Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


storia della moda anni 90, Appunti di Storia

questo documento spiega le caratteristiche e le principali mode degli anni 90

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 21/01/2023

-Sofia-02.
-Sofia-02. 🇮🇹

5

(1)

3 documenti

1 / 14

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
GLI ANNI NOVANTA
Gli anni novanta sono il decennio che
comprende gli anni dal 1990 al 1999 inclusi.
Passata la “magia” dei rampanti anni Ottanta, ai
Novanta tocca di imboccare la strada di un più
sobrio realismo, che inizia a fare i conti con le
difficoltà della globalizzazione. E oscillano,
scombussolati, tra le luci del passato e le ombre
che si stagliano all’orizzonte
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe

Anteprima parziale del testo

Scarica storia della moda anni 90 e più Appunti in PDF di Storia solo su Docsity!

GLI ANNI NOVANTA

Gli anni novanta sono il decennio che

comprende gli anni dal 1990 al 1999 inclusi.

Passata la “magia” dei rampanti anni Ottanta, ai

Novanta tocca di imboccare la strada di un più

sobrio realismo, che inizia a fare i conti con le

difficoltà della globalizzazione. E oscillano,

scombussolati, tra le luci del passato e le ombre

che si stagliano all’orizzonte

GLI ANNI NOVANTA

Sono stati un po’ “sconclusionati” gli Anni 90. Un decennio in bilico fra le certezze di un passato vissuto sopra le righe e le incognite di un millennio tutto da scoprire, fra la “Milano da bere” che se ne andava e un futuro che non presagiva tutte rose e fiori, fra una Prima Repubblica da spazzar via e una Seconda Repubblica forse anche peggiore. Alti e bassi, luci e ombre. In quegli anni si cominciò a intuire che la festa era finita, ma nessuno seppe indicare una nuova via di benessere. O chi lo fece non venne ascoltato. In quegli anni si posero le basi della moneta unica, ma non quelle per un’Europa unita davvero. Scoppiò la Guerra del Golfo, morirono Falcone e Borsellino, ma si firmò per l’ambiente a Kyoto e Tangentopoli tentò di fare pulizia a casa nostra. Fiorello portava il Karaoke nelle piazze d’Italia, Boncompagni teleguidava Ambra negli studi di Non è la Rai. I Furby e il Tamagotchi facevano giocare grandi e piccini, ricucendo la distanza tra infanzia e adultitudine. La tv del dolore faceva le prove generali, svelando puntata dopo puntata “i segreti di Twin Peaks” (la fiction sull’assassinio di Laura Palmer).

GLI ANNI NOVANTA

Inizia, nel Vecchio Continente (ma non solo), con un

passo internazionale importante, la seconda metà

del decennio. La Comunità economica europea

diventa Unione europea e accoglie altri tre stati –

Austria, Finlandia, Svezia – mentre Norvegia e

Svizzera, a seguito di una petizione popolare, non

aderiscono. Alle porte della neonata Ue, la Nato

interviene con i caschi blu in Bosnia.

Nell’Unione europea arriva l’euro, anche se non

ancora in forma contante.

LE FOTO DELL’ISTAT

  • (^) Negli Anni Novanta la Terra ospita circa cinque miliardi e

trecentomilioni di persone; poco più di 56 milioni di queste vivono

in Italia. Il resto del pianeta è suddiviso in altri 172 Paesi, facenti

parte di 38 insiemi geopolitici (indicatore adottato dall’Onu che

prende in considerazione, tra altre voci, il Pil, il livello di benessere,

la scolarizzazione, la sanità, le risorse interne di ciascuno Stato).

Secondo l’Istat, nel Belpaese è attivo il 34,6 per cento della

popolazione, ovvero 19.448.000 persone, così suddivise: in

agricoltura il 6,7 per cento, nell’industria 32,9, nel terziario e nei

servizi il 60,4. Gli italiani “non attivi” sono 36.312.000, il 65,4 per

cento. Il prodotto lordo si compone del 4,3 per cento di

agricoltura, 32,9 di industria e 62,8 di terziario e servizi.

