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Sociologia Generale 2024 2025, Dispense di Sociologia

Diviso per capitoli, appunti interi con slides, lezioni e libro

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 04/11/2025

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Sociologia 1 - Immaginazione
Sociologica e nascita della
sociologia
Cosa studia la sociologia?
La sociologia studia le interazioni, le reti, la struttura, la cultura, le norme, le istituzioni, le gerarchie,
le organizzazioni le relazioni, ma soprattutto il cambiamento, il “noi” che cambia. Studia ciò che
ci tiene insieme da un punto di vista dinamico. !
Nasce durante il 1700, quando la società cambiava più velocemente degli stessi individui. !
Nello sguardo sociologico vi è l’ambizione di guardare la società e migliorarla. La sociologia come
scienza ci aiuta anche a prevedere i cambiamenti. !
La realtà sociale muta ogni 5/10 anni in maniera estremamente accelerata. !
Per andare più a fondo nella definizione di “che cosa studia la sociologia”, serve puntualizzare
che il “noi” è formato da singoli individui inseriti necessariamente ed imprescindibilmente in
mondi sociali, poiché bisogna ricordarsi che siamo individui, ma anche esseri sociali.
Superando l’analisi della prospettiva individualista, ne verrà che noi tutti siamo inseriti almeno in
un gruppo, in un contesto, anche quando siamo soli.
Anche quando siamo soli, la dimensione sociale non si elude, non si annulla. Non siamo mai
soli perché ci sarà sempre qualcuno nella nostra stessa situazione, da qualche parte del mondo.
Qualcuno che starà vivendo la nostra stessa esperienza, proprio perché, fin dalla nascita, siamo
inseriti in RETI SOCIALI.
Es. I social media hanno reso esplicito ciò che la sociologia implicita, ovvero l’appartenenza a
gruppi o reti sociali. Ad esempio ogni “mi piace” inserito nei social media ci colloca
automaticamente all’interno di una rete sociale, di un gruppo di persone. A seconda di ciò che ci
piace avremo accesso a dierenti mondi sociali.
Anche un eremita non è isolato, perché fa parte di un gruppo formato da altri come lui che sono
stati eremiti nel passato, lo sono nel presente e lo saranno nel futuro.
Ognuno è inserito in contesti sociali che dieriscono l’uno dall’altro e per questo nascono le
dierenze sociali, grazie agli aspetti diversi di ognuno di essi. Vi sono contesti che influenzeranno
necessariamente la vita di ogni bambino (che sin dalla nascita ha già una collocazione precisa
all’interno della società), quali ad esempio: !
-La famiglia , per quanto riguarda l’origine e il livello di istruzione, la ricchezza e il reddito dei
genitori !
-Il quartiere e la comunità locale in cui il bambino crescerà o vivrà da adulto!
-L’istruzione che egli riceverà, inclusa la qualità delle scuole che frequenterà !
-I tipi di organizzazione (chiese, club o gruppi) di cui farà parte o a cui avrà accesso e le
persone che incontrerà in quegli ambienti. !
-Il tipo di occupazione che troverà !
-Il paese dove vivrà !
-Lo stesso periodo storico
Qual è lo strumento che ci permette di vedere il “noi”?
Vediamo il “noi” con l’IMMAGINAZIONE SOCIOLOGICA. Tutti possediamo un certo livello di
immaginazione sociologica. È inoltre il primo mezzo per studiare la società. Viene quindi
esercitata ogni volta che cerchiamo di dare un senso ai mondi sociali che ci circondano. Ci aiuta
quindi a fare domande dicili, ad indagare sui mondi sociali che abitiamo e a cercare risposte. !
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Sociologia 1 - Immaginazione

Sociologica e nascita della

sociologia

Cosa studia la sociologia? La sociologia studia le interazioni, le reti, la struttura, la cultura, le norme, le istituzioni, le gerarchie, le organizzazioni le relazioni, ma soprattutto il cambiamento, il “noi” che cambia. Studia ciò che ci tiene insieme da un punto di vista dinamico. Nasce durante il 1700, quando la società cambiava più velocemente degli stessi individui. Nello sguardo sociologico vi è l’ambizione di guardare la società e migliorarla. La sociologia come scienza ci aiuta anche a prevedere i cambiamenti. La realtà sociale muta ogni 5/10 anni in maniera estremamente accelerata. Per andare più a fondo nella definizione di “che cosa studia la sociologia”, serve puntualizzare che il “noi” è formato da singoli individui inseriti necessariamente ed imprescindibilmente in mondi sociali , poiché bisogna ricordarsi che siamo individui, ma anche esseri sociali. Superando l’analisi della prospettiva individualista, ne verrà che noi tutti siamo inseriti almeno in un gruppo, in un contesto, anche quando siamo soli. Anche quando siamo soli, la dimensione sociale non si elude, non si annulla. Non siamo mai soli perché ci sarà sempre qualcuno nella nostra stessa situazione, da qualche parte del mondo. Qualcuno che starà vivendo la nostra stessa esperienza, proprio perché, fin dalla nascita, siamo inseriti in RETI SOCIALI. Es. I social media hanno reso esplicito ciò che la sociologia implicita, ovvero l’appartenenza a gruppi o reti sociali. Ad esempio ogni “mi piace” inserito nei social media ci colloca automaticamente all’interno di una rete sociale, di un gruppo di persone. A seconda di ciò che ci piace avremo accesso a differenti mondi sociali. Anche un eremita non è isolato, perché fa parte di un gruppo formato da altri come lui che sono stati eremiti nel passato, lo sono nel presente e lo saranno nel futuro. Ognuno è inserito in contesti sociali che differiscono l’uno dall’altro e per questo nascono le differenze sociali, grazie agli aspetti diversi di ognuno di essi. Vi sono contesti che influenzeranno necessariamente la vita di ogni bambino (che sin dalla nascita ha già una collocazione precisa all’interno della società), quali ad esempio:

  • (^) La famiglia , per quanto riguarda l’origine e il livello di istruzione, la ricchezza e il reddito dei genitori
  • (^) Il quartiere e la comunità locale in cui il bambino crescerà o vivrà da adulto
  • (^) L’istruzione che egli riceverà, inclusa la qualità delle scuole che frequenterà
  • (^) I tipi di organizzazione (chiese, club o gruppi) di cui farà parte o a cui avrà accesso e le persone che incontrerà in quegli ambienti.
  • (^) Il tipo di occupazione che troverà
  • (^) Il paese dove vivrà
  • (^) Lo stesso periodo storico Qual è lo strumento che ci permette di vedere il “noi”? Vediamo il “noi” con l’ IMMAGINAZIONE SOCIOLOGICA. Tutti possediamo un certo livello di immaginazione sociologica. È inoltre il primo mezzo per studiare la società. Viene quindi esercitata ogni volta che cerchiamo di dare un senso ai mondi sociali che ci circondano. Ci aiuta quindi a fare domande difficili, ad indagare sui mondi sociali che abitiamo e a cercare risposte.

Sam Richard’s - La saggezza della Sociologia: anche la più privata e intima situazione, in realtà, ci pone all’interno di qualcosa di molto più grande di noi. Siamo posti continuamente all’interno di reti sociali, in cui vi sono altre persone che o è noi magari stanno faticando, stanno soffrendo, stanno scegliendo se prendere o meno una decisione. Private struggle - public issues MILES - 1916/1962 ha inventato il termine immaginazione sociologica nel 1959. Ci troviamo quindi appena prima degli anni ‘60 in America. Miles inizia ad appassionarsi alle disuguaglianze, soprattutto tra classi sociali. “The awareness of the relationship between personal experience and the wider society”, ovvero la consapevolezza della relazione tra l’esperienza personale e la società in maniera più ampia, in generale. “Someone using the sociological imagination ‘thinks himself away’ from the personal routines of daily life” “ Gli occhiali / lenti sociologiche” sono lo strumento utilizzato per osservare, simbolo caratteristico di “sguardo” per uscire dalla propria univocità e dalla sfera individuale e cercare invece relazioni più ampie, come ad esempio le reti in cui siamo inseriti. Dunque si può dire che l’immaginazione sociologica ci aiuta ad osservare culture, usanze, realtà diverse dalle nostre personali per permetterci di mettere in discussione le nostre supposizioni riguardo le basi naturali, anziché sociali, di un particolare fenomeno. Es. Il matrimonio: l’immaginazione sociale ci aiuta ad ampliarle la nostra mentalità riguardo a questo argomento. Anche se siamo cresciuti con un’idea di matrimonio tra uomo e donna, non significa che non possa esserci tra sessi uguali e non significa che una delle due credenze non possa essere messa in discussione. Caratteristiche dell’immaginazione Sociologica:

  1. Coglie la realtà sociale: coglie la relazione tra l’io e la realtà sociale, per questo motivo, nascosta tra le nostre biografie individuali, si trova lòa storia della società.
  2. Intersezione tra le biografie degli individui e la storia: l’individuo può comprendere la propria esperienza e valutare il proprio destino soltanto collocandosi dentro la propria epoca. Ad esempio il motivo per cui ci sono classi sociali più povere. Indagando sull’epoca si può trovare la motivazione di tale povertà. Possiamo capire la nostra storia personale attraverso il contesto storico della nostra società. Alla comprensione psicologica si connette quella storica.
  3. I problemi personali sono questioni pubbliche: l’immaginazione sociologica è la capacita di riflettere sistematicamente su quanto cose da noi percepite come problemi personali siano, in realtà, questioni sociali condivise da altri individui nati in un periodo e in un ambiente sociale simile al nostro. In ogni momento siamo sia individui che parte di un mondo sociale. I nostri problemi sociali, anche quelli più intimi, sono connessi a tutti. Le nostre preoccupazioni personali, sono preoccupazioni sociali. Ad esempio l’aumento degli stati d’ansia, quale può essere una situazione strettamente personale, è data in realtà dal periodo epocale che siamo vivendo in quanto la dimensione dei pregiudizi sta aumentando in maniera ingente. Anche lo stesso attacco d’ansia, per quanto possa essere strettamente individuale, si rivela essere una questione sociale perché è scaturito da una possibile pressione sociale.
  4. Uno sguardo trasformativo: l’immaginazione sociologica aiuta gli individui a sviluppare una prospettiva più informata e coinvolta sul mondo che li circonda, favorendo cosi un senso di responsabilità e un desiderio di cambiamento sociale. Se non la utilizziamo, rischiamo di diventare apatici ( ovvero mancanti di passione e connessione con l’altro) e concentrati solo su noi stessi. Io sono umanità, noi siamo umanità - Sam Richards, 2014. Non dimentichiamo che ci troviamo in America, nel periodo precedente ai movimenti sociali, per questo motivo, Mills dopo essersi appassionato di disuguaglianze, pone l’attenzione sul benessere delle minoranze.

