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Sociologia università bergamo
Tipologia: Appunti
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Appunti del 20/02/
La pragmatica è una disciplina della linguistica che si occupa dell’uso contestuale della lingua come azione reale e concreta. Intercultura= qualcosa che riguarda il confronto tra culture.
Sono due nozioni difficili da definire, infatti molti manuali rinunciano a definire cos’è cultura.
Aspetti in comune tra lingua e cultura:
- non natura
-conoscenza
-comunicazione
il concetto di non natura significa che non nasciamo biologicamente dotati di conoscenze culturali, ne nasciamo dotati di una lingua determinata. Se un bambino sente nei primi anni di vita una lingua, di solito quella dei genitori imparerà quella lingua. La lingua e la cultura non sono ereditari. Dal punto di vista linguistico ogni essere umano nasce con la facoltà di un linguaggio, abilità di sviluppare delle lingue naturali. Ogni individuo nasce predisposto ad imparare una lingua, quella a cui è esposto. Un bambino esposto a due o più lingue, può impararle entrambe. Nel mondo le persone bilingue sono la maggior parte della popolazione.
Il secondo punto la conoscenza;
lingua e cultura non sono solo dei fenomeni materiali, possiamo percepirli con i nostri sensi. Quando impariamo una lingua e la sua cultura non riproduciamo solo onde sonore, ma li mettiamo insieme in un certo modo concreto. Conoscere una lingua e una cultura non significa conoscerle in modo concreto. Queste conoscenze ci permettono di condividere il modo di pensare e determinati aspetti del mondo. Quando agiamo in una lingua a sua volta comunichiamo. Quando usiamo una lingua comunichiamo delle cose, stabiliamo delle connessioni tra gli individui. La lingua serve per agire.
Lingua e cultura non sono la stessa cosa, il rapporto tra lingua e cultura è più complicato; la lingua è un aspetto fondamentale della cultura.
Una delle nozioni di base di linguistica generale è che ogni cultura è arbitraria. In italiano uso la parola orologio per indicare sia l’orologio da muro che da polso. In inglese invece uso la parola watch e clock→ suddivido la realtà esterna dando a due concetti due nomi diversi. Ogni lingua è uno strumento potente per classificare la realtà esterna. Cultura in senso ampio include anche la lingua; in ogni cultura c’è una lingua, ma se si procede in modo euristico li distinguiamo, questa è una forzatura necessaria.
Per capire questi due concetti dobbiamo individuare degli elementi, indicando dei singoli fenomeni.
Definizione classica di cultura→ Tylor afferma che la cultura è quell’insieme complesso che include la conoscenza, le arti, la morale il diritto e il costume e qualsiasi altra capacità acquisita dall’uomo come membro di una società è cultura. Considerare la cultura soltanto come istruzione è limitato.
Il modello di riferimento per capire il rapporto tra lingua e cultura è il modello comparativo di HOFSTEDE nel 2001 che confronta le culture di 40, poi 50 e 100 nazioni prendendoli in esame. Attraverso IBM raccoglie dati di 100.000 persone, creando dimensioni per come comparare culture diverse, per capire come le culture si differenziano. Questo modello è stato usato per fare campagne pubblicitarie.
Appunti del 27/02/
Rapporto tra lingue cultura sono due opzioni fondamentali
Modello comparativo di Hofstede si basa su dimensioni culturali che servono a definire fenomeni linguistici. C’è chi sostiene che le culture sono qualcosa di universale e non va bene confrontare le culture, oggi non vale più il binomio una nazione-una cultura, questo perché siamo di fronte a movimenti dinamici e non più monolitici. Anche la cultura italiana non è monolitica ma cambia continuamente. Il nostro interesse sarà comunque la dimensione Nazionale; la cultura può essere vista a diversi livelli: economico, nazionale, culturale, collettivo. Noi evidenziamo le culture a livello macro. Secondo lo psicologo Hofstede la cultura è la programmazione collettiva della mente. La mente può essere vista come: una testa che pensa, un cuore che sente (senso di identità), mani che agiscono (azione). Questi 3 aspetti della mente saranno riprese dalle funzioni linguistiche. La cultura non è solo qualcosa di concreto costruita da oggetti, noi non vediamo il nucleo della cultura ovvero i valori, i fini a cui tende una specifica cultura; ad esempio il patriottismo è uno dei fondamentali valori degli Stati Uniti. I valori non si vedono, non sono superficiali, ma possono essere rappresentati dalle pratiche: rituali, simboli, eroi. I rituali si situano in un continuum dal valore positivo al negativo. Il polo positivo ad esempio avere molto denaro, quello negativo averne poco. Ci possono essere gruppi o altre culture che dicono che è positivo avere poco denaro. Ciò che si vede della cultura sono le pratiche: i rituali= procedimenti collettivi che sono fondamentali perché legano i membri della cultura ad esempio le cerimonie religiose. Gli eroi sono le figure che possono essere reali o fittizie e incarnano una cultura. Ad es: eroi fittizi Harry Potter; eroi reali Maria Teresa di Calcutta. I simboli sono compresi da individui di una certa cultura. I simboli sono ciò che più facilmente può cambiare mentre i valori difficilmente cambiano anche se è comunque possibile.
Come si originano i valori? Da dove vengono i valori? Le loro origini sono l’ambiente esterno (fattori ecologici e fisici) l’urbanizzazione, la geografia, l’alimentazione dipende in parte dall’ecologia in parte dalla cultura. I valori trovano in questi fattori ecologici la loro origine. Le influenze esterne (forze della natura come eventi climatici, malattie, commerci. I fattori ecologici fanno si che diventano norme di una società, sistemi di valori che si manifestano in istituzioni di tipo diverso, ad es la famiglia, la religione, il sistema politico. Le istituzioni che vengono formate nella società agiscono sulle norme e sulle origini. Influenza duplice: le istituzioni rafforzano tanto le norme tanto le origini. Tutto ciò funziona a livello collettivo e a livello individuale e sta alla base delle norme della società. Hofstede indica 5 dimensioni culturali, per elaborare queste culture nazionali si serve di un questionario che distribuisce alla IM. Ogni nazione si situa in ciascuna delle 5 dimensioni e su ognuna avrà un punteggio.
