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Appunti di lezione del professor Bertoli, corso di Scienze della Formazione Primaria; anno 2024-2025
Tipologia: Appunti
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UDA da consegnare almeno 20 giorni prima dell’appello se non si riceve risposta, rimandare la mail 30/ Spazio e tempo coordinate imprescindibili oggi e per gli antichi Sguardo storico = rende consapevoli conoscere la storia permette di migliorare noi stessi, il mondo e l’ambiente quindi lo spazio (esistono anche regressioni nella storia) Capire (“capere” = prendere) capire un evento significa farlo mio, interiorizzarlo andando però ad apporre un filtro personale quindi interpretarlo = fare storia Storia = inno alla diversità (educazione alla libertà perché ci mette nella condizione di poter scegliere) ≠ opinioni Sapere è circolare (storia è una piccola parte di un tutto) Informazioni dell’antichità poche fonti sono sopravvissute all’imbuto del tempo (abbiamo pochi punti di vista e molte ricostruzioni fantastiche). 03/ Cos’è la storia? La storia è una narrazione dei fatti (qualcosa che è accaduto) avvenuti intesa come il racconto degli accadimenti, dove si intende per: Accadimento/evento = fatti avvenuti in un determinato modo qualcosa di oggettivo (uguale per tutti es. oggi piove) Narrazione = evento che passa da un soggetto qualcosa di soggettivo (individuale es. la pioggia era molto tranquillizzante/la pioggia era molto aggressiva) La narrazione degli eventi è formata da un elemento oggettivo (ossia un elemento che si rifà a qualcosa di fortemente legato alla realtà) ma viene anche filtrata da chi narra la realtà (mittente) e da chi riceve la narrazione (ricevente). La storia dunque non è oggettiva ma è semplicemente una delle possibili ipotesi che tentato di ricostruire come è avvenuto davvero un fatto si può trovare un parallelismo fra storia e casi giuridici: quando un giudice determina la sentenza riguardante un caso lo fa sulla base dell’oggettività delle prove che in quel momento possiede ma esiste la possibilità che un caso venga riaperto se si trovano altre prove, purchè ammissibili. Allo stesso modo una ricostruzione storica può essere variata in presenza di altre prove. Questa narrazione dei fatti in termini più scientifici è chiamata storiografia , dal greco “grafia” = narrazione/scrittura e “historiae” = storia. I termini “ιστορια” o “historia” derivano dalla radice Fιδ (vid-) da “οιδα” = “ho visto” (perfetto del verbo greco “οραω” = “vedere”) il termine continente l’idea di vedere e quindi di sapere ma il termine “οιδα” contiene al suo interno un aspetto puntuativo del verbo che rianda a un processo di interiorizzazione di ciò che visto e che quindi diventa sapere. Interiorizzare = processo di avvicinamento del soggetto all’esterno. Dunque il sapere diventa tale nel momento in cui interiorizzo ciò che ho visto attraverso il mio punto di vista (filtro). Dobbiamo essere consapevoli che i fatti che narriamo o che sentiamo sono sempre filtrati , nonostante derivino da un evento oggettivo. Il filtro può essere la persona che racconta ma anche il contesto in cui quel determinato fatto avviene o il contesto culturale dunque non sempre il filtro, che poniamo nella narrazione dei fatti, è intenzionale Più difficile è ricostruire una narrazione oggettiva della storia antica, in quanto abbiamo fonti limitate a causa dell’imbuto del tempo (dunque il nostro criterio di valutazione è scientifico per quanto ci permettono le prove).
Lo storico tenta dunque di fare una ricostruzione di fatti comprovabile (si fanno ipotesi che devono essere accettate dalla maggior parte della comunità scientifica solo un’ipotesi, ne possono esistere molte altre. Ecco perché fare storia significa fare un’indagine. La storiografia nasce nel V sec. a.C. durante 2500 di pratica storiografica si sono stabiliti dei criteri fondamentali che occorre rispettare Questi criteri sono quelli che vengono chiamati metodo storico o metodologia storica. Infatti il termine storia si ritrova già in Omero con accezione giuridica: “ istor ” = personaggio che è un giudice chiamato a dirimere una lite, scegliendo fra due; per fare questo ascolta i fatti, vaglia le ragioni e opera una scelta. Per capire come nasce la storiografia occidentale occorre risalire all’ epigrafe rupestre di Bisotun (in Iran = immensa zona geografica che anticamente era la Persia dalle coste del mar Egeo/dell’Asia minore fino all’odierna India) = iscrizioni di carattere cuneiforme multilingue (persiano accadico, aramaico ed elamitico) create fra il 520- 518 a.C. (VI sec. a.C.) durante il regno persiano di Dario. Si tratta di un’autobiografia encomiastica del re Dario I res gestae persiane (cfr. incipit “Io sono Dario, re dei re”). È un racconto di qualcosa che è