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L’etnopsicoanalisi di Devereux: tra identità e alterità.
Tipologia: Appunti
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1. Mercoledì 10/ Per la preparazione dell’esame si richiede lo studio dei seguenti testi: 1. Testi commentati a lezione che saranno resi disponibili nei materiali didattici. 2. G. Devereux, La rinuncia alla identità. Una difesa contro l'annientamento (1967), a cura di A. Cerea, Milano Mimesis, 2015. —> Tematica dell’identità : la patologia mentale altro non è che una rinuncia alla propria identità (mascheramento nei casi meno gravi), come difesa contro l’annientamento (evito di esporre la mia identità esche nel momento in cui lo faccio rischio di essere attaccato). 3. La seguente selezione di saggi (eventualmente disponibili presso la copisteria Burchiellaro, Via Zamboni 66/A): G. Devereux, “Normale e anormale” (1956) e “I fattori culturali nella terapia psicoanalitica” (1953), in Saggi di etnopsichiatria general e, Roma, Armando, 2007, pp. 23-93 e pp. 325-341; “Argomento” (1972), “Cultura e inconscio” (1955), “Identità etnica: le sue basi logiche e le sue disfunzioni” (1970), in Etnopsicoanalisi complementarista , Milano, Franco Angeli, 2014, pp. 40-50, pp. 83-97, pp. 135-165; Dall’angoscia al metodo (1967), Roma, Treccani, 1984 (passi scelti – disponibili anche tra i materiali didattici). 4. Un testo a scelta tra i seguenti: M. Mead, Maschio e femmina (1949), Milano, il Saggiatore, 2016; antropologa del Novecento che si occupa di educazione e, sessualità, identità di genere e usa l’antropologia per studiare le altre culture per capire la propria, ha inaugurato lo studio dell’identità di genere in ambito antropologico. Insieme delle ricerche nel Pacifico. Prospettivo di culturalismo (tutto è cultura) F. Fanon, Pelle nera, maschere bianche (1952), Pisa, ETS, 2015; psichiatra martinicano cresciuto in Francia, questa è la sua tesi di laurea costruita a partire dall’osservazione degli emigrati africani negli ospedali di Lione (conflitti psicologia nella relazione tra bianco e nero, interiorizzazione di una sindrome di inferiorità nel nero che vuole a tutti i costi diventare bianco). Testo denso, preludio teorico a “I dannati della terra” (prefazione di Sartre), manifesto della lotta per la decolonizzazione che lo vedrà partecipante. C’è Marx, Hegel, psicoanalisi e movimento letterario della Negritude.
G. Jervis, Presenza e identità. Lezioni di psicologia , Milano, Garzanti 1984; psichiatra collega di Basaglia, ripercorre il concetto di identità nella storia della filosofia e psichiatria. E. Ruspini, Le identità di genere , Roma, Carocci, 2009; storia degli studi sul genere a partire dalla differenza tra sesso biologico e il concetto di genere come costrutto culturale (quello he la società pensa che sia e quello che il soggetto sente dentro di sé) F. La Cecla, Modi bruschi. Antropologia del maschio , Milano, Elèuthera, 2010; antropologo contemporaneo, testo che risponde a Simone de Beauvoir che nel Secondo Sesso si chiedeva poche non ci fosse ancora stato un uomo che facesse una storia della maschiltà (decostruzione delle caratteristiche tradizionali della mascolinità) A. Prosperi, L’identità. L’altra faccia della storia , Bari, Laterza, 2016; storico, analizza il concetto di identità a partire da una sua critica come concetto statico e pericoloso. F. Remotti, L’ossessione identitaria, Bari, Laterza, 2017; V. Lingiardi, Io, tu, noi. Vivere con se stessi, l’altro, gli altri , Milano, UTET, 2019. Idea freudiana della conflittualità all’interno dell’essere umano. Oltre alla bibliografia sopra indicata (ad esclusione del punto 1), agli studenti che non hanno frequentato le lezioni è richiesto lo studio di A. Cerea, Natura, psiche e cultura. Dal “ragazzo selvaggio” all’etnopsicoanalisi , Milano, Editrice Bibliografica, 2021. ESAME : orale o tesina (bibliografia concordata, 10/15 pagine). Primo appello a gennaio. Registrazione seminario “Identità” (vd. Chiara Saraceno) Etnopsichiatria Storia declinata su due assi:
