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Storia delle religioni ; Natale Spineto 16 Febbraio 2015, prima lezione *Libro su festa ancora non pronto, sostituzione: G. Filoramo, M. Massenzio, M. Raveri, P. Scarpi, Manuale di storia delle religioni, Laterza 1998 Da questo portare “grandi religioni” ossia Ebraismo, Islam, Induismo, Buddismo (cap 11,12,15,16) *particolare attenzione alle “finestre”. * capitoli fotocopiati prossimamente disponibili in copisteria COPYINFORM. Argomento del corso: metodo studio delle religioni/ storia delle religioni -storia delle religioni : sguardo generale sulle religioni religione: 1912 -50 definizioni di religione / l’etimologia non aiuta a spiegarne completamente il senso ma ne determina le possibili origini etimo dal Latino religio (in greco non esisteva parola esattamente corrispondente), 3 possibili etimologie: i) Cicerone I sec. aC: verbo relegere (ripetere scrupolosamente), scegliere di nuovo. Si nota nella religione romana l’importanza fondamentale del rito - serie di atti prescritti da religione- da svolgere con scrupolo e precisione per mantenere la pax deorum (sorta di accordo tra uomini e dei) pax e pactum condividono la stessa radice. -nel mondo degli studi si ritiene la 1a etimologia la più adeguata tra le tre, essendo questa anche quella anteriore dal punto di vista cronologico- ii) religare : legare, relegare - Religione è qualcosa che lega gli uomini agli Dei ( Lattanzio III, IV sec aC) definizione cristiana. iii) relinquere : lasciare (religione come qualcosa di separato dal mondo profano ) qualcosa di lasciato fuori. - Masurio Sabino citato da Aulo Gellio [etimologia presa meno sul serio nel mondo degli studi] Riferimenti etimologie ad aspetti
**1. dimensione rituale
- legame uomo-dio (aspetto credenza)
- differenza sacro-profano** Termine religione comunemente diffuso in latino (pagano), viene poi riprese da cristianesimo che introduce un importante differenza tra religione propria e religione “degli altri” religione vera vs falsa (idea non molto presente nel mondo antico). Durante il medio evo è più utilizzata la parola fede fino al XVI sec dC quando si parla di **Guerre di Religione SDR: metodo comparativo *** applica ampie comparazione tra diverse religioni che condividono caratteristiche; es: -simboli: albero (adamo ed eva, albero cosmico mesopotamia… significati analoghi simboli cosmo)
- riti: i sacrific i per esempio si ritrovano in quasi tutte le religioni antiche / altro esempio utile al caso è quello della preghiera. Condizioni di esistenza per SDR :
- esiste qualcosa di religioso
- esistono diverse religioni
- tali religioni sono comparabili
Storia delle religioni nasce quando le curiosità intellettuali sui punti precedenti si evolvono verso uno studio scientifico tar 1870-80 in parallelo con apogeo colonialismo *
- fondatore: Friedrich Max Muller (1823-1900) : era uno studioso di linguistica indoeuropea , faceva uno studio comparativo delle somiglianze tra diverse ingue del ceppo indoeuropeo con un forte interesse verso le culture delle lingue che studiava. *in particolare studiò l’ India antica: veda ---> più antichi documenti scritti della religione indiana [c’era forte bisogno, per portare avanti lo studio, di trascrizioni ed edizioni critiche ]. Max Muller a Oxford, finisce i suoi fondi per studiare i manoscritti veda procura finanziamento attraverso ambasciatore Prussia da Compagnia delle Indie Orientali ergo ---> SDR nasce finanziata dall’istituzione che più rappresenta il colonialismo inglese esiste quindi una tendenza che liquida la sdr come un’ impresa neo-coloniale, in realtà però Max Muller nei suoi studi non evidenzia mai alcuna superiorità della cultura occidentale ma al contrario enfatizza l’anteriorità della cultura delle colonie. MM vuole comparare anche le religioni indoeuropee partendo da una comparazione linguistica: (teoria oggi considerata obsoleta e superata da tempo)