accaduta ma è il racconto di ciò che è accaduto a una persona e scritto da una persona (nella storiografia romana diventa un genere, il genere delle res gestae con finalità encomiastica*). Lo storico, nella sua indagine storica, deve tenere conto del filtro di Dario e che questo è un solo documento che gli è giunto su molti altri scritti. *finalità encomiastica = dare lustro a un personaggio La prima voce di dissenso (perché è un perfetto sconosciuto che tira su la testa e fa ciò che aveva fatto “il re dei re”) è quella di Ecateo di Mileto , greco di cultura ma che opera sotto il regno dell’Asia, (550-476 a.C.); scrive la “ genealogiai ” giunta frammentaria. Ma si legge su un frammento a noi giunto “Ecateo di Mileto dice così: scrivo queste cose, nel modo in cui mi sembrano essere vere: i racconti dei Greci, infatti, sono molti e ridicoli, come mi appaiono” Ecateo si pone come strumento al servizio dei suoi destinatari. Anche nel racconto di Ecateo di Mileto si pone il problema della soggettività per due motivi: È uno dei tanti che poteva fare storia Racconta le cose per come gli sembrano essere vere ( filtro = sua soggettività) Ma la voce di Ecateo è fondamentale perché come dice Luciano Canfora: nasce la storiografia laica (perché non è quella di Dario/statale), libera (filtro di Ecateo) e occidentale. Altra figura chiave è quella di Erodoto di Alicarnasso (484-430 a.C.) autore delle “historiai”. Nell’incipit egli scrive: “Erodoto di Alicarnasso espone qui il risultato delle sue ricerche storiche; lo scopo è di impedire che avvenimenti determinati dall’azione degli uomini finiscano per sbiadire col tempo, di impedire che perdano la dovuta risonanza imprese grandi e meravigliose di ammirazione realizzate dai Greci come dai barbari”. Quello di Erodoto è un incipit innovativo, perché sottolinea lo scopo , mettendo in luce gli avvenimenti di più rilievo (eliminando quelli di scarso rilievo).
Dipende dall’acutezza della fase critica (devo mettere in dubbio le fonti che ho davanti) e dall’intelligenza con cui colgo i nessi temporali e spaziali fra un fatto e l’altro tutto ciò che viene narrato deve essere verificato la storia non è una cosa che deve far piacere all’udito ma deve essere una cosa che deve servire. Il modo superandi tucidideo era così diffuso che aveva convinto che Luca nel suo vangelo procedesse in questo modo scientifico. 07/ Durante il corso della storia i soggetti sono trasformati dai contesti ,dove li stessi agiscono. Per interpretare la storia bisogna capire la trasformazione che avviene e come quest’ultima influisce sui soggetti. Lo storico ha a disposizione degli “chiavi di lettura” (concetti) per interpretare la storia: Concetti fondanti metodologici (concetti per fare storia): storia, traccia, storiografia, fonte (bisogna aiutare il bambino a interrogare le tracce cosicchè diventino fonti), tempo, spazio e storia generale (quella che si fa a scuola) esistono anche la world history etc. Concetti fondanti interpretativi (servono per interpretare i concetti fondanti metodologici): società, ambiente, tecnologia, territorio, economia, religione (visione del mondo), cultura, stato e civilità Altri concetti metodologici: interpretazione, spiegazione, descrizione, narrazione e argomentazione “La grandezza di una generazione si vede quando lascia alle nuove generazioni un mondo migliore di come lo hanno trovato.” Luoghi della nostra indagine storica: Mar Mediterraneo = elemento che lega la maggior parte del mondo conosciuto Vicino Oriente Antico = zona ad est del mar Mediterraneo RIVOLUZIONE NEOLITICA (10.000 – 6.000 a.C.) Molte comunità nomadi trasformazione a sedentari Questa trasformazione comporta: Passaggio a coltivazione e allevamento nel Vicino Oriente le condizioni climatiche ma non solo permettono questo tipo di rivoluzione Nascono piccole comunità in villaggi Si distinguono tre tipologie di abitato, in base alla zona in cui sorgono: 1- Villaggio a case isolate 2- Villaggio agglutinato 3- Villaggio composito È la cosiddetta rivoluzione urbana (3500 - 3000 a.C.) si forma un “tipo” di agglomerato urbano che sarà poi la base della polis greca (che non sono propriamente “città stato”; infatti almeno in una prima fase è meglio intendere la polis come comunità che mette in campo l’idea di condivisione). Le migrazioni verso occidente porteranno alla popolazione della Grecia. Quelli greci saranno i primi villaggi nel continente europeo. La vicinanza con il mare sarà cruciale per la nascita della pesca e degli scambi commerciali. 10/ Nella prospettiva di realizzare nuclei abitativi nel medio oriente che poi si sviluppano diventando delle vere e proprie abitazioni, dobbiamo sempre tenere presente il concetto di “trasformazione”. Le civiltà sono frutto di aggregazione in termini sociali, economici, abitativi etc.