Prima dimensione→ distanza dal potere. Può essere definita come la misura in cui i membri meno potenti accettano che il potere sia distribuito in maniera diseguale ovvero quando una Nazione è caratterizzata da un alto indice di distanza dal potere vedono nella disuguaglianza come qualcosa di necessario; i potenti sono legittimati dal potere; al contrario ci sono società in cui la diseguaglianza non è accettata.
Il secondo punto oppone l’individualismo al collettivismo, il collettivismo riguarda le società nelle quali le persone sono integrate in gruppi forti e coesi e nella vita verranno protetti dal gruppo. Individualismo= legami tra gli individui sono liberi. Di ognuno ci si aspetta che badi a sé stesso e alla famiglia ristretta. Più alta è la distanza dal potere più si ritiene che la distanza sia giusta. Più bassa è la distanza dal potere più si è individualisti. Esempio linguistico→ cortesia linguistica= un indice alto dalla distanza dal potere significa usare titoli onorifici, simboli di rispetto e questo avviene in nazioni come Cina e Corea. Numerose nazioni individualiste come l’Italia che usano il lei, forme di rispetto e titoli. Questi titoli sono meno utilizzati quando c’è una minore distanza dal potere come i paesi anglofoni, Svezia, Finlandia. La terza dimensione aggiunta dopo da Hofstede è il dinamismo confuciano: ogni cultura prepara i propri membri a non aspettarsi subito una ricompensa dai loro sforzi.
La quarta dimensione è la mascolinità= i valori dominanti della società sono più maschili, società nelle quali i due generi sono differenziati e hanno ruoli distinti. Uomini asserivi, rudi; donne più modeste rispetto alla qualità della vita. Nelle culture in cui domina la femminilità, i ruoli si sovrappongono più facilmente.
Il quinto punto evitamento dell’incertezza= i membri di una cultura evitano l’imprevisto, l’incerto, sconosciuto. Nel caso in cui non riescono ad evitare l’imprevisto e l’incerto sono necessari delle norme. Es più concreto dell’individualismo e del collettivismo sono Gli Stati Uniti e l’Australia. Guatemala ed Ecuador hanno un basso indice di individualismo. L’Italia più sbilanciata all’individualismo ma in maniera minore rispetto agli Stati Uniti. I paesi più individualisti: la normalità sta nel confronto, maggiore competizione. I matrimoni basati sull’amore, nell’ambito scolastico si incoraggia di più l’iniziativa individuale non lo scopo collettivo. Quando si analizzano culture diverse dalla propria si può cadere in dei rischi: ETNOCENTRISMO→ si tende a giudicare la propria cultura come la migliore. Non esistono culture e
-La mente determina, plasma la lingua→ UNIVERSALISMO
-La lingua determina, plasma la nostra mente→ RELATIVISMO
UNIVERSALISMO O INNATISMO
Secondo questo pensiero tutti i parlanti pensano allo stesso modo e la differenza delle lingue è marginale
RELATIVISMO
La conoscenza si realizza se c’è l’esperienza, mettendo in risalto le differenze; è importante sottolineare le differenze in pragmatica interculturale. Questa concezione di relativismo si è sviluppata nel secolo scorso da pensatori come Sapir. Parlanti di lingue diverse strutturano il mondo in maniera diversa; la conseguenza di un pensiero di questo tipo implica che non esiste una traduzione da una lingua all’altra. Ciò tende a sottolineare le differenze, tutto diventa lecito.
L’Universalismo nega le differenze, le differenze si applicano al comparare società primitive con quelle evolute però le società primitive con il tempo diventano evolute; tale effetto può sfociare in razzismo. Oggi questa versione del Relativismo è stata abbandonata, nella versione moderata dice che alcune categorie sono innate altre dipendono dall’esperienza e ci permettono la diversità.
All’inizio del 800 era diventata molto nota il Relativismo nella sua versione moderata. Presso le popolazioni eschimesi c’era 100 modi per indicare la neve. Una citazione di Whorf dice noi americani usiamo la stessa parola per indicare la neve che cade, la neve solida, la neve mezza sciolta e per le bufere di neve. Ad un parlante eschimese questo sembrerebbe strano perché lui userebbe diversi tipi di parole per descriverei diversi tipi di neve. Un italiano riesce a concettualizzare le identità diverse però non li troviamo distinte nella lingua.
Anche nella grammatica ci sono delle differenze, consideriamo i pronomi in lingua cinese, italiano e rumeno. Il cinese nell’orale non distingue il pronome di terza persona maschile e femminile. Il modo di codificare il numero è diverso. In cinese c’è il plurale associativo per indicare ad esempio lo zio e i suoi; il noi in italiano può avere un senso inclusivo; rivolgendomi ad una certa persona c’è un senso esclusivo; non è solo una distinzione di lessico ma anche di grammatica.
IL PROBLEMA TRA LINGUA E PENSIERO
Quando Satir e Boss elaborarono le loro idee non furono considerate dal punto di vista scientifico. Per capire se c’è un legame tra lingua e cognizione: bisogna considerare due lingue e scegliere un fenomeno linguistico significativo. Dobbiamo verificare che esiste un funzionamento diverso senza usare la lingua. Stabilire se le differenze si ripresentano nella quotidianità. Lucy ha studiato il YUCATECO confrontandolo con l’inglese, in particolare ha confrontato il plurale.
