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Statistica Medica: Lezioni sull'Epidemiologia Descrittiva e Analitica, Schemi e mappe concettuali di Statistica

Queste lezioni di statistica medica forniscono una panoramica completa dell'epidemiologia descrittiva e analitica, esplorando i diversi tipi di indicatori, le tecniche di campionamento e le misure di tendenza centrale. Concetti chiave come l'incidenza, la prevalenza e i tassi di mortalità, fornendo esempi pratici per una migliore comprensione.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 22/11/2024

alessia-umile-1
alessia-umile-1 🇮🇹

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Lezioni
di
“STATISTICA
MEDICA”
-
AA.
2010-11
»
CAMPIONAMENTO
STRATIFICATO
La
popolazione-bersaglio
viene
dapprima
divisa
nei
diversi
“strati”
(insieme
di
individui
il
più
possibile
simili
tra
loro).
Da
ciascun
strato
viene
quindi
selezionato
un
campione
casuale
semplice.
Risulta
efficace
quando
la
popolazione
comprende
un
numero
di
sottogruppi
(o
sotto-popolazioni)
tali,
da
avere
effetto
sui
dati
raccolti,
come
maschi
e
femmine,
differenti
classi
di
età
ecc.
N.B.
-
|
due
metodi
principali
per
decidere
quanti
individui
dovrebbero
essere
campionati
per
ogni
strato
sono
l'allocazione
uniforme
e
l'allocazione
proporzionale.
Il
primo
consiste
nel
selezionare
un
egual
numero
di
individui
per
ciascun
strato;
mentre,
il
secondo
genera
campioni
in
cui
la
numerosità
di
ciascun
strato
rispecchia
la
corrispondente
numerosità
nella
popolazione.
Lezioni
di
“STATISTICA
MEDICA”
-
AA. 2010-11
»
CAMPIONAMENTO
A
GRAPPOLI
Consiste
nel
suddividere
la
popolazione
in
sottogruppi,
chiamati
“grappoli”
(ad
es.
i
grappoli
potrebbero
essere
costituiti
dagli
inscritti
ai
diversi
medici
di
base)
e
nello
scegliere
casualmente
uno
più
grappoli.
In
tale
campionamento
l'idea
non
è
di
ottenere
un
gruppo
omogeneo,
ma
un
campione
rappresentativo
del
grappolo,
sia
prendendolo
per
intero
(es.
censimento)
o,
nella
maggior
parte
dei
casi,
selezionando
un
campione
rappresentativo
del
grappolo.
La
finalità
è
di
controllare
la
distribuzione
di
fattori
(ad
es.
età
o
sesso)
che
possono
influire
sulla
distribuzione
della
variabile
che
vogliamo
analizzare.
E'
generalmente
usato
quando
la
popolazione
copre
un’area
che
può
essere
divisa
in
regioni.
Lezioni
di
“STATISTICA
MEDICA”
-
AA.
2010-11
»
CAMPIONAMENTO
PER
QUOTE
E’
così
chiamato
poiché
il
numero
delle
unità
di
campionamento
(ovvero
i
pazienti)
richiesto
per
un
particolare
campione
si
riferisce
alla
“quota”
che
si
vuole
raggiungere.
Per
effettuare
confronti
tra
sotto-gruppi
differenti
(ad
es.
adulti
e
bambini),
l'ampiezza
del
campione
di
ciascun
sottogruppo
deve
rispecchiare
la
proporzione
nella
popolazione.
N.B.
-
Il
principale
problema
della
selezione
per
quote,
che
la
differenzia
dal
campionamento
casuale
semplice,
è
dato
dal
fatto
che
la
selezione
degli
individui
non
avviene
in
modo
casuale
e
quindi
gli
individui
disponibili
possono
non
risultare
rappresentativi
della
popolazione
in
studio.
Lezioni
di
“STATISTICA
MEDICA”
-
A.A.
2010-11
»
UNITA’
DI
CAMPIONAMENTO
E’
un
insieme
di
dati
dotato
di
una
dimensione
specifica.
Un’osservazione
consiste
nel
numero
di
soggetti
o
elementi
conteggiati
in
un’unità
di
campionamento
(ad
es.
un
periodo
di
24
ore
in
pronto
soccorso).
>
VARIABILI
Sono
le
caratteristiche
di
una
popolazione,
che
differiscono
da
individuo
a
individuo
(es.
altezza,
età,
peso
ecc.).
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Lezionidi “STATISTICA MEDICA” - AA. 2010-

» CAMPIONAMENTO STRATIFICATO

La popolazione-bersaglio viene dapprima divisa nei diversi “strati” (insieme di individui il più possibile simili tra loro). Da ciascun strato viene quindi selezionato un campione casuale semplice. Risulta^ efficace quando la popolazione comprende un numero di sottogruppi (o sotto-popolazioni) tali, da avere effetto^ sui dati raccolti, come maschi e femmine, differenti classi di età ecc.