- stessa radice per vari nomi di divinità [ Zeus (Iuppiter), Dyauspitar (div. vedica), Zyn e Tir (divinità del mondo germanico). ----> NOMINA NUMINA Altra concezione particolarmente influente per la sdr elaborata da Max Muller è quella che vede il mito come malattia del linguaggio : I miti venivano originariamente usati per descrivere delle realtà celesti, più tardi quegli stessi miti vennero interpretati letteralmente come realtà fattuali, es: Apollo e Dafne Apollo: sole / Dafne: Alba quando il sole tocca l’alba questa esplode/ fiorisce/ brucia > riferimento ad alloro: pianta che brucia molto facilmente, quindi in origine questo mito descriverebbe la transizione alba-notte-giorno. Uno dei limiti più evidenti nel lavoro di Max Muller fu quello di limitare le comparazioni solo tra culture indoeuropee e quindi linguisticamente imparentate. Storia delle religioni ; 23 Febbraio 2015, Quarta Lezione Ramo d’oro: Golden Bough, Frazer schiavo fuggitivo arrivato al tempio doveva strappare un ramo d’oro e sfidare il re del bosco, secondo Frazer ramo d’oro è vischio che crescendo attaccato alla quercia può sembrare tale. In alcune credenze antiche ramo d’oro era considerato l’anima della quercia ergo: schiavo che strappa anima quercia, o anima bosco era uma sorta di premessa della sconfitta imminente del re del bosco. Dio Morente: Frazer introduce questo modello, riprendendolo da Mannart e lo estende alle religioni storiche, antiche del vicino Oriente. -c’è una serie di divinità che muoiono e rinascono -queste divinità che muoiono e rinascono rispecchiano ciclo della natura ___ vegetazione Successivamente questo modello viene fortemente criticato:
nell’oltretomba. Demetra quindi la va a cercare, scendendo dall’Olimpo e venendo al mondo. Durante la ricerca insegna agli uomini i misteri di Eleusi. Dea della coltivazione del grano, che durante la sua ricerca viene sospesa, fino al ritrovamento di Kore (la quale dovrà stare un certo tempo nell’oltretomba per un periodo e per un altro periodo nel mondo). Demetra non muore ma soffre. Il modello del dio in vicenda ha una valenza storica, serve per avvicinare gli dei agli uomini. secondo studioso/modello: Adolf Jensen il quale studio popolazioni della Papua Nuova Guinea che hanno un tipo di economia di coltivatori basici , ancora non sono allo stadio di agricoltura vera e propria ma non è neanche la semplice raccolta. Coltivazione basica, ancora non si coltivano cereali ma si coltivano piante più semplici. Mito di queste civiltà, con diverse varianti, la cui più famosa si trova in Indonesia che ha come protagonista una donna che si chiama Hainuwele. Nel villaggio di H. ogni donna faceva doni agli dei, la caratteristica di H. è che i suoi escrementi si trasformano in oggetti meravigliosi. Quindi faceva doni più belli agli dei, cosa che fece ingelosire le altre donne del villaggio che la uccidono e la tagliano a pezzi, seppellendo le sue parti in giro per il villaggio. Dalle parti del suo corpo vengono fuori le patate dolci e il taro che sono le principali fonti di nutrimento di questa civiltà. Papua Nuova Guinea; Personaggio uccisi e spezzettati: personaggi dema. Jensen prende il nome dema e lo considera come principio di classificazione per questo tipo di divinità che sarebbero: esseri sovrumani, protagonisti di miti in cui vengono uccisi e solitamente spezzettati dai quali resti nascono delle piante di solito commestibili. Rispetto al modello di Bianchi, qui ritorna l’aspetto agricolo, e secondo Jensen sarebbe applicabile a tutte le civiltà. Applicabile secondo lui addirittura in Grecia- esempio mito Dafne, eroina che muore e fa venir fuori una pianta (alloro). Tra anni 50 e70, in Italia gli studiosi andavano a cercare questa caratteristica nelle religioni antiche. Sabbatucci critica questa concezioni in due modi: i) la parola dema nelle civiltà della PNG non indica solo queste divinità ma anche vari altri tipi di concetti ( tra cui anche il mana ), quindi la scelta della parola è arbitraria di Jensen ii) in fondo il concetto di divinità dema è una riproposizione del concetto del Dio Morente di Frazer, quindi riproponendo questa concezione ritorna la critica all’etnocentrismo di questa stessa. Storia delle religioni 24 Febbraio 2015, sesta lezione *fotocopie pronte @COPYINFORM Idea che caratterizza la sdr finora trattata è che esista una evoluzione comune, modello generale di fasi, comune a tutte le civiltà umane. Arrivati a un certo punto questo modello si sgretola, tutti i presupposti dell’antropologia classica quindi vengono men
