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statistica economica, Prove d'esame di Statistica Economica

banca dati statistica economica L18

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1. La Statistica economica è la disciplina che si occupa di: Applicare la Statistica ai fenomeni
economici
2. Negli utlimi anni è cresciuta l'importanza attribuita all'articolazione territoriale
dell'informazione statistica in campo economico, in relazione a: Rilievo delle politiche
dell'offerta, incentrate sui fattori caratterizzanti la competitività e l'attrattività territoriale
3. La Statistica economica non si occupa di: Web marketing
4. La Statstica economica fa parte della classe delle: Scienze non sperimentali
5. Il metodo dell'analisi quantitativa dei fenomeni economici interviene: Ogni volta che si
analizzano informazioni di tipo numerico
6. Il quadro concettuale del Sna: Analizza le dinamiche degli aggregati economici di
riferimento come il Pil
7. L'attuale manuale di riferimento della contabilità nazionale è coerente con quanto stabilito
dallo: Sec 2010
8. Il Sec 2010: Produce una forte discontinuità nei confronti temporali
9. Il Sec 2010: Produce stime per alcune attività illegali quali traffico di droga, serivizi di
prostituzione e contrabbando
10. Nel Sec 2010: Le innovazioni di carattere metodologico hanno reso possibile ridisegnare la
procedura di stima dell'economia sommersa
11. Il Sistan: E' l'insieme di soggetti produttori di “statistica ufficiale”
12. Il Programma Statistico Nazionale: Ha durata periodica
13. I documenti di natura politica: Sono prodotti da enti appartenenti al Sistan
14. Le informazioni orientate all'analisi: Contengono informazioni strettamente statistiche
15. Il Rapporto Unioncamere: Osserva l'evoluzione dei fenomeni attraverso lo studio delle
economie territoriali composte prevalenetemente da piccole e piccolissime imprese
16. La Relazione del Governatore della Banca d'Italia: E' tra le pubblicazioni più diffuse a
livello nazionale anche se non prodotta da un membro del Sistan
17. Le fonti di livello sub-nazionale: Sono pubblicazioni periodiche
18. Le principali pubblicazioni a carattere territoriale sono: Non sempre scendono oltre il livello
regionale
19. La pubblicazione con maggior dettaglio settoriale e territoriale è: Il Censimento
20. L'Atlante statistico dei comuni: Contiene informazioni di natura sociale ed economica
21. L'errore campionario: Si commette in base al tipo di campionamento che si è costruito
22. La qualità delle statistiche economiche: Dall'affidabilità delle stime
23. Le statistiche economiche: Devono soddisfare determinate catatteristiche concordate a
livello internazionale
24. La qualità della produzione statistica richiede: Di saper trasformare bene un dato statstico in
conoscenza
25. La difficoltà nel definire la qualità dei dati statistici è: Agganciata ai processi produttivi posti
in essere dalle fonti ufficiali di informazione statistica, ovvero i dati devono soddisfare
determinate caratteristiche e requisiti
26. Quale tra i seguenti requisiti è essenziale per la qualità dei dati: Coerenza
27. L'attendibilità delle stime soffre di molteplici errori derivanti da: Errori di precisione nelle
indagini campionarie
28. La puntualità è un concetto legato alla: Tempestività
29. Il requisito della comparabilità si utilizza: Quando si confrontano statistiche corrispondenti
nello spazio
30. Tra i requisiti essenziali: Non esiste un ordine di preferenza tra le caratteristiche richieste
31. Il dato statistico: E' la materia prima da cui è ottenuta l'informazione statistica che si
riferisce alla collettività
32. I dati secondari: Rappresentano una fonte di dati
33. I dati primari: Le opinioni raccolte dall'azienda su un campione di clienti
34. Nella produzione di informazione statistica, l'impresa: E' produttrice di dati primari
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Scarica statistica economica e più Prove d'esame in PDF di Statistica Economica solo su Docsity!