Tra ‘700-‘800 un gruppo di studiosi (ideologues) fondano le scienze umane a partire da una critica al modello fiscalista e meccanicista Cartesiano. Si chiedono quanto questo modello sia pertinente per lo studio dell’essere umano: Cartesio divide l’uomo in due e la scienza può studiare solo la res extensa (uomo-macchina). Nello stesso tempo la specificità dell’essere umano è collocata nell’ anima , in un altrove studiabile attraverso la metafisica. La psicologia diventa una scienza quando si decide di naturalizzare l’anima. Problema del body-mind problem: come possono due sostanze eterogenee modificarsi a vicenda? Gli ideologues collocano la specificità dell’uomo nella sensibilità. Per Freud l’uomo è un essere desiderante. Problema della causalità : che cosa è causa e che cosa è effetto? Dibattito tra universalismo e relativismo. Nell’essere umano psiche e cultura sono inestricabili, non delle sostanze che determinano qualcosa, ma modi e metodi di osservare il comportamento dell’uomo. Quale deve essere l’oggetto e il metodo delle scienze umane, il loro statuto epistemologico (è pertinente il metodo scientifico usato dalle scienze esatte?) —> dibattito tra scienze della natura e scienze dello spirito (spiegare/comprendere). Il concetto di vissuto darà il via alla cosiddetta psicologia fenomenologia (da Husserl), partendo da una È necessario creare un metodo specifico per lo studio dell’essere umano: i fenomeni umani non possono essere spiegati ma compresi, a partire dalla soggettività e dal vissuto del ricercatore (indagare la singolarità). Se le scienze della natura sono nomotetiche (producono leggi), le scienze umane sono ideografiche (si rivolgono alla singolarità dell’essere umano. Coinvolgimento della soggettività del ricercatore , come si relazione con la pretesa di oggettività della scienza? Come è possibile la neutralità dell’osservazione? È possibile e auspicabile nelle scienze dell’uomo?
Foucault sostiene la morte dell’uomo ( Le parole e le cose , 1966): l’uomo si coglie come soggetto solo quanto è reso oggetto di conoscenza e quindi cessa di essere soggetto, può essere oggetto di conoscenza se si dissolve come soggetto ( → Strutturalismo). Devereux cerca di legittimare la soggettività nello studio dell’essere umano inserendosi nella rottura con il positivismo compiuto dalla fisica quantistica. Molto realisticamente sosterrà che è impossibile eliminare il soggetto osservatore, l’osservazione necessariamente modifica quello che si sta guardando. Nelle scienze quello che studiamo è la relazione che si è instaurata tra me e l’altro, elezione carica di due soggettività, dove si pone un gioco di proiezioni, reazioni e contro-proiezioni. La soggettività è l’unico strumento di ricerca che abbiamo. Impossibilità di osservare l’ interiorità dell’altro : studiamo esclusivamente le nostre reazioni alla presenza dell’altro. Temi: Complessità e specificità dell’essere umano, neutralità e osservazione scientifica. Studia questi temi nel solco della svolta epistemologica della fisica quantistica, svolta in tutta la teoria della conoscenza. Prospettiva costruttivista. Devereux rilegge la psicoanalisi freudiana: utilizza i concetti di complementarità (fisica quantistica) e controtransfert (psicoanalisi). Nel Novecento sociologia della scienza: fattori extra-scientifici che entrano nella costruzione della scienza. La critica degli anni ’60-’70 (psichiatria, femministe, antropologi, psicoanalisti): analisi del ruolo della scienza nella costruzione dell’alterità, del diverso. Le scienze umane nascono come scienze del diverso, nell’incontro con l‘Altro (selvaggio/straniero, folle, donna). Dialettica tra identità e alterità in tutta la storia delle scienze umane.