[Indicazioni ministeriali = documento redatto nell’ultima versione nel 2012 (correzione del 2018) che affronta la tematica dell’insegnamento delle discipline dando una serie di indicazioni che non sono strettamente vincolanti lasciano la possibilità di scelta all’interno del programma ma sempre dando priorità ai concetti fondanti.] LA CIVILTÀ MINOICA Dove: Zona sud orientale del Mediterraneo zona di mare Isola di Creta = isola dalle coste tendenzialmente facilmente accostabili piuttosto pianeggiante tranne per qualche collina soprattutto costa settentrionale perché orientale = stato brado. Chiude come un bacino il mare Egeo ; fa parte delle isole Cicladi = collegamento con l’Oriente odierna Asia Minore (Turchia). Fonti: Documenti archeologici, armi ritrovate nelle tombe e alcuni racconti fatti da miti ripresi anche da alcuni storici, “archeologia” di Tucidide. Quando: Età del bronzo (3000 – 1100 a.C.) materiale diffuso in quel periodo, usato per costruire armi ma molto costoso sarà sostituito dal ferro, materiale più resistente ed economico. La civiltà minoica e micenea si sovrappongono per un certo periodo. In particolare si sviluppa fra 2000 – 1300 a.C. Tre periodizzazioni (età/civilità viene in base alla sue evoluzione analizzata sulla base di periodi diversi caratterizzati da caratteristiche diverse periodizzazione = lungo periodo ≠ cronologia = singoli anni messi in ordine di tempo) della civiltà minoica legati al crollo di alcuni palazzi (centri urbani) poi ricostruiti insieme ad altri centri (centri principali = Cnosso e Festo = primo periodo poi sorgono anche altri centri sempre sul mare perché è una civiltà marina). Per palazzo si intende un sistema organizzato che prevede una gestione di tipo politico , economico e religioso palazzo = piccola civiltà. 1- Periodo dei primi palazzi (2000 -1700 a.C.) palazzi semplici costruiti a Festo e Cnosso; 1700 = prima distruzione per cause naturali/lotte interne 2- Periodo dei secondi palazzi (1700 – 1450 a.C.) palazzi costruiti in centri già esistenti come Cnosso (regna su tutta l’isola = identità culturale) ma anche in sedi nuove come Mallia, Zakros e Haghia Triada; apice della civiltà minoica, 1450 = seconda distruzione 3- Periodo neopalazziale (1450 – 1380 a.C.) palazzi ricostruiti ad opera dei Micenei che esercitavano una forma di dominio su Creta STRUTTURA DEL PALAZZO Palazzo (simile a quello delle civiltà del Vicino Oriente Antico) = centro delle civiltà minoica che ha tre funzioni: Politica sede del signore che esercita potere su di esso e sulle campagne Economica gestisce produzione agricola, artigianale e i commerci (produzione viene qui immagazzinata, catalogata e destinata ai diversi scopi) Religiosa signore celebra e amministra i riti sacri per le divinità Palazzo di Cnosso Arthur Evans, archeologo inglese, scopre il palazzo di Cnosso non applica il criterio di scavo “conservativo” (ha tentato di ricostruirlo e ridipinse degli intonaci). Il palazzo presentava centinaia di spazi alcuni dedicati alla conservazione delle derrate alimentari. L’economia di Cnosso era fondata su diversi ambiti: coltivazione “triade mediterranea” (vite, olivo e cereali), ovini , legname , commercio (talassocrazia). A livello sacro abbiamo i resti della via sacra e l’immagine della “Signora dei serpenti”. Non ci sono mura relazione fra i vari centri in buoni rapporti perché non avevano la necessità di difendersi da attacchi esterni.
Evoluzioni interne Fasi della civiltà micenea: XVIII (1750 – 1700 a.C.) origini della civiltà da Argolide e Messenia con formazione di diversi regni micenei (Micene) XV (1500 – 1400 a.C.) espansione nell’Egeo (testimonianza dei propri prodotti esportati) XIV (1400 – 1300 a.C.) apogeo cultura micenea e conquista di Creta (testimonianza della lineare B che soppianta la lineare A) XIII (1300 – 1200 a.C.) prima distruzione palazzi XII sec. declino della civiltà micenea per cause sconosciute lo mette in evidenza l’assenza di scrittura (non perché non scrivessero ma perché non abbiamo testimonianze). La civiltà micenea era riuscita a unificare culturalmente diverse aree della Grecia che subiscono una frattura dopo la caduta della civiltà PALAZZO MICENEO Mondo non unito ma policentrico perno = palazzo (primo esempio di dominio a vasto raggio, es. Agamennone). Il palazzo è il centro Potere politico Vita religiosa Economia sistema economico ridistributivo Forze militari società guerriera STRUTTURA POLITICO-SOCIALE Si ipotizza una struttura di tipo piramidale ricordato col nome di wanax prima volta in cui incontriamo schiavi nella storia esistono poi i lawagetas e i damos. ETA’ OSCURA Quando? 1100 a.C. – 750 a.C. 200/300 = periodo di trasformazione in cui però non abbiamo tante fonti abbiamo dei resti cronologici ma non di scrittura. L’età oscura è caratterizzata da una serie di “innovazioni” culturali: Insediamenti piccoli (scomparsa grandi palazzi) Tombe piccole , a fossa, si sviluppa la pratica dell’ incinerazione (le ossa vengono bruciate) non è più legato ai capi ma anche ai soggetti singoli Uso scrittura perso Arte = da stile fantasioso a stile più geometrico e stilizzato + diverse a seconda della provenienza geografica testimonia una diminuzione degli scambi = isolamento. Le cause dei mutamenti (concause): Naturali (terremoti etc.) Migrazioni (dal nord o dal mare più difficile l’ultima) Discesa dei Dori (ipotesi degli antichi) L’interrompersi dei contatti commerciali porta all’isolamento e quindi a una progressiva frammentazione (in cui le città greche affondano le loro radici) sia a livello economico (tendenza autosufficienza e regionalismo, pastorizia = risorsa principale e riduzione/dispersione popolazione) sia a livello politico (capi rivali = basilei).. Non è solo un periodo negativo perché è verso la fine di questo periodo (intorno al 1000 a.C.) si verifica una migrazione per vari motivi (necessità, crescita demografica, in quel territorio non si sta più bene etc.). Si verifica la migrazione ionica (uomini che parteciparono a questa prima ondata coloniale provenivano da terre abitate da genti di stirpe ionica, cioè l’Attica e l’Eubea).