Le tendenze moda

Sono anni poco definiti sull’abbigliamento. Fondamentalmente proseguono gli stili che hanno preso vita il decennio precedente, ma elaborati con un tocco personale. Si rompe, in qualche modo, l’omologazione e si scimmiottano i personaggi cult, in particolare della musica. I jeans sono leader assoluti del guardaroba. Continuano a esserci i colori accesi e fluo, le maglie oversize e il look cowboy ma sostanzialmente moderati rispetto alle eccentricità del decennio precedente. In altre parole, è difficile identificare in un flash la moda di quel periodo perché non vanta peculiarità univoche complice anche il successo di negozi prêt-a-porter. Alcuni stili musicali influenzano i più giovani; grunge e rap diventano popolari. Via libera al look trasandato – jeans sdruciti, T-shirt con le scritte, maglione deformato – e alle spettinature alla Kurt Cobain. In ambito femminile gli abiti smanicati vivono un momento di gloria e i pantaloni dai cavalli altissimi sono portati con la maglietta infilata dentro. Molto in voga sono le fantasie a scacchi, a stelle e a righe, declinati in ogni colore e dimensione e i cappelli la fanno da padroni. Ai piedi, le sneaker tipo All Star sono il must. Per quanto riguarda i più giovani, gli anni Novanta non sono tanto distanti da oggi.

MODA E TENDENZE

  • (^) Se negli anni’80 c’era stato un ritorno al body conscious, per cui veniva esaltata la magrezza e l’atleticità del corpo
    • ottenuta mediante incessanti allenamenti di aerobica – negli anni ’90, invece, non è più importante che il corpo femminile sia atletico, l’importante è che sia magro.
  • (^) Magro fino all’eccesso: sulle passerelle fanno da padrone modelle come una giovanissima ed androgina Kate Moss, o al tempo stesso Naomi Campbell, Linda Evangelista, Carla Bruni.

IL GRUNGE

  • Si tratta di un movimento alternativo, nato sul finire degli anni ’80 nell’atmosfera cupa e disagevole dell’estrema provincia americana. Tra Seattle ed altre città dello Stato di Washinghton, da band come Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden, per citare i più conosciuti.
  • Indumenti iconici della moda grunge: camicia a quadri e jeans strappati.
  • Indumenti iconici della moda grunge: camicia a quadri e jeans strappati.
  • Grunge è un termine in slang a cui non si può dare una traduzione italiana ben precisa.
  • Diciamo che possiamo tradurlo in “sporco”, quando ci riferiamo allo stile musicale, proprio per l’uso di distorsori per gli strumenti che creavano un suono cupo, caldo e, appunto, sporco.
  • Per quanto riguarda lo stile dell’abbigliamento possiamo invece tradurlo in “trasandato”. Un tipo di abbigliamento che trovava i suoi maggiori sostenitori nei giovani definiti Generazione X: generazione che rifiutava il conformismo nato negli anni ’80 e delusi dal sistema politico sociale.
  • Tra i capi di abbigliamento diventati icona di questo stile troviamo le camicie di flanella a quadri, i jeans strappati, gli anfibi, i maglioni vecchi e sformati, le t-shirt delle band.

GLI ANNI NOVANTA E LA MODA

La moda diventa un mezzo di aggregazione e protesta, una comfort zone che si riassume nella tendenza “cozy”; una tendenza letteralmente comoda, rilassata e disinteressata, ma che nasconde una connotazione aggressiva data dai jeans strappati, quasi a ricordare un’usura data da fatica e lavoro, e dai pesantissimi anfibi simili a quelli dei militari tornati dalla guerra. Le figure nel mondo della moda si autodeterminano in questi anni. La Moda diventa attiva soprattutto nel sociale, la lotta contro la diffusione dell’HIV dà vita al concetto -rivoluzionario per l’epoca- di “fashion for charity”. Anche la sostenibilità, punto cardine della moda di oggi, prende per la prima volta una posizione di rilievo nel panorama fashion. Questo avviene per esempio con Maison Margiela, che punta al riutilizzo e chiude il millennio con gli iconici “tabi boots” e con capispalla realizzati con piumoni foderati da vecchie lenzuola.

