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<span style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; ">Schemi del testo "Sociologia, Teorie e Problemi" di Vincenzo Cesareo</span>
Tipologia: Appunti
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SOCIOLOGIA. TEORIE E PROBLEMI V. Cesareo
Le due tradizioni del pensiero sociologico
1.1 I TERMINI DEL DILEMMA Come devono essere analizzati i fenomeni sociali? Due approcci:
I sociologi possono essere distinti in due gruppi:
Alcune categorie antinomiche riflettono il nodo concettuale di fondo costituito dalla contrapposizione sociologia olistica (oggettivistica) VS sociologia individualistica (soggettivistica). Questi rappresentano due possibilità di risposta alla domanda sulla natura dei fenomeni sociali:
L’impostazione olistica di E. Durkheim riconosce il primato della società sull’individuo e ricerca una spiegazione autonoma dei fenomeni sociali. Solo così la sociologia si configura come disciplina scientifica. a) Definizione Fatto sociale = ogni modo di fare, fissato, capace di esercitare sull’individuo una costrizione esterna, un modo di fare generale nell’estensione di una società data, pur avendo esistenza propria, indipendentemente dalle manifestazioni individuali. Questi modi di fare vengono appresi e praticati dai singoli individui. b) Concezione del fatto sociale Bisogno di concepire i fatti sociali come cose, essendo simili alla realtà naturale e possedendo proprietà che non possono né essere conosciute direttamente tramite l’intuizione immediata né plasmati dalle singole volontà. c) Caratteristiche del fatto sociale Tratti distintivi:
L’approccio di D. si caratterizza in quanto empirico e induttivo (rifiuta ogni influenza filosofica e psicologica), oggettivo , esclusivamente sociologico.
M. Weber pone al centro della ricerca l’individuo poiché capace di pensare, sentire, partecipare, al contrario della collettività. Le diverse strutture sociali sono costruzioni artificiali elaborate da studiosi sociali, di conseguenza l’analisi deve essere fatta dagli attori sociali singoli o da “individui storici” collettivi. Assume l’ azione sociale dei singoli individui come punto di partenza della propria costruzione teorica. a) Azione sociale
Le scienze sociali presentano duplice metodo e obiettivo:
1.2.3 UN CONFRONTO TRA DURKHEIM E WEBER Weber Durkheim
Concetti centrali Azione sociale Fatto sociale Elementi distintivi Senso inteso come significato che il soggetto agente associa al proprio agire Azione dei singoli individui dotata di senso.
Esteriorità e coercizione Riferimento al fatto sociale , che presenta caratteri di esteriorità ed obbligatorietà quindi non prodotti dalla volontà individuale.
Elemento qualificante Denaro Potere Norma Valori Principali istituzioni Industrie, banche … Partiti politici, burocrazia statale …
Scuole, chiese, mass media …
Matrimonio, famiglia … Tratti distintivi e generali della sociologia funzionalista: a) Realtà concepita in termini di sistema , insieme di parti tra loro interconnesse, formano un tutto unico; il sistema costituisce l’unità d’analisi e le singole parti sono comprese solo in funzione del loro contributo. b) Concentrare l’attenzione sulle condizioni necessarie , i “bisogni fondamentali” che consentono al sistema do funzionare e vivere. c) Agire del singolo attore , che appare dominato dal sistema e dalle sue esigenze funzionali. L’ agire dell’uomo è plasmato dalla struttura sociale o dal sistema sociale, per cui l’essere umano è concepito come prodotto dell’uno e dell’altro.