Vengono fondate città importanti nel controllo dell’Egeo da parte della Grecia. Alcuni storici fanno partire dall’anno 1000 la nascita della civiltà greca. Questo movimento migratorio costituisce un segnale di ripresa e testimonia: Ripresa viaggi/ scambi Crescita demografica Le informazioni contenute nell’Iliade e nell’Odissea sono condivise da parte dei cantori (aedi e rapsodi). Iliade e Odissea = frutto della raccolta di una serie di canti. Iliade e Odissea = poemi molto stratificati appartengono a civiltà diverse e a periodi molto diversi (mostra rapporti fra due aree geografiche, spostamenti nostòi, società guerriere). GRECIA ALTO ARCAISMO (1000/730 - 580 a.C.) Con la migrazione ionica si da inizio al periodo dell’arcaismo caratterizzato da: Superamento condizioni isolamento Ripresa attività agricola Creazione nuovi centri di culto Scrittura viene riscoperta La scrittura è tipo alfabetico e non più sillabica ma sempre un ambito di controllo delle aristocrazie struttura simile a quella micenea. La scrittura, ripresa dall’ambito fenicio, trova applicazione i due ambiti: o Pubblico o Privato Coppa di Nestore epigramma, non deve comunicare qualcosa di utile all’esterno (non usata più in ambito economico etc.), si rivolge anche agli strati più bassi della comunità e non solo ai funzionari. Anche gli strati più bassi della società acquisiscono una propria consapevolezza nella comunità. La creazione di nuovi centri lontani dalla madre patria porta queste piccole comunità a trovare un sistema per gestirsi, lontano dall’aristocrazia della madre patria scrittura si mette per iscritto le norme della propria città nascono le prime forme di leggi scritte Caratterizzazione regionale Con la caduta della civiltà micenea il mondo greco aveva perso la sua unità frammentazione che perdura nell’alto arcaismo. Si formano tre aree regionali: o Peloponneso o Istmo o Attica e Eubea = zone più avanzate per le produzione artigianale e per gli scambi commerciali Formate le prime comunità cittadine (poleis) la zona di Creta non è abbandonata ma il centro di attenzione si sposta* Le principali caratteristiche su questo periodo derivano dai poemi omerici e in particolare da “L’Iliade” racconta una realtà storica stratificata (rimanda alla situazione contemporanea alla stesura ma anche presenta alcune parte che “arcaizzano” rimandando a epoche più lontane fino al mondo miceneo). La Grecia “omerica” si compone di: Basileus = primus inter pares Aristocratici = consiglio che coadiuva il re nelle decisioni politiche e giudiziarie. Traggono profitto da: o Proprietà terriere o Allevamento
Re Dario ammette che sia l’oligarchia sia l’isonomia sono giuste ma sottolinea che non vanno bene perché le due forme di governo la maggior parte delle volte si trasformano in una monarchia, perché alla fine uno domina sugli altri. Il dibattito sulla forma di governo era molto aperto ogni “poleis” stava cercando la sua forma di governo ( “Costituzione di Atena” , Aristotele prima testimonianza di dibattito in seno alla forme costituzionali/critica, Pseudo-Senofonte). Il testo di Aristotele è importante come fenomeno urbanistico ma anche come fenomeno sociale , quindi la “polis ” intesa come comunità di culti e di legge. Sulla base di cosa una forma di governo è migliore? Secondo il “Dialogo sulle costituzioni” di Erodoto lo posso fare secondo due criteri: 1- Criterio dell’ estensione della sovranità 2- Criterio della qualifica a governare (persona più competente) Nel mondo greco esistevano delle realtà parallele alla “polis” , ossia gli stati federali (forse nati nel VII sec. a.C. più antico della “polis” ) = insieme di “polis” non come forma di alleanza ma come funzionamento politico, hanno forme di autonomia per alcuni aspetti ma per altri dipendono dal governo centrale stati specifici della Grecia = Beozia e Tessaglia. Erano caratterizzati dalla “sympoliteia” = doppia cittadinanza (coesiste una cittadinanza federale e locale) una si sovrappone all’altra (es. cittadino di Larissa è cittadino di Larissa ma anche della Tessaglia, Larissa = Tessaglia). V sec. a.C. = massima evoluzione dell’idea di comunità (processo lungo che deriva dal contesto culturale che prevedeva il comando della aristocrazie). L’aristocrazia era caratterizzata da: Privilegi dalla nascita natali risalenti all’età degli eroi Ricchezza basata sulla proprietà terriera e sull’allevamento ma anche sulla guerra e sulla pirateria Casate e fratrie Centralità dell’ oikos casa ma anche insieme di persone e di beni Stile di vita basato sulla guerra e sulla politica ; gli svaghi erano la caccia, il simposio e le competizioni agonali L’ aristocrazia inizia a perdere il potere per: Diminuzione della produzione agricola impoverimento e indebitamento dei contadini Sviluppo della scrittura più persone sono acculturate, non solo ad uso pubblico ma anche privato (es. coppa di Nestore). Sviluppo militare riforma oplitica (originariamente duello ne “L’Iliade” infatti le battaglie sono fra due e chi vince prende tutto il bottino dell’altro, che poi sono diventati due gruppi e per estensione due popoli). Oplita = termine