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La commedia dell'arte nacque in Italia nel XVI secolo come fenomeno teatrale popolare. Le compagnie teatrali giravano per i teatri portando le loro rappresentazioni. Nel XVII secolo, la commedia dell'arte subì una riforma che la trasformò in una professione pagata, aprendo la strada all'attore nuovo. Il documento discute anche il ruolo della commedia dell'arte nella decadenza del teatro italiano e il desiderio di trasformarlo dal punto di vista culturale.
Tipologia: Appunti
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11 dicembre salta lezione --> il mercoledi si recupera dalle 13.oo alle 16.oo L'esame verrà spostato a inizio gennaio (dalla settimana del 9 o 10 gennaio).
Commedia dell'arte: in risposta al teatro regolare delle corti e delle accademie e a tutto quello studio di recupero della drammaturgia e dell'edificio teatrale classico, si matura a metà del 500 un nuovo fenomeno teatrale popolare; commedia dell'arte! Definizione coniata nel 700 da Carlo Goldoni e Giuseppe Baretti. Carlo Goldoni riforma: ossia della commedia dell'arte, vuole svecchiare questo tipo di drammaturgia. Che cosa sta a indicare questa formula "commedia dell'arte". Per capire cosa si intende con questa definizione (banalmente definita commedia dell'arte ossia volgarmente detta " di quelli bravi") bisogna capire la spiegazione di Benedetto Croce che in "poesia popolare e poesia d'arte" da questa spiegazione: " commedia trattata da gente di professione o di mestiere perchè tale è il senso della parola arte nel vecchio italiano ". commedia praticata da coloro che svolgevano la stessa professione e si riunivano e praticavano la stessa arte al meglio secondo una tecnica: arte della recitazione, il fare teatro. Lo svolgevano come un lavoro di vita, da cui potevano trarre un guadagno e fare si che il teatro fosse un mestiere praticato per tutta la vita al pari del dottore. Il teatro con questa denominazione diventa a metà del 500 una professione che richiede un pagamento. Un attore che fornisce un prodotto al pubblico e per questo viene pagato. Come tutti i professionisti. Un teatro dei professionisti. Professionismo : teatro a pagamento e quindi mercenario, non dilettantesco. (così come gli attori cortigiani). Negli anni 70 del 900 Nicol Allardais da una spiegazione diversa, ma complemetare: ad arte si attibusisce il significato di mestiere. Ma non regge e bisogna dare il suo vero significato di ABILITA' SPECIALE o SIGNOLARE TALENTO " Questo professionismo attoriale si matura e si struttura secondo la caratteristica del professionismo quando loro si riunisco assieme e sono consapevoli della loro organizzazione (compagnia teatrale che prima non esisteva) per girare per teatri e portare in giro le loro rappresentazioni. Questi sono gli eredi dei giullari e saltimbanchi e ciarlatani che circolavano ancora nelle piazze e circoleranno a lungo. Nella pittura veneziana: Quadro del 18 sec dove è rappresentato ancora il ciarlatano e anche gli attori della commedia dell'arte con le maschere caratteristiche. Per il fatto di ereditare questa verranno comunque criticati dalla chiesa e
venivano confusi con i giullari e disprezzati per questo. Ma non era così. Ma a metà 500 (che ereditano il vagabondaggio) questi diventano un fenomeno non solo risevato alle piazze e alle strade, ma anche fenomeni di sala, reciteranno nei primi teatri pubblici a pagamento, saranno protetti nelle corti. CARATTERISTICHE: -viaggio/itineranza: necessitavano di spostamenti continui secondo un'itineranza che li portava di corte in corte che incideva sulla recitazione dei testi. Loro dovevano spostarsi per trovare il pubblico. di conseguenza.. -testi comprensibili a tutti (popolare e corte), testi facilmente memorizzabili, testi di drammaturgia regolare. Drammaturgia non scritta, adattabile di giorno in giorno a seconda del pubblico. -tecnica recitativa aiutata da mimica e gestualità che richiama l'assonanza linguistica. Bisognava essere duttile e adattabile.
Alcune versioni vogliono la commedia dell'arte come derivazione del carnevale per l'uso delle maschere. Anche il termine "maschera" è un termine contemporaneo, prima si parlava di "tipi fissi" ossia la caratteristica fisca, linguistica, di drammaturgia, che caratterizzava un personaggio sociale (pantalone: mercante veneziano). Ne acquisiva tutti questi caratteri e ne faceva caricatura.