LA MODA

  • (^) KARL LAGERFELED, CHANEL È stato il suo arrivo da Chanel a dare nuova vita alla maison e a consacrarlo uno dei più grandi geni creativi della moda di tutti i tempi. Karl Lagerfeld, sin da subito, ha rivisitato i pezzi iconici che Mademoiselle Coco aveva creato: i tailleur in tweed dall’aspetto borghese sono diventati pop e colorati, le gonne si sono accorciate, la “doppia C” di Chanel e le catene sono diventate il dettaglio “must have” anche sui bikini. Numerose sono state le donne che lo hanno ispirato ma negli anni ’90 le sue muse sono state le celebri supermodels Claudia Schiffer, Stella Tennant, Linda Evangelista, Naomi Campbell, Kate Moss… che hanno reso indimenticabili le passerelle anni ’90 della Maison Chanel.
  • MIUCCIA PRADA, PRADA La chiamano “la Signora”, Miuccia Prada, signora della moda italiana e internazionale ha rivoluzionato il concetto di moda, rendendola intellettuale e valorizzando l’estetica del brutto che diventa bello. Gli anni ’90 di Miuccia Prada hanno spaziato da un’attitudine minimale, a una femminilità senza tempo come nella collezione Primavera Estate del ’92, dove ha portato in passerella la Costa Azzurra degli anni ’50 e ’60. Dirompente e innovativa, la Signora della moda ha giocato con materiali e significati: nella collezione Primavera/Estate ’95 introduce il nylon, elemento distintivo di Prada sino ad oggi. Nel 1996 fa scalpore la sua collezione ispirata proprio alla “banalità”, concetto già consolidato nella letteratura, nel cinema e nell’arte, ma non ancora nella moda, tanto che la collezione verrà definita dalla critica “ugly chic”.
  • (^) GIANNI VERSACE, VERSACE Originario di Reggio Calabria, Gianni Versace dichiarerà che fu proprio lì dove da piccolo cominciò ad apprezzare l’arte della Magna Grecia, ispirazione della sua estetica. Le sue collezioni sono un mix di passione, cultura, talento e gusto. Fu proprio Gianni Versace il pioniere del fenomeno delle supermodels, elemento cardine della cultura pop anni ’90. Gli abiti di Versace sembrano cuciti addosso ai corpi delle nuove dee sinuose, statuarie e sensuali. Diverranno celebri i finali di sfilata di Versace con le sue muse, tanto nel 2017 sua sorella Donatella, oggi alla direzione creativa della maison, ha chiuso la passerella della collezione primavera-estate 2018 con un finale in tributo a Gianni, in compagnia di Carla Bruni, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Cindy Crawford e Helena Christensen.

LA MODA

  • (^) REI KAWAKUBO, COMME DES GARCONS
  • (^) Rei Kawakubo, nota per essere sempre stata controtendenza, maestra dei volumi, smantella e ricostruisce il guardaroba sartoriale tradizionale, dandone nuove interpretazioni. Gli anni ’90 sono stati protagonisti del successo della designer giapponese. Indimenticabili le collezioni “Unfinished” del 1992 e “Trascending Gender” del 1995, entrambe racchiudono la filosofia e il lavoro della fondatrice di Comme des Garcons. La prima dimostra come l’essenza dei vestiti non stia nel prodotto finito, ma nel processo di creazione e costruzione di questi. La seconda fonde pezzi del guardaroba femminile, con pezzi del guardaroba maschile: il genere diventa una convenzione formale ed estetica perché uomo e donna sono uguali nell’anima.
  • (^) VIVIENNE WESTWOOD
  • (^) Vivienne Westwood, Regina dello stile punk e cuore pulsante della moda britannica. La sua moda è intrisa di attivismo e anticonformismo. Vivienne Westwood diviene un’icona del suo tempo. È iconica la collezione autunno-inverno 1995, intitolata “Vive La Cocotte”, dove Westwood gioca applicando pezzi e dettagli storici agli abiti contemporanei. Le modelle sfilano con pettinature cotonate e truccate col cerone bianco, come delle moderne dame alla corte di Maria Antonietta.