greco per indicare il soldato che combatte a piedi parte di un esercito. Ciascuno di questi soldati aveva uno scudo che per metà copre la figura del soldato che lo tiene e per metà copre il suo compagno a lato (impugnatura al centro dello scudo) combattere insieme = funzionale alla sopravvivenza dell’esercito, aumenta la consapevolezza dell’idea di “condivisione” quando io decido qualcosa la mia decisione può andare a vantaggio o svantaggio di un altro. Da questa concezioni militare prende sempre più piede l’idea di “comunità” anche in ambito politico nascono i governi “timocratici” ossia basati sulla “timé” = censo. Con questa riforma la funzione guerriera cessa di essere un privilegio aristocratico armamento oplita accessibile a tutti opliti in cambio della difesa della comunità ottennero integrazione sociale e politica.
Il fenomeno di formazione delle “polis” prende piede durante il VIII-VI sec. a.C. In questo periodo infatti assistiamo a un movimento coloniale (causato da motivi politici, da esigenze commerciali, da rivolgimenti politici legati alla crisi delle aristocrazie e da ambizione personale e intraprendenza, da fame di terre sovrappopolazione = bisogna colonizzare nuove terre, colonia = terra vuota dove tutto deve essere ricostruito, si portano dietro solo alcune idee della madre patria scrittura delle leggi che verrà poi codificata anche in madre patria). NO DA SLIDE 27 A 33 17/ Si va definendo un’identità greca dal V-VI sec. a.C. “poleis” = comunità identitaria, identificata attraverso un campo comune come le leggi. Avviene un’evoluzione dalle zone periferiche alle zone centrali legislatori = appartengono a zone periferiche (colonie) Zaleuco di Locri = prime forme di legislazione. Atene e Corinto avevano spinto la conquista coloniale e pian piano anche nella madre patria la legge diventa scritta anche nelle zone centrali. Aristotele scrive la “Costituzione degli Ateniesi” in cui c’è un’idea della legislazione del tempo. Le città consapevoli del fatto che ognuna ha una propria identità creano delle relazioni di tipo internazionale (città a se stanti che si relazione con altre città greche) relazioni che avvengono solo fra Greci e che si tengono in virtù che tutti sono greci, non avvengono coi barbari relazioni di due tipi: Leghe militari ( symmachiai ) natura difensiva (lega Delio-attica capo era Atene, tesoro della lega conservata sull’isola di Delo) Anfizionie (relazione di tipo religioso) culto comune quando qualcuno che non pratica il culto della stessa divinità delle “poleis” della lega attacca una città della lega, l’alleanza diventa militare Un esempio di anfizionia è l’anfizionia delfino-pilatica (12 poleis, carattere panellenico esprime il carattere di essere greco) Egemonia = deriva dal verbo “egeomai” ossia “guidare” sistema di leadership che vede una “polis” , all’interno di queste forme di coordinamento internazionale, non in termini di potere e controllo ma in termini di guida la leadership si guadagna, no tiranni problema della lega Delio-attica è che Atene si comporta da tiranna (no concetto di uguaglianza). Esistono due tipi di alleanza: “Epì isois kaì homoiois” = alleanza di tipo difensivo, su piede di parità, in cui l’autonomia dei singoli stati membri è rispettata Alleanza offensiva e difensiva = gli stati membri sono costretti a condividere integralmente la politica estera dell’egemone, il cui interesse viene a prevalere su quello comune ATENE Formata a seguito dell’ agglomerazione di più villaggi che in un periodo mitico, di cui non abbiamo rilevanza storica, ossia il sinecismo (unione di più villaggi). Il sinecismo porta al mito dell’ autoctonia Atene fondata proprio lì, gli Ateniesi sono nati = elemento di prestigio e orgoglio. La fonte principale è Aristotele con la “Costituzione degli Ateniesi” processo di formazione di Atene è dato dalla formazione del diritto (cittadino si sente tale perché può partecipare alla polis attraverso al formulazione della legge). Sempre ne la “Costituzione degli Ateniesi” Aristotele segnala che esistevano:
ancora più periferica (costa). Ogni trittia comprendeva diversi demi , ossia circoscrizioni territoriali e amministrativi di base, preesistenti alla riforma. Ogni tribù doveva fornire: o Un reggimento di opliti ( “taxis” ) o Cinquanta buleti per la “boulé” dei Cinquecento (diviso in pritani = gruppi di cinquanta e operava nelle dieci parti in cui era diviso l’anno amministrativo = pritanie) carattere elettivo (per sorteggio) + funzione “probuleumatica” = preparare e introdurre i lavori dell’assemblea o “ekklesia”. Il diritto era uguale per tutti, tutti potevano partecipare ma accontentava di più chi abitava nella zona urbana perché era qui che si riunivano l’assemblea (tutti i cittadini adulti maschi che avevano compiuto almeno trent’anni) e la “boulé” (era a carattere elettivo cinquecento). Assemblea ( “ekklesia” ) e “boulé” erano deputate alla formazione della legge “boulé” = realizzava la legge e l’assemblea = correzione della legge. Rimaneva però delle difficoltà residue per la realizzazione di una democrazia reale: o Permanenza dell’ Areopago