Quali sono le fonti per studiare quest fenomeno? Dal 500 c'è un corpus sempre più consistente e la commedia dell'arte è un fenomeno ben documentato. -abbiamo un corpus di fonti testuali (non commedie e drammaturgia), ma sonetti, lodi, necrologi agli attori e attrici (anche le donne iniziano a recitare con questo fenomeno) -Editti, scritti di condanna dei religiosi verso il carattere commericale del teatro della commedia dell'arte e la poca moralità (non era solo teato elevato, ma era una drammaturgia che se anche abbracciava tutti i generi drammaturgici, spesso infarciva il tutto con una comicità adatta a far ridere) -quello che ci hanno scritto i comici, gli attori (suppliche, decreti e lettere attraverso le quali gli aattori chiedevano di recitare per un teatro o per una corte). -scritti teorici: dopo una prima generazione 500ensca ne subentra un'altra che in scontro con la chiesa danno alle stampe dei testi di difesa; trattati dove l'attore cercava di difendere la propria arte ed elevarsi quasi a letterato -pubblicazioni di tutti i materiali usati da questi comici (prologhi, canzoni, raccolte di testi) che loro in realtà riunivano e imparavano a memoria (quindi da qualche anno l'idea di improvvisazione deve essere modificata). -noi parliamo di drammaturgia non scritta, ma in realtà esistono circa un migliaio di canovacci (scalette drammaturgiche) di questi attori. [canovaccio:
recuperi: 7 dicembre 13-16/ 13 dicembre 14-
Riorganizzazione del fenomeno della commedia dell'arte. Sistema nuove che apre la strada all'attore nuovo, dopo il 500 la struttura teatrale si imposta su questo cambiamento dell'arte teatrale dove l'attore diventa professionista (recitazine come mestiere che da strumenti necessari per il sostentamento), si adottano questi strumenti per far si che questa arte sia una professione che come tale va pagata purchè si restituisca un prodotto a regola d'arte. Si matura una teatralita (sistema di fare attore, recitare, scrivere drrammaturgia) un po' passpartout che si possa adeguare a queste esigenze. Perchè per farsi pagare deve trovare il pubblico, e tutti questi step portano a far si che il sistema del viaggio sia la modalità di vita primaria dell'attore. Stanze: luoghi adibiti per la rappresentazioni, ostelli, stanze, cortili, al pari queste stesse compagnie possono essere accolti e ricevuti. E' una teatralità che si adatta anche alla corte. Una forma di teatralità duttile e per far si che sia cosi deve viaggiare e modellabile rispetto alle tecniche, ossia adattarsi. La tecnica di recitazione nuova: improvvisazione: tipo di drammaturgia estremamente adattabile e variabile. Questo è possibile soltanto senza la prensenza di un testo scritto fisso. Così questi comici potevano giocare molto, conoscendo la trama, gli bastava riconoscere e ricordare la successione della storia, la riproduzione scenica e il contenuto dei dialoghi e restituirla al pubblico popolare/di corte, adeguandola al loro pubblico. Usare solo schemi drammaturgici gli consentiva di stare a questo gioco. A proposito di questo teatro si accenna ad un organizzazione pratica di compagnia, gli attori devono essere molto in armonia fra loro; entrare in un gruppo armonico dove ci si conosce dove si interagisce; bisogna avere tanta esperienza ed essere uniti. Compagnie di 10-12 attori (era uno schema rigido), difficilmente si poteva sciogliere durante la stagione. Il costituirsi in compagnia era importante, il numero era sempre costante e di conseguenza nascita di compagnia moderna tutelata attraverso un atto notarile, un vincolo legale, convalidato da un notaio che sottoscriveva un contratto di reciprocità (il primo 1545, a Padova, per una compagnia sconosciuta). Gli obblighi: -stare sempre assieme -chi si allontana multa e processo -i risparmi condivisi al termine della stagione (elemento che da coesione) -erano tutelati a livello di malattia. Si parla finora di rigidità, in realtà questo è un fenomeno che è ancora sotto studio. Molto interessanti sono gli epistolari degli attori che ci fanno capire i rapporti con i segretari delle corti, che ci fanno capire che non si trattava di un semplice e occasionale teatro di strada di saltimbanchi, ma con una grande dignità e organizzazione stabili. Le compagnie entrano in reti nobiliari.