1.4 APPROCCI INDIVIDUALISTICI Individualismo = assume come oggetto iniziale di studio l’agire degli individui e le loro interazioni, i fenomeni sociali sono sempre il risultato di azioni e interazioni umane: supremazia del soggetto. Due orientamenti fondamentali
L’uomo è l’essere creatore del proprio ambiente e costruttore del proprio mondo di oggetti, viene rifiutata la visione di un essere umano che risponde solo alle aspettative del sistema normativo della società. B. distanze dalle prospettive deterministiche: a) struttura della società costituisce solo la cornice dell’azione senza rappresentare la determinante fondamentale; b) ogni manifestazione strutturale è sempre il risultato dell’attività di singoli soggetti. Emersione di una prospettiva idealistica , quando di solito l’agire umano si costruisce e definisce processualmente solo in base a ciò che i soggetti compiono interagendo tra loro.
L’essere umano possiede un Sé in grado di comportarsi nei confronti di se stesso nello stesso modo in cui affronta la realtà esterna: ciò permette di agire in modo attivo e non solo di subire passivamente. Sé = Io + Me Componenti costitutive: a) Io tendenza istintiva e spontanea dell’individuo, risposte immediate agli atteggiamenti degli altri; b) Me derivazione sociale, prodotto dall’insieme degli atteggiamenti prevalenti all’interno del gruppo che vengono interiorizzati e fatti propri. L’azione non è mai solo determinata dell’esterno, ma è preceduta da una impostazione operata dall’individuo in base alle sue intenzioni. Gli individui sono concepiti come agenti attivi nel creare l’ambiente sociale che li circonda, influenzante a sua volta il loro comportamento. Essenza delle azioni umane è la comunicazione.
Influenza di Mead nel superamento dello schema stimolo – risposta (proprio del comportamentismo): non esiste cambio sociale se lo stimolo non viene anche interpretato soggettivamente , ogni attività sociale consiste in un comportamento significativo orientato verso gli altri. L’agire consiste anche nelle reazioni alle intenzioni degli altri , da qui il considerare in contemporanea l’esperienza soggettiva e il comportamento manifesto. Superamento dello schema stimolo – risposta , sostituito dal nesso stimolo – interpretazione – risposta , dove l’elemento principale è l’interpretazione. In tale processo assumono rilevanza essenziale i gesti simbolici (riflessi automatici di risposta diretta a stimoli esterni, interpretazione azione e intenzione) VS gesti non simbolici. L’individuo deve interpretare continuamente le azioni altrui cercando di coglierne il significato per predisporre il proprio agire, a sua volta fonte di segnale per l’agire altrui.
Assunti base individuati da B. :
Ogni esperienza e ogni pensiero umano sono sociali proprio perché gli individui interagiscono mediante simboli , il più rilevante dei quali è il linguaggio. Il nesso interazione – dimensione simbolica è dovuto dal fatto che il mondo è costituito da oggetti significativi e i loro significati sono elaborati tramite interazione sociale. Nell’interazione si attuano processi di generazione dei significati e di condivisione da parte dei membri della società: in condizione di collaborare tra loro tramite azioni associate (azioni interdipendenti, comportamenti significativi verso gli altri). Siccome gli individui danno vita a significati che dirigono le azioni, per comprendere l’azione è necessario interpretare il significato che gli altri danno al loro agire. B. risalta il processo di costruzione del ruolo , che nasce dall’esperienza creativa e dinamica degli individui.
limitarsi a cogliere ogni singola configurazione sociale.
l’interazione e spinti da motivazioni di utilità personali. Uomo come un essere proteso a soddisfare i bisogni di benessere individuale. c) Prospettive epistemologiche
risultati dell’azione.
dalle azioni di singoli individui e dalle loro tradizioni. Necessità che le scienze sociali si impegnino ad analizzare le conseguenze inintenzionali provocate da azioni umane inintenzionali.
