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Storia e sviluppo del turismo: dal Grand Tour al turismo sostenibile - Prof. Sarti, Appunti di Geografia Del Turismo

Una panoramica dettagliata della storia e dello sviluppo del turismo, partendo dal grand tour e arrivando alle moderne forme di turismo sostenibile. Vengono analizzati i fattori economici, sociali e culturali che hanno influenzato l'evoluzione del turismo nel corso dei secoli, con un focus particolare sull'italia e sullo sviluppo di località turistiche come rimini. Si esplorano anche le tematiche del turismo invernale, del turismo al femminile e del turismo lgbtq+, fornendo una visione completa e aggiornata del settore turistico.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 27/10/2025

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Turismo: la parola deriva da “tour”-> giro, viaggio
Grand Tour: viene usata per la prima volta per il viaggio di un nobile di Lord Granborne
in Francia nel 1636.
Viaggio di formazione, giovani nobili maschi. Nel corso del tempo ci sono delle mete
che diventano dei must per il Grand Tour. In questi percorsi l’Italia assume un valore
particolare, perché troviamo una rinascita dell’interesse per il mondo antico (romani),
anche per l’arte italiana.
Ma anche per il mondo greco, che durante il medioevo è stato messo da parte, 1953
gli ottomani conquistano Bisanzio (Costantinopoli)
*Impero Romano d’occidente finisce con le invasioni barbariche nel 466 d.c.
*Impero Romano d’oriente, viene progressivamente ridotto dall’espansione degli Arabi
(453) e poi dai Turchi. Era un impero in cui troviamo una cultura greca, quando
arrivano i Turchi che conquistano Bisanzio, molti intellettuali Bizantini e Greci scappano
in Italia e portano con loro molti libri in greco, e questo contribuisce per far rinascere la
passione per questa cultura greca.
Concetto di Emico ed Etico:
Noi possiamo studiare un fenomeno sociale.
Pike: ci sono delle categorie, quelle degli uomini che andiamo a studiare, quello che
qualcuno dice a sé stesso (emiche), quelle che noi attribuiamo (etiche). Es: un uomo
medioevale non si definisce tale, noi attribuiamo il termine.
Facciamo fatica a renderci conto di come fosse diverso il concetto di spazio-tempo nel
passato: siamo come presenti in scenari diversi. Una volta il tempo e lo spazio erano
molto correlati.
Marco Polo, Il milione: viaggio per arrivare in Cina, le percorrenze erano indicate in
giornate di viaggio, con le direzioni della rosa dei venti.
Oggi si va dappertutto con strade facilmente percorribili. Il turismo e gli spostamenti,
fa anche si che si formarono dei percorsi facilmente percorribili.
Viaggiare era qualcosa di particolarmente più complesso rispetto ad oggi.
Gli artigiani molto spesso facevano un Tour di formazione, soprattutto in Francia e
Germania. Dovevano fare degli apprendistati, presso delle botteghe. Doveva
dimostrare di aver imparato il mestiere, e fare una prova “capo Lavoro”, se dimostrava
di aver acquisito le capacità, e la giusta formazione, dovevano fare un Tour in giro per
le varie città dove andavano a lavorare da maestri e stili di altre città, per finire la
formazione.
Questo era importante anche per un altro gruppo, gli studenti (universitari molto pochi
nel medioevo, poi si moltiplicano nell’età moderna), questo implica anche la
costruzione di nuove strutture per gli alloggi ecc…
Il confine tra il viaggio turistico del nobile e il viaggio degli studenti è un confine che
possiamo togliere ed aggiungere in base a quello che vogliamo studiare.
Tutto ciò implica delle strutture, (ostelli per studenti e artigiani), i nobili solitamente
quando arrivavano nelle città venivano ospitati da altri nobili.
Da certi punti di vita certe forme di viaggio producono le fonti per studiarli. Molte
persone che hanno viaggiato nel passato, per esempio nel Grand Tour, hanno scritto
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Turismo: la parola deriva da “tour”-> giro, viaggio Grand Tour: viene usata per la prima volta per il viaggio di un nobile di Lord Granborne in Francia nel 1636. Viaggio di formazione, giovani nobili maschi. Nel corso del tempo ci sono delle mete che diventano dei must per il Grand Tour. In questi percorsi l’Italia assume un valore particolare, perché troviamo una rinascita dell’interesse per il mondo antico (romani), anche per l’arte italiana. Ma anche per il mondo greco, che durante il medioevo è stato messo da parte, 1953 gli ottomani conquistano Bisanzio (Costantinopoli) *Impero Romano d’occidente finisce con le invasioni barbariche nel 466 d.c. *Impero Romano d’oriente, viene progressivamente ridotto dall’espansione degli Arabi (453) e poi dai Turchi. Era un impero in cui troviamo una cultura greca, quando arrivano i Turchi che conquistano Bisanzio, molti intellettuali Bizantini e Greci scappano in Italia e portano con loro molti libri in greco, e questo contribuisce per far rinascere la passione per questa cultura greca. Concetto di Emico ed Etico: Noi possiamo studiare un fenomeno sociale. Pike: ci sono delle categorie, quelle degli uomini che andiamo a studiare, quello che qualcuno dice a sé stesso (emiche), quelle che noi attribuiamo (etiche). Es: un uomo medioevale non si definisce tale, noi attribuiamo il termine. Facciamo fatica a renderci conto di come fosse diverso il concetto di spazio-tempo nel passato: siamo come presenti in scenari diversi. Una volta il tempo e lo spazio erano molto correlati. Marco Polo, Il milione: viaggio per arrivare in Cina, le percorrenze erano indicate in giornate di viaggio, con le direzioni della rosa dei venti. Oggi si va dappertutto con strade facilmente percorribili. Il turismo e gli spostamenti, fa anche si che si formarono dei percorsi facilmente percorribili. Viaggiare era qualcosa di particolarmente più complesso rispetto ad oggi. Gli artigiani molto spesso facevano un Tour di formazione, soprattutto in Francia e Germania. Dovevano fare degli apprendistati, presso delle botteghe. Doveva dimostrare di aver imparato il mestiere, e fare una prova “capo Lavoro”, se dimostrava di aver acquisito le capacità, e la giusta formazione, dovevano fare un Tour in giro per le varie città dove andavano a lavorare da maestri e stili di altre città, per finire la formazione. Questo era importante anche per un altro gruppo, gli studenti (universitari molto pochi nel medioevo, poi si moltiplicano nell’età moderna), questo implica anche la costruzione di nuove strutture per gli alloggi ecc… Il confine tra il viaggio turistico del nobile e il viaggio degli studenti è un confine che possiamo togliere ed aggiungere in base a quello che vogliamo studiare. Tutto ciò implica delle strutture, (ostelli per studenti e artigiani), i nobili solitamente quando arrivavano nelle città venivano ospitati da altri nobili. Da certi punti di vita certe forme di viaggio producono le fonti per studiarli. Molte persone che hanno viaggiato nel passato, per esempio nel Grand Tour, hanno scritto

