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Storia dell'Animazione Disney: Dall'Innovazione Tecnica al Successo Globale, Dispense di Storia dell'Educazione

Questo documento ripercorre la storia dell'animazione disney, evidenziando le tappe chiave, le innovazioni tecniche e il successo globale del brand. Si analizzano i primi film, i classici disney, l'evoluzione del cinema d'animazione e l'impatto culturale di walt disney. Una panoramica completa della storia dell'animazione disney, dalla nascita di topolino alla creazione di epcot e disney world.

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 03/02/2025

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LA STORIA DELLA DISNEY
“Se puoi sognarlo, puoi farlo” (Walt Disney)
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LA STORIA DELLA DISNEY

“Se puoi sognarlo, puoi farlo” (Walt Disney)

WALTER ELIAS DISNEY (1901-1966)

Nato a Chicago il 5 dicembre 1901, quarto di cinque figli, andò ad abitare a Marceline assieme ai fratelli e ai genitori, nel Missouri, dove trascorse gli anni della sua infanzia. Ha dimostrato fin da subito una grande passione per il disegno e l’animazione, dal momento che già dalla più tenera età amava disegnare animali e creare storie fantastiche. Quando Walter aveva nove anni, la famiglia si trasferì a Kansas City, una città che all’epoca accoglieva molti americani che lavoravano sulla nuova linea ferroviaria. Roy e Walt iniziarono a lavorare per il padre nella consegna dei giornali, ma a causa del duro lavoro e poiché il padre dava loro solamente qualche spicciolo, Roy se ne andò di casa (i fratelli maggiori se ne erano già andati). All’età di 14 anni iniziò a lavorare come manovale nelle ferrovie e come postino. Tra le prime esperienze significative che Walter ha vissuto e che sicuramente si sono rivelate determinanti per la sua carriera, troviamo la visione al cinema del film muto del 1916 “ Biancaneve e i Sette Nani” e la partecipazione allo spettacolo scolastico su Peter Pan, in cui gli venne assegnata la parte del protagonista. In seguito, durante la Prima Guerra Mondiale, si recò in Francia per lavorare come autista delle ambulanze; quando a 18 anni tornò in America, a Kansas City dai fratelli, incontrò Ub Iwerks, che sarebbe diventato suo stretto collaboratore e l’animatore di fiducia (sarà colui che disegnerà il primo Topolino nel 1928). Nel 1920, fondò il suo primo studio di animazione, Laugh-O-Grams; l’azienda presto fallì a causa di problemi finanziari. Dopo aver lavorato brevemente come cartellonista, Disney nel luglio del 1923 venne invitato ad Hollywood dal fratello Roy. Qui, nel garage dello zio Robert nacquero i Disney Brothers Studios (fondati nel 1923 insieme al fratello Roy, che si occupava della parte economica), che ottennero un contratto con i distributori newyorkesi della serie “ Felix the Cat ”, Margaret Winkler e Charles Mintz. Nel 1923 venne creato il primo personaggio Disney, Oswald il Coniglio , che ottenne fin da subito un grande successo. Tuttavia, a causa dei primi fallimenti e per non aver letto tutte le postille del contratto con il distributore, Disney perse i diritti d’autore del personaggio da lui creato (il personaggio di Oswald restò infatti alla Universal di Mintz per un tradimento dei suoi uomini). Fu così che, dal 1924 al 1927, Disney creò le “Alice Comedies”, una serie di cortometraggi in tecnica mista in cui appaiono bambini veri che interagiscono con i personaggi inventati, molto apprezzati dal pubblico. Disney si rese presto conto che non bastava essere un bravo tecnico per essere un bravo animatore: per questo offrì a tutti i suoi dipendenti la possibilità di studiare, attraverso corsi di formazione sulla storia dell’arte, sulla lingua per far diventare i suoi collaboratori delle persone di cultura. Durante un viaggio di ritorno sul treno, Iwerks vide un topo e decise che sarebbe diventato il nuovo personaggio