  1. La Statistica economica è la disciplina che si occupa di: Applicare la Statistica ai fenomeni economici
  2. Negli utlimi anni è cresciuta l'importanza attribuita all'articolazione territoriale dell'informazione statistica in campo economico, in relazione a: Rilievo delle politiche dell'offerta, incentrate sui fattori caratterizzanti la competitività e l'attrattività territoriale
  3. La Statistica economica non si occupa di: Web marketing
  4. La Statstica economica fa parte della classe delle: Scienze non sperimentali
  5. Il metodo dell'analisi quantitativa dei fenomeni economici interviene: Ogni volta che si analizzano informazioni di tipo numerico
  6. Il quadro concettuale del Sna: Analizza le dinamiche degli aggregati economici di riferimento come il Pil
  7. L'attuale manuale di riferimento della contabilità nazionale è coerente con quanto stabilito dallo: Sec 2010
  8. Il Sec 2010: Produce una forte discontinuità nei confronti temporali
  9. Il Sec 2010: Produce stime per alcune attività illegali quali traffico di droga, serivizi di prostituzione e contrabbando
  10. Nel Sec 2010: Le innovazioni di carattere metodologico hanno reso possibile ridisegnare la procedura di stima dell'economia sommersa
  11. Il Sistan: E' l'insieme di soggetti produttori di “statistica ufficiale”
  12. Il Programma Statistico Nazionale: Ha durata periodica
  13. I documenti di natura politica: Sono prodotti da enti appartenenti al Sistan
  14. Le informazioni orientate all'analisi: Contengono informazioni strettamente statistiche
  15. Il Rapporto Unioncamere: Osserva l'evoluzione dei fenomeni attraverso lo studio delle economie territoriali composte prevalenetemente da piccole e piccolissime imprese
  16. La Relazione del Governatore della Banca d'Italia: E' tra le pubblicazioni più diffuse a livello nazionale anche se non prodotta da un membro del Sistan
  17. Le fonti di livello sub-nazionale: Sono pubblicazioni periodiche
  18. Le principali pubblicazioni a carattere territoriale sono: Non sempre scendono oltre il livello regionale
  19. La pubblicazione con maggior dettaglio settoriale e territoriale è: Il Censimento
  20. L'Atlante statistico dei comuni: Contiene informazioni di natura sociale ed economica
  21. L'errore campionario: Si commette in base al tipo di campionamento che si è costruito
  22. La qualità delle statistiche economiche: Dall'affidabilità delle stime
  23. Le statistiche economiche: Devono soddisfare determinate catatteristiche concordate a livello internazionale
  24. La qualità della produzione statistica richiede: Di saper trasformare bene un dato statstico in conoscenza
  25. La difficoltà nel definire la qualità dei dati statistici è: Agganciata ai processi produttivi posti in essere dalle fonti ufficiali di informazione statistica, ovvero i dati devono soddisfare determinate caratteristiche e requisiti
  26. Quale tra i seguenti requisiti è essenziale per la qualità dei dati: Coerenza
  27. L'attendibilità delle stime soffre di molteplici errori derivanti da: Errori di precisione nelle indagini campionarie
  28. La puntualità è un concetto legato alla: Tempestività
  29. Il requisito della comparabilità si utilizza: Quando si confrontano statistiche corrispondenti nello spazio
  30. Tra i requisiti essenziali: Non esiste un ordine di preferenza tra le caratteristiche richieste
  31. Il dato statistico: E' la materia prima da cui è ottenuta l'informazione statistica che si riferisce alla collettività
  32. I dati secondari: Rappresentano una fonte di dati
  33. I dati primari: Le opinioni raccolte dall'azienda su un campione di clienti
  34. Nella produzione di informazione statistica, l'impresa: E' produttrice di dati primari
  1. Il metadato: E' un'Informazione che consente di interpretare correttamente un insieme di dati
  2. Il settore Ateco è: Un esempio di metadato
  3. La sede legale di un'impresa: Coincide con la sua unità locale sole se l'impresa è unilocalizzata
  4. L'unità locale di un'impresa: E' assegnata al territorio in cui si trova, indipendentemente dalla residenza dell'impresa cui appartiene
  5. La fonte dei dati interni all'azienda: Indica indica il soggetto produttore dei dati
  6. La fonte dei dati per un'azienda può essere sia interna che esterna: La sua indicazione è un metadato
  7. La Contabilità nazionale: E' da inserire tra le fonti di dati di interesse per le imprese
  8. Tra le statistiche di potenziale interesse: Le fonti sul comportamento del consumatore sono di indubbio interesse per le imprese per programmare la produzione
  9. Le fonti di dati esterne all'impresa: Sono di potenziale interesse per costruire le informazioni su cui si basano le scelte strategiche dei manager
  10. Le fonti di dati esterne all'impresa: Possono riferirsi ad analisi economiche effettuate su base trimestrale
  11. I dati provenienti dai bilanci delle imprese: Contribuiscono in misura rilevante alla stima delle grandezze presenti nei conti nazionali
  12. Il Pil: Include una parte dell'economia sommersa
  13. Le stime dei conti nazionali: Forniscono alcuni indicatori macroeconomici fondamentali per la politica economica
  14. Un incremento degli ammortamenti: Indica che sono necessarie più risorse rispetto al passato per mantenere inalterata la capacità produttiva esistente
  15. Fornire la definizione di branca di attività economica: La branca di attività economica è un'aggregazione di attività economiche individuate tramite la classificazione Ateco
  16. I conti nazionali: Forniscono il valore medio dell'aggregato economico Reddito
  17. Le Caratteristiche strutturali delle imprese: Rientrano nella categoria delle fonti di dati esterne all'azienda
  18. Le Caratteristiche strutturali delle imprese: Collocano l'impresa nell'ambito di un territorio, di un settore economico e di una classe dimensionale
  19. Il Censimento dell'Industria e dei Servizi: E' l'unica indagine che consente analisi fino a livello comunale
  20. L'Archivio statistico delle imprese attive (Asia): Comprende qualsiasi classe dimensionale delle imprese
  21. L'Archivio statistico delle imprese attive (Asia): Consente di costruire gli indicatori di demografia delle imprese
  22. L'Archivio statistico delle imprese attive (Asia) per le unità locali: Analizza le caratteristiche strutturali del sistema produttivo tra due censimenti
  23. L'indagine PMI: Consente di comparare il risultato economico della propria impresa con quello conseguito dalle imprese simili per caratteristiche strutturali
  24. L'indagine SCI: Fornisce informazioni tratte dallo stato patrimoniale per le grandi imprese
  25. Le banche dati aziendali: Consentono confronti nel tempo e nello spazio tra società apaprtenenti ad uno stesso settore
  26. L'indagine Istat sul consumo delle famiglie: E' utile alle imprese per adeguare l'offerta ai mutamenti nel comportamento di spesa dei consumatori
  27. L'indagine campionaria viene effettuata da un'azienda: Quando i dati secondari non sono sufficienti a soddisfare la domanda di ricerca
  28. L'indagine totale: E' più affidabile come stime di qualsiasi altra indagine
  29. L'indagine campionaria: Prevede che sia identificata la popolazione obiettivo
  30. La popolazione obiettivo: E' la popolazione di cui vogliamo siano generalizzate le conclusioni basate sull'osservazione del campione
  31. L'obiettivo di un'indagine campionaria: E' la stima dei parametri della popolazione

popolazione

  1. Nel campionamento casuale semplice: L'obiettivo è di stimare la media della variabile oggetto di indagine nella popolazione obiettivo
  2. Nel campionamento casuale semplice: Se la distribuzione della variabile della popolazione è diversa dalla Normale, allora la distribuzione campionaria tende ad Normale al crescere della numerosità campionaria
  3. Nel campionamento casuale semplice: Se il valore di p è ignoto, si utilizza la proporzione campionaria P
  4. La dimensione campionaria ottimale: E' influenzata dalla presenza delle mancate risposte di cui è necessario fornire una stima
  5. La numerosità campionaria ottimale: E' direttamente proporzionale alla variabilità del fenomeno oggetto di studio
  6. Le informazioni sulla variabilità non nota del fenomeno oggetto di studio: Possono essere recuperate dall'indagine pilota
  7. L'errore campionario: E' inversamente proporzionale alla radice quadrata della numerosità campionaria
  8. Nel caso non si conosca la varianza della popolazione: Per la sua stima, si pone P=0,5 anche nel caso in cui non si ha alcun tipo di informazione sulla variabilità di un fenomeno misurato su scala continua
  9. Rientrano nel concetto di produzione: La creazione di beni o servizi creati ad uso proprio da parte delle famiglie produttrici
  10. Quale delle seguenti definizioni rientra nell'ambito della contabilità nazionale: La fase della distribuzione del reddito e del consumo
  11. La produzione: E' realizzata dalle imprese che utilizzano lavoro e capitale, beni e servizi acquistati da altre imprese
  12. Nello schema semplificato di un'economia chiusa: Si ipotizza che le famiglie acquistino anche i beni destinati alla formazione del capitale
  13. Nel circuito reale del reddito, nello schema semplificato di un'economia chiusa: Gli utilizzatori finali cedono i fattori produttivi primari lavoro e capitale ai produttori
  14. Dallo schema del circuito reale e monetario emerge quanto segue: Dalle identità contabili risultanti derivano le tre note equazioni keynesiane che costituiscono il nucleo della contabilità nazionale in un'economia chiusa
  15. In un'economia chiusa: Il risparmio corrisponde al reddito non speso in beni di consumo
  16. Un sistema economico chiuso: Può essere visto come l'insieme di tre aziende integrate, ovvero agricoltura, industria e servizi
  17. In un'economia aperta: Si origina un nuovo aggregato definito reddito disponibile
  18. Nel sistema di Contabilità Nazionale semplificato: La prima delle tre equazioni keynesiane esprime l'equilibrio tra offerta globale e domanda globale
  19. Il territorio economico: Può essere assimilato ad una regione in cui avvengono le operazioni tra gli operatori economici residenti
  20. La filiale di un'impresa estera In Italia: Concorre alla formazione del reddito nazionale
  21. Le unità istituzionali: Sono identificate dagli operatori economici
  22. Il sistema dei conti nazionali: Ha come obiettivo la creazione, trasformazione o distruzione di valore economico
  23. La residenza economica di un operatore: Può coincidere con la sua residenza giuridica
  24. Le unità produttive: Svolgono attività omogenee quanto a tipo di produzione
  25. I flussi economici: Misurano eventi che si verificano ad esempio nel corso di un trimestre
  26. Nelle operazioni correnti: Sono illustrati i processi di formazione, distribuzione e

