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SOCIOLOGIA DELLA SALUTE, Appunti di Sociologia Della Salute

Cardano M., Giarelli G., Vicarelli G. (a cura di) Sociologia della salute e della medicina, Bologna, il Mulino, 2020 integrati con gli appunti presi a lezione. Corso di Laurea in Servizio Sociale L-39

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 09/05/2026

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APPUNTI DI SOCIOLOGIA DELLA SALUTE
PRIMA LEZIONE: 22/02 – introduzione del manuale -> non è da leggere né da
studiare, ma è importante saperlo. Manuale da comprare è quello
SOCIOLOGIA DELLA SALUTE E DELLA MEDICINA di CARDANO, GIARELLI e
VICARELLI ed.ne 2020 del Mulino capp. 1,2,3,4,5,6,7,9,10,12,14.
COS’E’ LA SOCIOLOGIA DELLA SALUTE? È una disciplina scientifica fonda le proprie
affermazioni su prove empiriche. Le affermazioni sulla relazione tra salute e società si
fondano su ricerche empiriche. Si occupa del rapporto tra salute e società e lo fa
considerando i due poli della relazione: modo con cui la società determina la salute ed
il modo in cui le condizioni di salute determinano l’organizzazione della società -> ex.
la pandemia ha sconvolto l’organizzazione sociale prima ritenute normali come la
modificazione della percezione dell’altro, cambiamento del concetto di distanza
sociale. È una disciplina che ha un forte orientamento multidisciplinare poiché diventa
importante la collaborazione tra diverse discipline scientifiche per analizzare le diverse
dimensioni della salute che, quindi, non è più solamente qualcosa che ha a che fare
con la dimensione medica -> MODELLO BIOPSICOSOCIALE DI SALUTE DI ENGEL ANNI
’70 afferma che la salute dipende da un insieme di elementi biologici, psicologici e
sociali. Tanto più è stretto il rapporto tra queste tre discipline tanto più è accurata
l’analisi del concetto di salute. Questa disciplina si incontra con lo scoglio delle materie
scientifiche che utilizzano per lo più metodi di laboratorio e di analisi scientifica che
entrano in contrasto con le tecniche sociologiche -> EPIDEMIOLOGIA SOCIALE ->
disciplina più vicino alla sociologia della salute. Questa disciplina mette al centro i
fattori sociali nella diffusione delle epidemie. Utilizza il modello tipico della
biomedicina che si basa sull’individualizzazione delle cause e dei rimedi delle malattie.
L’epidemiologia sociale si concentra sugli individui collegandoli alla propria sfera di
vita quotidiana per spiegare come questa influisca sul concetto di salute. la sociologia
della salute è una disciplina recente poiché nasce negli anni ’50 – ’60 negli USA. Lo
scritto di TALCOTT PARSONS “IL SISTEMA SOCIALE” è il luogo in cui nasce questa
dimensione. PARSONS definisce la relazione medico-paziente identificandone un
modello introducendo per la prima volta la riflessione sociologica sulla salute e la
malattia. Alla fine degli anni ’50 viene fondata nell’associazione sociologica americana
la prima sezione di sociologia della salute e negli anni ’60 viene pubblicato il primo
manuale di sociologia della salute americano. In EU viene recepita tardivamente come
disciplina. Alla fine degli anni ’60 gli inglesi furono i primi a farla propria -> fondata
una rivista. In Italia entra attraverso il dibattito sulla salute mentale a ridosso della
legge 188/1968, nonché, legge Basaglia. In Italia la sezione della sociologia di salute
viene fondata nel 1994. La sociologia della salute vede riprodotto nel piccolo le
generali considerazioni che sono state fatte nella sociologia generale -> vi è la stessa
pluralità di modelli teorici -> MODELLO STRUTTURAL-FUNZIONALISTA DI PARSONS,
MODELLO CONFLITTUALISTA DI MARX, WEBER E FOCAULT, MODELLO
INTERAZIONISMO SIMBOLICO quando si occupa dell’esperienza soggettiva della
sofferenza. Rispetto alla sociologia generale vi è una CENTRALITA’ DEL CORPO nella
sociologia della salute -> questa si deve per forza ancorare alla materialità
dell’esistenza umana rimandando al COSTRUTTIVISMO SOCIALE.
CAP. I: COSTRUZIONE SOCIALE DEL CORPO
Il corpo costituisce il perno del rapporto tra struttura ed azione -> GIDDENS
l’ha definito come un rapporto circolare tra struttura ed azione ed il cui perno è
il corpo che viene modellato dalle dimensioni strutturali come quelle
culturali. Il copro a cui si fa riferimento include anche la MENTE quindi non solo
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APPUNTI DI SOCIOLOGIA DELLA SALUTE

PRIMA LEZIONE: 22/02 – introduzione del manuale -> non è da leggere né da

studiare, ma è importante saperlo. Manuale da comprare è quello

SOCIOLOGIA DELLA SALUTE E DELLA MEDICINA di CARDANO, GIARELLI e

VICARELLI ed.ne 2020 del Mulino capp. 1,2,3,4,5,6,7,9,10,12,14.

COS’E’ LA SOCIOLOGIA DELLA SALUTE? È una disciplina scientifica fonda le proprie affermazioni su prove empiriche. Le affermazioni sulla relazione tra salute e società si fondano su ricerche empiriche. Si occupa del rapporto tra salute e società e lo fa considerando i due poli della relazione: modo con cui la società determina la salute ed il modo in cui le condizioni di salute determinano l’organizzazione della società -> ex. la pandemia ha sconvolto l’organizzazione sociale prima ritenute normali come la modificazione della percezione dell’altro, cambiamento del concetto di distanza sociale. È una disciplina che ha un forte orientamento multidisciplinare poiché diventa importante la collaborazione tra diverse discipline scientifiche per analizzare le diverse dimensioni della salute che, quindi, non è più solamente qualcosa che ha a che fare con la dimensione medica -> MODELLO BIOPSICOSOCIALE DI SALUTE DI ENGEL ANNI ’70 afferma che la salute dipende da un insieme di elementi biologici, psicologici e sociali. Tanto più è stretto il rapporto tra queste tre discipline tanto più è accurata l’analisi del concetto di salute. Questa disciplina si incontra con lo scoglio delle materie scientifiche che utilizzano per lo più metodi di laboratorio e di analisi scientifica che entrano in contrasto con le tecniche sociologiche -> EPIDEMIOLOGIA SOCIALE -> disciplina più vicino alla sociologia della salute. Questa disciplina mette al centro i fattori sociali nella diffusione delle epidemie. Utilizza il modello tipico della biomedicina che si basa sull’individualizzazione delle cause e dei rimedi delle malattie. L’epidemiologia sociale si concentra sugli individui collegandoli alla propria sfera di vita quotidiana per spiegare come questa influisca sul concetto di salute. la sociologia della salute è una disciplina recente poiché nasce negli anni ’50 – ’60 negli USA. Lo scritto di TALCOTT PARSONS “IL SISTEMA SOCIALE” è il luogo in cui nasce questa dimensione. PARSONS definisce la relazione medico-paziente identificandone un modello introducendo per la prima volta la riflessione sociologica sulla salute e la malattia. Alla fine degli anni ’50 viene fondata nell’associazione sociologica americana la prima sezione di sociologia della salute e negli anni ’60 viene pubblicato il primo manuale di sociologia della salute americano. In EU viene recepita tardivamente come disciplina. Alla fine degli anni ’60 gli inglesi furono i primi a farla propria -> fondata una rivista. In Italia entra attraverso il dibattito sulla salute mentale a ridosso della legge 188/1968, nonché, legge Basaglia. In Italia la sezione della sociologia di salute viene fondata nel 1994. La sociologia della salute vede riprodotto nel piccolo le generali considerazioni che sono state fatte nella sociologia generale -> vi è la stessa pluralità di modelli teorici -> MODELLO STRUTTURAL-FUNZIONALISTA DI PARSONS, MODELLO CONFLITTUALISTA DI MARX, WEBER E FOCAULT, MODELLO INTERAZIONISMO SIMBOLICO quando si occupa dell’esperienza soggettiva della sofferenza. Rispetto alla sociologia generale vi è una CENTRALITA’ DEL CORPO nella sociologia della salute -> questa si deve per forza ancorare alla materialità dell’esistenza umana rimandando al COSTRUTTIVISMO SOCIALE.