cortometraggi appariva infatti solamente il suo nome, o al massimo quelli dei Nine Old Men , gli unici che avevano diritto di parola e che Walt stava a sentire. Erano firmate a suo nome anche certe storie o scene realizzate dai suoi collaboratori (come le storie dei paperi scritte e disegnate da Carl Barks) (Raffaelli, 2018); nonostante questo, Disney voleva essere amato e voleva fedeltà assoluta (voleva essere il grande padre che Elias non era mai stato per lui secondo i principi e gli atteggiamenti del genitore feroce e fallito) e amava essere autoritario. EXCURSUS STORICO SULLA DISNEY Il segreto del successo? Trovare una buona idea e rimanere coerenti. Seguirla e plasmarla finché non sia stata realizzata nel migliore dei modi possibili. (Walt Disney) Vengono di seguito presentate le tappe principali della storia dell’animazione Disney: o Topolino: inizialmente era rappresentato come tubi di gomma che si piegano, in una produzione in bianco e nero (1930- 193 3), dal momento che solo nel 1933 nasce la possibilità di stampare pellicole a colori. Nei fumetti il personaggio debutta nel 1930, con la storia Topolino nell'isola misteriosa, e per la creazione di Topolino a Walt Disney fu conferito nel 1932 un Premio Oscar onorario; o Silly symphonies: (1929-1939): serie di 75 cortometraggi. Tra queste troviamo:

  • Skeleton Dance , 1929, di cui Carl W. Stalling è il musicista. La novità di questi cortometraggi è quella di usare strumenti idonei all’animazione per creare rumori e musiche. È una sperimentazione per provare la sincronia musicale, infatti non ci sono voci, troviamo invece scheletri che ballano e suonano lo xilofono battendo le ossa tra loro;
  • Flower and Trees (1932): il primo cortometraggio della serie, è il primo film prodotto in Technicolor a tre colori;
  • The Goddess of Spring (1934): primo cartone con personaggio umano: tale cartone costituisce dunque una prova per Biancaneve;
  • I Tre Porcellini (1933): inno per gli americani; il titolo originale era “Chi ha paura del lupo cattivo” dove il lupo cattivo è la grande depressione, che verrà vinta lavorando seriamente e non sperperando soldi inutilmente. Con questo Disney vince l’Oscar al miglior cortometraggio d’animazione;
  • The Wise Little Hen (1934): appare per la prima volta Paperino.

o The Old Mill (1937): primo cartone prodotto usando la multiplane camera, ma con questa produzione, Disney va in fallimento; o Biancaneve e i Sette Nani (1936) – lungometraggio di 70 minuti: è basato sull’omonima fiaba dei Fratelli Grimm (ma Disney si ispirò maggiormente alla trasposizione cinematografica del 1916, vista l’anno seguente a Kansas City), è il primo lungometraggio d'animazione tradizionale e il primo Classico Disney. Con la première a Los Angeles il 21 dicembre 1937, Disney ottenne fin da subito un successo straordinario; Disney vinse un Oscar onorario per il film. In questi anni furono messi in campo diversi lungometraggi contemporaneamente, perché per realizzarne uno ci vogliono 500 persone e circa 3/4 anni: o Pinocchio ( 1939): il prodotto finale è un capolavoro, basato sul romanzo di Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. È stato inizialmente un fiasco al botteghino, a causa della seconda guerra mondiale che interruppe i mercati europei e asiatici all'estero; o Fantasia (1940): vennero utilizzate le musiche di Stokowski e rappresentata l’idea del Surrealismo dagli anni ’60. Con Fantasia, Disney voleva rappresentare una dimensione al di là del tempo, dove niente sente il tempo che passa, niente diventa obsoleto e nessuno invecchia. Fu un insuccesso durante la prima distribuzione nelle sale statunitensi e fece quasi fallire l'azienda, la quale recuperò con “Dumbo”; o Dumbo. L’elefante volante (1941): film d’animazione a basso costo, di cui nessuno si aspettava il suo successo straordinario che invece ottenne. Una mattina doveva apparire sulla copertina del NewYork Times l’immagine di Dumbo, ma fu sostituita invece dall’immagine di uno degli eventi bellici più importanti della storia, l’attacco di Pearl Harbour da parte del Giappone; o 1941: sciopero dei dipendenti della Disney, i quali erano sottopagati e i salari dei dipendenti erano disomogenei (tra gli artisti e gli aspiranti tali). Quelle proteste contribuirono a far ottenere pensioni, assicurazioni mediche e gli standard di vita più alti del mondo per un animatore. Di conseguenza, però, alcuni talenti Disney se ne andarono e vennero accolti da altre case cinematografiche; Disney visse questo sciopero come un tradimento personale e da quel momento in poi il suo studio divenne luogo di duro lavoro dal quale furono eliminati i privilegi “Ho capito che devi stare molto attento a dare qualcosa alla gente. Alle persone non puoi regalare nulla” (Raffaelli, 2018, p. 71); o Bambi (1942): una delle scene più significative del film d'animazione è La performance di Tamburino ;