N.B. - | due metodi principali per decidere quanti individui dovrebbero essere campionati per ogni strato sono l'allocazione uniformeel'allocazione proporzionale. Il primo consiste nel selezionare un egual numero di individui per ciascun strato; mentre, il secondo genera campioni in cui la numerosità di ciascun strato rispecchia la corrispondente numerosità nella popolazione.

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

» CAMPIONAMENTO A GRAPPOLI

Consiste nel suddividere la popolazione in sottogruppi, chiamati “grappoli” (ad es. i grappoli potrebbero essere costituiti dagli inscritti ai diversi medici di base) e nello scegliere casualmente uno più grappoli. In tale campionamento l'idea non è di ottenere un gruppo omogeneo, ma un campione rappresentativo del grappolo, sia prendendolo per intero (es. censimento) o, nella maggior parte dei casi, selezionando un campione rappresentativo del grappolo. La finalità è di controllare la distribuzione di fattori^ (ad es. età o sesso) che possono influire^ sulla distribuzione della variabile che vogliamo analizzare. E' generalmente usato quando la popolazione^ copre^ un’area^ che può^ essere divisa in regioni.

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

» CAMPIONAMENTO PER QUOTE

E’ così chiamato^ poiché il numero delle unità di campionamento (ovvero i pazienti) richiesto^ per un particolare campione si riferisce alla “quota” che si vuole raggiungere. Per^ effettuare confronti tra sotto-gruppi differenti (ad es. adulti e bambini), l'ampiezza del campione di ciascun sottogruppo deve^ rispecchiare la proporzione nella popolazione.

N.B. - Il principale problema della selezione per quote,^ che la differenzia dal

campionamento casuale^ semplice, è dato dal fatto che la selezione degli individui non

avviene in modo casuale e quindi gli individui^ disponibili possono non risultare

rappresentativi della popolazione in studio.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

» UNITA’ DI CAMPIONAMENTO

E’ un insieme di dati dotato di una dimensione specifica. Un’osservazione consiste nel numero di soggetti o elementi^ conteggiati in un’unità di campionamento (ad es. un periodo di^24 ore in pronto soccorso).

VARIABILI

Sono le caratteristiche di una popolazione, che differiscono da individuo a individuo (es. altezza, età, peso ecc.).

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”-AA. 2010-

EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA

INDICATORI: consentono di formulare un giudizio complessivo sulle condizioni sanitarie di una popolazione.

TIPI_DI_ INDICATORI

» NEGATIVI:

  • Diretti
  • Indiretti

» POSITIVI:

  • Diretti
  • Indiretti

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA

(Tipi di Indicatori)

INDICATORI POSITIVI:

  • DIRETTI: misurano nella popolazione variabili indicative di un livello di benessere (es. indicatori demografici, dati antropometrici, ecc.);

= INDIRETTI: misurano fattori ambientali^ fortemente correlati alla salute ed al benessere (es. disponibilità di alimenti, acqua, qualità delle abitazioni, ecc.).

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA

(Tipi di Indicatori)

INDICATORI NEGATIVI:

  • DIRETTI: consentono una misurazione delle condizioni sanitarie della popolazione tramite fenomeni quali la morte e^ le malattie;
  • INDIRETTI: stimano le condizioni di una popolazione misurando fattori ambientali^ sfavorevoli (es. inquinamento atmosferico, fumo, alcol, ecc.) e quindi coincidono coni fattori di rischio ambientali e comportamentali.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA"- AA. 2010- EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA (Tipi di Indicatori) INDICATORI^ NEGATIVI DIRETTI:

a) MORTALITA': frequenza espressa in valore assoluto,^ dell'evento morte in una

popolazione.

TASSO DI MORTALITA' GENERALE: N° annuale morti X 1. Popolazione TASSO DI MORTALITA'N° mortiSPECIFICAdi tumore^ PER nell’annoCAUSA DI MORTE: Xx 1. Popolazione

b) MORBOSITA': frequenza^ espressa in valore assoluto dell'evento malattia in una

popolazione.

