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Le procedure di valutazione di impatto ambientale (via) e valutazione ambientale strategica (vas), due strumenti normati per la prevenzione e tutela ambientale. Vengono illustrati gli obiettivi, le fasi e i criteri di attuazione di ciascuna procedura, con particolare attenzione al monitoraggio ambientale e alla valutazione degli impatti sull'ambiente, la salute pubblica e l'economia. Vengono inoltre evidenziate le differenze tra ambiente naturale, antropico e paesaggio.
Tipologia: Prove d'esame
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Corso di “ Sistemi per la Tutela Ambientale e del Territorio” Laurea Magistrale in Ingegneria della Sicurezza LM- 26 A.A.2012/ Prof. Ferdinando Verardi Prof. ssa Silvia Paldino Prof. Vincenzo Cosimo
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Come specificato del Titolo stesso del corso di studi, il programma verte sulla salvaguardia del nostro pianeta, in modo da riuscire a salvaguardare sia le risorse che le condizioni ottimali di vita di ogni specie vivente del pianeta. Risulta quanto più appropriata la citazione del proverbio indiano che dice: “ Il nostro pianeta non ci è dato in eredità dai nostri genitori, ma bensì ci è dato in prestito dai nostri figli”. Con l’avvento della rivoluzione industriale avvenuta in Inghilterra nella metà del 1800 si è incominciato in modo insostenibile e generare rifiuti che la natura non è in grado di sostenere e inoltre con il miglioramento delle condizioni di vita dovute allo sviluppo tecnologico l’aspettativa di vita risulta più lunga e vi è anche un aumento demografico che comporta ulteriore pressione per l’ambiente dovuto all’aumento delle coltivazioni intensive sia agricole che di allevamento di bestiame per soddisfare il fabbisogno alimentare e anche per l’aumentare delle dimensione delle città necessario per fronteggiare l’aumento di domanda. Ad un costante aumento del consumo di beni, a fronte di un maggiore benessere sociale, che comporta un inevitabile incremento dei rifiuti non vi è uno sviluppo complementare per il processo di smaltimento dei rifiuti in quanto al tempo si dava la precedenza al profitto economico. Già alla fine del 1800 nascono in Europa e in America i primi gruppi ambientalisti a difesa dell’ambiente e contro l’inquinamento industriale, il loro impegno ha portato alla promulgazione delle prime due leggi sulla tutela
ambientale, “Legge sulla purezza dell’acqua” e “Legge sulla purezza dell’aria”. Da qui ha inizio il percorso che ha portato nel 1972 a Stoccolma alla prima conferenza delle Nazioni Unite a difesa dell’ambiente naturale. Dopo questi primi passi si è sensibilizzata molta l’attenzione alla tutela ambientale con molti altri Ver tici e Direttive in merito, citiamo il Vertice di Parigi nel ottobre del 1972, la Direttiva Europea 337/CEE 1985, l’Atto unico Europea, l’agenzia europea per l’ambiente, il trattato di Maastricht del 1992, la Convenzione di Arhus del 1998, La carta dei diritti fondamentali del 2000. Differenziando l’ambiente naturale come la porzione di territorio non influenzata da nessun intervento umano, e come ambiente antropico quello in cui vi sono degli interventi umani, ossia il risultato della trasformazione ad ope ra dell’uomo dell’ambiente naturale e con paesaggio si intende la correlazione tra i fattori naturali e gli interventi dell’uomo. Partendo dal concetto fondamentale che la natura non produce rifiuti essendo tutto quello che produce riciclabile è solo l’uom o che produce rifiuti. Questi sia di derivazione industriale che anche originate dalle nostre città che consumano energia e producono rifiuti sia in fase di realizzazione delle abitazioni e delle infrastrutture e dei servizi che durante il loro ciclo di vita utile. Ogni azione dell’uomo comporta inevitabilmente un impatto ambientale che si ripercuote sempre negativamente nell’ambiente e sui suoi ecosistemi minando la biodiversità. Un metodo di tutela ambientale è ottenibile porgendo particolare attenzione alle soluzione tecniche per la riduzione degli sprechi energetici quali l’utilizzo dei sistemi a cappotto per l’involucro edilizio, l’utilizzo di materiali naturali e riciclabili, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, in modo da evitare l’immission e di CO 2 e inoltre di particolare importanza la progettazione integrata e il flusso circolare nella progettazione in modo che ogni professionista , geologo, ingegnere, architetto, e tecnici vari lavori tutti per ottimizzare le risorse naturali per l’inter o ciclo di vita del progetto comprensivo della sua dismissione e recupero di materiale. Si è valutato che l’incremento delle città sia del 30% nel 1950, del 54% nel 2014 e del 66% nel 2050, il che comporta consumo di suolo e di risorse naturali
Con il continuo progredire dello sviluppo tecnologico si hanno avute ripercussioni molto favorevoli sulla qualità della vita umana in ogni campo, dal semplice confort, basti pensare per esempio ai mezzi di trasporto, alla salute, con una aspettativa di vita notevolmente aumentata e in generale alla sempre maggiori esigenze antropiche. Queste esigenze hanno portato ad uno sfruttamento eccessivo delle risorse del pianeta ed alla immissione di sostanze inquinanti nell’ambient e senza preoccuparci fino ai tempi nostri delle conseguenze. Arrivati a questo punto critico per l’ambiente è fondamentale correre ai ripari e adottare delle misure per la salvaguardia del nostro pianeta e quindi per tutelare le generazioni future. Due