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sofferenza psichica educare all'ansia, Appunti di Pedagogia

riaasunto del testo sofferenza psichica educare all'ansia

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/12/2020

elisa_baffa
elisa_baffa 🇮🇹

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SOFFERENZA PSICHICA E PEDAGOGICA
Educare all’ansia, alla fragilità e alla solitudine
CAP 1 Nuove sofferenze del corpo
1.1 Sintomo corporeo e malattie della psiche
La psiche è il luogo di rappresentazione della metafora che permette di condividere
con gli altri, la dimensione dell’interiorità.
Le persone più fragili, in ogni epoca, rischiano di farsi carico di tutte le ombre e le
contraddizione del proprio tempo, esprimendo la sofferenza psichica con
sintomatologie differenti.
Sin da Foucault, la psiche si è progressivamente identificata con il corpo malato e
danneggiato e spesso a subirne di più sono le donne, le quali a partire dall’
ottocento avevano crisi isteriche caratterizzate da spasmi e contratture degli arti.
Nel XX secolo questa patologia si è sgretolata in diverse problematiche come :
bulimia, anoressia, disturbi d’ansia…)
Alcuni sintomi sono rimasti simili : senso di soffocamento nell’attacco di panico e
repressione degli istinti del corpo nei disturbi alimentari.
L’isteria è una patologia che è stata eliminata dal lessico clinico, ma che è rimasta
radicata come metafora della donna spesso nervosa.
1.2 disordine del corpo, disordine del mondo : le vicissitudini dell’isteria
Le origini dell’isteria risalgono agli antichi Egizi , i quali avevano ritratto donne in
presa ai attacchi isterici su alcuni papiri.
La medicina egizia interpretavano la patologia come derivata da problemi legati
all’utero, come se quest’ultimo fosse dotato di una propria volontà e potesse vagari
per il corpo della donna ( in alto , in basso).
Grazie all’isteria è nata la psicoanalisi, in quanto si era messa in crisi l’idea dualistica
di mente-corpo, visibile e invisibile, conscio e inconscio.
Ma prima un pò di storia:
Melampo= personaggio della letteratura greca che associò la follia
femminile ad una mancanza di vita sessuale nelle vergini.
Ippocrate = occorreva ricorrere all'orgasmo femminile per liberare il corpo
della donna da sostanze tossiche.
Galeno = sosteneva che la vagina e il clitoride fossero gli organi in cui si
accumulavano le sostanze tossiche non espulse attraverso l’orgasmo. Le
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SOFFERENZA PSICHICA E PEDAGOGICA

Educare all’ansia, alla fragilità e alla solitudine

CAP 1 Nuove sofferenze del corpo 1.1 Sintomo corporeo e malattie della psiche

La psiche è il luogo di rappresentazione della metafora che permette di condividere con gli altri, la dimensione dell’interiorità. Le persone più fragili, in ogni epoca, rischiano di farsi carico di tutte le ombre e le contraddizione del proprio tempo, esprimendo la sofferenza psichica con sintomatologie differenti. Sin da Foucault, la psiche si è progressivamente identificata con il corpo malato e danneggiato e spesso a subirne di più sono le donne, le quali a partire dall’ ottocento avevano crisi isteriche caratterizzate da spasmi e contratture degli arti. Nel XX secolo questa patologia si è sgretolata in diverse problematiche come : bulimia, anoressia, disturbi d’ansia…) Alcuni sintomi sono rimasti simili : senso di soffocamento nell’attacco di panico e repressione degli istinti del corpo nei disturbi alimentari. L’isteria è una patologia che è stata eliminata dal lessico clinico, ma che è rimasta radicata come metafora della donna spesso nervosa.