PREVALENZA:

% PUNTUALE = numero di malati presenti in una popolazione in un^ dato momento;

% (es.PERIODICAun anno).= numero di malati presenti in una popolazione in un dato periodo di tempo

INCIDENZA:

numero di “nuovi casi” di una^ malattia insorti in una popolazione in un determinato

tempo.

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Lezioni di “STATISTICA MEDICA” - A.A. 2010- DISTRIBUZIONE DI PROBABILITA’ Le distribuzioni di probabilità hanno^ l'utilità,^ in^ primo^ luogo,^ di^ stimare^ la probabilità di^ un^ risultato^ (es.^ peso^ di^ un^ neonato^ nella^ classe^ 3,1^ kg)^ dato^ un particolare evento (es. la selezione casuale^ di^ un^ bambino).^ In^ secondo^ luogo, può essere utilizzata per^ determinare^ la^ distribuzione^ delle^ frequenze^ attese. Infatti, la^ probabilità^ si^ stima^ dividendo^ la^ frequenza^ di^ una^ particolare distribuzione per il numero totale^ delle^ osservazioni;^ pertanto,^ moltiplicando^ una probabilità per^ il^ numero^ delle^ osservazioni,^ si^ ottiene^ una^ frequenza^ attesa. Infine, è necessario confrontare le frequenze^ attese^ di^ ogni^ tipologia^ di^ evento con le frequenze osservate. Se^ le^ frequenze^ osservate^ sono^ differenti^ da^ quelle attese, allora^ è^ necessario^ studiare^ i^ fattori^ che^ possono^ determinare^ tale| discordanza. Frequenza attesa =^ (stima^ della^ probabilità)^ x^ numero^ di^ osservazioni.

Esempio:

Stima della frequenza attesa di ogni classe di età e tipologia di gruppo sanguigno in un altro campione di 240 donatori: ‘STIMA DELLA PROBABILITA" FREQUENZA ATTESA PADULTI tipoA = 20/100= 0,2 =^48 p GIOVANI tipo A = 14/100 = 0,14 = 34 PADULTI tipo non A =40/100= 0,4 =^96 p GIOVANI tipo non A = 26/100 = 0,26 =^62

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010- LA DISTRIBUZIONE NORMALE

Il matematico Gauss scoprì^ che la distribuzione^ ottenuta tramite un ampio numero di osservazioni, che assume la forma di una^ curva liscia, simmetrica ed a forma di campana, poteva essere descritta tramite una formula complessa. Tale curva si chiama di “Gauss” o “Normale” ed è caratterizzata da due parametri, la media (u) e deviazione standard (0). Quando non si conoscono i valori (^) dei parametri nella. popolazione, è necessario stimare le statistiche campionarie corrispondenti (rispettivamente x e s). Tutte le curve normali vengono definite in base a questi^ parametri, per cui modificando tali valori, si ottengono curve differenti. Poiché i valori di molte variabili si distribuiscono come una^ curva^ normale, le sue proprietà sono importanti, e se riusciamo a calcolare la media e la deviazione standard da un campione,^ questo ci permette di effettuare qualsiasi tipo di inferenza sulla popolazione dalla quale esso è stato estratto.

“STATISTICA Lezionidi MEDICA" -AA. 2010- IL LIVELLO DI SIGNIFICATIVITA’ In statistica è importante conoscere^ il^ limite^ di^ probabilità^ sotto^ al^ quale^ un determinato risultato^ non^ può^ essere^ definito^ unicamente^ un^ prodotto^ del^ caso. Tale valore^ è^ detto^ LIVELLO^ DI^ SIGNIFICATIVITA'.^ Infatti,^ quando^ una^ probabilità associata a un certo evento^ diventa^ così^ bassa^ da^ ritenersi^ ‘poco^ probabile”^ che sia effetto del^ caso,^ gli^ statistici^ adottano^ per^ convenzione^ tre^ valori^ critici^ di probabilità: » se si ritiene che un evento si verifichi meno di^1 volta su^20 (P<0,05) si considera improbabile o statisticamente significativo; » se si ritiene che un evento si verifichi meno di^1 volta su^100 (P<0,01) si considera molto improbabile o statisticamente molto significativo*;

»se si ritiene che un evento si verifichi meno di^1 volta su^1000 (P<0,001) si considera estremamente improbabile o statisticamente estremamente significativo***. N.B.- | tre livelli sono spesso indicati rispettivamente con i simboli *, **, ***.