con permanenza del limite di accesso alle magistrature alle prime due classi di censo o Assenza di retribuzione delle cariche pubbliche Cleomene I di Sparta = tenta due volte di porre fine alla democrazia ateniese, cacciando Clistene: o 506 a.C. attacco sostenuto da Beoti e Calcidesi d’Eubea che viene respinto dagli Ateniesi con successo o 500 a.C. ca. alleato dei Tessali il colpo di Stato fallisce per l’opposizione dei Corinzi SPARTA Dove? Sparta molto legata all’aspetto conservatore territorio più isolato (centro del Peloponneso , legato alla terra con un piccolo pezzo di terra = Corinto), zona collinare/montuosa quindi territorio ostico, chiuso a partire dal VIII sec. a.C. conquista territori vicini di cui dovrà fronteggiare le rivolte (Laconia meridionale, costa orientale del golfo messenico, Messenia e Tireatide). Quando? Tra il X e il VIII sec. dall’unione di cinque villaggi. Sviluppa un’ educazione di tipo militare ( “agoghè” ) percorso funzionale a far capire al ragazzo che cresceva che faceva parte di una comunità vita = dedicata alla comunità, deve proteggere la sua città e le donne per garantire la genia spartana. La cittadinanza era garantita agli spartiati (antiche famiglie aristocratiche, ricchi perché si passavano di padre in figlio primogenito il territorio) vita politica e militare guidata dagli spartiati. Esistevano poi nella struttura sociale: Perieci = popolazione libera residente in Laconia, priva di diritti politici Iloti = status non libero, discendenti di popolazioni assoggettate come i Messeni o decadute in schiavitù coltivavano il “kleros” = lotto di terra assegnato al cittadino che veniva coltivato dagli iloti Vita politica guidata da due re affiancati da forme che arrivano ad altre fasce della popolazione: “Gherousia” = compito politico di legislatura, consiglio di anziani Efori = cinque individui che controllavano l’operato dei re diarchia particolare “Apella” = assemblea composta dagli Spartiati La vita politica di Sparta conduce, in modo diverso da quello di Atene, al concetto di democrazia forma partecipativa, non c’era solo un re. La forma politica di Sparta era basata sulla costituzione mista.
Licurgo = legislatore mitico, di cui non si sa l’effettiva esistenza esisteva una legislazione data dalla Pizia (divisione in tre tribù e cinque suddivisioni territoriali = “obaí” , istituzioni fondamentali e distribuzione della terra in lotti = “kleroi” ). Le forme di governo di Atene e Sparta sono riprese dalle altre città greche. Lega del Peloponneso Risale al 525 a.C. e trova origine nella volontà di Sparta di: Assicurarsi controllo stabile della Messenia Evitare la coalizione di altri stati a suo danno Era un’ alleanza militare difensiva membri della lega erano autonomi , ma accettavano il comando in guerra di Sparta (no tributi in nome dell’autonomia ma si premurava che la maggioranza dei membri della lega si reggesse con un regime oligarchico a lei favorevole). LE GUERRE PERSIANE (Grecia vs Persia, primo ventennio del V sec. a.C.) Fonti: “Persiani” di Eschilo teatro = strumento culturale e di informazione, raccontano fatti di attualità principale caratteristica dei Greci è di non essere schiavi di nessuno, i Persiani si chiedono “Come fanno a non avere un re?” le guerre persiane sono state uno scontro di civiltà principi diversi fra i Greci e le altre civiltà. Le guerre persiane comprendo diversi avvenimenti: 490 a.C. = Prima guerra persiana 480-478 a.C. = Seconda guerra persiana 449-448 a.C. = “Pace di Callia” La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la rivolta ionica scoppiata sulle coste dell’ Asia minore da parte di Aristagora di Mileto (tiranno di Mileto) che si ribella alla Persia; venne imitato da altre città greche e aiutate da Atene ed Eretria, Sparta nega di mandare aiuti città greche sul territorio persiano che devono pagare tasse ai Persiani. La rivolta parte con toni positivi arriva in centro alla città di Sardi ma poi vengono fermati dai Persiani. Sembra che la rivolta non sia stata la causa primaria infatti era da tempo che Dario I guardava all’Europa spedizione scitica. La rivolta era scoppiata perché la riorganizzazione dell’impero operata da Dario I acuì il malcontento delle città poiché provocò: Crisi degli scambi con il Mar Nero aumento della pressione fiscale Contrasto visione territoriale e visione culturale Nascita della questione dei Greci d’Asia lotta per la liberazione Persiani = Ciro il Grande, Cambise e Dario I divisione dell’impero in satrapie, che dovevano un gettito fiscale e contingenti militari; impero sovranazionale e appoggio delle realtà locali = “tolleranza”. PRIMA GUERRA PERSIANA (490 a.C.) La Grecia appare divisa di fronte all’attacco: Chi fa atto di sottomissione Sparta non si sottomette e non interviene Atene interviene con mille Plateesi BATTAGLIA DI MARATONA Attacco attraverso una flotta approdo su una pianura, esercito innumerevole e di fronte i pochi greci i Greci, guidati da Milziade , riescono a tenere testa all’esercito persiano. Viene vinta nel senso che riescono a frenare l’avanzata persiana che sarebbe arrivata ad Atene.