Dobbiamo distinguere 3 classi di nomi: più discreto (numerabile); non animato e non numerabile ad esempio il riso. Come si comportano questi classi di nomi? L’inglese plurale boys, men; anche lo Yucateco lo fa ma in modo facoltativo. In inglese ad esempio book-books obbligatorio; in yucateco non si distingue singolare e plurale, è facoltativo. I nomi non numerabili in inglese sono preceduti da quantità. Lucy è riuscito a separare i due domini: capacità linguistica e della mente. Le ipotesi di Lucy per vedere se la lingua plasma il pensiero. Gli abitanti di yucateco meno attenti a notare le differenze degli inglesi. Lucy fa dei test e individua delle variabili dove ha indicato le differenze.
La Bettoni trova un nesso tra lingua e pensiero; lingua come espressione dell’identità
-Mamma mia, che ffreddo? → raddoppiamento sintattico probabilmente viene dal sud
Che cos’è l’identità? Chi siamo, da dove veniamo, a che gruppo apparteniamo e possiamo esprimerli attraverso il colore della pelle, gli occhi, la pettinatura, abbigliamento ma anche attraverso la lingua. Esistono molti tipi di identità e Crystal ne ha individuate 8.
Appunti del 06/03/
La seconda funzione importante per noi è la lingua come espressione dell’identità
Crystal nel 1997 espone diversi tipi di identità:
-identità fisica→ corporatura non ha rilevanza tra identità fisica e lingua
-identità psicologica
-identità etnica
-identità nazionale
L’acquisizione di una lingua è stato oggetto di studio, ovvero l’età in cui si acquisisce. L’identità psicologica studia l’intelligenza; l’uso della lingua è stato importante dal punto di vista storico all’inizio dello scorso secolo. Si analizza il quoziente intellettivo delle nazioni immigrate, gli italiani avevano quoziente intellettivo minore rispetto agli americani perché non tutti conoscevano la lingua. Se il bambino non sa ancora l’italiano ad un certo livello, si può dire che è dislessico.
L’identità etnica è quando una persona si sente affiliata ad un’identità etnica; l’identità nazionale si identifica con l’appartenenza ad una nazione.
L’identità sociale è il gruppo a cui riteniamo di appartenere ad esempio: il gruppo di persone attive in un sindacato; il gruppo di genitori che accompagnano i figli a scuola.
L’identità contestuale→ una persona può avere diverse identità contestuali, ad esempio un medico che parla con un paziente di una patologia, oppure il medico che parla in una conferenza di quella patologia, oppure lo stesso medico che parla con i colleghi davanti la macchina del caffè di quella patologia.
L’identità stilistica→ ciò che contraddistingue un individuo dall’altro
Nella letteratura si è studiata la frequenza delle parole, parole più spesso adiacenti, parole chiave. Ci sono strumenti computazionali e informatici che ci informano sull’identità linguistica.
L’identità culturale non viene nominata da Crystal; da una parte c’è un identità culturale che fa parte di tutti i membri di una cultura, dall’altro c’è un’identità culturale che si acquisisce con l’esperienza, in base al sesso biologico e dalla cultura in cui è cresciuto.
Ci sono altri tipi di classificazioni oltre a quelle di Crystal, ci sono proprietà alienabili e non alienabili, identità collettive e del gruppo. L’identità è performativa, fatta da coloro che partecipano all’interazione linguistica.
L’identità è anche multipla: ogni persona ha diverse identità e tutti noi interpretiamo diversi ruoli; è multipla perché ciò che noi pensiamo di noi stessi sarà diverso da come ci vedono gli altri. L’identità quindi è relativa e non assoluta.
Con la lingua si possono fare cose diverse, funzione rappresentativa o referenziale ad esempio il funzionario dichiara di unire in matrimonio.
L’identità etnica è espressa attraverso la lingua
Studio di comunità immigrata italiana negli Stati Uniti, ondata migratoria avvenuta negli anni 40 del 900. Ci sono persone di prima, seconda e terza generazione, a questo gruppo ci si aggiungono generazioni più recenti. In genere la comunità italiana immigrata è caratterizzata dall’abbandono della lingua d’origine e si adatta alla lingua del paese di accoglienza, ciò si chiama shift. La comunità italiana è stata quella che ha accolto più facilmente l’adozione dell’ inglese. La motivazione che porta all’adottare la lingua così velocemente è per il successo scolastico e per ambire ad un’ascesa sociale. Il dialetto d’origine viene dismesso e là dove gli immigrati sanno parlare l’italiano, questo non viene scelto perché l’italiano non veniva considerato importante (non c’era la diffusione standard dell’italiano). Il non impegno del governo italiano a non garantire/proteggere la lingua d’origine. Miopia del paese ospite; all’ America non sembrava importante la lingua. Il multilinguismo invece è un valore; il fenomeno dello shift è legato all’ideologia linguistica per giustificare la lingua propria e altrui.
l’importanza di conoscere due lingue:
-da piccoli si apprende più facilmente
-differenziare i contesti in cui si parla l’una o l’altra lingua anche se una lingua tenderà a prevalere
-paura di causare disagi o ritardi nel bambino
-cominciare sin da subito a parlare entrambe le lingue più o meno allo stesso livello
-apprendimento consapevole e sviluppo competenze
-consultare specialisti (logopedista)
In Svizzera multilinguismo molto forte dove ci sono delle persone competenti che aiutano i genitori
-in caso di genitori bilingui, il genitore parlerà al bambino con la lingua che conosce meglio.
Distanza strutturale minima tra due lingue sarà più facile per il bambino imparare le due lingue ad es: francese-italiano; spagnolo-italiano.
Il bambino inizialmente può mischiare i sistemi oppure avere un ritardo linguistico.
Abbiamo due opinioni diverse sul bilinguismo:
-Da una parte considerato qualcosa di positivo perché può facilitare a trovare un lavoro; dall’altro può essere causa di problemi scolastici. La definizione di bilinguismo dipende dal grado di indipendenza.