lettere, diari di viaggio, in modo da poterlo raccontare. Si insatura questa cultura della pubblicazione di lettere e diari di viaggio che diventano anche un business (vengono stampati e venduti). Da una parte sono una fonte, dall’altre troviamo problemi metodologici (siccome è un business ci sono persone che copiano, esistono racconti di viaggio di diversi autori uguali), troviamo una specie di stereotipizzazione del luogo. Le esperienze turistiche non sono legate necessariamente al viaggio turistico. Da questo punto di vista si può parlare dei ragguagli di schiavitù. Quando oi turchi conquistano Bisanzio, conquistano anche buona parte della penisola balcanica. Questo genera la guerra corsara, nel mediterraneo i turchi e i cristiani si scontrano e si catturano facendosi schiavi reciprocamente. C’erano anche delle confraternite che si occupavano di riscattare i cristiani schiavi dei turchi, quando venivano riscattati (sempre con la raccolta di elemosine) venivano incoraggiati a raccontare i giorni della su schiavitù. In questi ragguagli, si legge di aver avuto la possibilità di vedere cose mai viste (uno arriva in Egitto e vede le piramidi ecc…). Il turismo nasce nel ‘600? Stanzialità-mobilità: sappiamo che la stanzialità è una conquista dell’umanità in quanto durante la storia è stata piuttosto mobile nel territorio (popolazioni nomadi). Questo modo di vivere di avere diritti o no è legato allo sviluppo di una certa stanzialità legata anche dall’esistenza degli Stati. Il turismo non è solo legato ai viaggi, è anche legato alla villeggiatura (assume che esista una residenza che però per vacanza si vada da un’altra parte). Questa idea è ben presenta, già nel mondo romano (ville rustiche), nelle città medioevali, rinascimentali. Concetto di vacanza come rigenerazione. Campagna: metà tra ozio e lavoro L’idea di andare da un’altra parte lontano dalla frenesia della città era già presente nell’antichità. C’è l’idea di avere più residenze. Questo allargamento di idea di vacanza è relativamente recente. Anticipati da un fenomeno che è un fenomeno legato all’infanzia, nel corso del ‘900 nasce il concetto delle colonie per i bambini (si sviluppa sotto controllo di enti religiosi, gruppi politiche. Poi declinano nel secondo dopo guerra, quando le famiglie riescono ad andare in vacanza). 22/ *La parola “famiglia” deriva da famel (servo), nel latino antico infatti la parola “familia” si riferiva agli schiavi. Viaggio 1580 Michele de Montaigne “Viaggio in Italia”: è un testo che è rimasto manoscritto per tanto tempo, trovato nel ‘700 da un canonico, passato nel castello di Montaigne. Gli sorgono molti dubbi su questo testo, a cui manca una pagina iniziale, e vede che non è sempre scritto dalla stessa persona. Giunge alla conclusione che il testo fosse scritto sotto dettatura, in maniera controllata da un servo di Montaigne che viaggiava con lui. Quando una delle volte a Roma fu licenziato e da lì la scrittura è in prima persona. Poi venne pubblicato.

Un altro filone importante del turismo sono i pellegrinaggi religiosi: secondo alcuni studiosi sono la forma più antica di turismo. La cosa certa è che, dal momento in cui abbiamo delle fonti, abbiamo dei luoghi che si considerano degni di essere visitati, luoghi dove ha senso andare. Nel mondo greco abbiamo il santuario di Apollo Adelfo. La Mecca: il viaggio alla Mecca è uno dei 5 pilastri della religione musulmana. Il pellegrinaggio alla Mecca si articola in una serie di attività, e la Mecca nel corso del tempo è diventata un luogo con delle strutture ricettive molto elaborate proprio perché arrivano milioni di visitatori. Questa esperienza è descritta come rigenerante, anche per il clima che si crea con altri pellegrini. Gerusalemme: santo sepolcro. Con la diffusione del cristianesimo la gente va a Gerusalemme per vedere il santo sepolcro. Poi gli arabi conquistano tutto il Medio Oriente e questo rende difficile andare a Gerusalemme, viene conquistata nel 638. A partire dall’XI secolo i cristiani cercano di conquistare i luoghi sacri con le crociate. Con il controllo e la presenza dei crociati il viaggio a Gerusalemme è un po’ più facile. I pellegrini vanno a Gerusalemme e si prendono i “souvenir”, tipo sassi del santo sepolcro. Il divino in certi luoghi aveva una credenza di grande spessore. L’elemento del rapporto con la sepoltura di persone considerate sante è molto importante. San Tiago di Compostela: corpo del Santo Giacomo. A Roma, dal IV secolo, i pellegrini andavano a visitare le catacombe. San Tiago di Compostela, viene anche promosso come simbolo anche perché diventa il simbolo della presenza cristiana della penisola e simbolo della riconquista. L’elemento della espiazione è molto evidente. Espio i miei peccati e vado a fare un pellegrinaggio. Poteva essere anche una pena inflitta: es. un tribunale poteva decidere che una persona veniva condannata ad andare a fare un pellegrinaggio. A tutto questo si unisce l’idea delle indulgenze: pellegrini che sono stati allontanate dalla religione per aver peccato, e spesso vivono una vita dura essendo allontanati dalla comunità. Quindi cominciano ad essere concesse delle riduzioni di pene, e da qui abbiamo l’idea delle indulgenze. Vanno in pellegrinaggio e avranno uno sconto dei peccati che dovranno essere espiati nel purgatorio. Tutto ciò si intreccia all’invenzione del purgatorio. Anime che non sono pronte ad andare in paradiso perché devono espiare peccati. Questa idea ha uno spazio molto grande nel Medioevo. A questo punto si pensa che è possibile fare qualcosa per ridurre i peccati che la persona dovrà espiare nel purgatorio, e queste sono le indulgenze. Vengono date dai Papi (es. andare a combattere nelle crociate). Si comincia a pensare che può essere utile dare delle indulgenze. Dopo il 1291 il Papa comincia a pensare che si possa valorizzare queste indulgenze. 1300: primo giubileo: Il Papa Bonifacio VIII, ha l’idea di attirare a Roma i pellegrini in cambio di un’indulgenza particolare ai pellegrini solo per quell’anno (200. persone). Si uniscono 2 cose: andare in un certo posto, e andare in un certo posto in un certo momento. Nel XV secolo i giubilei vengono istituiti ogni 25 anni. Ci sono delle discontinuità: i protestanti condannano le indulgenze. Martin Lutero era un monaco agostiniano, che era molto angosciato dall’idea del peccato e come