Parallelamente viene anche istituita la prima cattedra di antropologia psicoanalitica , affidata a Géza Róheim, mandato da Freud stesso in giro per il mondo per verificare la validità del complesso edipico in altre culture. Questo centro nevralgico della psicoanalisi si sposterà a Berlino e Vienna dopo l’affermarsi del regime di estrema destra. È un momento in cui la psicoanalisi si sta ancora costruendo. La psicoanalisi nasce a cavallo tra Ottocento e Novecento: il testo inaugurale viene considerato l' Interpretazione dei Sogni (1899, sebbene Freud vuole che venga indicata la data del 1900). Questo testo viene preceduto dagli Studi sull’Isteria , dove non compare ancora il termine psicoanalisi, ma viene concettualizzato per la prima volta il concetto di rimozione , concetto su cui si fonda la teoria freudiana che parte dall’idea che la psiche umana sia il luogo di un conflitto, dove esistono dei desideri che però non possono affiorare alla coscienza perche sarebbe troppo pericoloso o inaccettabile (per il singolo o per la comunita). Quindi ci sarebbe un sistema di difesa che rimuove e nasconde questi desideri. Il problema per Freud è che nella psiche nulla si distrugge: il desiderio si trasforma e riaffiora alla coscienza in forme deformate, camuffate e alterate. Queste forme sono i sintomi , ma anche i sogni. Questi desideri sono rimossi (rottura con Breuer) a causa del loro contenuto sessuale. La prima teorizzazione della sessualità è del 1905 nei tre saggi sulla teoria sessuale dove Freud espone embrionalmente il tema del complesso edipico, esponendo la differenza che per lui c’è tra i concetti di istinto sessuale e pulsione sessuale , distinzione che permette di pensare possibile l’esistenza di una sessualità infantile→ l'istinto sessuale è biologicamente predeterminato (ha un oggetto e una meta predefinita, ossia un’unica modalità di soddisfacimento del desiderio, es. fame→ cibo); la sessualità invece è una pulsione (idea di sessualità molto più ampia della sessualità genitlae, ma intesa come desiderio) che può trovare soddisfacimento attraverso diversi oggetti e modalità di soddisfacimento noi possiamo incanalare l'eros=energia vitale può trovare soddisfacimento attraverso tante vie (es. sublimazione: la cultura è sessualità, molla dello sviluppo psichico). Freud teorizzerà i primi assunti della psicoanalisi in un testo del 1909-10, Cinque conferenze sulla psicoanalisi.
Sessualità→ Studi sull’ isteria→ idea che il sintomo sia una formulazione di compromesso tra istanze psichiche in conflitto, un sostituto di affetti e desideri rimossi e camuffati dalla coscienza (continuità tra normale e patologico: per studiare il sintomo , Freud parte dallo studio del sogno , partendo dal presupposto che esistano dei meccanismi psichici universali ), sogni e sintomi sono sostituti di desideri rimossi, hanno una funzione liberatoria e rivelatoria. A partire da questa idea il sintomo viene letto come modello paradigmatico di tutti i fenomeni psichici: attraverso il patologico posso leggere come funziona la psiche normale come all'interno di una lente di ingrandimento. Funzionano nello stesso modo anche i miti , i riti e tutti i fenomeni culturali : passaggio che Freud compie una volta costruito il suo sistema, lanciandosi nelle scienze umane con l’ambizione di creare una disciplina (psicoanalisi) che piu che pratica terapeurica fosse una metodologia, un’epistemologia estendibile a tutti i campi del sapere. Tesi che segnano l'incursione di Freud nella cultura: Totem e Tabù (1912-13) → sostiene che all’origine della civiltà vi è un complesso edipico attualizzato, dimostrazione dell'universalità della psicoanalisi, tema ripreso in uno degli ultimi tesi Disagio nella civiltà (1929), dove il tema è la felicità e Freud si chiede perché l’uomo è infelice, ultima teorizzazione della teoria delle pulsione, che viene esposta nel testo del 1920 Al di