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010- PROPRIETA’^ DELLA^ DISTRIBUZIONE NORMALE Una curva normale è simmetrica, e il suo^ asse passa per la media della distribuzione. Su entrambi i lati di una curva normale c'è un punto di flesso, in corrispondenza del quale la curva si trasforma da concava a convessa. La distanza dei punti di flesso, rispetto^ all'asse centrale è uguale sui due lati: tale distanza corrisponde alla deviazione standard.^ Se si modifica la scala^ dell'asse verticale della distribuzione indicandoi valori di probabilità, la curva diventa^ una distribuzione di probabilità, o, più precisamente, una densità di probabilità.^ La probabilità totale è pari a^1 (100%). Se indichiamo come 100% l'area totale sotto la curva normale, allora una delle proprietà della curva normale è definita dal^ fatto che l'area della zona compresa entro^ una deviazione standard a sinistra e a destra dell'asse di simmetria è pari al 68,26% dell'area totale. Questo significa che il| 68,26% delle osservazioni derivanti da una^ distribuzione normale è compreso tra + 1 deviazione standard. In altre parole, la probabilità^ che un'osservazione scelta a caso^ cada tra^ +^0 è pari al 68,26%. Estendendo il limite a due^ deviazioni standard (4 + 20 ), la proporzione di osservazioni salirà al 95,44% ed allo stesso modo estendendo a tre deviazioni standard il 99,74% delle osservazioni cadrà tra p^ + 30. In pratica, i valori^ più frequenti sono 0,95 e 0,99 e tali valori di probabilità sono compresi tra y + 1,96^0 e y + 2,58 0, rispettivamente; inoltre, sono ivalori scelti per definire se^ un evento è raro o molto raro. Perciò, è possibile utilizzare le proprietà di una curva normale per determinare la probabilità associata ad^ alcuni risultati.

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Lezioni di “STATISTICA MEDICA” - A.A. 2010- EPIDEMIOLOGIA ANALITICA (o Investigativa)

Definizione: “individuazione delle “cause” delle malattie. Studio della distribuzione delle malattie nella popolazione e delle correlazioni fra variabili ambientali o individuali da^ un lato e condizioni di malessere e malattia dall'altro”.

TIPI DI INDAGINI: » TRASVERSALI: sono riferite ad un solo “istante”, cioè vengono rilevate una sola volta e contemporaneamente in una popolazione o^ in un campione; consentono di valutare la prevalenza di una o più malattie e di evidenziare la correlazione esistente fra le malattie stesse e un certo numero di variabili. » LONGITUDINALI: si sviluppano nel “tempo” e si dividono in RETROSPETTIVE, quando si rivolgono al passato e PROSPETTICHE, quando si rivolgono al futuro.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010- EPIDEMIOLOGIA ANALITICA (o Investigativa)

(Tipi di indagini)

» INDAGINE LONGITUDINALE (esempio): » RETROSPETTIVA (Studio CASO-CONTROLLO):consentono di studiare i rapporti fra una^ malattia e uno o più^ fattori ad essa correlati. ° CASI: individui in cui si è manifestata una malattia; ° CONTROLLI:^ individui^ provenienti^ dalla^ stessa^ popolazione^ dei^ casi^ nei quali però la malattia^ non^ è^ comparsa. FREQUENZA di malformazioni^ congenite in rapporto al consumo di farmaci^ anti-convulsivanti in gravidanza.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

EPIDEMIOLOGIA ANALITICA (o Investigativa)

(Tipi di indagini)

  • INDAGINE TRASVERSALE (esempio): FREQUENZA di ECG con segni riferibili ad ischemia miocardica in N° 808 soggetti maschi in età compresa fra^45 e^65 anni.

SOGGETTI ECG Totali | ISCHEMICI Significatività del N° % | confronto con i normali Normali^435 "^25 Ipertesi^19630153 p<0, Obesi^47178 p<0, Ipercolesterolemici^137 1073 p<0, TOTALE 808 58 ma

“STATISTICA Lezioni di MEDICA” -A\A. 2010-11 __

EPIDEMIOLOGIA ANALITICA (o Investigativa) (Tipi di indagini) » INDAGINE LONGITUDINALE (esempio):

> PROSPETTICA (Studio per COORTE): consentono di definire l'incidenza di una

malattia nella popolazione e di studiare i rapporti fra essa e unoopiù fattori che si

suppone correlati.