redistribuzione del reddito

  1. Le operazioni effettuate per decisione delle unità istituzionali: Costituiscono la causa più importante delle modificazioni di valore economico osservate nel sistema nel corso del periodo contabile
  2. I conti dei flussi: Descrivono eventi che incidono sulla situazione patrimoniale degli operatori indipendentemente dalla loro volontà
  3. Rientrano nel concetto di produzione secondo il SEC: Il sommerso statistico
  4. Gli occupati residenti: Si riferiscono agli occupati nazionali
  5. La produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita: Comprende la produzione offerta a prezzi non economicamente significativi
  6. La produzione non venduta: Aumenta le scorte di prodotti finiti
  7. Il prezzo di mercato: E' il prezzo di acquisto
  8. I contributi ai prodotti: Servono a non far aumentare i prezzi di mercato
  9. Nel metodo reale: Il Pil può essere determinato a partire dai dati aziendali
  10. Il metodo personale: Dipende dall'affidabilità dei dati fiscali di ciascun paese
  11. Nel metodo del bilancio: Si valutano le stime degli aggregati della domanda
  12. Il Pnl: E' il Pil inteso come somma dei redditi pagati ai diversi fattori della produzione
  13. Nel conto di equilibrio dei beni e servizi: La produzione rappresenta il lato dell'offerta
  14. Nel conto della produzione: Vale l'uguaglianza Pil uguale reddito uguale produzione finale
  15. I consumi finali: Comprendono anche i consumi dei turisti
  16. L'aggregato spesa delle famiglie: Comprende la produzione per uso proprio
  17. I consumi finali delle famiglie: Comprendono alcune spese per investimento
  18. Le spese di trasporto sostenute dai lavoratori dipendenti: Rientrano tra i consumi intermedi
  19. La spesa della Pubblica Amministrazione (PA): Riguarda sempre i consumi finali sebbene alcuni servizi prodotti possono avvantaggiare le imprese nel loro processo produttivo
  20. La variazione delle scorte: Per la sua valutazione i prezzi medi da applicare devono essere coerenti con quelli applicati per la valutazione della produzione e dei consumi intermedi
  21. Le acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore: Nei processi di compravendita contribuiscono all'aggregato solo i margini degli intermediari
  22. Le importazioni e le esportazioni: Rientrano nel processo di formazione ed impiego delle risorse
  23. Il conto della generazione del reddito: Consente di calcolare a saldo il risultato di gestione
  24. Le retribuzioni lorde: Comprendono anche compensi in natura come ad esempio i buoni pasto
  25. Il reddito misto è: Percepito da tutti quei soggetti classificati tra le famiglie produttrici
  26. Nei conti della distribuzione primaria del reddito: I membri delle "quasi società" percepiscono redditi da capitale
  27. Il reddito misto: E' la remunerazione complessiva che spetta agli imprenditori dopo aver compensato i propri dipendenti e pagato il ricorso al credito esterno
  28. Il conto dell'attribuzione dei redditi primari: I soggetti di interesse sono le unità istituzionali
  29. Tra i redditi da capitale impresa rientrano: Gli utili non distribuiti e reinvestiti di società estere controllate
  30. Il risultato di gestione e i redditi misti: Sono attribuiti anche al settore della pubblica
  1. Il modello di stima dell'input di lavoro secondo il Sec 2010: Comporta nuovi stime più robuste
  2. L'integrazione a livello micro di informazioni provenienti da indagini campionarie e da fonte amministrativa: Ha confutato l'ipotesi precedente su cui si basavano le stime del Sec 95 ovvero che le retribuzioni dei lavoratori dipendenti irregolari e regolari erano le medesime
  3. Nella stima dell'input di lavoro nel Sec 2010: Sono stati riscontrati problemi di distorsione associati alle singoli fonti che misurano l'occupazione
  4. La stima delle posizioni regolari nel Sec 2010: Ha incluso maggiori fonti informative a carattere amministrativo rispetto al passato
  5. La principale innovazione nelle stime dei redditi da lavoro dipendente: Ha riguardato la remunerazione dell'input di lavoro irregolare
  6. Gli operatori considerati nella tavola input-output sono: Le branche o i gruppi di prodotti
  7. La tavola input-output letta nel senso delle colonne: Mostra branca per branca la formazione delle risorse disponibili
  8. Quale tra le seguenti condizioni di equilibrio della tavola input-output risulta corretta: L'uguaglianza tra risorse disponibili e i loro impieghi
  9. L'equilibrio macroeconomico identificato dall'equazione risorse-impieghi: Si ottiene considerando la produzione di ogni branca sia dal lato dei costi sia dal lato dei flussi forniti ad altri operatori
  10. Le variabili che compongono la sezione della domanda finale sono: Gli impieghi finali
  11. La lettura corretta di una tavola input-output è: Per riga le vendite, per colonna gli acquisti
  12. Nella tavola input-ouput a livello di singola branca è possibile riscontrare: Il conto della produzione, della generazione dei redditi primari e il conto di equilibrio dei beni e servizi
  13. Nell'analisi strutturale: Per una valutazione rigorosa dei coefficienti di spesa i flussi delle tavole devono essere espressi ai prezzi della produzione
  14. I coefficienti tecnici o di spesa derivati dai flussi della tavola input-output: Sono calcolabili in termini di produzione, di importazione e di risorse totali
  15. I coefficienti tecnici o di spesa si calcolano sulla base di un rapporto in cui al denominatore: Figura sempre la produzione
  16. Nell'analisi di impatto, l'obiettivo è: Determinare il livello di produzione interna
  17. Nell'equazione di bilancio scritta in forma matriciale compatta: Ci si riferisce solo ai flussi di produzione interna
  18. Nell'analisi di impatto: Si vuole misurare l'impatto derivato dall'aumento ad eempio della spesa pubblica
  19. Il metodo iterativo permette di scomporre la produzione attivata dalla domanda finale in termini di: Produzione destinata direttamente ai settori finali nonché i fabbisogni diretti e indiretti
  20. Nell'attivazione delle importazioni per uso intermedio, se il generico elemento della matrice dei coefficienti di fabbisogno diretto degli input di importazione è pari a 0,2: Ciò implica che per ogni euro prodotto nella branca j si necessita di 0,2 euro prodotte nella branca i di origine estera
  21. Nell'attivazione delle importazioni per uso intermedio, se il generico elemento della matrice dei coefficienti di fabbisogno diretto e indiretto dei flussi di produzione interna è pari a 0,3: Ciò implica che per ogni euro di incremento nella branca j di produzione interna si avrà un incremento di 0,3 euro nella branca i
  22. Le importazioni intermedie sono funzione: Della domanda finale interna
  23. La matrice dei coefficienti di fabbisogno diretto e indiretto degli input di risorse