Tratti distintivi del pensiero di B. : a) Carattere intenzionale delle azioni individuali, nonché la loro intrinseca razionalità attori sono impegnati in una situazione le cui caratteristiche sono condizionanti, perseguono dei fini per raggiungere i quali manipolano risorse e danno luogo ad azioni significative. L’individuo agisce consapevolmente e fornisce al proprio agire precise finalità da raggiungere: agisce intenzionalmente. Poiché l’azione è opera di un essere pensante ed è finalizzata, possiede una qualche razionalità: ogni azione si basa sul calcolo di piaceri e pene. b) Effetto di aggregazione ogni fenomeno sociale è sempre conseguenza di azioni individuali, può essere spiegato solo in base all’aggregazione di queste. Le azioni individuali e di gruppo presentano un carattere casuale, a livello individuale e collettivo. Per spiegare i fenomeni sociali in termini di aggregazione di azioni individuali, utilizza una serie di esempi storici letti in chiave di “effetto di aggregazione”.
Postulati dell’individualismo metodologico: a) esistenza di atti intenzionali orientati a servire i propri interessi , che si attuano attraverso decisioni “ragionevoli” in base a vincoli posti dal sistema; b) produzione di un effetto di aggregazione dovuto alla combinazione di azioni individuali autonome e indipendenti tra loro. Il sociale è da considerarsi sempre come risultante dell’agire individuale. La società, per B. , non è costruita solo da sistemi di interdipendenza, sono presenti anche sistemi funzionali.
M = Mm SM’ Il fenomeno sociale ( M ) è funzione delle azioni individuali ( Mm ) che, a loro volta, dipendono dalla situazione ( S ), influenzata da elementi macrosociali ( M’ ).
con ricorso all’ interpretazione : ricercatore entrare nella realtà del soggetto studiato tramite introspezione simpatetica.
Approcci olistici Approcci individualistici Metodologie e tecniche per cogliere cosa condiziona i membri di un gruppo sociale e come ciò si verifica.
Metodologie e tecniche per approfondire le intenzioni dei singoli. Stabilire nessi causali significativi. Mettono in relazione il vissuto del singolo con la percezione e interpretazione della popolazione. Ricorso a: dati statistici per stabilire i nessi; fonti storiche per evidenziare regolarità macrosociologiche; studi di contesto per individuare cause di un fenomeno.
Tecniche d’indagine quali: storia di vita; studio di casi; osservazione, intervista, colloquio.
Le premesse antropologiche possiedono una propria visione dell’uomo reale e della sua natura. Vi sono due diverse visioni dell’uomo:
Oltre il dilemma olismo – individualismo
Vuole ricondurre a un disegno interpretativo unitario i contributi di:
tramite l’adesione è possibile fornire una base all’ordine sociale. Il consenso ai valori comuni diventa principio integratore di ogni società e i valori forniscono indicazioni su ciò che è desiderabile e perseguibile da parte dei membri.
di una situazione. Duplice conseguenza:
propria azione. L’agire fondato solo sul principio della “doppia contingenza” sarebbe caotico se non venisse stabilizzato tramite “ complementarietà delle aspettative ” ( aspettative = attesa di un evento al verificarsi del quale concorre il soggetto agente, che lo sviluppa nei confronti dei vari oggetti presenti) e l’esistenza di modelli culturali condivisi dai membri della società. L’ interazione sociale si qualifica come insieme di orientamenti vicendevoli in vista della situazione. Altro elemento è lo status – ruolo : a) Status = posizione che un soggetto occupa in una struttura ; b) Ruolo = aspetto relativo all’attività che il soggetto svolge, in relazione ad altri, per il fatto di occupare una determinata posizione. Ogni soggetto agente non solo è oggetto di orientamento per gli altri soggetti, ma è anche orientato in vista di altri soggetti: è attivo e ha funzione di soggetto (ciò che s’intende quando si dice che ha un ruolo). Gli status – ruoli nel loro insieme costituiscono il sistema sociale, sono le unità del sistema sociale.