Richard Arum è un sociologo che ha insegnato molto negli Stati Uniti. Da sociologo vuole indagare e mettere in discussione l’apprendimento nel mondo universitario in quanto lo riteneva carente. Per farlo indaga e si pone domande. Egli segue la carriera di più di 2000 studenti di diverse università, le loro differenti carriere lavorative e il rispettivo successo lavorativo, indaga perciò sul fatto se essi possano permettersi di vivere da soli o di fare famiglia. I vari studenti coinvolti nella ricerca hanno avuto differenti esperienze universitarie e altrettanti diversi risultati post-laurea. Alcuni erano coinvolti in contesti universitari che li spronavano e li esponevano a corsi impegnativi ( Maria) mentre altri facevano parte di contesti universitari che non stimolavano l’interesse degli studenti e che erano inoltre meno attente al singolo ( Robert). A distanza di 4 anni, quando viene testata la prestazione a confronto degli studenti in compiti uguali, Robert non aveva fatto nessun tipo di miglioramento rispetto a Maria. La ricerca ha rilevato che: Sottoposti a un test di abilità generali, un terzo degli studenti presi in esame non dimostrava alcun miglioramento. Se anche Robert avesse appreso abilità specifiche di una disciplina non colte dall’indicatore di valutazione utilizzato nella ricerca, esse non erano comunque state premiate nel mercato del lavoro, dato che la situazione di Robert era: disoccupato e viveva ancora con i genitori. Il 24% degli studenti dopo la laurea è costretto a vivere con i genitori senza un lavoro. Come si spiega il fatto che Maria e Robert abbiano avuto esperienze così diverse e ottenuto futuri così diversi? Per rispondere sono state poste domande che riguardano il mondo in cui viviamo nel suo complesso, spaziando dalle unità fondamentali della vita umana, alle relazioni con gli individui, ai gruppi e alle relazioni di cui facciamo parte fino a toccare l’economia globale in rapido cambiamento che condiziona tutte le nostre relazioni sociali. Esempi di domande dello studio di Arum:

- (^) Come influiscono le esperienze di vita che gli studenti fanno prima sulle esperienze dell’università? - (^) Come influenza la vostra esperienza scolastica, la famiglia da cui provenite? - (^) Quali risultati si aspettano che otteniate i vostri genitori dai vostri studi? - (^) L’impegno dello studente viene favorito dal contesto ambientale universitario? - (^) L’esperienza universitaria avvantaggia tutti in egual misura? Le domande della sociologia riguardano tanti aspetti diversi: dalle unità fondamentali della vita umana (quali le relazioni tra gli individui), ai gruppi e alle organizzazioni di cui facciamo parte, fino a toccare l’economia globale. Per formulare domande sociologiche e cercare prove empiriche a esse collegate, i sociologi hanno sviluppato un insieme di teorie sociali (schemi molto generali che suggeriscono determinati assunti e asserti su come funziona il mondo) e metodi di ricerca per trovare evidenze ed elaborare nuove risposte ( è una scienza). - (^) Studia come gli individui vivono insieme - il “noi” - (^) Studia come cambiano le forme del vivere sociale - il “noi” cambia - (^) Affronta la specifica sfida di cercare i modelli, le regolarità dei mondi sociali e a cui partecipano gli individui. La sociologia diviene una scienza perché vengono adottate teorie sociali e metodi di ricerca.

Le origini della sociologia come scienza

Quando : fine del 1700 / prima metà del 1800 Dove : Francia, Germania Primi autori: Comte, Tonnies, Marx, Durkheim, Weber, Simmel Lo studio sistematico della società prende avvio solo alla fine del XVIII secolo ed è favorito da tre rivoluzioni:

  • (^) RIVOLUZIONE SCIENTIFICA: poiché si ricorre alla scienza per comprendere il mondo
  • (^) RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: grandi innovazioni socio-economiche e urbane accompagnano lo sviluppo di innovazioni tecnologiche
  • (^) RIVOLUZIONE FRANCESE: 1789, segna il trionfo dei valori o di libertà e uguaglianza. La sociologia e altre scienze sociali in generale, hanno iniziato a svilupparsi nel momento in cui un ingente numero di studiosi ha messo da parte dibattiti quali la democrazia è bene / il razzismo è male e sono piuttosto passati a studiare il modo in cui le cose funzionano nel mondo reale e su come quest’ultimo potrebbe essere sistematicamente indagato. Questo nuovo modo di porsi domande e, soprattutto, diverse domande, è il punto in cui ci si stacca dalla filosofia e nasce la sociologia insieme alle scienze sociali. 1839 : Comte ideò la parola SOCIOLOGIA nel suo corso di Filosofia Positiva Secondo August Comte la conoscenza della società si può raggiungere solo attraverso l’indagine scientifica , capace di svelare leggi universali che governano il mondo sociale. Egli è un positivista che ritiene la sociologia non diversa da materie quali la fisica o la biologia. Esistono leggi naturali che permettono di controllare e prevedere gli eventi del mondo fisico Esistono leggi invariabili che spiegano il mondo sociale. Egli credeva che la sociologia sarebbe diventata la scienza fondamentale del mondo sociale articolandosi in:
  • (^) Statica Sociale: studio della società per come è in un determinato momento
  • (^) Dinamica Sociale: studio dei processi del cambiamento sociale. Con il passare del tempo iniziarono da emergere numerosi differenti modi di studiare il sociale.