primarie: Permette di calcolare ciascuna delle r voci del valore aggiunto in funzione delle domande finali rivolte alla branche produttive di origine interna

  1. Il modello costo-prezzi: Ha come obiettivo quello di determinare l'effetto sui prezzi dei beni a seguito di un incremento dei costi avvenuti in una determinata branca
  2. Nel modello costi-prezzi: Il generico elemento Ci j indica la variazione del prezzo del bene i-mo a seguito di una variazione unitaria del valore aggiunto per unità di prodotto nella branca j
  3. I rapporti statistici: Servono per comparare la variazione nello spazio di uno stesso fenomeno
  4. I fenomeni globali: Riguardano un fenomeno collettivo misurabile attraverso uno scalare definito funzionalmente a partire dalle sue componenti
  5. Il rapporto generico: Fa riferimento a somme o valori medi riferiti a più modalità di uno o più caratteri
  6. Nelle variazioni o differenze relative: Nel caso delle comparazioni spaziali si utilizza in genera la media delle intensità osservate come circostanza di riferimento
  7. Il rapporto di composizione: Si configura come quoziente di parte al tutto
  8. Il rapporto pro capite è: Un esempio di rapporto densità
  9. Il quoziente demografico è: Un esempio di rapporto di derivazione
  10. Nei rapporti di derivazione: Il fenomeno posto al numeratore è un dato di flusso
  11. L'indice di liquidità, rapporto tra attività e passèività correnti, è: Un esempio di rapporto coesistenza
  12. La spesa media per il consumo delle famiglie è: Un esempio di rapporto di densità
  13. I numeri indici: Sono un particolare tipo di rapporto statistico
  14. I numeri indici a base mobile: Servono per misurare le variazioni di breve periodo
  15. Valori di un numero indice tra l'anno t-1 e l'anno t pari a 92,5: Indica che il fenomeno è diminuito di 7,5 punti percentuali nel periodo osservato
  16. La proprietà di transitività: Consente di transitare per indici costruiti utilizzando basi diverse, senza dover utilizzare i dati originari
  17. La proprietà di reversibilità: Consente di modificare la base di una serie di numeri indici senza dover utilizzare i dati originari
  18. L'indice dei prezzi al consumo (con base 1995=100) nel 2008 è risultato pari a 125. a Roma e 122.9 a Milano. Ciò significa che: A Roma la dinamica dei prezzi tra il 1995 e il 2008 è risultata più accelerata
  19. Il numero indice calcolato per il periodo base vale 1. Questo è vero in virtù della proprietà della: Identità
  20. Quando si opera un cambiamento di base devono essere rispettate le proprietà della: Reversibilità delle basi, transitività delle basi, identità
  21. Fissata la base (uguale a 100) nel 2003, la serie dei numeri indici elementari di prezzo per un determinato prodotto è pari a 0.87 nel 2004 e a 1.08 nel 2005.: Nel 2005 il prezzo del bene ha registrato una diminuzione del 6% rispetto al 2003
  22. Il tasso medio semplice: Ricava il tasso come media delle variazioni relative di indici a base fissa
  23. Nella costruzione dell'indice sintetico dei prezzi si ricorre: A un rapporto tra aggregati in valore
  24. Nella scelta dei pesi per la ponderazione: Le quantità fisiche devono essere espresse nella stessa unità di misura
  25. Gli indici dei prezzi di Laspeyres e di Paasche: I coefficienti di ponderazione di Paasche sono a base mobile
  26. Gli indici dei prezzi di Laspeyres e di Paasche: L'indice di Laspeyres riflette una realtà in cui il consumatore ha un atteggiamento conservatore
  27. L'indice di Laspeyres: Nel caso di correlazione negativa tra variazioni di prezzo e di quantità assume valori maggiori rispetto all'indice di Paasche

