie.
Fordismo, Taylorismo e Post-Fordismo
La mobilità è strettamente legata ai cambiamenti nei sistemi produttivi.
Taylorismo (1911)
Elaborato da Frederick Taylor, si basa sull’organizzazione scientifica del lavoro:
● suddivisione delle attività ● controllo dei tempi e dei movimenti ● aumento della produttività
Fordismo
● accesso alle infrastrutture
Quindi la mobilità è anche un fattore di disuguaglianza sociale.
Motilità
Per capire davvero la mobilità, bisogna distinguere tra:
● mobilità → movimenti effettivi ● motilità → capacità potenziale di muoversi
La motilità rappresenta la possibilità concreta di padroneggiare lo spazio.
Dipende da tre dimensioni:
1. Infrastrutture
Strade, mezzi di trasporto, reti fisiche.
2. Accessibilità
Possibilità reale di utilizzare queste infrastrutture.
3. Rappresentazioni
Conoscenza e percezione dello spazio, che permettono di orientarsi.
La motilità è quindi una combinazione di fattori materiali e cognitivi.
Relazione tra mobilità e motilità
La mobilità è l’insieme dei movimenti che caratterizzano la vita quotidiana.
La motilità è la condizione che rende questi movimenti possibili.
In altre parole:
● la mobilità è ciò che facciamo ● la motilità è ciò che possiamo fare
Il confine non è semplicemente una linea geografica, ma un vero e proprio strumento sociale di organizzazione, controllo e regolazione. Serve innanzitutto a distinguere tra ciò che è “dentro” e ciò che è “fuori”, permettendo ai sistemi sociali di definire appartenenze, identità e distribuzione delle risorse, riducendo l’incertezza.
I confini possono essere di diverso tipo:
● politici (Stati e nazioni) ● amministrativi (regioni, province, comuni) ● funzionali (aree sanitarie, zone industriali) ● ambientali (zone a rischio come frane o alluvioni)
In questo senso, il confine ha una funzione sia organizzativa sia cognitiva: aiuta a dare ordine alla realtà e a orientarsi nello spazio sociale.
Lo Stato come organizzazione territoriale
Lo Stato utilizza i confini per:
● stabilire chi appartiene alla comunità ● esercitare il potere ● organizzare il territorio attraverso norme e burocrazia
Tuttavia, nella contemporaneità, questi confini vengono messi in crisi dalla globalizzazione:
● persone, merci e capitali attraversano facilmente i territori ● le reti digitali permettono interazioni oltre i limiti fisici ● i confini diventano più permeabili e meno rigidi
Confini cognitivi e simbolici
Oltre ai confini materiali, esistono confini cognitivi e simbolici , che servono a semplificare la realtà. Si basano su opposizioni come:
● vicino / lontano ● dentro / fuori ● noi / loro
Questo processo è chiamato parsimonia cognitiva : riduce la complessità del mondo, ma può produrre effetti negativi come:
● esclusione ● discriminazione ● marginalizzazione
Confini come fenomeno sociale (Georg Simmel)
Secondo Georg Simmel, il confine non nasce dallo spazio, ma dalle relazioni sociali. Non è quindi un fatto geografico con effetti sociali, ma un fatto sociale che si materializza nello spazio.
Il confine ha una doppia funzione :
Riprendendo l’ecologia urbana:
● invasione → ingresso di un nuovo gruppo in uno spazio ● successione → sostituzione del gruppo precedente
Un esempio è la gentrification , in cui quartieri popolari vengono occupati da classi più ricche, trasformando l’ambiente sociale e culturale.
Rapporto distanza/prossimità
Lo spazio sociale è organizzato anche in base alla distanza:
● vicinato ● centro/periferia ● gated communities (spazi chiusi e selettivi)
Il quartiere diventa un’unità sociale, ma il vicinato è relativo e variabile.
Spazio pubblico, controllo e conflitto (Goffman)
Lo spazio pubblico è accessibile, ma allo stesso tempo controllato.
È un luogo di:
● libertà ● conflitto ● negoziazione
Secondo Goffman, nelle interazioni quotidiane emergono dinamiche di:
● rivendicazione dello spazio ● territorialità ● competizione
La territorialità è la tendenza a controllare e difendere uno spazio, più che a possederlo.
Violazioni e controllo sociale
Le violazioni dello spazio includono:
● invasioni ● imbrattamenti ● contaminazioni
Anche lo sguardo può essere una forma di controllo. Nel modello del Panopticon , gli individui interiorizzano il controllo perché sanno di poter essere osservati.
Lo spazio diventa luogo quando viene vissuto e interpretato dalle persone. Non è più solo fisico, ma assume un significato simbolico, culturale e personale.
Il luogo è:
● una costruzione sociale ● un insieme di pratiche e significati ● uno spazio carico di valori
È formato da:
● caratteristiche fisiche ● attività e usi ● bisogni e aspettative (sicurezza, benessere)
Ogni luogo è anche il risultato delle tracce lasciate dagli individui.
Simbologia degli spazi
I significati dello spazio si articolano su tre livelli:
● archetipico (universale, es. casa = rifugio) ● sociale (condiviso, es. piazza = politica) ● individuale (esperienza personale)
Lo spazio riflette la società e le relazioni sociali.
Mappe cognitive e orientamento
Gli individui costruiscono mappe cognitive per orientarsi nello spazio, semplificando la realtà.
Secondo Schütz, utilizziamo:
● cliché ● ricette cognitive
Secondo Kevin Lynch, la città è composta da:
● percorsi ● margini ● quartieri
● nodi ● punti di riferimento
Percezione del paesaggio
La percezione del territorio è influenzata da fattori culturali e psicologici.