Bilinguismo isolato riguarda il singolo individuo, può essere collettivo riguardando grosse comunità diversa dalla lingua materna. Comunità di cinesi che vivono a Prato→ bilinguismo isolato ma collettivo. Un’altra distinzione è quella che riguarda l’ambiente esterno. Il singolo è L1 ma è intorno a un’altra lingua di cui è L2; ad esempio noi che studiamo inglese in Italia, la nostra lingua è L2. La L1 avviene con un’istruzione esplicita a scuola ma può avvenire anche in strada.
Bilinguismo additivo o sottrattivo
Lo sviluppo della seconda lingua procede accanto di quella materna. Con Bilinguismo viene eliminata la L perché considerata poco prestigiosa, se questa è l’ideologia prevalente è basata dallo spazio limitato della mente; ma la facoltà di linguaggio è innata e può essere attivata da 1,2, 3 lingue diverse.
Classificare il tipo di Bilinguismo che si parla qui (vedi scheda)
Bilinguismo infantile, Biling. Isolato, Bililng. Sottrattivo ovvero gli insegnati che chiedono di non parlare la L1 al bambino. Ultima distinzione Biling. Strumentale o integrativo→ motivazione che porta al bilinguismo: trovare più facilmente il lavoro, voglio integrarmi nella società in cui vivo→ funzione integrativa.
Primo esempio di correlazione: Bilinguismo sottrattivo e additivo; si deve considerare il livello di competenza. Bilinguismo sottrattivo→ competenza più debole.
Aldilà della quantità ci sono anche altri fattori che condizionano l’uso delle lingue per determinati scopi e fattori. George Fischman dice che i bilingui non alternano le lingue in modo casuale. Anche se in casa possiamo parlare in dialetto, se devo spiegare i compiti al figlio parlerò in italiano. Reazioni di diverse variazioni ad es ad es: difficilmente saprò scrivere in dialetto. La competenza nella due lingue distingue una competenza che riguarda vari tipi di analisi; dagli anni 90 si parla di competenza comunicativa. Una persona riesce ad esprimersi in modo appropriato in base alle regole culturali. Come sono strutturate le nostre lingue nel cervello? Le parole dog e cane dove stanno? È connessa un’unica idea? A seconda di come si vedono le cose bilinguismo coordinato, in questo caso dog e cane considerati in maniera diversa. Unico sistema concettuale al quale corrispondono 2 modi diversi→ Bilinguismo composto. Dove sono le parole nella testa? Legami concettuali a cui corrispondono forme lessicali diverse.
Modello gerarchico: legami tra parole e concetti è più forte dal legame delle parole della L2. In questo tipo di modello si studiano persone di L2 con persone bilingui con altra competenza. I rapporti, i legami tra significati possono essere di tipo diverso. In una prima fase dell’acquisizione le parole sono connesse a quelle della L1, col tempo questi rapporti possono modificarsi istaurando concetti senza passare dalla L2.
Una pratica sociale→ i saluti
Da una parte i saluti in Australia sono usati per veicolare una uguaglianza tra i parlanti dal punto di vista sociale.
Wolof→ sono organizzati gerarchicamente e le partiche di saluto si differenziano rispetto alo ceto a cui appartengono. Ideologia sottostante→ presenta uguaglianza
I saluti in Australia→ non si percepisce niente di strano; presso i parlanti Wolof la pratica di saluto è più lunga. Le prime battute in Arabo, mentre la parte centrale in Wolof. I due ceti si comportano in modo diverso: l’attività, il movimento, la voce alta caratteristica del ceto basso. Il restare passivi, parlare piano→ ceto alto. Chi gode di uno status più basso tende a iniziare lo scambio, il saluto. Una serie di domande poste da a verso b, sulla salute, i familiari. Struttura di saluto diversa dalla slide precedente. Essere riconosciuto come persona di prestigio implica degli obblighi economici. Chi impara una lingua seconda può imparare queste pratiche. È possibile essere biculturali senza cambiare i propri valori. Quando 2 culture sono in contatto è possibile che si formi una cultura terza, risultato diverso dalle precedenti. Quando si vivono più culture c’è tensione tra le due, se le pratiche sono in armonia l’eclettismo è vissuto serenamente dall’individuo parleremo di acculturazione e bilinguismo additivo.
Tensioni che si sviluppano negativamente; una delle 2 culture considerata inferiore e ci sarà il processo di deculturazione accompagnata da bilinguismo sottrattivo. In questo caso c’è una conversione, si rifiuta la C per la C2, caso raro ma esiste.
Che cos’è la Pragmatica?
Il primo a parlare di pragmatica fu Morris, parlando di relazione dei segni che costituisco la semiotica. La parola chiave per Morris è utenti, perché se la sintassi è costituita da una relazione tra segni. La semantica è la parte della semiotica che si occupa dei segni a cui gli oggetti si riferiscono. Quando parliamo di Pragmatica prendiamo in considerazione l’utente, uso reale/concreto della lingua. La pragmatica studia i fattori che nell’interazione sociale governano le scelte linguistiche e gli effetti delle scelte linguistiche sugli altri.
Un es: Avrai 5 giorni di riposo cosa farai?→ se non sappiamo chi li ha enunciati; ma se aggiungiamo che questo è stato detto da un immigrato di origine austriaca ad una donna immigrata da poco in Australia, nei giorni precedenti alle feste di Pasqua. Qui si mostra la benevolenza del proprietario verso la ragazza. La giovane donna ha pensato che il proprietario la stesse licenziando; ci sono profondi fraintendimenti se non si conosce la cultura.
Esempio di scambio comunicativo
-Declino la richiesta in modo cortese, uso il condizionale
-A gode di uno status sociale inferiore di B
La pragmatica si lega al contesto dell’interazione, gli attori sociali coinvolti, il tempo dell’enunciazione. La pragmatica si occupa di Atti linguistici.