CAP. I: COSTRUZIONE SOCIALE DEL CORPO

Il corpo costituisce il perno del rapporto tra struttura ed azione -> GIDDENS l’ha definito come un rapporto circolare tra struttura ed azione ed il cui perno è il corpo che viene modellato dalle dimensioni strutturali come quelle culturali. Il copro a cui si fa riferimento include anche la MENTE quindi non solo

nella sua parte organica, ma come costrutto che tiene insieme tutta la nostra TOTALITA’ compresa anche la parte spirituale -> parte fisiologica e psicologica -> CORPO-MENTE. LEGAME TRA CORPO E CULTURA -> paziente malese che si rivolge al pronto soccorso dicendo di aver male al fegato. I medici prendono in parola la sua dichiarazione e fanno gli esami del caso. Rivelano delle anomalie e lo dimettono assegnandogli una cura. Il paziente torna a casa proseguendo la sua condizione di malessere e si manifesta essere un problema cardiovascolare decretando il decesso del paziente a seguito di un infarto -> questo racconto ci dice che il corpo non ha una sua autoevidenza immediata a livello clinico, ma lo diventa attraverso i discorsi -> per i malesi il concetto di fegato non si esaurisce a livello stretto dell’organo, ma ha anche a che fare con la parte del carattere dell’individuo. Il malese l’ha espresso in maniera non pienamente corretta ed è stato recepito in maniera altrettanto scorretta dal medico generando la morte del paziente -> ESEMPIO TRATTO DAL TESTO MALATI FUORI LUOGO di IVO QUARANTA (giurista esperto di diritto interculturale) -> il corpo non ha una sua autoevidenza, il corpo diventa oggetto di attenzione attraverso i discorsi e le capacità di percezione. Entra nei discorsi attraverso il modo in cui la nostra cultura ci insegna a guardare i segni del corpo. Una buona chiave per riflettere sulla questione culturale della percezione del corpo è quella della MEDICINA INTERCULTURALE -> è l’incontro tra due persone di cultura diverse che ci evidenzia le diverse percezioni che si ha del corpo e di come questa sia influenzata dalla cultura come succede nel caso del paziente malese COSTRUZIONE SOCIALE DEL CORPO -> approcci diversi in letteratura che spaziano dalla sociologia, alla filosofia fino ad arrivare all’antropologia. Questi studi possono essere raggruppati in due filoni:

  • Studi che hanno trattato degli USI SOCIALI DEL COPRO -> a livello micro- sociale – quindi nella vita di tutti i giorni – sia a livello macro-sociale quindi a livello istituzionale
  • Studi che hanno sottolineato come nelle varie epoche il corpo sia stato ed è OGGETTO DI SAPERI -> attorno ad esso gira un sistema di discorsi e credenze -> prodotti in maniera differente nei diversi strati della popolazione COSTRUZIONE SOCIALE DEL COPRO E MATERIALITA’ DELL’ESISTENZA -> si riporta la citazione di BRYAN TURNER, THE NEW MEDICAL SOCIOLOGY. SOCIAL FORMS OF HEALTH AND ILLNESS -> la colazione come prodotto culturale -> la fame che ci spinge al desiderio di mangiare è qualcosa che deriva da una pressione sociale. il modo in cui noi facciamo esperienza della fame è qualcosa di sociale. Il corpo non autorizza qualsiasi esperienza perché la materialità del corpo costituisce un limite -> CORPO INTRECCIO TRA NATURA E CULTURA -> la materialità del copro è un limite ai discorsi -> APPROCCIO COSTRUTTIVISTA -> fondamentale nello spiegare che il sapere medico non è né unico né stabile nel tempo a parlare di salute nel corpo IL CORPO COMUNQUE POSSIEDE UNA DIMENSIONE CHE RESISTE ALLA COSTRUZIONE CULTURALE -> BRYAN TURNER -> si può dire che la colazione come momento dedicato sia un prodotto culturale, tuttavia, ciò non toglie che la fame esista come stimolo che obbliga tutti nel corso della nostra routine quotidiana a mangiare. Anche per quanto riguarda la condizione clinica di