conciliare la libertà umana con l’onnipotenza divina. La spiegazione a cui giunge Lutero è che in realtà l’onnipotenza di Dio è tale che noi non siamo realmente liberi; quindi, il cristiano si deve abbandonare alla fede e pensa che le opere non siano così importanti perché e Dio che ci dà la grazia. Durante la sua epoca si stava costruendo la Basilica di san Pietro, e chi avrebbe contribuito (con i soldi) avrebbe avuto l’indulgenza. Questo secondo Lutero era sbagliato, era come mettersi in contrattazione con Dio. Trovava ancora più assurdo che il papa condizionasse questo mercato con Dio, il papa sta vendendo una salvezza della quale non ha potere. Critica le indulgenze nelle sue 95 testi. I protestanti, quindi, fanno un attacco pesante alla chiesa, che vende delle cose di cui non ha neanche il possesso con una credulità assurda di reliquie, ma anche di tutti i miracoli. Secondo Lutero gli unici sacramenti che esistono sono il Battesimo e la Comunione. Poi la chiesa cattolica rivendicherà tutte le sue credenze. La chiesa del ‘700 diventa più attenta nel verificare l’autenticità delle cose. *Secondo alcuni se qualcuno moriva in odore di santità il suo corpo avrebbe emanato cose salvifiche. Si fanno dei processi di canonizzazioni in cui sono interrogate tantissime persone per sapere se hanno avuto un miracolo e come. Le reliquie le comincia a guardare con un certo sospetto. Però con il corso del tempo le reliquie cominciano a sostituirsi un nuovo tipo di pellegrinaggio in luoghi che diventano importanti per altri motivi, cominciano a diffondersi nella cultura popolare. Es. Lourdes 1858: apparizione della madonna, statue che piangono. Ci sono elementi di trasformazioni molto importanti. Nuova concezione del tempo: pellegrino medioevale anche se era ricco, perché doveva espiare, faceva il viaggio in condizioni disagiate. Si inseriva in un rapporto con le persone nei luoghi attraversati da una parte di carità, dall’altra si sospetti (potevano essere derubati). Tutto questo implicava dei rapporti sociali e un concetto spazio-tempo molto diversi. Con l’industrializzazione è molto improbabile tutto questo. Le stesse condizioni materiali che avevano rese possibili queste cose nel tempo vengono meno. L’industrializzazione implica cambiamenti importanti perché il numero di feste (giorni di festività religiose), viene drasticamente ridotto. Questo aspetto di formazione personale, nel vedere posti entrate in contatto con culture che ci possano arricchire, è un elemento importante del Grand Tour. Secolarizzazione: processo che riduce l’influenza della religione sulla città. La pratica che coinvolge soprattutto le élite inglesi, si diffonde anche in Francia, Vedono l’Italia come un luogo di vista, considerata un must, considerata come sede dell’antica Roma, come sede delle costruzioni. Nel ‘700 l’aspetto paesaggistico è molto importante. 29/ Elisabetta I d’Inghilterra stabilì delle borse di studio destinate a giovani dell’alta borghesia che garantivano un viaggio di studio della durata di 3 anni (accompagnati solitamente da un tutor). Nell’Italia, il grande giro, era il giro dell’Italia. IL grand tour nasce con il declino delle università.

corone), appartenenti alla nobiltà, quindi conoscere il mondo europeo contribuiva a creare una classe sociale che conosceva altre culture europee. Questi viaggiatori viaggiano spesso accompagnati, da personale che portano da casa, assumo persone in loco. Si sviluppano anche dei piccoli vocabolari per avere idea della lingua, siamo in un'epoca in cui esiste una lingua comune (studiare il latino per l’élite è abbastanza comune). L'italiano è una lingua importante, a partire però dal '600 il francese è la lingua d’élite europeo. Questi aspetti del Grand Tour cambiano in parte anche in corso del '700, quando il paesaggio diventa un aspetto importante. L'Italia diventa un must, viene vista come un paese legato ad un passato affascinante, ma anche un paese a cui mancano certe comodità che diventano sempre più comuni in Inghilterra. Nell' 800 abbiamo delle trasformazioni: fine '700 i viaggiatori cominciano a viaggiare via mare, anche se una persona è molto ricca durante il viaggio le differenze con gli altri non sono enormi (vediamo differenze negli alloggi). 2 grandi innovazioni, legate all'invenzione del vapore che viene applicato ai piroscafi e alle locomotive. Se un viaggio tra Londra e Roma richiedeva 3/4 settimane ora, anche in precedenza le tempistiche erano quelle, quindi non cambia molto. I primi piroscafi risalgono ai primi del 1800. Utilizzati inizialmente su acque interne, non in mare aperto. Tra i primi ce ne sono alcuni che partono da Napoli nel 1818, poi troviamo una serie di evoluzioni (uno molto importante è il Savannah che apre le traversate atlantiche). FERROVIE: i primi treni risalgono al 1803, primi esperimenti di locomotive che hanno il vapore in queste cisterne che lo contengono. George Stephenson, nel 1813, progetta e costruisce una locomotiva a due assi. Nel giro di non molto tempo, l'Europa si ricopre di linee ferroviarie. Una serie di innovazioni comincia a mettersi in atto (i terni non servono solo per le persone, ma anche per le merci). A partire dalla fine degli anni 30, viene regolamentato questo periodo di sviluppo disordinato. Si regolamenta anche la concorrenza tra le diverse compagnie. Quindi dal 1842 avviene una regolamentazione generale del traffico ferroviario su tutto il territorio inglese. Si affianca anche il telegrafo. In Italia la prima ferrovia si ha a Napoli nel 1839. Troviamo ferrovie in Inghilterra (lasciano fuori Irlanda, Galles, Scozia), vediamo un certo sviluppo nell'Europa settentrionale con la Francia, la Germani e l'Austria. In Italia troviamo qualche piccola ferrovia (Napoli, Padova, Milano, Firenze e Venezia). Le cose cambiano negli anni successivi, vediamo come l'Europa è molto più connessa (una parte dell’Europa centro-settentrionale è completamente coperta da ferrovie). Tutto questo sviluppo delle ferrovie, ma la nobiltà comincia a "snobbare" il Grand Tour, e avere la possibilità di conoscere nuove mete. Questa possibilità di accorciare il tempo di percorrenza sblocca la possibilità di viaggiare per nuove mete. C'è un gusto per l'esotico. L'India è sicuramente una meta. La campagna d'Egitto ha portato ad una grande scoperta archeologica. Altre mete interessanti sono legate al Safari (caccia ai leoni, tigri, portare a casa trofei). Nel momento in cui l'America comincia a decolonizzarsi, l'Europa guarda molto verso l’Africa e l'Asia, di conseguenza c'è più possibilità di viaggio in queste mete.

