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SONDAGGI, MEDIA E OP, Appunti di Comunicazione Politica

Dispense fatte durante tutte le lezioni del corso nella materia Sondaggi, media e opinione pubblica.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 03/06/2021

alessandro_dominici
alessandro_dominici 🇮🇹

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SONDAGGI, MEDIA E OPINIONE PUBBLICA
I LEZIONE – 22/02
LABORATORIO Survey Research Design – Inizia il 12 aprile
Relazione finale: un elenco dei temi scelti dalla professoressa sviluppati
durante il corso, di massimo di 10.000 caratteri. Fare un glossario su un set di
2 termini a scelta dello studente fra una rosa di opzioni offerte dalla docente.
SCADENZA 23 MAGGIO 2021 (+2 punti BONUS sulla valutazione finale).
Breve relazione INDIVIDUALE su un tema a scelta fra una rosa di opzioni offerta dal docente Max
10000 caratteri Redazione di un GLOSSARIO su un set di 2 termini a scelta dello studente fra una
rosa di opzioni offerte dal docente (Max 300 caratteri) Saranno oggetto di valutazione: ◦ 1) capacità
di applicazione della conoscenza appresa (giustificazione degli strumenti utilizzati); ◦ 2) capacità di
ragionamento critico (argomentazione ragionata delle strategie di ricerca adottate); ◦ 3) capacità
analitica e di interpretazione (lettura e interpretazione di tabelle e grafici); ◦ 4) qualità della
presentazione e dell'esposizione (chiarezza di contenuti e utilizzo di un lessico tecnico).
OPINIONE PUBBLICA, SONDAGGI E MEDIA
I sondaggi hanno avuto un ruolo importantissimo nell’accrescere la rilevanza
dell’opinione pubblica nel processo democratico. I media fanno ampio uso dei
sondaggi nel coverage elettorale, per rendere più “divertente” una
competizione elettorale, chi vincerà e perderà, ecc. I sondaggi sono funzionali
alla media logic (horse race, spettacolarizzazione, drammatizzazione)
restituiscono un principio di competizione alla politica, la rende più fruibile,
appetibile agli occhi dei cittadini. Nell’ottica dell’opinione, più in generale i
sondaggi hanno una funzione di pubblicizzazione dell’opinione e i media
dando loro spazio nel coverage ne aumenta la risonanza. Se l’opinione si
configura come una questione individuale, privata e ignota a uno sguardo
esterno, il sondaggio la rende visibile, la aggrega e diviene influente nella sfera
politica anche grazie alla copertura mediatica. Le persone rispondono ai
sondaggi in funzione del contesto (frame). Importante tenere in considerazione
il rapporto tra intervistato e intervistatore, questa posizione di soggezione da
parte dell’intervistato, cerca quindi di assecondare, dare la risposta meno
problematica, se per esempio vengo intervistato su temi critici (razzismo) il
rispondente “compre” la sua opinione. All’interno delle risposte del sondaggio
non c’è l’opinione dei cittadini, non possiamo affidarci ai sondaggi per dire che
quella è la faccia e la voce dell’opinione pubblica.
Il sondaggio è il catalizzatore che trasforma l’opinione pubblica da “virtuale” a
“reale”:
“l’opinione pubblica non esiste, non acquista senso, se non attraverso la
comunicazione dei sondaggi che ne sono i megafoni e che le assicura la
pubblicità nello spazio pubblico” (Wolton, 1989)
I sondaggi danno risonanza all’opinione pubblica, dal punto di vista dei media il
sondaggio racconta cosa pensano i cittadini, influenzando di conseguenza i
politici, le decisioni dando maggiore enfasi a determinati temi, vi è una sorta di
legittimazione degli attori politici. I sondaggi vengono in tal modo ad esplicare
“una serie di classiche funzioni politiche: rilevare e trasmettere la domanda
politica, comunicare l’offerta (…), verificare il consenso” con tre effetti:
-Effetti sui politici
sulle decisioni politiche
-Effetto di legittimazione dei politici concorrono a
rafforzare/indebolire
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SONDAGGI, MEDIA E OPINIONE PUBBLICA

I LEZIONE – 22/

LABORATORIO Survey Research Design – Inizia il 12 aprile Relazione finale : un elenco dei temi scelti dalla professoressa sviluppati durante il corso, di massimo di 10.000 caratteri. Fare un glossario su un set di 2 termini a scelta dello studente fra una rosa di opzioni offerte dalla docente. SCADENZA 23 MAGGIO 2021 (+2 punti BONUS sulla valutazione finale). Breve relazione INDIVIDUALE su un tema a scelta fra una rosa di opzioni offerta dal docente Max 10000 caratteri Redazione di un GLOSSARIO su un set di 2 termini a scelta dello studente fra una rosa di opzioni offerte dal docente (Max 300 caratteri) Saranno oggetto di valutazione: ◦ 1) capacità di applicazione della conoscenza appresa (giustificazione degli strumenti utilizzati); ◦ 2) capacità di ragionamento critico (argomentazione ragionata delle strategie di ricerca adottate); ◦ 3) capacità analitica e di interpretazione (lettura e interpretazione di tabelle e grafici); ◦ 4) qualità della presentazione e dell'esposizione (chiarezza di contenuti e utilizzo di un lessico tecnico). OPINIONE PUBBLICA, SONDAGGI E MEDIA I sondaggi hanno avuto un ruolo importantissimo nell’accrescere la rilevanza dell’opinione pubblica nel processo democratico. I media fanno ampio uso dei sondaggi nel coverage elettorale, per rendere più “divertente” una competizione elettorale, chi vincerà e perderà, ecc. I sondaggi sono funzionali alla media logic (horse race, spettacolarizzazione, drammatizzazione) restituiscono un principio di competizione alla politica, la rende più fruibile, appetibile agli occhi dei cittadini. Nell’ottica dell’opinione, più in generale i sondaggi hanno una funzione di pubblicizzazione dell’opinione e i media dando loro spazio nel coverage ne aumenta la risonanza. Se l’opinione si configura come una questione individuale, privata e ignota a uno sguardo esterno, il sondaggio la rende visibile, la aggrega e diviene influente nella sfera politica anche grazie alla copertura mediatica. Le persone rispondono ai sondaggi in funzione del contesto ( frame). Importante tenere in considerazione il rapporto tra intervistato e intervistatore, questa posizione di soggezione da parte dell’intervistato, cerca quindi di assecondare, dare la risposta meno problematica, se per esempio vengo intervistato su temi critici (razzismo) il rispondente “compre” la sua opinione. All’interno delle risposte del sondaggio non c’è l’opinione dei cittadini, non possiamo affidarci ai sondaggi per dire che quella è la faccia e la voce dell’opinione pubblica. Il sondaggio è il catalizzatore che trasforma l’opinione pubblica da “virtuale” a “reale”: “l’opinione pubblica non esiste, non acquista senso, se non attraverso la comunicazione dei sondaggi che ne sono i megafoni e che le assicura la pubblicità nello spazio pubblico” (Wolton, 1989) I sondaggi danno risonanza all’opinione pubblica, dal punto di vista dei media il sondaggio racconta cosa pensano i cittadini, influenzando di conseguenza i politici, le decisioni dando maggiore enfasi a determinati temi, vi è una sorta di legittimazione degli attori politici. I sondaggi vengono in tal modo ad esplicare “una serie di classiche funzioni politiche: rilevare e trasmettere la domanda politica, comunicare l’offerta (…), verificare il consenso” con tre effetti:

- Effetti sui politici  sulle decisioni politiche - Effetto di legittimazione dei politici  concorrono a rafforzare/indebolire

- Effetto sugli elettoril’opinione pubblica influenza l’opinione del pubblico GUARDARE I SONDAGGI CON OCCHIO CRITICO Il termine sondaggio deriva da “sondare” o “sonda, l’idea è che attraverso i sondaggi sia possibile osservare e comprendere ciò che in superficie non sarebbe completamente visibile, ossia pensieri, opinioni, atteggiamenti. Non osserviamo comportamenti, ma al limite le motivazioni che supportano certi comportamenti. Più precisamente un sondaggio consente di raccogliere informazioni sulla percezione che un soggetto ha delle sue azioni.

Lezione II – 23/02/

SONDAGGI MEDIA POLITICA: UNA RELAZIONE COMPLICATA

La relazione fra media, opinione pubblica e sondaggi è sempre stata stretta. Ancora prima della diffusione dei sondaggi d’opinione, i leader politici utilizzavano i media come proxy dell’opinione pubblica. Ora i sondaggi sono diventati una parte molto rilevante del coverage media, sia in periodo di routine che durante le campagne elettorali. Dobbiamo mettere i sondaggi sotto una lente critica, così da andare a prendere quello che ci serve e quella che è l’essenza dei sondaggi. Il concetto stesso di opinione pubblica non è di facile definizione.

  1. Soprattutto tra media e opinione pubblica fanno parte di un dibattito pubblico dove i concetti sono sovrapposti e in cui identificare nessi causali è arduo come pure comprendere e misurare il ruolo dei media nel rifletterla o manipolarla.
  2. C’è poi una questione legata la metodo stesso dei sondaggi d’opinione. Campionamento…
  3. Gli effetti dei media sono complessi e in realtà entrano in gioco elementi e attori diversi (come pure le caratteristiche stesse del pubblico esposto)
  4. Se da un lato le ricerche su agenda setting, priming e framing ci hanno mostrato che i media possono esercita una influenza rilevante sul pubblico, quelle stesse ricerche suggeriscono che la natura di questa influenza deriva dai media… I sondaggi hanno dei limiti, L’OPINIONE PUBBLICA E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA Perché è importante capire, ascolta, rappresentare l’opinione pubblica? Ripartiamo dalle origini della democrazia Antica Grecia: tutti i cittadini maschi avevano diritto ( e per certi versi erano tenuti) a prendere parte al governo della città. La selezione avveniva per estrazione e la carica durava un anno ( non rinnovabile) L’idea era di assicurare al maggior numero di persone la possibilità “servire” come governati e governanti, dando a tutti le stesse chances di essere sezionati ed evitar che il potere diventasse centralizzato nelle mani di élite. Era un sistema confinato a piccole città stato che mancava di strutture politiche di base con rappresentanti eletti ( Dahl – 1998) e comunque questi meccanismi di democrazia diretta funzionavano proprio in virtù d queste dimensioni ridotte. In comunità politiche più ampie la risposta è una forma di democrazia RAPPRESENTATIVA dove i cittadini eleggono dei rappresentanti e trasferiscono loro l’autorità e la legittimità di prendere decisioni.
  1. Mercato delle news , dove le fonti di notizie offrono informazione che viene trasformata in news in cambio dell’attenzione del pubblico, combattono per ottenere notizie che sia esclusive e attrattive.
  2. Mercato dell’audience , dove il pubblico offre la sua attenzione in cambio di notizie e contenuti. I sondaggi hanno quei criteri di notiziabilità che li rendono particolarmente appetibili agli occhi del pubblico, riescono a soddisfare le richieste e delle esigenze del mercato delle news e del mercato dell’audience.