volume dell'aggregato

  1. L'inflazione: Misura le variazioni nei prezzi di beni e servizi di consumo acquistati dalle famiglie attraverso l'IPC
  2. L'inflazione strisciante: Riguarda un aumento dei prezzi inferiore al 3%
  3. L'inflazione propria: E' pari all'inflazione finale
  4. Il tasso di inflazione normale: E' il tasso che non tiene conto di eventuali variazioni anomale
  5. Nel contesto dell'Analisi Shift and Share: La componente strutturale misura la parte di variazione dovuta alla struttura produttiva di partenza dell'area geografica considerata
  6. L'Analisi Shift-Share: Consente di scomporre le differenze di una variazione temporale del fenomeno oggetto di studio
  7. Il problema della comparazione dei prezzi: Si pone a causa della variabilità dei prezzi che rende i confronti tra aggregati monetari relativi ad ambiti territoriali diversi non omogenei
  8. Nella comparazione dei prezzi: I confronti tra gli aggregati monetari non si risolvono tramite le cosiddette partià valutarie
  9. L'eliminazione degli effetti dei diversi livelli dei prezzi: Per confrontare aggregati tra diversi paesi con la stessa valuta
  10. Nei confronti tra paesi per la comparazione dei prezzi: La questione metodologica risiede nel rispettare la proprietà di transitività
  11. Se il confronto per la comparazione dei prezzi, riguarda due soli paesi: Il confronto basato su un solo bene è palesemente fuori dalla realtà
  12. Se l'indice della parità economica elementare di un certo bene tra due paesi A e B è pari a 0,70: Ciò vuol dire che il prezzo del bene in questione per il paese A è minore del 30% rispetto al paese B, scelto come base
  13. Il passaggio da un indice di prezzo elementare ad un indice sintetico complesso: Prevede l'esistenza di un paniere di beni rappresentativo di un intero aggregato
  14. Gli indici complessi utilizzati nei confronti spaziali: Conducono a risultati non univoci, a seconda del sistema di ponderazione utilizzato
  15. Nei confronti spaziali, la scelta del paese come base è: Rende inutilizzabili gli indici di Laspeyres e di Paasche anche nei confornti binari
  16. Nei confronti spaziali, per questioni metodlogiche: Si utilizza l'indice di Fisher solo nei confronti binari perché soddisfa la proprietà di reversibilità delle basi
  17. I confronti multilaterali si effettuano: Attraverso indici complessi che soddisfano la proprietà di additività
  18. Nei confronti multilaterali: La costruzione di deflatori deve rispondere all'esigenza di determinare i tassi di equivalenza del potere di acquisto
  19. L'indice EKS: Soddisfa la proprietà di transitività in modo tale che la scelta del paese base possa considerarsi indifferente ai fini del confronto multilaterale
  20. L'indice di Geary-Khamis: Utilizza come Parità dei Poteri di Acquisto un indice di tipo Paasche
  21. L'indice di Geary-Khamis: La sintesi che porta al calcolo dei prezzi dei prodotti in moneta comune è ottenuta da una media aritmetica ponderata
  22. La variabilità territoriale dei prezzi per i confronti tra diverse aree: La variabilità territoriale dei prezzi per i confronti tra diverse aree:
  23. L'approccio seguito per la realizzazione dei confronti internazionali, attraverso l'impiego dei metodi basati sui confronti multilaterali: Si basa prima di tutto sull'analisi dei dati disponibili
  24. L'indice di Gerardi: E' una media geometrica semplice
  25. L'indice di Gerardi: Soddisfa la proprietà di transitività
  26. L'indice di Geradi: Adotta una struttura unica dei prezzi comuni come l'indice di Geary-Khamis
  1. I numeri indici a catena: Richiedono l'utlizzo di molte informazioni
  2. I numeri indici a catena: Possono dar luogo a discrepanze nella quadratura dei conti degli aggregati economici
  3. Se l'inflazione tendenziale è pari a gennaio 2000 al 2,3%: Ciò significa che il tasso di variazione dei prezzi al consumo è stato pari a +0.
  4. L'incremento relativo medio di un fenomeno: L'utilizzo di un determinato metodo di calcolo dipende dall'ipotesi di sviluppo del fenomeno
  5. L'incremento relativo medio di un fenomeno: Esprime l'evoluzione del fenomeno tra due istanti temporali di rilevazione
  6. Il tasso di inflazione tendenziale: Offre una visione prospettica del fenomeno
  7. Il tasso di inflazione media: E' superiore al tasso di inflazione tendenziale se l'inflazione è in fase calante
  8. L'inflazione propria: E' una componente della variazione media annua dell'indice dei prezzi
  9. L'inflazione propria dell'anno t: E' ottenuta come differenza percentuale tra l'indice medio dell'anno t e quello di dicembre dell'anno precedente
  10. L'inflazione di fondo: Non risente di eventuali variazioni anomale dei prezzi
  11. I rapporti di rinnovo: Rappresentano la quota parte della popolazione osservata che si è rinnovata nel periodo considerato
  12. I rapporti di durata: Sono costruiti a apartire dai tassi di entrata e di uscita
  13. I tassi di turnover: Sono cosi definiti i rapporti di entrata, di uscita e di rinnovo
  14. I rapporti di rinnovo: Sono sempre calcolabili
  15. Nella matrice di transizione tra il tempo t-1 e il tempo t delle n unità di un collettivo: E' possibile verificare quanta parte delle unità del collettivo rimangono nello stesso stato
  16. I tassi di transizione e/o permanenza: Possono essere presentati anche in forma tabellare ottenendo la tabella dei tassi di transizione
  17. Nella previsione di fabbisogno del personale: Si può accettare l'ipotesi di costanza per il futuro dei tassi di permanenza considerando i valori medi dei tassi registrati negli ultmi anni
  18. I rapporti di turnover sono calcolati: Rapportando la somma di entrate ed uscite alla consistenza media del periodo considerato
  19. Nella tabella dei tassi o probabilità di transizione: Si assume che gli spostamenti di carriera possano avvenire solo verso qualifiche più elevate
  20. Nella mobilità del personale di un'azienda: I dipendenti possono avere la possibilità di passare tra vari stati
  21. In una serie storica: I dati relativi ad un fenomeno sono rilevati secondo intervalli regolari di tempo ed ordinati cronologicamente
  22. In una serie storica: Lo scopo è di individuare la “legge” che governa il fenomeno oggetto di studio
  23. Il metodo classico: L'idea di fondo è di distinguere con certezza l'effetto di ogni componente della serie
  24. Il metodo moderno: Si vuole descrivere l'andamento generale del fenomeno ovvero il meccanismo che ha generato la serie storica
  25. Il trend: E' un movimento monotono di fondo che evidenzia l'evoluzione strutturale del fenomeno
  26. Il ciclo: E' un movimento originato dal presentarsi di situazioni più o meno favorevoli
  27. Il ciclo: Presenta generalmente oscillazioni di durata superiore all'anno
  28. La stagionalità: La sua regolarità sta nel riproporsi ogni anno, con un effetto più o meno costante nel tempo
  29. L'accidentalità: Presenta oscillazioni irregolari
  30. Il modello additivo: E' costituito da tre componenti deterministiche e da una
  1. Nell'analisi dei residui, i test statistici: Si distinguono a seconda del tipo di procedure seguite
  2. Nella previsione dei punti di svolta: N21 è la frequenza dei punti di svolta non previsti ma verificatesi
  3. L'indice relativo degli errori di seconda specie: E' il rapporto tra il numero di errori di seconda specie e il numero totale di punti di svolta effettivi
  4. Nel valutare l'attendibilità delle previsioni formulate: La misura della qualità della previsione è data dal confronto con la realtà, ovvero dalla distanza tra previsione e successiva realizzazione
  5. L'errore di previsione: E' una funzione monotona non decrescente
  6. L'errore assoluto medio di previsione: E' una media potenziata di ordine 1
  7. La media quadratica degli errori di previsione: E' una media potenziata di ordine 2
  8. Tra le componenti che costituiscono l'errore complessivo di previsione (MQE)^2: La frazione di errore imputabile a diversa variabilità segnala che non si sono previste esattamente le oscillazioni dei valori effettivi intorno alla linea del trend
  9. Tra le componenti che costituiscono l'errore complessivo di previsione (MQE)^2: L'errore sistematico indica in che misura non si è stati in grado di prevedere il livello medio del fenomeno
  10. L'indice proposto da Theil per analizzare contemporaneamente più serie storiche: Consente di valutare le eventuali differenze di attendibilità nelle previsioni durante le fasi di espansione e di contrazione del ciclo economico
  11. L'indice di Giano: Valori dell'indice minori di 1 segnalano un miglioramento dell'attendibilità delle previsioni nel secondo periodo rispetto al primo
  12. L'obiettivo dell'analisi moderna delle serie storiche: Descrivere il processo generatore dei dati
  13. Per individuare un modello probabilistico che descriva l'evoluzione del fenomeno in esame: Si ricorre a modelli in cui il passato spiega il presente
  14. Nel modello di Box-Jenkins: Si introduce una variabile ritardata
  15. Nel modello di Box-Jenkins: La variabile dipendente è spiegata in funzione delle variabili ritardate
  16. L'autocorrelazione: E' funzione della covarianza tra la variabile dipendente del fenomeno osservata al tempo t e la sua ritardata osservsta al tempo t-k
  17. Se la serie è stazionaria: Le oscillazioni intorno a zero dei valori delle autocorrelazioni dovrebbero essere causali
  18. La correlazione tra due variabili: Nel contesto delle serie storiche, buona parte della correlazione tra una variabile osservata al tempo t e un'altra osservata al tempo t-k può essere dovuta alla correlazione che tali variabili hanno con altre variabili osservate al tempo t-1, t-2,...,t-k+
  19. Nell'approccio moderno delle serie storiche: Un processo stocastico è stazionario se le oscillazioni intorno a zero dei valori delle autocorrelazioni sono erratiche senza presentare specifici andamenti o pattern
  20. Nel modello auto regressivo: L'obiettivo è determinare fino a quanti tempi prima si osserva un impatto della variabile x sul dato corrente
  21. Nel modello autoregressivo: La stima del modello avviene in modo analogo a quanto avvine nella regressione semplice
  22. Il time plot: E' un grafico per osservare la stazionarietà della serie sotrica
  23. Il time plot: Consente di evidenziare l'evoluzione nel tempo di una serie
  24. Per analizzare la stagionalità di una serie: La tipologia di modello da utilizzare è indifferente
  25. La stagionalità: Per la sua individuazione dobbiamo inizialmente calcolare una media mobile centrata
  26. I coefficienti lordi di stagionalità: Sono così definiti i rapporti lordi del modello