Questo tour europeo non declina completamente, perché ora gli americani cominciano a considerare interessante il viaggio in Europa. Il grand tour non è veramente una vacanza come la intendiamo noi. Molto spesso i nobili che intraprendevano il Grand Tour abbinavano un periodo di "villeggiatura". Alloggi: stazioni di posta, alloggiavano presso altri nobili. Durante l'epoca successiva cominciano a svilupparsi delle città turistiche. Le prime sono le città in cui si va per le terme. (Baden, in Svizzera, conosciuta anche durante i tempi dei romani). I bagni al mare cominciano ad interessare. Soprattutto le donne d’élite ritenevano l'esporsi al sole come una cosa da ceto sociale più basso, per chi lavorava. Le cose cambiano, un soggiorno al mare, e un bagno al mare, possono essere concetto di benessere. Un altro ambiente che viene addomesticato è la montagna, perché avevano suscitato una certa curiosità. Comincia a partire dal '700, l'idea della conquista delle Alpi. C'è l'idea della conquista della natura, che l'uomo sviluppi capacità per ammaestrarla. Il mondo della montagna comincia ad offrire nuove attrazioni, come gli sport invernali (scii che comincia a svilupparsi tra 800/900). 7/ Baden, ai tempi in cui è visitato da Montaigne è già una stazione turistica anche se siamo all’epoca del grand’ Tour. Le persone che frequentano i bagni non sono viaggiatori del grand tour ma sono locali. I calcoli renali all’epoca si chiamavano “male della pietra”. Zwingli è un riformatore come Lutero che introduce la riforma protestante a Zurigo ma con accezioni un po’ diverse. Da una maggiore importanza alla dimensione collettiva e comunitaria, una visione molto simile a quella di Calvino. Anche Calvino era attivo in Svizzera a Ginevra ed era francese. Per Lutero era molto importante solamente il rapporto dell’individuo con la bibbia. Zwingli pensa che non sia utile dare denaro per il culto dei santi e pensa sia più utile raccoglierli per i poveri. Il modello di aiuto con elemosine ai poveri di Zwingli a Zurigo è uno dei primi e viene molto imitato. Tutto questo avveniva nei primi decenni del 500. Montaigne visita Baden negli anni 1580. La riforma protestante proprio a Zurigo era iniziata come protesta mangiando salsiccia il venerdì. Le sentinelle a guardia delle città. In tutta Europa per secoli le città avevano le mura. La distinzione tra città e campagne era molto netta. Questo tranne in Inghilterra che aveva avuto molto meno il rischio di incursioni. Nel corso del Medioevo le mura sono molto alte. Poi con l’invenzione dei cannoni si passa ai bastioni: dei terrapieni molto più resistenti ai bombardamenti. A partire dal ‘400/500 c’è un grande sviluppo dell’architettura militare. A guardia delle mura c’erano sempre delle sentinelle che, oltre a fare da guardia all’ingresso facevano anche da dogana alla quale per passare si doveva pagare. Le mura spesso erano state costruite un po’ larghe per permettere alle città di crescere e per lasciare spazio agli orti urbani. Questi spazi vengono riempiti da edifici nell’800. Di fatto a un certo punto gran parte delle mura delle città europee vengono abbattute e la distinzione tra città e campagna diventa meno netta.

upper classes, anche per scambi letterari. Si comincia a ragionare anche su come pubblicizzare l’offerta turistica, come attirare i visitatori. Ai tempi del grand tour i viaggi erano stimolati dai re e regine e dalle pubblicazioni dei racconti di giovani che erano stati in viaggio. Ora si pensa a pubblicità che si rivolgono ad un pubblico ampio che ad esempio per le terme mettano in risalto gli aspetti benefici e curativi o che facciano vedere le bellezze della montagna. Si punta molto anche sulla questione della facilitazione al viaggio. Ferraris propone un ufficio turistico informativo che però al momento non ha successo. Lo stato italiano viene sollecitato ad intervenire ma nell’effettivo non interviene. Solo nel 1910 si comincia a dare un quadro normativo a livello nazionale. La prima legge fatta nel 1910 introduce la tassa di soggiorno per coloro che soggiornano per più di 5 giorni non nel loro luogo di residenza. I primi luoghi sono Salò, Rapallo, Sanremo... tutte queste iniziative vengono sconvolte dallo scoppio della 1GM che impatta molto negativamente a livello europeo. Alcuni organismi nazionali come la LIAT vengono scardinati. Nel periodo del dopoguerra abbiamo una fase di ripresa, ma lenta per la crisi e soprattutto nei paesi sconfitti. È un contesto di grave crisi e grande concorrenza turistica tra le varie nazioni. Un elemento che si sviluppa in questa fase sono le agenzie di viaggio. Lo stato stesso istituisce una commissione per studiare come sviluppare l’offerta turistica che porta alla creazione dell’ENIT (ente nazionale per l’incremento del turismo), nel quale ci sono anche i membri del Touring club. Questo ente promuove il turismo italiano facendo delle proposte di intervento al governo. Il presidente è più Luigi Rava, che era un uomo politico che aveva ricoperto diverse cariche di ministro. Comincia a proporre leggi soprattutto al livello e tutela dei beni artistici e paesaggistici. Questo ente crea un consorzio per gli uffici del turismo, nel quale entrano banche, camere di commercio, compagnie assicurative...che cominciano ad avere contatti con gli organismi nazionali. È a questo punto che nascono le prime infrastrutture turistiche Resta l’idea della villeggiatura per la quale famiglie benestanti per un periodo si spostano in seconde case anche nel dopoguerra. Questo concetto di villeggiatura si sviluppa anche su un concetto strutturale della famiglia: la famiglia va in villeggiatura e il padre li raggiunge quando non lavora. Un’altra offerta turistica che si sviluppa nel Novecento è quella delle crociere: grandi navi dedicate che sono in sé stesse un’offerta turistica di piacere. Alla base delle classi sociali si sviluppa un intervento legato allo stato, delle colonie estive dalla fine dell’Ottocento ma che vede un alto sviluppo negli anni 20 e 30 del Novecento, dove c’è una grande attenzione all’infanzia. Con il fascismo vengono incentivate ad avere bambini, si cerca di ridurre la mortalità infantile e favorire una buona salute per i bambini: come portarli nelle colonie al mare. Nel periodo dopo la Prima guerra mondiale vengono conquistate Trento e Trieste (il trentino). Le alpi avevano portato in Alto Adige molti turisti dell’ alpinismo: lo stato italiano ha nei suoi confini località turistiche affermate a livello internazionale da quando facevano parte dell’impero asburgico. Il CAI era già in Italia verso il 1870, ma più legata ad escursioni che all’alpinismo. In alcune località montane anche il turismo termale come a Merano e Pejo. Con lo sviluppo del turismo si vanno a creare anche nuove mete turistiche come Riccione. Il pittoresco e il tradizionale—> anche queste sono un’attrattiva turistica. In alcuni casi sono tradizioni di lungo periodo, in altri casi sono invenzioni che cercano di valorizzare e