  • Programmi per la TV : Disney Channel: dal momento che progressivamente tutto passa attraverso la televisione, anche la Disney non produce più film in Blu Ray
  • Documentari: ricordiamo ad esempio diversi documentari sugli animali che iniziavano tutti con un pennello che dipinge il paesaggio
  • Serie TV , come ad esempio David Crocket o La storia di Zorro del 1957- 59 Proseguendo con le tappe della storia dell’animazione della Disney, vediamo: o Le avventure di Peter Pan (1955): basato sul romanzo di James Barrie “ Peter Pan nei Giardini di Kensington ” del 1907. Tra gli animatori più importanti troviamo: Johnston e Thomas. È l’ultimo film in cui tutti i Nine Old Men, ossia i grandi animatori Disney, hanno lavorato insieme come direttori dell’animazione. Nel 2002 è stato realizzato un sequel Ritorno all’isola che non c’è , mentre altre versioni vengono create in tutto il mondo, tra cui una versione giapponese dell’86; o Lilly e il Vagabondo (1955): venne realizzato attraverso l’utilizzo del cinemascope, una pellicola dal formato panoramico, lunga e bassa, usata per rendere la proiezione più ampia, avvicinando l’esperienza cinematografica a quella dell’occhio umano. Tale tecnica consisteva nell’applicazione alle cineprese di una lente anamorfica che comprimeva le immagini e la stessa lente, espandeva l’immagine che, in questo modo, veniva proiettata in una parte più ampia di schermo; o La Bella Addormentata nel Bosco (1959): basato sull’omonima fiaba di Charles Perrault, venne realizzato attraverso un nuovo processo cinematografico, dove prima si lavorava sullo sfondo piatto, poi si schiariva la parte soprastante. All’inizio fu un fiasco totale per l’incongruenza tra i personaggi e lo sfondo di fondo, ma con il tempo è stato rivalutato e apprezzato maggiormente; o La Carica dei 101 (1961): la difficoltà nella produzione di tale film d’animazione fu proprio la rappresentazione e l’animazione delle macchie nere dei cani. I costi di produzione di tale film d’animazione furono determinati dall’utilizzo della xerografia, ma nonostante ciò fu il film d’azione che ottenne il maggiore successo; o La Pepsi Cola commissionò alla Disney qualcosa che potesse diventare un’attrazione: fu così creato “It’s a small world”, quale percorso in barca sull’acqua, che oggi si trova in molti dei parchi Disneyland; o Mary Poppins (1965): basato sui romanzi di Pamela Travers. La scrittrice odiava l’animazione e mai avrebbe voluto che i suoi romanzi diventassero dei film d’animazione, ma fu costretta a vendere i diritti d’autore per necessità economiche. Con tale film, i fratelli Sherman vinsero un premio oscar come migliore colonna sonora;