- uniformità dei primitivi : tutti i primitivi venivano considerati tutti uguali ( non c’erano strumenti storici per poterli differenziare, ossia documenti scritti ) quest’idea viene meno grazie a un geografo: Friedrich Ratzel (1844-1904) parte dall’esame dei manufatti per trovare differenze culturali dove prima veniva trovata solo uniformità. es: Africa, due manufatti tipo: arco e capanna * esistono vari tipi di capanne e archi classificabili in diverse categorie. In un area geografica vasta si cerca dove è documentato un tipo di Arco (a) e una Capanna(a), si troveranno zone in cui a un tipo di arco corrisponde un tipo specifico di capanna, questa combinazione ci aiuta a definire un’ area culturale chiamata ciclo (da kyklos, nel senso di cerchio> area delimitata). Con questa classificazione dei manufatti Ratzel identifica diverse aree culturali dove sembrava fosse tutto uniforme. Cicli culturali diversi possono paragonarsi se hanno qualcosa in comune e quindi o -derivano da una fonte comune- o l’uno deriva dall’altro. Ergo cicli culturali hanno storia e questa storia può essere ricostruita. metodologia Ratzel : ricostruire storia culturale di un’area, ricostruendone il passato e il presente. -muore idea di “primitivi che vivono in un eterno presente”. Naturalmente lo studio si processa attraverso un numero altissimo di manufatti ( rappresenta un lavoro di grande mole).
scuola storico culturale (o scuola etnologica) anche conosciuta come scuola dei cicli culturali, si impone prima della WW1 ai primi del ‘900.
- idea dell’evoluzione (altro caposaldo che cade): Andrew Lang (1844.1912) -contemporaneo di Tylor- indaga le popolazioni australiane del Sud-est e scopre che queste adorano un essere supremo che considerano padre e creatore dell’universo , come tipico Dio monoteista. Ergo trova in civiltà estremamente primitiva trova divinità tipo monoteista, il che significa che la religione più antica di tutte non è l’animismo come dicevano le teorie tyloriane. Tylor, vedendo la sua prospettiva animista messa in discussione, risponde dicendo che Lang ha trovato una divinità di tipo monoteista a causa di un’influenza di missionari con cui i nativi sarebbero venuti a contatto. Replica di Lang : dice che ha trovato queste concezioni di Dio tipo monoteista nelle credenze più recondite di questo popolo, credenze riservate agli iniziati , non accessibili a tutti. Settore di credenze più impermeabile all’influenza di supposti missionari. problema : se delle popolazioni così primitive hanno una credenza monoteista - e quindi intellettualmente più sofisticata/elevata- da dove l’hanno presa? Secondo Lang l’uomo può arrivare, a qualunque livello di civiltà, all’idea di Dio (vedi tipo deduzione esistenza di Dio come causa prima ). Questa posizione di Lang mette in crisi la concezione di progressiva dell’Antropologia classica, ma è una crisi parziale perché Lang trova questi caratteri in una sola Zona (quindi sarebbe potuta essere liquidata come eccezione ). Discepolo di Lang cerca di generalizzare la situazione Wilhelm Schmidt (1868-1954) missionario cattolico che scrive opera L’origine dell’idea di Dio (12 volumi). Vuole dimostrare monoteismo come forma religiosa primordiale. Non potendo comparare tutte culture primitive esistenti, doveva sceglierne alcune che fossero più rappresentative di altre, quali scegliere? Sceglie quelle più antiche tra le primitive, utilizzando