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Storia del turismo - Prof. Cella, Appunti di Storia

Appunti completi del corso "Storia del turismo" a.a. 2020/2021 con il prof. Cella (voto 30).

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 18/10/2021

b.benny
b.benny 🇮🇹

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1 TURISMO E SVILUPPO ECONOMICO
FATTORI CHE INFLUENZANO LA DOMANDA TURISTICA
Quando un consumatore decide di fare una vacanza turistica che elementi prende in
considerazione?
REDDITO La disponibilità economica di ogni persona. A partire dalla metà del 900 grazie
all’industrializzazione e all’aumento del reddito nazionale molte fasce della popolazione iniziarono
ad avere la possibilità di andare in vacanza.
1857 Engel cercò di spiegare la crescita del consumo turistico tramite una curva lo studio
affermava che “più povera è una famiglia, maggiore sarà la proporzione della sua spesa totale
destinata all’acquisto di generi alimentari”.
Il cambiamento nella composizione della spesa è trainato dalla diversa elasticità della domanda
rispetto al reddito i servizi turistici presentano un’elevata elasticità aumentando in modo
proporzionale a fronte di un incremento di reddito.
Questo approccio aiuta a capire che il turismo nel lungo periodo ha seguito delle fasi:
1. Bene di lusso elasticità elevata rispetto alla domanda;
2. Bene normale elasticità 1
3. Bene di necessità elasticità 0/anelastica ultimamente anche se cambia il reddito, la
domanda non varia. Per non rovinare il mio status simbolico continuo ad andare in vacanza
nonostante io non possa permettermelo.
URBANIZZAZIONE generatore del desiderio di andare in vacanza. L’urbanizzazione durante la
Rivoluzione Industriale vedeva un gran numero di persone che si spostavano dalle campagne alla
città (per lavorare). Chi vive in questi luoghi ha un desiderio maggiore di evadere, fuggire dallo
stress.
PREZZI RELATIVI alcune mete diventano accessibili ad ampie fasce.
Es. L’Italia ha risentito in più occasioni della competizione di presso di paesi come la ex Jugoslavia,
la Grecia e la Spagna che offrivano più o meno lo stesso prodotto turistico ma ad un costo
inferiore.
Prima del turismo di massa:
- Le località fra cui scegliere non erano molte, quindi non era facile trovare soluzioni
alternative;
- Il prodotto vacanza non era standardizzato, quindi la scelta dei luoghi aveva implicazioni in
termini di status sociale.
i prezzi erano pertanto un segnale di segmentazione del mercato.
TEMPO LIBERO COME PREREQUIDITO PER LA DOMANDA TURISTICA
Antichi romani solo all’aristocratico era riconosciuto il diritto all’otium (attraverso attività come
ad esempio l’esercizio fisico);
Alto medioevo l’ozio viene percepito coma la causa dei vizi umani: era il lavoro a conferire
dignità all’uomo e non la possibilità di praticare l’ozio;
Basso medioevo/Rinascimento le varie espressioni del tempo libero iniziano a riacquisire un
loro spazio nella vita di ogni giorno;
Età moderna solo all’ozio degli aristocratici era riconosciuto un valore sociale, mentre era
diffusa l’opinione che i passatempi dei poveri andassero contenuti. I divertimenti popolari
venivano spesso guardati con ostilità soprattutto dai datori di lavoro: facendo leva proprio
sull’immoralità dei divertimenti dei poveri (grandi bevute), gli industriali inglesi, una volta
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1 – TURISMO E SVILUPPO ECONOMICO

FATTORI CHE INFLUENZANO LA DOMANDA TURISTICA

Quando un consumatore decide di fare una vacanza turistica che elementi prende in considerazione? REDDITO → La disponibilità economica di ogni persona. A partire dalla metà del 900 grazie all’industrializzazione e all’aumento del reddito nazionale molte fasce della popolazione iniziarono ad avere la possibilità di andare in vacanza. 1857 Engel cercò di spiegare la crescita del consumo turistico tramite una curva → lo studio affermava che “più povera è una famiglia, maggiore sarà la proporzione della sua spesa totale destinata all’acquisto di generi alimentari”. Il cambiamento nella composizione della spesa è trainato dalla diversa elasticità della domanda rispetto al reddito → i servizi turistici presentano un’elevata elasticità aumentando in modo proporzionale a fronte di un incremento di reddito. Questo approccio aiuta a capire che il turismo nel lungo periodo ha seguito delle fasi:

  1. Bene di lusso → elasticità elevata rispetto alla domanda;
  2. Bene normale → elasticità 1
  3. Bene di necessità → elasticità 0/anelastica → ultimamente anche se cambia il reddito, la domanda non varia. Per non rovinare il mio status simbolico continuo ad andare in vacanza nonostante io non possa permettermelo. URBANIZZAZIONE → generatore del desiderio di andare in vacanza. L’urbanizzazione durante la Rivoluzione Industriale vedeva un gran numero di persone che si spostavano dalle campagne alla città (per lavorare). Chi vive in questi luoghi ha un desiderio maggiore di evadere, fuggire dallo stress. PREZZI RELATIVI → alcune mete diventano accessibili ad ampie fasce. Es. L’Italia ha risentito in più occasioni della competizione di presso di paesi come la ex Jugoslavia, la Grecia e la Spagna che offrivano più o meno lo stesso prodotto turistico ma ad un costo inferiore. Prima del turismo di massa:
  • Le località fra cui scegliere non erano molte, quindi non era facile trovare soluzioni alternative;
  • Il prodotto vacanza non era standardizzato, quindi la scelta dei luoghi aveva implicazioni in termini di status sociale. → i prezzi erano pertanto un segnale di segmentazione del mercato. TEMPO LIBERO COME PREREQUIDITO PER LA DOMANDA TURISTICA Antichi romani → solo all’aristocratico era riconosciuto il diritto all’otium (attraverso attività come ad esempio l’esercizio fisico); Alto medioevo → l’ozio viene percepito coma la causa dei vizi umani: era il lavoro a conferire dignità all’uomo e non la possibilità di praticare l’ozio; Basso medioevo/Rinascimento → le varie espressioni del tempo libero iniziano a riacquisire un loro spazio nella vita di ogni giorno; Età moderna → solo all’ozio degli aristocratici era riconosciuto un valore sociale, mentre era diffusa l’opinione che i passatempi dei poveri andassero contenuti. I divertimenti popolari venivano spesso guardati con ostilità soprattutto dai datori di lavoro: facendo leva proprio sull’immoralità dei divertimenti dei poveri (grandi bevute), gli industriali inglesi, una volta