Questi studi vogliono sovvertire idea di rigidità della compagnia, le lettere rivelano un ambiente sempre in bilico, perchè la vita non è sempre armonia. Parlando di compagnie si parla di disperati che stanno 24 h su 24 assieme sicuramente non sono sempre armonici, ci saranno state storie di scambi, corna, incesti. Il gruppo si scioglieva con molta facilità, ma soprattutto per un motivo semplice, perchè magari solo uno della compagnia veniva chiamato da corti perchè magari più bravo come comico. E' stato smontato anche l'idea dell'improvvisazione: per improvvisazione si pensa di estemporanietà, cioè dire al momento tutte le battute che invento al momento. Cesare Molinari dice "l'improvvisazione non si improvvisa", era apparente estemporaneità, l'improvvisazione stava nel gioco dell'attore, nella capacità di saper recitare (sempre sapendo quale fosse l'obiettivo), ma variando da serata a serata, essere sermpre pronti e scattanti a trovare la battuta tra i vari attori; nella capacità di usare u linguaggio adatto al pubblico, ma questa capacità dipendeva non solo dall abiltià tecnica, ma anche nella loro preparazione preventiva, cioè nella loro preparazione su pezzi, canzoni, sonetti, adatti al proprio tipo fisso che costituiva un bagaglio personale che si basava sulla conoscenza di testi e testi che avevano imparato negli anni. Formazione di una cultura di base che aiuta a formare repertori adatte alla propria maschera. Questo repertorio ha un nome che si chiama "GENERICO". L'attore usa questo secondo solo un principio di estemporaneità. Avevano un bagaglio drammaturgico per la propria parte. Ad un certo punto per rendere più qualificato i loro mestiere iniziarono a pubblicare i loro generici. Per dare a questi materiali la dignità della letteratura. Ci documentano come fosse il metodo del lavoro dell'attore dlla commedia dell'arte: l'assemblaggio. Il generico aveva dentro parti di scene che noi non intendiamo che servivano come snodo drammaturgico, la più importante è il LAZZO: si pensa che sia un lemma che derivi da L'AZIO (ATIO AZIONE): ossia azione mimica verbale che spezza tutta l'evoluzione e serve per attrarre l'attenzione su un personaggio estremamente comico. Il lazzo serviva per creare momenti di attrazione, laccio, un qualcosa che lega un'azione all'altra. lazzo come aggancio. In questi lazzi la bravura e il saper impiegare un certo repertorio era fndamentale ed evidentemente il raccogliere questi generici era avere cavalli di battaglia. Come si era organizzati nella compagnia si ripercuoteva sulla drammaturgia. c'erano: -due vecchi: magnifico e dottore -due innamorati -due servi. Le vicende parlavano sempre delle stesse cose, vicende amorose travagliate, ma molto semplici che mettono in relazione giovane e vecchio vecchio e servo.
Teatro all'italiana: nel 700 la definizione di edificio teatrale trova sviluppi nella struttura--> legno privilegiato come materiale, ma legno annche molto pericoloso. Es: "La fenice" di Venezia--> bruciato, poi ricostruito in maniera filologica sia per i materiali, sia per la pianta della platea. (pianta della platea privilegiata: è qua a ferro di cavallo, per consentire una visione accettabile agli spettatori che pagavano un biglietto). Autore è Pollok allievo di Marini, architetto della Scala. Perfezionamento materiali e pianta dei teatri!! Ogni città vuole essere dotata di un proprio teatro. A volte le classi più abbienti, fondano gruppi per finanziare costruzione dei teari (es: teatro sociale di città alta). Teatro all'italiana: adibito totalmente al melodramma Giacomo Torelli (?) --> achitetto che prta avanti il rapporto tra scenografia (cambiava slittando e non ruotando)/palcoscenico e spazio della visione. -"La finta pazza": spettacolo con scenografia di Torelli che girò per tutti Europa (scnografia che si basò su una precedente, quella de "la pellegrina", prospettica, con prospettiva diversa, non centralizzata. Confusione perchè non c'è centralità su un punto preciso. Gli scenografi italiani si muoveranno in tutta Europa. "gard de machine" --> Teatro parigino (1662) Teatro per lo spettacolo delle macchine. Macchineria è il punto forte dello spettacolo secentesco. Trasfrmazione edificio teatrale dipende da:
Palchetto provvisto di specchio (diventano delle piccole case), e di una tenda (così ci si può isolare), svolta la sua funzione di vedere le spettacolo, diverso modo di usare l'edificio teatrale. Platea--> in pendenza per permettere migliore visione (miglioramento della struttura e dell'acustica). Palcoscenico: -retropalco -soffitta -sottopalco Il palcoscenico è costruito in declivio, così che permetta una migliore visione. Teatro all'italiana: è un edificio che si struttura attorno all'elemento della SALA e della SCENA. Nasce dalla codificazione di un'idea di teatro che si è evoluta nel tempo e che codifica una funzione sociale e civile e quindi un modo di proporsi della società. Nel resto dell'Europa (Uk, Fr..) ci sono grandi drammaturghi (shakespeare). Ci si inizia ad interrogare sulla funzione del teatro. I drammaturghi diventano uno strumento di indentità nazionale e ciò porta una frattura tra: -teatro e attori