Sociologia 2 - Le Teorie Sociali

“Osservare la realtà attraverso la lente della teoria sociale” Le teorie sociali sono degli schemi interpretativi con cui noi cerchiamo di conoscere il mondo, concezioni sistematiche del rapporto tra individui e società. Ogni teoria sociale affronta queste tre sfide centrali:

  1. Le fondamenta dell’ ordine sociale e cosa tiene unita la società (Emile Durkheim)
  2. L’individualismo , da dove viene e in che modo l’individuo agisce nel contesto sociale (Max Weber)
  3. Come cambiano le società , secondo quali circostanze (Karl Marx) Siamo tra la seconda metà del XIX e l’inizio del XX secolo quando importanti trasformazioni e cambiamenti, seppur lenti e tutt’oggi incompleti, vengono intuiti da molti pensatori e tanto la teoria sociale quanto la sociologia sorsero in risposta a tali informazioni e al senso di crisi che esse suscitavano. Esempio di cambiamenti di quel periodo:
  • (^) Dall’economia basata sul lavoro nei campi e sull’agricoltura a un’ economia basata sull’industria (grazie alla rivoluzione industriale). Di conseguenza si migra dalle aree rurali alle zone urbane
  • (^) Si passa dalle monarchie alle democrazie e si assestano molti confini della realtà europea
  • (^) Il declino dell’influenza della religione sulla vita pubblica e il suo mutamento di ruolo. Attività - La Storia della Castellana C’è un castelllo circondato da un fosssato: esso è collegato alla terraferma durante il giorno da un ponte levatoio ma, durante la notte il guardiano ha l’ordine del castellano di chiuderlo. Vi è inoltre un barcaiolo che, a pagamento, trasporta da una riva all’altra. Il castellano è sempre in viaggio, trascura la moglie e la tradisce. La castellana ha un amante e un’ amica sull’altra sponda del fossato, ma può recarsi da solo solo durante il giorno, cioè quando il ponte levatoio è abbassato. Un giorno la castellana si reca dall’ amante ma non si accorge del tempo che passa. Viene sera e ormai il ponte levatoio è alzato. La castellana implora il guardiano ma questi aspetta l’ordine del castellano. La castellana va a chiedere i soldi per pagare il barcaiolo all’ amante e all’ amica ma non ottiene nulla. Il barcaiolo le dice che, se trascorrerà la notte con lui, la trasporterà sull’altra sponda. La castellana, sapendo che se il marito al suo ritorno non l’avesse trovata sicuramente l’avrebbe uccisa, decide di suicidarsi. Chi è più responsabile del suicidio della castellana? Si possono dare letture diverse della situazione utilizzando approcci teorici diversi:
  • (^) OLISMO: attribuisce una responsabilità collettiva, responsabilità della società. È colpa della cultura, delle norme del medioevo, della mancanza di solidarietà, del potere gerarchico e del potere delegato.
  • (^) INDIVIDUALISMO: riconosce una responsabilità singola o comunque la somma delle responsabilità individuali. Dati i problemi di coppia e le interazioni negative tra i protagonisti, la castellana prende la decisione di suicidarsi dopo essersi sentita trascurata, non avendo ricevuto supporto ne tantomeno aiuto.

I padri fondatori della Sociologia Generale:

  • (^) EMILE DURKHEIM - 1858/1917 : qual è il fondamento dell’ ordine sociale? Che cosa tiene unite le società?
  • (^) MAX WEBER - 1864/1920 : qual è la natura dell’individualità? In che modo l’individuo agisce nel contesto sociale?
  • (^) KARL MARX - 1818/1883 : come cambiano le società e in quali circostanze avviene il cambiamento?

Emile Durkheim - 1858/

Filosofo ed economista francese, si considera un sociologo e si batte per far riconoscere la sociologia come nuova disciplina universitaria. Studia i fatti sociali e l’ordine sociale. Opere principali:

- (^) La divisione del lavoro sociale, 1893 - (^) Le regole del metodo sociologico, 1895 - (^) Il suicidio, 1897 - (^) Le forme elementari della vita religiosa, 1912 Approccio OLISTA I fatti sociali , secondo Durkheim sono l’oggetto della ricerca sociologica. Il fatto sociale è un modo di agire o di sentire che l’individuo percepisce come stabilmente collettivo. I fatti sociali esistono nella misura in cui esistono gli uomini. Es. La moda, il linguaggio, fenomeni di folla, le correnti di opinione, la moralità, l’educazione, il diritto, le norme, le ideologie, le credenze… Dal video:

  • (^) Sono aspetti della vita sociale che plasmano il comportamento degli individui. Non dal mondo fisico attorno a noi ma dal mondo sociale.
  • (^) Le nostre scelte sono limitate dalle strutture che ci circondano. La nostra libertà nel fare scelte sociali è limitata dai fatti sociali
  • (^) I fatti sociali sono coercitivi e si impongono sulle persone
  • (^) Gli aspetti della vita sociale che plasmano i nostri comportamento e limitano le scelte che abbiamo sono i nostri fatti sociali
  • (^) Durkheim identifica quella che sarà l’immaginazione sociologica nei fatti sociali, ovvero quella cosa che lega l’individuo alla collettività. Durkheim ipotizza di trovare delle leggi universali che vadano bene a tutta l’Europa e che di conseguenza mettano ordine alle condizioni sociali. Era un po’ ossessionato dalla logica dell’ordine, le regole secondo lui sono necessarie per vivere. “ECCO DUNQUE UN ORDINE DI FATTI CHE PRESENTANO CARATTERI MOLTO SPECIFICI: ESSI CONSISTONO IN UN MODO DI AGIRE, DI PENSARE, E DI SENTIRE ESTERNI ALL’INDIVIDUO E DOTATI DI UN POTERE DI COERCIZIONE IN VIRTÙ DEL QUALE SI IMPONGONO AD ESSO. […] ESSI SONO QUINDI IL DOMINIO PROPRIO DELLA SOCIOLOGIA” - **_Emile Durkheim (1858-1917)
  1. Le regole del metodo sociologico - Durkheim, 1895_** In questo testo, viene determinato che i fatti sociali sono esterni agli individui e hanno un potere di coercizione sugli individui. In questo libro, inoltre:
  • (^) Si studiano le funzioni dei fatti sociali > FUNZIONALISMO
  • Adotta una visione olista, secondo cui la società non è la somma degli individui ma qualcosa di più. Pone importanza sulle funzioni dei singoli elementi nella società.
  • (^) Utilizza un metodo positivista per dare un ordine ai fatti
  • (^) Ogni perturbazione dell’ordine collettivo (anche generatrice di grande agiatezza) spinge alla morte volontaria.
  • All’aumento della divisione del lavar corrisponde un netto aumento di suicidi.
  • (^) Le società moderne presentano sintomi patologici - (^) L’insufficiente integrazione dell’individuo nella collettività - (^) L’assenza di regole e di norme > ANOMIA 4 tipologie di suicidio:
  1. IL SUICIDIO EGOISTICO: l’individuo non trova più alcuna ragione di vita, si estranea dal gruppo. È il risultato di un’ eccessiva individualizzazione e di una debole integrazione.
  2. IL SUICIDIO ALTRUISTICO: caratteristico delle società semplici fondate sul prevalere della coscienza collettiva su quella individuale. È il frutto di un’ eccessiva integrazione e di una debole individualizzazione.
  3. IL SUICIDIO ANOMICO: è quello che più interessa a Durkheim perché è il più caratteristico della società moderna. Deriva dalla mancanza di legami sociali e dalla sregolatezza della vita sociale moderna, che espone gli individui a una situazione permanente di competizione reciproca. Vi rientrano i casi dovuti alle rotture di legami familiari.
  4. IL SUICIDIO FATALISTICO: Durkheim vi fa soltanto un piccolo cenno. È il risultante di un eccesso di regolamentazione, è quello che commettono i soggetti che hanno un avvenire completamente chiuso, con passioni violentemente compresse da una disciplina eccessiva. Affibia gli schizofrenici

In questo testo “Suicidio e Divorzio” emergono stereotipi sessisti. L’approccio utilizzato è di tipo olista mentre il metodo è positivista.

3. La divisione del lavoro sociale - Durkheim, 1893 In questo testo l’autore riflette sul concetto di ordine sociale: Solidarietà sociale: in questo libro si domanda quale fosse l’origine dei principi morali condivisi e delle relazioni tra gli individui. Lo fa distinguendo due forme di solidarietà sociale, ciascuna delle quali è connessa a una diversa forma di moralità e un differente tipo di società.

Max Weber - 1864/

  • (^) Tedesco

SOLIDARIETÀ MECCANICA SOLIDARIETÀ ORGANICA

Prevale nelle società “primitive”, ovvero quelle costituite da grandi famiglie, clan o tribù. Prevale nelle società moderne Economia pre-capitalistica (caccia, raccolta, agricoltura) Economia capitalistica, ovvero più complessa che comprende rapporti di interdipendenza tra persone. Divisione del lavoro e mansioni ridotte causa della specializzazione Forti legami comunitari Rigida divisione del lavoro Ruoli flessibili Ruoli sociali specializzati e formalizzati

Questa modalità di azione ( lo spirito del capitalismo ) diventa un idealtipo di azione sociale: la forma purità do un fenomeno. I tipi ideali non esistono nella vita reale, am aiutando a comprendere la realtà sociale. La sua teoria specifica : LO SPIRITO DEL CAPITALISMO