introdotto il regime di fabbrica, cercarono di contrastare le riduzioni dell’orario di lavoro continuando a sostenere che i lavoratori non avevano la preparazione morale e culturale per poter trarre beneficio dall’ozio; Rivoluzione industriale → si tenta per la prima volta di separare il tempo dedicato al lavoro e il tempo libero per tutte le classi sociali (grazie alla nuova organizzazione e alla durata del lavoro che è stata fissata con un limite arbitrario e non regolato dalla natura come succedeva nella vita di campagna). Elementi che influenzano il monte ore lavorative

  1. Durata della giornata lavorativa → questo processo va collocato nella seconda metà dell’800 come risultato della diffusione dei sindacati e dell’affermarsi del suffragio universale. Nel 1919 fu creato l’ILO (Organizzazione mondiale del lavoro) che esortò i paesi membri a standardizzare la durata della giornata lavorativa a 8 ore. Nel 1929 a causa della crisi e della disoccupazione si ricorse a una politica di distribuzione del poco lavoro, che ridusse notevolmente la durata della giornata lavorativa.
  2. Giornate di ferie retribuite → dopo la 1GM in molti paesi (fra cui Finlandia, Austria, Italia) si adottò una legislatura che estendeva l’obbligatorietà delle ferie a fasce sempre più ampie di salariati.
  3. Feste nazionali. In generale il monte ore risulta più alto in USA rispetto all’Europa perché:
  • Disuguaglianza di reddito spinge i lavoratori americani a basso salario a lavorare di più e disincentiva quelli ad alto salario a lavorare di meno;
  • Etica protestante incentiva il lavoro in USA (pone il lavoro quotidiano al centro dell’agire umano);
  • Forte potere sindacale in Europa avrebbe stimolato politiche di riduzione dell’orario. FATTORI CHE INFLUENZANO L’OFFERTA INTERVENTO PUBBLICO La trasformazione in prodotto turistico avviene seguendo diversi percorsi che sono stati classificati in 3 modelli:
  1. Community model (Europa) → offerta turistica è il risultato del coordinamento fra i numerosi attori presenti su un territorio, dall’amministrazione pubblica agli operatori economici;
  2. Corporate model (USA) → unica grande impresa che gode di una posizione di leadership nella fornitura di beni e servizi;
  3. State and community model (Francia) → gli operatori del territorio sono affiancati dallo stato centrale che si occupa della programmazione generale del settore. Il ruolo dell’amministrazione locale fu fin da subito fondamentale, mentre quello dello stato centrale maturò più lentamente. Nei primi anni del 900 i principali paesi europei cominciarono a dotarsi di organismi nazionali per la promozione turistica. Es. Spagna 1905 diede vita a una Commissione Nazionale incaricata di promuovere il turismo straniero. Il modello spagnolo fu preso poi in considerazione dall’Italia tanto che nel 1919 creò l’Enit (Ente nazionale per le industrie turistiche) che si occupava di propaganda all’estero, formazione (istituzione scuole per il turismo) e delle Statistiche turistiche nazionali. Altri paesi furono l’Austria e la Francia che nel 1910 creò l’Ufficio nazionale del turismo e si dotò di un Consiglio superiore di turismo. ASSOCIAZIONISMO
  • Si tratta di una fase molto delicata, di una fase quasi critica poiché se non interviene un controllo a livello locale o nazionale, l’ondata di investimenti può causare il deterioramento delle risorse naturali del luogo.
  1. CONSOLIDAMENTO
  • La località si è affermata nel ciclo turistico;
  • Il tasso di crescita dei visitatoti diminuisce (i turisti continuano ad aumentare, ma a tassi minori).
  1. STAGNAZIONE
  • Le strutture e le caratteristiche che quella determinata località offre, non sono più di moda e quindi diventa più difficile attirare la clientela;
  • La località si focalizza sulla clientela abituale.
  1. Due possibilità:
  • DECLINO → l’area cessa di attirare turisti, conservando una dimensione prettamente locale. Le strutture ricettive vengono riconvertite ad altri usi (o si abbattono).
  • RINNOVAMENTO → attivazione di un secondo ciclo di Butler. Es. Rimini ha vissuto diversi cicli di Butler; a Rimini si parla di turismo balneare, industria del divertimento/discoteche, turismo fieristico... Eccezioni al ciclo di Butler Alcune località turistiche non rientrano negli schemi proposti dal modello:
  • Costa Smeralda e centri turistici del Terzo Mondo (es. Briatore in Kenya) in cui il processo di crescita è stato indotto dall’esterno con capitale straniero, dove amministrazioni pubbliche e finanziatori pvt sono intervenuti solo nella fase di sviluppo. Spesso il processo di interazione fra operatori pvt, amm pubbliche e turisti viene a mancare; si creano delle enclave in cui i contatti con la popolazione sono inesistenti (il centro turistico è un’enclave totalmente staccata dal resto della località).
  • Il loro sviluppo dipende essenzialmente dalle strategie di crescita del tour operator (intervento esterno di grandi società). CONTRIBUTO DEL TURISMO ALLO SVILUPPO ECONOMICO Il turismo può contribuire a favorire l’economia (ad esempio dei paesi poveri)? Già all’inizio del 700 era emersa l’importante funzione che il turismo potesse svolgere nell’economia di un paese. Il turismo porta entrate. L’economista e ministro del Granducato di Toscana, Pompeo Neri, individuò nel turismo un mezzo per far arrivare valuta straniera all’interno di un paese e così riequilibrare la bilancia dei pagamenti. Questa consapevolezza si rafforzò e ciò spinse i governi dei principali paesi turistici a elaborare politiche a favore dello sviluppo del settore. Es. Caso italiano e spagnolo sono significativi perché in entrambi il turismo ha contribuito fortemente al pareggio della bilancia dei pagamenti nel secondo dopoguerra e quindi in anni cruciali per l’industrializzazione (il turismo era infatti un mezzo per industrializzarsi senza ricadute negative sulla bilancia). Il lato negativo è che bisogna importare materiali per costruire le infrastrutture che servono per attrarre turisti. Flusso di importazione che neutralizza l’effetto positivo sulla bilancia. Alcuni paesi africani e asiatici vantano un’incidenza delle entrate turistiche (rispetto al Pil) molto più elevata della media del continente a cui appartengono (Egitto, Kenya, Thailandia) e per i quali