moltiplicativo

  1. Per calcolare un coefficiente netto di stagionalità per ciascun mese: Si introduce l'ipotesi che il modello di stagionalità è costante
  2. Se il principio di conservazione delle aree non è rispettato: Si devono aggiustare i coefficienti unici per ciascun mese
  3. Il coefficiente unico per ciascun mese nel caso di dati mensili: E' cosi definito perché il modello di stagionalità costante si presenta nel medesimo mese dei vari anni, con la stessa direzione e stessa forza
  4. I coefficienti netti di stagionalità: Per verificare che le stime dei coefficienti netti di stagionalità sono valide, si può ricorrere a un correlogramma dei residui
  5. Se la serie destagionalizzata presenta alla fine della procedura di calcolo ancora delle oscillazioni stagionali: Si deve calcolare una nuova media mobile sulla serie destagionalizzata in modo da eliminare tali oscillazioni
  6. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: Il trend può crescere ma a un tasso decrescente
  7. Il trend: Se espresso da una funzione lineare e
  8. Se la covarianza tra la variabile Y oggetto di studio e la variabile tempo è pari a zero: La correlazione se esiste è di tipo non lineare e il trend è rappresentato da un polinomio di grado maggiore di uno
  9. La funzione esponenziale: E' caratterizzata da una crescita repentina e apparentemente senza limiti ed è spesso usata quando le vendite di un prodotto si trovano nel periodo di massimo sviluppo
  10. Il trend lineare: La proprietà di una retta è che le differenze prime dei termini successivi della funzione sono costanti
  11. La stima della stagionalità prevede al primo passo: L'identificazione di una funzione analitica
  12. In azienda è necessario effettuare le previsione delle vendite per predisporre i piani strategici: A tal fine, l'obiettivo è specificare il trend con una funzione del tempo da poter poi utilizzare a fin previsivi
  13. Nella previsione di una serie tramite il trend: L'ipotesi di partenza è che la parte sistematica del modello sia rappresentata solo dal trend
  14. Nell'applicare il metodo dei minimi quadrati ordinari: E' necessario controllare per eventuali cambiamenti strutturali della serie
  15. La previsione puntuale sul possibile valore del fenomeno al tempo t+h: Si basa solo sul valore atteso della componente di fondo condizionatamente a tutte le informazioni raccolte sino al tempo t e alle ipotesi formulate sul valore atteso del termine di errore
  16. Il coefficiente di correlazione lineare: Se le variabili X e Y sono indipendenti è pari a zero
  17. L'indice di correlazione di Pearson: Si applica per dati continui
  18. Se la covarianza tra due variabili è pari a zero: Può esistere una forma di dipendenza tra due variabili che non è lineare
  19. Il segno del coefficiente di correlazione: Dipende dal segno della covarianza
  20. La significatività del coefficiente di correlazione: L'ipotesi nulla è che r sia uguale a zero, dove con r si indica il coefficiente di correlazione
  21. Se due caratteri X e Y sono concordi: Il coefficiente di correlazione è positivo
  22. Se due caratteri sono discordi: La relazione lineare è di tipo inverso
  23. Il coefficiente di correlazione lineare: Può essere diverso da zero pure se non si è in presenza di una relazione tra le due variabili
  24. Il coefficiente di correlazione lineare: Può essere pari a zero ma le variabili non sono indipendenti
  25. In presenza di dati anomali: Il coefficiente di correlazione può ad esempio essere negativo ma non esiste legame tra la variabile X e la variabile Y