Se commedia arte e melodramma porta un'apertura del teatro pubblico e una offerta a pagamento, avevo prodotto pero una grande frattura: una diminuzione della produzione drammaturgica e un esercizio puramente letterario che raramente trova esplicitazione nelle messeinscene. Il teatro dei letterati e intellettuali rimane un fatto solo di scrittura a tavolino, che risente della traduzione della messinscena. Non trova risvolto nella pratica scenica, a causa del prevalere della commedia dell'arte che riesce a costruire una messinscena anche senza testo scritto e che punta all'effetto della comicità, alla gestualità dell'attore. L'autore e il testo scritto con commedia dell'arte sparisce. Il teatro dei letterati si assopisce a causa della mancanza della pratica scenica. Continua in ambito privato, dilettantistico. Il teatro a pagamento è interessato ad altro, non al teatro d'autore, per quanto riguarda il teatro di prosa. Per quanto riguarda il teatro musicale punta sul virtuosismo del cantante e sugli effetti della macchinistica. Questi sono i punti sui quali il 700 rifletterà. Si può cambiare? Carlo Goldoni: riformatore della commedia dell'arte Augusto Gozzeno e Metastasio: riformatori teatro musicale --> armonia tra testo scritto e canto e musica: per non far prevalere uno o l'altro metastasio arriva a dire he la musica deve fare da commento al testo. Goldoni lavora sul teatro di prosa: il mestiere dei comici ripeteva drammaturgie e forme di linguaggio agli inizi del 700 che hanno oramai 2 sec di esperienza e risultano ripetitive e viste sia dall'interno ed esterno erano stancanti sia da vedere che da produrre. Le riflessioni vedono sorpassati questi giochi della commedia dell'arte. 18 sec: secolo determinante per la storia del pensiero non solo filosofico/ scientifico, ma anche della drammaturgia.Si guarda l'europa vedendo che il teatro ha funzione sociale non come era in italia. In italia il teatro non era visto ne come sociale ne come culturale. Una riflessione sociale che però in 500 anni noi abbiamo visto nella cultura occidentale, soprattutto con il teatro greco (la figura del drammaturgo e attore funzioni che non hanno più avuto). Nel 700 inizia a riflettere: a cosa serve questo teatro? Da spettacolo di piazza o di corte, il teatro diventa agli esordi del 700 per la borghesia, uno spazio di dibattito politico oltre che di riferimento e ricerca di identità nazionale. Inizia a discutere la propria estetica e anche a riflettere sul mestiere dell'attore, sulla sua tecnica, a vederlo come una forma d'arte. Recitare è essere un artista. La storia della riforma del teato 700 non rguarda solo la letteratura ecc, ma dimostra il riseveglio della coscienza nazionale presso le classi sociali più colte e più economicamente evolute. Alcuni intellettuali, sensibili a questo nuovo corso, tentano la strada di un nuovo rapporto diretto con la realtà sociale attraverso il teatro. Quindi teatro non più solo strumento di solo divertimento ed effetti speciali o tipi fissi, ma anche può riflettere la realtà
sociale, può portare in scena trame e personaggi non solo caricature divertenti, ma può utilizzare testi e scena per recuperare un rapporto con le nuove classi sociali e raccontare storie e vicende che mandino dei messaggi per i quali il pubblico non solo si diverte ma può trovare il riflesso delle condizioni di vita, storie di contrasti quotidiani e può essere che il teatro diventi uno strumento di riflessione. In questa maniera gli intellettuali pensano che si possa risolvere la frattura tra testi scritti e pratica scenica/ pratica attorica. E risollevare la degenrazione e il calo qualitativo e quantitativo della produzione italiana. Quindi il 700 italiano si inaugura con questa riflessione. La tradizione della commedia dell'arte ha indebolito la scena teatrale italiana, la produzione all'improvviso non la sostituisce e la drammaturgia utilizza testi e autori cimentandosi con quella straniera. L'identità nazionale non è ancora possibile. Le condizioni di decadenza del teatro comico all'inizio del 700 diventa di interesse dei riformatori e dei comici. E il rinnovamento avviene proprio all'interno delle manifestazioni di drammaturgia professionale. Luigi Riccoboni, fondamentale,perchè lui, comico dell'arte, da colpa nei suoi trattati alla decadenza ai comici della commedia dell'arte e abbraccia la drammaturgia di Scipione Maffei che lavorando sulla tragedia