Interpenetrazione dei sistemi Nell’ interpenetrazione dei sistemi P. individua il punto d’interconnessione tra polo individualistico e polo olistico. I tre sistemi che vanno tenuti presente sono:
Lavoro finalizzato al superamento delle interpretazioni “unidimensionali” dei fenomeni sociali per giungere ad un approccio “ multidimensionale ”. Attribuisce importanza fondamentale alla questione epistemologica , dalla quale non si può prescindere per affrontare il rapporto azione – struttura sociale. La soluzione del problema (della conoscenza dei fenomeni sociali) implica
b) La struttura, come entità esteriore dell’attore, come ordine sociale, costituisce una condizione dell’azione. Il principio unificatore dei diversi elementi dell’azione è individuato nella volontà , quindi A. individua la soluzione del dilemma azione – struttura nel carattere volontaristico dell’azione umana e sociale. Accoglie il paradosso per il quale un individuo è libero soltanto quando ubbidisce ad una norma da lui ritenuta giusta: concezione di “libertà di” (libertà di autodeterminazione) piuttosto che di “libertà da” (libertà da vincoli).
2.2 LA SOLUZIONE COMUNICATIVA JÜRGEN HABERMAS Ciò che definisce l’essenza dell’uomo è la capacità di linguaggio. L’elemento linguistico qualifica: a) azione umana come simbolica costituita da segni che possiedono un significato; b) interazione come comunicazione orientamento reciproco di due o più soggetti umani, fondato su espressioni linguistiche. Il divenire delle società umane si realizza attraverso la produzione simbolica (trasmissione linguaggio e tradizione culturale) e la riproduzione materiale delle condizioni di vita. L’uomo agisce: a) cooperativamete uso comunicativo del sapere, azione come interrelazione con gli altri; b) isolatamente uso non comunicativo del sapere, azione come interrelazione con oggetti non umani.
Ermeneutica Il soggetto umano, in quanto capace di linguaggio, realizza il controllo della situazione utilizzando lingua e tradizione culturale: gli uomini costruiscono il mondo e la situazione mediante interpretazione. Per H. si parla di teoria ermeneutica perché caratterizza l’agire in termini di interpretazione. Fonti:
Razionalità comunicativa La razionalità si manifesta con l’appropriazione di una tradizione culturale, con l’assunzione di un atteggiamento riflessivo, con l’esercizio della critica. Due ingredienti fondamentali:
Tipologia dell’agire comunicativo Agire = interazione di soggetti che cercano una comprensione e un’intesa comunicativa per coordinare, di comune accordo, l’interpretazione delle situazioni in cui vengono a trovarsi, nonché i propri piani di azione e il proprio agire. Tre tipi:
Mondo vitale Concetto di mondo vitale attraverso una parziale convergenza e una parziale divergenza rispetto al concetto elaborato dalla fenomenologia sociale. a) Convergenze Il mondo vitale consiste in una “ riserva di sapere ” (bagaglio di conoscenze) usata nelle interazioni sociali; importante riconoscere che viene costruito sulla base dell’esperienza. H. : il sapere si attualizza nella misura in cui è diretto a definire una situazione dell’agire, configurata come un insieme di coordinate spaziali, temporali, sociali.
Mondo vitale = _riserva di sapere (componente culturale definente la situazione)
situazione (componente ambientale, oggetto di definizione)_ b) Divergenze
Disgiunzione tra sistema e mondo vitale Alla dicotomia riproduzione simbolica VS riproduzione materiale (divenire della società) corrisponde Mondo vitale determina la situazione simbolica della società, coordina le azioni secondo modalità riferita alla soggettività degli attori sociali. VS Meccanismi sistemici ( mezzi di comunicazione ) determinano la riproduzione materiale della socialità coordinando le azioni dei membri di una collettività secondo modalità che non si riferiscono alla soggettività degli attori. H. sostiene una razionalizzazione del mondo vitale sotto tre aspetti:
La prospettiva di mediazione tra sistema e mondo vitale La società è contemporaneamente sistema e mondo vitale, sono coessenziali : l’esistenza della società dipende dall’integrazione tra i due poiché a) sistema portatore di efficienza b) mondo vitale garantisce gli ancoraggi valoriali e la libera espressione della soggettività degli attori sociali.