A sa dove si trova B, A gode di uno status sociale superiore. Tutto ciò sta sotto il termine Deissi.
La reazione di B è quella di giustificare la richiesta , strumenti linguistici che veicolano la cortesia. Ambiguità e principio di cooperazione fanno parte della pragmatica.
AMBIGUITA’
Le parole possono essere polisemiche o omonimiche; possiamo usare la lingua anche in modo figurato
attraverso 15 frasi diverse/ Richard è stato descritto come LIBERAL in 15 frasi diverse= non esistono in cinese.
Shì= simboleggia la relazione mondo
Shén= profondo
Cáng=nascondere
Bú=negativo
Lòu= manifestare
Per ciascun personaggio 15 frasi che li descrivono, gli si danno i libretti e devono memorizzare le 15 affermazioni e aggregarli ai personaggi→ vedi fotocopia (l’esperimento)
INFERENZA→ dire se quelle espressioni sono vere per quel personaggio
LE IPOTESI
La prima dice che i parlanti che ricevono le info in inglese avranno difficoltà nel distinguere le definizioni lette da quelle non lette. Al contrario coloro che ricevono le info in cinese avranno più difficoltà nel descrivere le ipotesi in inglese. Quando associamo una lessicalizzazione sintetica la associamo ai vari tratti inclusi nella lessicalizzazione sintetica.
Quando noi memorizziamo i concetti di REALISTIC o LIBERAL trasciniamo una serie di impressioni che fanno parte di quell’idea di essere in quel modo. Schema generato dall’aggettivo generato dallo stereotipo, una persona LIBERAL si comportava così. Il test di inferenza contiene frasi che non avevano mai sentito.
Entrambe le ipotesi sono confermate, si tratta di una situazione fittizia , ma ciò che viene creato con le parole genera dei ricordi diversi.
La conclusione nel volume della Bettoni: la disponibilità di un’etichetta verbale porta i soggetti a rifarsi ad uno stereotipo. Anche i bilingui nel descrivere le impressioni degli altri individui varia a seconda di come la lingua decodifica i significati.
L’ATTIVAZIONE DELLE DUE LINGUE
Quando interagiamo le due lingue che conosciamo sono attive. La lingua A (mono lingua) la lingua varia in base al grado di conoscenza. Anche in una lingua conosciuta più debolmente è comunque presente questo grado di attivazione.
Attivazione contemporanea di 3 lingue
Ci sono comunità che non tollerano la mescolanza di codici; altre invece si. Se gli interlocutori hanno un grado di competenza alto o basso.
-un altro fattore che incide è la funzione di come uso una lingua
-posso decidere di usare 2 codici per creare distanza.
Il grado di attivazione ha diversi esiti: determina la frequenza di come cambia la lingua A
-quantità di lingua mista
-facilità di elaborazione delle due lingue
BICULTURALISMO
È possibile avere 2 culture diverse? Se è possibile in che senso?
Domanda complessa comunque è possibile essere biculturali
Riprendiamo il modello a cipolla di HOFFSTEDE
Al centro i valori che possono avere valore positivo o negativo. Strati più superficiali le pratiche ovvero i comportamenti che vediamo.
Secondo Bettoni si può essere biculturali, ma non si possono avere valori diversi. Si possono adottare pratiche diverse, ma non posso cambiare i miei valori culturali tendenzialmente. Dai valori C1 passo a C2. Quando le pratiche sono diverse si possono creare delle entità contraddittorie. Nella descrizione ci sono molti elementi contraddittori marito e moglie diversi però vanno d’accordo e non si lascerebbero mai. Lei sembra dire che è una straniera però dice che ha molti amici che non lascerebbe mai in Germania.
IDENTITA’ IBRIDE→ per indicare all’interno della stessa identità dei tratti che stanno in contraddizione tra di loro.
Analizziamo i casi dei saluti: pratica sociale
Nasconde dei valori ma non rappresenta i valori perché è una pratica esterna. I saluti hanno una funzione primaria ovvero servono a stabilire un contatto però possono avere anche altre funzioni secondarie, ovvero esprimere l’ideologia sociale.
Appunti del 20/03/
Quale valore potrebbe avere questa espressione?
-è uscito il sole →funz. Espressiva
-Funz. fatica serve x iniziare una conversazione (vedi slide)
Lo stesso enunciato può esprimere atti diversi
IL PRINCIPIO DI COOPERAZIONE
È un principio generale in cui i parlantisi comportano in modo razionale producendo un contributo legato alla circostanza.
Le massime sono 4:
-massima della qualità→ verità che noi diciamo, non dire che non hai le prove
-massima della quantità→ Maria ha 2 figli→ l’ascoltatore recepisce che Maria ha 2 figli
-massima della pertinenza e della rilevanza
Il principio generale che sta alla base di queste massime, ogni interlocutore presume che si rispetta una massima.
-Gli affari sono affari
-La guerra è la guerra
Violo la massima perché non do alcuna informazione , non do un contributo
L’enunciato viola una massima, genera l’inferenza, viola un’ implicatura
Teoria della cortesia linguistica, andremo a scontrarci con le norme sociali se non le usiamo.
Che cos’è la faccia? È l’insieme delle propria stima di sé, di fatto è la nostra immagine pubblica e sociale di noi stessi. Esistono 2 tipi di facce: positiva e negativa, bisogno di dare e ricevere approvazione. La faccia è quella che ci permette di mantenere la nostra autonomia.
Ad es: Il presidente ha dichiarato → non è usato in modo performativo ma per enunciare/rappresentare la realtà. Verrò è una promessa→ ma non un verbo performativo; i verbi performativi descrivono delle circostanze appropriate. Austin estende poi la sua teoria degli atti performativi anche su altre circostanze. Quando gli atti performativi non sono realizzati si dice che non sono realizzati felicemente. Searle, allievo di Austin analizza le condizioni di riuscita. Il contenuto proposizionale ciò che viene trasmesso da un enunciato. P e A stanno per parlante e ascoltatore; At equivale ad atto.