pbblica un testo riformato dato a recitare ad una compagnia di comici dell'arte guidati da Riccoboni, la "merope". Lui cerchera di riprendere identità nazionale portando anche in scna le commedie di Ariosto. Però Luigi Riccoboni, 1716, richiamato in francia ed è costretto a riprodurre canovacci della commedia dell'arte. Questo per la Francia, che vedrà ancora famiglie italiane di comici che scelgono parigi come seeconda casa che continuano la tradizione di commedia dell'arte, indifferenti alle riforme fondamentali italiane di goldoni. Le famiglie italiane in francia trasformano la tradizione comica francese della arte in una drammaturgia diversa, si apriranno dei piccoli teatri della fiera che i quartieri parigini emulano la drammaturgia italiana. Questa è la situazione europea agli inizi del 700. Cosa ha portato questo calo drastico della drammaturgia degli schemi della commedia dell'arte e il desiderio di trasformare il teatro dal punto di vista di un pensiero culturale? Aveva portato anche ad uno svilimento e abbasso qualitativo delle compagnie italiane dei comici a causa di ripetizioni e vincoli delle produzioni. Il teatro drammatico si indebolisce. La drammaturgia si è incacrenita. Anche la maturazione del tipo fisso arriva alla sua conclusione insieme allo studio della pratica attorica degli attori stessi. E' una pratica che non favorisce varietà di tecnica. Nei decenni l'attore si specializzava, sempre esclusivmente solo su una maschera. La tecnica su come si dovesse portare in scena un testo non interessava soprattutto l'espressione dei sentimenti (commedia dell'arte l'attore deve solo far divertire e accattivare il pubblico), non si sa come far
in modo razionale. Diderot, sostenitore di quest'ultima teoria razionalista. Le lacrime non devono sgorgare dai sentimenti, ma dal suo cervello. Talmente bravo tecnicamente: sa far piangere e piangere è un fatto tecnico. Ci si allontana totalmente dalla commedia dell'arte. L'attore polivalente cancellerà seguendo o una o l'altra teoria cancella l'attore fisso perchè lavora sulla restituzione psicologica del personaggio. Questa tecnica sarà possibile perchè la drammaturgia passa da essere non scritta, a SCRITTO COMPLETAMENTE SU CARTA dove l'AUTORE scrive le parti di tutti, le battute, l'interazione, riflessioni e si allontana dalla struttura del canovaccio. Stesura di parti scritte per estesto, senza lasciare all'attore nessuna parte di inventiva e creazione. Wuesto comporta un altro capovolgimento di conseguenza: l'attore deve recitare a memoria! (diverso da commedia di arte: (SI TESTO NO IMPROVVISAZIONE). Questo richiede ora dopo ora studio. Ma la distribuzione dei personaggi viene dal capocomico dallo studio del carattere dell'uomo-attore. Tutto ciò sovverte il decadimento della drammaturgia. E' un miglioramento letterario della drammaturgia. Il letterato deve conoscere le regole, gli attori e i loro carattere e la loro bravura e scriverà dei testi coerenti alla compagnia. Questo cambiamento delle tecniche recitative e della scrittura drammaturgica porta di conseguenza a scardinare la struttura organizzativa delle compagnie attoriche tradizionali perchè fu necessario riorganizzare la compagnia in funzione del nuovo repertorio. In un primo momento le maschere non vengono aboliti, ma tessono la connotazione dello scenario e della trama per trasformarsi anche le maschere stesse in qualcosa di dipendete dal testo stesso. Questo porta al declino delle vecchie compagnie d'arte, numericamente fisse, con tipi fissi e mobili. Ma tra la fine del 700 le compagnie professioniste diventeranno compagnie di attori polivalenti (capaci di mettere in scena repoertorio basato su testo scritto e sulla loro capacità e libertà di interpretare più personaggi). La struttura della nuova comapagnia (7-800) si configura come molto aperta: maschi, femmine, maschere sempre più mobili, non costretti a rimanere nelle stesse compagnie; attori polifunzionali (non solo comico, ma studia la psico dei personaggi e può interpretare più personaggi e più caratteri). Anche se il primo 30ennio del 800 rimane una situazione molto fluida, ci saranno produczioni di repertori sull'improvvisazione e le compagnie saranno in grado di portare sia quella drammaturgia sia quella nuova. Fino a che quella dell'improvvisazione sparisce. Cominceranno ad esserci grandi figure attoriche : ernesto rossi, adelaide ristori Sgretolando il modello di commedia di arte basata su tipi fissi di maschere, le compagnie le usaranno in maniera molto generica con un grande inventario caratterizzate da una mobilità attorica. Le riforme 700esche portano ad una interpretazione per ruolo con