Elementi di olismo Elementi di individualismo Sistema caratterizzato da qualità oggettive (struttura)
Mondo vitale caratterizzato da qualità soggettive (azione) Riproduzione materiale della società imperniata su: a) agire razionale rispetto allo scopo di ciascun individuo b) aggregazione di tali azioni c) instaurazione di una connessione- interdipendenza tra le conseguenze di tali azioni d) assunzione di tale connessione-interdipendenza tra azioni individuali , come “prestazioni di funzionali” che soddisfano gli imperativi di integrazione, sopravvivenza e stabilità del sistema.
Produzione e riproduzione simbolica della società imperniata sull’ agire comunicativo , luogo dei processi comunicativi di comprensione e d’intesa, dell’interpretazione delle situazioni (ermeneutica), dell’esercizio della razionalità comunicativa.
Produzione di senso.
b) morali (indicazioni per valutare la condotta); costituiscono il mezzo tramite il quale la vita sociale è prodotta e riprodotta.
Processi di strutturazione Modalità = elemento di mediazione che permette di collegare l’azione e la struttura nel corso dei processi di riproduzione sociale ; passaggio da una dimensione astratta a una dimensione concreta.
Caratteristica base della teoria della strutturazione : rivedere e trasformare le opposizioni concettuali e riformularle sotto forma di dualità. Il dualismo individualismo e società è risolto come dualismo di azione e struttura. G. non vede la società secondo una concezione “coercitiva”, ritiene che la struttura è sempre permissiva e costrittiva. Non importa quanto severa e autoritaria questa possa essere, stabilisce anche opportunità che consentono agli attori di intervenire nella vita sociale. Le costrizioni non operano mai in termini causali, non sono in grado di “spingere” qualcuno a comportarsi in un determinato modo se costui non ha una predisposizione. Esiste sempre una dose di intenzionalità nell’azione, persino con costrizioni rilevanti.
Azione e struttura
Olismo fenomeni sociali a partire dalla struttura; privilegiando la dimensione oggettiva, struttura concepita come realtà autonoma e l’azione come effetto esclusivo di fattori condizionanti. Individualismo fenomeni sociali a partire dal singolo attore; privilegiando la dimensione soggettiva, realtà sociale come prodotto delle azioni, spiegate in base a finalità perseguite e volute dagli attori. Ciascuno di questi approcci non riconosce sufficientemente la coessenzialità di azione e struttura.
Coessenzialità di azione e struttura come prospettiva di analisi: a) Fenomeni sociali sono un prodotto umano sempre e comunque l’attività umana a creare il mondo sociale e il suo ordine, quindi costituiscono un prodotto dell’uomo. Assumono carattere sui generis e autonomo rispetto al contesto organico ambientale. b) Fenomeni sociali sono una realtà oggettiva fenomeni sociali identificabili come dotati di una propria esistenza autonoma, oggettiva. c) L’uomo è un prodotto sociale mondo sociale interiorizzato con processi di socializzazione primaria e secondaria, che forgia l’individuo facendolo apparire come prodotto sociale.
Alcune conseguenze relative al rapporto azione – struttura:
Olismo azione come comportamento, reazione a stimoli esterni: dipende da elementi condizionali, normativi esterni ed interni; scarsa rilevanza nelle analisi. Individualismo azione come atto intenzionale, origine da volontà e desideri dei singoli soggetti; oggetto principale nelle analisi.
Due fondamentali modi di spiegare l’azione sociale:
Azione non strutturata (bassa prevedibilità) presenta almeno una delle seguenti condizioni: a) l’attore ha come riferimento una situazione che include altri soggetti dei quali egli tiene conto (in vista e durante l’azione); b) l’attore è in rapporto con altri attori che hanno risorse in grado di influenzare la sua azione; c) l’attore condivide con altri una cultura. Azione strutturata (certo grado di prevedibilità) presenta contemporaneamente tutte e tre le condizioni.