mettere in scena il passato per i turisti. Di questa “invenzione di tradizioni” si è occupato Erich Hobsbawm di studiarla. Ad esempio a Bressanone è stato inventato l’Altstadtfest, nell’ultimo weekend di agosto. A Bologna esisteva la pietra fosforica bolognese (turismo naturale). Molte sagre si attaccano a feste patronali religiose. Libro: medioevo militante—> il medievalismo era una passione già esistente nell’Ottocento. In questo periodo sono state fatte molte costruzioni di ispirazione medievale. In Spagna la Settimana Santa attira molti turisti con le sue grandi processioni con carri ecc... Il turismo a volte “forgia” un luogo. Un’altra tradizione che ha avuto molto successo negli ultimi anni è quella dei mercatini di Natale.—>dinamica di creare “il tipico”, “tradizioni locali”. Graffiti Molte persone sentono l’esigenza di lasciare una traccia quando visitano dei monumenti, dei luoghi. Questa usanza era diffusa anche nell’antichità. Droveti era un archeologo che ha fondato il museo egizio di Torino, lascia la sua firma con la data 1816 in un monumento al metropolitan museum. Così fanno anche altre persone, anche importanti. È una tradizione di lungo periodo. Alcuni studiosi hanno proposti una differenziazione tra graffiti (scritta spontanea, fatta senza il permesso o contro la volontà del padrone del muro) e iscrizioni (come le lapidi: scritta ufficiale fatta con l‘autorizzazione del supporto). Urbino è stato un ducato con Federico da Montefeltro che ha un figlio maschio (che non ha eredi maschi) e varie figlie femmine—> il ducato passa ai Della Rovere, il cui ducato dura fino al 1631, poiché Francesco Ubaldo muore prima di suo padre Francesco Maria ll nel 1623. il feudo nel 1631 torna al papa fino al 1860 (unità d’Italia) tranne nel periodo di occupazione francese. Il palazzo ducale di Urbino è completamente pieno di scritte che esaltano la figura di Federico. In parti aperte al pubblico il palazzo è pieno di scritte e disegni sovrapposti, tra cui molte scritte fatte a mano “FEDVX” (nome del duca Federico). Stessa cosa fa Eleonora duchessa della rovere di Urbino. Ci sono molte scritte sui muri ducali che probabilmente non erano state fatte contro la volontà dei duchi. Nel palazzo ducale su un muro è segnata l’altezza di Francesco Maria II segnata negli anni. Il palazzo di Urbino alla sua epoca era uno degli edifici più belli d’Italia. Dove viene ambientato “il Cortegiano” di Francesco Maria Baldassarre che spiega come si debba comportare un vero principe (Cortegiano, consigliere, una posizione autorevole ma dipendente dal duca). Ambientato al tempo di Guidobaldo ed Elisabetta Gonzaga. Questo libro viene letto molto e usato come punto di riferimento. Tutte le scritte sul palazzo vanno pensate come comprensione della storia di questo palazzo. Il palazzo non era più la resistenza principale dei duchi fin dal 1508, la residenza principale era a Pesaro. Nel periodo di possessione papale nel palazzo ci abitavano i legati (rappresentanti) del papa. In questo periodo nel muro vengono incisi gli stemmi dei vari papi, crocifissi, stemmi di cardinali, vice legati... anche i vice legati e legati fanno scrivere i loro nomi con gli anni in cui sono arrivati

Poi l’inflazione accelera, la bilancia dei pagamenti peggiora, i profitti crollano. Gli studiosi cominciano a porre l’attenzione su questi nuovi consumi e attività. Come interpretano i sociologi tutto ciò? Si parla di integrazione sociale. Sempre più andare in vacanza in determinati posti ne è un esempio, diventa una moda per essere come gli altri, per non essere discriminati, per sentirsi parte di una società che ha dei riti sociali collettivi. È un fenomeno che non può non venir analizzato e inserito negli studi che si occupano di come funziona la nostra società. Edgar Morin, negli anni ‘60, è uno dei primi a porre la sua attenzione su come questo stia diventando un fenomeno di massa, e uno di quei fenomeni il quale, farne parte o meno, porta all’emarginazione sociale. Giudizio sul turismo:

  • Massificazione: il fatto che la spinta ad andare in vacanza crea una standardizzazione, si vuole cercare qualcosa di originale ma lo si vuole fare senza lo spirito di avventura del passato.
  • Consumo di risorse naturali.
  • Distruzione del paesaggio.
  • Contraddizione tra spirito di avventura e desiderio di comodità. Anche se ci sono visione più positive, come la ricerca di “autenticità”. L’industrializzazione, con il fatto che porta molta gente a lavorare in fabbrica, porta molta gente ad avere molto tempo libero. Nel secondo dopo guerra ci sono innovazione piuttosto interessanti. Interessante è lo sviluppo dei voli charter, che si sviluppano dopo la Seconda guerra mondiale, perchè nel corso del tempo erano molto popolari i voli di linea delle grandi compagnie, ma con prezzi molto elevati, per questo i voli di linea, per molto tempo, sono riservati a ceti sociali più alti. Con i charter non si devono rispettare le regole rigide relative ai voli di linea, quindi vengono noleggiati aerei, istituiti voli. Comincia in Inghilterra verso le mete mediterranee, è interessante perchè comincia un flusso turistico verso il mediterraneo, soprattutto verso la Spagna. Uno dei primi è l’Horizon Holiday che porta le persone dal nord Europa verso il sud (1950). Altri aspetti importanti dello sviluppo del settore economico del turismo sono le catene alberghiere sempre più presenti, e i parchi tematici. Diventano importanti le scelte degli operatori turistici rispetto a quelle dei consumatori: il gioco di domanda e offerta e influenzato da ciò che i grandi operatori turistici offrono influenzando i turisti. Ex Club Mediterranée: nasce nel 1950, la formula vincente è l’offerta tutto incluso. Primi villaggi nascono in Spagna. La spagna è quella che maggiormente ospita questi voli turistici. Ora, qual è l’impatto del settore turistico oggi? La maggior parte dell’impatto è sicuramente data dai servizi. Per quanto riguarda l’occupazione, abbiamo 3 milioni di occupati a tempo pieno, L’impatto su PIL è ridotto nei settori dell’industria e dell’agricoltura, che assorbono complessivamente il 20% degli impatti sul PIL. 11/04/

Il turismo è oggetto di studi statistici. L’ISTAT in particolare raccoglie sia dati sul presente che in una prospettiva storica. Sono state fatte tutta una serie di tavole statistiche che permettono di seguire la storia del turismo in una serie di statistiche. Dietro ad un’oggettività ci sono delle decisioni prese che a volte fanno ottenere dei dati ambigui che vanno rivalutati. L’ISTAT guarda il turismo sia dal punto di vista della domanda che dal punto di vista dell’offerta. Le statistiche più antiche sono sulla capacità degli esercizi ricettivi e sul movimento di clienti. Oltre ad hotel agriturismi, bed and breakfast ed altri tipi di strutture. L’ISTAT ha fatto ricerche sul boom delle vacanze per vedere quanto e come le persone vanno in vacanza e a come la popolazione usa il tempo libero. L’ISTAT raccoglie queste informazioni per l’importanza e l’impatto che ha il settore turistico sull’ambiente. L’ISTAT si inserisce dentro l’EUROSTAT per costruire statistiche che siano comparabili a livello europeo. Presenze: numero di notti trascorse dai clienti nelle strutture ricettive. Dal 1995 al 2008 il numero delle presenze nelle strutture ricettive è aumentato molto gradualmente. Gran parte di queste statistiche considerano turismo anche dei viaggi di lavoro—>quello che interessa è l’uso delle strutture ricettive. Dalle statistiche degli anni da 1965 al 1985 viene fuori che la maggior parte delle persone usa la macchina come mezzo di trasporto, a seguire il treno (che man mano cala) e l’aereo. Dal 1998 al 2009 l’uso dell’aereo supera l’uso del treno ma l’auto resta sempre il mezzo più usato. Per ogni statistica viene spiegato il motivo per cui viene fatto e le caratteristiche utili. Le provincie e le regioni non possono non dare i dati all’ISTAT. L’Europa nel suo complesso è una delle destinazioni turistiche più gettonate. Per questo ci sono tutta una serie politiche sullo sviluppo turistico delle aree europee con la creazione di infrastrutture e cerca di seguire un turismo sostenibile, preservare il patrimonio culturale e la natura. 17/04/ Rimini Alcune località turistiche nascono come tali, altri hanno una grande storia. Rimini non è una città nata solo con una vocazione turistica. La sua affermazione turistica non è così veloce e così sfavillante come si potrebbe pensare. Lo sviluppo di Rimini ha poi influenzato tutto lo sviluppo della riviera adriatica. Lo sviluppo è spesso stato trainato da grandi imprese, ma lo sviluppo di Rimini è molto legato a piccole imprese di tipo familiare—>ancora più a monte c’è un ruolo importante del sistema bancario di Rimini che sostiene il turismo. Il turismo riminese ha avuto diverse fonti di sviluppo, nel corso dell’Ottocento c’è un turismo d’élite. Nel secondo dopoguerra c’è il turismo di massa, a partire dagli anni 80 il turismo del divertimento e dagli anni 90 turismo congressuale. Rimini è una città romana nel 269 a.C. (Ariminum). Dopo il periodo romano ha una fioritura nel tardo medioevo e nel rinascimento—>vicenda di Paolo (Malatesta) e Francesca (da Polenta) da Rimini. Francesca era sposata con Giancotto Malatesta, ma aveva una relazione con il cognato Paolo Malatesta. Per questo vengono uccisi. Nel 300- 400 ci sono le famiglie che governano le città. I Malatesta diventano i signori di Rimini dal 200 al 500. L’ultimo e più importante è Sigismondo Malatesta, che espande i possedimenti di Rimini a una corte del taglio el rinascimento come posto estremamente ricco e affascinante,