là del principio di piacere e nel 1922 con la seconda topica freudiana (teoria sulla tripartizione in Es-Io-Superio). Prima topica nell’Interpretazione dei sogni (conscio, preconscio, inconscio). Devereux entra in contatto con la psicoanalisi a Parigi, quando nel 1926 si iscrive alla facoltà di scienze della Sorbona. La sua ricerca di quegli anni era la ricerca della verità. Nel 1933 decide di cambiare nome per camuffare le sue origini ebraiche. Si getta nella folle époque della Parigi del tempo, dove si vive una ‘stagione Freud’: la psicoanalisi entra in Francia attraverso la via letteraria dei surrealisti. Devereux arriva all’orlo dell’esaurimento nervoso, torna a casa e quando guarisce si sposta a Lipsia dove fa un apprendistato come libraio per diventare economicamente indipendente. In quel momento i fisici si stavano facendo la guerra riguardo se la luce fosse corpuscolo o onda (sta nascendo la fisica quantistica→ Bohr, Heisenberg, Einstein) → Heisenberg dice
Rottura con l’ Evoluzionismo : 1853, Origine delle specie di Darwin → introduce nello studio dell’uomo un’idea di storicità, dimensione temporale dell’uomo, tesi principale è che lo sviluppo dell’umanità abbia un carattere lineare, che l'umanità abbia un’origine comune, che ci sia un’unità psichica, tutte le società si sviluppano attraverso stadi analoghi e quindi le differenze culturali dipendono dalle diverse velocità di evoluzione (diverse tappe di un comune processo che dipendono da differenze naturali). In questo periodo nasce il concetto di primitivo (qualcuno che si è fermato uno stadio precedente). Legge fondamentale secondo cui l’ontogenesi ricapitola la filogenesi (lo sviluppo dell’individuo ripercorre velocemente lo sviluppo evolutivo della specie). Il metodo proposto dall’evoluzionismo per studiare le civiltà altre è la comparazione razziale ( metodo comparativo ). L’antropologia culturale nasce rompendo con questo paradigma a partire dalla sostituzione del concetto di natura con quello di cultura (prima teorizzazione nel 1871, Primitive Culture di Taylor → la cultura è il tratto distintivo dell’essere umano, patrimonio potenziale dell’umanità, carattere acquisito e variabilità con il variare del contesto). Natura sociale e relazionale dell’essere umano che si esprime attraverso il linguaggio, che viene considerato un altro tratto fondamentale dell'essere umano. Taylor si muove ancora all'interno di un paradigma evoluzionista. Vero padre dell’antropologia è Franz Boas (fisico e geografo tedesco, antropologia americana, ricerche presso gli Eschimesi e poi gli Indiani d’America→ le differenze tra le popolazioni non dipendono dalla natura bensì dal diverso ambiente in cui ciascuno di noi vive, idea di studiare le popolazioni altre attraverso il lavoro sul campo): con lui l’antropologia si fa davvero culturale, eleggendo come oggetto di studio non tanto la cultura, quanto le differenti culture. Insegna alla Columbia University. Teoria del particolarismo storico → è necessario comprendere ogni cultura nella sua particolarità, nei suoi stessi termini e all’interno del suo contesto storico, evitando generalizzazioni. Questo è l’atto di nascita del relativismo culturale , che legandosi al determinismo culturale sarà il paradigma dominante di tutto il Novecento antropologico americano. Determinismo : concetto filosofico e scientifico secondo cui c’è una connessione necessaria di tutti i fenomeni attraverso il principio della causalità (causalità di tipo efficiente: tutti i fenomeni sono legati attraverso meccanismo di causa ed effetto→ causalità efficiente che