l'apporfondimento del personaggio, e si arriverà al concetto di IMMEDESIMAZIONE, LIBERTA' INTERPRETATIVA DEL RUOLO. L'attore deciderà quale personaggio si sentirà meglio di interpretare ma dovrà essere in grado di adattarsi a tutti. (Pausa di 2 minuti per riposarsi). Senso rivoluzionario che vede Carlo Goldoni come il personaggio più importante che ha uno spirito di necessario cambiamento a livello teatrale, il teatro visto non più solo in una dimensione artistica, tecnica e attoriale (filoni principali invece della storia del teatro fino ad ora). Dal 700 la storia teatrale cambia. Il modo di vivere il teatro a partire dall'attore cambia. 800-900: gli aspetti interessanti sono gli aspetti drammaturgici, perchè vengono messi a fuoco le grandi figure a livello europeo e italiane, le riflessioni su tecniche attoriali che viene affinata. La tradizione italiana che per secoli era fondata sullla tecnica e bravura degli attori professionisti della commedia dell'arte ad una certa diventa un danno perchè non produce (prima del 700) nulla. Se si pensa ad una figura di un grande scrittore italiano non si arriva a nessuno, in Russia invece Cechov. Idem per il nord europa. In Italia ci sono, ma di tono minore. Si arriverà nel 900 con D'Annunzio. Mentre la grandezza degli attori sarà grande nel 800. Vediamo infatti Eleonora Duse. All'estero si viaggia su binari diversi, c'è un repertorio drammaturgico nazionale (non c'è concetto all'estero di teatro universale). All'estero nasce la figura del regista, recuperato solo dopo dall'Italia (Stanislawskj). I grandi nomi dei registi italiani solo dopo il secondo dopoguerra. In Italia si arretra di 50 anni proprio in virtù della propria grandezza, infatti il teatro moderno ha solo 200 anni. Entriamo dentro alla riforma: per comprendere l'entità di questa di carlo Goldoni, bisogna conoscere le vicende biografiche. Importante perchè è la carriera di un autore di teatro che non nasce come drammaturgo, la sua è una passione che solo poi diventa un'impresa rivoluzionaria. Bisogna tenere anche in considerazione ambiente culturale e sociale (quindi sapere dove è nato). La storia di Venezia nei primi tre quarti del 18 secolo. 1707-1793 (vita di goldoni). La società e la cultura veneziana influenzano la scrittura e il pensiero dello scrittore. Lui vive la primissima maturità in un periodo di debolezza politica per Venezia (non è più la Serenissima). Essa deve ridurre il controllo dei confini terreni,
drammatugia, ma anche a portare quel mondo che lui conosceva, quella società di cui lui faceva parte e di cui conosceva i problemi. Infatti lui stesso dirà che i libri su cui lui si è formato sono il MONDO e il TEATRO. Vuol dire che ha imparato dalla società e dal mondo, ha conosciuto i tipi, le persone ecc.. ma ha conosciuto anche il teatro, qundi gli attori, le problematiche del teatro, le caratteristiche tecniche del mondo teatrale. Ha unito la pratica ai contenuti. Esemplifica, nella prefazione alle sue commedie, la sua formazione che sta alla base di tutto. 1750: prefazione alle sue commedie, Bettinelli: dice di essersi formato su libri di grandi autori, ma i due più grandi libri sono il MONDO e il TEATRO. Da qui ho ripreso i caratteri delle persone dipinti al naturale, i segni delle passioni, gli avvenimenti curiosi, i costumi, i vizi e i difetti del secolo. Dice di aver raccolto informazioni sul mondo e sulla società, utili per chiunque voglia fare lo scrittore. Dal mondo tira fuori i caratteri. Il "libro" del teatro gli fa conoscere le modalità e gli strumenti con cui io posso rappresentare i caratteri ripresi dal "libro del mondo". Cosa può destare la meraviglia, o la risata ecc.. Il teatro da la possibilità di capire, conoscendo le caratteristiche della società, come mostare questi ultimi al mondo. "Apprendo dal teatro il gusto della nostra nazione!". Due libri: nelle sue commedie, la guida sono gli strumenti tecnici, tecniche di recitazioni, i caratteri, vizi e virtù della società, tutto unito, oggetto del nuovo teatro della rivoluzione. Iprotagonisti saranno ripresi dalla realtà del mondo, per questo molto spesso è il mercante veneziano (pantalone), illustra con le sue storie i contrasti tra una nobiltà di un mondo vecchio e uno scontro con la nuova classe, ossia la borghesia, che detiene i soldi, ma anche la voglia di cambiamento. La vera protagonista di Goldoni è la società del 700 che ha voglia di cambiare, attraverso i giornali, attraverso un mondo che vede scontrarsi una tradizione vecchia, con un nuovo modo di vedere il mondo, innovativo, un nuovo potere economico. Tutto questo entra nella drammaturgia. La vita di goldoni è importante da conoscere perchè se ne seguono le fasi della riforma e ci aiuta questo volume che lui scrive a fine della sua carriera. Lui vive gli ultimi 30 anni a parigi dove muore, lui si reca li perchè in italia la sua riforma è un insuccesso, viene richiamato perchè la corte vuole ancora commedia dell'arte. Lui lavora con attori che recitano una commedia dell'arte in vecchio stile, ma lui discostatrsene un po, lui fa questo per sopravvivere, infatti morirà in miseria pur essendo alla corte francese. Negli ultimi anni scrive tutta la storia della sua vita e della riforma e le sue memorie (tipologia letteraria che va di moda). Ci aiuta a capire come lui vuole proporre la sua idea e per rivendicare la sua riforma. Lui nasce da famiglia di professionisti, benestante, con una grande passione per il teatro. Lui racconta che il nonno