1.2 disordine del corpo, disordine del mondo : le vicissitudini dell’isteria

Le origini dell’isteria risalgono agli antichi Egizi , i quali avevano ritratto donne in presa ai attacchi isterici su alcuni papiri. La medicina egizia interpretavano la patologia come derivata da problemi legati all’utero, come se quest’ultimo fosse dotato di una propria volontà e potesse vagari per il corpo della donna ( in alto , in basso). Grazie all’isteria è nata la psicoanalisi, in quanto si era messa in crisi l’idea dualistica di mente-corpo, visibile e invisibile, conscio e inconscio. Ma prima un pò di storia: ● Melampo= personaggio della letteratura greca che associò la follia femminile ad una mancanza di vita sessuale nelle vergini. ● Ippocrate = occorreva ricorrere all'orgasmo femminile per liberare il corpo della donna da sostanze tossiche. ● Galeno = sosteneva che la vagina e il clitoride fossero gli organi in cui si accumulavano le sostanze tossiche non espulse attraverso l’orgasmo. Le

donne dovevano avere una vita sessuale con il coniuge per espellere queste tossine, altrimenti si poteva ricorrere all’ausilio del medico. ● Platone = riconduce il malessere femminile alla sua inadeguatezza nella sfera sessuale. Vulva vista solo come organo per procreare e non da soddisfare. ● Medioevo = le streghe erano l’incarnazione delle donne isteriche, queste venivano denudate e bruciate. DOpo le streghe si iniziò a perseguitare i “folli”, i quali venivano separati dal resto della comunità ( Salpetriere 1700). ● 800 = si stabiliscono due grandi patologie : la prima era la Nevrastenia, che identificava uomini affaticati da un malessere psico-fisico causato dalla società e la seconda era l’Isteria, la quale connota per le donne, spesso caratterizzate dall’inadeguatezza della vita sessuale. In questo periodo le donne venivano torturate con asportazione di ovaio e infibulazione. ● 1859 = Briquet con “ trattato sull’isteria” afferma che l'isteria è causata dall’incapacità della donna di creare desiderio nell’altro. ● 1887 = Charot = riesce a dimostrare attraverso l’ipnosi che la causa dell’isteria è psichica e non fisica. Nonostante questa intuizione nelle donne venivano torturate con alcune pratiche come quelle del gavage = iperalimentazione attraverso il latte e la faradizzazione ( elettroshock). ● Janet = donne isteriche in quanto incapaci di sintetizzare le emozioni e dunque sono prigioniere di idee fisse legate ad esperienze traumatiche.

( Approfondimento : Tarantismo anni ‘50 del ‘900 , secondo la credenza le tarantole pungevano le donne a giugno, le quali cadevano in preda a crisi tipo isteriche e pian piano iniziavano a ballare per combattere il morso della tarantola.)

● 1900 = Paul Julius Mobis = credeva che la donna fosse biologicamente inferiore all’uomo, anche da un punto di vista psichico. La donna è più simile all’animale in quanto ha istinti più banali e non progressisti.

1.3 La malattia sine materia

Oggi, l'isteria si considera una malattia sine materia perché è frammentata in varie patologie differenti come: il disturbo narcisistico e il disturbo borderline punto il disturbo istrionico, L'Antica isteria, è una patologia legata all'eccesso e alla mancanza di controllo delle emozioni e dalla necessità di ottenere attenzioni da parte di chi gli sta attorno. Nel Novecento, secondo la studiosa Mitchell, l'isteria si trasformò in schizofrenia.

● Psicosi = caratterizzata da meccanismi di difesa arcaica: paranoide ( tutti quelli cattivi mi perseguitano, schizofrenico ( il mondo è diviso in buoni e cattivi).

All'interno dello studio delle malattie socialmente indotte è fondamentale sottolineare l'importanza della personalità, la quale si modella sulla capacità di interagire con se stessi e con gli altri, accettando i propri limiti e adattandosi situazioni e comportamenti differenti.