presupposti scuola storico-culturale. Trova che in tutte le culture etnologicamente più antiche che analizza esiste un’idea di Dio unico, creatore e personale ( cioè con il quale si possono avere rapporti come con una persona). Come mai idea di Dio tanto raffinata presso popolazioni così primitive? Spiegazione ragione secondo lui è insufficiente, quindi idea Dio unico è presente in pop. primitive perché Dio si è rivelato a queste popolazioni (risposta teologica) - Prospettiva Schmidt abbondantemente presa in considerazione durante decenni nel mondo degli studi (anche perché “piacevano” alla Chiesa Cattolica). Attività missionarie particolarmente sviluppate in quel periodo (anche in ambito protestante), quindi Chiesa Cattolica dovendo far fronte a questa concorrenza (rappresentata anche da una forte espansione dell’Islam) e aveva bisogno di conoscenze antropologiche - quelle disponibili al tempo erano quelle dell’antropologia britannica, fortemente evoluzioniste, non erano particolarmente recepibili dal punto di vista cattolico, quindi CC abbraccia prospettiva di Wilhelm Schmidt. Nei manuali teologici comincia a trovarsi anche la prova etnologica di Schmidt , ossia rivelazione di Dio anche a popolazioni primitive. Missionario Etnologico [Musei Vaticani] a Roma (fond. 1928) direzione affidata a Schmidt. Le ricerche di Schmidt diedero un forte scossone alle teorie evoluzioniste universalistiche. In realtà S. sostituisce modello evolutivo con modello devolutivo
rispetto a idea monoteista primordiale ci sono popolazioni che sono regredite. Quindi quello di S. è una sorta di modello evoluzionista al contrario. Nasce quindi polemica sul monoteismo primordiale: critiche principali: - sociologi francesi : quando S. impiega una serie di termini per descrivere caratteristiche dio monoteista in realtà usa categorie cristiane facilemente individuabili in una prospettiva spiritualista cristiana contemporanea ----> critica di etnocentrismo altra critica da Jengsen : Dio monoteista nascerebbe per derivazione, attraverso varie fasi culturali che hanno per origine il dema altro gruppo di critiche da Raffaele Pettazzoni : due elementi:
------> Islam e Cristianesimo ricalcati su monoteismo ebraico, quindi Ebraismo? Ci sono due possibili insiemi di risposte
- origini ab extra: nato da civiltà dalle quali il popolo ebraico lo avrebbe teoricamente importato
- origini ab intra: nato nel cuore della stessa cultura ebraica AB EXTRA : Se è stato importato è stato sicuramente dal vicino Oriente antico: 1 a ipotesi: preso dallo Zoroastrismo (tra VII e VI sec aC può aver influito su mondo ebraico), debolezza dell’ipotesi sta nel fatto che i dati sullo Zoroastrismo sono incerti e secondo non è detto che lo Z. sia monoteista. 2 a ipotesi: derivazione monoteismo dall’egitto. Storia delle Religioni 24 Febbraio, sesta lezione continua da lezione precedente 2 a ipotesi ab extra : monoteismo ebraico derivato dall’egitto, formulata per la prima volta in modo ampio da Freud , ipotesi poi ripresa pièu recentemente. Ipotesi parte dal fatto che popolo Israele vive un periodo di soggiorno in Egitto, durante il quale ebrei potrebbero aver subito influenza. In storia Egizia c’è parentesi monoteista > regno di Amenofi IV (1364- 1347 aC). Amenofi IV promuove riforma che ha al suo centro imposizione adorazione del dio solare Aton al punto che Amenofi IV prende il nome di Achenaton. Caratteri monoteiti stanno in forme rituali in cui si parla di nessun altro dio all’infuori di Aton , altra caratteristica è che Aton non ha né genealogia né mitologia, vengono cancellati nomi degli altri dei dalle iscrizioni. In tempio di Aton non c’era statua, era sufficiente la presenza del sole che non ha bisogno di statue di culto. Dopo morte di Achenaton tutto suo apparato di culto si spegne e si ritorna a regolare politeismo egiziano. Studioso che maggiormente ha insistito su questa ripresa del culto egizio monoteista da parte degli ebrei è Jann Assmann.