che del corpo come struttura se ne occupi la medicina, mentre, del corpo come mente, se ne occuperà il sociologo -> CORPO COME INVOLUCRO PASSIVO MAX WEBER -> il tema del corpo entra nella sua riflessione all’interno della riflessione sulla religione protestante -> il corpo ha un ruolo rilevante in alcune condotte sociali -> condotta dell’ascetismo intramondano attraverso cui era possibile rintracciare le prove della predestinazione alla salvezza divina, consisteva nel rifiuto del godimento della propria ricchezza nella vita terrena e dell’impegno ad accrescerla reinvestendo costantemente i guadagni in nuove iniziative economiche. Questo atteggiamento secondo Weber è alla base del Capitalismo. BERGER E LUCKMAN – ANNI ’60 -> introducono il CONCETTO DI COSTRUZIONE SOCIALE -> riportano attenzione sul legame tra natura e società della nostra esistenza -> riproducono il dualismo cartesiano -> l’animalità dell’uomo viene trasformata dai processi di socializzazione che è il processo attraverso il quale l’individuo apprende i modi di stare nel mondo e che spesso modellano il nostro corpo -> ex. nei primi anni di vita apprendiamo quali siano e quali no i cibi buoni da mangiare e questo dipende dalla nostra cultura di riferimento. Non prende in considerazione solo il cibo, ma anche come parlare e la distanza consentita tra i corpi. Questo concetto ha dei limiti che poggia sulla materialità del nostro corpo poiché il mondo sociale che preesiste al singolo corpo biologico restringe anch’esso a sua volta ciò che è biologicamente possibile all’organismo -> POSSIBILITA’ E LEGITTIMITA’ DELLE COPPIE OMOSESSUALI DI AVERE FIGLI ATTRAVERSO LA MATERNITA’ SURROGATA -> è il Parlamento – diciamo coloro che fanno le leggi – che decidono la legalità su pratiche che non sono biologiche. C’è chi dice – le femministe – che la maternità surrogata sia una pratica di sfruttamento per le donne dei paesi meno ricchi a favore degli uomini dei paesi più ricchi (soprattutto in India). GOFFMAN -> ne ha parlato trattando delle interazioni sociali e della necessità che il nostro aspetto esteriore sia coerente con la definizione che vogliamo dare di noi stessi agli altri e con il modo con cui definiamo la situazione che stiamo vivendo. FOUCAULT -> approccio costruttivista SUPERAMENTO DEL DUALISMO CARTESIANO DAL 1980 BOURDIEU -> introduce il concetto di HABITUS per dire che in ragione del conteso sociale (lui ha in mente la classe sociale) deriva una definita strutturazione del corpo, non nel senso materiale, ma nel senso delle azioni - > ex. come ci si veste, ci si prepara, si agisce ecc. -> l’habitus diventa una sorta di principio che modella l’esperienza corporea degli individui e nelle diverse classi sociali cambia la percezione del GUSTO (saggio “la distinzione” in cui Bourdieu riflette sul concetto di bello estetico nelle diverse classi sociali).

Def.ne di HABITUS -> principio generatore ed unificatore che traduce una posizione

sociale in un determinato stile di vita.

BOLTANSKI -> parla dell’ETEROGENEITA’ DELLA CULTURA SOMATICA DELLE DIVERSE CLASSI SOCIALI -> come la dimensione corporea degli individui sia diversa in base all’appartenenza sociale -> ex. le mani degli operai sono logorate dal lavoro manuale, viceversa, le mani di chi fa un lavoro intellettuale saranno più curate, di contro, può riscontrare con il tempo un deficit

di vista rispetto all’operaio che però avrà più possibilità di diventare gobbo rispetto al professore universitario. GIDDENS -> il corpo diventa un oggetto plasmabile per poter esprimere la propria identità -> ex. definizione del corpo attraverso l’attività fisica, chirurgia plastica -> CORPO-PROGETTO -> tentativo di costruire e mantenere un senso di sé coerente che gli individui mettono in pratica attraverso un investimento sulle attività e sul consumo di beni e servizi rivolti al corpo. Ogni individuo gestisce il proprio corpo anche in base ai dettami che la propria cultura ci impone sulla gestione del nostro corpo. STELLA -> SEMIOTICIZZAZIONE DEL CORPO -> nella contemporaneità il corpo diventa un testo nel quale a ciascuno di noi è data la possibilità di scrivere e che da noi può essere letto. Noi possiamo leggere anche il corpo degli altri - > ex. DIVISA MILITARE semioticizzazione del corpo che ha un significato forzato e che comunica in modo stabile un messaggio, indica la posizione della persona nella gerarchia. Il modo in cui noi agiamo sul nostro corpo è intriso da una determinata razionalità ed una progettualità esplicita. Il modo più diffuso attraverso cui la cultura impone i propri dettami in maniera anche non esplicita sono le azioni della vita quotidiana. GLI USI SOCIALI DEL CORPO: LE PRATICHE E L’INTERAZIONE QUOTIDIANA ->

Horace Miner 1956 Body Rituals Among Nacirema -> Miner cerca di riportare

l’attenzione sull’ossessività che hanno i Nacirema nei confronti della bocca e del rituale di purificazione di questa. La parola Nacirema è l’inverso della parola degli Americani che sta a identificare gli Occidentali con la loro ossessione per l’igiene orale che li porta quotidianamente ad usare lo spazzolino per avere denti bianchi perfetti. Non esiste l’equivalente della pulizia dei denti occidentale in altre società più semplici. Quindi questa azione ci distingue da altre società. Questo ci sta a dire che le pratiche sul nostro corpo si modificano nel tempo e nello spazio, in base alla cultura di appartenenza e anche quando appaiono come universali è solo perché sono condivisi dalla collettività di cui facciamo parte che li perpetra con la socializzazione -> descrive dal punto di vista di uno straniero proveniente da un’altra cultura cosa direbbe nel vedere la nostra pratica di igiene orale -> MARCELL MAUSS – TEORIA GENERALE DELLA MAGIA E ALTRI SAGGI -> introduce l’espressione TECNICHE DEL CORPO intese come modi in cui gli uomini nelle diverse società si servono del loro corpo uniformandosi alla tradizione. Le tecniche del corpo si apprendono attraverso:

  • L’APPRENDIMENTO -> modo diretto -> ex. camminata delle donne Maori insegnata dalle madri alle figlie
  • L’IMITAZIONE -> modo indiretto -> ex. camminata delle donne Maori che apprendono anche in maniera diretta dalle madri, ma anche guardando queste farla Anche nella società occidentale accade così -> ex. come ci si siede -> modo appropriato di mettere le gambe che è diverso tra uomini e donne soprattutto quando un tempo le donne portavano solo le gonne e gli uomini solo i pantaloni. Anche mangiare con la bocca chiusa oppure con le posate. Se ci sposta dalla cultura occidentale, per gli arabi, un rutto post-pranzo è un modo per dire che si è gradito il pranzo. MARY DOUGLAS -> l’esperienza sociale del copro influenza la nostra esperienza fisica di esso e c’è uno scambio continuo tra corpo fisico e corpo

Questa regola non è applicata nel MAGHREB in cui due amici possono camminare mano per la mano senza essere considerati per forza fidanzati. Anche le effusioni con gli animali possono suscitare scalpore soprattutto per chi non fa parte della cultura occidentale come le effusioni tra genitori e figli. In alcuni casi siamo costretti a subire – o agire – una violazione della sfera intima nell’esercizio della professione come quelle sanitarie -> ex. paziente che si deve spogliare di fronte al medico per essere visitato/operato. Viene reso legittima questa violazione con dei rituali sociali come il continuarsi a dare del lei e se le regole sono violate vi è un forte imbarazzo tra le due parti. In ogni caso non in tutte le culture questa violazione legittima è accettata e per questo proibito -> LAWLER – ETNOGRAFIA SULLE INFERMIERE e BIGGS ed HENSLIN – REGOLE TRA GINCOLOGO E PAZIENTE -> le infermiere ricorrono ad eventuali rituali per diminuire l’imbarazzo che si potrebbe creare su determinati eventi e per le visite ginecologiche vi è un cliché da seguire in modo che non vi sia imbarazzo tra medico e paziente. DEFINIZIONI CULTURALI DEL SENTIRE:

  • IL DOLORE – MARK ZOBROWSKI -> in un ospedale americano studia le soglie del dolore tra popolazione differenti, in questo caso differenze tra italo-americani ed ebrei, e si evince che il dolore fosse più marcato per gli italo-americani. Il modo in cui apprendiamo come il dolore deve essere comunicato ed espresso varia a seconda dei contesti culturali. Questo può capitare anche sulla linea del genere -> gli uomini sono portati a reprimere maggiormente il proprio dolore perché devono essere forti, mentre, per le donne è meno stigmatizzante il dolore. LOIC WACQUANT -> studia l’esperienza della box attraverso auto- etnografia poiché lui stesso si iscrive ad una palestra di box e studia attraverso il proprio corpo il modo nel quale vive questa esperienza. Questo ci fa capire che la sensazione di fatica e dolore è diversa in base al contesto culturale in cui è collocata -> ex. un’atleta dopo un allenamento sente i propri muscoli indolenziti percepisce questa sensazione come positiva, in altri casi, può essere negativo.
  • IL PIACERE – HAWARD BECKER -> ci parla del piacere non eroticizzato - > ex. piacere di chi utilizza marijuana. La prima inalazione non è mai piacevole, ma lo diventa con il tempo quando, grazie al gruppo, si apprende la tecnica.
  • SAZIETA’ VS PESANTEZZA – LUC BOLTANSKI -> queste due sensazioni vengono vissute in modo diverso in base alle classi sociali. Nelle classi sociali più basse la pesantezza gastrica è positiva perché significa che si ha mangiato, al contrario delle classi più agiate per cui viene percepita come un senso di malessere perché cibo c’è sempre e non è un lusso averne in abbondanza.
  • DAVID LE BRETON -> racconta di come si possano provare sensazioni diverse a seconda del significato che si dà all’esperienza -> ex. un conto è la fatica per un lavoro che dobbiamo eseguire per forza un conto è la sensazione che proviamo per la stessa attività scelta per hobby IL CORPO COME OGGETTO DEL DISCORSO: SAPERE MEDICO E COSTRUZIONE DELLA MALATTIA -> si studia come nel discorso sul copro intervengono diversi saperi, tra i quali quello medico.

Di fronte ad un corpo difforme rispetto allo standard del tempo si individua in quel corpo la presenza di una malattia che richiede un intervento -> DISCORSO DEL SAPERE MEDICO -> è una forma di gestione dell’alterità/diversità - > nel corso del tempo è cambiata -> ex. discorso religioso con gli eretici. Anche i saperi GIURIDICI gestiscono il discorso sulla diversità. Ciò che viene ritenuto un inestetismo clinico cambia nel corso delle epoche -> ex. cellulite, albini, i peli superflui che non in tutte le culture sono considerati come disdicevoli, grassezza, dimensione del seno -> LA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI MALATTIA VARIA A SECONDA DELLA EPOCA VISSUTA. AFFERMAZIONE DEL MODELLO BIO-MEDICO -> discorso di categorizzazione dell’alterità -> MICHEL FOUCAULT, NASCITA DELLA CLINICA 1963 -> nel corso dell’800 la malattia da essenza che deve essere estratta dal corpo del sofferente diventa una raccolta di sintomi che si mostrano sul corpo. In tale modello la malattia è un dato circoscritto al corpo formato da uno o più agenti patogeni biologici ben identificabili ed anche il trattamento lo sarà di conseguenza. Il modello bio-medico si è affermato nel corso del XX secolo con tale solidità da sembrare incontrovertibile. Tutto quello che riguarda le malattie psichiatriche nel passato era decodificato attraverso il registro cattolico. Le persone che udivano le voci potevano dire di essere in diretto contatto con Dio altrimenti era ritenuto abitato dal maligno. L’affermazione del modello bio- medico va di pari passo con la TEORIA FUNZIONALISTA di PARSONS che suggerisce che la malattia è da considerare una forma di devianza istituzionalizzata poiché quello del malato è un ruolo sociale all’interno di un sistema di aspettative riconosciute. Le categorie mediche rappresentano dispositivi di costruzione culturale della realtà clinica, cioè, di ciò che è ritenuto clinicamente rilevante secondo meccanismi di definizione dello stato patologico. SARAH NETTLETON -> cinque assunti del modello biomedico -> quello che si è affermato nella modernità:

  • MENTE E CORPO SONO NETTAMENTE SEPARATI -> è necessario intervenire sul corpo per rimuovere la malattia
  • IL CORPO PUO’ ESSERE RIPARATO
  • L’ADOZIONE DELL’IMPERATIVO TECNOLOGICO -> interventi sul corpo che si basano sulle più recenti scoperte della medicina
  • IL RIDUZIONISMO -> da ricondurre al primo punto -> i problemi che hanno un’eziologia sociale vengono ricondotti a problemi organici o ad una variazione della chimica cerebrale. Risulta riduttivo perché ci sono dei fattori sociali che stanno alla base della malattia della persona -> ex. una persona che subisce mobbing vede che le altre persone minimizzano il suo contributo e lo escludono dai vertici apicali del proprio lavoro. Chi subisce il mobbing non può sottrarsi poiché è il proprio posto di lavoro che non facilmente si lascia. Le persone sono portate a tenersi un lavoro che crea loro un disagio a livello sociale.
  • EZIOLOGIA SPECIFICA -> ogni singola malattia è causata da un singolo agente specifico identificabile GEORGE LIBMAN ENGEL -> contrappone un modello più complesso che considera congiuntamente i fattori BIOLOGICI, PSICOLOGICI, SOCIALI -> MODELLO BIO-PSICO-SOCIALE -> sono tre piani distinti, ma interconnessi -> richiamati in maniera evidente nel caso del mobbing. Il problema fondamentale del modello biomedico è che considera pertinente esclusivamente lo stato

all’affermazione di CHARLES WRIGHT MILLS – L’IMMAGINAZIONE SOCIOLOGICA 1995 -> l’immaginazione sociologica ci permette di afferrare biografia e storia ed il loro mutuo rapporto nell’ambito della società -> INTRECCIO FRA BIOGRAFIE INDIVIDUALI, STORIA COLLETTIVA E SOCIETA’ di grande RILEVANZA. PRINCIPI TEORICI DELL’APPROCCIO DEL CORSO DI VITA -> il corso di vita è definito come l’insieme dei modelli di vita disponibili per gli individui appartenenti ad un dato contesto storico e sociale, graduati per età, incastonati nelle istituzioni sociale e soggetti a mutamento -> ex. transizione alla vita adulta che un tempo era scandita diversamente da adesso. Prima si concludevano gli studi, si trovava lavoro, si prendeva casa e moglie e poi avere dei figli. Nella contemporaneità non segue più questa sequenza ordinata poiché ci sono persone che decidono di lasciare la famiglia prima di aver terminato gli studi e costruiscono una famiglia, altri che costruiscono la propria famiglia, ma vivono ancora con i propri genitori. Il corso di vita ha una dimensione al contempo dinamica e trasversale -> ambisce a delineare le interazioni e gli attraversamenti tra il livello micro, gli individui, il livello macro, definito dai contesi storici, culturali, politici, economici e sociali. Nelle scienze sociali lo studio sistematico dei corsi di vita è stato ispirato dalle ricerche di inizio ‘900 di THOMAS e ZANIECKI sui contadini polacchi immigrati negli USA -> si studiano le influenze tra la società e gli individui per approfondire degli aspetti sul comportamento deviante. Per capire come funziona l’analisi del corso di vita sono essenziali cinque principi:

  1. SVILUPPO DELLA DURATA DELLA VITA -> le scelte, il comportamento e più in generale le condizioni di vita degli individui possono essere comprese solo prendendo in considerazione le esperienze pregresse. Quello che siamo adesso è strettamente legato alle esperienze che abbiamo condotto in precedenza -> ex. patologie respiratorie che possono essere l’esito della scelta di fumare tabacco piuttosto che l’esposizione a polveri tossiche, la malattia artrosica è presente in misura massiccia tra chi ha lavorato nell’industria pesante e deve considerarsi, quindi, come possibile esito di precedenti microtraumi ripetuti in ambito occupazionale.
  2. AGENCY -> gli individui realizzano le proprie vite attraverso un insieme di scelte assunte all’interno di uno specifico perimetro di possibilità. Non sempre ciò che ci capita è frutto delle nostre scelte, ma derivano da vincoli. Non si può comprendere appieno il comportamento individuale senza tener conto della portata, dell’efficacia e della direzione dei piani di vita di ciascuno che possono assumere la forma di progetti di vita a lungo termine, strategie a breve termine, processi decisionali orientati alla pura sopravvivenza -> ex. decisione individuale nei confronti del vaccino anti Covid 19
  3. COORTI E CONTESTI SPAZIALI -> ogni coorte di nascita ha un insieme unico di vincoli ed opportunità dettati dal contesto in cui vive -> ex. esperienza del male mentale prima o dopo la cosiddetta legge Basaglia -> l’esperienza delle persone che hanno vissuto il male mentale prima o dopo la Legge Basaglia è diversa
  4. TEMPISTICA/SINCRONIZZAZIONE -> l’impatto delle esperienze degli individui e degli eventi storici dipende in larga misura dalla loro

collocazione nel tempo come l’età, fase del ciclo familiare, tempo storico -> ex. perdere i genitori in tenera età è assai diverso che perderli nell’adultità poiché da piccoli si ha bisogno dei genitori per la propria educazione affettiva e sociale, mentre, nell’adultità, è un passaggio normale, la pandemia dia Covid-19 ha influenzato in maniera differente le diverse fasce d’età, quindi, un anziano avrà subito ripercussioni diverse rispetto ad un adolescente o un bambino. Anche la genitorialità ha un impatto diverso dipendentemente dall’età in cui ci si trova, è diverso essere madre a 15 che a 30. La perdita di lavoro del genitore fa differenza in base al momento del ciclo familiare -> disoccupazione in età giovanile oppure in età senile. Essere matti oggi rispetto a 50 anni fa, ora meno stigmatizzante.

  1. VITE COLLEGATE -> i corsi di vita degli individui sono interdipendenti, cioè, quello che succede nella vita degli individui ha delle conseguenze nella vita delle persone che sono collegate con questa -> ex. la malattia del partner in una coppia stravolge la vita di entrambi i componenti e della famiglia in generale, la condotta criminale di un individuo getta stigma anche sul resto della famiglia -> VITA COME FASCI DI TRAIETTORIE INTERDIPENDENTI. Gli individui e le coorti di nascita sono fortemente influenzati dal contesto storico ed ambientale. Le tecniche di ricerca sulla salute solitamente sono di stampo QUANTITATIVO con DATI LONGITUDINALI -> studi americani hanno per lo più utilizzato come i dati biografici longitudinali e la event history analysis mentre i contributi europei hanno fatto anche riferimento alle biografie individuali ed alle interviste narrative. Sono quest’ultimi a prestare particolarmente attenzione ai meccanismi attraverso cui si strutturano i corsi di vita fornendo numerosi esempi di come le istituzioni regolino la vita degli individui. EVENT HISOTRY ANALYSIS -> insieme di tecniche utilizzate per l’analisi dei dati di durata per vedere quanto una persona rimane in una data posizione L’approccio del corso di vita nello studio del legame fra salute e società può essere organizzato in QUATTRO FILONI di studio che sono interconnessi e rinvenibili nelle ricerche di questo approccio:
  2. PROGRAMMAZIONE FETALE O BIOLOGICA – DAVID BARKER: PRINCIPIO DELLE VITE LEGATE -> in questo caso si parla della mamma che porta in grembo il proprio bambino. Le due vite sono collegate, la mamma sceglie per il bambino che ha in grembo e su esso si rifletteranno le sue scelte -> peculiare definizione del principio di vite collegate.
  3. STUDI DELLE COORTI DI NASCITA BRITANNICHE – NATIONAL SURVEY OF HEALTH AND DEVELOPMENT -> studi longitudinali – tipici dell’analisi del corso di vita poiché indagano il fenomeno in diversi momenti su determinate persone attraverso la definizione di PANEL che sono insieme di persone che vengono analizzate lungo il corso del tempo – che indagano il processo di cumulazione di vantaggi e svantaggi, in termini sociali e sanitari attraverso inchieste campionarie che indagano la relazione tra le malattie croniche e le condizioni di vita a partire dalla prima infanzia. Si formano gruppi di persone che ad intervalli regolari vengono intervistati sulle loro condizioni di vita e di salute -> ex. una madre che non ha potuto alimentarsi bene durante la gravidanza farà nascere un bambino sottopeso che avrà una possibilità

Vi sono anche eventi che non presentano incidenza differenziata in base alle classi sociali quali:

  • Rottura di un legame coniugale -> nelle famiglie one-bread-winner avrà un’incidenza maggiore che nelle famiglie dual-earner-winner
  • Emergere della necessità di cura per un familiare Per quanto non vi siano delle incidenze differenziate, queste, vedono gli individui diversamente attrezzati nel fronteggiarli in ragione della loro posizione sociali, quindi, avranno un impatto maggiore pur avendo la stessa percentuale trasversale in tutte le classi sociali. PETER FREUND STRESS DRAMMATURGICO -> si introduce la nozione di STRESS DRAMMATURGICO innesca la SINDORME METABOLICA -> originato dalla partecipazione a rituali di deferenza e contegno. Fondamento empirico sono gli studi etologici sul comportamento dei primati -> ROBERT MORRIS SAPOLSKY. Freund distingue esperienze emotivamente positive e negative responsabili dello stress drammaturgico:
  • Percezione di essere rifiutati
  • Esperienza di sottomissione
  • Esperienze di disempowerment
  • Esperienze di offesa, umiliazione, aggressione alla propria autostima Questo genera non solo patologie mentali, ma anche patologie cardiovascolari che sono direttamente legate allo stress drammaturgico ed alla sindrome metabolica. TRASMISSIONE INTERGENERAZIONALE DELLE DISEGUAGLIANZE DI SALUTE: IL CASO DI TORINO E LA MIGRAZIONE INTERNA -> studio di Mario Cardano del 2018 insieme ad altri colleghi epidemiologi -> si è analizzata la relazione tra salute mentale e seconde generazioni di figli di immigrati. Il primo studio che aveva condotto era sulla relazione salute mentale e lavoro ed aveva condotto 50 interviste con pazienti psichiatrici torinesi ed aveva constatato una grande quantità di meridionali nelle interviste. Si chiede se sia un puro caso se tra queste persone siano numerosi i figli di emigranti o se fosse qualcosa di sistematico. Ha utilizzato i dati dell’archivio degli studi longitudinali che riporta gli eventi anagrafici di salute della popolazione torinese dal 1971 fino almeno al 2011. Con l’aiuto di altri colleghi epidemiologici hanno cercato di capire se ci fossero delle differenze tra i figli dei meridionali e quelli dei residenti nati nel periodo del boom economico nel profilo della salute mentale. Succedeva che all’inizio questi migranti erano costretti a lavorare nell’edilizia perché non erano presi nelle grandi industrie automobilistiche tipiche di Torino, questo succedeva, perché vi erano numerosi pregiudizi sui meridionali. In origine queste persone erano agricoltori. Trovavano lavoro nell’edilizia tramite le cooperative – che erano organizzazioni criminali – che però si trattenevano una quota del loro salario poiché erano stati loro a trovare lavoro a queste persone. Avevano anche difficoltà a trovare casa, si appoggiavano ad altri compaesani che erano arrivati precedentemente. I bambini che ne erano al seguito si trovarono in un sistema scolastico inadeguato per accoglierli tanto che a Torino si facevano i doppi e tripli turni, cioè, c’era chi andava al mattino, chi al pomeriggio e chi alla sera. Questi bambini spesso non sapevano l’italiano poiché gli insegnanti del sud parlavano solo dialetto e per questo venivano declassati, cioè, un bambino di otto anni iscritto alla

prima per imparare l’italiano. Vennero costruiti grandi ghetti dove erano riunite queste famiglie migranti in cui i bambini vissero in una situazione pressocché di abbandono educativo. I figli degli immigrati, così, presentano un rischio relativo di morbosità psichiatrica del 60% superiore a quello dei nativi. Queste persone e soprattutto i loro figli diventarono oggetto di discriminazione poiché ritenuti criminali, chiassosi e poco raccomandabili. Vivevano, appunto, nei ghetti perché nelle altre zone non venivano affittate loro le case. Questo genera in qualche modo delle diseguaglianze sociali e salute. LA SALUTE LUNGO LE FASI DEL CORSO DI VITA -> infanzia, transizione alla vita adulta e senilità ed il rapporto con salute in queste fasi

  • INFANZIA -> esperienza della vita intrauterina richiamando lo studio di Aphramor che è una dietista -> THIN-FAT BABY SYNDROME -> istituisce un legame fra la propensione all’accumulazione del grasso addominale alle privazioni alimentari subite nel corso della vita intrauterina. A un regime dietetico della madre inappropriato corrisponderebbe un’alterazione del normale processo metabolico, fisiologico ed anatomico di crescita del nascituro. Questi, alla nascita, mostrerà un basso peso, ma anche una predisposizione che si dispiegherà nell’età adulta all’accumulazione di grasso addominale. Ciò che influisce sulla salute degli individui è riscontrabile nei processi di SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA in cui si apprende un modello di alimentazione, se i genitori o altri fumano e la propensione all’attività fisica. I mutamenti nello spazio e nel tempo dei processi di socializzazione primaria -> non in tutte le culture i bambini sono spensierati come in Occidente perché devono lavorare per mantenere la famiglia -> forma di patologia del potere. In Occidente i giovani vi è un’estensione di una pressione culturale che è quella della PRESSIONE ALLA PERFORMANCE -> chi si sottrae alla HIGH PERFORMANCE viene etichettato come affetto dal disturbo dell’iperattività e del disturbo dell’attenzione che può essere un disturbo di irrequietezza. Viene curato con un farmaco (Ritalin) che a lungo termine può portare a gravi disturbi -> MEDICALIZZAZIONE COME SOLUZIONE DI PROBLEMI DI ORDINE ORGANIZZATIVO COME L’IMMIGRAZIONE
  • DALL’ADOLESCENZA ALL’ETA’ ADULTA -> prima vi erano delle tappe canoniche come concludere gli studi, trovare un lavoro, uscire di casa, sposarsi, diventare genitore. Ora, nella società moderne, non ci sono più queste tappe così ordinate – o meglio – ci sono, ma non sono sempre così ordinate. Transizione all’età adulta disordinate possono creare problemi di salute fisica e mentale negli individui che le esperiscono. Periodo di mezzo tra la piena adultità e l’infanzia, periodo difficoltoso.
  • INVECCHIAMENTO -> dal punto di vista fisico è la senescenza che si definisce come il processo graduale di progressiva limitazione funzionale e di incremento della fragilità. Il modo in cui si invecchia non è identico per tutti gli individui. Varia in base alla classe sociale, genere, etnia ed in base a come si sono trascorsi gli anni precedenti alla senescenza. Vi è l’idea che un corretto stile di vita favorisca l’invecchiamento attivo e di successo, il mantenimento della funzionalità cognitiva e fisica, il benessere. Lo stile di vita, però, non è tutto -> ACTIVITY THEORY In questo caso sono importanti i dati qualitativi

e di senso cognitivo -> ex. del Covid in cui si cerca di dare un senso alla pandemia come i market cinesi molto affollati e si cerca di dare la colpa a qualcuno o qualcosa. Oltre al carpo, la malattia investe anche il sé sofferente attraversato da nuove e specifiche domande di senso. MICHAEL BURY definisce l’esperienza della malattia come una CESURA BIOGRAFICA -> discontinuità nella traiettoria biografica che lo getta in un mondo alieno ed ostile completamente diverso da quello che c’era prima. Questa insiste su tre aspetti: I COMPORTAMENTI DATI PER SCONTATI, SPIEGAZIONI ORDINARIE DEGLI EVENTI E DELLA PROPRIA VICENDA BIOGRAFICA (ridefinizione del proprio orizzonte temporale e dei propri progetti -> ex. atleta che si prepara le Olimpiadi, ma si infortuna e deve cambiare progetti), LA CAPACITA’ DI MOBILITAZIONE DI RISORSE AFFETTIVE, EMOTIVE E MATERIALI. L’interruzione della malattia severa impone al soggetto di fare un intenso lavoro biografico di ricostruzione del sé -> chi sono diventato? Cosa posso fare? ARTHUR FRANK – THE WOUNDED STORYTELLER 1995 -> è un sopravvissuto da un carcinoma e scrive questo libro ripensando alla propria situazione e a quella di altre persone ricostruendo un quadro generale di questo tipo di malattia. Descrive la transizione dalla condizione di salute con tre immagini: INTERRUZIONE nella quale la malattia interrompe la traiettoria comune della vita perché la malattia cambia i progetti che si erano fatti, interrompe la routine di vita quotidiana poiché vi è uno spazio che bisogna dedicare alle cure, l’individuo PERDE LA MAPPA E LA DESTINAZIONE e il NAUFRAGIO in cui la persona si trovi in una situazione che non corrisponde a ciò che in passato si era immaginato ed il futuro resta drammaticamente incerto. Frank introduce anche il concetto di REMISSION SOCIETY – categoria intermedia tra salute e malattia