Es se prometto di restituirti i soldi, chi ascolta spera che gli restituisco i soldi; il parlante vuole restituire i soldi, vuole riprodurre l’atto di sanare il debito.
Esempi
A: dunque adesso potresti tornare qui? Vedi slide 10
I livelli in cui vengono realizzati gli atti secondo l’autore sono 4; questi 3 livelli sono realizzati simultaneamente in un singolo atto linguistico.
ATTO LOCUTORIO→ quando parlo riproduco un insieme di foni/sequenza complicata di segni sulla carta.
Il secondo è l’ATTO LOCUTIVO che esprime i significati. È possibile esprimere lo stesso atto locutivo attraverso atti locutori diversi in diverse lingue.
ATTO ILLOCUTIVO si perseguono scopi. Lo stesso atto illocutivo può essere realizzato attraverso atti illocutivi diversi. Il quarto atto riguarda l’effetto non verbale del mondo, della realtà→ atto perlocutivo. Non necessariamente l’atto illocutivo e quello perlocutivo coincidono. Io posso ad esempio offendere qualcuno; posso lamentarmi per l’allergia e produrre noia. Sia Austin che Searle hanno classificato tipi di atti linguistici. 5 classi generali di atti linguistici di cui Austin è scontento perché c’è una grossa sovrapposizione tra gli atti, per questo Searle pochi anni dopo lo cambia. Verdettivi→ verbi che riguardano la produzione di un verdetto; Esercitivi→ cui si esercitano diritti e doveri: lascio in eredità; Commissivi →quelli che riguardano il promettere assumere un impegno; Comportativi→ per Austin i complimenti rientrano in questa classe: scusarsi, congratularsi, sfidare; Espositivi→ usati in atti di esposizione per portare avanti discussioni, usi e riferimenti.
Austin stesso è scontento di questa classificazione e in base ad un impianto teorico più sviluppato Searle riforma questa classificazione e distingue:
-Rappresentativi→ rappresentano la realtà esterna
-Direttivi→ servono a dare ordini, fare richieste, spingono l’ascoltatore a fare qualcosa.
-Commissivi→ servono a fare una promessa
-Espressivi→ servono per esprimere lo Stato psicologico del parlante.
Ricerca condotta alla fine del secolo scorso, importante perché fatta con metodo etnografico; chiedere ai soggetti come si comportano in varie situazioni.
Interazione etnografica a cui partecipano francofoni nativi e anglofoni nativi (FR e Usa); la ricercatrice è sempre presente. Terminata la cena ogni partecipante è sottoposto ad un’intervista.
Che cos’è il Complimento?
Rappresenta una piccola incursione territoriale, faccia negativa per colui che viene complimentato. Il giudizio è un atto di ingerenza negli affari altrui. Per la faccia positiva di chi riceve il complimento, colui che riceve il complimento se lo accetta viola il principio della modestia. Complimento è qualcosa di delicato da fare e da ricevere e dall’altro canto la reazione al complimento è importante perché nel momento in cui non lo si accetta ci si mette in disaccordo. Come è consuetudine in lingue diverse è importante rispondere ad un complimento. Come si comportano Francesi e americani nei confronti dei complimenti? Gli americani producono più complimenti. Nei dati analizzati 21 partecipanti americani, gli americani producono 68 complimenti; i francesi 17.
Uno degli atti più difficile in un'altra lingua è la protesta. Francesi e americani non hanno differenza di comportamento. Emerge che le donne fanno più complimenti degli uomini, complimenti rivolti alla padrona di casa; a volte ci sono complimenti fatti sull’aspetto fisico però in minoranza e fatti da donne americane ad altre donne. Qual è l’oggetto tipico del complimento? Dalla tabella notiamo che il complimento sul cibo è quello più importante. Dai francofoni i complimenti sul cibo sono fatti in maniera implicita. Il cibo non citato esplicitamente ma si tratta di complimenti. Altro tipo di complimento è quello con riserva di solito espresso in virtù di amicizia e confidenza. Per finire un tipo di complimento che appare per i francofoni è il complimento minimalista in questo caso rivolto all’appartamento. Il complimento di Lisa che è americana è molto più lungo di quello dei francofoni. Un altro oggetto del complimento è la competenza linguistica. Quali sono i tipi diversi di azione al complimento? Basata sulle interviste e risposte ai complimenti dei francofoni ai nativi. La ricercatrice non indaga le sue reazioni. La prima accettazione diversa accordo totale; molto spesso abbiamo non accettazione → rifiuto; non accetta il complimento. Accettazione limitata con minimizzazione: un normale vino, niente di pregiato. Spostare il merito su qualcun altro.
ALTRI TIPI DI NON ATTESTATI
Fai lo stesso complimento a tutti, le conclusioni più specifiche che vengono fatte. Durante le interviste la maggior parte degli americani gradiscono i complimenti. Tutti accetto due hanno notato la tendenza dei francesi a minimizzare i complimenti. Le persone americane dicono che i complimenti servono per descrivere approvazione. Assenza di complimenti così frequenti dei francesi, ha anche ripercussioni sociali. Tutti i 32 hanno commentato che quando ricevono complimenti si trovano a disagio. Un altro ha detto che sei fai i complimenti ai francesi cercheranno di sminuire il complimento. Abbiamo 2 comportamenti culturali diversi, per i francesi è una minaccia, per gli americani una strategia positiva. Stesso atto percepito in maniera diversa. Nel caso della cultura cinese è comune non accettare il complimento per rispondere al principio della modestia.