allestiva teatri di marionette che lo avvicinano al teatro. A 12 anni aveva già scritto una commedia. Ma siccome la famiglia condiziona le scelte nel 1729 Carlo raggiunge il padre e a seguire la sua carriera non certo di letterato. Lui si forma alla scuola di retorica, ma per essere avvocato e uomo di legge. Da Perugia passa Chioggia e studia presso i domenicani a Rimini e familiarizza con una famiglia di commedianti professionisti tanto che ne sarà talmente appassionato da fuggire con loro, raggiungendo i genitori a Chioggia, dove lo spediranno all'università di Pavia. Da qui Carlo verrà espulso perchè scrive una satira contro le donne pavesi. Peregrina un po' e nel 1731 a Padova in università consegue la laurea in legge. Negli anni 30 inizia la sua carriera di scrittore. Lui scrive di quella fuga con i commedianti. ---legge la fuga--- si nota come la sua scrittura è chiara, e narra la sua vita come una novella!
MESSINSCENA 13 NOVEMBRE 2018 PRIMA LEZIONE CON TESTAVERDE.
INFO:
RINASCIMENTO: Macchinari bruneschelliani a cavallo tra spettacolarità teatrale medievale quella dell'umanesimo. A livello europeo si gettano tutti gli elementi (sia per la drammaturgia sia per la strutura sia per gli attori) che ci portano a quello che noi chiamiamo teatro moderno. Attori che si accorpano in compagnie davanti ad un pubblico che paga un biglietto per andare a vedere lo spettacolo. Tutto questo si innesta fra fine 14 secolo, 15 e 16 secolo. E' un momento di svolta determinante. Anche le sfaccettature sono tante. Tutto poi matura e il processo che porta al teatro moderno, in Italia ha uno scenario particolarmente articolato. E' un mosaico di tanti stati ognuno dei quali hanno una propria identità e alcuni dei quali sotto potenze straniere. Si arriverà ad avere parametri comuni che saranno determinanti nell'asportazione del teatro all'estero. All'estero: Spagna Francia.. si stanno affermando le Monarchie Nazionali. Si presenta un panorama culturale forse un po' arretrato rispetto all'Italia il cui humus è quello classico, latino e greco. L'esportazione della cultura italiana porterà elementi e fenomeni all'estero. La commedia dell'arte per esempio
possibilità ad artisti e letterati e scienziati di essere finanziati e di avere condizioni artistiche e di vita favorevoli al loro sviluppo. Il denaro è sempre presente in questo processo di sostenimento. Il sistema politico che dall'umanesimo in avanti si definisce è tale che favorisce proprio la committenza che sarà favorevola a questa idea di ritrovare nel classicismo strumenti concettuali e pratici e ideee favorevoli a sostenere questo rapporto con la cultura. Guardare indientro serve a esprimere la volontà di far rivivere e comprendere certi modelli in maniera che si potessero capirli e restituirli a nuova vita per ridare e restituire la cultura del mondo classico. Appropriarsene, farli propri e in qualche modo riproporli. La restituzione di modelli del passato non è totale. Le condizioni storiche, politiche, culturli sono diverse. I cambiamenti dovranno colloquiare con queste idee di recupero. Rinascita vuol dire: ritrovali, ripensarli, restituire qualcosa come concetto rinnovato, in qualsiasi settore. E poi cerco di riproporlo sperimentando, ma condizionato dal contesto in cui si vive e dal tempo che è passato. Il rinnovamento della tradizione spettacolare si realizza in un sistema di reti culturali che dall' 400 accomuna le corti principesche. Come eravamo organizzati? Milano: sforza Mantova: gonzaga Firenze: i medici L'italia governata è da queste signorie, non di discendenza nobile, ma banchieri e di un certo tipo di economia, queste famiglie che consolidano il proprio status.Queste signorie hanno bisogno di strumenti adeguati per celebrae la propria toria in maniera degna anche inventado. E trovano nel mondo classico quegli elementi. Questi principi vogliono trovare nelle gesta eroiche di uomini del mondo antico occidentale delle somiglianze con l'intento di dire al popolo "quello che è stato grande io ve lo posso resitituire". All'interno di questo prende avvio questo processo che legittima l'ascesa del potere di queste famiglie. Il periodo classico nelle forme artistiche sono questo elemento fondamentale.