Oltre a film d’animazione, Disney creò EPCOT (1965) (Experimental Prototype Community of Tomorrow): un'utopica città del futuro dal lui pianificata, prototipo sperimentale della città del futuro (pensata come città autonoma rispetto agli altri stati americani). Oggi Epcot è un parco a tema in Florida (aperto nel 1982) dedicato alla celebrazione della realizzazione umana, della tecnologia e dell'innovazione. Tra il 1984 e il 1994 la Disney visse una crisi totale, tantoché la casa di produzione stava per essere smembrata e acquistata da un magnate arabo. Successivamente, però, venne pubblicato Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988): un film ispirato dal romanzo di Gary Wolf, “ Who Censored Roger Rabbit?”. Si basa sull’assurdità che Jessica Rabbit è la moglie di un coniglio, mettendo insieme la vecchia tradizione, l’animazione e il film dal vero. Si chiamarono dunque molte attrici (tra cui Marilyn Monroe), per creare il personaggio di Jessica Rabbit, quale soggetto dell’amore e del mito americano. Questo film fece rinascere l’attenzione verso i cartoni animati. Tra gli animatori che parteciparono alla creazione del film, va ricordato Steinberg, uno dei più influenti designer del ventunesimo secolo. Durante gli anni ’80: la Disney riproposero i primi cartoni animati come serie tv (“Wuzzles”), fino alle serie TV più moderne (come Witch, Phineas e Ferb, DuckTales). Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio dei primi anni 2000, nacquero la Disney Cruise (1995), e il Disney California Adventure nel 2002. IL RINASCIMENTO DISNEY Il Rinascimento Disney indica il decennio, dal 1989, anno dell’uscita di La Sirenetta , fino al 1999, anno dell’uscita di Fantasia 2000. Fu Jeffrey Katzenberg (all’epoca capo sezione cinematografica della Walt Disney Pictures) a definire quegli anni come “Rinascimento Disney”, quale periodo di vero e proprio rinascimento dell’azienda, sia dal punto di vista economico, sia per la diffusione di un modo completamente nuovo di approcciare l’animazione, grazie alle tecniche di narrazione, e alla scoperta dei musical. I film che vennero realizzati in quel periodo a oggi rappresentano quelli più amati e apprezzati della Disney, tutti caratterizzati da una trama comune in più parti:

  • La Sirenetta (1989): i primi bozzetti del film risalivano al 1939, ma poi i lavori si erano fermati per la guerra; vengono quindi ripresi i disegni vecchi. Rappresenta il primo vero e grande successo dopo una serie di fallimenti e diede inizio all’epoca del “Rinascimento Disney”;
  • La Bella e la Bestia (1991): la celebre scena della rosa fu una delle prime scene ad essere rappresentate totalmente in digitale. Fu il primo film d'animazione in assoluto

Come omaggio ai 100 anni della Disney, nel 2003 fu creato il cortometraggio “ Once upon a studio ”, dove appaiono tutti i grandi personaggi e le musiche dei film d’animazione realizzati fino a quel momento. L’idea di Walt Disney era quella di realizzare un film all’anno, e si è sempre cercato di rispettare questo desiderio. PER QUALI RAGIONI DISNEY HA RIVOLUZIONATO L’ANIMAZIONE? Luca Raffaelli, nella sua opera “Le anime disegnate” (Raffaelli L., 2018), ed in particolare nel primo capitolo, ripercorre la storia della Disney evidenziando gli aspetti che hanno portato Walt Disney a divenire celebre e famoso in tutto il mondo e a rivoluzionare, attraverso i suoi film d’animazione, il mondo dell’animazione. Tra di essi troviamo:

  • Destinatari : il mondo dei cartoni animati ha molti legami con il mondo infantile, perché sono rivolti ai piccoli e alla famiglie e perché presentano spesso come protagonisti bambini e adolescenti. Tuttavia, i prodotti per bambini sono sempre realizzati dai grandi e dunque i film d’animazione, oltre a evidenziare il livello di comunicazione tra il mondo dei piccoli e quello degli adulti, raccontano in che maniera le emozioni dell’infanzia ritornano prepotenti nella vita adulta;
  • Uno per tutti: la filosofia disneyana riunisce in una sola storia il successo individuale e l’apoteosi di un gruppo, dove tutti insieme festeggiano il vincitore;
  • La matrice di Disney è conservatrice, ma dal punto di vista linguistico e tecnico, Disney è stato uno dei più grandi innovatori della storia del cinema ;
  • I protagonisti adolescenti dei classici Disney cercano di trovare la serenità sconfiggendo il male, mentre i protagonisti dei lungometraggi odierni vogliono seguire un proprio sogno. Ai protagonisti viene posto di fronte un nemico da affrontare che deve essere sconfitto prima della fine del film;
  • Aggiunge il sonoro sincronizzato con le immagini disegnate, per rendere i suoni credibili (con Dinner Time e Steamboat Willie );
  • I primi personaggi erano realizzati in tubi di gomma neri e da tanti cerchi, che si allungavano, si schiacciavano e rimbalzano, con espressioni limitate
  • Al personaggio di Mickey offriva il senso di energia e purezza, ottimismo e stabilità, coraggio e universalità. Rappresenta l’intraprendenza del più piccolo che combatte il più prepotente e del creatore che riformula il mondo;
  • Le animazioni fanno credere che i personaggi animati siano veri: non si ride più solo delle gag, ma attraverso di loro ci si commuove, si soffre e ci si intenerisce. Il pubblico

si identifica nelle anime disegnate e crede nel loro mondo. Il cartone non è più un’unica, grande e irreale gag, ma può far paura ed emozionare;