● DDP = Disturbo della personalità : si sviluppa a partire dall'età adolescenziale e può persistere per anni punto spesso è legato a danni traumatici come lutti e violenze, oppure all'ambiente sociale che stimola ansia e angoscia. I disturbi della personalità e le nevrosi hanno comune il mantenimento del principio di realtà: pensare L'Io come separato dal non io punto le persone che soffrono di questi disturbi sono spesso incentrati su se stessi e mossi da angosce e difese primitive. Talvolta sono violenti in famiglia e buoni all'esterno con tendenze narcisistiche.

2.3 I disturbi di personalità: dalla descrizione all'interpretazione interdisciplinare

Attualmente disturbi di personalità si articolano in tre tipologie:

  1. Cluster A
  • paranoide = si manifesta intorno agli otto mesi, il bambino a una scissione netta tra bene e male in maniera fissa senza vie intermedie.
  • depresso = il male il bene sono istanze persistente all'interno di noi stessi e dunque il depresso e ha una costante sfiducia verso gli altri.
  • schizoide = distacco e freddezza nei confronti delle relazioni interpersonali e della sfera sessuale..
  • schizotipico = incapacità di allacciare le relazioni con gli altri atteggiamenti di sospettosità e d'ansia.
  1. Cluster B
  • disturbo istrionico (tendenza a soddisfare immediatamente i propri desideri e voglia di impressionare gli altri)
  • disturbo borderline
  • disturbo narcisistico
  • disturbo antisociale
  1. Cluster C
  • disturbo evidente (evita situazioni sociali, bassa autostima)
  • disturbo dipendente (eccessivo bisogno di essere Curati)
  • disturbo ossessivo compulsivo (azioni e gesti ripetitivi)

Tutti i disturbi di personalità sono egosintonici: chi ne soffre si considera soddisfatto di essere così e quindi questo determina una resistenza nei confronti di ogni tipo di cura

2.4 Da Edipo a Narciso

Secondo il mito, Narciso cade in un fiume perché innamorato della propria immagine. Chi soffre di narcisismo idealizza se stesso e perde i confini con l'altro, il quale diventa suo “prigioniero” ( solo individui “speciali” possono stare al suo fianco) oppure può apparire del tutto indifferente. Spesso le persone che gli stanno accanto si sentono sfruttate è trasformata in specchi per amplificare il valore dei malati punto

2.5 Il disturbo borderline di personalità

Questo disturbo è considerato come una delle patologie più difficili da curare ed è alquanto diffuso (2,3% della popolazione). Molto spesso i soggetti borderline vengono diagnosticati come bipolari, ovvero affetti da un disturbo dell'umore caratterizzato dall'alternarsi di sbalzi di umore comportamenti ed azioni contraddittorie tra loro.. Esistono cinque tipologie di segni del disturbo borderline:

  1. Instabilità delle relazioni con gli altri e dell'immagine di sé: iperidealizzazione e autosvalutazione.
  2. Paura esasperata della separazione e dell'abbandono: alternanza di sensi di vuoto e frenetica ricerca di riempire questi vuoti consumando oggetti e persone.
  3. Carattere impulsivo: consumo eccessivo di beni inutili, cibo, sostanze alcoliche o psicofarmaci, molti rapporti spesso promiscui che ricordano l'alimentazione del bulimico.
  4. Aggressività e tendenza a distruggere: spesso autolesionismo
  5. Irritabilità e ansia: si alternano ad un senso di vuoto è noia

Secondo questo studio, è possibile regredire ad uno scambio di normalità quanto più bassa è l'età, è importante riuscire ad educare i bambini e gli adolescenti a comportamenti credibili, non Perfetti ma "sufficientemente buoni".

CAP 3. Attraversare le paure e i conflitti 3.1 patologia psichica e conflitti irrisolti di una cultura

Le patologie psichiche variano in base all'epoca storica e ai contesti socio-culturali. Il corpo diventa protagonista e mezzo comunicativo del dolore psichico soggettivo indotto dall'ambiente nel quale si vive. Il concetto di disturbo etnico esprime la patologia che si crea a causa dei confetti e risolti all'interno di una società, quale genera angosce collettive e diventa espressione delle contraddizioni di un popolo. Devereux descrive sindromi sconosciute in Occidente, ma diffusi in altri ambiti geografici e antropologici. ● Sindrome Amok: è una patologia che si manifesta in un'esplosione di violenza improvvisa, che può portare a degli atti delittuosi( tipica dell'Asia). ● Sindrome di Koro : è tipica del sud della Cina e coinvolge solo gli uomini, si esprime attraverso l'insorgere di un improvviso e irragionevole percepire il progressivo ritrarsi del pene all'interno dell'addome..