3.3 STRUTTURA SOCIALE Olismo struttura particolare rilevanza; insieme di modelli e relazioni sociali con carattere descrittivo (funzionalismo); da essa derivano ragioni e motivi per cui gli individui agiscono, compito esplicativo (strutturalismo). Individualismo struttura riferita all’interazione tra soggetti, al centro dell’analisi l’azione.
Struttura = insieme relativamente stabile di elementi , insieme di componenti e il modo particolare in cui sono collegati tra loro. Caratteri essenziali sono:
Mores Tendenzialmente per tutti gli appartenenti ad un particolare gruppo presente nella società.
Elevata
Pratiche Per un singolo individuo e si traducono in azione. (Esterno)
Bassa
Consuetudini Per un singolo individuo e si traducono in azione. (Esterno)
Elevata
Atteggiamenti Forme di pensiero e stati d’animo propri di un individuo. (Interno)
Bassa
Sentimenti Forme di pensiero e stati d’animo propri di un individuo. (Interno)
Elevata
I ruoli costituiscono mezzi attraverso i quali valori e finalità si declinano in azioni concrete ( Parsons ), determinati insiemi di ruolo danno vita alle istituzioni, il cui grado dipende dalla natura delle singole attività. Catena relazionale: valori – finalità – ruoli – istituzioni. I ruoli traducono e fanno attuare indicazioni generali o specifiche agli attori. H. Blumer li concepisce come una guida all’azione: modalità in base alla quale una persona tende a esprimersi per il fatto di occupare una determinata posizione sociale.
Ruolo = modo in cui si comporta, o si deve comportare, l’attore che occupa una particolare posizione. Genere di azione strutturata che presenta tre caratteristiche:
3.6 AUTONOMIA RELATIVA DELL’AZIONE E DELLA STRUTTURA Potere = possibilità del soggetto di conseguire le proprie finalità superando eventuali ostacoli, la sua dimensione è connessa alle interazioni sociali, sotto qualunque forma. Differenti sono le sue fonti: forza, ricatto, affetto, prestigio … a) legittimo chi lo esercita occupa una posizione che gli permette di agire imponendo determinate azioni; b) non legittimo chi lo esercita si impone ricorrendo esclusivamente alla forza.
Quanto più l’interdipendenza tra gli uomini aumenta , tanto più diminuisce la possibilità che un individuo possa prendere delle decisioni per conto proprio. Con il crescere delle interdipendenze aumentano anche i fenomeni sociali imprevisti o opposti alle intenzioni dei singoli. Si può riconoscere relativa autonomia alla struttura , che però non va generalizzata. Ciò non significa condividere la tesi secondo cui questa ha un carattere di sovra-ordinazione : la struttura non vive di vita propria, è alimentata dall’ agire di singoli individui. La struttura rappresenta la risultante di molteplici intrecci di relazioni che si consolidano nel tempo: a) interdipendenze rapporti che sussistono indipendentemente dalla volontà dei singoli individui; b) interazioni rapporti che implicano una qualche volontà dei singoli individui coinvolti.
Rapporto azione – struttura inteso come processo nel quale si realizza un condizionamento strutturale dell’azione e si attualizzano gli effetti dell’azione della struttura. Problema della libertà di agire dell’uomo: nonostante l’opposizione dominanza del libero volere ( individualismo ) VS inesistenza del libero volere ( olismo ), tutti gli esseri umani sono interdipendenti fin dalla nascita e questa interdipendenza impone limiti e vincoli alla libertà d’agire: la libertà è sempre limitata.
rapporti in un processo di attività , rispetto ai quali vengono valutati i risultati. Comprende tre tipi di dati:
struttura sociale dell’individuo – Weber ) specificando che le chances di vita sono funzioni di: a) opzioni (possibilità offerte all’individuo dalla struttura); b) legature (vincoli posti dalla struttura, indispensabili per fornire coordinate all’individuo). Implicazione reciproca fra azione e struttura: l’individuo precisa le proprie azioni in base alle chances (elemento strutturale) le quali, a loro volta, trovano attuazione solo tramite l’agire dell’uomo.