In questa struttura sociale politica culturale, la mentalità stessa dell'uomo cambia. Si sente artefice della nuova situazione e diventa "uomo come centro dell'universo contemporaneo" , è artefice del suo destino, l'humus in cui questo uomo può realizzare questo suo destino è la corte. Anche il mecenatismo aritstico cortigiano riesce a far si che la cultura per la prima volta diventi uno strumento ideologico potentissimo. Quindi nelle committenze teatrali e in questo sistema la cultura diveta un concetto potentissimo. Cambierà il sistema di comunicazione culturale e sociale sostenuto dalla scoperta della stampa. Diventa ovvio uno strumento di diffusione dei saperi
e di circolazione. La poteza della stampa che mette su carta e diffonde IN PIU' COPIE è la televisione dell'epoca. Se si descrive su carta anche una festa può essere diffusa in altre corti e città. Il rnascimeno è anche un intrecciarsi di processi che diventa fondamentale per propagandare la grandezza. Artisti e tecnologia venivano propagandati tanto quanto. Perchè per una corte avere letterati ecc.. è sintomo di grandezza. E' tutto un concatenarsi di eventi che ha alla base il trasformare la cultura come evento di propaganda. STRUMENTO DI PROPAGANDA POLITICA, SOCIALE ECC.. Da quel mondo di persone così variegate del medioevo, dal mondo delle confraternite religiose, tutta questa testimonianza passa all'interno delle corti. Corti: centri di coagulo di figure che lavorano per la propagnda del principe. Teatro: mezzo fondamentale di propaganda. Quale sarà il momento in cui si farà teatro? Sono momenti festivi, la festa sarà una specie di contenitore (coagulo formalizzante) di varie forme di spettacolo in cui c'è anche rappresentazione teatrale. Festa? Quale tipo di festa? Momenti festivi più legati alla cerimonialità del principe, i momenti più legati alla sua biografia, battesimi, matrimoni, compleanni, morte. Momenti rappresentativi molto forti. Momenti chiave della vita della famiglia. Anche altri momenti ingrssi di personalità di spicco, religiosi, politici, diplomatici. Accoglierli in un certo modo significa far rimanere il segno. C'è un'opera di cosmesi e abbellimento della città. Gli ingressi sono un'ccasione per la committenza per far vedere la città al forestiero nell'ottica migliore. Si sceglieva anche un percorso all'interno della città dove c'erano simboli più importanti. Le corti avevano un loro sistema celebrativo, ma committevano agli stessi artisti di decorare la città, costruendo edifici fittizzi, artisti chiamati a stravolgere l'urbanistica della città storica per il tempo breve di 3 giorni per edificare una bellezza ideale. Artisti pagati per creare opere che poi non rimaneva. Il bagaglio figurativo veniva preso dal periodo classico (archi di trionfo, guglie.. ) tutto ciò che si poteva rapportare all'uomo vincitore e potente della classcità. Episodi e feste anche legate al mondo della corte. Ma anche momenti legati alla città: feste religiose cittadine come per esempio i patroni. Finalizzate e privatizzate dal sistema politico per dare un senso di continuità con tradizione di passato. Continuo una tradizione io principe. Festa dinastica: coagulo di forme vuol dire che c'erano tanti momenti di celebrazione che utilizzavano i teatro come tanti momenti del calendario diversi. ES: matrimonio: la sposa che giunge alla casa del consorte, poi articolato in altri momenti come il ballo, il banchetto, una processione religiosa, uno spettacolo di tipo medievale. Il momento della rappresentazione teatrale diventa UNO DEI TANTI momenti, perchè è esibizine, propaganda promossa dalla corte e dal principe per un elitè non per un pubblico cittadino. il pubblico