“Mosè è una figura della memoria, ma non della storia. Achenaton è una figura della storia, e non della
memoria” Assmann Mosè figura della memoria perché molto presente in vicende bibliche, ma non se ne sa nulla dal punto di vista storico. Mentre Achenaton è figura storica, documentata da iscrizioni e raffigurazioni, ma non è figura memoria, una volta chiusasi la sua parentesi monoteista la sua memoria è stata completamente obliterata. No testimonianze esplicite della derivazione del monoteismo ebraico da quello di Achenaton. Quello di Achenaton è un vero monoteismo? In quel periodo, molti nomi di dei vengono cancellati, ma quelli di Osiride e Ra rimangono. Cancellato sistematicamente quello di Amon. Quindi la riforma di Achenaton sembrerebbe più una riforma contro il culto di Amon e non contro il politeismo in generale. @ Tebe : tempio di Amon, i sacerdoti di questo tempio erano potentissimi, quindi è possibile che Achenaton volesse fare opposizione ai sacerdoti sminuendo il potere della gerarchia di Amon. Definito quindi da alcuni studiosi come esempio classico di enoteismo. Da notare che dopo la morte di Achenaton , il re che prende il suo posto è Tutankamon (nel nome del quale è presente il nome di Amon ). Parentesi di Achenaton quindi si chiuse completamente e in modo definitivo. Ipotesi AB INTRA: Ipotesi più corrente : inizialmente il Dio del pop. ebraico era Yahweh, inteso come dio tribale , oppure un dio di tipo enoteista quindi posizione preminente in mezzo a panteon con altri dei. Con un processo storico interno al popolo ebraico sarebbe avvenuta un’eliminazione delle altre divinità tribali o del panteon che fossero. O si unificavano tutte le divinità in una sola personalità di divina oppure potrebbero essere state completamente eliminate. Tant’è vero che dei come Baal nella bibbia ritornano sempre come dei
falsi. Culmine di questo processo storico sarebbe quello in cui regna il re Giosia (640-609 aC) con lui si avrebbe il primo nucleo della legge ebraica che nega tutti gli altri dei e si solleverebbe forte polemica contro Baal. Anche questa è una teoria strettamente ipotetica. politeismo : esistono diverse personalità divine, divinità devono avere (almeno in parte) carattere personale. Pluralità di dei, con personalità divine distinte gli uni dagli altri. Quando non ci sono questi estremi, si preferisce non parlare di politeismo e riferirsi non a dei ma a esseri sovrumani. dualismo: Ugo Bianchi, grande studioso del dualismo, per lui è dualismo ogni concezione religiosa che implica l’esistenza di due principi. Due fondamenti dell’universo. All’interno di questo concetto generale si possono fare varie distinzioni: 1) d. radicale: i due principi sono coeterni, cioè coesistono da sempre, fin dall’eternità ( che però non significa che coesisteranno per sempre). d. mitigato: c’è un principio che esiste dall’eternità e il secondo principio viene dopo, è un derivato rispetto al primo. 2) d. dialettico: dualismo che c’è sempre, che rimane tale, per sempre e comunque ci sarà una situazione dualista. Vedi differenza tra anima e corpo per Platone che rimarrà sempre tale. d. escatologico: greco >ta eschata (le cose ultime), termine applicato nella storia del mondo occidentale applicato a ciò che riguarda la fine della vita (escatologia individuale) o del mondo (collettiva). Secondo d. escatologico ritiene che alla fine dei tempi non ci sarà più dualità ma un principio trionferà sull’altro. 