questo settore sta effettivamente svolgendo un ruolo importante nel processo di sviluppo economico. Per capire questi aspetti si è ricorsi a un indice particolare, il moltiplicatore del reddito. Esso misura di quanto aumenta il reddito di una nazione (PIL) quando c’è una variazione nella spesa turistica (se io Stato investo nel settore turistico, quanto aumenta il reddito?). Si prendono in considerazione 3 tipi di spesa:

  1. Diretta → alberghi, ristoranti, trasporti…
  2. Indiretta → spesa generata da alberghi e ristoranti al fine di fornire i servizi turistici
  3. Indotta → la spesa diretta e indiretta generano un reddito che viene speso in altri settori dell’economia. Ci sono due tipi di moltiplicatori:
  • Moltiplicatori ad hoc di derivazione keynesiana → offrono risultati più semplici perché richiedono di lavorare un numero più contenuto di dati statistici;
  • Moltiplicatori derivati dal modello input-output di Leontief → offrono risultati più ricchi, ma richiedono la disponibilità di grandi quantità di info. Es. Kenya le entrate turistiche aumentano, ma il moltiplicatore del reddito diminuisce. Il moltiplicatore è basso perché molte cose devo prenderle dall’estero, non si crea spesa diretta ma indotta. In generale, più un’economia è in grado di offrire beni e servizi richiesti dai turisti tanto maggiore sarà la proporzione di spesa iniziale che si trasformerà in reddito di quel paese. Al contrario, le regioni che dipendono molto dalle importazioni avranno coefficienti più bassi e una maggior fuoriuscita di reddito. Valore alto del moltiplicatore turistico = forse struttura economica complessivamente più solida e diversificata. Gli investimenti esteri sono positivi o negativi? Dipende.
  • L’investitore si affida a imprese locali → POSITIVO
  • L’investitore si affida a imprese estere → NEGATIVO a. Gli investitori e gli operatori turistici stranieri si affidano a imprese locali? I turisti abitualmente si rivolgono ad agenzie e tour operator del paese d’origine per organizzare una vacanza all’estero; tali intermediari a volte investono direttamente in strutture ricettive nei paesi di destinazione, altre volte si assicurano i servizi firmando contratti con le imprese locali. Quindi costi e benefici che i PVS ottengono dal turismo internazionale dipendono dalle caratteristiche di tali contratti. b. Centro turistico come enclave occidentale in PVS: è una forma di colonizzazione culturale? Molto spesso nei PVS (paesi in via di sviluppo) i modelli di vita e consumo sono molto occidentali. Non si possono imporre modelli di vita nostri. Una parte della popolazione vede nell’arrivo dei turisti stranieri una nuova latente forma di colonizzazione. c. In assenza di istituzioni pubbliche efficienti c'è il rischio di danni ambientali? Il turismo come ogni altra attività economica, interviene a modificare il paesaggio e l’ambiente, producendo gravi danni. Nel 2005 le Nazioni Unite hanno stilato uno studio per cercare di individuare alcune tendenze e per dare una risposta ad alcune problematiche. Questo studio ha permesso di affermare che:

dell’aristocratico romano. Questa forma di vacanza è una forma di auto-consumo turistico (=quando produttore e consumatore coincidono). I giovani preferiscono la vacanza al mare , il divertimento sfrenato. Nella seconda metà del I secolo a.C., la costa campana è il centro mondano di villeggiatura più famoso: le cittadine di Baia, Pozzuoli, Bauli e Miseno sono il ritrovo di tutta l’aristocrazia romana. Il luogo fisico in cui si svolge la vacanza è la villa privata , dove si svolgevano cene, feste e spettacoli. I luoghi di divertimento collettivo erano dunque rigidamente privati e si accedeva solo su invito. L’aristocrazia romana, compresi gli imperatori, intrapresero una sorta di sfida per la costruzione della villa più grande e magnificente, o più vicina al mare (ne parla anche Orazio in uno dei suoi testi). Tibullo parla di una ragazza che si lamentava perché le era stato organizzato il compleanno in campagna. I moralisti come Seneca e Cicerone, la descrivevano come luogo di perdizione, degli amori sfrenati e delle esperienze erotiche particolari. Inoltre presentano il pericolo di deturpamento delle coste. Properzio e Tacito descrissero Baia come luogo dei tradimenti amorosi e loschi intrighi che potevano culminare in gravi delitti politici 8uccisione di Agrippina, madre di Nerone). Questo “ prototurismo ” non aveva impatto sull’economia, ad eccezione di Baia e lungo il Lago Lucrino → lo sviluppo turistico ha stimolato un’intensa attività edilizia e altre attività economiche come l’itticoltura e l’allevamento delle ostriche. Verso la fine del II sec a.C. iniziò a svilupparsi un prototurismo culturale → letterati ed artisti visitano le città monumentali della Grecia e le grandi scuole dell’antichità (Alessandria). Perché proprio a Roma si sviluppò il turismo?

  • Condizione di relativa tranquillità e sicurezza che seguì la Pax Romana;
  • Sviluppo economico e sociale: Roma era una città ricca e aveva redditi tali da potersi permettere una vacanza;
  • Tipo di organizzazione spaziale che portò ad una elevata concentrazione della popolazione e della ricchezza nella città;
  • Presenza di infrastrutture: rete stradale, servizio pubblico di trasporto, stazioni di sosta. Con il declino dell’Impero e le invasioni barbariche, il turismo cessò completamente → le ville si trasformano da luoghi di piacere a luoghi di difesa e assunsero l’aspetto di fortezza. La pax romana venne a mancare. LE TERME Le terme erano già note all’Antica Grecia in quanto legate alla cura delle malattie , ma anche al culto religioso. Con i romani l’aspetto religioso scompare progressivamente, e alla cura delle malattie affiancarono il benessere fisico → a partire dal II sec a.C. si diffuse la moda dei bagni pubblici, la quale abituò ad una maggior igiene la gran parte della popolazione (anche perché erano gratuite, all’interno si potevano trovare strutture private più costose di quelle pubbliche e riservate agli aristocratici). Il bagno era al tempo stesso piacere e cura per il corpo → le terme erano affiancate da palestre, terminata l’attività fisica si passava alla sauna e poi al bagno.

Crisi terme:

  • Con la diffusione del cristianesimo si chiuse l’epoca dei bagni perché alla cura del corpo e al mito della bellezza si sostituì il primato dello spirito e si affermò la mortificazione della carne. Al corpo viene data una valenza negativa (mezzo del peccato), lo spirito ì l’emanazione di Dio;
  • Ruralizzazione della società → mutò l’aspetto urbano monumentale dei bagni termali, ci fu la definitiva scomparsa dei magnifici stabilimenti che avevano ospitati i bagnanti. Il bagno a fini terapeutici o di divertimento sopravvisse tra le classi popolari, che risentivano dell’influenza dei miti pagani. Rinascita terme:
  • La religione che prima aveva condannato questa pratica, la fece propria arricchendola del simbolismo cristiani → la cura del corpo venne identificata con la purificazione dell’anima e i riti termali divennero simbolo della purificazione dei peccati. Nel corso del 300 iniziarono a comparire anche tratti medici sugli effetti terapeutici dell’idroterapia, si riscopre una seconda volta il beneficio delle terme sul corpo umano. TURISMO RELIGIOSO Il turismo religioso è una pratica turistica ancora attuale. Molto probabilmente la prima forma di turismo a essere praticata nelle diverse civiltà è stato il viaggio a scopo religioso → i pellegrinaggi sono sempre stati presenti perché quasi tutte le religioni hanno previsto per i loro fedeli questo tipo di pratica (dai Babilonesi, agli Egizi e all’antica Grecia). Ed è stato istituzionalizzato in tutte le grandi religioni (dal cristianesimo all’islam, dal buddhismo all’induismo). Le grandi mete del pellegrinaggio cristiano sono tre:
  1. GERUSALEMME → per la presenza del Santo Sepolcro, la morte e la risurrezione di Cristo. → i primi pellegrini erano uomini di grande spiritualità. Poi iniziò ad essere intrapreso anche da aristocratici e semplici fedeli che spesso univano allo scopo penitenziale lo spirito di avventura. Con l’inizio delle crociate (crociati = cristiani che combattevano contro l’islam), iniziò un “turismo di guerra”, e quando persero Gerusalemme raggiungere la Terra Santa divenne sempre più pericoloso (ostilità delle popolazioni e crescente instabilità politica), quindi il pellegrinaggio divenne possibile solo per coloro che potevano permettersi una numerosa scorta o la traversata per mare.
  2. ROMA → città del martirio degli apostoli Pietro e Paolo, sede della cristianità. → All’inizio si trattava di un fenomeno popolare, ma quando la chiesa di Roma prevalse sulle altre, assunse un significato differente. Si costituì un vero e proprio calendario per le feste che disciplinava l’affluenza dei pellegrini, facendola coincidere con le festività religiose (andavano a visitare le catacombe dei martiri, i santuari). Nella fase iniziale, il pellegrinaggio mobilitò i residenti di Roma e delle regioni limitrofe, poi anche ecclesiastici che arrivavano da più lontano. Successivamente raggiunsero Roma anche principi, grandi personaggi e imperatori i cui viaggi avevano sia uno scopo politico/d’affari sia un significato religioso. Ai tempi il Papa era guida spirituale e al tempo stesso aveva a che fare con il potere politico e temporale. Lo stato della chiesa viene ridotto notevolmente con l’unificazione italiana.
  3. SANTIAGO DI COMPOSTELA → ospita la tomba di San Giacomo e iniziò ad attrarre fedeli a partire dal X secolo. Ha una particolare rilevanza religiosa e politica legata al culto di san Giacomo che intorno all’anno 1000 diventò protettore della Spagna e simbolo della lotta contro i mori.
  • Per far sopravvivere la notorietà del luogo era necessario l’appoggio sia di un’autorità religiosa sia di una statale. Questi luoghi sono accomunati da un forte intervento di tipo architettonico e urbanistico per facilitare l’arrivo dei pellegrini → costruzione di basiliche e strutture ricettive spesso gestite da religiosi. I GIUBILEI La chiesa ogni 25 anni istituisce un momento dedicato alla riconciliazione e al perdono di tutti e peccati. A coloro che partecipavano alle crociate veniva concessa l’indulgenza plenaria, cioè il perdono dei peccati. Con la fine delle crociate si fa strada l’idea di Bonifacio. Il primo giubileo viene istituito nel 1300 da papa Bonifacio VIII (molto attento agli aspetti politici ed economici). Esso venne preceduto da numerosi lavori di ristrutturazione delle strade di accesso a Roma per facilitare l’arrivo di 200.000 pellegrini. Questo primo giubileo ebbe un significato politico poiché venne proclamato in una fase di grandi tensioni tra la chiesa (che voleva affermare il proprio potere spirituale universale sull’autorità temporale dei vari regnanti europei) e i nascenti stati nazionali. Tuttavia il grande afflusso di viaggiatori pose seri problemi organizzativi soprattutto per:
  • Approvvigionamento di cibo → fu garantito imponendo ai piccoli centri nei dintorni di Roma di inviare giornalmente pane nella capitale e ai pellegrini di portare con sé una certa quantità di alimenti;
  • Rischi di epidemie → a causa della grande concentrazione di persone (peste nera);
  • Grande occasione per fare affari (osti, banchieri che facevano da cambia valuta, speziali). Nella prima metà del 500 si ebbe la 1^ crisi del giubileo. → Risentirono di quella fondamentale trasformazione che stava vivendo l’Europa con la nascita della riforma protestante. La riforma protestante assunse spesso l’aspetto di un attacco ad alcune tradizione consolidate dalla chiesa cattolica, prima fra tutte le indulgenze, considerata una sorta di compravendita dell’espiazione dei peccati attraverso la quale la chiesa romana si arricchiva. Seconda metà 500 – prima metà 600 → nuova fioritura dei pellegrinaggi grazie all’epoca della controriforma , ovvero della risposta della chiesa cattolica alla diffusione del protestantesimo. Assunsero una particolare valenza religiosa e politica per la chiesa romana, la quale in questo modo affermò l’importanza della ritualità collettiva e valorizzò la remissione die peccati e la penitenza come momenti pubblici fondamentali. Fine 600 – inizio 700 2^ crisi. Causa? Numero critiche sull’eccessivo numero di festività presenti nel calendario liturgico che finiva per incentivare l’ozio piuttosto che il lavoro. I nuovi viaggiatori che arrivavano a Roma, non perdevano occasione per sottolineare l’eccessiva fastosità delle cerimonie, il ripetersi di riti privi di significato religioso e dal fine esclusivamente di lucro → la chiesa iniziò così a curare molto di più l’aspetto religioso e a porre maggior attenzione all’arte e alla cultura con, ad esempio, l’inaugurazione della Fontana di Trevi e della scalinata di Trinità dei Monti. Il giubileo del 1825 fu facilitato dalla costruzione di infrastrutture → rete viaria napoleonica, apertura di due nuovi valichi alpini (Moncenisio e Sempione), gli alberghi erano ormai collaudati ed esistevano guide che ne descrivevano la tipologia e il prezzo. Non attirava pellegrini stranieri.

Il giubileo del 1900 fu il primo proclamato da un “papa prigioniero” (→ Roma faceva già parte del Regno d’Italia e il papa si sentiva prigioniero di quest’ultimo. Per il papa esso rappresentò l’occasione per riaffermare la cristianità di Roma di fronte al nuovo governo laico italiano; per il Governo Italiano fu un’occasione per dimostrare al mondo il livello dell’autonomia concessa al Papa). I giubilei del Novecento appartengono ad una nuova epoca turistica:

  • Viaggi organizzati da professionisti (agenzie, tour operator…);
  • Breve durata e conciliabile con l’attività lavorativa;
  • Roma si può raggiungere in treno, pullman o aereo;
  • Progressivo coinvolgimento di fedeli si tutti i continenti;
  • Crescente spiritualizzazione dell’evento. IL GRAND TOUR Il Grand Tour è un viaggio compiuto da persone ricche (upper class) come momento di formazione, normalmente da nord a sud. Veniva considerato come un aspetto della superiorità di un paese in cui i giovani venivano formati e affiancati da uno o più tutori. L’obiettivo era quello di guidare i giovani nell’apprendimento culturale alla fine del loro percorso di studi. Qual è l’evento che rende possibile il Grand Tour? È all’origine di una rivoluzione culturale → Umanesimo (pone al centro l’uomo piuttosto che Dio), Rinascimento (riscoperta della cultura classica), amore per l’arte, la cultura e la scienza cambiano le destinazioni e il modo di fare turismo. Tra 500 e 800 la moda del Grand Tour si diffonde dalla Gran Bretagna alle classi aristocratiche francesi e tedesche. Nel 500 durava dai 3 ai 4 anni, proprio perché era necessario fermarsi per lungo tempo nei nuovi paesi per imparare la lingua e le nozioni fondamentali. Una delle mete più ambite era l’Italia, in particolare Roma che era vista come città cosmopolita al centro del mondo. Perché è importante l’Italia? Nel 700 l’Italia era considerata un paese arretrato, ma nonostante ciò diventò una delle preferenze dei grandtouristi, adattandosi bene alla nuova dimensione che in questo secolo il Grand Tour aveva assunto, quella paesaggistica → l’aspetto della formazione culturale passò in secondo piano, in quanto il viaggio di piacere attraverso l’Europa offriva la possibilità di vedere ambienti naturali inconsueti, diversi da quelli del paese d’origine. Emerse un aspetto ludico, sensitivo e naturalistico del viaggio che mise parzialmente in ombra le motivazioni formative. Questa trasformazione provocò dei cambiamenti anche nelle modalità organizzative :
  • La durata del viaggio si ridusse, tanto che nell’800 difficilmente superava i 4 mesi;
  • Cambiò la fascia d’età, non più ragazzi giovani di 20 anni ma uomini sui 30-40;
  • Cambiò lo status, non più giovani aristocratici ma scrittori, artisti, filosofi e rappresentanti della classe media. Miglioramento di una serie di tecniche :
  • Nella costruzione delle navi;
  • Nella strumentazione di bordo;
  • Nella realizzazione di mappe dettagliate.
  • meccanizzazione di treni e imbarcazioni a vapore che ridusse i tempi e permisero di viaggiare più comodamente.

A partire dalla seconda metà del 700 iniziamo a trovare anche turisti appartenenti alla classe media. Quali furono le ragioni del successo di Bath?

  1. Coinvolgimento della classe media non nobiliare (es. commercianti), all’interno di luoghi di contro dell’aristocrazia inglese. I nobili inglesi avevano iniziato a preferire luoghi più esclusivi.
  2. Il focus si sposta sul divertimento, l’attrattiva delle città termali dipendeva molto dalla loro capacità di intrattenere i villeggianti.
  3. Favorevole posizione geografica → collocata nella regione di influenza di Londra, uno dei maggiori centri finanziari e commerciali dell’epoca con una grandissima concentrazione di borghesi e aristocratici, ma abbastanza distante dalla capitale da poter conservare il carattere di luogo esclusivo.
  4. L’innovazione inglese sta nel trasformare il luogo di cura in città del loisir, luoghi specializzati nel ricevere e far divertire i turisti. Perché Bath inizia a declinare nell’800? Ci fu un cambio delle mode → si impone la villeggiatura al mare (tutte le città termali subirono più o meno la stessa sorte). Il declino non significò la fine delle attività turistiche, ma un cambiamento nella clientela poiché una piccola minoranza di villeggianti per lo più anziani e ricchi continuò a dirigersi verso tali mete in cerca di tranquillità. Percorso comune di sviluppo dei centri termali mitteleuropei FASE 1 → caratterizzata dall’impegno dei medici locali nella pubblicità delle proprietà curative delle acque e del patrocinio di qualche aristocratico che portava prestigio alla località e selezionava la clientela. Agisce la domanda. FASE 2 → fase di decollo, gli operatori economici locali costruiscono infrastrutture ed effettuano investimenti importanti. Entra in gioco l’offerta. FASE 3 → subentrano gli operatori nazionali e regionali. [Prime fasi del ciclo di Butler. In Inghilterra sono capitali privati che vanno a finanziare le terme] MARI FREDDI Il declino dei centri termali si affiancò al rapido sviluppo di un nuovo modo di fare turismo, quello balneare. Nato anch’esso in Inghilterra, seguì il modello di Bath: se nei centri termali la vita turistica si consumava nei dintorni degli stabilimenti termali, nelle città balneari l’attenzione principale era rappresentata dal Kursaal (sala di cura), simile a uno stabilimento termale che però sorge in riva al mare. Scarborough dà il via a questa nuova tipologia di turismo. Era una località frequentata già nel 1627 a causa della sua fonte minerale. I mari freddi sono più vicini alla domanda, e ricalcano il modello delle città termali. L’idea dell’epoca era che si duplicassero le proprietà terapeutiche e il bagno in mare iniziava ad essere considerato come un’alternativa valida alle cure termali. Il centro più importante dell’800 è Brighton → divenne in breve tempo la cittadina di villeggiatura più importante dell’Inghilterra. I turisti si recavano a Brighton in estate alla ricerca di un mare nordico perché secondo i medici il bagno era più salutare/rigenerante se fatto nell’acqua fredda. La spiaggia era il luogo per camminare e conversare, ma non rappresentava un punto di ritrovo a causa della mancanza di infrastrutture adeguate. Il cuore della vita turistica era il centro urbano.

Nella seconda metà dell’800 il monopolio di Brighton per la vacanza balneare inizia a diminuire. CAUSA? Sviluppo economia e delle ferrovie → nasce una nuova domanda turistica, si formano nuovi centri balneari con strutture meno costose che sono fondamentalmente nel Kent, Sussex e Devon. Tra 800 e 900 la località più famosa frequentata dalle classi lavoratrici diventa Blackpool (anticipa il turismo di massa, si può dire che il tur di massa in Inghilterra risalga alla fine dell’800). Caratteristiche dell’offerta : fino alla prima metà dell’800, le città balneari inglesi furono favorite da piccoli investimenti locali. Solamente dopo il successo delle prime iniziative di albergatori, commercianti e dei vari professionisti locali cominciò ad arrivare capitale dall’estero. Motivi del declino degli stabilimenti balneari:

  • Scoppio 1GM;
  • Quando riprese il turismo, il successo maggiore lo ebbero le località minori che erano in grado di offrire servizi che per qualità e prezzo si adattavano bene alle esigenze delle classi popolari;
  • Nel 2^ dopoguerra altri due cambiamenti portarono ad un lento declino di tutte le città balneari inglesi → il nuovo gusto per il mare d’estate (non si considera più il sole nocivo per la salute) e lo sviluppo di mezzi di trasporto (che permettevano di raggiungere più facilmente le località del Mediterraneo). Perché proprio gli inglesi inventano il turismo? Non solo per ragioni economiche, ma anche culturali:
  1. Il viaggio è un modo per conoscere il mondo;
  2. Nel primo 799 il Grand Tour assunse gli aspetti di un viaggio di piacere o di scoperta dell’arte;
  3. Invenzione della città vacanze → l’aristocrazia crede che l’ozio sia un elemento di distinzione e per la borghesia è un riconoscimento sociale. Consumo di ostentazione: per Weber è una modalità di consumo caratterizzata dall’acquisto di beni di lusso, la cui finalità è apparire. Consente all’aristocrazia di distinguersi. Si innesta un meccanismo per cui le classi sociali inferiori adottano dei comportamenti imitativi tipici dell’aristocrazia per aver riconosciuto il nuovo status. Perché questo fenomeno nacque in GB? ✓ Precoce sviluppo industriale ed economico del paese; ✓ Trasformazioni di tipo culturale e sociale.
  4. Turismo come affermazione di status sociale, questo per due motivi: a) Precoce sviluppo industriale (si separa il tempo libero da quello lavorativo, ma anche il luogo del tempo libero da quello lavorativo; formazione di un ceto abbastanza ricco e numeroso da generare domanda turistica e favorire di conseguenza gli investimenti); b) Trasformazioni sociali e culturali (che portarono i vacanzieri inglesi a privilegiare il soggiorno in certi luoghi).
  • costruzione ferrovie che permise di raggiungere località balneari dalla classe media e in un secondo momento anche dalla classe operaia
  • impegno finanziario di proprietari terrieri, degli imprenditori locali e delle amministrazioni pubbliche per dotare i centri turistici di tutte le strutture ricreative e ricettive necessarie

Il periodo fra le due guerre vide nascere il turismo della classe media: non si trattava più quindi di un turismo d’élite. Questi tipi di turisti non sceglievano soluzioni di alto rango ma sceglievano soluzioni meno costose come alberghetti o pensioni. L’INVENZIONE DELLA MONTAGNA Lo sviluppo del turismo montano fu preceduto da una ricostruzione dell’immagine della montagna e dei suoi abitanti. Per secoli era stata descritta e dipinta come un luogo brutto, spaventoso e abitato da barbari e crudeli. Un primo tentativo di modificare l’immaginario collettivo della montagna si ebbe solamente con l’Umanesimo e il Rinascimento in cui gli esponenti cercarono di visitare questi luoghi. Il netto cambiamento avvenne nel 700 → entrò in crisi l’estetica del classicismo → alla perfezione e alla linearità delle forme si sostituì l’amore per il caotico e l’informe e la montagna diventò per la prima volta bella e suggestiva. Inoltre, i montanari acquisirono l’immagine positiva di una popolazione semplice, sana e non corrotta dalle abitudini della vita cittadina. Alpinismo → prima i primi scalatori furono animati da scopi scientifici con l’intento di studiare la montagna, poi il divertimento divenne la vera e unica ragione. La prima meta fu la conquista del Monte Bianco (1976) e poi del Cervino. L’alpinismo però non riuscì a portare una grande svolta perché si trattava di un turismo elitario e una volta che la vetta era stata conquistata i flussi turistici si spostavano da un’altra parte. Fu cmq per ospitare gli scalatori che nacquero le prime strutture ricettive in quelli che non erano altri che piccoli villaggi alpini → fondamentale ruolo dell’associazionismo (i club alpini che sorgono nella seconda metà dell’800- Cai). Il 1^ paese in cui si affermò il turismo montano fu la Svizzera → furono prima costruite locande, stanze, il tutto a gestione familiare, successivamente sorsero i grandi alberghi di prestigio per una clientela internazionale (soprattutto inglese). La montagna svizzera subì una crisi negli anni 70 dell’Ottocento a causa della depressione economica e della concorrenza delle località balneari francesi → riorganizzarono così il turismo montano riducendo i prezzi (ampliando quindi la domanda) e migliorando l’offerta (biblioteche, attrezzature sportive, giardini…). Tuttavia il vero problema restava organizzare il tempo dei villeggianti → fu il desiderio di evitare la noia che legò sport e neve (il primo sport ad essere praticato fu il pattinaggio). Allo sviluppo del turismo invernale contribuirono anche i primi tour operator inglesi, in particolare Henry Lunn che dal 1892 organizzò soggiorni di studio e meditazione sulle nevi svizzere. Luogo esemplare per la nascita del turismo montano è SAINT MORITZ. In passato era conosciuta come meta di pellegrinaggio e come centro termale, ma non aveva molto successo. A fine 600 la località attraversò un periodo di giovinezza grazie alle sue acque curative. Aveva un’offerta ricettiva che si basava sulle case private, in cui non esisteva alcun tipo di attività ricreativa. La svolta fu rappresentata dalla realizzazione del 1^ albergo , pensato e realizzato da Johannes Flugi (1856) per clientela di ceto elevato. Il successo di Saint Moritz và accreditato anche a un altro imprenditore, ovvero Johannes Badrutt. Egli costruì un ampio e lussuoso albergo, con i più moderni ritrovati tecnici. Si puntò alla valorizzazione della clientela ricca, testimone la numerosa realizzazione di ville private (da parte dell’amministrazione pubblica locale). L’hotel è una struttura capital-intensive e necessita di una stagione lunga. Se un imprenditore investe in una struttura di questo tipo, avrà una maggioranza di costi fissi (costo che non varia al variare della condizione). Fare un albergo significa avere tanti

CF, per abbatterli avrò bisogno di ridurre le unità prodotte (camere vendute). Deve aumentare il periodo di apertura per abbatterli. E come fa? → innanzitutto bisogna promuovere la località pubblicando periodici in inglese e tedesco; → l’amministrazione comunale stimola gli albergatori a svolgere un ruolo attivo impegnandosi nel mantenimento di piste e campi per i vari sport; → bisogna investire in strutture ricettive alla moda; → la cittadina venne collegata alla rete ferroviaria svizzera, tedesca e francese e si migliorarono le vie di comunicazione con la pianura padana. Il trionfo dello scii Lo sci (sviluppo sestriere) come elemento di svago in montagna è un’invenzione italiana. Sulle Alpi inizialmente era poco praticato perché si riteneva che la pendenza fosse eccessiva e non agevolasse la pratica. Si inizia a praticare negli anni 30’ dalla famiglia Agnelli (proprietari Fiat), che investe acquistando terreni, crea delle società e realizza una nuova stazione sciistica. Lo sviluppo è abbastanza veloce tant’è vero che alla vallata viene data autonomia comunale. Anche in altri paesi osserviamo delle situazioni analoghe. Modello di state and community con l’Alta Savoia , in Francia. Si investe con un progetto pubblico sullo sviluppo sciistico e delle località sportive. Mentre in Europa inventano il Sestrière, il Courchevel e la nuova Tignes, negli Stati Uniti era cominciata la costruzione di San Valley e Aspen. DOMANDA → Sviluppo sestriere – differenza tra sviluppo sestriere e sviluppo Cortina! Sun Valley : i promotori furono Averell Harriman (proprietario della Union Pacific) e il conte Felix Schaffgotsch (esperto di montagna e sci). L’obiettivo è quello di creare una località turistica profitevole vicino alla rete ferroviaria di Harriman. All’esperto di sci fu affidato il compito di individuare nelle Montagne Rocciose una vallata che si prestasse, alla fine viene individuata una zona economicamente depressa nello stato Idaho. Venne assunto un esperto di comunicazione che inventò il nome e intraprese una costosissima campagna pubblicitaria. Andamento buono dal 36 alla seconda guerra mondiale, poi entro in una fase di stagnazione, in parte dovuta all’emergere di altre mete. Fu necessario l’intervento della Janss company che forni i capitali per risollevarla, siamo negli anni 60’. Aspen Nasce nel 1879 come città mineraria. Il momento d’oro parte con il secondo dopo guerra quando i veterani rientrati dal fronte europeo, cercarono di sfruttare la loro conoscenza per la montagna progettando stazioni sciistiche. Contemporaneamente anche un ricco uomo d’affari di nome Paepcke e la moglie cominciarono a interessarsi di questa località per trasformarla in un nuovo centro culturale. Utilizzo in chiave sportiva di determinate località montane. È un investimento fortunatissimo. I PARCHI NATURALI Gli americani furono gli inventori di un altro tipo di vacanza: quella dei parchi naturali. Motivi :