si impone con la fisica galileiana). Determinismo culturale : interpretare tutti i processi psichici e comportamenti come frutto della cultura, caratteristiche psicologiche e comportamentali sono effetti causati dalla cultura. Il relativismo culturale di Boas è ancora un relativismo debole (di tipo descrittivo→ non esistono dei criteri universali di giudizio tra culture), nel corso del Novecento diventerà un relativismo forte sostenuto dagli allievi di Boas (incommensurabilità tra culture: ogni cultura è a sé stante e non esistono dei tratti comuni costanti) → non possono esserci leggi, nichilismo etico (possiamo considerare normali certe usanze perché non mi appartengono). Testo fondamentale per la nascita dell’antropologia è La mente dell’uomo primitivo (1911), manifesto contro il razzismo: la tesi principale è che non esista differenza tra pensiero primitivo e pensiero civilizzato, che non vi sia una superiorità intellettuale della razza bianca. Rottura tra il concetto di culturale e quello di razziale: il concetto di culturale sostituisce quello più biologico e naturale di razza. Autonomia dei fenomeni culturali, irriducibili a quelli biologici. Con un certo ritardo in Francia nasceva l’ etnologia (anni ‘20-’30 del Novecento). L’antropologia si fa culturale nel momento stesso in cui si fa delle domande di tipo psicologico: si interroga su cosa e come pensano i cosiddetti “primitivi”. Da subito si rivolge alla psicologia. Se negli Stati Uniti vedremo come ci si rivolgerà a Freud per chiedersi quali siano le dinamiche psicologiche in gioco nella trasmissione della cultura di generazione in generazione e il processo di individualizzazione (come si passa dal culturale all’individuale), in Francia invece Mauss si rivolgerà a Freud interrogando le dinamiche psicologiche in gioco nel simbolismo di miti, riti, credenze, usanze. L’etnologia francese nasce sulla scia dell’antropologia americana nella rottura con l’evoluzionismo e contemporaneamente con la necessità di studiare l'uomo in carne ed ossa (andare in persona a studiare sul campo le popolazioni). L'individuo ha un complesso intreccio di variabili biologiche, sociali, culturali, psicologiche. Compito dell’antropologia è studiare questa complessità rispettando la specificità dell’essere umano: antropologia intesa in senso ampio come studio di ciò che è umano nell’uomo, meta-scienza in grado di comprendere e far funzionare tutte le altre. Metodo sociologico di Durkheim secondo cui un fatto sociale può essere studiato soltanto attraverso un altro fatto sociale, ossia è
di Charcot, molto particolari: al martedì neurologia pura, il venerdì portava a lezione le sue pazienti isteriche per mostrare quello che la scienza non sapeva spiegare (l’isterica contraddiceva tutto quello che Charcot diceva al martedì: attraverso l’ipnosi è possibile indurre o togliere i sintomi, non riusciva a capire come fosse possibile che non ci fosse alcun legame con qualcosa di organico, era un’idea che si materializzava→ l’ipnosi dimostrava l’ azione patogena della mente sul corpo ). Mauss e Freud sono gli unici maestri che Devereux abbia mai riconosciuto: condivide con entrambi il presupposto di un’ universalità dell’essere umano (Mauss: ambito antropologico, idea di una continuità tra culture e tratti comuni nell’essere umano anche all’interno di differenze culturali, Freud: universalità dello psichismo umano, idea che il sintomo sia un modello paradigmatico per interpretare tutti i fenomeni psichici, non solo sogni e sintomi, ma anche fenomeni culturali). Devereux accoglie il metodo dei maestri: elegge l'alterità come osservatorio privilegiato di studio della natura umana. collaborazione tra antropologia e psicoanalisi timidamente auspicata da Mauss, mentre invece negli Stati Uniti c’è una battaglia tra psicanalisti psicologici. Devereux si inserisce nella diatriba tra le due discipline: anni ‘30, finanziato da Mauss per andare nell’Indocina francese, borsa della fondazione Rockefeller, va negli USA per stage pratico alla scuola di Kroeber (allievo di Franz Boas), da lì partirà per le sue ricerche, siccome ebreo non potrà tornare in Francia e quindi tornerà negli Stati Uniti e da lì inizierà la sua ricerca.