Nella specie umana il patrimonio genetico è scarsamente rilevante, incide solo nel condizionare le potenzialità dell’agire e non il contenuto effettivo dell’azione. Nell’uomo il comportamento si basa su conoscenze apprese che costituiscono parte della cultura. Cultura = creazione umana, insieme organizzato di simboli e modelli, senza i quali il gruppo sarebbe ingovernabile. Per poter disporre dei contenuti di conoscenza, l’uomo deve apprenderli: capacità di apprendimento , prerequisito affinché si possa attuare il processo di socializzazione. Socializzazione = processo mediante il quale l’individuo, da essere biologico, diventa membro di un determinato gruppo sociale ; funzione mediatrice tra l’individuo e la società. a) Socializzazione primaria nei primi anni di vita, quella attraverso cui si ha la formazione della personalità. Tramite i legami affettivi viene acquisito dall’individuo il mondo circostante e viene interiorizzata una prima visione della realtà: unica e aproblematica. b) Socializzazione secondaria acquisizione delle conoscenze relative a diversi ruoli e ambiti esistenziali , ciascuno dei quali rispecchia e assicura la divisione del lavoro esistente nella società (“sottomondi” istituzionali). Senza la socializzazione gli esseri umani non riuscirebbero a possedere un linguaggio per comunicare e mezzi per affrontare i rapporti col proprio ambiente naturale e umano. Va concepita come un condizionamento verso l’uomo , come strumento per la costruzione della sua personalità e l’esercizio della sua libertà.
Il processo di socializzazione consente di approfondire il nesso azione – struttura, superandone la dicotomia. Tramite la socializzazione gli esseri umani sono condizionati da fattori strutturali e indotti a operare in modo congruente con le esigenze della struttura , dipendente dall’agire di individui socializzati che la creano e modificano tramite l’attività quotidiana. La socializzazione induce un individuo, con potenzialità, a restringerle in ambiti coincidenti con le esigenze della società. Trascurare le resistenze individuali induce a concepire la socializzazione in termini di conformismo automatico. Non è possibile limitarsi a concepire il rapporto individuo – struttura sociale nei termini di un adattamento statico del primo alle richieste della seconda, quanto di adattamento dinamico : messa in atto di nuove ansietà e impulsi nel socializzando, che costituiscono a loro volta spinte innovatrici verso la struttura.
Prima di parlare di azione fatale , occorre chiarire la distinzione tra Azioni problematiche : incertezza di esito positivo. VS Azioni consequenziali : definizione di concetto di consequenzialità come capacità di un risultato di andare oltre i confini dell’occasione e di esercitare influenza obiettiva sulla vita di chi scommette. L’azione fatale ha due proprietà strettamente connesse:
4.3.3 NESSO AZIONE STORICA – STRUTTURA SOCIALE Il nesso azione storica – struttura si qualifica per una relativa indipendenza dell’agire nei confronti delle strutture. A causa di tale indipendenza l’azione storica è in grado di intervenire attivamente sulla struttura in modo innovativa. L’azione storica può produrre nuove strutture di tipo sia religioso che politico.
4.4 AZIONE TEOLOGICO-NORMATIVA 4.4.1 DEFINIZIONE ED ESEMPI Azione teologico-normativa = azione conforme a norme e orientata al perseguimento di una meta che comporta sempre una proiezione nel futuro. a) La dimensione normativa prevale su quella teologica nelle attività in cui i consociati si conformano alle norme che guidano l’agire economico-politico. b) La dimensione teologica prevale su quella normativa nelle iniziative dell’operatore economico, dell’uomo politico.