Normale con media μ = 30 e deviazione standard σ = 8/

  1. L'intervallo di confidenza al 95% per la media m di una popolazione è 20.5 < μ < 22.25. Se, fermi restando tutti gli altri elementi in gioco, si aumenta il livello di confidenza al 99% l’ampiezza dell’intervallo in questione: Non potrà che aumentare
  2. Sia data la popolazione P = {3,6,9}.a) Calcolate la media: μ e la varianza σ^2 della popolazione P : μ = 6 e varianza = 6
  3. Quando si stima la media della popolazione: Si costruisce un intervallo di confidenza ipotizzando che la popolazione si distribuisca come una normale anche se la varianza della popolazione non è nota purchè la numerosità del campione sia maggiore di 30
  4. Nel test sulle medie: La distribuzione della statistica test dipende dalle informazioni che abbiamo sui parametri della popolazione
  5. In un test di ipotesi quale delle seguenti affermazioni è vera: Un test statistico è una regola per discriminare i campioni che, se osservati, portano al rifiuto o all'accettazione dell'ipotesi nulla
  6. Quali delle seguenti affermazioni è corretta: La regola di decisione che lega il campione al parametro su cui si vuole eseguire il test si chiama statistica test
  7. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta nell'ipotesi di un modello di regressione lineare: Gli errori possono distribuirsi non normalmente
  8. Quale delle seguenti affermazioni è corretta nell'ipotesi di un modello di regressione lineare: La presenza del termine di errore è dovuta al fatto che la relazione tra la variabile dipendente e indipendente potrebbe non essere lineare
  9. Nell'analisi dei residui: In presenza di cambiamento strutturale nella relazione tra variabile dipendente e variabili esplicative, i residui risultano clusterizzati
  10. Nell'analisi dei residui in un modello di regressione lineare: In presenza di mal specificazione del modello si è in presenza di eteroschedasticità
  11. Nella verifica delle ipotesi fondamentali alla base del modello di regressione lineare: Se l'ipotesi di normalità dei residui non è soddisfatta, l'assunzione di linearità del modello non è valida
  12. Nel modello di regressione lineare: Le assunzioni alla base della distribuzione dei residui si basano sul teorema centrale del limite
  13. Utilizzando un diagramma a dispersione tipo scatterplot: Il coefficiente di correlazione dei residui deve essere pari a zero
  14. Quando le relazioni non sono lineari occorre utilizzare una forma funzionale appropriata: Si deve utilizzare la forma funzionale che meglio si adatta ai dati
  15. La presenza di valori anomali nei dati: Genera residui molto distanti dagli altri residui
  16. In presenza di valori anomali: Bisogna porre attenzione ai metodi di stima perché le tecniche di rimozione degli outliers non sono esenti da errori e conducono a framework impropri
  17. Quale delle seguenti definizioni non è corretta: Quando l'analisi della correlazione interessa più di due variabili, l'indice di correlazione può essere calcolato per tutte le possibili coppie di variabili
  18. Quale delle seguenti definizioni non è corretta: Il coefficiente di determinazione multiplo corretto cresce sempre all'aumentare del numero delle variabili esplicative incluse nel modello
  19. Il modello di regressione multiplo: Si assume che le osservazioni della variabile risposta siano in correlate
  20. Nel modello di regressione lineare multipla: Si assume che esso sia linearizzabile nei parametri
  21. Nel modello di regressione lineare multipla: La variabile dipendente è una variabile casuale
  22. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: La costante del modello di

regressione misura il valore atteso della variabile dipendente quando almeno una delle variabili esplicative è pari a zero

  1. I minimi quadrati ordinari: La varianza corretta degli stimatori dei minimi quadrati ordinari è una quantità fondamentale per l’inferenza sui coefficienti di regressione
  2. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Se la dipendenza della variabile risposta dalle variabili esplicative non è lineare ma è ad esempio quadratica, logaritmica,il grafico dei residui rispetto ai valori predetti non rileverà questa dipendenza non lineare
  3. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Nel modello di regressione si assume che le osservazioni della variabile risposta siano correlate
  4. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Se il modello di regressione multipla non presenta la costante le interpretazioni del coefficiente di determinazione R^ come rapporto di varianza continuano ancora a valere
  5. In un modello di regressione lineare multipla: Quando si confrontano modelli di regressione lineare con un diverso numero di variabili esplicative, l'indice R2 deve utilizzato con cautela
  6. In un modello di regressione lineare multipla: Si usa la statistica test F di Fisher che è funzione di R^
  7. Nell'utilizzare la statistica test F di Fisher per valutare la bontà del modello: L'ipotesi nulla si rifiuta se p-value < α
  8. Nella verifica della bontà del modello: Devono essere soddisfatte le condizioni di normalità distributiva della Y, di omoschedasticità e di indipendenza delle osservazioni
  9. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Le proprietà degli stimatori e i test d'ipotesi sono validi indipendentemente dal verificarsi delle proprietà della componente stocastica
  10. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Se l'ipotesi nulla per valutare la significatività delle stime non è rifiutata la variabile xj ha un potere esplicativo e non viene eliminata dal modello
  11. Nel test per la significatività delle stime: Occorre individuare la regione di rifiuto ottenuta dai valori della statistica t che sono maggiori del valore teorico della t Student
  12. L'esistenza di una correlazione fra le variabili indipendenti di un modello di regressione: Si riduce la capacità previsiva del modello
  13. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Quando il fattore di accrescimento della varianza ovvero il VIF è maggiore di uno siamo in presenza di un'alta multicollinearità
  14. Esistono alcuni modi per individuare il caso di multicollinearità nei dati: Quando le statistiche test t e il test F danno risultati contraddittori
  15. Nell'analisi della struttura produttiva: Occorre fare riferimento al numero di occupati
  16. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Il riferimento ai dati censurari esclude il censimento sull'agricoltura
  17. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Il censimento dell'industria e dei servizi fornisce informazioni sull'offerta di lavoro
  18. Quale tra i seguenti termini non rappresenta una caratteristica dell'analisi settoriale- territoriale: Struttura
  19. La classificazione delle attività produttive non avviene: Per tipologia di prodotto
  20. L'analisi dimensionale: Rileva il profilo territoriale solo in termini di statica comparata
  21. Quali delle seguenti affermazioni non è corretta: L'analisi dimensionale è svolta mediante il calcolo dei soli indici di posizione
  22. Nell'analisi della dimensione: La media entropica è da preferire alla media aritmetica
  23. Quale delle seguenti affermazioni è corretta nell'approccio ordinale: La dimensione prevalente è molto piccola più del 50% degli addetti è occupato in imprese con al massimo 9 addetti
  24. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta nell'approccio ordinale: La
  1. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta sull'indice di Moran: Valori non significativi di Z(I) portano ad accettare l'ipotesi nulla di assenza di autocorrelazione
  2. L'indice di Moran: Se assume valore pari a zero, indica che l'intensità del carattere oggetto di studio si distribuisce in modo casuale nello spazio
  3. Nell'analisi spaziale: Un'area finalizzata è una partizione ad hoc del territorio
  4. Nell'analisi spaziale: Un pattern uniforme è un esempio di dislocazione dei punti nello spazio
  5. Quale dei seguenti indici non è un indice spaziale di posizione: Dispersione territoriale
  6. Quale delle seguenti affermazioni sugli indici spaziali non è corretta: Se le aree vicine sono più diverse di quelle lontane si è in presenza di autocorrelazione nulla
  7. I processi di punto: Consentono di misurare la struttura spaziale delle attività economiche rispetto a differenti scali geografiche
  8. Il più noto dei processi di punto è: Il processo omogeneo di Poisson
  9. La funzione K: Misura la concentrazione geografica del fenomeno oggetto di studio
  10. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Un processo di punto è definito come la realizzazione di un processo spaziale, vale a dire come una collezione di eventi casuali, generati da un meccanismo deterministico
  11. L'intensità: La stima dell'ampiezza di banda tende a evidenziare gli effetti locali del processo di localizzazione delle imprese
  12. Quale delle seguenti operazioni non rientra in un'operazione di geocodifica dei punti: Il punto è la tipologia di dato spaziale più idonea a rappresentare oggetti di dimensione trascurabile rispetto all'estensione dell'area di studio
  13. Quale delle seguenti informazioni non è corretta circa l'individuazione di fenomeni di concentrazione spaziale dei punti: Il grafico della funzione L(t) è sempre lineare
  14. Nell'applicazione nell'area urbana di Roma si evince: Il processo di aggregazione delle imprese si evidenzia quando la curva empirica (la L stimata) cresce più velocemente della curva teorica
  15. Nell'esempio della stima della funzione L: La tendenza alla clusterizzazione diventa statisticamente significativa a partire da determinate soglie di distanza
  16. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta nell'analisi kernel condotta per l'area urbana di Roma: Allargare l'analisi fino a comprendere tutta la provincia di Roma evidenzia un'intensità (del fenomeno di localizzazione) più piatta
  17. L'analisi spaziale multivariata: Fornisce informazioni e analisi che la statistica tradizionale non è in grado di produrre
  18. La concentrazione delle attività manifatturiere è dovuta principalmente: Alla presenza di imprese del terziario avanzato che fanno da supporto nella fase di start up
  19. Quale delle seguenti affermazioni non è vera: Il tempo a differenza dello spazio non influenza la crescita e la domanda di servizi specializzati
  20. La funzione K bivariata analizza principalmente: La relazione spaziale tra due qualsiasi tipologie di imprese localizzate nella medesima area territoriale
  21. La funzione K bivariata: Consente di descrivere il processo leaders-followers
  22. Nel test sull'assenza di interazione tra i due tipi di punti: Bisogna prestare attenzione nella formulazione dell'ipotesi nulla
  23. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: La funzione K bivariata consente di verificare la presenza di eventuali network
  24. Quale dei seguenti concetti non è spaziale: Network
  25. La connessione in rete, rinsaldata dalle tecnologie dell'ICT: Rafforza la necessità dell'interazione diretta, fisica, tra le persone, imprenditori, manager, dipendenti
  26. L'analisi spaziale consente di: Cogliere l'intensità dei fenomeni se il livello geografico è rivolto a scale di piccola dimensione
  27. Nelle diverse fasi fondamentali di approccio alla strategia di marketing da parte delle

