Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


storia della società feudale, Dispense di Storia

storia della società feudale nel medioevo

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 10/09/2019

flavio_franchi
flavio_franchi 🇮🇹

5

(1)

28 documenti

1 / 14

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
La società feudale
PREMESSA:
Prima di iniziare a studiare la storia bisogna premettere che esistono
due tipi di datazioni attraverso le quali si dispongono in ordine
cronologico diverso gli eventi. Questi tipi di datazione sono utilizzati in
Europa no alla ne del 1500 e inizio 1600. Si possono distinguere:
Datazione A NATIVITATE DEI
Datazione A REINCARNATIONE DEI
Il primo tipo di datazione fa iniziare l’anno il 25 Dicembre; questa data
coincideva con il Capodanno, che, come lo conosciamo noi, verrà
introdotto con il Calendario Gregoriano.
Il secondo tipo di datazione fa iniziare l’anno circa nove mesi prima
dell’altro tipo; il Capodanno coincide con la primavera, ovvero quando
il sole si viene a trovare nella costellazione dell’’Ariete, la cui stella più
luminosa si chiama GAMMA ARIETIS.
A causa di questa dierenza, si crea confusione anche nella datazione
storica. E’ necessario, perciò, specicare sempre il tipo di datazione
preso come riferimento anche se l’anno a nativitate è il più
frequentemente utilizzato.
14/09/13
La società feudale, o più propriamente detto rapporto di vassallaggio,
ha inizio con Carlo Martello, nonno di Carlo Magno, attorno all'XIII
secolo d.C. Questi era il primo ministro del re merovingio dei Franchi,
ed era detto MAIOR DOMINUS, da cui deriva la parola italiana
maggiordomo. Tuttavia questo sistema aronterà una prima stabilità
solo con Carlo Magno, e da lì in poi vedrà svilupparsi no alla ne del
1400, diventando parte portante della società dell'epoca. Ogni signore,
o DOMINUS, aveva un PALATIUM: questo è una vox moedia, infatti non
signica palazzo inteso come edicio, bensì delineava il seguito del
signore, composto dai così detti COMES, che formavano il COMITATUS.
16/09/13
Ad un certo punto i sovrani hanno bisogno di funzionari che riscuotano
le tasse, li aiutino nell’amministrazione delle terre, ma soprattutto che
forniscano militari. A quel tempo l’arma più usata era la cavalleria
pesante, che all’epoca però, e questo sino circa all’anno 1000, aveva
dei costi molto elevati ed era perciò riservata a pochi. Bisogna infatti
considerare, oltre ai costi per l’armatura per il cavaliere ed il cavallo,
anche quella per scudieri, stallieri etc. I cavalieri erranti, sprovvisti di
quest’organizzazione , compariranno solamente dopo. Il cavaliere ed il
proprio cavallo alloggiavano nella LANCIA, il reparto in cui stavano
anche maniscalchi, armieri, picchini… Arrivata all’apice della sua
organizzazione, viene chiamata LANCIA BORGOGNONA, dal nome
della regione a sud est della Francia (la Borgogna) dove erano più
diuse, utilizzate per la lotta contro gli infedeli Arabi. In tutto, una
lancia poteva contare circa dai 15 ai 30 elementi. Come già detto
Gabriele Dipaolantonio - I Classico - Storia
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe

Anteprima parziale del testo

Scarica storia della società feudale e più Dispense in PDF di Storia solo su Docsity!

La società feudale

PREMESSA:

Prima di iniziare a studiare la storia bisogna premettere che esistono due tipi di datazioni attraverso le quali si dispongono in ordine cronologico diverso gli eventi. Questi tipi di datazione sono utilizzati in Europa fi no alla fi ne del 1500 e inizio 1600. Si possono distinguere:

  • Datazione A NATIVITATE DEI
  • Datazione A REINCARNATIONE DEI

Il primo tipo di datazione fa iniziare l’anno il 25 Dicembre; questa data coincideva con il Capodanno, che, come lo conosciamo noi, verrà introdotto con il Calendario Gregoriano.

Il secondo tipo di datazione fa iniziare l’anno circa nove mesi prima dell’altro tipo; il Capodanno coincide con la primavera, ovvero quando il sole si viene a trovare nella costellazione dell’’Ariete, la cui stella più luminosa si chiama GAMMA ARIETIS.

A causa di questa di ff erenza, si crea confusione anche nella datazione storica. E’ necessario, perciò, speci fi care sempre il tipo di datazione preso come riferimento anche se l’anno a nativitate è il più frequentemente utilizzato.

14/09/

La società feudale, o più propriamente detto rapporto di vassallaggio, ha inizio con Carlo Martello, nonno di Carlo Magno, attorno all'XIII secolo d.C. Questi era il primo ministro del re merovingio dei Franchi, ed era detto MAIOR DOMINUS, da cui deriva la parola italiana maggiordomo. Tuttavia questo sistema a ff ronterà una prima stabilità solo con Carlo Magno, e da lì in poi vedrà svilupparsi fi no alla fi ne del 1400, diventando parte portante della società dell'epoca. Ogni signore, o DOMINUS, aveva un PALATIUM: questo è una vox moedia, infatti non signi fi ca palazzo inteso come edi fi cio, bensì delineava il seguito del signore, composto dai così detti COMES, che formavano il COMITATUS.

16/09/

Ad un certo punto i sovrani hanno bisogno di funzionari che riscuotano le tasse, li aiutino nell’amministrazione delle terre, ma soprattutto che forniscano militari. A quel tempo l’arma più usata era la cavalleria pesante, che all’epoca però, e questo sino circa all’anno 1000, aveva dei costi molto elevati ed era perciò riservata a pochi. Bisogna infatti considerare, oltre ai costi per l’armatura per il cavaliere ed il cavallo, anche quella per scudieri, stallieri etc. I cavalieri erranti, sprovvisti di quest’organizzazione , compariranno solamente dopo. Il cavaliere ed il proprio cavallo alloggiavano nella LANCIA, il reparto in cui stavano anche maniscalchi, armieri, picchini… Arrivata all’apice della sua organizzazione, viene chiamata LANCIA BORGOGNONA, dal nome della regione a sud est della Francia (la Borgogna) dove erano più di ff use, utilizzate per la lotta contro gli infedeli Arabi. In tutto, una lancia poteva contare circa dai 15 ai 30 elementi. Come già detto

un’organizzazione di questo genere richiedeva ingenti risorse, che i cavalieri non possedevano; essi perciò, per poter ottenerle, si rivolgevano al re o dominum. Egli concedeva ai cavalieri il così detto PRIVILEGIUM, tramite il quale questi potevano sostenere le spese; in cambio però essi dovevano giurare fedeltà di servizio al re e diventare suoi VASSI. Questa procedura prende il nome di INVESTITURA: i COMITES, dopo essersi messi in ginocchio, tramite formule fi sse venivano nominati, e così si andava ad instaurare tra i due un VINCOLO PERSONALE.

I vassalli, bisogna precisare, non giuravano fedeltà all’entità fi sica stessa, bensì a quella giuridica (es.: non si è fedeli al Presidente, ma alla Costituzione). La loro persona è legata a quella del signore, ma anche quest’ultime è legato al suo vassus, a cui deve fornire difesa e protezione. Per tutto il corso del Medioevo ( prima tutto l’Alto e poi anche gran parte del Basso), il reato più grave di cui ci si poteva macchiare era la FELLONIA, ovvero lo spezzamento del giuramento fatto. Il re, assegnando il privilegio, quindi, dà la possibilità di prestare servizio. Il privilegium era di due tipi:

  • ESENTIVO: era il più di ff uso, si esentava dalle tasse il proprio vassallo e il tributo che sarebbe dovuto andare al re rimane nelle casse del comes per far fronte ai propri compiti
  • (^) BENEFICIO: talvolta il denaro proveniente dal privilegio esentivo non bastava per coprire tutti i costi d’armamento delle lance, perciò subentrava il BENEFICIO. Questo a sua volta poteva essere di tipo:

NORMATIVO

TERRITORIALE

NORMATIVO: concessione della riscossione di alcune tasse come pedaggi o tributi. Le tasse di questo genere prendevano il nome di

appezzamenti che venivano concessi ad un EQUES, che veniva investito come VALVASSORE alle dipendenze del proprio vassallo. A loro volta, i valvassori potevano suddividere la loro terre in altre parti, che davano in amministrazione ad un altro loro fi dato, che prendeva il titolo di VALVASSINO. Ogni vassus aveva DIRITTO DI BANNO, ovvero deteneva un potere assoluto sia amministrativo che legislativo, avendo quindi pieno potere giurisdizionale ed emanativo (amministravano sia l’alta che bassa giustizia).

Come già detto in precedenza, questa è la situazione che si viene a creare sotto Carlo Martello e Pipino il Breve. Quest’ultimo, resosi conto della debolezza dei re Merovingi, dopo aver chiamato il Papa, e avergli esposto la situazione, spodesta la casata merovingia e si fa incoronare re dal Papa stesso, come e ff ettivo detentore del potere regale. Egli lascia come eredi al trono i due fi gli, CARLOMANNO e CARLO. Il primo, però, muore dopo poco tempo, e sale al trono CARLO, a cui in seguito verrà attribuito anche l’appellativo di MAGNO. Fu esaltato per le sue imprese in molti poemi, uno di questi è sicuramente la tragedia dell’ADELCHI, scritta da Alessandro Manzoni, in cui si parla del ripudio della moglie longobarda Ermengarda da parte di Carlo, che la porta alla morte sola in un convento. Fino ad allora la sede della corte era stata sempre errante ( si parla di CORTE ERRANTE), in quanto tutto il seguito si spostava di feudo in feudo, e le decisione venivano prese nelle CURTIS ( letterale = aia); da questo momento in poi si va a consolidare una sede fi ssa, che si svilupperà presso la città di ACQUISGRANA, di cui Carlo farà la capitale del regno. Il PALATIUM va quindi ad acquistare anche un altro signi fi cato, cioè quello pervenutoci di PALAZZO. Carlo darà il via a molte opere architettoniche, tra le quali si ricorda la CAPPELLA PALATINA, o cappella ottagonale, che era adiacente al palazzo reale ed era privata del re. Per consolidare maggiormente la sua fi gura, Carlo si fa incoronare IMPERATORE da Papa Leone III la notte di Natale dell’ (è da considerare che fi no all’introduzione del Calendario Gregoriano, Natale corrispondeva anche a Capodanno).

Per prima cosa Carlo Magno cerca di ampliare i con fi ni del proprio regno: chi si ribella alla sottomissione viene sterminato, così è come si compie il genocidio dell’intera popolazione dei Sassoni (804); le popolazioni che impotenti accettano la conquista vengono annesse all’ impero: per prima cosa vengono cristianizzate, successivamente il re sancisce degli accordi con esse, con i quali si fa giurare fedeltà. Per ovviare ad eventuali ribellioni Carlo invia un presidio militare per mantenere il controllo, questo è costituito da un conte a lui molto fedele, che in questo modo diviene CONTE DEL MARC, ovvero conte

del con fi ne (marc in tedesco antico = con fi ne). Assumono perciò il titolo di MARCHIO (-ONIS), traslato in italiano MARCHESE. Queste erano fi gure assai più importanti del conte, in quanto si dovevano occupare di regioni più delicate. La loro autonomia era enorme (in quanto le distanze non permettevano scambi facili),e così anche il loro potere di BANNO. Per fi delizzare queste regioni, l’imperatore inviava popolazioni già sottomesse ad abitarle, convincendole in due modi: in primo luogo con la forza, in secondo concedendo privilegi: uno dei maggiori concesso alla MARCHE era quello di non pagare le tasse, addirittura lo stesso imperatore inviava dei sussidi nelle zone interessate che potevano essere CONTRIBUTI IN DENARO, MILITARI, CONTRIBUTI IN NATURA. ES.: nella lingua alto russa, Ucraina signi fi ca frontiera. In genere le marche inoltre avevano una maggior estensione rispetto alle contee, in quanto occupavano un intero fronte. Proprio per questo motivo, anche il territorio delle marche veniva molto spesso suddiviso, ed assegnato a coloro che prendono nome di VISCONTI.

In seguito Carlo Magno cerca un accordo con tutti i DUX GERMANICI, con cui sancisce dei patti tramite i quali si fa inviare numerose lance in caso di necessità,ed in cambio concede ai capi di mantenere parte della loro autonomia, cultura e costumi. Con essi perciò stringe un rapporto vassallatico meno vincolante. I dux prenderanno il nome di DUCHI, ed i territori da loro controbatti verranno denominati DUCATI (regioni con omogeneità etnica). La Germania per molti secoli rimarrà divisa in numerosi ducati, in quanto multietnica. Alla morte di Carlo l'Impero avrebbe dovuto essere diviso tra i suoi tre fi gli maschi legittimi, ma la morte prematura di due di essi fa sì che il trono passi nelle mani di LUDOVICO, detto "IL PIO". Egli spartisce l'impero tra i suoi tre fi gli LOTARIO, PIPINO, e LUDOVICO II IL GERMANICO. Ma il già fragile equilibro si rompe con l'entrata in scena del fi glio del suo successivo matrimonio, CARLO IL CALVO, che dà origine ad una guerra.

Alla morte di Ludovico il Pio (840) Lotario I assume la corona imperiale, come previsto dal padre, mentre i due fratelli superstiti Ludovico e Carlo si alleano per obbligarlo a cedere una parte del potere. Il giuramento di Strasburgo, rivolto alle truppe dei due fratelli, è rimasto famoso perché conserva il primo accenno scritto alle nascenti lingue francesi e tedesca.

Nell'843, con il trattato di Verdun, Lotario deve scendere a patti: mantiene la corona imperiale, ma gli rimane solo la fascia di territorio centrale tra Mare del Nord, bacino del Rodano, del Reno, le Alpi e l'Italia, con le città di Aquisgrana e Roma. Carlo il Calvo prende la

potevano a loro volta nominare altri vescovi alle loro dipendenze, andando ad imitare così la piramide vassallatica. Prima l’elezione dei vescovi non spettava al Papa, bensì alle comunità che eleggevano i PRESBITERI ( ovvero i più anziani), e allo stesso modo i DIACONI (segretari dei vescovi). Il potere vescovile cresce con l’inizio delle invasioni barbare: con il crollo urbano, le città si spopolano ed anche i grandi signori si spostano altrove; prendono così campo indisturbati i vescovi, che, rimaste come uniche fi gure importanti nelle città, estendono il loro potere.

A seconda del grado d’importanza che ricoprivano, i vescovi potevano essere a capo di due diversi tipi di DIOCESI:

  • DIOCESI METROPOLITANE: erano le diocesi più grandi territorialmente e potenti; a capo di queste vi era un ARCIVESCOVO, che oltre ad avere giurisdizione sulla propria, potevano in fl uire molto sensibilmente anche su quelle attigue
  • DIOCESI SUBALTERNE: erano più piccole e meno rilevanti di quelle metropolitane; a capo di ognuna vi era un VESCOVO, chiamato SUFFRAGANEO, in quanto aveva autonomia limitata, perché dipendente dal SUFFRAGIO (investitura) dell’arcivescovo metropolitano. Era perciò una sorta di vassallo.

Questa parte di clero prende il nome di CLERO SECOLARE, cioè che è a contatto con i fedeli: seculum infatti, oltre a signi fi care “secolo”, può voler dire anche “mondo”.

Il compito della Chiesa era quello del MAGISTERO, ovvero era a questa che spettava di distinguere il bene dal male e così anche i peccati, che attraverso la confessione venivano assolti. Questa però non era una facoltà detenuta da tutti: solo chi era stato nominato CHIERICO, infatti, poteva somministrare i sacramenti e confessare. Rimane comunque da precisare che sacramenti quali l’Ordinamento Sacerdotale e la Cresima potevano essere dati solamente dal vescovo, ed ai chierici spettavano solo Battesimo, Comunione, Matrimonio, Confessione ed Estrema Unzione degli Infermi (quest’ultimo solo dal 1000 in poi). Contrapposti ai chierici erano i LAICI, ovvero tutti coloro che, seppur fedeli, non erano ordinati.

Delle diocesi, erano parte integrante le PIEVANÌE o PIEVI, chiese o comunità rurali, che erano invece a stretto contatto con il popolo. A capo di queste vi erano i SACERDOS, o, dal nome delle comunità stesse, PIEVANI.

Per tutto l’Alto Medioevo la proprietà privata è quasi assente: le uniche proprietà sono quelle ALLODIALI, ovvero i terreni appartenenti ai piccoli contadini; negli altri casi il feudo è l’unico esempio di possedimento privato. Ad un certo punto, poiché ormai ogni vassallo possiede almeno un privilegio territoriale, si smette di distinguere tra la fi gura del vassallo e quella del feudatario. Inoltre, prima con il CAPITOLARE DI QUIERZY, emanato nell’877 da Carlo il Calvo, e successivamente con CONSTITUTIO DE FEUDIS (1034), ogni terreno diventerà ereditario. Con il tempo, a causa del potere crescente vassallatico, i feudatari che in un primo momento avevano giurato fedeltà al re, iniziano a ribellarsi all’autorità regia cosicché il sovrano perde la piena potestà sul feudo. Difatti i nobili terrieri ereditavano il titolo nobiliare e non la vera proprietà del feudo, di modo che restavano comunque dei vincoli che non potevano essere sciolti. Bisogna precisare che il vincolo non era solo tra re e vassallo, ma anche tra il vassallo stesso e i coloni che risiedevano nel feudo. Si va a creare, quindi, un accordo tra signore e comunitas; sarà proprio da questa primitiva organizzazione che prenderà poi forma il COMUNE. In realtà, questo si veri fi cava molto raramente poiché i nobili non rispettavano quasi mai questi patti: c’erano infatti diverse controversie tra i signori ed i coloni, ¼ delle quali erano processi riguardanti l’ADDEBBIAMENTO, ovvero il completo disboscamento di un’area attraverso gli incendi. Infatti, se all’interno dell’appezzamento c’era un bosco, questo non poteva essere abbattuto per un pascolo in quanto i territori boschivi servivano alla pars massaricia per il proprio sostentamento (vi raccoglievano erbe, bacche, legna da ardere).

Ancor più vincolate dei feudi erano le così dette proprietà di MANOMORTA, domini ecclesiastici, che erano INALIENABILI, ovvero non potevano essere cedute o essere oggetto di commercio, in quanto proprietà dei monasteri ed abbazie. Queste proprietà prendono corpo di pari passo allo sviluppo del MONACHESIMO.

Uno dei più importanti fondatori di un ordine monastico fu SAN BENEDETTO. Questo era un eremita che viveva sulle rive dell’Aniene e proveniva da una famiglia dell’alta aristocrazia senatoria romana. A quel tempo era di ff uso l’eremitaggio orientale, che consisteva nell’essere appunto isolato e distaccato dal mondo per permettere un

La conduzione abbaziale diventerà pesto un modello da seguire, ed è per questo che subito dopo si vede la comparsa di molti altri ordini come quello CLUNIACENSE (di CLUNY), che si sviluppa in Lorena e nella fascia tra Italia e Fiandre, e quello CERTOSINO (nelle CERTOSE) che nasce a CHARTRE, nello CHAMPAGNE.

07/10/13 La dinastia Sassone

Enrico I

Alla disgregazione dell’ Impero Carolingio, dopo che Carlo il Grosso viene deposto, si formano vari regni nazionali autonomi: il regno di Germania, di Francia, d’Italia (Italia settentrionale fi no all’Abruzzo, esclusa la fascia del PATRIMONIUM PETRI). In Germania i duchi acquistano sempre più potere: questa, infatti, è divisa in moltissimi ducati (zone ad omogeneità etnica), in quanto coesistono molteplici etnie. L’impero Sassone ha inizio attorno al X secolo d.C. con Enrico. Egli è REX GERMANORUM, ma non Imperatore. Per acquistare il titolo di re, dato che era solamente Duca di Sassonia, deve sottoporsi alla DIETA (assemblea dei grandi nobili della durata di un giorno = DIES), attraverso la quale è nominato re. Non tutti sono però a favore di questa elezione, infatti temono che il grande potere di Enrico possa ostacolarli, perciò si generano vari con fl itti tra i duchi. Questo potere derivava non solo dai grandi possedimenti terrieri, ma era anche frutto di una serie di intrecci diplomatici stipulati tramite matrimoni combinati, della valenza di un trattato internazionale. Alla morte di Enrico, gli succede il fi glio OTTONE, che regnerà dal 936 al 973.

Ottone I

OTTO DER GROS (Ottone il Grande), non è quindi il primo della dinastia sassone, ma rimane comunque il più importante. Come si è già detto regna dal 936 al 973. Viene incoronato alla morte del padre Enrico ad Aquisgrana dalla grande nobiltà tedesca. Anch’egli deve però fronteggiare vari feudatari, ed oltre a questi dovrà combattere contro gli Ungari e gli Slavi, popolazioni che stavano premendo sui con fi ni da già oltre dieci anni. Vincerà i primi nella famosa BATTAGLIA DI LECHFELD presso il fi ume LEC ( fi ume tedesco) nel 955, ed in seguito questi verranno cristianizzati. Dopo aver

ristabilito i con fi ni, inoltre, Ottone istituisce nuove circoscrizioni vassallatiche: queste sono circoscrizioni di con fi ne (marche) molto ampie, estese soprattutto sul fronte orientale, che vengono in gran parte a ff idate a parenti e membri stretti della famiglia. Le più importanti marche sono:

  • Marca del Nord ad est dello Jutland
  • Marca di Lusazia
  • (^) Carinzia Austria e Slovenia
  • Carnìola

Come già detto, per prima cosa Ottone è impegnato nel combattere contro i grandi feudatari: la sua autorità, infatti, stava decadendo, mentre il potere vassallatico era sempre maggiore. Il regno infatti si era pluriframmentato, e non esisteva più una fi gura centrale, ma ogni feudo aveva un proprio signore: questo periodo è chiamato ANARCHIA FEUDALE. Per controllare e ristabilizzare la situazione, quindi, Ottone decide di riformare la società e l’amministrazione del regno, e lo fa appoggiandosi al clero. In un periodo in cui l’urbanizzazione era quasi assente, in città era rimasta solamente la fi gura del vescovo a cui ci si poteva rivolgere. Il vescovo non aveva pertanto ormai solamente un potere spirituale, ma deteneva anche quello politico. In realtà questo potere non era stato formalizzato dal sovrano, ma in pratica ogni vescovo lo esercitava: difatti, l’alto clero aveva giurisdizione sulla propria diocesi in maniera quasi assoluta. Ottone, per far sì che sia appoggiato dal clero, formalizza questo potere, ed investe i vescovi del POTERE DI BANNO. In questa maniera, i vescovi divengono VESCOVI- CONTI, ovvero riuniscono nella loro persona anche la fi gura del conte ed i poteri ad esso connessi. ( POTERE SPIRITUALE + POTERE COMITALE). L’appoggio all’aristocrazia ecclesiastica, permette perciò ad Ottone di controbilanciare il potere vassallatico.

Una volta scon fi tti i vari feudatari, Ottone si riappropria dei territori persi e vi insedia un proprio parente come duca. I feudi più importanti sono:

  • SVEVIA
  • FRANCONIA
  • BAVIERA

di far pagare il suolo pubblico ai mercanti. In risposta, il clero non si oppone, ma anzi, vede in Ottone colui che può proteggerli dalle soverchierie dei feudatari.

Le modalità di investitura erano le seguenti:

INVESTITURA COMITALE INVESTITURA PASTORALE

scettro mitria

spada pastorale

Dopo poco tempo, Ottone decide di acquisire formalmente il diritto di eleggere i vescovi: l’unica carica che glielo permetteva era quella di imperatore (DIFENSOR FIDEI, DIFENSOR DEI), perciò si fa incoronare. Nel 965, perciò, scende a Roma, dove ottiene il titolo imperiale a condizione di riconoscere la piena giurisdizione della Chiesa sui territori donatigli dai Franchi (Ducato Romano, Esarcato di Ravenna e Pentapoli, corrispondenti al Lazio, l’Umbria, le Marche e la riviera romagnola).

Fatto ciò capisce che deve regolare e ristabilizzare la situazione nell’Urbe: Ottone emana quindi un decreto (962), il quale consisteva nel fatto che, dopo l’elezione del Papa (acclamato dal popolo e dal clero), questo, per esercitare pienamente i poteri, dovesse ricevere il PLACET dell’Imperatore, altrimenti la sua nomina non era valida. Tale decreto prende il nome di PRIVILEGIUM OTTONIS.

Successivamente, Ottone si preoccupa di fare accordi con l’allora attuale imperatore bizantino, GIOVANNI I ZIMISCE, la cui nipote TEOFANO viene data in sposa al fi glio di Ottone, OTTONE II. Dal loro matrimonio nascerà poi l’erede al trono OTTONE III.

Dopo poco, alla morte del Papa GIOVANNI XII, che era stato colui che aveva l’aveva incoronato, Roma torna in confusione per la nuova elezione del ponte fi ce: Ottone decide perciò di modi fi care il decreto imperiale (965).

Nella seconda formulazione non gli spetterà più solo il diritto di accettare o ri fi utare una candidatura, ma addirittura di proporre egli stesso il Papa da eleggere. Questo decreto rimane in vigore per circa un secolo, fi nché non ci sarà la lotta per le investiture.