Anche l'isteria suo tempo poteva considerarsi un disturbo etnico, in quanto a Vienna nell'800 i sintomi isterici incarnavano l'esasperazione dei conflitti storici legati all'identità di genere: la donna doveva essere attraente e sensuale, ma al contempo pudica e repressa.

3.2 Affannare il corpo per nutrire l'anima: paradossi dell'anoressia

L’anoressia è una patologia che si è sviluppata alla fine del ventesimo secolo, legata all'idea di perfezione deficienza delle menti come dei corpi e della possibilità di dominare i secondi per mezzo dei primi. l'anoressia si divide in: anoressia privativa o anoressia bulimica e colpisce prevalentemente le ragazze in fase di sviluppo. Chi è affetto da noi sia aspetto un corpo considerato accettabile è normale nel nostro periodo storico. Il voler essere magre rispondi al modello di perfezione imposto dalla società ed è la causa del non voler mangiare, che corrisponde al sintomo.

Le ragazze affette da anoressia iniziano il loro percorso con diete e iperattività fisica, altri sintomi sono il vomito e l'utilizzo di curve finalizzate ad espellere e bruciare più calorie possibili. La ragazza diventa il fulcro della famiglia che deve badare a lei soprattutto in casi di ospedalizzazione. A differenza delle ragazze bulimiche, quelle anoressiche hanno un forte senso di colpa nei confronti del cibo e dei loro comportamenti. La patologia , in alcuni casi, si sviluppa in contesti familiari dove il padre è spesso assente e la madre viene vista come bella, perfetta e intelligente. La figlia si ritrova in questo modo a non voler diventare donna poiché la sfida è già persa in partenza. L'anoressia - bulimia : fase transitoria dell'adolescenza che si esprime nell'assunzione continua e spropositata di cibo senza testimoni e la successiva induzione al vomito anche se isolato da tutti. La bulimia viene ricondotta una forma di espressioni del disturbo borderline, per la sua tensione tra vuoto è pieno. Sia l'anoressia che la bulimia mirano ad un progetto di cura.

3.3 La negazione anoressica del corpo attraverso la storia

L'anoressia è un processo di negazione del proprio corpo, questa pratica risale anche a figure ascetiche del tardo medioevo, che praticavano la scesi come una sorta di punizione per l'essere peccatori. Queste due figure hanno in comune la frustrazione dei bisogni corporei e del piacere dato dalla privazione di questi ultimi. tra il cinquecento e il seicento ci furono figure di alcune donne ragazze che, nelle loro case, davano spettacolo mostrando i segni del digiuno.

3.4 La paura della paura: ambiguità delle paure e ruolo dell'educazione

La paura è una fisiologica reazione agli stimoli ambientali che ci permette di reagire dinanzi a dei cambiamenti, in quanto ci avverte che qualcosa sta per accadere. Esistono due tipi di paure: ● paura fisiologica = che non nuoce, ma giova rispetto alla trattamento in quanto ci fa agire. ● paura non fisiologica = ci pietrifica chiudendo ci in noi stessi e genera la paura della paura punto non ci si sente adeguati per gestire i conflitti con l'esterno.

Spesso l'utilizzo dei farmaci diviene fondamentale per colmare il senso di vuoto e di dolore delle persone affette da questa patologia. Chi è depresso ha una limitata capacità creativa e perdo interesse in ciò che in precedenza gli dava piacere.