  1. Con il protestantesimo, i valori di operosità, disciplina, auto-controllo promuovono un’etica basata sull’ utilità sociale e sul lavoro La visione del mondo protestante si fondava sulla concezione che le virtù del lavoro (operosità, auto-controllo, disciplina) sono una dimostrazione di devozione a Dio e ne diffondono la gloria. Il successo materiale dei singoli è interpretato come una prova dell’approvazione divina che ricompensa L’operosità, la parsimonia, la sobrietà e altre modalità “corrette” di vita del soggetto.
  2. L’enfasi posta sull’accumulo delle risorse economiche favorisce l’emergere di uno “ spirito del capitalismo
  3. Il successo del modello capitalista porta al trionfo della secolarizzazione occultano le radici religiose. Secolarizzazione : Passaggio di cose o istituzioni dalla dipendenza del potere ecclesiastico a quella del potere civile (con sign. a ffi ne a laicizzazione ). OLISMO / INDIVIDUALISMO Durkheim adotta un approccio olista : prevale la società sull’agire individuale, ovvero l’ agire degli attori è fortemente influenzato dalle strutture sociali (norme, valori…). Secondo lui la sociologia studia i fatti sociali. OLISMO : organismo “La prima e fondamentale regola è: guardare i fatti sociali come cose” La società nasce dal convergere verso scopi comuni che danno origine a una coscienza collettiva. Weber adotta un approccio individualista : prevale l’ agire sociale sulla struttura sociale. Sono le azioni sociali che determinano la struttura sociale. Secondo lui la sociologia studia l’agire sociale. INDIVIDUALISMO : agency “Sia per la sociologia nel senso attuale, che per la storia, l’oggetto di cognizione è l’insieme dei significati soggettivi dell’azione. La società tende a cristallizzarsi in strutture coercitive es. Capitalismo.

Karl Marx - 1818/

Marx fu una figura di spicco del movimento socialista, filosofo di formazione che studia l’economia la storia e le teorie sociali, pur non considerandosi mai un sociologo. Nonostante ciò le sue opere hanno acceso dibattiti all’interno della disciplina sociologica e molti teorici e sociologi hanno sviluppato il proprio pensiero in risposta a quello di Marx. I suoi scritti si fondano sull’idea che: il modo in cui gli esseri viventi producono ciò di cui hanno bisogno per vivere costituisce il fondamento di ogni società. Di conseguenza il

OLISMO INDIVIDUALISMO

Focus sull’ORDINE SOCIALE - fatti sociali (variabili misurabili) Focus sull’AZIONE SOCIALE - i tipi ideali (schemi interpretativi) Spiegare Comprendere Essere condizionati Condizionare Approccio positivista Approccio ermeneutico Le scelte individuali non sono mai libere Tutto dipende dalle scelte individuali

sistema economico di una società e le relazioni che esso crea tra gli individui e i gruppi, definiscono il funzionamento stesso di quella società. Economia: è la materia centrale della società. La storia dell’uomo poteva essere compresa in maniera più efficace ricostruendo la storia dei doversi sistemi economici. Società: influenzata profondamente dai sistemi economici. Alcuni concetti chiave:

  • (^) Alienazione: l’operaio dà la sua “essenza” (ovvero il prodotto del proprio lavoro) per altri
  • (^) Il proletariato deve impadronirsi del potere politico e usarlo come leva per sopprimere la proprietà capitalistica dei mezzi di produzione e quindi le differenze di classe. Bisogna conquistare lo stato per trasformare la società Classi: gruppi formati da persone che condividono degli stessi interessi economici sulla base della loro relazione con i mezzi di produzione. I proprietari dei mezzi di produzione e i lavoratori che erano costretti a lavorare per vivere. Proprietà : il possesso o meno dei mezzi di produzione era il criterio di distinzione tra le classi Proletariato: lavoratori, la classe operaia assunta dalla borghesia. Non possedevano alcun capitale ed erano costretti a cercare lavori retribuiti per soddisfare i propri bisogni elementari. Borghesia: coloro che possedevano la risorsa da lui definita “capitale” ovvero il denaro e le risorse da investire in attività economiche.
  • (^) La battaglia contro la borghesia poggia sulla consapevolezza da parte del proletariato di essere una classe autonoma che, se vuole ribaltare l’ordine esistente, deve rimanere coesa/ unita. - (^) Il Capitale - Marx, 1867 Al centro delle società capitaliste esiste un conflitto cruciale : tutte le società producono un surplus economico distribuito in modo disuguale. Chi se ne appropria? Con quali mezzi? La borghesia è dotata delle risorse (economiche) da Marx definite capitale; Tutti gli altri ( la classe operaia, il proletariato, i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori) non detengono i mezzi di produzione. Teoria della lotta di classe: i capitalisti cercano costantemente di mantenere o incrementare i propri profitti e nel corso del tempo riducono salari dei lavoratori al punto di indurli alla rivolta. Le classi che il sistema economico tratta in maniera ineguale sono destinate ad entrare in conflitto tra loro, a ribellarsi (rivoluzione). MATERIALISMO STORICO Il modo in cui gli esseri umani producono ciò di cui hanno bisogno per vivere costituisce il fondamento di ogni società Il sistema economico e le relazioni che esso crea tra gli individui e i gruppi definiscono il funzionamento della società e ne influenza la sfera politica e culturale Per comprendere l’emergere di particolari idee sociali e culturali all’interno di una determinata società, è necessario analizzare il suo sistema economico La storia dell’uomo può quindi essere compresa ricostruendo la storia dei diversi sistemi economici.