Lezione III – 24/02/

Il mercato più importante è quello dell’audience e non perché i media commerciali attribuiscano maggiore valore al pubblico rispetto a investitori o inserzionisti, ma perché la battaglia per l’attenzione del pubblico è il prerequisito per il successo nella battaglia per ottenere capitali dagli investitori e dagli inserzionisti. Avere pubblico significa diventare appetibili per investitori e inserzionisti. McManus (1994): commercial and rational news department ‘should compete with each to offer the least expensive mix of content that protects the interests of sponsors and investors while garnering the largest audience advertisers will pay to reach. Pertanto, se la logica democratica imporrebbe che in news media si focalizzasse sull’informazione di cui hanno bisogno i cittadini, assicurandosi che sia accurata, la logica commerciale pretende invece che i media offrano un’informazione in grado di attirare i segmenti di popolazione che interessa agli inserzionisti Questa tensione è cruciale importanza per comprendere i meccanismi di selezione operato dai media. Questa selezione è operata dal gatekeeping segue il criterio della notiziabilità, cioè news values, che rimandano a concetti come drammatizzazione, attrazione della dimensione visiva, della dimensione di intrattenimento. Quel contenuto diventa notizie nel momento in cui incarna i criteri di news value. Altri elementi sono la negatività, la semplificazione, il conflitto di determinati temi, il numero di persone che possono essere coinvolte. Allern (2002) aggiunge 4 criteri relativi alle commercial news:

  1. Più è costoso coprire un evento, meno probabile è che questo diventi una news. In un mondo di competizione tra media, testate per costruire la propria offerta formativa è facile che si opti per dei contenuti che siano poco costosi.
  2. Più le fonti sostengono e supportano la preparazione di una story per la pubblicazione, più è probabile che diventi una news. Nel processo di costruzione giornalistica, le fonti hanno un ruolo di supporto/pressione tanto più è facile che il fatto diventi notizia.
  3. Più la storia è esclusiva per un particolare medium, più è probabile che diventi una news.
  4. Più la strategia di un medium è orientata a stimolare e attrarre l’attenzione del pubblico più grande è la probabilità che gli elementi di intrattenimento prevalgono sui criteri di rilevanza, verità e accuratezza.

Da un lato, i media commerciali hanno necessità di news stories che riguardino eventi e questioni politiche che siano rilevanti per le persone e per il loto ruolo di cittadini. Questo è cruciale per la legittimità dei media come news providers e per il loto ruolo all’interno delle democrazie. Dall’altro lato, però, i media commerciali hanno necessità di news storia che siano poco costose da coprire e che abbiano quel tratto appealing con enfasi su dimensione drama e che siano interessanti per le persone nel ruolo di consumatori. Le notizie che riguardano i sondaggi di opinioni enfatizzando la dimensione horse race soddisfano entrambi i criteri. PERCHÉ I MEDIA SPONSORIZZANO E COPRONO I SONDAGGI DI OPINIONE? Perché i media sono irresistibilmente attratti dai sondaggi d’opinione? E perché decidono di sponsorizzarli e coprirli? a. Sponsorizzare e coprire i propri sondaggi d’opinione permette ai news media di accedere a notizie esclusive. Questo è il rilevante perché i sondaggi funzionano come strumento di newsgathering e perché hanno anche una funzione di marketing. Permette alle testate di gestire in totale autonomia la notizia, dettare il frame , imporre la lettura e l’interpretazione di quel risultato di sondaggio. Il giornalista ha un controllo sull’interpretazione di quei dati, sul topic che viene rilasciato. b. Sponsorizzare e coprire i propri sondaggi d’opinione offre ai news media un controllo totale sulle news. Il news media commissiona il sondaggio, copre i risultati, offre interpretazioni originali. In sostanza, i news media producono le loro stesse notizie. c. I news media hanno necessità di storie/notizie che enfatizzino la dimensione drama e che possano attrarre l’attenzione del pubblico altrimenti distante alla politica d. I sondaggi catturano l’attenzione del pubblico e non necessitano di conoscenze skill particolari per comprenderli. Ricordano i risultati sportivi c’è chi vince e chi perde o una griglia di partenza, un genere familiare. e. I sondaggi di opinione permettono di coprire la politica in termini di gioco strategico, horse race a scapito della dimensione sostanziale delle issues. Questo diventa particolarmente cruciale nelle campagne elettorali f. Sponsorizzare e coprire i propri sondaggi politici funziona come un perfetto sostituto dei pseudo –eventi offerti dagli attori politici. I sondaggi consentono di gestire in esclusiva un frame e quindi un sondaggio politico-elettorale mette il giornalismo nella condizione di evitare di fare affidamento su altri fonti esterne e di costruire intorno al sondaggio, l’evento, la notizia. g. La maggior parte dei giornalisti sono generalist e non sono esperti di policy. Spesso, anche in virtù di infiniti e tortuosi processi decisionali, è difficile ricostruire la storia di una policy (processi decisionali) e affrontarla in maniera accurata e completa. Coprire mediante il frame dell’horse race non pretende skills particolari. Racconto i processi decisionali senza andare nel particolare ma semplicemente raccogliendo l’opinione pubblica. h. Quando i sondaggi sono presentati da fonti esterne, questi funzionano come subsidies. Non solo i risultati sono originali, ma si qualificano come vere e proprie news. Se il giornale non ha

qualcosa da cui si parte ad analizzare una situazione/problema. Questa semplificazione permette di raccontare la politica in maniera meno noiosa. EFFETTI SISTEMICI