4.2 Melanconia e depressione

Melanconia e depressione vennero separate nel corso del ventesimo secolo. La melanconia a differenza della depressione non è una malattia, ma è legata ad una capacità creativa. La melanconia aumenta la capacità riflessiva di chi la prova, fino ad acquistare livelli alti e profondi di comprensione delle esperienze. Quest'ultima viene anche valorizzata dalla filosofia:

  • kierkegaard: la malinconia melanconia gli permette di elevarsi rispetto a se stesso e alla società superficiale.
  • Schopenhauer: la melanconia lo aiuta a trovare nella contemplazione estetica la quiete e l'equilibrio. Nel 1800, la melanconia si pone come espressione di grande sensibilità artistica, incarnata per esempio da Dostoevskij e Baudelaire. La tristezza e la malinconia non dovrebbero essere negate, stigmatizzate, ma al contrario andrebbero affrontate, soprattutto nei bambini, per evitare che questi possono diventare narcisisti patologici: tutto mi ha dovuto e niente mi deve dare fastidio. Ai bambini non bisogna dire che tutto è buono, ma bisogna aiutarli nei momenti bassi e nelle sfide della vita. Il dolore può anche divenire un momento per apprezzare l'esistenza e attendere i momenti di felicità.

4.3 Nuovi volti della depressione e del narcisismo

Il collegamento tra depressione narcisismo avviene dal momento che li insaziabilità dell'io narcisistico è destinato ad una finale frustrazione, un senso di vergogna per le proprie incapacità o per la connotazione socio-culturale alla quale appartiene. Si parte da un senso di grandioso ogni potenza fino alla sofferenza sofferenza disillusi va. Oggi il dolore deve essere represso, perché la società di oggi ci impone di essere sempre efficienti felici e sorridenti. Questo nostro voler nascondere il nostre fragilità può portare alla cronicizzazione della depressione e dell'ansia.

I farmaci diventa una vera e propria droga per chi soffre di queste patologie la guarigione permanenza viene solo grazie a un processo educativo di integrazione del dolore, del lutto e della perdita: dovremmo essere capace di soffrire, dimostrare le nostre imperfezioni e di mostrarci per come siamo davvero.

4.4 Paura della distanza

L'epoca odierna ci porta ad intrecciare relazioni effimere con gruppi di persone, per nascondere il proprio vuoto relazionale e per sentirsi riconosciuti. La solitudine denota comunemente un senso di abbandono e marginalizzazione, mentre andrebbe considerato con mezzo per accedere alla propria dimensione di ripensamento e di riflessione. In questa dimensione di interiorità, è possibile entrare in contatto con la perdita, il lutto, tramite l'altro riflessione l'elaborazione di questi ultimi. Nell'adolescenza questa dimensione si esplicita nella scrittura di poesie, diario musica che come un manto ci avvolgono. La solitudine o capacità di essere soli non è da intendersi come isolamento volontario, ma come un momento temporaneo di introspezione. Margaret Mahler suddivide 4 fasi del processo di separazione:

  • tra il quarto è l'ottavo mese il bambino sviluppa la propria immagine corporea.
  • Tra l'ottavo il quattordicesimo mese si assiste alla sperimentazione il neonato si allontana Dalla madre per esplorare il mondo
  • tra i 14 e i 2 anni il bambino passa da momenti di allontanamento momenti di riavvicinamento
  • L'ultima fase fino al terzo anno chiamata Costanza dell'oggetto libidico: il bambino si separa dalla madre quando ha una rappresentazione stabile di lei che gli permette di sopportare la lontananza. Il lavoro del pedagogista consiste di insegnare ai piccoli a stare da soli senza sottoporli ad una frustrazione eccessiva. Non bisogna avere paura della solitudine, ma tollerarla tramite la sperimentazione della vicinanza. Spesso i rapporti tra figli e genitori diventano complicati e possono causare anche i disturbi della personalità.