° COORTE: campione di popolazione (rappresentativo) nel quale sia presente una

variabile sospetta. Lo studio lo segue nel tempo,^ rilevando la frequenza con cui

compare una certa (^) malattia. MORTALITA' per cancro polmonare attribuibile al consumo di sigarette. Sigarettefumate/die^ nel1961_[ Mortalitànno x1.000 Mortalità attribuibilealfumoammo x 1. iu $ oso 15-24^132 25- più 220 Totale^65088 TERAPIA ANTI-CONVULSIVANTE^ MALFORMAZIONI NO NO 30.875 (b) SI^125 (4)

studiate.^ MISURE DEL^ RISCHIO:^ determinazione quantitativa del rischio connesso alle variabili le e=esposti RISCHIO RELATIVO = ine ne = non-esposti

RISCHIO ATTRIBUIBILE negli ESPOSTI = IE - INE

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Lezionidi “STATISTICA MEDICA” - AA. 2010- SALUTE Definizione: “possesso di uno stato di completo^ benessere fisico, mentale e sociale”.

IGIENE

(dal greco “buona salute”) Definizione: “disciplina appartenente alle scienze bio-sanitarie^ che ha per fine di promuovere e conservare la salute sia individuale^ che collettiva”.

Finalita’ dell’Igiene

Tipi di intervento: a) individuazione e potenziamento di tutti i possibili fattori positivi di benessere. b) evidenziazione e correzione di tutti i fattori causali e/o di rischio per le malattie, valutazione del^ loro meccanismo di azione e dei fattori^ e/o condizioni che ne ostacolano o ne favoriscono la diffusione.

Lezionidi “STATISTICA MEDICA” A.A. 2010-

TIPI_DI INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE

» Epidemiologia DESCRITTIVA: ha come scopo quello di rilevare,^ sulla base di dati statistici raccolti sistematicamente, la distribuzione delle cause di morte e di alcune malattie nella popolazione.

» Epidemiologia ANALITICA: indagine e/o ricerche specifiche rivolte^ all'intera popolazione, o a campioni rappresentativi,^ che oltre a fornire informazioni sulla distribuzione delle malattie, consentono di verificare^ l'esistenza di relazioni fra le malattie stesse e i loro presunti fattori causali e/o di rischio.

» Epidemiologia SPERIMENTALE: consente,^ attraverso studi^ sperimentali, la dimostrazione^ epidemiologica delle relazioni^ esistenti fra la malattia^ ei fattori indagati.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- AA.^ 2010-

EPIDEMIOLOGIA (dal greco “studio sul popolo”) Definizione: “scienza che ha per compito di studiare la definizione della salute e delle malattie in seno alle popolazioni in relazione all'ambiente ed al loro modo di vita, allo scopo di individuare le cause^ determinanti le forme morbose, il ritmo e l'intensità con cui queste ultime si manifestano e le condizioni che le ostacolano o^ le favoriscono”.

TIPI_DI INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE

» Epidemiologia “DESCRITTIVA”

» Epidemiologia “ANALITICA”

» Epidemiologia “SPERIMENTALE”

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- AA.^ 2010- EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA (STRUMENTI) CLASSIFICAZIONE DELLE^ MALATTIE » CRITERIO^ EZIOLOGICO: nel caso delle malattie specifiche e cioè sostenute da un agente^ necessario^ anche se non sufficiente (es. malattie infettive, avitaminosi, silicosi, ecc.); » CRITERIO SINTOMATOLOGICO E/O ANATOMOPATOLOGICO: nel caso in cui è impossibile accertare la diagnosi basandosi sulla etiologia^ ed è necessario arrivare ad una diagnosi basandosi sulla valutazione della sintomatologia e/o delle caratteristiche anatomopatologiche. FONTI DEI DATI

  • 1° GRUPPO: informazioni raccolte in modo continuo e sistematico in tutto il paese e trasmesse agli organi centrali dello^ stato (es. natalità - UfficioStato Civile, mortalità - Schede di Morte ISTAT, morbosità - Notifica o Denuncia Malattie Infettive);
    • 2° GRUPPO: casistiche ospedaliere (es. Schede di Accettazione/Dimissione, Registro^ Tumori);
    • 3° GRUPPO: Sistema^ Informativo Sanitario Nazionale (es.^ S.I.S.).