  • in cui le persone non sono più malate come nell’espressione più grave della malattia, ma non sono neanche più come prima della malattia. In questo luogo vivono i sopravvissuti ed è sempre più ampio per l’allungamento della vita e per l’allargamento della diffusione delle malattie cronico- degenerative. Il lavoro biografico sul sé in seguito ad una malattia può avere anche un esito positivo di cambiamento ed analisi della propria vita per capire ciò che è davvero importante. Frank afferma che le narrazioni di malattia sono il miscuglio di tre generi primordiali: THE RESTITUTION NARRATIVE (ieri ero sano, oggi sono malati, ma domani sarò sano di nuovo), antiteticamente c’è THE CHAOS NARRATIVE in cui la malattia non è solo che l’inizio della fine e, infine, le THE QUEST NARRATIVE in cui vi è un’accettazione della malattia ed una riscoperta più profonda della propria esistenza. Sono molto diffuse queste ultime narrazioni e soprattutto diffuse nelle narrazioni di sopravvissuti dal cancro che ha fatto loro riconoscere cosa era davvero importante e quali fossero le relazioni più importanti nella loro vita. BYRON GOOD – DISTRUZIONE DEL MONDO DELLA VITA QUOTIDIANA -> ha definito l’esperienza della malattia facendo riferimento alla fenomenologia Schulziana, all’erosione di tre dei capisaldi del mondo della vita quotidiana: AGENCY ED IMMAGINE DEL SE’ -> il sé viene aggredito da una malattia nella sua unitarietà limitando gli spazi di agency, la malattia genera il fenomeno della dipendenza da altri e interrompe la possibilità per il malato di poter fare alcune attività in autonomia. LA RECIPROCITA’ DELLE PROSPETTIVE FRA EGO ED ALTER - > la sofferenza per il paziente è per tutti gli altri oscura ed

impenetrabile. La sua esperienza del dolore è soggettiva. VIENE MENO LA CONDIVISIONE DI UNA COMUNE PROSPETTIVA TEMPORALE -> L’esperienza della malattia severa produce una profonda alterazione della percezione del tempo, innanzitutto nella raffigurazione del proprio futuro, ma anche nella modulazione ed organizzazione della vita quotidiana.

  • MECCANISMI DI FRONTEGGIAMENTO -> hanno a che fare con il dispositivo della narrazione -> per il paziente è la produzione di narrazione di malattia per il medico è la produzione di una forma narrativa di medicina e per lui non è l’unico espediente poiché affronta la malattia con le medicine e le tecnologie. La narrazione del proprio sé risponde alla nostra domanda “chi sono?” anche senza malattia questo ci succede, raccontiamo una storia che lega il nostro passato al presente e lo proietta nel futuro. La malattia prevede una nuova narrazione della malattia e della nostra vita verso un nuovo futuro -> ATTIVITA’ DI SENSE-MAKING che si propone di comporre l’identità dell’individuo. È principalmente attraverso lo studio delle narrazioni di malattia che nelle scienze sociali è stata possibile la ricostruzione dell’esperienza della malattia. Le narrazioni di malattia prendono forma in tre contesti: NEI LUOGHI DI CURA, NELLA VITA QUOTIDIANA, IN LUOGHI OVE VENGONO SOLLECITATE PER FINALITA’ SCIENTIFICHE O DI INTRATTENIMENTO (gruppi di sostegno). La RICERCA SOCIALE è il luogo dove vengono sollecitate le narrazioni per finalità scientifiche, INTRATTENIMENTO TELEVISIVO nel quale con finalità non sempre encomiabili le persone sono invitate a raccontare le proprie esperienze di malattia con l’intento di creare intrattenimento. Le narrazioni di malattia sono CO-AUTHORED (WILLIAMS), cioè, testi scritti a più mani: sofferente, caregiver, professionisti della salute, ma anche ciascuno di questi autori prende in prestito le parole ed i modi di dire degli altri soggetti -> tipico è l’impiego di termini medici che hanno sentito spesso dai medici e se ne appropriano. Le narrazioni di malattia diventa un genere di discorso che possiede tre dimensioni secondo TODOROV: MORALE (colpa che può essere ricercata nella propria condotta e responsabilità), COGNITIVA (simbolizzazione e spiegazione della malattia tipica della narrazione delle malattie psichiatriche), GNOSEOLOGICA qualificazione del sé in cui si chiede chi si è ora dopo la malattia. Queste tre dimensioni variano nel tempo e nello spazio. Negli ultimi vent’anni si sta diffondendo nel contesto clinico un approccio alla cura improntato alla MEDICINA NARRATIVA che è anche un testo di CHARON pubblicato nel 2006. La definisce come una pratica che serve a superare i due maggiori ostacoli che separano il medico dal paziente che sono la burocratizzazione e la tecnicizzazione soprattutto del linguaggio che allontana medico e paziente uno dall’altro, ma anche la vergogna, la colpa e la paura. La medicina ha bisogno di introdurre le narrazioni poiché per il medico diventa più facile ricostruire il profilo sociale del paziente per essere più efficacie nella diagnosi e nel piano di cura e per aumentare la partecipazione del soggetto. Non è un PROCESSO DI UMANIZZAZIONE DELLA CURA. In alcune discipline cliniche la narrazione è il principale strumento diagnostico -> la FOLLIA è qualcosa che può essere ricostruita solamente tramite la narrazione del paziente.
  • DIVERSIFICAZIONE DELL’ESPERIENZA DI MALATTIA IN RAGIONE DELLA POSIZIONE SOCIALE DEL SOFFERENTE -> qui è evidente la chiave