4.4.2 AUTORE EMBLEMATICO DI RIFERIMENTO: TALCOTT PARSONS Teoria dell’azione volontaristica caratterizzata sotto un duplice profilo per l’elemento: a) della progettualità ; b) della normatività. Lo schema di riferimento dell’azione è individuato in questi elementi:
Duplice processo di interiorizzazione dà luogo ad una interpenetrazione , l’individuo interiorizza la struttura e la struttura integra il soggetto: a) tramite l’ interiorizzazione il soggetto si appropria della struttura; b) mediante la socializzazione la struttura si appropria del soggetto.
4.5 AZIONE ADATTIVA 4.5.1 DEFINIZIONE ED ESEMPI
Azione adattiva = rapporta un soggetto a una realtà situazionale a lui esterna in modo tale da eliminare lo squilibrio insorto in questo rapporto. Tende a conformarsi a regole che cambiano in relazione alle esigenze mutevoli dell’ambiente: elevato automatismo e condizionamento dall’ambiente. L’ adattamento è la relazione che un soggetto instaura con il mondo esterno, che si esprime nel conformarsi del primo al secondo. Caratteristiche:
I concetti basilari sono quelli di I^ sistema sociale che definisce caratteristiche ed articolazioni in base al rapporto con l’II ambiente. La struttura viene intesa come “generalizzazione delle aspettative” dei comportamenti, ovvero l’acquisizione, da parte del sistema, di una indifferenza nei confronti dei movimenti ambientali tale da compensare gli influssi. Il sistema è oppresso da problemi e si qualifica come adattivo poiché reagisce al cambiare delle condizioni e degli eventi ambientali ricorrendo a prestazioni volte a mantenere invariata la propria struttura. Soluzione: mutamento delle funzioni che il problema ha dimostrato essere disfunzionali e nell’ apprendimento di nuove. Generalizzare le aspettative significa valorizzare tipi particolari di norme di comportamento che costituiscono insiemi integrati di diritti e doveri riferiti a una persona.
a) Distinzione tra mondo e ambiente complessità di un sistema sempre inferiore a quella del mondo e del proprio ambiente; la rappresentanza che il sistema ha del proprio ambiente coincide con ciò che il sistema coglie come possibilità. b) Il concetto di “ confine ” sistema e ambiente sono concepiti come entità complementari e poste sullo stesso piano; tuttavia il sistema si trova subordinato all’ambiente che lo assilla di problemi, la “soggettività” del sistema (autonomia) è esercitata in forma reattiva, non attiva: l’iniziativa spetta all’ambiente. c) Predominanza della facoltà conoscitiva azioni a prestazioni possiedono natura cognitiva: i sistemi sociali apprendono a sopravvivere tramite le informazioni derivanti dall’ambiente; l’azione dei sistemi complessi è guidata da regole di attenzione e decisione, deve fronteggiare problemi che richiedono sforzo cognitivo per elaborare unità di conoscenza. Rappresentazione collettività: Individui / microcomunità a base affettiva ( ambito microsociologico ) limitato margine d’attenzione e capacità di esperienza e d’azione; costituiscono i componenti della società, rappresentano l’ambiente dei sistemi sociali. VS Sistemi organizzativi ( ambito macrosociologico ) riduzione della complessità dell’ambiente, il criterio delle prestazioni è strumentale, svincolato da implicazioni affettive; in grado di sviluppare una compressione della complessità.
4.5.3 NESSO AZIONE ADATTIVA – STRUTTURA L’azione adattiva ristabilisce un equilibrio che si è alterato tra attore e ambiente. L’assunzione di una norma etica non è un mezzo per conseguire un risultato utile, ma un mezzo per affermare valore. Il rapporto tra azione adattiva e struttura sociale rispetta il criterio di conformarsi alla richiesta della struttura per: