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La Rivoluzione Industriale: Un'analisi delle Premesse e degli Sviluppi, Appunti di Storia

Appunti sulla I e II Rivoluzione Industriale del libro di Ennio de Simone

Tipologia: Appunti

2015/2016

In vendita dal 11/05/2016

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LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (1750-1850)
[cap. 1]
IL SISTEMA FEUDALE
Il sistema feudale si basava prevalentemente su un rapporto di fiducia
reciproco e duraturo tra il sovrano o signore e i suoi vassalli e tra costoro
e i contadini. I vassalli promettevano fedeltà ed in cambio il signore o il
sovrano gli dava protezione e gli assegnava un feudo. Il feudatario, inoltre,
garantiva la difesa contro i nemici con i suoi uomini armati, amministrava
la giustizia. In cambio, i contadini erano tenuti a pagare un censo per l’uso
della terra loro affidata, mettere a disposizione uomini armati. Il sistema
feudale si era affermato con caratteristiche diverse nelle varie zone
dell’Europa, ma nel ‘700 era ormai in profonda decadenza. Ciò era dovuto
dalla formazione degli Stati Nazionali e il passaggio ai funzionari regi di
alcuni compiti specifici (amministrare la giustizia etc…) non
giustificavano più la presenza dei vassalli.
ANCIEN REGIME
Questo termine venne utilizzato durante la Rivoluzione Francese del 1789
per indicare l’organizzazione politica, economica e sociale della Francia
prerivoluzionaria. Il termine poi è stato utilizzato per indicare la società e
le istituzioni esistenti nelle diverse zone europee prima della Rivoluzione.
Nel ‘700, le società erano suddivise in classi, al vertice vi erano la nobiltà
e il clero, alla base la massa di lavoratori e in mezzo il ceto borghese.
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
A partire dalla metà del ‘700 ebbe inizio una profonda trasformazione
economica e sociale che prende il nome di Rivoluzione Industriale. Tali
trasformazioni riguardarono non solo l’industria ma la popolazione,
l’agricoltura, il commercio, i trasporti e le comunicazioni. La Rivoluzione
successivamente è stata suddivisa in tre fasi distinte:
1. La prima Rivoluzione industriale va all’incirca dalla metà del ‘700
alla metà dell’800 e interessò innanzitutto l’Inghilterra, seguita da
Francia e Stati Uniti.
2. La Seconda Rivoluzione Industriale si sviluppò fra la seconda metà
dell’800 e la Prima guerra mondiale, per poi proseguire fino alla
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Scarica La Rivoluzione Industriale: Un'analisi delle Premesse e degli Sviluppi e più Appunti in PDF di Storia solo su Docsity!

LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (1750-1850)

[cap. 1]

IL SISTEMA FEUDALE

Il sistema feudale si basava prevalentemente su un rapporto di fiducia reciproco e duraturo tra il sovrano o signore e i suoi vassalli e tra costoro e i contadini. I vassalli promettevano fedeltà ed in cambio il signore o il sovrano gli dava protezione e gli assegnava un feudo. Il feudatario, inoltre, garantiva la difesa contro i nemici con i suoi uomini armati, amministrava la giustizia. In cambio, i contadini erano tenuti a pagare un censo per l’uso della terra loro affidata, mettere a disposizione uomini armati. Il sistema feudale si era affermato con caratteristiche diverse nelle varie zone dell’Europa, ma nel ‘700 era ormai in profonda decadenza. Ciò era dovuto dalla formazione degli Stati Nazionali e il passaggio ai funzionari regi di alcuni compiti specifici (amministrare la giustizia etc…) non giustificavano più la presenza dei vassalli.

ANCIEN REGIME

Questo termine venne utilizzato durante la Rivoluzione Francese del 1789 per indicare l’organizzazione politica, economica e sociale della Francia prerivoluzionaria. Il termine poi è stato utilizzato per indicare la società e le istituzioni esistenti nelle diverse zone europee prima della Rivoluzione. Nel ‘700, le società erano suddivise in classi, al vertice vi erano la nobiltà e il clero, alla base la massa di lavoratori e in mezzo il ceto borghese.

LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

A partire dalla metà del ‘700 ebbe inizio una profonda trasformazione economica e sociale che prende il nome di Rivoluzione Industriale. Tali trasformazioni riguardarono non solo l’industria ma la popolazione, l’agricoltura, il commercio, i trasporti e le comunicazioni. La Rivoluzione successivamente è stata suddivisa in tre fasi distinte:

  1. La prima Rivoluzione industriale va all’incirca dalla metà del ‘ alla metà dell’800 e interessò innanzitutto l’Inghilterra, seguita da Francia e Stati Uniti.
  2. La Seconda Rivoluzione Industriale si sviluppò fra la seconda metà dell’800 e la Prima guerra mondiale, per poi proseguire fino alla

metà del XX secolo. I paesi interessati furono: Stati Uniti, Germania e, a cavalo fra i due secoli, anche Russia e Italia.

  1. La Terza Rivoluzione Industriale si ebbe dopo la Seconda guerra mondiale e ha prodotto trasformazioni economiche e sociali molto più profonde di quelle delle due precedenti rivoluzioni. Riguardò prevalentemente i paesi già industrializzati.

Probabilmente si realizzò in Europa, perché vi erano le condizioni necessarie per lo sviluppo della scienza. La stessa frammentazione politica europea, favorì una competizione fra di loro. Nel campo economico, la visione del mondo degli Europei fu lo stimolo più potente per lo sviluppo. A ciò aveva contribuito anche la posizione del cristianesimo sul lavoro e sul rapporto fra l’uomo e la natura.

LO SVILUPPO ECONOMICO [cap.2]

La crescita di un paese viene normalmente calcolata facendo ricorso a degli aggregati (somme di grandezze singole), come il Pil (prodotto interno lordo) e il Pnl (Prodotto nazionale lordo).

Il Prodotto interno lordo è il valore monetario dei beni e dei servizi prodotti in un determinato periodo all’interno di un paese da residenti e da stranieri.

Il Prodotto nazionale loro è il valore monetario dei beni e dei servizi prodotti in un determinato periodo all’interno di un paese soltanto dai residenti.

Per spiegare lo sviluppo economico spesso si fa ricorso a schemi o modelli, si può ricordare quello di Rostow del 1960 perché ha introdotto il concetto ti take off o decollo. Secondo Rostow lo sviluppo economico passa attraverso cinque fasi:

  1. La società tradizionale. E’ la società preindustriale, in cui l’agricoltura non riesce a soddisfare il fabbisogno di tutti i cittadini.
  2. La società di transizione. E’ una fase di cambiamento che detta il passaggio allo sviluppo successivo.
  3. La società del decollo o del take off. E’ lo stadio più importante, è il momento in cui una società conosce una forte accelerazione,

massimo riscontrabile tra i primi due e gli ultimi due. I cicli individuati dal ‘700 al momento in cui Kodratieff scriveva sono quattro:

  1. (^) Il primo, dal 1730 al 1790, durato 60 anni.
  2. Il secondo, dal 1790 al 1848 durato 58 anni.
  3. Il terzo, dal 1848 dal 1897 durato 49 anni.
  4. Il quarto, dal 1897 al 1933 durato appena 36 anni.

LE PREMESSE DELA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

INGLESE [cap.3]

I cambiamenti che costituiscono le premesse della prima rivoluzione industriale riguardano i campi:

  • Demografico
  • Agricolo
  • Commerciale
  • Trasporti

Lo studio della popolazione è particolarmente importante. Un aumento della popolazione significa che vi sono più bocche da sfamare, più persone da vestire e più famiglie che hanno bisogno di un’abitazione. Ma significa anche che vi sono più braccia per lavorare. Ciò provoca, da una parte, un aumento della domanda, e dall’altro, un aumento dell’offerta. Quindi la domanda dipende necessariamente sia dalla struttura della popolazione sia dal loro reddito. Nel mondo preindustriale la gente consumava davvero poco. Destinavano essenzialmente i loro soldi ai consumi essenziali. L’offerta, a sua volta, era condizionata dalla capacità produttiva, ossia dalle terre e del capitale disponibili. Era anche determinata dal numero di abitanti di un paese e della sua composizione per classi di età. La popolazione mondiale, a metà 700, non raggiungeva gli 800 milioni. La popolazione europea aveva conosciuto, nell’arco di oltre duemila anni, a partire dal 400 a.C., momenti di crescita e di decrescita. Essa aumentò fino al 200 d.C per poi scede fino al 700. Dopo di allora, cominciò a crescere, per portarsi a metà del XVIII secolo, a livelli mai raggiunti prima e continuare a crescere nei secoli successivi. La vita media era molto breve, oscillava fra i 20 e i 25 anni. Tutto ciò era dovuto dalla completa dipendenza della popolazione dalla disponibilità dei mezzi più elementari di sussistenza, inevitabilmente la gente poteva affrontare periodi di malnutrizione. Inoltre, le condizioni igieniche erano davvero precarie, e ciò favoriva la diffusione di malattie come la peste. Infine, la popolazione europea del 700 era sostanzialmente analfabeta. La cultura era appannaggio delle classi superiori, le quali, ricorrevano a precettori.

LA RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA

Il regime demografico mutò con la diminuzione del tasso di mortalità. La vita media si allungò, dapprima lentamente e poi sempre più rapidamente, dai 25 anni di metà 700 ai 50 del primo 900 e ai circa 80 di oggi. La popolazione europea si raddoppiò, il paese che ebbe un incremento più consistente fu la Gran Bretagna. Il legame fra aumento della popolazione e disponibilità alimentari, si stava finalmente spezzando. Thomas Malthus , economista inglese, scrisse il ‘’Saggio sulla popolazione. ’’ Egli riteneva che la crescita della popolazione rispondesse ad una legge naturale, in virtù della quale sarebbe raddoppiata ogni 25 anni, se non fosse stata frenata dall’insufficiente disponibilità di generi alimentari, ed era praticamente impossibile farli aumentare allo stesso ritmo. Sosteneva

superato da quello terziario. Anche la partecipazione al Pil dei diversi settori si modificò allo stesso modo. Questa trasformazione è stata chiamata legge dei tre settori o legge di Clark, che ha individuato nel lungo periodo, la riduzione degli addetti all’agricoltura a vantaggio di quelli dell’industria e dei servizi, fino a quando anche la percentuale dell’industria diminuisce e cresce solo quella del settore terziario.

GLI ATTREZZI AGRICOLI E LA RIVOLUZIONE AGRARIA

Da secoli si adoperava l’aratro semplice, che si limitava a scalfire superficialmente il terreno e si adattava particolarmente al clima mediterraneo. Nel Medioevo era stato introdotto il pesante aratro a ruote e di grande utilità erano gli animali da tiro. Due importanti caratteristiche dell’agricoltura di ancien régime erano la pratica della policoltura e la scarsa commercializzazione dei prodotti agricoli. La policoltura era una necessità, per questo ogni regione, si sforzava di produrre tutto ciò che serviva per soddisfare la necessità dei cittadini. Questo contribuiva ad abbassare i guadagni, perché costringeva a praticare colture non sempre adatte a quei terreni. La commercializzazione era molto imitata, solo i grandi proprietari che producevano più di quanto loro necessitavano riuscivano a trarne dei profitti. Ovviamente la crescita demografica ha comportato un aumento della domanda dei beni con un conseguente rialzo dei prezzi. Vi era, quindi, la necessità di produrre di più e di soddisfare più persone. Le profonde trasformazioni realizzate in Inghilterra hanno dato luogo alla rivoluzione agraria. Il principale problema era quello di recuperare i territori fertili, ciò poteva avvenire solo lasciando al riposo la terra periodicamente. Il periodo di riposo era detto maggese durante il quale bisognava comunque curare il terreno. Pensarono di introdurre vari metodi, il più comune fu la rotazione biennale, in cui si alternavano un anno di coltivazione e uno di maggese (Europa Meridionale), e la rotazione triennale, con due anni di coltivazione e uno di maggese. Ma ciò non aiutò ad aumentare l’offerta. Il risultato migliore si otteneva con le concimazioni, in particolare con il letame, anche se le stalle erano poche ed era difficile procurarlo. Successivamente fu trovata la soluzione, venne eliminato il maggese, nelle rotazioni venne, quindi, introdotto l’inserimento di piante che miglioravano la fertilità del terreno, si andavano a recuperare terre sprecate e si alimentarono gli animali. In Inghilterra e in altri paesi europei, si sviluppò la coltivazione comunitaria

e si basava sul cosiddetto sistema dei tre campi. Le terre erano divise in tre parti, ogni parte a sua volta era frazionata in numerose strisce che venivano assegnate periodicamente alle famiglie, con il compito di coltivarle. In Inghilterra le terre erano suddivise in open fields (terre aperte, coltivate con il sistema dei tre campi) e in common lands (terre comuni). A metà 800 non vi erano più campi aperti e il nuovo passaggio aveva assunto l’aspetto di una continua successione di campi recintati da muretti. I costi per recintare le terre erano, però, molto elevati, proprio per ridurre questi costi fu emanato il General Enclosures Act, ossia una legge che disciplinava le recinzioni. Si andò a contribuire alla formazione della grande proprietà.

La Rivoluzione Agraria e la Rivoluzione Industriale si influenzarono a vicenda. La rivoluzione agraria ha contribuito alla rivoluzione industriale inglese in almeno quattro modi:

  1. Sostenne una popolazione in aumento Lo sviluppo dell’agricoltura e quindi la produzioni maggiori di beni, ha contribuito ad alimentare un numero crescente di persone.
  2. Creò il potere d’acquisto da destinare ai prodotti dell’industria britannica con l’agricoltura aumentò la produzione e si intensificarono gli scambi fra i prodotti agricoli.
  3. Consentì lo spostamento di popolazione nelle zone industriali
  4. Partecipò alla formazione del capitale necessario al finanziamento dell’industrializzazione

TRASPORTI E COMMERCIO

Oltre allo sviluppo dell’agricoltura, un altro fattore che contribuì notevolmente alla prima industrializzazione della Gran Bretagna, furono i trasporti. La necessità di rifornire di generi alimentari e di carbone città in espansione, e in primo luogo Londra, indusse il governo a intervenire, favorendo il sistema delle strade a pedaggio. Ma la vera rivoluzione ne settore stradale si ebbe soltanto all’inizio del XIX secolo, quando incominciarono a realizzare strade più solide e compatte. Negli anni Trenta dell’800 ci fu la comparsa delle strade ferrate, nate dall’abbinamento delle rotaie con la locomotiva a vapore. La prima locomotiva a vapore fu

occidentali (Antille) che pagava con schiavi acquistati dall’Africa in cambio di armi, ferramenta, pezze di cotone. Era un commercio ‘’triangolare’’. Rappresentava anche il mercato finanziario più importante del mondo.

INDUSTRIE TRAENTI E INNOVAZIONI IN GRAN

BRETAGNA [cap. 6]

La forza del vapore era già nota ai Greci, ma la prima applicazione moderna fu dovuta al fisico francese Papi nel 1960. Thomas Newcomen, nel 1712 riuscì a costruire una pompa più perfezionata, però era ingombrante e consumava troppo combustibile. Fu solo James Watt che apportando delle modifiche alla macchina a vapore del modello di Newcomen brevettate nel 1769. Watt ebbe la fortuna di incontrare Boulton, che gli mise a disposizione de capitale per proseguire le ricerche. Watt apportò parecchi miglioramenti che consentì molte altre applicazioni. La società di Watt e di Boulton riuscì ad esportare 5000 macchine a vapore in Gran Bretagna.

L’industria del cotone era modesta e arretrata. La filatura del cotone richiedeva l’impiego di molta manodopera e non riusciva a stare dietro alla domanda dei tessitori. Un meccanico tessile, John Kay, mise a punto, nel 1733, la ‘’navetta volante’’, un semplice meccanismo composto da una spoletta munita di rotelline che scorreva lungo una guida ed era tirata con una cordicella dall’operaio. Un solo tessitore, ora, poteva lavorare più velocemente e ottenere tessuti di larghezza maggiore. Nel 1764 James Hargreaves inventò la spinning jenny, un meccanismo formato da una ruota che muoveva una batteria di fusi ed era azionato da una sola persona. Nei quindici anni successivi, la filatura fu perfezionata con altre due invenzioni: la walfare frame , un filatoio idraulico capace di produrre un filato molto resistente, la mule jenny derivata dalla fusione fra la giannetta e la water frame, che produceva un filo più liscio e sottile. Nel 1785 Edmund Cartwright brevettò un telaio meccanico mosso a vapore, che si affermò solo nel 1820. L’industria cotoniera, fu quella che riuscì ad avvantaggiarsene maggiormente e divenne la più importante di Inghilterra. I motivi dell’espansione dell’industria cotoniera furono:

  • Industria nuova
  • Le macchine adoperate si adattavano perfettamente al lavoro a domicilio
  • Industria ad alta intensità di lavoro
  • Aveva già un mercato
  • Concentrazione geografica nel Lancashire dove il grande porto di Liverpool facilitava l’importazione della materia prima e l’esportazione del prodotto finito.

La scarsa disponibilità di carbone, costrinse gli Inglesi ad utilizzare il carbon fossile. Agli inizi del XVIII secolo, Abraham Darby, riuscì ad estrarre il coke dal carbon fossile. La scoperta tardò ad affermarsi perché non dava una buona qualità del ferro. Fu necessario attendere l’altra importante innovazione di Peter Onions e Henry Cort che brevettarono il puddellaggio. La Gran Bretagna arrivò a fornire più della metà della produzione mondiale di ghisa, tanto da alimentare una considerevole corrente di esportazione. Un personaggio importante dell’industria del ferro è sicuramente John Wilkison perché costruì il primo ponte in ghisa sul fiume Severn e il varo della prima nave in lamiera bullonata.

L’Inghilterra diventa la fabbrica del mondo ed è anche il centro finanziario.

LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE INGLESE – I

PROBLEMI [cap. 7]

A metà 700 le monete in circolazione erano quasi esclusivamente metalliche. Erano d’oro o d’argento per i pagamenti più consistenti, oppure in altri metalli per i pagamenti più minuti. I sistemi monetari erano tre:

  1. Monometallismo argenteo (silver standard) quando a base del sistema vi era l’argento
  2. Monometallismo aureo (gold standard) quando vi era l’oro
  3. Bimetallismo quando vi era sia l’oro che l’argento.

Il libero conio era la possibilità data ai privati di consegnare alla zecca metallo prezioso in loro possesso e ottenere in cambio l’equivalente in

Combination Acts. Queste leggi vietavano qualsiasi associazione sia di lavoratori che di datori di lavoro, e perciò il movimento luddista fu considerato illegale e represso. Gli operai, invece, subirono un duro colpo, perché essendo numerosissimi era difficile potersi associare. Nacquero le Trade Unions che conservarono il carattere di unioni di lavoratori specializzati fino alla seconda metà del secolo XIX.

I SECONDI

L’Inghilterra, aveva ormai raggiunto la maturità ed era il paese da imitare. Lo sviluppo inglese fu lento e graduale, ciò permise ai lavoratori e alla popolazione di assorbire in modo progressivo le innovazioni che cominciavano a trasformare il modo di lavorare e di vivere. La Gran Bretagna era il first comer, ossia il paese decollato per primo e poté godere di alcuni vantaggi, il più importante fu quello dell’assenza di concorrenza. I Paesi ritardatari, che decollarono più tardi, ebbero dei vantaggi dall’arretratezza, costituiti dalla possibilità di utilizzare le innovazioni sperimentati dalla Gran Bretagna. Il principale svantaggio però fu quello di agganciare il paese leader (catching up).

FRANCIA

L’industrializzazione Francese fu molto meno evidente rispetto quella della Gran Bretagna. Verso la metà del XVIII secolo, la Francia aveva una popolazione più che tripla rispetto a quella inglese, e si reggeva su un mercato interno, un’agricoltura fiorente e una buona tradizione di manifatture. Secondo alcuni studiosi, essa possedeva i prerequisiti per potersi industrializzare eppure le ragioni per le quali la Francia rimase indietro sono numerose:

  • Un lungo periodo di guerra. La Francia rivoluzionaria e napoleonica dovette combattere contro potenze europee coalizzate contro di lei.
  • Una modesta crescita demografica. La popolazione Francese aumentò, fra metà Settecento e metà Ottocento da 20 a 36 milioni.
  • L’insufficienza di risorse naturali.
  • La rivoluzione Francese. Se da una parte la Rivoluzione Francese tardò lo sviluppo, per altri fattori lo favorì eliminando l’ancien régime. (Furono soppressi i dazi)
  • L’insegnamento e la ricerca.
  • L’opera dei sansimoniani. ‘’Gli apostoli dell’industrializzazione’’, termine da essi stessi coniato, assegnavano una funzione trinante al progresso scientifico.

La Francia rimase un paese fortemente legato all’agricoltura, era considerata la patria della fisiocrazia. I fisiocratici ritenevano che l’economia di un paese si basasse sull’agricoltura. La Rivoluzione Francese contribuì notevolmente al consolidamento della piccola proprietà contadina, che già caratterizzava l’economia di quel Paese. La piccola proprietà costituiva un ostacolo ad un ulteriore sviluppo agricolo, perché il contadino francese era legato ai vecchi metodi di coltivazione e chi avrebbe voluto praticare un agricoltura più razionale doveva impegnare del capitale, e chi ne disponeva preferiva spenderlo per l’acquisto di nuove terre. L’industria fu caratterizzata da quella siderurgica che costituiva una delle due industrie traenti anche in Francia. Venne approvata nel 1791 la legge ‘’le Chapelier’’ che vietava qualsiasi associazione di lavoratori e imprenditori. I codici napoleonici invece avevano regolato con chiarezza i rapporti fra gli individui e quelli relativi all’attività economica, ma non sancirono l’uguaglianza fra datori di lavoro e dipendenti. Secondo una norma, in caso di controversia avrebbero prevalso sempre i primi sui secondi. Il sistema dei trasporti fu adottato, come in Inghilterra, e la Francia arrivò a possedere il sistema stradale migliore d’Europa. La fondazione della Banca di Francia, nel 1800, fu un altro elemento molto importante, perché era autorizzata ad emettere moneta, ed essa contribuì a diffondere l’uso della banconota.

GLI STATI UNITI

Lo sviluppo degli Stati Uniti fu rapido e spettacolare, si svolse secondo un modello nuovo e originale. Il decollo degli Stati Uniti è collocato tra il 1840 e il 1860. Erano un paese libero: non conobbero né il feudalesimo né le corporazioni. L’assenza di queste ultime permettevano a chiunque di svolgere qualsiasi attività economica. Erano un paese nuovo, dotato di risorse, che bisognava popolare, colonizzare e industrializzare. (La

Americani, come il telegrafo. Diversi imprenditori seppero sfruttare queste innovazioni e fondarono le prime imprese.

  1. Il sistema americano di produzione Le innovazioni più importanti furono la standardizzazione dei prodotti e la catena di montaggio.

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

LE FASI DELLA CRESCITA [cap. 9]

La seconda rivoluzione industriale si concentrò nel periodo compreso fra la metà dell’800 e la Prima guerra mondiale. La crescita economia fino al 1914 fu evidente. La produzione dei generi alimentari e l’allevamento aumentarono in misura molto superiore rispetto alla popolazione. L’industria divenne il settore più importante e la borghesia divenne la nuova classe dominante.

Una prima fase di espansione si ebbe dal 1848 al 1873 PRIMA FASE DEL CICLO DI KONDRATIEFF (A), fu caratterizzata dall’incremento dei prezzi, dei salari e della produzione. Vi fu un rapido sviluppo di tutti i settori alimentato da:

  1. Affermazione del libero scambio. I Paesi europei seguirono l’esempio della Gran Bretagna. Quest’ultima aveva applicato tariffe doganali che colpivano solo una cinquantina di prodotti. I governi europei, preferirono ricorrere ai trattati commerciali, che fissavano i dazi che i paesi contraenti avrebbero reciprocamente applicato alle merci che si scambiavano.
  2. Lo sviluppo dei mezzi di trasporto. La rete ferroviaria mondiale, aumentò di dieci volte, fra il 1850 e il 1880.
  3. La maggiore disponibilità di oro. Verso la metà dell’800 furono scoperti ricchi giacimenti nel territorio Americano.

Nel 1873, in coincidenza con una crisi finanziaria che investì i mercati di Berlino, Vienna e New York, iniziò in un lungo periodo di depressione, FASE B CICLO DI KONDRATIEFF. Si caratterizzò per una diminuzione dei prezzi e dei profitti che ebbero diverse cause:

  1. L’aumento dell’offerta sia dei prodotti agricoli sia di quelli industriali.
  2. La riduzione dei costi di trasporto e la conseguente crisi agraria le nuove tecnologie più veloci e i mezzi di traporto consentirono alle merci di arrivare anche nei paesi più lontani. Così i paesi europei si videro invasi dal grano americano e da quello russo e dovettero far fronte ad una crisi agraria abbastanza lunga.
  3. La diminuzione della produzione di oro. Si esaurirono le risorse nelle miniere Americano che provocarono una diminuzione della produzione dell’oro.

I paesi colpiti dalla depressione cercarono di affrontarla in vario modo. Nella maggior parte dei casi le imprese si sforzarono di ridurre i costi di produzione in modo da realizzare economie di scala (il costo di un prodotto diminuisce con l’aumentare delle dimensione dell’impianto produttivo) e affrontare meglio la crisi. Inoltre i governi decisero di tornare al protezionismo.

Dal 1896 iniziò un nuovo periodo di espansione, durato fino alla Prima guerra mondiale FASE A CICLO DI KONDRATIEFF. La produzione si sviluppò, in particolare nel settore dei metalli e della chimica, si affermò una nuova forma di energia, il petrolio. Si formò una forma di economia mondiale. Questo periodo venne definito Belle époque. I rimedi per fronteggiare la depressione economica avevano dato i loro frutti. La crescita fu sostenuta anche dalla scoperta di nuovi giacimenti di oro nel Klondike e in Alaska. In una ventina di anni si estrasse più oro che nei novant’anni precedenti.

EFFETTI DELLA CRESCRITA - LA POPOLAZIONE

La crescita economica fu dettata anche dall’incremento demografico. La popolazione mondiale aumentò del 40% dal 1850 al 1914. La riduzione del tasso di mortalità fu determinato da diversi fattori:

  • Il miglioramento delle condizioni igieniche
  • Il progresso della medicina

Il tasso di natalità cominciò a diminuire: allevare un bambino, specialmente per operai e impiegati, divenne sempre più costoso, a causa

TRASPORTI, BANCHE E MONETA

La rete stradale non fece molti progressi, ma ne vennero costruite di nuove. I risultati più sorprendenti si ebbero con le ferrovie e dalla navigazione a vapore. La rete ferroviaria mondiale passò da 35 mila chilometri a quasi 1,1 milioni. Costruire le reti ferroviarie presentava problemi tecnici, ma molto più complessi furono i problemi economici. All’inizio, quando le prime linee non erano molto lunghe, i capitali furono forniti da banchieri privati, in seguito bisognò costituire una società per azioni e raccogliere capitale fra un gran numero di azionisti. L’automobile riuscì ad affermarsi, invece, solo con l’avvento del motore a combustione interna.

