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Questo documento ripercorre la storia dell'animazione disney, evidenziando le tappe chiave, le innovazioni tecniche e il successo globale del brand. Si analizzano i primi film, i classici disney, l'evoluzione del cinema d'animazione e l'impatto culturale di walt disney. Una panoramica completa della storia dell'animazione disney, dalla nascita di topolino alla creazione di epcot e disney world.
Tipologia: Dispense
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Nato a Chicago il 5 dicembre 1901, quarto di cinque figli, andò ad abitare a Marceline assieme ai fratelli e ai genitori, nel Missouri, dove trascorse gli anni della sua infanzia. Ha dimostrato fin da subito una grande passione per il disegno e l’animazione, dal momento che già dalla più tenera età amava disegnare animali e creare storie fantastiche. Quando Walter aveva nove anni, la famiglia si trasferì a Kansas City, una città che all’epoca accoglieva molti americani che lavoravano sulla nuova linea ferroviaria. Roy e Walt iniziarono a lavorare per il padre nella consegna dei giornali, ma a causa del duro lavoro e poiché il padre dava loro solamente qualche spicciolo, Roy se ne andò di casa (i fratelli maggiori se ne erano già andati). All’età di 14 anni iniziò a lavorare come manovale nelle ferrovie e come postino. Tra le prime esperienze significative che Walter ha vissuto e che sicuramente si sono rivelate determinanti per la sua carriera, troviamo la visione al cinema del film muto del 1916 “ Biancaneve e i Sette Nani” e la partecipazione allo spettacolo scolastico su Peter Pan, in cui gli venne assegnata la parte del protagonista. In seguito, durante la Prima Guerra Mondiale, si recò in Francia per lavorare come autista delle ambulanze; quando a 18 anni tornò in America, a Kansas City dai fratelli, incontrò Ub Iwerks, che sarebbe diventato suo stretto collaboratore e l’animatore di fiducia (sarà colui che disegnerà il primo Topolino nel 1928). Nel 1920, fondò il suo primo studio di animazione, Laugh-O-Grams; l’azienda presto fallì a causa di problemi finanziari. Dopo aver lavorato brevemente come cartellonista, Disney nel luglio del 1923 venne invitato ad Hollywood dal fratello Roy. Qui, nel garage dello zio Robert nacquero i Disney Brothers Studios (fondati nel 1923 insieme al fratello Roy, che si occupava della parte economica), che ottennero un contratto con i distributori newyorkesi della serie “ Felix the Cat ”, Margaret Winkler e Charles Mintz. Nel 1923 venne creato il primo personaggio Disney, Oswald il Coniglio , che ottenne fin da subito un grande successo. Tuttavia, a causa dei primi fallimenti e per non aver letto tutte le postille del contratto con il distributore, Disney perse i diritti d’autore del personaggio da lui creato (il personaggio di Oswald restò infatti alla Universal di Mintz per un tradimento dei suoi uomini). Fu così che, dal 1924 al 1927, Disney creò le “Alice Comedies”, una serie di cortometraggi in tecnica mista in cui appaiono bambini veri che interagiscono con i personaggi inventati, molto apprezzati dal pubblico. Disney si rese presto conto che non bastava essere un bravo tecnico per essere un bravo animatore: per questo offrì a tutti i suoi dipendenti la possibilità di studiare, attraverso corsi di formazione sulla storia dell’arte, sulla lingua per far diventare i suoi collaboratori delle persone di cultura. Durante un viaggio di ritorno sul treno, Iwerks vide un topo e decise che sarebbe diventato il nuovo personaggio
cortometraggi appariva infatti solamente il suo nome, o al massimo quelli dei Nine Old Men , gli unici che avevano diritto di parola e che Walt stava a sentire. Erano firmate a suo nome anche certe storie o scene realizzate dai suoi collaboratori (come le storie dei paperi scritte e disegnate da Carl Barks) (Raffaelli, 2018); nonostante questo, Disney voleva essere amato e voleva fedeltà assoluta (voleva essere il grande padre che Elias non era mai stato per lui secondo i principi e gli atteggiamenti del genitore feroce e fallito) e amava essere autoritario. EXCURSUS STORICO SULLA DISNEY Il segreto del successo? Trovare una buona idea e rimanere coerenti. Seguirla e plasmarla finché non sia stata realizzata nel migliore dei modi possibili. (Walt Disney) Vengono di seguito presentate le tappe principali della storia dell’animazione Disney: o Topolino: inizialmente era rappresentato come tubi di gomma che si piegano, in una produzione in bianco e nero (1930- 193 3), dal momento che solo nel 1933 nasce la possibilità di stampare pellicole a colori. Nei fumetti il personaggio debutta nel 1930, con la storia Topolino nell'isola misteriosa, e per la creazione di Topolino a Walt Disney fu conferito nel 1932 un Premio Oscar onorario; o Silly symphonies: (1929-1939): serie di 75 cortometraggi. Tra queste troviamo:
o The Old Mill (1937): primo cartone prodotto usando la multiplane camera, ma con questa produzione, Disney va in fallimento; o Biancaneve e i Sette Nani (1936) – lungometraggio di 70 minuti: è basato sull’omonima fiaba dei Fratelli Grimm (ma Disney si ispirò maggiormente alla trasposizione cinematografica del 1916, vista l’anno seguente a Kansas City), è il primo lungometraggio d'animazione tradizionale e il primo Classico Disney. Con la première a Los Angeles il 21 dicembre 1937, Disney ottenne fin da subito un successo straordinario; Disney vinse un Oscar onorario per il film. In questi anni furono messi in campo diversi lungometraggi contemporaneamente, perché per realizzarne uno ci vogliono 500 persone e circa 3/4 anni: o Pinocchio ( 1939): il prodotto finale è un capolavoro, basato sul romanzo di Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. È stato inizialmente un fiasco al botteghino, a causa della seconda guerra mondiale che interruppe i mercati europei e asiatici all'estero; o Fantasia (1940): vennero utilizzate le musiche di Stokowski e rappresentata l’idea del Surrealismo dagli anni ’60. Con Fantasia, Disney voleva rappresentare una dimensione al di là del tempo, dove niente sente il tempo che passa, niente diventa obsoleto e nessuno invecchia. Fu un insuccesso durante la prima distribuzione nelle sale statunitensi e fece quasi fallire l'azienda, la quale recuperò con “Dumbo”; o Dumbo. L’elefante volante (1941): film d’animazione a basso costo, di cui nessuno si aspettava il suo successo straordinario che invece ottenne. Una mattina doveva apparire sulla copertina del NewYork Times l’immagine di Dumbo, ma fu sostituita invece dall’immagine di uno degli eventi bellici più importanti della storia, l’attacco di Pearl Harbour da parte del Giappone; o 1941: sciopero dei dipendenti della Disney, i quali erano sottopagati e i salari dei dipendenti erano disomogenei (tra gli artisti e gli aspiranti tali). Quelle proteste contribuirono a far ottenere pensioni, assicurazioni mediche e gli standard di vita più alti del mondo per un animatore. Di conseguenza, però, alcuni talenti Disney se ne andarono e vennero accolti da altre case cinematografiche; Disney visse questo sciopero come un tradimento personale e da quel momento in poi il suo studio divenne luogo di duro lavoro dal quale furono eliminati i privilegi “Ho capito che devi stare molto attento a dare qualcosa alla gente. Alle persone non puoi regalare nulla” (Raffaelli, 2018, p. 71); o Bambi (1942): una delle scene più significative del film d'animazione è La performance di Tamburino ;
Oltre a film d’animazione, Disney creò EPCOT (1965) (Experimental Prototype Community of Tomorrow): un'utopica città del futuro dal lui pianificata, prototipo sperimentale della città del futuro (pensata come città autonoma rispetto agli altri stati americani). Oggi Epcot è un parco a tema in Florida (aperto nel 1982) dedicato alla celebrazione della realizzazione umana, della tecnologia e dell'innovazione. Tra il 1984 e il 1994 la Disney visse una crisi totale, tantoché la casa di produzione stava per essere smembrata e acquistata da un magnate arabo. Successivamente, però, venne pubblicato Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988): un film ispirato dal romanzo di Gary Wolf, “ Who Censored Roger Rabbit?”. Si basa sull’assurdità che Jessica Rabbit è la moglie di un coniglio, mettendo insieme la vecchia tradizione, l’animazione e il film dal vero. Si chiamarono dunque molte attrici (tra cui Marilyn Monroe), per creare il personaggio di Jessica Rabbit, quale soggetto dell’amore e del mito americano. Questo film fece rinascere l’attenzione verso i cartoni animati. Tra gli animatori che parteciparono alla creazione del film, va ricordato Steinberg, uno dei più influenti designer del ventunesimo secolo. Durante gli anni ’80: la Disney riproposero i primi cartoni animati come serie tv (“Wuzzles”), fino alle serie TV più moderne (come Witch, Phineas e Ferb, DuckTales). Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio dei primi anni 2000, nacquero la Disney Cruise (1995), e il Disney California Adventure nel 2002. IL RINASCIMENTO DISNEY Il Rinascimento Disney indica il decennio, dal 1989, anno dell’uscita di La Sirenetta , fino al 1999, anno dell’uscita di Fantasia 2000. Fu Jeffrey Katzenberg (all’epoca capo sezione cinematografica della Walt Disney Pictures) a definire quegli anni come “Rinascimento Disney”, quale periodo di vero e proprio rinascimento dell’azienda, sia dal punto di vista economico, sia per la diffusione di un modo completamente nuovo di approcciare l’animazione, grazie alle tecniche di narrazione, e alla scoperta dei musical. I film che vennero realizzati in quel periodo a oggi rappresentano quelli più amati e apprezzati della Disney, tutti caratterizzati da una trama comune in più parti:
Come omaggio ai 100 anni della Disney, nel 2003 fu creato il cortometraggio “ Once upon a studio ”, dove appaiono tutti i grandi personaggi e le musiche dei film d’animazione realizzati fino a quel momento. L’idea di Walt Disney era quella di realizzare un film all’anno, e si è sempre cercato di rispettare questo desiderio. PER QUALI RAGIONI DISNEY HA RIVOLUZIONATO L’ANIMAZIONE? Luca Raffaelli, nella sua opera “Le anime disegnate” (Raffaelli L., 2018), ed in particolare nel primo capitolo, ripercorre la storia della Disney evidenziando gli aspetti che hanno portato Walt Disney a divenire celebre e famoso in tutto il mondo e a rivoluzionare, attraverso i suoi film d’animazione, il mondo dell’animazione. Tra di essi troviamo:
si identifica nelle anime disegnate e crede nel loro mondo. Il cartone non è più un’unica, grande e irreale gag, ma può far paura ed emozionare;