aziende, la fase attuale è: Orientata al cliente

  1. Nella teoria delle 4 P quale fase non rientra nel product: Selezionare e gestire i canali distributivi
  2. Quale tra le seguenti affermazioni non è necessaria per disegnare una strategia di marketing da parte dei manager: Come migliorare il fatturato dell'azienda
  3. Le ricerche di mercato non riguardano: Le strategie di localizzazione dei competitors
  4. Rispetto al problema di marketing inerente l'individuazione della dimensione potenziale del mercato, una possibile risposta è: Misurare il numero di famiglie disponibili all'acquisto del prodotto
  5. Rispetto al problema di marketing inerente la soddisfazione del prodotto da parte dei consumatori, una possibile risposta è: Costruire una scala di misura appropriata
  6. Quale tra i seguenti esempi non rientra nell'identificazione di problemi e opportunità in una ricerca di mercato: Verifica dell'efficacia delle strategie promozionali
  7. Quale tra i seguenti esempi non rientra nell'analisi dei processi di marketing in una ricerca di mercato: Valutazione dell'efficacia di una linea di distribuzione
  8. Tra i seguenti ambiti quale non rientra nella ricerca sul prodotto: Consumer test
  9. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Gli strumenti nella metodologia descrittiva sono l'analisi delle serie storiche e il metodo Delphi
  10. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Il tasso di rifiuto cresce in misura più che proporzionale alla difficoltà delle domande
  11. La tecnica dell'intervista telefonica: Ha un basso tasso di copertura della lista di campionamento
  12. Per ottenere una risposta corretta: L'intervistato deve essere in grado di comprendere la domanda
  13. Nella struttura di un questionario: Le domande filtro servono a ridurre il tempo necessario per l'intervista
  14. L'errore non campionario: Esiste sempre in qualsiasi tipo di rilevazione dei dati
  15. Il requisito di qualità di un'indagine in un questionario: E' inversamente proporzionale all'errore di rilevazione
  16. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: La trasparenza è il requisito più importante per la qualità di un dato statistico
  17. Nel caso in cu le informazioni relative ad alcune unità statistiche risultino completamente mancanti: Si incrementa il valore dei pesi campionari di unità rispondenti considerate rappresentative di quelle non rispondenti
  18. Gli errori di misura non sono riconducibili a: Problemi di stima dei dati
  19. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Il trattamento degli errori di misura nei questionari informatizzati non fornisce maggiori possibilità di controllo e di trattamento degli errori non campionari
  20. Il campionamento sistematico: La lista di campionamento è ordinata secondo un qualche criterio in modo tale che il campione selezionato è condizionato da tale ordinamento
  21. Nel campionamento stratificato: Gli strati dovrebbero contenere unità più omogenee rispetto al carattere di interesse
  22. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Il campione di Neyman è quello per cui si rende minima la varianza per un costo fissato
  23. L'efficienza complessiva del disegno di campionamento utilizzato: E' misurata attraverso il rapporto tra la varianza del campione complesso utilizzato e quella di un ipotetico campione casuale semplice di pari numerosità in termini di unità finali di campionamento
  24. Nel rapporto tra universo e campione: Più è piccola la popolazione di riferimento più la numerosità campionaria tende ad essere un censimento
  25. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Un caso particolare di campionamento stratificato è quello riponderato