- La professionalizzazione della comunicazione politica è stata accompagnata da una contaminazione delle tecniche di marketing applicate alla politica - I sondaggi diventano strategici ma non solo in campagne elettorale. Permettono di misurare il consenso su policy, temi, leaders. Consentono di valutare i mutamenti di orientamento dell’opinione pubblica e quindi offrono agli attori politici strumenti per massimizzare il loro consenso e utilizzare strategicamente queste informazioni nelle loro campagne di comunicazione. - Campagna permanente: governare con il consenso pretende una campagna elettorale continua (lo dice Carter nel 1976, ma è il sondaggista Caddell a intuirlo) - L’interesse sarebbero le issues, le policy issues per facilitare i processi decisionali ma la crescente personalizzazione ridefinisce il focus sui leader e sul loro approval. LA DISCIPLINA DELLA PUBBLICAZIONE DEI SONDAGGI La crescente rilevanza dei sondaggi nelle democrazie contemporanee ha sollevato non pochi dubbi sull’opportunità della loro pubblicazione a ridosso degli appuntamenti elettorali. L’idea è che la pubblicazione di dati di sondaggio possa influenzare, in qualche modo, l’esito della competizione, soprattutto i sondaggi inciderebbero sulle scelte di voto Paesi con restrizione sostanziali alla pubblicazione di sondaggi ( giorni o più di embargo) - Europa: Bulgaria, Ceca, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Turchia, Ucraina - Latina America: Messico e Perù - Asia: Cina, Corea, Singapore - Africa/medio Oriente: Egitto Paesi con restrizioni limitate alla pubblicazione di sondaggi (5 giorni o meno di embargo) - Europa: Croazia, Macedonia, Polonia, Portogallo, Romania e Spagna - North America: Canada - Latina America: Argentina, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Panama, Uruguay, Venezuela - Asia/Pacifico: Nepal - Africa/ Medio Oriente: Israele Paesi senza restrizioni alla pubblicazione - Europa: Austria, Belgio, Bosnia, Estonia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Irlanda - North America: USA - Latina America: --- - Asia/Pacifico: --- - Africa/ Medio Oriente: I--- Inoltre, molti Stati pongono condizioni piuttosto rigide per la realizzazione dei questionari:

Caso francese  per la costruzione dei sondaggi, bisogna passare un via libera da un’agenzia ministeriale che studia le domande che vuoi sottoporre e soprattutto all’interno del questionario non puoi porre domande dirette ma attraverso domande filtro. In Francia c’è un’attenzione molto forte alla dimensione della privacy, soprattutto legata al versante politico. È una prassi molto precisa e formale che ricade in una cultura del dato e dell’opinione pubblica La disciplina della pubblicazione dei sondaggi Caso Grecia  si parla di come i media possono pubblicare un sondaggio. Intanto, per primo criterio devi guardare:

- Deve essere stato realizzato attraverso metodi approvati dall’ISTAT greco - È vietato riportare sondaggi che comprendano meno di 1000 rispondenti - Nella copertura dei dati i sotto gruppi (x < 100) non possono essere riportati, non possono essere elementi di discussione. - Non puoi analizzarli questi sottogruppi se coprono meno di 60 persone - I dati delle survey non possono essere comparati - I risultati non possono passare per terzi prima di essere pubblicate dallo stesso media In Italia  la regolamentazione non è così stringente, la normativa prevede il vincolo dei 15 giorni precedenti alle elezioni, ma non ci sono indicazioni precise dal punto di vista metodologico. C’è la necessità nel momento in cui viene pubblicato sui media, si deve pubblicare ( sondaggipoliticoelettorali) il testo delle domande e la nota tecnica dei questionari. Manca un coordinamento generale a livello internazionale, manca una linea comune e gran parte di lavoro di convergenza delle istanze, fatte dalle associazioni (WAPOR, ESOMAR, AAPOR) hanno fatto sì che si possa capire se il sondaggio che abbiamo davanti sia affidabile o meno. Ci sono casi più ambigui in cui i media, quando parlano di sondaggi, devono offrire le seguenti informazioni (criteri minimi di trasparenza): a. Il nome della società che ha raccolto le interviste b. L’universe rappresentato c. La dimensione del campionamento, sua copertura geografica e la modalità con cui è stato costruito d. Il periodo di raccolta dati e. Il metodo mediante cui i dati sono stati raccolti f. Il testo delle domande sottoposte g. Il numero dei non-rispondenti CONTROVERSIE Uno degli elementi su cui viene messa particolarmente attenzione sull’attitudine dei media a ricostruire la realtà attraverso la media di alcuni sondaggi. Il sondaggio dei sondaggi ( pool of polls), pratica che prevede una media dei sondaggi che si fanno su tematiche simili (intenzioni di voto). Molti autori guardano con preoccupazione a questa tendenza, ci si concentra più sul risultato che sul metodo, non trattando il sondaggio nel merito ma nella funzione di racconto del frame. Approccio problematico perché vengono disattendere, ignorare le differenze tecniche utilizzate dalle diverse compagnie di sondaggio ma tralasciando il numero dei rispondenti. Bisogna verificare se il margine di errore è comparabile tra i diversi sondaggi, un’operazione molto complicata è quella di trovare sondaggi sovrapponibili e quindi una media degli

che guidano il comportamento di partiti p parlamentare in termini di conflitto o cooperazione sono molti, si può affermare in generale che godere del supporto del pubblico sia percepito come un vero e proprio vantaggio, di governo e di legittimità. In prima battura, poter contare sul supporto del pubblico su un tema o una specifica policy garantisce maggiore potere contrattuale e peso in parlamento. In seconda istanza, anche se altri partiti o policy makers possono non essere a favore di un provvedimento (o una posizione) avere il vantaggio dei sondaggi a favore riduce i rischi di opposizione (si vuole evitare la punizione alle urne). Questo è particolarmente vero nel caso di issues salienti nel dibattito pubblico. Infine poter contare su sondaggi favorevoli su un determinato tema consente di spingere, dettare la linea all’interno di un governo e farlo avanzare nell’agenda politica. Gli attori politici si muovono seguendo la legge delle anticipated reactions: i politici danno regolare e costante attenzione al loro pubblico e all’opinione pubblica quando decidono cosa portare avanti nelle loro istanza e negoziazioni in parlamento. I sondaggi favorevoli contribuiscono a rafforzare la coesione parlamentare. Soprattutto se si registra consenso su un tema o una policy e più facile giocare d’anticipo e farsene portavoce – costruire la ownership – magari costruendo campagne di comunicazione e il going public diviene quindi una strategia funzionale non solo in camapgna elettorale ma anche durante l’attività di governo/politica di routine.  Arena Elettorale  in cui l’obiettivo del partito è massimizzare il supporto elettorale. Questo è chiaramente l’arena in cui il ruolo dei sondaggi è particolarmente evidente, perché il successo dei sondaggi prelude al successo elettorale. Anche se le ricerche suggeriscono un effetto di bandwagon e underdog possono facilmente prendere forma e produrre effetti contrastanti, in generale è certamente vantaggioso poter contare su sondaggi favorevoli. Un supporto crescente e robusto accresce la possibilità che le persone dichiarino pubblicamente il loro sostegno a un partito o a un leader e questo può enfatizzare e moltiplicare l’effetto sull’opinione pubblica e infine alle urne. Se i politici si aspetto che il successo nei sondaggi abbia un’influenza sul voto si può ipotizzare che questa aspettativa influenzi anche le loro tattiche e strategie. Gli effetti si estendono anche sulla dimensione delle policy. Il consenso per un partito si estende anche nelle sue policy e dunque si innesca un meccanismo di maggiore responsiveness percepita e di qualità della democrazia. Questo rende le persone anche più propense a parlare e supportare le policy nelle discussioni interpersonale (online e offline). Infine rende più difficile agli opponenti politici argomentare contro le policy supportate da partiti che godono di consenso. Il partito e leader sono rafforzati, diventa ancora più reale e rilevante.  Arena Mediatica  è centrale, è il punto di partenza perché essere avanti nei sondaggi, non serve a niente se non si è coperti all’interno dei media. C’è la connessione stretta tra media e politica. I media costituiscono la fonte di informazione più rilevante per la maggioranza dei cittadini, per cui la pubblicazione dei sondaggi ha garantito un