Alla viglia della I guerra mondiale, le notizie ormai raggiungevano qualsiasi posto de Pianeta grazie al telegrafo e al telefono. Il telegrafo elettrico di Samuel Morse si diffuse in breve tempo e ricopriva l’Europa e gli Stati Uniti. Il telefono fu inventato, invece, da Antonio Meucci nel 1871 e cominciò a diffondersi alla fine degli anni settanta. Guglielmo Marconi nel 1896, infine, inventò la radio.

Nella seconda metà del secolo furono introdotte nuove forme di credito e si istituirono nuove categorie di banche:

  • Casse di Risparmio. Raccoglievano piccoli risparmi di persone di modesta condizione, ai quali corrispondeva un interesse. Il loro scopo era di consentire anche ai meno abbienti di accumulare discreto capitale.
  • Istituti di credito fondiario. Concedevano mutui di lunga durata, rimborsabili a rate, secondo un piano di ammortamento.
  • Banche cooperative. Si dividevano in banche popolari, nei centri più importanti e in casse rurali, nelle zone agricole. Accettavano depositi e concedevano prestiti.
  • Banche commerciali o di deposito. Costituite, sotto forma di società anonime, disponevano di una rete di sportelli, raccoglievano depositi dal grande pubblico, e investivano i fondi disponibili prestandoli in varie forme a operatori economici.

Ciò permetteva a tutti di accedere ai servizi bancari. Al vertice dei sistemi bancari vi erano gli istituti di emissione. Ciò significa che le altre banche quando avevano bisogno di un prestito si rivolgevano a loro, ai quali pagavano un interesse in base al tasso ufficiale di sconto.

I sistemi bancari furono chiamati a sostenere la crescita industriale. In Europa si formarono due modelli bancari:

Il modello anglosassone (banca pura). Si affermò un tipo di banca che raccoglieva depositi e concedeva prestiti a breve termine alle imprese. Le operazioni finanziarie di lunga durata le svolgeva la merchant banks.

Il modello continentale tedesco (banca mista). Raccoglieva depositi a vista (deposito convertibile in denaro senza termine di preavviso e trasferibile mediante assegno) e li impiegava a breve, a medio e a lungo termine. Questo modo di operare era molto rischioso. Inoltre finanziavano le imprese acquistandone le obbligazioni o le loro azioni.

Un altro elemento molto importante fu l’adesione di quasi tutti i paesi al gold standard. Si realizzava un sistema di cambi fissi fra le monete, tutte legate all’oro. Il cambio dipendeva dal contenuto di oro fino di ciascuna moneta. Ciò eliminava il rischio di cambio e perciò il commercio estero è favorito dal fatto che importatori ed esportatori possono fare i loro calcoli di convenienza sulla base di cambi stabili delle monete.

Nel sistema internazionale, la sterlina è accettata in ogni parte del mondo ed è diventata la moneta internazionale.

I PAESI INDUSTRIALIZZATI – GRAN BRETAGNA E

FRANCIA [cap. 14]

Nel 1820 i pesi che avevano uno sviluppo poco inferiore alla Gran Bretagna erano gli Stati Uniti e la Francia. La Russia e il Giappone, invece, avevano un pil pro capite poco sopra il 30% di quello britannico. Nel 1870, solo gli Stati Uniti e la Germania si erano avvicinati alla Gran Bretagna, mentre tutti gli altri avevano visto il loro svantaggio, perché proprio in quel periodo l’Inghilterra aveva incrementato il suo sviluppo. Dopo il 1870, fu la Gran Bretagna a rallentare. Per questo motivo, alla viglia della I guerra mondiale, gli Stati Uniti avevano superato la Gran Bretagna, mentre la Francia e la Germania vi si erano avvicinati. Italia, Russia e Giappone, risultavano nel 1913, addirittura più indietro di quanto