3. Venerdì 12/ Storia della psicoanalisi , Silvia Vegetti Finzi Enciclopedia della psicoanalisi , Laplanche e Pontalis L’etnologia francese nasce con un certo ritardo rispetto all’antropologia culturale americana, a partire da un principio comune, ossia l'affermazione dell’autonomia dei fenomeni culturali considerati irriducibili ai fenomeni biologici. Rottura tra antropologia culturale ed etnologia si sviluppa a partire da una rottura con l’evoluzionismo, contemporanea all'elaborazione del concetto di cultura come distintivo dell’umano. Per Mauss e poi Devereux antropologia come metascienza, teoria generale dell’essere umano che comprende le altre scienze (primissima idea di pluridisciplinarietà→ collaborazione tra
discipline che però implica una reciproca esclusione, mantenere spiegazioni parallele dell’essere umano, devono essere tutte presente ma mai usate contemporaneamente→ no spiegare fenomeni psicologici con fenomeni culturali e viceversa, cosa che invece fa Freud). Mauss è uno dei primi a rivolgersi alla psicologia, in particolare alla psicoanalisi e a Freud. Mauss conosce Freud attraverso gli scritti di un certo William Rivers, padre del dibattito che si svilupperà tra antropologia e psicoanalisi, neurologo e biologo, inizia ad interessarsi all’antropologia perché coinvolto nella prima spedizione antropologica del mondo britannico presso lo Stretto di Torres (1898), andando per la prima volta a studiare una popolazione altra nel suo ambiente (svolta antropologica, poi la ricerca sul campo diventa un caposaldo dell’antropologia). Rivers diventa uno degli antropologi più influenti del tempo, insiema a Seligmann primi antropologi a interessarsi a Freud, attraverso le nevrosi da guerra : durante la Prima Guerra mondiale è medico e vede soldati con disturbi post traumatici dal fronte (è proprio con le nevrosi da guerra che la psicoanalisi acquisisce una certa dignità nell’ambiente psichiatrico organicista che riteneva che all'origine del disagio psichico ci dovesse essere una lesione, un deficit organico→ durante la guerra, persone sanissime in seguito a un trauma iniziano a soffrire di disturbi psichici). Teoria traumatica delle lesioni che Freud riprende da Charcot. Charcot è il primo che toglie di mezzo l’utero dalla diagnosi dell’isteria, malattia che Charcot individua a partire da traumi riscontrati anche in pazienti maschili. Un trauma è qualcosa di imprevisto (incidente, spavento...); Freud aggiunge che per avere un effetto traumatico l’evento deve essere carico affettivamente, poco importa la natura reale dell’evento, reale è ciò che senti. Il concetto di verità in psicoanalisi è diverso dal concetto di verità reale: per Freud la verità è ciò che esiste nella vita fantasmatica della persona. Passaggio ulteriore sarà quello di attenuare la portata eziologica del trauma (effetto causale) a vantaggio della vita vita fantasmatica (fantasma=scenario immaginario che viene deformato da processi psichici difensivi come la rimozione, che deformano in maniera allucinatoria un desiderio inconscio). All'inizio Freud si era accorto con Breuer che all’origine della paralisi isterica c’era un evento traumatico (metodo catartico: ipnosi e domande per far riaffiorare il ricordo traumatico e far sparire la paralisi). Il passaggio ulteriore di Freud è rendersi conto che questi ricordi molte volte non corrispondevano a vicende realmente successe, ma erano ricordi di copertura che erano come l’ultima spiaggia che aveva la coscienza del paziente per impedire che il desiderio affiorasse alla coscienza, camuffandolo attraverso un ricordo di