Il soggetto gestore dei bagni continua ad essere il comune. Ci sono soprattutto ville e villette. Non ci sono ancora molti alberghi. Nel 1902 ci sono solo 3 alberghi. Nel 1885 l’area costiera viene lottizzata e vengono venduti i terreni a basso prezzo per favorire la costruzione di ville. Altre città come Sanremo che aveva 20 alberghi e 160 ville. Il turismo comincia poi a diventare una questione importante. Rimini attira un turismo più borghese che sfruttano una rete di affittacamere che esiste nella città. All’inizio del 900 passa il possesso dei bagni alla Smara, un’associazione milanese, che costruisce il Grand’ Hotel di Rimini nel 1908 con 250 camere che però non ha gran successo poiché si riferisce ad un turismo di lusso. Rimini è una città che viene particolarmente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale. Il sindaco Ceccaroni era di un’amministrazione rossa, di sinistra che fa sviluppare il turismo a Rimini. Cerca di sviluppare il turismo riminese come turismo di massa. 18/04/ Nascono varie associazioni, tra cui l’associazione per lo sviluppo dei divertimenti: società riminese per i divertimenti nata nel 1885. Gli anni’20 del ‘900 sono un po’ gli anni di sviluppo del turismo di Rimini. 1922: 18750 presenza 1929: 49135 presenze 1933: 74953 presenze Rimini in quest’epoca a causa della guerra i movimenti internazionali sono abbastanza limitati, è un periodo di crisi. Il 95% dei turisti riminesi sono italiano e arrivano dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia =>attirano un raggio molto circoscritto di turisti. Mussolini e gerarchi fascisti vanno spesso a Rimini e questo contribuisce un po’ a fare pubblicità di effetto propagandistico che fa effetto soprattutto sui ceti medi. Durante il fascismo, tra le due guerre, la capacità attrattiva a livello turistico è molto importante e c’è una nuova crescita di alberghi e pensioni che adotta la forma del tutto compreso. Anche nuovi villini e nuove colonie estive: nel 1937 40mila bambini passando le vacanze a Rimini. C’è un’attenzione all’infanzia anche molto strumentale: propaganda e volontà di avere una popolazione sana che possa poi sorreggere gli ideali del regime. Grande sviluppo di balere, attività ricreative e sportive. Pian piano diventa una delle capitali legate al turismo e al divertimento legato ad esso. Sanremo ha un turismo di upper class, non è sede di divertimento popolare. La guerra distrugge sostanzialmente la città perchè viene bombardata. Implica una ricostruzione a 360°. È in questo periodo che si ha il vero decollo turistico di cui si distinguono più fasi:

  1. 1945-1967: ora circa il 40% dei turisti sono tedeschi (a parte gli anni 63/64) si tenta di creare una Rimini molto ben organizzata e con un progetto molto rigido, ma succede il contrario perchè è uno sviluppo molto disordinato con lo sviluppo di tante piccole pensioncine l’una attaccata all’altra => molto impattante sull’urbanistica della città. Si rivolge ad una clientela che ha dei mezzi limitati. Anche il numero di alberghi cresce enormemente 1946: 236–> 1961: 1373. La cassa di risparmio di Rimini investe soprattutto nel dare i prestiti alle famiglie per costruire le loro pensioncine. C’è dietro uhm coinvolgimento anche del comune che aiuta lo sviluppo, ad esempio, creando la scuola alberghiera per creare del personale che possa poi lavorare nelle strutture ricettive. A questa fase di gran sviluppo, poi i turisti vengono attratti molto verso la Spagna e della Iugoslavia, grazie all’avvento dei pacchetti turistici e dei voli charter

(1968-1977) A fine anni 70 c’è la svalutazione della lira; quindi, un turista straniero spendeva meno a venire in Italia, pagava di meno. Erano politiche di svalutazione, che ora non si possono più fare siccome abbiamo l’euro. Ci sono sforzi di riqualificazione urbana per migliorare l’urbanistica della città (Giuseppe campos Venuti). Nel corso degli anni Rimini ha cambiato varie volte la sua offerta turistica e il target della sua offerta turistica. La fase degli anni 80 in cui si affianca sempre più l’offerta delle discoteche. Nel 1988 si arriva alla punta record di quasi 18 milioni di presenze. Nel 1989 c’è un’invasione di mucillagini e c’è un crollo drastico di presenze. Il turismo balneare però è incline a molte variabili: naturali e stagionali. Rimini si dota di un’infrastruttura importante che è la fiera di Rimini, il turismo congressuale si affianca a quello balneare. C’è anche una valorizzazione del patrimonio culturale e monumentale. Nel 2023 ci sono circa 14.700.000 presenze, dopo il Covid. Rimini è un luogo della memoria: Amarcord —

luoghi che devono a ricordare. A Rimini diventano luoghi o della memoria perchè reincarnano una storia. 24/04/ Colonie estive La nascita delle colonie estive si intreccia con gli effetti curativi che si crede abbiano i bagni di mare e di sole dal ‘700. Inizialmente non si chiamano colonie ma ospizi marini. All’inizio i dell’800 si ha una sfasatura tra la moda dei bagni che si diffonde e l’opinione pubblica opposta perchè fino a quel tempo i nobili si erano sempre protetti dal sole, chi era esposto al sole erano le popolazioni lavoratrici. Il diffondersi del nuovo valore attribuito ai bagni trova difficoltà nel diffondersi. Si diffonde dall’Inghilterra dove già si erano diffusi da prima i bagni termali. Queste idee si diffondono in Italia—>la prima opera che parla dei bagni al mare è nel 1817. L’idea di fare qualcosa per la salute dei bambini si diffonde grazie al medico Giuseppe Giannelli, di Lucca negli anni ‘20, che comincia a sperimentare a Viareggio, 10 anni dopo (nel 1833) pubblica un libro con i risultati delle sue valutazioni e sostiene che i bagni di mare hanno effetti particolarmente benefici sulla scrofola, il rachitismo (forma di mancato sviluppo dell’apparato scheletrico) e vari problemi della pelle... questa cosa favorisce la diffusione delle nuove idee. Nel 1842 viene creata una prima vera e propria struttura quando viene istituito un ospizio marino, che viene aperto per curare la scrofola che è uno sviluppo della tubercolosi (tubercolosi extra polmonare). Questa pratica si diffonde in prima nelle altre zone della toscana e poi nel resto dell’Italia. Un altro medico Giuseppe Barellato, un medico lui stesso malato di tubercolosi, cerca di convincere l’accademia medica di Firenze e cerca di convincerli ad aprire una colonia marina per la scrofola per i bambini fiorentini—> viene creato il palazzo delle muse a Viareggio, costruito tra il 1861 e il 1869. In questi anni si moltiplicano le pubblicazioni su questi temi. Addirittura, Giacomo Zanella scrive un’idea sugli ospizi marini per i fanciulli scrofolosi. Stefano Pivato (che scrive Andare per colonie estive), professore all’università di Urbino, ricorda l’ode di Zanella e sottolinea come rimandi ad una popolazione spesso sfiancata dalle malattie. Quando c’era la leva militare, quasi il 24% dei giovani veniva scartato perchè affetti da malattie o in uno stato di salute molto precario. Quindi lo stato si propone di migliorare lo stato di salute della sua popolazione.