3) d. procosmico: valorizza anche il mondo in cui noi viviamo - il cosmo. d. anticosmico: vede il cosmo, in cui noi viviamo, come sede del male. Esempio dualismo zoroastrista è: radicale, escatologico, e procosmico. Uno dei casi più interessanti di dualismi occidentali è il caso dello Gnosticismo/Gnosi: serie di fenomeni religiosi che si sviluppano nell’area culturale cristiana soprattutto nei primi due secoli del cristianesimo, estremamente vari. Esempio di un movimento gnostico particolarmente studiato, movimento valentiniano : mov. di valentino. Gnostici vennero combattuti da cristiani, possiamo ricostruirne la storia ma con poca accuratezza poiché attraverso documenti cristiani. Alla base di tutto c’è quello che gli gnostici chiamano il pleroma , universo non esiste ancora c’è solo questo pleroma, una specie di sfera “spirituale” che rappresenta la pienezza di tutto, la pienezza originaria. È autosufficiente. A un centro punto dentro il pleroma iniziano a differenziarsi degli elementi, diverse generazione divine , alla base di tutto c’è il padre, il dio sommo , da lui parte una serie di generazioni divine che si definiscono in coppie. Così a partire dal padre si differenziano quindici coppie divine, coppie di eoni (dal verbo essere greco, in qualche modo significa esseri). Dentro il pleroma quindi c’è una gerarchia, ultimo eone nato è sophia , che vuole conoscere il padre più di quanto glielo permetta la sua posizione gerarchicamene bassa. atto che significa il voler andare oltre i propri limiti, peccaminosa , elemento di imperfezione, trasgressione rispetto all’ordine del pleroma. Trasgressione di Sophia provoca crisi generale del pleroma e fa sì che Sophia venga espulsa. Dalla sua espulsione nasce il cosmo. Quindi mondo caratterizzato da materia e spirito, materia imprigiona spirito. Carattere principale, la materia imprigiona sempre dei frammenti di spirito, vedi noi, dobbiamo far uscire questo spirito da noi con il fine di ritornare alla perfezione originaria con la ricostituzione del pleroma. Il come, dipende dalle versioni dei vari movimenti gnostici. Gnosis conoscenza come elemento fondamentale per purificazione spirito da materia. Atto sessuale moltiplica l’imprigionamento spirito in
-Freud(1856-1939) : pensiero estremamente ricco e articolato. Argomento religioni in varie opere dell’autore. Di famiglia ebrea, quindi si trova a che fare con ambito religioso ebraico, ma non è mai stato un credente praticante. Due periodi prod. intellettuale: precedenti o successive 1910 :
- precedenti 1910: studiare religioni in 2 ambiti;
- tematica ambito tra miti e sogni (1900, L’interpretazione dei Sogni) > affermazioni relative ad analogia tra miti e sogni. Produzioni analoghe per Freud. Analogia duplice, di forma e di contenuto. forma : meccanismi mentali che danno vita a sogno, stessi meccanismi che danno luogo a produzione mito. (condensazione, dispersione, drammatizzazione… etc. etc.) meccanismi che provocano una deformazione. Esperienze diurne vengono deformate e si trasformano nel sogno. Perché mito e sogno deformano contenuti? Poiché i contenuti sono rimossi , secondo Freud noi abbiamo esperienze che semplicemente dimentichiamo, perché la nostra mente semplicemente le rimuove. contenuti mentali in qualche modo inaccettabili. Contenuti rimossi premono per emergere, quando emergono lo fanno in maniera deformata. Elemento chiave teoria è esistenza dell’inconscio > tutto quello che non è cosciente/ che non abbiamo attualmente in mente ( diverso da coscienza). Contenuti rimossi affrontano barriere per riemergere, e quindi si deformano in questo modo superano e scontrandosi con queste barriere. contenuto : costituito da complessi psichici. Freud tendeva a riservare la parola complesso per quello di Edipo, contenuto sia dei sogni che dei miti. Freud estende questa analogia tanto da pronunciare la celebre
frase che ne è diventata simbolo “ i miti sono i sogni secolari della giovane umanità” ergo sogno
funziona per individuo come mito funziona per umanità.