livelli di organizzazione e complessità crescente (corpo, psiche, società e cultura). La cultura sarebbe il livello più elevato della gerarchia e i fenomeni culturali sarebbero fenomeni sovraindividuali per cui, per poter costruire dei discorsi veramente scientifici in ambito culturale dobbiamo essere pronti a sopprimere l’individuo (che è solo un veicolo di trasmissione, non agente di cultura). I fenomeni culturali sono da spiegare in sé, senza l’ausilio di alcuna spiegazione esterna. Al tentativo freudiano di applicare la psicoanalisi per dare siegazione ai fenomeni culturali, Kroeber risponde con un articolo del 1920 in cui distrugge la teoria freudiana della cultura. Teoria freudiana della cultura : inizio con il testo del 1912-13 Totem e Tabù. Vera aspirazione di Freud è quella di fondare più dhe un metodo terapeutico, una vera e propria antropologia, una teoria generale sull’essere umano. Psicoanalisi è il metodo per indagare i processi inconsci rendendolli intelligibili (è uno strumento di ricerca). La tecnica terapeutica è una delle applicazioni possibili (e forse nemmeno la più importante). Da qui possiamo vedere come Freud getti un ponte verso le altre scienze umane: la terapia sarebbe come un campo sperimentale dove verificare le sue ipotesi. Nuovo campo sperimentale in questo caso sono i fenomeni culturali , a partire dal presupposto che dal patologico io posso spiegare tutti i fenomeni psichici e che il sintomo sia un modello paradigmatico della vita psichica, sintomi/sogni/miti/riti funzionino nello stesso modo e siano tutti delle formulazioni di compromesso tra istanze psichiche in conflitto (es. mito è uno sfogo approvato del desiderio inconscio rimosso dalla cultura, desiderio istituzionalizzato), o sostituti di affetti rimossi. Funzione liberatoria e rivelatoria. Aspirazione di universalità: cerca di rispondere ad alcune domande del tempo (es. legame tra vita individuale e collettiva→ psicologia sociale, come si trasmette il culturale di generazione in generazione→ psicologia dei popoli di William Wundt applica la psicologia individuale alla ‘psiche collettiva’ che si tramanda nelle generazioni, come nasce la società/cultura→ antropologia, problema della felicità, rapporto tra progresso e felicità). In Totem e Tabù Freud mette alla prova la sua teoria per dimostrare l’ universalità del complesso edipico. Come presupposto teorico ha l’omologia già riscontrata da Mauss tra sintomi/sogni/miti/riti, idea che tutti questi fenomeni abbiano il medesimo fine e che quindi le manifestazioni culturali abbiano la funzione di compensare il mancato appagamento di un desiderio (il linguaggio simbolico è lo stesso). Totem e Tabù è costruito sulla base di fonti antropologiche contemporanee a Freud (es. James Frazer) e in un confronto serrato
con Wundt per la questione di una psiche collettiva che si trmanada di genrazione in generazione. Oggetto principale è la questione delle origini del totemismo e dei due tabù ad esso connessi:
bambino ne esce e non lo supera più. Numerosissime critiche da parte della psicoanalisi successiva, es. Karen Horney. Incursione di Freud nei fatti di cultura a partire dal tentativo di dimostrare l'universalità della psicanalisi a partire dall’universalità del complesso edipico. Il complesso edipico è una delle tematiche principali della riflessione freudiana e il nucleo di ogni nevrosi. Momento fondamentale nella vita psichica di ciascuno di noi da cui dipende tutto lo sviluppo psichico successivo. Importante non tanto come si struttura, ma come si destruttura, come si esce dall’Edipo→ passaggio obbligato che è fondamentale per la costituzione della nostra individualità (si costituisce necessariamente nella dialettica con la realtà dell’altro. l’Io è il residuo di una relazione intersoggettiva, si costituisce per identificazione e distacco dalla figura paterna e come essere sociale e culturale: il bambino per formare la sua identità deve introiettare una serie di divieti e di ideali che sono necessariamente culturali (il culturale è un'intelaiatura simbolica della nostra psiche). L'introiezione del divieto avviene tramite il Super Io (istanza parentale e culturale della nostra psiche). Il Super Io non è costruito secondo il modello dei genitori ma su quello del loro Superio (veicolo della tradizione, è così che la cultura si trasmette di generazione in generazione). Il Superio (divieto/ideale) ha poco a che fare con la forza del divieto reale, quanto alla forza del complesso edipico , quantità della forza di quella aggressività che rivolgevo nei confronti della figura paterna viene introiettata dando origine al Superio. Il Superio produce il costante senso di colpa, frustrazione e inadeguatezza che proviamo. Costruito questo sistema, Freud si lancia nella creazione di un ponte con le altre scienze umane ( → creazione di un metodo per studiare l’uomo , pretesa di universalità): Totem e Tabù (1912-13) → che cos’è la cultura e la civiltà? È possibile stabilire delle leggi solo se troviamo un universale (aspirazione alla scientificità e universalità). Il metodo psicoanalitico è genetico (si chiede da dove viene un concetto per ricostruirne la storia). Totem e Tabù vuole spiegare le leggi della psiche e della cultura dimostrando l’universalità dell’Edipo. Freud riprende la tesi di Darwin secondo cui all’origine della civiltà gli esseri umani sarebbero vissuti nelle cosiddette “orde primitive”: figura paterna capo che aveva per sé tutte le donne, quando i figli maschi crescevano venivano scacciati via; a un certo punto i fratelli si mettono insieme e decidono di uccidere questo padre prepotente e di mangiare
le sue carni ( teoria del pasto totemico ). Freud da queste fonti etnologiche vede un Edipo attualizzato (uccisione reale del padre, divorazione delle carni=introiezione del divieto). Gli uomini primitivi si accorgono però che dopo aver mangiato il padre nulla è cambiato e c’è un grande disordine e contemporaneamente sorge in loro un senso di rimorso ( rimorso =nasce quando l’azione è stata compiuta, diverso dal senso di colpa =sensazione che sorge indipendentemente che compiamo un’azione o no, anche solo per il fatto di averla pensata o di aver avuto un desiderio). Conseguenza di questo senso di rimorso è l’idealizzazione e la sacralizzazione della figura paterna. Istituzione del totem (=spirito tutelare, progenitore del clan) che per Freud è l’origine di ogni religione (che nasce dalla necessità di attenuare questo senso di colpa nei figli, una sorta di infantilismo, onorare il padre per compensare questa angoscia) e istituzione dei due tabù (divieto dell’incesto e divieto di uccidere l’animale totemico). Al dominio del padre si sostituisce quindi il dominio dei figli, che è di tipo politico-istituzionale→ nascita della civiltà , che quindi si fonda su una rinuncia pulsionale. Il ricordo (“ traccia mnestica del parricidio originario” ) si trasmetterebbe di generazione in generazione → la giustificazione epistemologica di questo discorso viene rintracciata nella cosiddetta LEGGE BIOGENETICA FONDAMENTALE , cavallo di battaglia dell’evoluzionismo formulata da Haeckel (allievo di Darwin): l’ontogenesi ricapitola la filogenesi, lo sviluppo individuale ripercorre in maniere velocissima lo sviluppo della specie. Tesi fondamentale dell’evoluzionismo a partire dalla concezione lineare dello sviluppo della storia dell’umanità, per cui ci sarebbe un’origine comune e le diverse società corrispondono a diverse tappe dello sviluppo di questa specie. Cfr. Atavismo di Cesare Lombroso: presupposto che comportamente e psiche dipendono da caratteristiche biologiche; se durante lo sviluppo c’è un intoppo, allora il bambino che nascerà avrà una struttura cerebrale atavica (il suo sviluppo si ferma a una tappa precedente dello sviluppo normale). Legge alla base del parallelismo tra bambini, folli, criminali, nevrotici. Questa legge è per Freud la giustificazione epistemologica di quelle analogie riscontrate: possibilità di spiegare lo sviluppo della civiltà attraverso lo sviluppo dell’individuo (uso la psicoanalisi per spiegare la cultura), a partire dall’idea che nel collettivo e nell'individuale sono in gioco gli stessi meccanismi (posso spiegare la storia della civiltà attraverso l'individuo e viceversa). Ecco perché in alcune nevrosi trovo tracce ataviche riscontrabili