Investimento pedagogico, nella formazione dell’identità italiana. La maggior parte delle colonie furono costruite durante il fascismo anche se una sessantina di colonie furono costruite anche nel dopoguerra. La creazione di queste colonie aveva anche un impatto economico sulle zone in cui venivano costruite. Storia sociale dell’infanzia—> per molto tempo i bambini non sono stati considerati nella ricerca storica o solo marginalmente. Dal 700 viene fuori l’infanzia come stadio della vita in cui si forma una persona. In questi anni Rousseau scrive l’Emilio che è un romanzo sull’educazione. Man mano che si sviluppa la disciplina pedagogica, si forma an che una storia della pedagogia, ma più che una storia dell’infanzia è una storia di come venga trattata l’infanzia. Per quanto riguarda la storia dell’infanzia, scritta da storici veri e propri, nel 1960 Philippe Hariesse scrive un libro sull’infanzia e sul suo collegamento con il regime. Dice che fino al ‘600 i bambini non erano guardati come tali ma come piccoli adulti, il tasso di mortalità infantile era altissimo e quindi non c’era un forte attaccamento psicologico dei genitori ai bambini anche perché quelli che restavano vivi venivano allontanati molto presto dalle loro famiglie. Passato anaffettivo però enormemente contestato perchè si trovano tante testimonianze di genitori disperati per la morte dei loro figli e attenzione per la cura dei loro bambini. Comunque, l’attenzione verso i bambini e l’infanzia si va ad approfondire sempre di più dal Settecento in poi e diventa sempre più importante anche dal punto di vista normativo (le prime norme sul lavoro dei bambini iniziano ad essere istituite dall’800). L’80% delle colonie è stata costruita prima del fascismo e dopo il fascismo. Prima fase: ospizi marini Seconda fase: fascismo—>costruisce circa cento colonie in Italia. Le colonie costruite tra gli anni 20 e 30 sono costruzioni spettacolari. Usa l’architettura delle colonie per trasmettere il senso della classicità, dall’altra lascia libera espressione agli architetti per fare strutture all’avanguardia. La maggiore concentrazione di colonie e nella provincia di Cremona, una provincia che non ha mare. Terza fase: dopoguerra. Le colonie devono riprodurre un ambiente familiare. Colonie montane: nel mondo cattolico il mare è peccato. Molte colonie vengono date/ affittate ad associazioni religiose, soprattutto le colonie montane. Imprenditori vedono che sulla costruzione di colonie di possono fare affari. I bambini non vivono la colonia come un divertimento ma come un obbligo e una costrizione—>probabilmente anche questo fattore ha contribuito afar andare in disuso le colonie quando le famiglie hanno potuto permettersi di andare in vacanza con l’intera famiglia. Vengono sempre mostrate colonie con bambini ma esistono colonie anche per bambine, perchè viene constatato che l’educazione è importante anche per le ragazze, anche se era più problematico il loro allontanamento da casa. 2/ Turismo invernale Periodo tra 7/800=> periodo importante per lo sviluppo del turismo. Periodo che vede una crescente interesse, di natura scientifica anche per la montagna nell’ambito di un interesse della natura e i suoi misteri. Deserti di ghiaccio: sono sicuramente qualcosa che suscita un rinomato interesse. La montagna era vista come qualcosa di selvaggio e temibile. Come un luogo inospitale e no creava molto intere. Nella metà del 700 si apre questo interesse. C’è anche l’idea

della sfida, della conquista. Per quanto riguarda i luoghi montani, c’è questo interessamento da un punto di vista acquatico, le terme. Alcuni di questi luoghi erano in montagna, e continuano ad espandere il loro richiamo (Bormio). La conquista del Monte Bianco (1786), c’è anche una relazione, a tratti conflittuali tra le popolazioni locali e chi viene dall’esterno. Nel corso dell’800 il filone più importante è l’alpinismo sportivo, portato dalla passione per la natura, il rafforzamento corpo e carattere. Ma anche dallo sviluppo di ferrovie. Tutto ciò porta la nascita dei Club Alpini: il primo nasce a Londra nel 1857. Gli inglesi giocano un ruolo un po’ all’avanguardia. C’è molta competizione. La situazione di quello che è oggi il Trentino è molto complicata, si creò una tenzione forte con una popolazione tedesca. Nel trentino c’era una zona che faceva parte dell’impero austroungarico. Nel corso dell’800 una gran parte della popolazione trentina italiana voleva essere annessa al Regno d’Italia, e questo si risolverà solo con la Prima Guerra mondiale. Quindi da una parte c’è un grande sviluppo per quanto riguarda il turismo montano, dall’altra c’era molta competizione tra chi voleva “prendersi” le cime più importanti. Le Alpi svizzere e austriache sono quelle che vennero più apprezzate. Altri fattori: la bellezza dei paesaggi, l’aria sana. Sistemi di comunicazione, la realizzazione di dotazioni infrastrutturali legata all’accoglienza degli ospiti (cultura dell’accoglienza), e i flussi di investimenti. La Belle Époque Un periodo di grande sviluppo per il turismo, soprattutto per l’élite, e riguarda di più la stagione estiva. Si comincia però qui ad avere un primo turismo invernale (per quanto riguarda le gite, le escursioni estive). Le Alpi saranno poi un luogo di battaglia feroce durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la guerra ci si pone il problema di come rilanciare il turismo. Il primo dopoguerra è un periodo difficile, in Europa soprattutto. Si capisce abbastanza presto che riconquistare la vecchia clientela, inglese o tedesca, sarebbe stato difficile. Quindi ci si concentra sugli italiani, che andavano in montagna anche per vedere i luoghi della guerra. Abbastanza presto vengono costruiti dei sacrali, che ricordano la guerra e diventano meta di turismo. Quali sono e quali erano state le località che hanno uno sviluppo di tipo turistico? Da una parte c’erano località vicino alle montagne, Trento, Meran (luogo di cura, con le acque termali). Già nella Belle Époque avevano cominciato a svilupparsi villaggi di montagna in cui avevano cominciato ad essere presenti alberghi e infrastrutture. Interviene anche la legislazione. Una legge importante per lo sviluppo è del 1926. Vengono create delle aziende autonome per la valorizzazione di queste località, e si sviluppano dei soggetti istituzionali con il compito di stimolare lo sviluppo di queste località. Nascono anche le Pro Loco. Si ragione che, se si vuole dare un valore turistico alla montagna, concentrarsi su una sola stagione, quelle estiva, creava instabilità. Si comincia a parlare si stagione invernale. E questo porta anche ad un ritorno dei turisti stranieri. Si inserisce il grande capitale, la grande imprenditoria italiana, in particolare la famiglia Agnelli che decidono di creare dal nulla una località turistica, Sestriere, che decidono di creare strutture in questa zona (anche in altre parti delle Alpi occidentali, per esempio Cervinia).