5.3 Integrazione e complessità

Integrazione : confronto tra due istanze : il rispecchiamento ( adattamento) e di individuazione ( di ribellione). La riflessione pedagogica è possibile solo se si mettono in dialogo diversi approcci disciplinari: socio-antropologia, psicologia e psicodinamica. L’integrazione fa riferimento anche alla famiglia e ai microgruppi di affetti intimi, all’interno dei quali si sperimenta la capacità di mediare la propria soggettività con le esperienze degli altri. A questo si lega la competenza, non intesa come capacità applicativa di nozioni, ma capacità di utilizzare tali nozioni per trasformare la realtà ( esterna/interna). In ambito formativo è importante la capacità di saper riflettere su se stessi.

5.4 Ambivalenza del processo di formazione e conquista dell’autonomia

Processo formativo : ambivalenza tra conquista di autodeterminazione e capacità di adattarsi alle regole condivise da un gruppo. Spesso le fasi della vita vengono chiamate stadi, ma in realtà, come ci mostra Melanie Klein bisognerebbe chiamarle “posizioni psichiche”.

5.5 Autonomia ed educazione: la simbiosi come disamore

Secondo Winnicott, il compito del genitore è quello di accompagnare il bambino attraverso l’esperienza della disillusione e della frustrazione. Un genitore sufficientemente buono deve alternare il rispecchiamento alla distanza emozionale che Winnicott definisce “distanza ottimale “, una distanza che la madre deve modulare nelle varie fasi di crescita e di conoscenza della propria finitezza, solitudine. Diventare adulti significa imparere dialoghi e codici diversi. La simbiosi madre-figlio non è patologica quando alterna momenti di vicinanza e distanza, al contrario lo diventa quando, dopo il secondo anno di vita, il bambini si identifica con le caratteristiche della madre. Anche nel disturbo borderline c’è l’incapacità di elaborare la simbiosi.

5.6 Funzione critica della pedagogia di fronte al tecnicismo

La pedagogia si impegna a : ● Considerare la cultura come un mezzo per raggiungere i propri Fini e da valorizzare come passione. ● Riflettere su un ambito formativo scolastico era lezione alle innumerevoli intersezioni con esso, tra cui la famiglia e i media. ● Creare percorsi formativi che si interessino a tutti gli uomini in una epoca in cui c'è un grosso divario tra politica e società Per questo motivo la pedagogia rimane vicino alle istituzioni di formazione, anche se con distanza critica, con l'intento di rendere evidenti quei valori che stanno scomparendo sempre di più. Nello studio dell'uomo è importante che ci sia una distanza ottimale, che impedisca lo studioso di essere coinvolto eccessivamente dall'altro. Secondo la pedagogia, uno spazio per la formazione dovrebbe essere finalizzato al piacere della cultura, della pagamento che lo studio può fornire in termini di crescita personale, di incremento della capacità di leggere fuori e dentro di sé.

5.7 formazione preventivi ruolo della pedagogia speciale

La pedagogia speciale una disciplina che si impegna a individuare metodologie di integrazione di categorie a rischio. Uno dei principali fattori di protezione è il tempo libero, il quale non corrisponde solo a stare con gli altri ma anche stare in solitudine con se stessi. Bisogna valorizzare l'esperienza della solitudine, che non ha solamente un'eccezione negativa. Un altro elemento preventivo la dimensione transizione,area dell'illusione della creatività, nella quale si può accedere ad ogni fase della nostra vita attraverso la cultura per l'adulto e attraverso il gioco per il bambino.

  • Elaborazione del lutto: non si intende superare il dolore, ma interiorizzare il lutto è la persona persa, è importante lasciarsi andare al pianto e accettare i propri limiti: questo è il primo segno di salute mentale.
  • Ferita narcisistica : danneggiamento dell'immagine di sé: se lasci una persona non succede nulla, se vengo lasciato sì.
  • Essere se stessi: avere limiti e riconoscerli: atto di forza.
  • Fragilità: piangere è socialmente considerato come un atto di fragilità, ma in realtà è un atto di grande forza, chi non piange è fragile.