- tematica accostamento religione con alcune forme malattia psichica. religioni, essenzialmente, somigliano a due forme di sofferenza psichica: paranoia : Il paranoico sposta sul mondo esterno i contenuti della psiche. es. di Freud tipica manifestazione paranoica è delirio di persecuzione > individuo si sente perseguitato ingiustificatamente.Deriva non da qualcosa di esterno, ma è qualcosa di interno alla mente che ci perseguita. Per Freud questo comportamento del paranoide è presente anche nelle religioni, in particolare tanto il delirio quanto le religioni possono essere spiegati con il concetto di proiezione (di qualcosa di interno verso qualcosa di esterno). Così per religioni, dio onniscente che ci osserva e sa tutto quello che facciamo e ci giudica. nevrosi ossessiva : Compulsione (desiderio irrefrenabile) a compiere atti indesiderati. Questi atti indesiderati sono solitamente dei piccoli atti rituali. Vedi piccoli atti che per esempio si compiono prima di andare a dormire: riporre i pantaloni in un certo modo, etc. Hanno stesse caratteristiche atti religiosi, rituali: sono obbligatori, irrazionali, e ripetitivi. Tendono quindi a farsi tutti i giorni con delle periodicità chiare. Nascono da dove? > Uomo presenta quello che Freud chiama pulsioni (desideri, energia psichica diretta verso uno scopo). Pulsioni che non sono accettabil vengono rimosse, però esistono sempre e vogliono realizzarsi. Quindi si creano delle formazioni di compromesso ( tra la pulsione che vorrebbe uscire e noi vorremmo trattenerla), che sono i rituali del nevrotico ossessivo. Rituali sono ripetitivi perché queste pulsioni non si realizzano mai del tutto, e quindi il rituale nevrotico non dà mai un completo appagamento. Stesso dei rituali religiosi. Freud quindi afferma che religione può essere considerata come nevrosi ossessiva universale. esistono pulsioni aggressive e pulsioni sessuali: rituali religiosi repressione pulsioni violente, quindi religione come sfogo indiretto della violenza interna all’uomo.
- successive al 1910:
nel 1910 Freud si pone il problema di capire il funzionamento della religione. vd. opera “ Un ricordo
d’infanzia di Leonardo da Vinci”. Qui Freud cerca di studiare il meccanismo generale delle religioni. Le spiega dicendo che: L’uomo è di per sé una creatura debole perché ci sono delle forze che lo sovrastano alle quali deve fare continuamente fronte. Forze esterne, e forze interne - inconscio - le quali non controlliamo. Esistono momenti in cui l’uomo sente di più questa sua debolezza nei confronti delle forze che lo sovrastano, prima infanzia : bambino piccolo umano completamente dipendente da forze esterne. Nel
bambino piccolo tutte le esigenze sono esaudite dalla madre. Bisogno di cibo viene immediatamente saziato> narcisismo primario. Questo narcisismo primario si supera a poco a poco con la frustrazione. Si rende conto che esiste un distacco tra se stesso e il mondo esterno. Momento in cui adulto si trova in particolare difficoltà tende a tornare alla dimensione infantile quando era più forte la sua debolezza regressione , così regredendo trova il meccanismo che gli permetteva di sopravvivere nonostante la sua debolezza figure genitoriali. A questo punto adulto proietta figure genitori all’esterno e da qui nasce Dio. Per Freud quindi dei sono proiezione di figure genitoriali in quanto figure che ci proteggono da tutto ciò che mette a repentaglio la nostra esistenza. In opera tarda Freud mette in evidenza che uomo proiettando figure genitoriali su dio produce un’ illusione , in un futuro superabile. Psiche per Freud si potrà conoscere interamente attraverso strumenti scientifici- psicoanalitici - ambito positivista- periodo successivo 1910 Freud scrive opere più specificamente dedicate all’ambito religioso: Totem e Tabù (1912-13) : Tentativo di studiare *** cosa succede a livello collettivo in storia civiltà e in cosa esperienze psicanalisi individuali possono aiutare a studiare quest’altro ambito. Freud si chiede qual è la forma originaria di civiltà e religione. Tra tutte le possibilità Freud sceglie il totemismo che calza bene col tipo di discorso che ha costruito. Totemismo 2 divieti: divieto uccidere totem, divieto endogamia> funzionano con discorso Freud: divieto uccidere antenato = divieto uccidere padre, divieto endogamia= divieto unirsi con la madre. Vita individuale questo divieto viene dopo che il complesso edipico è stato superato, quindi in realtà ciò che corrisponde al totemismo è il superamento del complesso di edipo. Quindi