Appunti del 10/04/
FATTORI DI VARIAZIONE DEI COMPLIMENTI
a) Oggetto della valutazione
-aspetto e abbigliamento
-qualità personali
-abilità
-oggetti posseduti
b) Forma linguistica
-evita di lodare te stesso
il secondo fattore è rappresentato dalla forma linguistica, ricerca in inglese negli Stati Uniti, si è arrivato alla conclusione che ci sono una serie di rafforzatori. Campione di 750 complimenti; 85% dei casi realizzato attraverso i primi 3 modelli sintattici. Presso gli anglofoni la struttura è abbastanza rigida, forme convenzionalizzate. Pomerantz analizzando i complimenti erano riconducibili a uno o due principi andando incontro a un tipo di cortesia positiva.
Questi principi classificano risposte:
-accettazione
-deflessione/evitamento
-rifiuto
subentrano delle strategie linguistiche che servono a mitigare la sua faccia. Il lavoro linguistico serve a salvaguardare la faccia positiva e negativa e quella degli altri.
Atti di protesta sono minacciosi “face threatening act”. La protesta indica un atto riparatore, chiediamo all’ascoltatore di fare qualcosa, incriniamo l’immagine pubblica dell’ascoltatore. Attraverso la componente espressiva si dimostra avere poco atto verso l’ascoltatore. Se l’accusato accetta la componente da una parte protegge la faccia dell’ascoltatore, al contrario se non accetta protegge la sua faccia non quella dell’ascoltatore.
Esistono espedienti diversi per attenuare la minaccia
1)La forza della nostra protesta ad es: se sul treno un signore sta fumando, io posso dire questa è un’area non fumatori; se al contrario vedo qualcuno che ruba e sono la proprietaria del supermercato faccio una minaccia perché posso denunciare chi ruba.
Quali posso essere le reazioni del destinatario? Eseguire l’atto riparatore ovvero abbasso la musica senza contestare. Negli altri atti è possibile seguire una negoziazione
Nella terza metto in dubbio l’atto espressivo e non segue l’atto richiesto nel direttivo.
Studio di pragmatica contrastiva in cui si mette in relazione il comportamento di italiani e australiani, fatto tramite la tecnica dei roll-place, fatto su 10 coppie di parlanti differenziati in base alla relazione dei parlanti. Altri 6 dove si mettevano in relazione dei complimenti. Terzo roll play riguarda il parcheggiare una macchina.
Soprattutto nell’espressione della musica rock, questa componente di attacco più presente negli anglofoni che italofoni. Prima di arrivare alla componente espressiva c’è una serie di presentazione. Energia con cui viene riferito l’atto direttivo, nello schema sono ordinate in base alla forza della componente espressiva
Altre alternative possibili→ comportamenti inaccettabili
Atti secondari di supporto→ atti che servono a giustificare il diritto di critica; sono anche chiamati atti modificatori esterni e servono sia ad attenuare la protesta sia ad aumentarla. Se prendiamo ogni modificatore singolarmente è più semplice; se invece prendiamo atti concreti giudicare quella più cortese o meno è più difficile. Anche la componente direttiva può realizzare secondo espressioni diverse.
Atto di supporto → volevo chiederle un favore
Tutti e due i gruppi linguistici si comportano a seconda delle situazioni; nella situazione di parcheggio c’è più spesso c’è più spesso maggiore conflittualità dando per scontato che chi ha occupato il parcheggio lo ha fatto in mala fede. In questa situazione si usano sollecitatori dell’attenzione come “mi scusi”.
Nella situazione della musica rock: italiani e australiani
Quasi tutti gli australiani usano strategie poco conflittuali, solo metà degli australiani chiede un atto di riparazione. Gli italiani in parte protestano e arrivano ad un atto direttivo con pretesa e minaccia. I due gruppi chiedono una riparazione più forte.
Esempio 12→ atti fasici e lamentela
A) se ammette la colpa compie anche l’atto riparatore
B) negazione della colpa/responsabilità
C) evitamento di assunzione di responsabilità
Gli australiani interagiscono salvaguardando la faccia
Atti di supporto più frequenti qui che altrove, accompagnano l’atto principale per mitigare l’offesa. In tutti i roll places ne compaiono 70 di supporto di ammissione della colpa. Evitamento di assunzione di responsabilità dell’offesa/minimizzazione dell’offesa /elusione dell’atto/ svincolamento.
18)variabilità a seconda della situazione→ incidente automobilistico
Gli italiani offrono più atti riparatori; la musica troppo alta situazione un po’ a metà.
Al di là della variabilità che dipende dal contesto, la chiave di lettura è data da come è espressa la protesta, da chi fa la protesta. Nel caso della musica troppo alta l’offesa non è grave invece nell’incidente il cittadino si sente protetto dalla legge, così la protesta non è aggressiva. Nell’episodio nel parcheggio l’australiano agisce in termini più conflittuali. Gli italiani non si adattano alla maggiore o minore ostilità della protesta. Protesta poco conflittuale australiano; invece l’italiano per mantenere la faccia cerca di evitare la sua responsabilità.
Barged in →si è intrufolata; think you should more you car→ rifiuta l’accusa e poi rifiuta di compiere l’atto riparatore. L’italiano invece si scaglia contro il colpevole; l’accusato si scusa e si autobiasima.
Appunti del 16/04/
(20) protesta a Ischia, dati spontanei
Cenni forniti da una donna inglese e una napoletana
A: atto direttivo della protesta
Nella seconda intervengono anche il bagnino, il cassiere; nel secondo dialogo il cliente protesta perché quando ha fatto il biglietto le hanno detto che il posto c’era.
Quando il cassiere gli offre il posto, non nega subito l’offerta perché in realtà vuole ottenere il posto in prima fila. L’impiegato lavora rispettando le regole che sono uguali per tutti. Il potere è esercitato dalle parole, la signora non se ne va’ finché non ottiene quello che vuole.