pubblico estremamente ampio. I partiti hanno la necessità di essere presente sui media per:

- Crescere di visibilità - Influenza il tono attraverso cui è coperto il partito, soprattutto se il frame è quello dello strategic game o dell’horse race - Aumenta il news value del partito e delle sue proposte e questo aiuta a imporre e definire in maniera più precisa l’agenda (anche quella dei media). Aumentare la propria influenza all’interno dell’arena mediale. THE USE OF OPINION POLLS IN NEWS MANAGEMENT - La produzione delle news è un meccanismo di coproduzione fra giornalisti e attori politici - I media hanno bisogno che i contenuti rispondano alla media logic e abbiano dunque caratteristiche di newsworthiness (notiziabilità), la politica si può attivare strategicamente per sfruttar questo meccanismo e accrescere la propria visibilità e il vantaggio competitivo sugli altri partiti. - Pertanto produrre sondaggi e commissionarli costituisce un tipico esempio di costruzione della notizia finalizzato a massimizzare la propria visibilità Tuttavia la maggior parte dei sondaggi d’opinione sono condotti dai media stessi, questo implica che le strategie dei partiti devono anche realizzarsi in modalità reactive soprattutto nel caso di sondaggi che non siano favorevoli. Ancora una volta le strategie possibili sono diverse, ma girano tutte attorno all’idea di costruire un reframe dei risultati: a. Contestare la rilevanza del risultato, si cercano di delegittimare b. Rilanciare il risultato di altri sondaggi (magari più favorevoli) c. Sollevare dubbi di validità (problemi metodologici: margini di errore, ampiezza del campione) Queste tecniche di delegittimazione di un sondaggio sono meno credibili agli occhi del pubblico, soprattutto i media non avvallano quel tipo di lettura. È più probabile che il sondaggio negativo porti ad una decrescita della popolarità del partito. Per quanto non ci siano certezze empiriche, è molto meglio avere i sondaggi a favore perché si innesca un sistema di risposta e reazione degli attori all’interno del sistema media- partiti- cittadini, di maggiore rilevanza.

VI LEZIONE – 3/

SONDAGGI E CITTADINI

Effetti elettorali

Una delle aree di ricerca più battute della letteratura che indaga dei sondaggi si focalizza in particolare sul comportamento di voto e sui processi che governano le scelte dei cittadini. Le dimensioni di analisi si rintracciano soprattutto su due livelli: a. Effetti sul turnout  effetti sull’affluenza elettorale, propensione ad andare alle urne. Dobbiamo metterci nell’ottica della mobilitazione e demobilitazione. Queste dimensioni sono state affrontate dalle teorie di Dows (1957) che guardano gli individui che articolano le loro decisioni sulla base di una analisi costi-benefici, cioè come una scelta razionale. Per questa ragione disporre delle informazioni offerte dai sondaggi contribuisce alla costruzione di una scelta strutturata e razionale. La ricerca offre evidenze empiriche su entrambi i versanti di mobilitazione e demobilitazione. Tuttavia occorre sottolineare che molto spesso questi risultati sono piuttosto limitati e comunque riferiti al caso in cui i

dimensione horse race è quella che emerge con maggiore forza, Bertels (1988) sottolinea nella sua ricerca che sebbene due terzi del coverage mediatico fosse focalizzato sul vincitore delle primarie, quando gli intervistati rispondono rispetto alle notizie che ricordavano 4 su 5 delle notizie riferite riguardavano i sondaggi  insomma i sondaggi sono tanti ma sembrano persino più pervasivi e numerosi di quanto non siano. Altre ricerche (Popkin, 1991) sottolineano a questo proposito che in verità i cittadini nel formulare i loro giudizi sui candidati fanno riferimento alle narrazioni più che ai numeri  il punto è che quelle narrazioni sono esattamente giocate in termini di horse race. c. Effetti sull’espressione delle opinioni  il riferimento qui è ai lavori di Noelle – Neumann con la spirale del silenzio. Se l’opinione pubblica è espressa in un accordo, coloro che in qualche modo hanno opinioni differenti tendono a non esprimere le proprie opinioni e si isolano. Si basa su varii assunti:

- i cittadini sono guidati dalla paura di isolamento della società e quindi sono inclini a osservare l’ambiente che li circonda per derivare il clima di opinione. C’è una capacità di capre l’opinione prevalente. - Operano con quasi statistical sense, che gli consente di comprendere la posizione dell’opinione pubblica si una specifica issues, e queste percezioni determinano la loro possibilità di esprimere la loro posizione su quella issue. - In particolare se percepiscono di essere in linea con il clima di opinione generali saranno più inclini a manifestare e condividere la loro posizione - Se invece percepiscono dissonanza fra le loro posizioni e il clima d’opinione generale opteranno per il silenzio. INFLUENZA IMPERSONALE Agisce anche sulle posizioni dei soggetti anche su tematiche più specifiche. L’idea è che l’informazione sui sondaggi contribuisca a un più generale processo di integrazione sociale e condica quindi a una convergenza dell’opinione pubblica su policy issues o sostegno ad attori politici. Mutz (1994-

  1. ha individuato 3 meccanismi in particolare: a. Strategic voting : informazione del sondaggio per massimizzare l’utilità del proprio voto L’informazione dei sondaggi esercita un’influenza impersonale nella misura in cui informa i cittadini sulle probabilità di successo di candidati o partiti e li conduce a fare affidamento su questa informazione per definire le loro scelte di voto. Chiaramente le opzioni sono differenti: - Da un lato le valutazioni strategiche possono indurre i cittadini a supportare il loro candidato preferito solo se i sondaggi indicano realistiche chances di successo e dunque ingenerando una contrazione del supporto per gli altri candidati - Dall’altro quella stessa informazione potrebbe indurre a rafforzare il supporto della loro opzione favorita anche per il motivo inverso: il sondaggio indica arretramento dunque razionalmente convergono e rafforzo il mio sostegno per il candidato. b. Audience response o consensus heursistic  Risposta aggregata quando l’informazione del sondaggio suggerisce che l’opzione più popolare è la migliore opzione proprio perché popolare. Mutz

(1992;1998) in una serie di esperimenti trova molte prove empiriche in questo senso, ed è un meccanismo che funziona in maniera più marcata nei casi in cui l’informazione su candidati e partiti è particolarmente bassa. I sondaggi quindi sono la fonte principale e prediletta e proprio perché “riassumono” e “sintetizzano” l’opinione pubblica, l’opzione maggioritarie diviene quella preferita proprio in virtù della sua popolarità, al di là delle valutazioni di merito. c. Cognitive response mechanism  l’idea è che le persone esposte all’informazione sui livelli di consenso per un candito, un partito tendono ad abbinare quel dato di consenso anche a ragioni, background a favore e contro. L’effetto del sondaggio sui cittadini esiste ma è mediato da un processo cognitivo dell’audience ed è il meccanismo più frequente. Le conoscenze pregresse, posizionamento ideologico quelli che mediano gli effetti sopracitati. Non abbiamo degli effetti diretti dei sondaggi ma può avere degli effetti sul dibattito pubblico, sul frame che può generare un clima d’opinione, una percezione del attore e del partito ma è mediato dalle nostre posizioni pregresse. Gli effetti dei sondaggi d’opinione sui cittadini ha a che vedere con il processo mediante cui si reperiscono le informazioni. Non si può trascurare oggi il ruolo di internet e social media. Non si tratta più solo di media ma di una moltiplicazione di ambienti mediali in cui le informazioni viaggiano nelle forme più disarticolate e diversificate rendendo particolarmente ardua rintracciarne meccanismi di funzionamento e comprenderne i meccanismi ed effetti. Isolare l’impatto del sondaggio diventa veramente arduo è mediato in larga misura di come usufruisco, approccio il tema politico, il contesto e il sondaggio.

VII LEZIONE – 8/

SONDAGGI E GOVERNI

L’uso governativo dei sondaggi ha origine nella considerazione della centralità della gestione del consenso, che non può prescindere da una conoscenza accurata delle caratteristiche dell’opinione pubblica. I sondaggi certamente sono una rappresentazione di ciò che vuole l’opinione pubblica e l’importanza di quest’ultima è chiara sin da molto prima che questi fossero inventati. I sondaggi nel ‘900 hanno aperto lo spazio perché l’opinione pubblica diventasse misurabile, introducendo probabilmente una delle più grandi rivoluzioni tecniche che si potessero realizzare nella relazione tra gli attori politici nello spazio pubblico. Nelle grandi democrazie occidentali, il cammino dell’opinione pubblica verso la centralità dello scacchiere politico è stato relativamente veloce e inarrestabile. Da parametro inevitabile da tenere in considerazione, si è fatta prima interlocutore politico, poi, fondamento stesso della legittimità dei governi, poi, ancora, entità onnipresente, che esprime la propria volontà anche al di là dei momenti elettorali. È un parametro preso in considerazione, necessariamente dai governi. Questo significa che per governare oltre a tenere conto della rilevanza dell’opinione pubblica nell’esprimere sostegno a chi governa, deve prendere atto del consolidarsi di una prassi in cui il pubblico esercita un’influenza anche sulle decisioni politiche. Ascoltare l’opinione pubblica anche al di fuori del momento elettorale significa verificare la reazione anche alle stesse politiche governative. La natura molteplice dei canali di informazione e di deliberazione ha indebolito l’unicità della manifestazione ufficiale della volontà popolare. Il monopolio

permanent campaign) , che prende le mosse dalla tesi per cui, come avviene in campagna elettorale, governare diventa un processo continuo volto a manipolare le fonti del consenso, al fine di vendere il presidente come se si trattasse di un candidato, e l’azione di governo come se si trattasse di un programma elettorale. Il significato sotteso a questo cambiamento di prospettiva è comprensibile a partire dalle differenze che caratterizzano il governare e il fare campagna:

- fare campagna implica avere un obiettivo precisato nel tempo, la vittoria elettorale - governare non è orientato ad un obiettivo finale ma a un processo in cui si individuano finalità intermedie. Se governare comporta fondare la comunicazione sulla logica della deliberazione e del compromesso, fare campagna significa ricorrere alla persuasione. Se il fare campagna ha una natura avversariale, definendosi come un gioco a somma zero in cui c’è un vincitore e uno sconfitto, il governare presuppone la costruzione di un processo collaborativo e per quanto si realizzi una pratica competitiva tra maggioranza e opposizione, si fonda sul continuo invito alla concertazione e al negoziato. Governare facendo campagna indica che la campagna elettorale domina la vita politica e che l’azione del governare ha teso a diventare sempre più simile alla conduzione di una campagna elettorale. L’anno critico della trasformazione è il 1976, in cui l’impiego della campagna elettorale permanente come metodo di governo è divenuto consapevole nel promemoria che Patrick Caddel scrisse al presidente Carter, in cui per la prima volta si ricordava esplicitamente che conduzione di una campagna elettorale continua era diventata cruciale per il successo della Casa Bianca. A partire da allora, lo sviluppo delle tecnologie politiche e dei mezzi di comunicazione ha solo accelerato il cambiamento e il presidente si è trovato a dover gestire, accanto alle concrete conseguenze politiche delle proprie azioni, la ricaduta sull’elettorato in termini di percezione dell’azione politica e dell’uomo politico. Nella m0ltiplicazione dei fattori da tenere sotto controllo nel contesto ipermediatizzato. Questo significava dover gestire insieme i rapporti istituzionali, la comunicazione con il pubblico e il confezionamento della politica da perseguire, esattamente come in campagna elettorale. Il management dell’opinione pubblica era diventato una priorità assolta e o diventava di conseguenza la ri-professionalizzazione dello staff presidenziale, che coniugasse le competenze da campagna elettorale e gestione delle relazioni politiche. Sono gli anni in cui cresce e si riconosce la figura del consulente politico. La valutazione per cui “ i consulenti sono il nuovo potere all’interno del sistema politico americano, perché loro sono permanenti mentre i politici sono effimeri”. Sono i presidenti considerati gli unici referenti del pubblico e gli unici responsabili cui fare riferimento, che si trovano far fronte ad aspettative alte e spesso contraddittorie: da una parte i cittadini vorrebbero che il fosse in grado di esercitare a pieno titolo il proprio ruolo di comandante, allo stesso tempo però si aspettano anche che questi risponda alle esigenze espresse dal pubblico e che lo faccia nel rispetto di come queste sono state formulate senza sprechi di tempo e conseguenze negative.

L’obiettivo primo dello staff presidenziale, diventa quello di perseguire l’alchemica capacità di trasformare la popolarità in prestigio o almeno in una componente di esso. Questo avviene o in maniera diretta, per cui la popolarità diffusa del presidente viene convertita in consenso specifico per le sue politiche, esercitando una pressione autonoma sul legislativo o attraverso un’influenza indiretta, nel senso che la popolarità diventa uno dei fattori di background da far pesare nella contrattazione politica. In entrambi i casi, lo scopo può essere realizzato solo se nella presidenza si è consolidata la consapevolezza dell’importanza dell’ascolto dell’opinione pubblica e della comunicazione. L’ipotesi più forte sul funzionamento di questo meccanismo è stata quella di Kernell ( 1986) del going pubblic , per cui il presidente sarebbe capace di costruire il consenso attraverso numerosi e studiati interventi rivolti al pubblico e di usarlo per influenzare direttamente il Congresso. In questo modo la popolarità e il consenso possono essere ricollegati in modo sistematico, convertendo l’opinione pubblica in una risorsa consapevole per il presidente e quindi oggetto di competizione. Avere delle fonti personali di rilevazione dell’opinione significa controllare un ulteriore strumento per ritagliarsi degli spazi di autonomia, evitando il confronto istituzionale e promuovendo sé stesso e le sue politiche nelle istituzioni. Quanto maggiore sarà la base di consenso su cui il presidente può contare, tanto maggiori saranno le possibilità per il presidente di governare in maniera autonoma. Partendo dall’idea che esista un rapporto di causalità tra le opinioni del pubblico riportate dai sondaggi e le opzioni politiche che effettivamente i presidenti perseguono, si possono ipotizzare configurazioni alternative di questo rapporto, che si escludono vicendevolmente.

- La prima vede l’opinione pubblica esercita un’influenza consistente sul policy making presidenziale, sulla natura delle opzioni politiche perseguite dal governo stesso. - La seconda possibilità è che i presidenti esercitino in autonomia il proprio potere di governo e che il rapporto con l’opinione pubblica si fondi sul tentativo di manipolarla - La terza considera la possibilità che, non verificandosi nessuna delle due precedenti alternative, l’eventuale coerenza risulti essere frutto di una convergenza causale. I governi che mettono al centro il consenso e l’approvazione realizzano una visione dicotomica: i decisori tenderebbero a seguire l’opinione pubblica sulle questioni che emergono come più rilevanti e una che avvalora l’idea che i politici sentano poco la pressione a rispondere a un’opinione pubblica inaffidabile. L’agenda di governo è orientata sulle questioni che emergono più rilevanti. - I politici tendono a inseguire l’elettore mediano, laddove seguire il pubblico significa necessariamente non poter seguire le opzioni più polarizzate. Non curanza delle minoranze, seguire il pubblico nelle questioni meno divisive. - La responsività come risposta determinata dalla minaccia della sanzione produce interventi simbolici e politiche annuncio e quindi una sostanziale leadership dell’opinione pubblica (policy simboliche).

forma cruciale per far valere il proprio potere al di la della forza dei partiti.

