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sociologia di sciolla, slides utili
Tipologia: Appunti
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I successi delle scienze della natura
Gli enormi successi ottenuti dalle scienze della natura,
basate sul metodo sperimentale, sull’osservazione della
natura e sulla ricerca delle leggi che la governano, hanno
aperto la strada all’idea che anche lo studio dell’uomo e
della società potesse essere sottratto alla speculazione
metafisica fino ad allora dominante e incanalarsi nell’alveo
della scienza.
La Rivoluzione francese
La Rivoluzione francese (1789), sconvolge alle radici il
vecchio ordine politico e scardina la struttura di classe su
cui esso si fondava. Questo quadro, che ribalta i valori
tradizionali su cui si basava la coesione della società, va
considerato come una condizione importante per la
nascita della prospettiva sociologica, che del problema
dell’ordine sociale (e in particolar modo di come
cambiano e si mantengono i legami sociali) ha fatto uno
dei suoi temi dominanti.
Le prime inchieste sociali
Le prime inchieste sociali nascono nel XIX secolo,
quando la sociologia non è ancora istituzionalizzata nelle
università.
Alla loro base c’è l’interesse per la rilevazione empirica e
la descrizione minuziosa dei fenomeni sociali, oltre alla
preoccupazione umanitaria verso gli strati sociali più
svantaggiati, che vivono spesso in condizioni di assoluta
miseria.
Nascita della rilevazione statistica
In questo periodo nascono anche gli istituti nazionali di
statistica per la raccolta delle informazioni, che non si
limitano più ai censimenti della popolazione, risalenti già al
XVIII secolo, ma si organizzano per la rilevazione e
pubblicazione periodica di dati su vari aspetti della vita
sociale.
Il positivismo
Il positivismo è un indirizzo filosofico dominante
nell’Ottocento, orientato a trattare i problemi filosofici con
«spirito positivo», ossia attraverso ricerche empiriche e
analisi dei fenomeni basate su osservazioni accurate ,
abbandonando le speculazioni metafisiche precedenti e
mutuando approcci e metodi delle scienze naturali,
considerate più avanzate sul piano scientifico.
Il positivismo in sociologia:
Auguste Comte
Auguste Comte (1798-1857) sostiene che si possa
arrivare a una riorganizzazione della società su basi
scientifiche. Tale riorganizzazione presuppone una
scienza della società, la sociologia. Egli attribuisce a
quest’ultima il compito di spiegare le leggi del mondo
sociale così come le scienze naturali spiegano il
funzionamento del mondo fisico, assegnandole una
posizione privilegiata nell’ambito delle scienze.
Il positivismo in sociologia:
Herbert Spencer
Herbert Spencer (1820-1903) elabora un modello
organicistico ed evoluzionistico della società
umana. La società è un organismo formato da parti
interdipendenti tendenti all’equilibrio.
Influenzato dalla «teoria evoluzionista» che Charles
Darwin aveva elaborato in quegli anni, Spencer
estende l’idea dell’evoluzione anche alle società
umane.
Queste ultime evolvono sotto la spinta della
competizione che seleziona gli organismi con
maggiore capacità di adattamento all’ambiente e alle
sue trasformazioni. In risposta a queste sfide, gli
organismi sociali si adattano differenziando le loro
Il pensiero marxista
Il «pensiero marxista», negli scritti di Marx ed
Engels, a metà dell’Ottocento, intende elaborare
una scienza della società. Accanto a questo
obiettivo, comune anche al pensiero positivista,
il marxismo sviluppa un approccio decisamente
critico della società borghese-capitalistica e dei
suoi sviluppi. Là dove i positivisti parlano di
progresso e di evoluzione, il pensiero marxista
parla di contraddizioni e di conflitto.
Il rapporto tra queste due classi è di reciproca
dipendenza, ma fondamentalmente asimmetrico ,
poiché è fondato sullo sfruttamento. Gli operai,
infatti, non controllano né il prodotto né le condizioni
del proprio lavoro, mentre i capitalisti ricavano un
profitto appropriandosi della parte che supera il
salario necessario alla sopravvivenza dei primi
(chiamato «plusvalore» ).
Ne consegue che gli interessi delle due classi sono
antagonisti e generano inevitabilmente il «conflitto
di classe».
Marx e la teoria del mutamento sociale
La teoria marxiana del mutamento sociale va sotto il nome
di «concezione materialistica della storia» , in quanto sono i
fattori economici e non le idee le cause del mutamento
sociale. In particolare è il conflitto di classe, basato su fattori
economici, il motore del cambiamento.
L’accento è posto sulle «contraddizioni» tra le «forze
produttive» (lavoro, tecnologia) e «i rapporti di produzione»
(rapporti tra gli uomini associati nella produzione di beni
materiali). Quando le forze produttive si espandono con la
crescita economica entrano in contraddizione con i rapporti di
produzione, che invece hanno la tendenza a cristallizzarsi.
Questa contraddizione è risolvibile solo con una rivoluzione
che cambi qualitativamente il regime dei rapporti di
produzione (come la Rivoluzione francese).
Tocqueville e l’avanzata della democrazia
Alexis de Tocqueville (1805-1859), filosofo
politico, storico, tra i maggiori esponenti del
liberalismo francese, ne La democrazia in
America sostiene l’inesorabilità dell’avanzata
della democrazia, ossia dell’eguaglianza delle
condizioni, non solo in America, ma in tutte le
società moderne.
Se per Comte il passaggio alla modernità si
definisce attraverso l’industrializzazione e per
Marx con l’affermazione del capitalismo, per
Tocqueville si tratta dell’avvento di un particolare
«stato della società» , ancora sconosciuto
nell’Europa d’allora, l’eguaglianza delle
condizioni.