18

Peso

(kg)

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

DIAGRAMMA A PUNTI BIVARIATO (esempio) Scattergram dei pesi e delle circonferenze del torace di^25 neonati

Circonferenza del torace (cm)

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

GRAFICO CIRCOLARE O A TORTA (esempio)

Distribuzione per luogo di incidente

115 Mm Abitazione e giardino MD Strada i Luogo di^ lavoro © Scuola o Università m Sport Altro

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- ALA. 2010- GRAFICO CIRCOLARE O A TORTA E’ adatto a rappresentare dati in forma di percentuali o proporzioni.^ L'area di un cerchio è considerata pari al 100% e può essere divisa in settori (le “fette di torta”) che corrispondono a una percentuale o proporzione dell'intero. Per determinare il valore dell'angolo al centro per ogni sezione della^ torta è necessario dividere^ ogni percentuale per^100 e moltiplicare per 360, ovvero il valore dell'angolo giro. Le proporzioni^ sono semplicemente moltiplicate per 360. Quando il numero delle categorie in un grafico a torta è elevato, o quando alcune fette sono

molto piccole, i grafici a torta possono apparire^ confusi e

difficili da interpretare. In tal caso conviene scegliere un

grafico a barre, per cui la disposizione ordinata delle categorie non dipende dall’abilità^ nella valutazione degli angoli.

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010- MISURE DI TENDENZA^ CENTRALE

La statistica si occupa, tra l’altro, della descrizione e della sintesi di dati quantitativi. La descrizione di un campione di osservazioni rispetto^ ad una variabile quantitativa deve comprendere la misura della tendenza centrale. In altri termini, occorre identificare un numero,

vicino al centro della distribuzione dei valori del

campione, tale che lo rappresenti. Tale numero è chiamato media. La media è definita come una^ misura di posizione perché indica, in quella^ che potrebbe essere una scala di grandezza infinita, la posizione del gruppo di osservazioni.^ Esistono altre misure di tendenza centrale quali, la mediana e la moda.

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Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

» STATISTICHE E PARAMETRI

Le misure che descrivono una variabile in un campione sono chiamate^ “statistiche^ campionarie” o semplicemente “statistiche”.^ Dalle^ statistiche campionarie vengono^ stimati^ i^ parametri^ della popolazione.

Infatti, la statistica sta al campione come il parametro sta alla popolazione.

Esempio: il peso medio di un campione di neonati maschi è la statistica utilizzata per stimare il peso medio nella popolazione di neonati maschi da cui il campione è stato ottenuto (parametro).

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

VARIABILI CATEGORICHE

Si distinguono in:

» NOMINALI, se^ le^ categorie^ sono^ tra^ loro^ allo stesso livello (es. i gruppi sanguigni,^ razza,^ sesso ecc.);

» ORDINALI, se le categorie possono essere ordinate in senso^ crescente o decrescente (es, alto- medio-basso, massimo-minimo, scala APGAR).

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”-AA. 2010-

VARIABILI

Caratteristiche di una popolazione che differiscono da individuo a individuo (es. altezza, peso, età, temperatura ecc.).

Esistono diversi tipi di variabili:

» CATEGORICO per le quali i valori indicano l'appartenenza a categorie;

» NUMERICO, il cui valore indica^ ad una quantità.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

VARIABILI NUMERICHE

Si distinguono in:

» DISCRETE, i valori sono^ numeri interi e, di solito, si ricavano da operazioni di conteggio (es. frequenze);

» CONTINUE, i valori possono corrispondere a un punto qualsiasi di una scala continua e sono solitamente costituiti^ da misure (es. lunghezza, peso, temperatura ecc.).

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

RAPPRESENTAZIONE DEI DATI

I metodi più comuni per presentare i dati sono basati su tecniche grafiche, quali:

» GRAFICOA PUNTI E GRAFICO LINEARE

>» GRAFICOA BARRE

» ISTOGRAMMA

» POLIGONO^ DI^ FREQUENZA^ E^ CURVA^ DI^ FREQUENZA

» DIAGRAMMAA PUNTI BIVARIATO

» GRAFICO CIRCOLARE^ O^ A^ TORTA

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

GRAFICO A PUNTI E GRAFICO^ LINEARE (esempio) Peso di neonati (ka)

