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Il concetto di giustizia distributiva e il ruolo della spesa pubblica e della tassazione nella redistribuzione delle risorse in una economia. del secondo teorema economico, della giustizia distributiva, del ruolo della spesa pubblica e della tassazione nella redistribuzione delle risorse, e delle implicazioni per l'efficienza e l'equità. una panoramica teorica e pratica di questi concetti.
Tipologia: Appunti
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La distribuzione giusta Il secondo teorema dell’economia stabilisce che una volta definita una allocazione è possibile ottenere la modificano la dotazione originaria de soggetti. -> L’importante è che la redistribuzione non venga effettuata intervenendo sui prezzi, bensì modificando la dotazione di risorse di ciascun individuo La giustizia distributiva -> la giustizia distributiva riguarda la divisione delle risorse tra i membri della società “ Quanto è giusto che riceva ogni memento del sistema economico?” Per rispondere a questa domanda sono stati utilizzati due criteri:
Il criterio del merito Merito: si pensa che sia meritevole che ciò che è frutto di volontà e sacrifico Non è più giusto dare a ciascuno secondo l’apporto fornito alla realizzazione del prodotto sociale? -> si deve rivedere il concetto di merito e misurarlo attraverso la produttività di ciascun soggetto. Il criterio del bisogno Il criterio del bisogno comporta che ciascuno ottenga una parte del prodotto sociale in funzione delle sue necessità. La ragione di questo criterio è mantenere un’uguaglianza sostanziale tra gli uomini. Tuttavia, la distribuzione del prodotto sociale in base ai bisogni delle persone, conduce a delle contraddizioni -> Ogni tipo di distribuzione presenta le sue controindicazioni, per cui dobbiamo ripiegarennecessariamente su un “compromesso”, una distribuzione capace di garantire una vita dignitosa a tutti e che allo stesso tempo non disencentivi l’impegno, non vada cioè a discapito dell’efficienza IL RUOLO DELLA SPESA PUBBLICA Per redistribuire le risposte i pubblici poteri hanno a disposizione da un lato la spesa pubblica e dall’altro il sistema tributario Definizione e classificazione della spesa pubblica -> La spesa pubblica è costituita dai mezzi finanziari utilizzati dai pubblici poteri per fornire servizi alla collettività. La spesa pubblica di distingue in:
e economici simili al consumo effettuato dalle famiglie. È costituita dalle seguenti voci:
questa categorie a tutte le spese che lo Stato effettua per costruire le infrastrutture La spesa pubblica tra efficienza e giustizia Se il sistema economico non presenta situazioni di fallimento del mercato, la spesa pubblica ha una sola funzione redistributiva. Importante, in questo caso, sono i trasferimenti grazie ai quali si forniscono i mezzi finanziari a questi soggetti che devono avere un miglioramento della propria situazione economica I casi di fallimento del mercato sono molteplici per cui gli altri tipi di spesa diventano necessari per assicurare l’efficienza del sistema economico. COME SCEGLIERE TRA EFFICIENZA ED EQUITÀ Per trasferire risorse occorre togliere ad alcuni attraverso la tassazione e dare ad altri mediante la spesa pubblica. In un’operazione di trasferimento possono verificarsi due eventi:
La seconda eventualità impone di compiere delle valutazioni:
-> se la redistribuzione provoca un beneficio netto per un gruppo sociale e nullo per un altro, si è difronte ad un miglioramento paretiano, per cui essa va realizzata poiché l’equità non ha costi in termine di efficienza ->Il benessere sociale è costituito dalla somma del surplus del consumatore e del surplus del produttore; misurando la variazione del consumo di un bene per effetto di una manovra di riallocazione si attribuisce importanza al solo surplus del consumatore Ciò significa che nel valutare gli effetti di una manovra sul piano dell’efficienza si privilegiano gli effetti che essa provoca si consumatori Per quanto riguarda l’equità, invece, è necessario costruire un indicatore della disuguaglianza presente nella società. Una volta misurata la disuguaglianza si confronta il valore trovato con quello che assumerebbe se fosse realizzata la redistribuzione. Se, attraverso queste misurazioni, si arriva alla conclusione che il benessere sociale è aumentato, allora la disuguaglianza si è ridotta. Ci sono problemi nel momento in cui l’efficienza si riduce, ma aumenta l’equità, laddove si ha un trade-off tra efficienza ed equità -> in una democrazia rappresentativa i cittadini devono decidere se è più importante l’efficienza o l’equità Il compito dell’economia pubblica è quello di chiarire i termini della scelta: spetta poi ai cittadini decidere cosa fare. Questa scelta si manifesta attraverso il voto nelle elezioni politiche., Tra gli obiettivi dei partiti politici emergono sempre l’uguaglianza e la libertà: -> l’uguaglianza necessita di una preventiva definizione del bene rispetto al quale si vuole realizzare l’uguaglianza che non c'è, sia attraverso il reddito, le opportunità di vita o l’accesso ai beni primari. L’uguaglianza, per ciascun bene, richiede una limitazione della libertà di qualcuno.
La struttura delle aliquote
L’aliquota è la quota dovuta dal contribuente per ciascuna unità monetaria o fisica della base imponibile. Per l’imposta ad valorem è importante misurare sia l’aliquota media che marginale:
base imponibile Gli elementi dell’imposta -> Per ogni imposta sono presenti anche altri due elementi importanti: il soggetto attivo e quello passivo
tratta di un soggetto in senso giuridico e perciò può essere sia una persona fisica che giuridica Il soggetto a cui la legge impone l’obbligo di pagare può trasferire su un altro soggetto l’onere dell’imposta. Questo è il fenomeno della traslazione.
il soggetto passivo può pagare direttamente o indirettamente l’imposta
modello predefinito e versa direttamente al fisco quanto dovuto mediante una delega bancaria.
caso del lavoro dipendente il datore di lavoro è sostituto d’imposta del lavoratore, ovvero deve trattenere dalla busta paga la somma dovuta per l’imposta sul reddito e versare poi la somma trattenuta al fisco. È responsabile d’imposta il notaio che redige un rogito per la compravendita di un appartamento poiché per tale transizione occorre pagare l’imposta di registro. I PRINCIPI COSTITUZIONALI IN MATERIA DI TRIBUTI L’art. L’art. 23 prevede che “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere impostata se non in base alla legge” Questa disposizione è in seduta nel titolo I in quanto riguarda il diritto del cittadino a non subire imposizioni, neppure dallo Stato, se non per esplicita decisione del legislatore. È, perciò, una riserva di legge grazie alla quale qualunque imposizione può essere introdotta solo attraverso una norma con forza primaria. Questa riserva di legge, però, è relativa e comporta che alla fonte di grado primario sia assegnato il compito di definire i principi generali dell’imposta. L’art. 53 L’art. 53 prevede che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” Questa disposizione rientra nei doveri del cittadino. Dall’art.53 sono desumibili una serie di principi a cui si deve attenere il legislatore tributario:
si trovano in una determinata situazione
concorrere alla coperte della spesa pubblica nel suo complesso La capacità contributiva Gli indici che possono essere utilizzati per misurare direttamente la capacità contributiva sono:
un contribuente in un anno. I redditi devono essere conteggiati al netto
risparmio viene accantonato per essere speso in un altro tempo. In questo modo la parte risparmiata del reddito viene tassata due volte: una in quanto reddito, l’altra nel momento in cui viene usata per il consumo
dei debiti in quello stesso istante, costituisce il patrimonio netto di un soggetto