2. La personalizzazione dei ruoli di vertice dei partiti  leader del partito di governo hanno accresciuto il proprio potere al loro interno e la loro autonomia da essi o questi, già alti, sono rimasti tali anche laddove sono state introdotte riforme finalizzate a incentivarne la democratizzazione. Rafforzamento delle figure apicali a scapito dell’organizzazione stessa di partito. Un fenomeno importante in questo senso è l’emergenza di veri e propri partiti personali , in cui si osserva la fusione tra persona e partito, tanto nella strategia elettorale che nella realtà organizzativa. 3. La personalizzazione della comunicazione politica in generale (e della comunicazione pubblica)  la copertura mediatica tende ad essere sempre più centrata sul candidato confermando una convergenza verso il modello statunitense per quel che riguarda la modalità di gestione delle campagne elettorali 4. La personalizzazione del marketing politico  maggiore targhettizzazione e focus sul ruolo individuale dei soggetti 5. La personalizzazione del voto  le personalità che diventano il driver che guida le scelte di voto degli elettori. Presidenzializzazione è un altro modo per parlare di personalizzazione, indica una serie di processi, fenomeni complessi che vedono un progressivo dominio degli esecutivi, dei governi rispetto agli altri attori. La crescente centralità dei leader di governo nel dibattito e azione di governo è guidata dai sondaggi, rappresenta una risorsa di legittimità. Diventa così una cornice teorica, interpretativa per guardare ai sondaggi da un punto di vista alternativo. La tendenza alla produzione di personal polls è un indicatore di presidenzializzazione perché l’accresciuta capacità e volontà di rilevare l’opinione autonomamente da parte del presidente stanno a indicare una maggiore autonomia nell’esercizio del proprio ruolo rispetto agli altri interlocutori istituzionali dell’opinione pubblica nelle tre arene: elettorale, partitica e governo. Il trasferimento del ricorso ai sondaggi dell’arena elettorale a quella esecutiva sarebbe quindi il prodotto di un contesto politico positivo agli indicatori nelle tre arene. Attraverso il sondaggio, il presidente acquisisce uno strumento che gli consente di gestire la sua immagine in maniera autonoma, sia come candidato sia come presidente in carica. Questo lo si può notare dalla continua crescita della produzione di sondaggi per la presidenza e quindi dello staff interno, professionalizzato e centralizzato; nell’assunzione da parte dei sondaggisti di un ruolo di consulenti per l’opinione pubblica ; nel regime di autonomia e privatezza delle operazioni legate alle rilevazione dell’opinione, la politica diventa sempre più dipendente dai sondaggi. I risultati dei sondaggi servono ai decision makers per prendere in considerazione le opinioni del pubblico/cittadini che rappresentato e per rispondere alle loro istanze, durante le campagne è usato anche per strumento strategico per capire l’efficacia della campagna. La misura per cui i pollsters sono parte del management campaign e le survey sono impiegate per pianificare la comunicazione di campagna è ormai divenuto

un indicatore efficace della professionalizzazione della comunicazione politica. Se la responsiveness dovrebbe essere considerata come un elemento di qualità della democrazia e quindi del suo funzionamento, la tentazione di usare i sondaggi come strumento per consolidare un consenso di natura personale è in verità piuttosto forte per gli attori politici. Il confine tra pandering (assecondare ) e populismo è molto labile quando si parla di sondaggi. Molti studi hanno sottolineato come ci sia una congruenza tra l’agenda setting e l’agenda politica. Ma altri studi hanno anche mostrato anche un certo declino di responsiveness. Se gli aspetti statistici e metodologici suggeriscono l’efficacia dei sondaggi nell’offrire una rappresentatività della voce del pubblico e quindi di offrire ai politici una buona base per operare in maniera responsiva e aderente alle istanze dei cittadini, la letteratura sui sondaggi ci esorta ad essere più cauti. Bias di self-election – ai sondaggi rispondono (più) spesso(e più volentieri e facilmente) alcune specifiche categorie di cittadini che quindi godono di una sovra-rappresentazione nei sondaggi. Gli attori politici potrebbero essere tentati dal dare seguito alle istanze meno problematiche per andare incontro alle domande del pubblico e massimizzare consenso e popolarità. Molti studi sottolineano il rischio che i politici utilizzano i sondaggi per avanzare le loro policies, facendone un uso privato e finalizzato a massimizzare il consenso a scapito di una reale rappresentanza dei cittadini. Un ulteriore elemento a conferma della rilevanza dei sondaggisti è il loro frequente passaggio dalle war room delle campagne elettorali agli staff dei leader durante la fase di governo. La Permanent Campaign implica necessariamente un ruolo centrale dei sondaggi perché si fonda sull’idea che la politica debba costantemente coltivare il consenso e la sua approvazione (dunque occorre anche testarla costantemente) e la modalità di campagna elettorale può – o deve- estendersi anche nelle fasi di governo. Anche in questo caso, è significativo che durante l’attività di governo il focus dei sondaggi siano le personalità politiche rispetto alle policies. La professionalizzazione della comunicazione politica è andata di pari passo con l’adozione di tecniche delle scienze sociali. Mentre la professionalizzazione è un processo che comprende la comunicazione e la politica più in generale, le conseguenze sono più visibili e manifeste durante le campagne elettorali. Sondaggi e focus group sono ormai al cuore delle campagne elettorali e gli attori politici si affidano alle survey per ogni sorta di decisione relativa alle loro strategie di campagna. Non a caso, i sondaggisti sono ormai cruciali all’interno delle “war room”. Le surveys sono strumenti strategici per la definizione di strategie e per la costruzione dell’immagine stessa del candidato. Un ulteriore elemento a conferma della rilevanza dei sondaggisti è il loro frequente passaggio dalle war rooms delle campagne elettorali agli staff dei leader durante la fase di governo. Permanent campaign implica necessariamente un ruolo centrale dei sondaggi, perché si fonda sull’idea che la politica debba costantemente coltivare il consenso del pubblico e la sua approvazione (dunque occorre anche testarla costantemente) e la modalità di campagna elettorale può o deve estendersi anche nelle fasi di governo.

IX LEZIONE – 10/

SONDAGGI ITALIAN STYLE

Solo dagli anni’90 con l’ingresso di Berlusconi che recupera gli elementi della pubblicità come cardine di una campagna elettorale. In questi anni il sondaggio