Secondo lui la teoria funzionalista ambiva a spiegare gli aspetti fondamentali della vita sociale attraverso l’0analisi delle funzioni assolte dagli attori e dai processi sociali nel mantenere unita la società. L’organizzazione degli elementi fondamentali della società è profondamente connessa ai bisogni della società nel suo insieme. Motivo per cui ad es. Ogni società fornisce una dottrina religiosa in quanto fornisce alla società un codice morale condiviso che regola la vita sociale, aiuta le persone a spiegare l’inspiegabile e incoraggiano la solidarietà sociale. Secondo lui il cambiamento sociale avveniva grazie a dinamiche simili a quelle della biologia, grazie alla teoria dell’evoluzione, attraverso un processo di selezione naturale mediante il quale le caratteristiche più vantaggiose per la specie prevalgono sulle altre, generazione dopo generazione. A DIFFERENZA DI MARX CHE CONCEPIVA IL CAMBIAMENTO COME IL RISULTATO DI LOTTE DI CLASSE RIVOLUZIONARIE. La metafora utilizzata serve per spiegare il modo in cui le società evolvono nel tempo e sono in grado di adattarsi all’ambiente, facendo in modo che le caratteristiche disfunzionali vengano messe da parte per adottarne nuove più convenienti. Dopo Weber…

Le Teorie dell’Azione

Es. Interazionismo Simbolico Comprensione e spiegazione della vita sociale considerando l’uomo come agente sociale, ovvero come soggetto attivo nel dare forma alla società. Studio dell’azione mossa da interessi e ideali (azione sociale) > AGENCY Dopo Marx…

Le Teorie Conflittualiste

Nate anche per criticare lo struttural-funzionalismo in quanto sembri suggerire che le società siano esenti da conflitti e che le di ff erenti parti ch e la compongono funzionino in maniera più o meno armoniosa. Mentre per Marx il conflitto all’interno della società ha un ruolo centrale. Es. Teoria sociale femminista La teoria del conflitto afferma che la società è in stato di conflitto perpetuo a causa della concorrenza per l’accaparramento delle risorse. Sostiene che l’ ordine sociale è mantenuto dal dominio e dal potere piuttosto che dal consenso e dalla conformità. Oggi…

Le Teorie Integrative

Sono teorie contemporanee orientate all’ ibridazione di prospettive classiche che m,irano alla ricomposizione tra diverse dimensioni (azione e struttura), dualismo soggetto-oggetto, tra sistema e soggetto, tra analisi micro e macro.

- (^) La Sociologia Analitica - fine 900 - Robert Merton, James Coleman, Georg Simmel Sviluppano teorie a medio raggio: focalizzate su specifiche ipotesi di ricerca, riguardanti singoli aspetti della società, relativi al rapporto tra la struttura sociale e l’agire individuale (ne troppo generali, ne troppo specifiche) Analizzano la relazione tra la dimensione macro (le istituzioni, le organizzazioni, l’economia…) e la dimensione micro dell’agire individuale. Lo scopo è identificare meccanismi chiave dell’interconnessione tra gli individui e le strutture sociali. Particolare attenzione è dedicata all’analisi delle reti sociali.

La sociologia analitica è una denominazione attribuita ai sociologi e teorici che ritenevano che molti degli approcci classici e novecenteschi non tenessero in considerazione un argomento per loro fondamentale: le azioni e le motivazioni individuali creano le BASI del funzionamento della società e del mutamento sociale. Quindi la base della sociologia analitica era la **_relazione tra macro e micro.

INDIVIDUALISMO STRUTTURALE , rende esplicita l’idea che la società si basa sulle scelte e azioni individuali che sono al tempo influenzate dalla società stessa nel suo insieme._**

Sociologia 3 - La Cultura

Cos’è la cultura?

Le persone usano la parola cultura per definire ogni genere di cosa , dall’arte alle tradizioni, al comportamento appreso. Cultura deriva dal latino COLERE = coltivare, costruire. Nel VII secolo i mercanti europei riconducevano le differenze comportamentali riscontrate in altri popoli a fattori biologici. Verso la fine dell’Ottocento , gli antropologi iniziarono a sostenere che le differenze erano legate a fattori culturali, appresi socialmente e costruiti. Allora non era scontato come oggi comprendere che le differenze tra gruppi di persone non sono soltanto di tipo biologico, ma piuttosto sono prodotto della società.

  • La cultura non è una caratteristica degli individui, ma dei gruppi
  • (^) La cultura è un modo per dare senso alle differenze e alle somiglianze tra i vari gruppi
  • (^) La cultura è un aspetto della vita sociale differente dalla natura o dalla biologia. Ciò che rende la cultura un fenomeno sociale è proprio il suo non essere naturale. La cultura è spesso considerata in opposizione alla NATURA; è un aspetto della realtà differente dalla natura o dalla biologia. La cultura è appresa. CULTURA e NATURA sono “cose” diverse ma collegate, interdipendenti. Cultura come PRATICA: i riti ci ricordano che la cultura è pratica a prescindere dalla consapevolezza che ne abbiamo. Ci influenza e ci guida nel prendere decisioni. La cultura per la sociologia: _“Insieme di significati trasmesso storicamente e incarnato in forme simboliche, per mezzo dei quali gli uomini attribuiscono senso a ciò che accade e comunicano, perpetuano e sviluppano i loro atteggiamenti verso la vita” - Geertz, 1987 “Un ampio corpus di risorse indipendenti, che si comporta come una sorta di software in un ambiente di cloud computing, al quale gli utenti possono contribuire e attingere significato al mondo” - Alexander, 1998

un esempio di riti/rituali sono i matrimoni e come cambiano_

Quali aspetti la caratterizzano?

