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Cardano M., Giarelli G., Vicarelli G. (a cura di) Sociologia della salute e della medicina, Bologna, il Mulino, 2020 integrati con gli appunti presi a lezione. Corso di Laurea in Servizio Sociale L-39
Tipologia: Appunti
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COS’E’ LA SOCIOLOGIA DELLA SALUTE? È una disciplina scientifica fonda le proprie affermazioni su prove empiriche. Le affermazioni sulla relazione tra salute e società si fondano su ricerche empiriche. Si occupa del rapporto tra salute e società e lo fa considerando i due poli della relazione: modo con cui la società determina la salute ed il modo in cui le condizioni di salute determinano l’organizzazione della società -> ex. la pandemia ha sconvolto l’organizzazione sociale prima ritenute normali come la modificazione della percezione dell’altro, cambiamento del concetto di distanza sociale. È una disciplina che ha un forte orientamento multidisciplinare poiché diventa importante la collaborazione tra diverse discipline scientifiche per analizzare le diverse dimensioni della salute che, quindi, non è più solamente qualcosa che ha a che fare con la dimensione medica -> MODELLO BIOPSICOSOCIALE DI SALUTE DI ENGEL ANNI ’70 afferma che la salute dipende da un insieme di elementi biologici, psicologici e sociali. Tanto più è stretto il rapporto tra queste tre discipline tanto più è accurata l’analisi del concetto di salute. Questa disciplina si incontra con lo scoglio delle materie scientifiche che utilizzano per lo più metodi di laboratorio e di analisi scientifica che entrano in contrasto con le tecniche sociologiche -> EPIDEMIOLOGIA SOCIALE -> disciplina più vicino alla sociologia della salute. Questa disciplina mette al centro i fattori sociali nella diffusione delle epidemie. Utilizza il modello tipico della biomedicina che si basa sull’individualizzazione delle cause e dei rimedi delle malattie. L’epidemiologia sociale si concentra sugli individui collegandoli alla propria sfera di vita quotidiana per spiegare come questa influisca sul concetto di salute. la sociologia della salute è una disciplina recente poiché nasce negli anni ’50 – ’60 negli USA. Lo scritto di TALCOTT PARSONS “IL SISTEMA SOCIALE” è il luogo in cui nasce questa dimensione. PARSONS definisce la relazione medico-paziente identificandone un modello introducendo per la prima volta la riflessione sociologica sulla salute e la malattia. Alla fine degli anni ’50 viene fondata nell’associazione sociologica americana la prima sezione di sociologia della salute e negli anni ’60 viene pubblicato il primo manuale di sociologia della salute americano. In EU viene recepita tardivamente come disciplina. Alla fine degli anni ’60 gli inglesi furono i primi a farla propria -> fondata una rivista. In Italia entra attraverso il dibattito sulla salute mentale a ridosso della legge 188/1968, nonché, legge Basaglia. In Italia la sezione della sociologia di salute viene fondata nel 1994. La sociologia della salute vede riprodotto nel piccolo le generali considerazioni che sono state fatte nella sociologia generale -> vi è la stessa pluralità di modelli teorici -> MODELLO STRUTTURAL-FUNZIONALISTA DI PARSONS, MODELLO CONFLITTUALISTA DI MARX, WEBER E FOCAULT, MODELLO INTERAZIONISMO SIMBOLICO quando si occupa dell’esperienza soggettiva della sofferenza. Rispetto alla sociologia generale vi è una CENTRALITA’ DEL CORPO nella sociologia della salute -> questa si deve per forza ancorare alla materialità dell’esistenza umana rimandando al COSTRUTTIVISMO SOCIALE.
Il corpo costituisce il perno del rapporto tra struttura ed azione -> GIDDENS l’ha definito come un rapporto circolare tra struttura ed azione ed il cui perno è il corpo che viene modellato dalle dimensioni strutturali come quelle culturali. Il copro a cui si fa riferimento include anche la MENTE quindi non solo
nella sua parte organica, ma come costrutto che tiene insieme tutta la nostra TOTALITA’ compresa anche la parte spirituale -> parte fisiologica e psicologica -> CORPO-MENTE. LEGAME TRA CORPO E CULTURA -> paziente malese che si rivolge al pronto soccorso dicendo di aver male al fegato. I medici prendono in parola la sua dichiarazione e fanno gli esami del caso. Rivelano delle anomalie e lo dimettono assegnandogli una cura. Il paziente torna a casa proseguendo la sua condizione di malessere e si manifesta essere un problema cardiovascolare decretando il decesso del paziente a seguito di un infarto -> questo racconto ci dice che il corpo non ha una sua autoevidenza immediata a livello clinico, ma lo diventa attraverso i discorsi -> per i malesi il concetto di fegato non si esaurisce a livello stretto dell’organo, ma ha anche a che fare con la parte del carattere dell’individuo. Il malese l’ha espresso in maniera non pienamente corretta ed è stato recepito in maniera altrettanto scorretta dal medico generando la morte del paziente -> ESEMPIO TRATTO DAL TESTO MALATI FUORI LUOGO di IVO QUARANTA (giurista esperto di diritto interculturale) -> il corpo non ha una sua autoevidenza, il corpo diventa oggetto di attenzione attraverso i discorsi e le capacità di percezione. Entra nei discorsi attraverso il modo in cui la nostra cultura ci insegna a guardare i segni del corpo. Una buona chiave per riflettere sulla questione culturale della percezione del corpo è quella della MEDICINA INTERCULTURALE -> è l’incontro tra due persone di cultura diverse che ci evidenzia le diverse percezioni che si ha del corpo e di come questa sia influenzata dalla cultura come succede nel caso del paziente malese COSTRUZIONE SOCIALE DEL CORPO -> approcci diversi in letteratura che spaziano dalla sociologia, alla filosofia fino ad arrivare all’antropologia. Questi studi possono essere raggruppati in due filoni:
che del corpo come struttura se ne occupi la medicina, mentre, del corpo come mente, se ne occuperà il sociologo -> CORPO COME INVOLUCRO PASSIVO MAX WEBER -> il tema del corpo entra nella sua riflessione all’interno della riflessione sulla religione protestante -> il corpo ha un ruolo rilevante in alcune condotte sociali -> condotta dell’ascetismo intramondano attraverso cui era possibile rintracciare le prove della predestinazione alla salvezza divina, consisteva nel rifiuto del godimento della propria ricchezza nella vita terrena e dell’impegno ad accrescerla reinvestendo costantemente i guadagni in nuove iniziative economiche. Questo atteggiamento secondo Weber è alla base del Capitalismo. BERGER E LUCKMAN – ANNI ’60 -> introducono il CONCETTO DI COSTRUZIONE SOCIALE -> riportano attenzione sul legame tra natura e società della nostra esistenza -> riproducono il dualismo cartesiano -> l’animalità dell’uomo viene trasformata dai processi di socializzazione che è il processo attraverso il quale l’individuo apprende i modi di stare nel mondo e che spesso modellano il nostro corpo -> ex. nei primi anni di vita apprendiamo quali siano e quali no i cibi buoni da mangiare e questo dipende dalla nostra cultura di riferimento. Non prende in considerazione solo il cibo, ma anche come parlare e la distanza consentita tra i corpi. Questo concetto ha dei limiti che poggia sulla materialità del nostro corpo poiché il mondo sociale che preesiste al singolo corpo biologico restringe anch’esso a sua volta ciò che è biologicamente possibile all’organismo -> POSSIBILITA’ E LEGITTIMITA’ DELLE COPPIE OMOSESSUALI DI AVERE FIGLI ATTRAVERSO LA MATERNITA’ SURROGATA -> è il Parlamento – diciamo coloro che fanno le leggi – che decidono la legalità su pratiche che non sono biologiche. C’è chi dice – le femministe – che la maternità surrogata sia una pratica di sfruttamento per le donne dei paesi meno ricchi a favore degli uomini dei paesi più ricchi (soprattutto in India). GOFFMAN -> ne ha parlato trattando delle interazioni sociali e della necessità che il nostro aspetto esteriore sia coerente con la definizione che vogliamo dare di noi stessi agli altri e con il modo con cui definiamo la situazione che stiamo vivendo. FOUCAULT -> approccio costruttivista SUPERAMENTO DEL DUALISMO CARTESIANO DAL 1980 BOURDIEU -> introduce il concetto di HABITUS per dire che in ragione del conteso sociale (lui ha in mente la classe sociale) deriva una definita strutturazione del corpo, non nel senso materiale, ma nel senso delle azioni - > ex. come ci si veste, ci si prepara, si agisce ecc. -> l’habitus diventa una sorta di principio che modella l’esperienza corporea degli individui e nelle diverse classi sociali cambia la percezione del GUSTO (saggio “la distinzione” in cui Bourdieu riflette sul concetto di bello estetico nelle diverse classi sociali).
BOLTANSKI -> parla dell’ETEROGENEITA’ DELLA CULTURA SOMATICA DELLE DIVERSE CLASSI SOCIALI -> come la dimensione corporea degli individui sia diversa in base all’appartenenza sociale -> ex. le mani degli operai sono logorate dal lavoro manuale, viceversa, le mani di chi fa un lavoro intellettuale saranno più curate, di contro, può riscontrare con il tempo un deficit
di vista rispetto all’operaio che però avrà più possibilità di diventare gobbo rispetto al professore universitario. GIDDENS -> il corpo diventa un oggetto plasmabile per poter esprimere la propria identità -> ex. definizione del corpo attraverso l’attività fisica, chirurgia plastica -> CORPO-PROGETTO -> tentativo di costruire e mantenere un senso di sé coerente che gli individui mettono in pratica attraverso un investimento sulle attività e sul consumo di beni e servizi rivolti al corpo. Ogni individuo gestisce il proprio corpo anche in base ai dettami che la propria cultura ci impone sulla gestione del nostro corpo. STELLA -> SEMIOTICIZZAZIONE DEL CORPO -> nella contemporaneità il corpo diventa un testo nel quale a ciascuno di noi è data la possibilità di scrivere e che da noi può essere letto. Noi possiamo leggere anche il corpo degli altri - > ex. DIVISA MILITARE semioticizzazione del corpo che ha un significato forzato e che comunica in modo stabile un messaggio, indica la posizione della persona nella gerarchia. Il modo in cui noi agiamo sul nostro corpo è intriso da una determinata razionalità ed una progettualità esplicita. Il modo più diffuso attraverso cui la cultura impone i propri dettami in maniera anche non esplicita sono le azioni della vita quotidiana. GLI USI SOCIALI DEL CORPO: LE PRATICHE E L’INTERAZIONE QUOTIDIANA ->
l’attenzione sull’ossessività che hanno i Nacirema nei confronti della bocca e del rituale di purificazione di questa. La parola Nacirema è l’inverso della parola degli Americani che sta a identificare gli Occidentali con la loro ossessione per l’igiene orale che li porta quotidianamente ad usare lo spazzolino per avere denti bianchi perfetti. Non esiste l’equivalente della pulizia dei denti occidentale in altre società più semplici. Quindi questa azione ci distingue da altre società. Questo ci sta a dire che le pratiche sul nostro corpo si modificano nel tempo e nello spazio, in base alla cultura di appartenenza e anche quando appaiono come universali è solo perché sono condivisi dalla collettività di cui facciamo parte che li perpetra con la socializzazione -> descrive dal punto di vista di uno straniero proveniente da un’altra cultura cosa direbbe nel vedere la nostra pratica di igiene orale -> MARCELL MAUSS – TEORIA GENERALE DELLA MAGIA E ALTRI SAGGI -> introduce l’espressione TECNICHE DEL CORPO intese come modi in cui gli uomini nelle diverse società si servono del loro corpo uniformandosi alla tradizione. Le tecniche del corpo si apprendono attraverso:
Questa regola non è applicata nel MAGHREB in cui due amici possono camminare mano per la mano senza essere considerati per forza fidanzati. Anche le effusioni con gli animali possono suscitare scalpore soprattutto per chi non fa parte della cultura occidentale come le effusioni tra genitori e figli. In alcuni casi siamo costretti a subire – o agire – una violazione della sfera intima nell’esercizio della professione come quelle sanitarie -> ex. paziente che si deve spogliare di fronte al medico per essere visitato/operato. Viene reso legittima questa violazione con dei rituali sociali come il continuarsi a dare del lei e se le regole sono violate vi è un forte imbarazzo tra le due parti. In ogni caso non in tutte le culture questa violazione legittima è accettata e per questo proibito -> LAWLER – ETNOGRAFIA SULLE INFERMIERE e BIGGS ed HENSLIN – REGOLE TRA GINCOLOGO E PAZIENTE -> le infermiere ricorrono ad eventuali rituali per diminuire l’imbarazzo che si potrebbe creare su determinati eventi e per le visite ginecologiche vi è un cliché da seguire in modo che non vi sia imbarazzo tra medico e paziente. DEFINIZIONI CULTURALI DEL SENTIRE:
Di fronte ad un corpo difforme rispetto allo standard del tempo si individua in quel corpo la presenza di una malattia che richiede un intervento -> DISCORSO DEL SAPERE MEDICO -> è una forma di gestione dell’alterità/diversità - > nel corso del tempo è cambiata -> ex. discorso religioso con gli eretici. Anche i saperi GIURIDICI gestiscono il discorso sulla diversità. Ciò che viene ritenuto un inestetismo clinico cambia nel corso delle epoche -> ex. cellulite, albini, i peli superflui che non in tutte le culture sono considerati come disdicevoli, grassezza, dimensione del seno -> LA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI MALATTIA VARIA A SECONDA DELLA EPOCA VISSUTA. AFFERMAZIONE DEL MODELLO BIO-MEDICO -> discorso di categorizzazione dell’alterità -> MICHEL FOUCAULT, NASCITA DELLA CLINICA 1963 -> nel corso dell’800 la malattia da essenza che deve essere estratta dal corpo del sofferente diventa una raccolta di sintomi che si mostrano sul corpo. In tale modello la malattia è un dato circoscritto al corpo formato da uno o più agenti patogeni biologici ben identificabili ed anche il trattamento lo sarà di conseguenza. Il modello bio-medico si è affermato nel corso del XX secolo con tale solidità da sembrare incontrovertibile. Tutto quello che riguarda le malattie psichiatriche nel passato era decodificato attraverso il registro cattolico. Le persone che udivano le voci potevano dire di essere in diretto contatto con Dio altrimenti era ritenuto abitato dal maligno. L’affermazione del modello bio- medico va di pari passo con la TEORIA FUNZIONALISTA di PARSONS che suggerisce che la malattia è da considerare una forma di devianza istituzionalizzata poiché quello del malato è un ruolo sociale all’interno di un sistema di aspettative riconosciute. Le categorie mediche rappresentano dispositivi di costruzione culturale della realtà clinica, cioè, di ciò che è ritenuto clinicamente rilevante secondo meccanismi di definizione dello stato patologico. SARAH NETTLETON -> cinque assunti del modello biomedico -> quello che si è affermato nella modernità:
all’affermazione di CHARLES WRIGHT MILLS – L’IMMAGINAZIONE SOCIOLOGICA 1995 -> l’immaginazione sociologica ci permette di afferrare biografia e storia ed il loro mutuo rapporto nell’ambito della società -> INTRECCIO FRA BIOGRAFIE INDIVIDUALI, STORIA COLLETTIVA E SOCIETA’ di grande RILEVANZA. PRINCIPI TEORICI DELL’APPROCCIO DEL CORSO DI VITA -> il corso di vita è definito come l’insieme dei modelli di vita disponibili per gli individui appartenenti ad un dato contesto storico e sociale, graduati per età, incastonati nelle istituzioni sociale e soggetti a mutamento -> ex. transizione alla vita adulta che un tempo era scandita diversamente da adesso. Prima si concludevano gli studi, si trovava lavoro, si prendeva casa e moglie e poi avere dei figli. Nella contemporaneità non segue più questa sequenza ordinata poiché ci sono persone che decidono di lasciare la famiglia prima di aver terminato gli studi e costruiscono una famiglia, altri che costruiscono la propria famiglia, ma vivono ancora con i propri genitori. Il corso di vita ha una dimensione al contempo dinamica e trasversale -> ambisce a delineare le interazioni e gli attraversamenti tra il livello micro, gli individui, il livello macro, definito dai contesi storici, culturali, politici, economici e sociali. Nelle scienze sociali lo studio sistematico dei corsi di vita è stato ispirato dalle ricerche di inizio ‘900 di THOMAS e ZANIECKI sui contadini polacchi immigrati negli USA -> si studiano le influenze tra la società e gli individui per approfondire degli aspetti sul comportamento deviante. Per capire come funziona l’analisi del corso di vita sono essenziali cinque principi:
collocazione nel tempo come l’età, fase del ciclo familiare, tempo storico -> ex. perdere i genitori in tenera età è assai diverso che perderli nell’adultità poiché da piccoli si ha bisogno dei genitori per la propria educazione affettiva e sociale, mentre, nell’adultità, è un passaggio normale, la pandemia dia Covid-19 ha influenzato in maniera differente le diverse fasce d’età, quindi, un anziano avrà subito ripercussioni diverse rispetto ad un adolescente o un bambino. Anche la genitorialità ha un impatto diverso dipendentemente dall’età in cui ci si trova, è diverso essere madre a 15 che a 30. La perdita di lavoro del genitore fa differenza in base al momento del ciclo familiare -> disoccupazione in età giovanile oppure in età senile. Essere matti oggi rispetto a 50 anni fa, ora meno stigmatizzante.
Vi sono anche eventi che non presentano incidenza differenziata in base alle classi sociali quali:
prima per imparare l’italiano. Vennero costruiti grandi ghetti dove erano riunite queste famiglie migranti in cui i bambini vissero in una situazione pressocché di abbandono educativo. I figli degli immigrati, così, presentano un rischio relativo di morbosità psichiatrica del 60% superiore a quello dei nativi. Queste persone e soprattutto i loro figli diventarono oggetto di discriminazione poiché ritenuti criminali, chiassosi e poco raccomandabili. Vivevano, appunto, nei ghetti perché nelle altre zone non venivano affittate loro le case. Questo genera in qualche modo delle diseguaglianze sociali e salute. LA SALUTE LUNGO LE FASI DEL CORSO DI VITA -> infanzia, transizione alla vita adulta e senilità ed il rapporto con salute in queste fasi
e di senso cognitivo -> ex. del Covid in cui si cerca di dare un senso alla pandemia come i market cinesi molto affollati e si cerca di dare la colpa a qualcuno o qualcosa. Oltre al carpo, la malattia investe anche il sé sofferente attraversato da nuove e specifiche domande di senso. MICHAEL BURY definisce l’esperienza della malattia come una CESURA BIOGRAFICA -> discontinuità nella traiettoria biografica che lo getta in un mondo alieno ed ostile completamente diverso da quello che c’era prima. Questa insiste su tre aspetti: I COMPORTAMENTI DATI PER SCONTATI, SPIEGAZIONI ORDINARIE DEGLI EVENTI E DELLA PROPRIA VICENDA BIOGRAFICA (ridefinizione del proprio orizzonte temporale e dei propri progetti -> ex. atleta che si prepara le Olimpiadi, ma si infortuna e deve cambiare progetti), LA CAPACITA’ DI MOBILITAZIONE DI RISORSE AFFETTIVE, EMOTIVE E MATERIALI. L’interruzione della malattia severa impone al soggetto di fare un intenso lavoro biografico di ricostruzione del sé -> chi sono diventato? Cosa posso fare? ARTHUR FRANK – THE WOUNDED STORYTELLER 1995 -> è un sopravvissuto da un carcinoma e scrive questo libro ripensando alla propria situazione e a quella di altre persone ricostruendo un quadro generale di questo tipo di malattia. Descrive la transizione dalla condizione di salute con tre immagini: INTERRUZIONE nella quale la malattia interrompe la traiettoria comune della vita perché la malattia cambia i progetti che si erano fatti, interrompe la routine di vita quotidiana poiché vi è uno spazio che bisogna dedicare alle cure, l’individuo PERDE LA MAPPA E LA DESTINAZIONE e il NAUFRAGIO in cui la persona si trovi in una situazione che non corrisponde a ciò che in passato si era immaginato ed il futuro resta drammaticamente incerto. Frank introduce anche il concetto di REMISSION SOCIETY – categoria intermedia tra salute e malattia
impenetrabile. La sua esperienza del dolore è soggettiva. VIENE MENO LA CONDIVISIONE DI UNA COMUNE PROSPETTIVA TEMPORALE -> L’esperienza della malattia severa produce una profonda alterazione della percezione del tempo, innanzitutto nella raffigurazione del proprio futuro, ma anche nella modulazione ed organizzazione della vita quotidiana.
differenza del maschio che attiverebbe, per compensazione, degli atteggiamenti che deteriorerebbero ulteriormente il suo stato di salute. CARDANO non è d’accordo. Lo studio di HARRISON evidenzia che la differenza di longevità tra i due sessi sia spiegata dall’adozione di diversi stili di vita e quindi da fattori psicosociali più che biologici. Le donne sono più longeve degli uomini. In tutte le società occidentali questo si riscontra. Harrison afferma che questa differenza è il riflesso di diversi stili di vita tra uomo e donna. Egli riflette sul processo di COSTRUZIONE DELLA MASCOLINITA’ sulla base di tre principi: AFFERMAZIONE, AUTONOMIA ED AUTOSUFFICIENZA e NIENTE COSE DA FEMMINUCCIA (NO SISSY STUFF) che si manifesta nella nessuna adozione di attenzione alla propria salute perché questo sarebbe da deboli. Gli uomini guidati da questi principi si conformano a questo modo di fare genere. Ovviamente ora le cose sono cambiate, ma alcuni elementi permangono -> HARRISON confronta la working class con la Upper class che è dipendente dal lavoro, bere e fumare e trascurare la propria salute perché sono cose da femminuccia. Nella classe operaia non troviamo la stessa dedizione al lavoro poiché questo non ha le medesime ricompense e si buttano nel fumo, alcool ostentando la propria capacità di reggerlo, mangiare cibi spazzatura e correre deliberatamente rischi senza prendere le necessarie precauzioni anche sul luogo di lavoro. Tali studi che adottano questa postura hanno suscitato delle critiche -> permettono il perpetrarsi delle differenze di genere come discriminazione ed universali culturali che nella realtà non esistono. RIESSMAN afferma ha potuto mostrare come alle due categorie rilevate da RADLEY corrispondano due diverse strategie performative di genere. Nel discutere l’esperienza di malattia, la studiosa, dimostra come le narrazioni dei due intervistati uomini affetti da sclerosi multipla costituiscano un continuo processo di revisione e negoziazione dei significati e dei valori della mascolinità dimostrando come sulle biografie delle persone ricada molto la società e l’appartenenza di classe dei soggetti. I due soggetti sono uno borghese ed uno operaio, per il primo, la malattia ha cambiato la sua vita e si è reinventato – grazie al suo capitale culturale ed economico – buttandosi negli hobby e nella vita sociale lasciando stare la sua carriera da accademico, per il secondo – a causa del suo scarso capitale sociale ed economico – non ha la possibilità di reinventarsi e si trincera dietro ad un modello di mascolinità che non può raggiungere allontanandosi dalla vita sociale.
malattia e dei trattamenti ricevuti. Si è dimostrato come anche nell’età dell’infanzia si possono sviluppare dei vissuti patologici simili a quelli degli adulti. La vecchiaia sembrerebbe essere una fase del corso di vita capace di introdurre elementi di novità nei tessuti esperienziali della malattia. MALATTIA, MEDICALIZZAZIONE E GENETICIZZAZIONE La malattia è enfatizzata da due punti:
FOLLIA E DISABILITA’ abitano il corpo inteso qui come CORPO PENSANTE (mindful body) – concetto elaborato da SCHEPER-HUGHES e LOCK – consentendo con ciò il superamento del DUALISMO CARTESIANO legando il corpo alla società in cui è immerso -> il corpo del folle e del disabile si configurano come corpi anormali -> COSA VUOL DIRE ANORMALE? Ce ne parla RUTH BENEDICT in THE JOURNAL OF GENERAL PSYCHOLOGY 1934 -> insiste sulla nozione di normalità ed anormalità determinato dal contesto culturale -> ex. sciamano in uno stato di trance che è una condizione straordinaria che mette a contatto con