Numero di morti causateda Incidenti stradali

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

GRAFICO A PUNTI E GRAFICO LINEARE

E' un metodo di presentare i dati che fornisce un’approssimativa ma rapida valutazione visiva del modo con cui i dati sono distribuiti. E' costituito da una linea orizzontale corrispondente alla scala in cui la variabile è misurata. | punti^ che rappresentano le osservazioni^ sono collocati in apposite posizioni sulla scala, secondo il loro valore. Se alcune osservazioni sono ripetute, i punti sono semplicemente posti uno sopra l’altro.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

GRAFICO A BARRE

La rappresentazione delle informazioni tramite un

grafico a barre è particolarmente utile quando i dati sono

variabili misurate su una^ scala nominale.^ Solitamente

un grafico a barre utilizza^ linee^ verticali (ovvero barre) per rappresentare i valori^ delle variabile; la lunghezza delle linee deve^ essere proporzionale alla frequenza del valore. Quando le osservazioni^ sono conteggi, il grafico a barre è un utile procedimento per presentare la

distribuzione di frequenze.

“STATISTICALezioni di MEDICA" - AA. 2010-11. EPIDEMIOLOGIA SPERIMENTALE

Definizione: “osservazione di una modificazione dell'incidenza di una malattia a seguito della modificazione di una variabile. Consente di individuare,^ con ragionevole sicurezza, le causee i fattori di malattia”. Esempio: MORTALITA’ per cancro polmonare in funzione del tempo dalla cessazione del fumo.

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Lezioni di “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010-

STATISTICA

METODO STATISTICO: “rende misurabile ed esprimibile in cifre ciò che sarebbe altrimenti un'impressione soggettiva”. In pratica ci permette di

» fRisalire,Risalire, da molte osservazioni particolari di un fenomeno, alla legge generale che lo guida; » Stimare, sulla base di un campione rappresentativo, il valore di ‘parametri riferiti a una^ intera^ popolazione;

» Comparare più fenomeni e stabilire quanto essi diversificano tra di loro per caso, cioè per cause accidentali e quanto invece diversificano perché sono realmente diversi, cioè per cause sistematiche.

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- AA. 2010-

STATISTICA DESCRITTIVA

Si occupa di sintetizzare le informazioni salienti a partire da una grande^ mole di dati, tramite indici mumerici o rappresentazioni grafiche, essendo quindi costituita dall'insieme delle tecniche e dei metodi per la descrizione sintetica dei fenomeni qualitativi e quantitativi^ osservati.

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STATISTICA

Si divide in due sezioni principali:

» DESCRITTIVA

» INFERENZIALE

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STATISTICA INFERENZIALE

Si occupa di analizzare un campione estratto^ da una certa popolazione di cui non sia possibile avere una conoscenza esaustiva, e da esso trarre indicazioni sulle caratteristiche dell'intera popolazione che^ non potrebbero^ essere analizzate.

Lezioni

di

"STATISTICA MEDICA^ I”

Docente

Dott. Francesco Giuseppe Doronzo

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OBIETTIVO

Fornire agli operatori sanitari conoscenze di base della statistica quale competenza fondamentale da acquisire per due ragioni:

v leggere, comprendere ed analizzare^ criticamente relazioni e documenti scientifici;

v effettuare^ ricerche^ che comportino l'acquisizione, l'elaborazione e l'analisi^ dei dati.

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INTRODUZIONE

I significativi cambiamenti dell'ultimo decennio, avvenuti nel Servizio Sanitario Nazionale, richiedono la

disponibilità di informazioni sempre

più finalizzate a consentire una valutazioni dei bisogni in campo sanitario nonché il monitoraggio degli effetti prodotti.

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STATISTICA

Può^ essere definita, in termini del^ tutto generali, come l'analisi quantitativa delle osservazioni di qualsiasi fenomeno soggetto a variazione.

Più semplicemente, è la disciplina che comprende tecniche di raccolta ed elaborazione dei^ dati al fine di trarre da essi delle informazioni sintetiche.

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CAMPIONAMENTO

» POPOLAZIONE OBIETTIVO (es. tutti gli assistiti di un medico di medicina generale affetti da una determinata patologia).

» POPOLAZIONE IN STUDIO (consiste nei pazienti che potrebbero essere realmente selezionati per costituire il campione, ovvero i pazienti a cui è stata posta la diagnosi per^ una determinata patologia).

N.B. - Idealmente, la popolazione “obiettivo” e quella “in studio”^ coincidono.

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» CAMPIONAMENTO^ CASUALE SEMPLICE

Ogni individuo della popolazione in studio ha la stessa probabilità di essere^ incluso nel campione (es. tavole dei numeri casuali).