  • cambiamento di preferenze paesaggistiche compiutosi in Europa all’inizio dell’Ottocento → ai paesaggi urbani si sostituì il desiderio di scoprire luoghi selvaggi, non ancora contaminati dall’uomo
  • paese giovane che non ha ancora un’identità culturale e storica ben definita
  • testimonianza dell’America “di una volta” - prima dello sfruttamento economico del territorio (l’ambiente naturale era stato modificato e annullato da una grandissima mole di investimenti che avevano reso fertilissima una terra inospitabile)
  • Almeno una parte dei paesi arretrati riuscì a sviluppare un’offerta (e a volte anche una domanda) di servizi turistici [catching up nei confronti dei paesi ricchi]. Per quanto riguarda il turismo internazionale, sono emerse due importanti tendenze:
  1. Leadership europea → nel 2008 attestava al 53% la percentuale di arrivi turistici mondiali;
  2. Emergere di nuovi competitors → (Cina, Estremo Oriente) grazie al miglioramento della qualità della vita e alla presenza di un paese generatore di domanda turistica (Giappone). Lo sguardo della sociologia sul turismo di massa ✓ Vacanza come elemento di integrazione sociale; ✓ Espressione di un desiderio di fuga dalla civiltà dell’uomo moderno → quest’ultimo però non è dotato di spirito di avventura e quindi si tutela dai rischi cercando di ricreare anche nei luoghi più lontano un ambiente simile a quello in cui vive; ✓ Il protagonista di questa figa è il ceto borghese che, cercando di imitare le classi elevate, vive esperienze banali e superficiali → i produttori di servizi turistici attivarono costi che imponevano la standardizzazione e la produzione in serie dei servizi offerti → questo portò a una visione negativa del turismo di massa. Altri fattori sono:
  • Consumo di risorse naturali (negativo impatto paesaggistico)
  • Problematiche relative a un impatto sociale ed economico degli investimenti stranieri nei paesi arretrati. Visione positiva → turismo di massa come esperienza di ricerca di autenticità (dal libro di MacCannel del 1973). Lo sguardo dell’economia sul turismo di massa Gli economisti si concentrano sulle caratteristiche del processo produttivo. Il turismo assumeva la connotazione di un fenomeno di massa quando: ✓ L’offerta dei servizi diventava standardizzata; ✓ Un numero limitato di grandi imprese assumevano il controllo del mercato; ✓ Lo sviluppo di nuove attrazioni e destinazioni dipendeva dalle strategie dei produttori (e non dai consumatori) → fordismo turistico. A seconda della definizione che noi diamo al turismo di massa, cambia anche la cronologia.
  • Approccio sociologico = all’inizio del periodo fra le due guerre sia negli USA che in Europa;
  • Approccio economico = anni 50 del 900. In entrambi i casi, la fase di maggior crescita del fenomeno si ha nel secondo dopoguerra e con la crisi tra le due guerre. POSTMODERNISMO Con il termine post-moderno si intende l’affermazione di approcci che rifiutano il razionalismo dell’epoca precedente e le grandi costruzioni teoriche da esso derivate. Si offrono visioni basate su ricchezza e diversità della vita. Parole chiave → decostruzione, relativismo (= tutto è relativo, non c’è una verità calata dall’altro), soggettività e scetticismo. Due grandi trasformazioni che hanno permesso il passaggio da turismo di massa a turismo postmoderno:
  • Vacanza come ampliamento delle proprie esperienze e non come fuga dalla quotidianità;
  • Necessità di esperienze di vacanze diverse (affermazione di una visione poliedrica del turista che ne mette in luce la diversità culturale, sociale e relazionale).

Perché questa diversa visione della vacanza? Nel 900 si accentua la divisione/separazione tra città residenziale e di villeggiatura per effetto della specializzazione delle città. Dagli anni 70 questo modello viene alterato → maggior benessere e una diversa concezione della qualità della vita imposero la riqualificazione delle città industriali. Il processo di deindustrializzazione del mondo occidentale generò gravi problemi di riconversione delle attività economiche nonché di ridefinizione dell’identità urbana. Tutte le città devono risultare attraenti per uomini e capitali → le amministrazioni locali passano da interventi limitati a infrastrutture, a un approccio proattivo finalizzato a creare un prodotto turistico vero e proprio. Es. Italia → negli anni 70 iniziò il recupero urbanistico dei piccoli borghi delle aree centrali delle grandi città da sfruttare successivamente in chiave turistica (nuova attenzione al valore culturale e artistico). Importante fu anche l’invenzione delle stagioni culturali estive, le cosiddette “estati romane” organizzate dall’assessore della cultura dell’epoca (introduzione di spettacoli, mostre…). Le conseguenze del cambio nelle politiche urbane furono due:

  1. Ogni città poteva elaborare una propria vocazione turistica attraverso strategie di mktg (mktg urbano) e trovare una nuova vocazione economica e costruire una nuova identità urbana;
  2. Molte attività collegate al turismo diventano disponibili nel contesto quotidiano (es. frequentazione di piscine, visite a musei, parchi tematici → si crea consuetudine all’uso di questi servizi). Quali effetti produce il desiderio di vacanze “diverse”? Riscoperta della soggettività → gli studiosi degli anni Ottanta e Novanta sono riusciti a fare emergere le varie diversità del vivere un’esperienza turistica; per fare ciò hanno cambiato il loro oggetto di studio → non si osserva più lo scambio tra turista e produttore ma si osserva la fase del consumo del prodotto turistico ossia quando il turista rielabora la vacanza attraverso la propria soggettività. Questo cambiamento produsse degli effetti anche nel processo di invenzione del prodotto turistico (2 approcci diversi):
  3. ricerca della differenziazione del prodotto fino a raggiungere la personalizzazione → percorsi letterari, strade del vino (Napa Valley negli USA che non divenne solo la regione del vino ma anche un’importante destinazione turistica), gruppi di persone accomunate dallo stesso interesse (associazione enogastronomica come la Slow Food creata a Bra nel 1989: queste associazioni organizzano viaggi ed eventi che coinvolgono gli amanti di quel tipo di esperienza a prescindere dalle abitudini della loro vita abituale).
  4. Riscoperta del territorio che si propone per una molteplicità di esperienze → lo spazio diventa l’area in cui i turisti agiscono rimodellando il territorio a loro uso e consumo. DAI VOLI CHARTER AI VOLI LOW COST L’automobile e l’aereo diventarono il simbolo delle vacanze del turismo di massa. L’automobile è stata la protagonista della diffusione del turismo nazionale in Europa e negli USA; la diffusione del trasporto e dei voli charter invece ha permesso la scoperta delle coste africane e delle isole tropicali.