Battaglia di Capomicale flotta persiana sconfitta dalla flotta greca guidata dal re spartano Leotichida e dall’ateniese Santippo 478 a.C. Serse decide di ritirarsi ma l’esercito greco lo insegue bloccato nella città di Sesto (roccaforte persiana vicino allo stretto dei Dardanelli) dove ricacciano i Persiani in Asia. Le guerre persiane sono finite ma per Atene il processo di liberazione della Grecia non è ancora stato portato a termine è vero che si chiude un periodo di sviluppo identitario dei Greci che ora si identificano in un territorio e in un ideale di cultura diverso da quello persiano. Ma è anche vero che in questo momento nasce un tentativo da parte dei Greci di portare questi ideali di autonomia e libertà anche ai Greci d’Asia. Il fatto che lo scontro Grecia-Persia è un punto fermo per chi ha fatto storiografia è testimoniato dal fatto che nello stesso anno della battaglia di Salamina è posto un altro fatto ossia quello della battaglia di Imera in Sicilia contro i Cartaginesi (coloni dei Fenici, i quali facevano parte dell’impero persiano e costituivano il punto focale della flotta persiana). Questo scontro avviene nell’ambiente delle colonie (Sicilia prominente sul territorio dei Cartaginesi, che governavano una parte del mar Tirreno). I tiranni Gelone di Siracusa e Terone di Agrigento riuscirono a vincere i Cartaginesi di Amilcare, allontanando il pericolo punico per settant’anni. La tradizione pone lo scontro iconico con cui i greci vincono lo scontro con i Cartaginesi nello stesso anno con cui i Greci vincono contro i Persiani fatti creati ad hoc per sottolineare, come creata un’identità, i Greci si opponessero agli ideali diverse derivati dalle altre civiltà. In più la figura positiva del tiranno Gelone servì a legittimare la forma della tirannia a Siracusa. PENTECONTETIA (478-431 a.C.) Su questi presupposti si innesta il periodo della pentecontetia avviene una trasformazione permette di vedere come si passa da un’unità del mondo greco a una totale frammentazione determinata da cause politiche (la guerra del Peloponneso) ma non solo. Alla fine delle guerre persiane rimane il problema dell’autonomia e della libertà dei Greci d’Asia: Spartani incerti Atene si fa promotrice di un’alleanza per la lotta per la libertà dei Greci d’Asia, vuole spingere la guerra che si era fermata a per procedere alla liberazione 478-404 a.C. = Aristide e Temistocle fondano la lega delio-attica (così chiamata perché era guidata da Atene e aveva sede nell’isola di Delo, dove era anche conservato il tesoro che verrà poi trasferito a Atene) di natura difensiva, in cui tutti hanno gli stessi diritti (inizialmente 4/5 “poleis” che poi diventano di più) è strutturata con Atene egemone (tutti contavano allo stesso modo e all’interno del sinedrio = assemblea , Atene era riconosciuta come pari ma anche come capo). La lega delio-attica era attiva su più fronti contro: Barbari Alleati ribelli Peloponnesiaci Pian piano la natura della lega Delio-Attica cambia. Infatti la partecipazione alla lega prevedeva che gli alleati dovessero: Intervenire a difesa delle città alleate quando qualcuno dall’esterno attacchi queste città Dare un tributo di un tot di uomini e navi problema = fanno parte della lega anche città molto piccole che non potevano permettersi di fornire un gruppo di soldati o navi quindi si sposta il debito per la partecipazione a un tributo (viene scolpito sulla roccia, poi riportate sulla carta, i nomi delle popolazioni che aderivano alla lega Delio-Attica e che anno per anno pagavano il tributo).