Una cultura è un insieme complesso di credenze, simboli, valori, pratiche e norme che riguardano la natura, gli esseri umani e la società, incorporati in configurazioni interconnesse e con un grado variabile di coerenza.

  • (^) Credenze : sono convinzioni, enunciati, conoscenze, categorie. Una cultura che si rifà a un concetto con una definizione.
  • (^) Simboli : ogni società è ricca di simboli, evidenti o impliciti, che comunicano idee e significati. Studiare i simboli ci aiuta a comprendere aspetti della società che spesso non sono discussi.
  • (^) Valori : sono giudizi su ciò che è intrinsecamente importante/significativo. Si tratta dell’insieme di elementi e di qualità morali e intellettuali che sono generalmente considerate il fondamento positivo della vita umana e della società. I valori solitamente vengono interiorizzati presto e in modo inconsapevole. Es. Operosità, individualismo, solidarietà…
  • (^) Pratiche : i riti ci ricordano che la cultura è praticata. Geertz ha dimostrato che la cultura consiste in un sistema di significati collettivi analizzando un combattimento tra galli nell’Indonesia degli anni ‘50, come fosse un testo da interpretare attraverso una lunga osservazione etnografica del contesto.

I rituali collettivi che si manifestano negli eventi culturali. Come il combattimento tra galli nella moderna Indonesia, mostrano e diffondono anche dei valori condivisi.

  • (^) Norme : sono apprese durante l’arco della vita. Una norma viene generalmente enunciata sotto forma di obbligo o imposizione con sanzioni. La cultura orienta il nostro comportamento, ponendo scopi ai nostri comportamenti. Ci da anche dei mezzi per raggiungerli, sulla base dei valori che abbiamo sviluppato e in cui crediamo. Pierre Bourdieu: filosofo di formazione ma si dedica molto alla ricerca sociologica. Secondo lui crescendo, ricevendo una certa educazione e relazionandoci con gli altri, sviluppiamo disposizioni comportamentali , modi di fare e di pensare chiamati HABITUS che diventano cosi radicati e consueti che non ci accorgiamo neanche di averli dentro di noi, come fossero incorporati. Es. Il modo in cui mangiamo esemplifica il tipo di habitus che abbiamo sviluppato. Pensiamo a come si tengono forchetta e coltello: alcune persone tengono la forchetta rovesciata nella mano destra, con i rebbi che puntano verso il basso; altri tengono la forchetta nella mano sinistra e usano i rebbi come cucchiaio. Spesso questi comportamenti sono etichettati come appartenenza a classi distinte. Gli habitus sono come spazi sociali.
  • (^) L’habitus è un sistema di disposizioni interiorizzate in ambito sociale che orienta le percezioni, i sentimenti e le azioni di un individuo
  • (^) L’habitus ha origine dall’influenza reciproca dell’individuo stesso, dalla cultura di gruppo e dalle istituzioni sociali della famiglia e della scuola.
  • (^) La manifestazione di queste disposizioni rafforza L’habitus dell’individuo e del gruppo
  • (^) L’habitus è riprodotto ed evolve nel tempo attraverso l’interazione del subconscio di un individuo con le strutture sociali in cui si imbatt e

Quali tipologie di culture ci sono?

  • (^) Cultura Dominante: include sistemi di significato e strumenti culturali più ampiamente condivisi all’interno di una società. Si esprime nelle attività e nelle norme di molti gruppi. Es. Gruppi religiosi ufficiali, le associazioni, le organizzazioni civiche
  • (^) Sottoculture: Gruppi relativamente piccoli la cui affiliazione è basata su credenze, preferenze e pratiche distintive che esistono sotto la superficie della tendenza dominante. Alcune sottoculture possono avere uno scopo comune o una definizione chiaramente articolata, mentre altre possono essere solo reciprocamente connesse da reciproci interessi. Convivono in armonia con le culture dominanti. Es. Frequentatori di discoteche, gli scalatori di roccia, i cacciatori
  • (^) Controculture: sono sottoculture che esprimono opposizione al potere politico ed economico con forme di resistenza attraverso rituali. Sono l’insieme di elementi culturali sviluppati da un gruppo proprio per opporsi alla cultura dominante. Es. Controculture come quella punk usano il proprio aspetto e i propri comportamenti per allontanarsi deliberatamente dalla cultura dominante. LA WOKE CULTURE : “stare all’erta”, “stare svegli” nei confronti delle ingiustizie sociali o razziali o di genere; non rimanere indifferente, solidarizzando ed eventualmente impegnandosi per aiutare chi subisce. Woke diventa un termine politico con lo sviluppo del movimento per i diritti civili negli anni ‘60 del XX secolo. Si riferisce ai cosiddetti paladini della giustizia sociale. Tuttavia nel tempo ha assunto un’accezione molto più negativa. Cultura della GenZ Molto studiata dai sociologi. Cultura molto in evoluzione, molto dinamica e complessa, habitus in costruzione.