La città di Napoli per la autrice Bettoni è emblema dell’amicizia, garantendo che tutti hanno il diritto di esprimersi; dall’altro lato l’aspetto negativo implica che i rapporti gerarchici sono importanti. A Sidney i principi sono uguali per tutti, le regole dettano la norma, se il diritto non rispetta, l’amicizia non serve a nulla. Torino si trova a metà tra i tipi di comportamento; prospettiva pragmatica all’interno di una macrocultura ( stesso contesto alla fine degli 80)
La prima classificazione degli atti linguistici degli atti linguistici è ritenuta da Austin insoddisfacente. Searle interviene cercando di descrivere la classificazione degli atti linguistici; di questi 12 ne vedremo 6.
La classificazione primaria è lo scopo o la ragione d’essere di un atto; lo scopo è l’assunzione del parlante a fare qualcosa; atto rappresentativo che rappresenta la realtà. Il secondo atto di tipo rappresentativo → le parole si adattano alla realtà esterna.
Il terzo criterio è quella relativo agli stati psicologici espressi: stato psicologico della credenza. Chi fa un voto, una minaccia, una promessa esprime l’intenzione. Ci sono altre dimensioni di materiale→ energia, intensità con la quale è presentato lo scopo. All’interno di un atto rappresentativo l’intensità può essere cambiata ad esempio voglio assolutamente (atto più forte) andare al cinema vs vorrei andare al cinema.
Quinta dimensione: differenze dello status sociale che cambia la forza illocutiva del messaggio. Parlante e ascoltatore cambiano la forza dell’atto illocutivo.
Searle classifica gli atti linguisytici in 5 tipi_
Primo punto distanza sociale: conoscenza reciproca tra parlante e ascoltatore
Il secondo fattore → relazione di potere che riguarda lo status sociale.
Infine, il terzo fattore è il grado dell’imposizione dell’atto.
La teoria di Brown rappresenta una delle teorie più articolate. La prima critica riguarda che Brown e Levinson possono mitigare la minacciosità dell’atto, qualcosa che il parlante può adottare o no.
Nelle lingue non c’è la scelta volontaria, ma il registro è obbligatorio. Seconda critica dice che le strategie della critica sono universali. Le strategie di cortesia sono diverse una dalle altre, un’espressione indiretta- Perché non chiudi la finestra? Un atto linguistico funziona in una cultura ma non in un’altra. Brown e Levinson dicono che la strategia più utilizzata è quella negativa dell’atto indiretto. Per loro molti atti costituiscono una minaccia per questo vengono criticati perché pessimisti. Atti linguistici possono emergere per creare solidarietà non solo minacce. Un’altra critica è il fatto che non tengono abbastanza conto del contesto.
Punto (8)
A parità di queste condizioni l’amministratore delegato che ha grande potere in italia, viene convocato dalla scuola media dall’insegnante del figlio→ non ruolo elevato in Italia. In questo caso l’insegnante ha un potere maggiore nei confronti del genitore.
Appunti del 17/04/
Distanza sociale
Caffè alla macchinetta
(12) tre livelli di analisi
a. tipo di strategia (o sotto-atto)
b. prospettiva di realizzazione
c. strumenti di modificazione
SOTTOATTI DIVERSI
Enunciato specifico che sintetizza
(13) scusi signore → funzionale x attirare l’attenzione
Combinazione di sotto atti diversi
-il treno sta per partire, sembra quasi chiedere conferma del comportamento
Il nucleo della richiesta completato da un supporto alla richiesta; basta due volte→ minimizzo lo sforzo; si informa la disponibilità di cui ha bisogno, ipotizza la disponibilità di usare un atto necessario
(14) Prospettive diverse di realizzazione
-mi scusi ha da cambiare?
-è possibile cambiare giorno è?
I parlanti possono modificare l’atto a seconda che riguarda l’atto discorsivo, morfosintattico, lessicale.
Uso dell’imperfetto per distaccarsi dal tempo presente, rendendo la richiesta più cortese. Ad es inserire la richiesta in una frase determinata: richiesta di prendersi il disturbo di bagnare le piante. Altro fenomeno tipico negare l’interrogativa.
-ATTENUATORI- passami un po’ d’acqua
-DUBITATORI
-RAFFORZATORI- non c’ho neanche mezza bottiglia
MODIFICATORI DISCORSIVI
-FATISMI: “sai” conoscenza, condizione, rispetto, referenza
RIEMPITIVI: in genere segnalano qualcosa in più
Nel corpus analizzato dalla ricercatrice abbiamo la conferma; il parlante pone all’ interlocutore una domanda -non è che mi presteresti la valigia?→ tipo di strategia convenzionalizzata per fare una richiesta. Strategia del desiderio: la persona incaricata può anche essere non interpretata dal parlante. Nel selezionare la richiesta il parlante può semplicemente non andare avanti nel discorso. Il parlante presenta la richiesta in modo ipotetico.
NECESSITA’: c’è il pesce rosso bisogna dargli da mangiare
ORDINE: oh passami un po’d’acqua
Verifica delle condizioni preparatorie:
-avresti da prestarmeli?
-potresti prendermi il vino sullo scaffale che non ci arrivo? → negazione dell’interrogativa
I risultati generali mostrano che quelli più frequenti sono quelli morfosintattici
-il condizionale e la negazione della interrogativa
-Ho una sete assurda→ rafforzatore
MOD.MORFOSINTATTICI
-condizionale
-imperfetto
-incassatura
Tutte le richieste iniziano con un appello introduttivo
-Modif. dell’incassatura→ non è che mi prenderebbe?
Atto linguistico è diviso in 4 livelli
Livello locutorio→ sequenza di foni specifica
Livello illocutorio→ dal punto di vista del significato ma cambia il livello locutorio
Livello illocutorio→ si manifestano le intenzioni, lo scopo è il punto centrale per la classificazione degli atti linguistici
Livello perlocutorio→ la conseguenza non verbale dell’enunciato
Atto performativo→ cambia qualcosa nel mondo.