Questo tributo confligge con l’autonomia e la libertà perché dipendono da Atene con il pagamento del tributo, Atene diventa una città molto ricca e molto potente ossimoro = devono liberare i Greci d’Asia dalla sudditanza ma le città della lega sono in una condizione di sudditanza rispetto ad Atene. I Greci stessi si rendono conto che Atene sta gestendo male questa situazione usa la lega a proprio uso e consumo Atene impedisce agli alleati di uscire dalla lega. Se ne accorgono gli alleati stessi ma anche gli Spartani (lega del Peloponneso creata per proteggersi da eventuali attacchi del Peloponneso). Tre fasi pentecontetia:
o 418 a.C. Spartani e alleati si scontrano a Mantinea con la coalizione guidata dagli Ateniesi che viene sconfitta o 416 a.C. Spedizione ateniese contro l’isola di Melo , alleata di Sparta o 415-413 a.C. spedizione in Sicilia = Segesta chiede l’intervento ateniese contro Selinunte e Siracusa (colonia di Corinto, alleato di Sparta), avendo paura di un asse Sparta/Siracusa gli Ateniesi temono che Sparta possa mettere in campo l’aiuto di Siracusa che avrebbe fatto diventare potente la città di Sparta anche sul lato navale. Atene manda una spedizione per tenere a bada Siracusa ad Atene scoppia un inferno perché la spedizione in Sicilia significa allontanare una buona parte della flotta dalla Grecia. Vengono oltraggiate le Erme (legate ai misteri eleusini) atto sacrilego per cui viene incolpato Alcibiade , che stava per partire per la spedizione in Sicilia. Fatto iconico potere dominato da figure il cui unico fine era quello di avere il consenso. Chiese di essere giudicato immediatamente ma si preferì farlo partire. Abbandona il progetto perché gli Ateniesi lo perseguitano anche una volta partito fugge presso gli Spartani, rivelando tutti i segreti e le strategie ateniesi. Le figure del periodo non erano più legate dai principi di libertà e autonomia infatti Alcibiade passa all’altro esercito senza problemi crisi. La spedizione in Sicilia finisce con una disfatta totale della flotta Ateniese prigionieri nelle Latomie = cave di pietra di Siracusa
Senofonte racconta che quel giorno, in cui Sparta entra ad Atene, per la Grecia si pensava fosse l’inizio della libertà ironico che libertà può portare chi impone la distruzione delle mura, della flotta e impone il governo. Tucidide sottolinea come tutti quei nomi, che dopo Pericle aveva governato, avevano abbandonato la “polis” di Atene in favore del proprio tornaconto personale. Anche i trenta tiranni, nel momento in cui dovranno eliminare l’opposizione, andranno a colpire tutte quelle famiglia ateniesi che avevano rappresentato la bella democrazia. Mette in luce come gli eventi sono stati determinati da persone e non dagli ideali di autonomia e libertà. Già Tucidide ci da la suddivisione di questi periodo quasi come se la trasformazione fosse così evidente che i cittadini stessi vedessero questo processo di trasformazione che fu probabilmente molto evidente. Con la fine della guerra del Peloponneso si passa dal bipolarismo (Sparta e Atene) al tema dell’ egemonia unica nel IV sec. a.C. (Sparta); in seguito al suo fallimento si arriverà al multipolarismo (Tebe e stati federali). Si va alla ricerca di strumenti che assicurino stabilità ed equilibrio che saranno di carattere: Giuridico “koinè eirene” = “pace comune” Propagandistico ideale panellenico, l’ideologia antibarbara 28/ EGEMONIA SPARTANA (404-371 a.C.) Sparta, liberata la Grecia dall’oppressione di Atene, si trova unica egemone e deve farsi carico dell’autonomia dei Greci: Greci d’Asia Sparta appoggia Ciro contro Artaserse II, che vince nella battaglia di Cunassa (401 a.C.) Sistematici interventi militari contro i presunti violatori della libertà in Grecia che vanno sotto al nome di guerra d’Elide Il nuovo sistema egemonico spartano, che altera il vecchio sistema spartano, è ispirato da Lisandro (criticato internamente perché c’era paura di ambizioni personali e timore per la fama di Sparta) e costituito da: Alleanze difensive/offensive Guarnigioni controllo città Decarchie di governo Tributi Atene (si libera in un solo anno della tirannide dei Trenta grazie a un gruppo di esuli democratici guidati da Trasibulo), Tebe e Corinto si alleano contro Sparta facendo scoppiare la guerra di Corinto (395-386 a.C.), per far capire che l’atteggiamento propagandistico di Sparta non era corretto. La guerra di Corinto ha un andamento altalenante: Sparta riporta vittorie terrestri sotto la guida di Agesilao mentre Atene riporta vittorie navali sotto la guida di Conone. Tale conflitto si concluse con la “ pace del Re ” (387-386 a.C.), che sanciva il principio di autonomia come criterio di convivenza internazionale. Tale principio era tutelato da un garante esterno il re persiano, che si impegnava a intervenire usando la forza contro i violatori. Questa è una pace diversa dalle precedenti. Prima le paci stipulate erano di tipo bilaterale = due contraenti che siglano un accordo; la pace del re è, invece, il primo esempio di pace multilaterale = con tanti contraenti. Senofonte la definì “pace comune”.