differenza del maschio che attiverebbe, per compensazione, degli atteggiamenti che deteriorerebbero ulteriormente il suo stato di salute. CARDANO non è d’accordo. Lo studio di HARRISON evidenzia che la differenza di longevità tra i due sessi sia spiegata dall’adozione di diversi stili di vita e quindi da fattori psicosociali più che biologici. Le donne sono più longeve degli uomini. In tutte le società occidentali questo si riscontra. Harrison afferma che questa differenza è il riflesso di diversi stili di vita tra uomo e donna. Egli riflette sul processo di COSTRUZIONE DELLA MASCOLINITA’ sulla base di tre principi: AFFERMAZIONE, AUTONOMIA ED AUTOSUFFICIENZA e NIENTE COSE DA FEMMINUCCIA (NO SISSY STUFF) che si manifesta nella nessuna adozione di attenzione alla propria salute perché questo sarebbe da deboli. Gli uomini guidati da questi principi si conformano a questo modo di fare genere. Ovviamente ora le cose sono cambiate, ma alcuni elementi permangono -> HARRISON confronta la working class con la Upper class che è dipendente dal lavoro, bere e fumare e trascurare la propria salute perché sono cose da femminuccia. Nella classe operaia non troviamo la stessa dedizione al lavoro poiché questo non ha le medesime ricompense e si buttano nel fumo, alcool ostentando la propria capacità di reggerlo, mangiare cibi spazzatura e correre deliberatamente rischi senza prendere le necessarie precauzioni anche sul luogo di lavoro. Tali studi che adottano questa postura hanno suscitato delle critiche -> permettono il perpetrarsi delle differenze di genere come discriminazione ed universali culturali che nella realtà non esistono. RIESSMAN afferma ha potuto mostrare come alle due categorie rilevate da RADLEY corrispondano due diverse strategie performative di genere. Nel discutere l’esperienza di malattia, la studiosa, dimostra come le narrazioni dei due intervistati uomini affetti da sclerosi multipla costituiscano un continuo processo di revisione e negoziazione dei significati e dei valori della mascolinità dimostrando come sulle biografie delle persone ricada molto la società e l’appartenenza di classe dei soggetti. I due soggetti sono uno borghese ed uno operaio, per il primo, la malattia ha cambiato la sua vita e si è reinventato – grazie al suo capitale culturale ed economico – buttandosi negli hobby e nella vita sociale lasciando stare la sua carriera da accademico, per il secondo – a causa del suo scarso capitale sociale ed economico – non ha la possibilità di reinventarsi e si trincera dietro ad un modello di mascolinità che non può raggiungere allontanandosi dalla vita sociale.

  • ETA’ -> richiamo ai cinque principi dell’approccio del corso di vita -> SVILUPPO DELLA DURATA DELLA VITA, AGENCY, COORTI E CONTESTI SPAZIALI, TEMPISTICA/SINCRONIZZAZIONE (impatto delle esperienze degli individui e degli eventi storici dipende in larga misura dalla loro collocazione nel tempo quindi dalla loro età) e VITE COLLEGATE. L’età modella l’impatto della patologia sulla salute. La malattia che irrompe nella vita di una persona adulta crea una DUALIZZAZIONE di un prima e un dopo, mentre l’irruzione alla nascita si percepisce come una CONTINUITA’ poiché la propria vita è sempre stata quella (cfr. GOFFMANN) -> ex. film ragazze interrotte fa capire come il male mentale interrompe la biografia di alcune ragazze. A questa tesi BRAY, KIRK e CALLERY avanzano considerazioni critiche -> nella loro analisi condotta su giovani con gravi problemi di continenza hanno potuto mostrare come in realtà i temi della continuità e della rottura si intrecciano a seconda delle fasi della

malattia e dei trattamenti ricevuti. Si è dimostrato come anche nell’età dell’infanzia si possono sviluppare dei vissuti patologici simili a quelli degli adulti. La vecchiaia sembrerebbe essere una fase del corso di vita capace di introdurre elementi di novità nei tessuti esperienziali della malattia. MALATTIA, MEDICALIZZAZIONE E GENETICIZZAZIONE La malattia è enfatizzata da due punti:

  • MEDICALIZZAZIONE -> PETER CONRAD lo definisce come il processo con il quale taluni problemi non medici vengono definiti e trattati come problemi medici diventando malattie o disturbi. Questo genera esperienze di altra normalità (situazioni intermedie tra il sano ed il malato) in condizione patologiche
  • GENETICIZZAZIONE -> processo con in quale con un richiamo allo SGUARDO CLINICO di FOUCAULT (qualcosa che stava dentro il corpo ed andava estratto attraverso il salasso medievale e con la nascita dello sguardo clinico la malattia si manifesta con segni sul corpo del paziente) si sostituisce lo SGUARDO MOLECOLARE di ROSE, si va ad indagare la struttura del DNA dei soggetti. Porta all’individualizzazione di futuri malati introducendo la figura del malato virtuale -> colui che in base ad una specifica struttura genetica potrà manifestare una determinata malattia. Si oscura la distinzione tra malato e sano. DALL’ESPERIENZA DELLA MALATTIA ALL’ESPERIENZA DEL RISCHIO -> uno dei temi che maggiormente si presentano oggi è quello della scarsa attenzione che medici ed infermieri dedicano ai vissuti dei pazienti. La specializzazione, burocratizzazione e managerializzazione del lavoro sanitario hanno condotto un impoverimento dell’intimità del rapporto tra i malati ed i professionisti. C’è sempre meno fiducia rispetto ai saperi esperti anche a causa dell’insorgere di blog dove i malati condividono la propria storia di malattia facendosi forza una con l’altro ricostruendo quell’intimità che è venuta meno con il medico. Questo non ha suscitato molto interesse tra gli studiosi poiché vi è stata una ricollocazione dell’interesse sociologico verso una nuova forma esperienziale che più che essere promossa dal sopraggiungere della malattia, parrebbe attivata dal desiderio di investire in salute -> CATEGORIA DELLA SORVEGLIANZA DELLA SALUTE -> si introduce il concetto di RISCHIO che contribuisce all’interiorizzazione da parte dei soggetti di una tendenza culturale mirata all’auto-osservazione e all’auto-sorveglianza. Si introduce anche una sottile distinzione tra normale e patologico con la creazione del soggetto a rischio che riesce a rinvenire, prima che si manifesti, i sintomi della malattia. Questo favorisce un prendere il sopravvento del lato patologico sul normale.

CAP. IV: SOFFERENZA PSICHICA, FOLLIA, DISABILITA’

FOLLIA E DISABILITA’ abitano il corpo inteso qui come CORPO PENSANTE (mindful body) – concetto elaborato da SCHEPER-HUGHES e LOCK – consentendo con ciò il superamento del DUALISMO CARTESIANO legando il corpo alla società in cui è immerso -> il corpo del folle e del disabile si configurano come corpi anormali -> COSA VUOL DIRE ANORMALE? Ce ne parla RUTH BENEDICT in THE JOURNAL OF GENERAL PSYCHOLOGY 1934 -> insiste sulla nozione di normalità ed anormalità determinato dal contesto culturale -> ex. sciamano in uno stato di trance che è una condizione straordinaria che mette a contatto con