N.B. - E' il metodo di campionamento da^ preferirsi.^ Tale procedura pur^ non garantendo che il campione sia rappresentativo della popolazione in studio (a causa dell'errore di campionamento), assicura la migliore possibilità di raggiungere l’obiettivo.

Lezioni di “STATISTICA MEDICA” - AA. 2010- TECNICHE DI CAMPIONAMENTO

» CAMPIONAMENTO CASUALE SEMPLICE

>» CAMPIONAMENTO SISTEMATICO

>» CAMPIONAMENTO STRATIFICATO

» CAMPIONAMENTO PER QUOTE

» CAMPIONAMENTOA GRAPPOLO

N.B. - Le prime tre tipologie possono essere applicate al campionamento finito, cioè quando ogni membro della popolazione in studio può essere identificato; mentre, le ultime due vengono invece utilizzate quando non è possibile elencare tutti gli elementi della popolazione in studio.

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» CAMPIONAMENTO SISTEMATICO

Il primo^ soggetto del campione è scelto in modo casuale e quindi^ ogni ulteriore n-esimo soggetto (es. ogni decimo paziente)^ viene^ scelto^ per rappresentare l'intera popolazione.

N.B.- Può risultare efficace quando i pazienti sono elencati nella popolazione in ordine cronologico (es. in base alla data della prima visita presso un medico generico). In tal caso la distribuzione per età di un campione sistematico potrebbe essere^ rappresentativa della popolazione in studio.

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POLIGONO DI FREQUENZA E CURVA DI FREQUENZA

Unendo con una linea i punti mediani della parte superiore di ogni blocco in un istogramma, si ottiene un poligono di frequenza. Quando il numero delle osservazioni di una variabile continua è elevato e gli incrementi delle unità sono piccoli, i “gradini” nell'istogramma tendono a una curva morbida e continua, chiamata curva di frequenza.

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CURVA DI FREQUENZA (esempio) Curva di frequenza dei pesi di 100 neonati

Frequenza

CT tas 2,5 26 2,7 2,8 2,9 30 3,1 3,2 33 34 3,5 36 3, Peso (kg)

Lezionidi “STATISTICA MEDICA”- A.A. 2010- POLIGONO DI FREQUENZA (esempio) Poligono di frequenza delle osservazioni della pressione sanguigna sistolica di^150 pazienti 40

30°

Numero

di

individui

(frequenza)

mERNNNDS 100 110 120 130 140 150 160 170 180 Pressione sanguigna sistolica (mmHg)

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DIAGRAMMA A PUNTI BIVARIATO

Quando da ogni individuo in un campione si ottengono coppie di osservazioni di due variabili^ (ossia, i dati sono bivariati),, per rappresentare i dati si utilizza^ un diagramma a distribuzione di punti, comunemente indicato come ‘“scattergram o scatter plot’. In una rappresentazione^ bi-dimensionale come questa, alla scala verticale si attribuisce il nome di asse delle y e alla scala^ orizzontale^ asse delle x.

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FASI DEL PROCEDIMENTO STATISTICO

IMPOSTAZIONE DELLA RICERCA E CAMPIONAMENTO RILEVAZIONE O RACCOLTA DEI DATI RAPPRESENTAZIONE DEI DATI ELABORAZIONE DEI DATI INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI

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CAMPIONE STATISTICO RAPPRESENTATIVO (della popolazione)

(caratteristiche)

OMOGENEO: unità statistiche simili tra loro; oppure se ETEROGENEO, si può fare il campionamento stratificato (gruppi omogenei); » SUFFICIENTEMENTE NUMEROSO;

» SCELTO ASSOLUTAMENTE A CASO > RANDOMIZZATO (tavole dei numeri casuali).

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STATISTICA

Definizioni:

POPOLAZIONE STATISTICA O UNIVERSO STATISTICO: insieme di tutti i soggetti che interessano.

CAMPIONE STATISTICO: una parte di tutti i soggetti che interessano.

UNITA’ STATISTICA: singolo soggetto in esame. DATO STATISTICO: insieme delle osservazioni.

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CAMPIONAMENTO

(REGOLE)

  1. Formulare gli obiettivi oggetto di studio.
  2. Decidere quale tipo di analisi si debba^ condurre per soddisfare tali obiettivi.
  3. Decidere quali dati siano necessari per facilitare l’analisi.
  4. Raccogliere i dati richiesti^ dalla^ ricerca.