  • 1981: la tecnica della stop-motion viene sostituita dalla go-motion: i pupazzi vengono mossi durante la ripresa di ogni singolo fotogramma con complessi procedimenti informatizzati per creare un movimento che fosse il più naturale possibile;
  • Uso della multiplane , che è piano di ripresa multiplo grazie al quale alcuni disegni sono posti vicino alla cinepresa, mentre altri lontano per offrire un effetto di profondità e tridimensionalità;
  • Tecnica del sincronismo labiale : nei film non doppiati i personaggi muovono le labbra in perfetto accordo con le lettere pronunciate;
  • Disney non intende interpretare la realtà, ma inventarne una parallela per “portare alla luce quei sogni e quelle fantasie che tutti abbiamo evocato nel corso della nostra vita” (Raffaelli L., 2018, p.35)
  • Impossibile-plausibile: l’ esagerazione disneyana riguarda solo i caratteri dei personaggi e in maniera limitata la contrapposizione delle leggi animate con le normali leggi fisiche;
  • Capacità di far esprimere ai personaggi non solo le emozioni palesi, ma anche quelle sottintese e nascoste: l’animazione disneyana svela “ la faccia oscura del nostro esprimerci” (Raffaelli L., 2018, p.35) ;
  • Ricostruire la natura seguendo i suoi desideri per dare ordine e senso al creato e alla sua esistenza. Il solo cattivo è l’uomo : se si mette ordine nell’animo e nel comportamento dell’uomo, la vita avrà finalmente una sua ragione (speranza nell’avvenire e in un domani radioso );
  • Il cinema disneyano è letteratura: è esplicito ma vive anche tra le righe, offre la propria ambiguità, il suo essere nel generale e nel particolare (le frustrazioni non vengono tirate fuori, ma vivono nelle pieghe espressive dei personaggi);
  • Disney mette in gioco la sua sensibilità infantile, ma si mette anche con cautela dalla parte degli adulti. Le emozioni infantili sono viste attraverso gli occhi di un bambino dalla posizione di un adulto (miscela del bambino con l’adulto, della cultura bassa con quella alta, dei sentimenti con la ragione);
  • Tutto si basa sul rapporto tra zii e nipoti , per una volontà di negazione della sessualità, e per non creare tra i personaggi rapporti troppo inquadrati come quelli dei genitori con i figli;
  • La tecnica dello storyboard (una storia a fumetti con alla base la descrizione delle scene e della loro durata). L’intento di Disney era “ raccontare a tutto il mondo delle belle storie, proprio come sua madre aveva fatto per lui nei giorni più felici della sua infanzia. Raccontarle ad una folla, che si sarebbe unita grazie a quei racconti e ai suoi film” (Raffaelli, 2018, p. 79). Disney non vuole una costruzione del futuro, ma la ricostruzione del passato per liberare i ricordi dalle cattive emozioni e per ristabilire gli equilibri attraverso un mondo forzatamente simmetrico e ordinato (Raffaelli, 2018). Disney pretende che il mondo si trasformi seguendo i suoi pensieri, le sue immagini, i suoi bisogni. “Disney non è solo una filosofia, ma un mondo interiore che diventa uno spettacolo” (Raffaelli, 2018, p. 92). I 12 PRINCIPI BASE DELL’ANIMAZIONE I 12 principi di base dell’animazione sono un insieme di principi introdotti dagli animatori Disney Ollie Johnston e Frank Thomas nel loro libro “The Illusion of Life: Disney Animation” del 1981. Tra le 12 regole troviamo (Raffaelli, 2018):
  1. schiaccia e allunga (squash and stretch): tutto quello che si muove cambia forma. Tale tecnica viene utilizzata per creare l’enfasi;
  2. anticipazione (anticipation): prima di compiere un movimento un personaggio ne compie uno contrario. Tale tecnica viene usata per rendere vero e leggibile il personaggio;
  3. messa in scena delle sequenze (staging): massima chiarezza nella disposizione dei personaggi e degli elementi della scenografia perché tutto deve apparire comprensibile ed evidente e ogni azione deve essere ben raccontata e sottolineata (si cominciano a darne segni con grande anticipo);
  4. azione diretta e azione da posa a posa (straight ahead and pose to pose): il “pose to pose” è il metodo che permette di animare una scena sapendo esattamente dove si vuole arrivare (si disegnano dunque i momenti essenziali dell’azione). L’azione diretta invece non permette una precisa pianificazione in quanto si tratta di una grande improvvisazione;
  1. inseguimento e sovrapposizione (follow through and overlapping action): quando un personaggio si ferma, dopo un qualsiasi movimento, si ferma in realtà solo la struttura ossea;
  2. rallentamento in entrata e in uscita (slow in and slow out): cominciare ogni azione lentamente per poi accelerare e infine chiudere in decelerazione, perché un movimento si apre e si chiude più lentamente rispetto alla sua fase centrale;
  3. archi/curve (archs): ogni movimento compiuto da un personaggio deve formare nel suo svolgimento delle linee tondeggianti, perché tutto si muove poggiando su un perno attraverso movimenti circolari;
  4. azione secondaria (secondary action): la costruzione di un’azione secondaria può completare quella fondamentale. Ad esempio un personaggio che cammina concitato può gesticolare con le mani per sottolineare la sua agitazione;
  5. temporizzazione (timing): quando un animatore realizza i disegni base di una scena deve decidere con attenzione quanti devono essere quelli intermedi (inbetweens); tale tecnica riguarda tutti gli elementi (per essere in sincronia con la musica);
  6. esagerazione (exaggeration): bisogna sempre esagerare;
  7. disegno solido (solid drawing): i personaggi devono essere una solida presenza sulla scena, rispondere alle leggi fisiche, essere credibili;
  8. attrattiva (appeal) : un personaggio senza fascino non vale niente, deve invece suscitare fascino e appeal nel pubblico (soprattutto dai personaggi cattivi). Lo scopo di questi principi era quello di riprodurre un’illusione di personaggi che aderissero alle leggi fondamentali della Fisica, ma sono utili anche per questioni più astratte come la resa delle emozioni o la personalità dei personaggi stessi. Inizialmente questi principi erano applicati all'animazione tradizionale, ovvero l'animazione disegnata a mano, cioè frame by frame ; i principi però ancora oggi possiedono una grande rilevanza in tutti gli ambiti di animazioni, quali 2D, 3D, Stop Motion e motion graphic. Attraverso queste regole, Disney vuole ampliare il vocabolario dell’animazione e le sue capacità espressive, per creare personaggi con compiuti caratteri psicologici, attuare un alternarsi delle emozioni e realizzare lungometraggi. Con queste regole, Disney viene preso sul serio e considerato tra i massimi esponenti nella produzione di lungometraggi (Raffaelli, 2018).