totemismo rispecchia una fase post-edipica. Quindi prima della fase totemica Freud introduce una fase pre-totemica per la quale riprende lavori di due studiosi: Robertson Smith e Darwin. Idea secondo la quale la forma più antica di aggregazione umana consisteva nell’ orda primordiale = gruppo familiare costituito da un padre, i figli maschi e le femmine del gruppo. Quindi c’è padre che esercita monopolio su donne e potere assoluto, a un certo punto figli maschi si ribellano, uccidono padre e secondo uso primitivo e lo mangiano per appropriarsi delle sue forze. Una volta divorato il padre vengono sensi di colpa , che fanno sì che i figli s’identifichino col padre, quindi introiettano il padre e così quei divieti che il padre imponeva al gruppo non vengono più dall’esterno ma dall’interno stesso degli individui che l’hanno divorato. > Qui subentra la società totemica. Questa sarebbe per Freud una dinamica psicologica collettiva che starebbe all’origine della civiltà. *complesso di Edipo: presupposto per capirne la dinamica- per Freud bambino è dotato di un’attività/energia in qualche modo sessuale. Respinge l’idea del bambino come essere ancora asessuato. Energia sessuale il cui scopo è concretizzarsi in un rapporto eterosessuale comune. Tutto quello che è diverso da questo è definito come perverso. Bambino perverso polimorfo, dirige energia sessuale verso diversi obiettivi. -bambino appena nato- 1 anno: sessualità orale , bambino prova piacere attraverso suzione, bocca indirizza energia sessuale
- bambino, 2 anni: sessualità anale , bambino impara a controllare gli sfinteri ed in particolare l’ano. Questo controllo dell’ano porta energie psichiche su questa attività quindi bambino prova piacere-
- bambino 3-5 anni: fase genitale, fase edipica. Bambino esercita desiderio verso oggetto chiave: madre. Si trova in fase “magica”, crede di poter ottenere tutto, desidera madre tutta per sé, ostacolo a questo desiderio è la presenza del padre. Questo si traduce in una volontà di soppressione del padre. Dal punto di vista immaginario l bambino sopprime il padre. A questa soppressione segue il senso di colpa per averlo eliminato e a questo segue una introiezione della figura del padre. Così inizia periodo di latenza fino a quando arriverà pubertà e maturità sessuale che rinnoverà complesso di Edipo. Secondo Freud tutti gli uomini attraversano queste esperienze psichiche, ma non tutti con gli stessi successi. ** sistema funziona molto bene per maschio ma molto meno bene per la femmina - discorso ambiguo e congetturale.
- Per Freud c’è coscienza e inconscio. Inconscio è fatto di tracce mnestiche, tracce di memoria delle esperienze che abbiamo vissuto. Queste tracce possono essere attualizzate, ma anche rimosse. Quindi inconscio configurato come serbatoio che contiene tracce esperienze passate, quindi inconscio è individuale , ogni inconscio è diverso dall’altro. Ci sono anche aspetti più comuni dell’inconscio, vd. manuali interpretazione sogni. Sogni significano soltanto attraverso tutto il processo di ascolto del paziente e discorso singolo , e sistema di associazione. Comunque oltre a impronta personale in psicoanalisi si usano anche categorie generali, che Freud non approfondisce. Jung sostiene che accanto all’inconscio personale esiste un inconscio collettivo, che abbiamo in comune con tutti gli altri e l’abbiamo sin dalla nascita. Neonato quindi non è tabula rasa , ma ha già qualcosa. Per Jung quindi 2 inconsci, individuale e collettivo. Non è chiaro come si sia formato né da cosa derivi. Incoscio collettivo si sarebbe formato con evoluzione dell’umanità. È costituito da quelli che Jung chiama gli archetipi > archetipo (archè= origine+ typos=modello/impronta). Es. sogno di albero che ha determinate caratteristiche, melo- altro sogna un frassino, immagini diverse ma entrambe alberi. Archetipo è modello che fa da riferimento per diverse immagini. Jung distingue tra due concetti diversi di archetipo:
1. archetipo in sé/ o per sé: immagine in potenza (ancora non si è realizzata) , è soltanto struttura, schema che si vede solo quando diventa qualcosa di più concreto 2. archetipo attualizzato: immagine archetipica, è quella potenzialità che si traduce in immagine. Può anche essere chiamata simbolo. -Freud, racconta tutta una serie di casi clinici nelle sue opere: uno è quello del bambino che aveva un terrore incredibile dei cani. Per Freud capire la paura del bambino dei cani significava capire cosa il cane simboleggiava. Risultò che il bambino aveva spostato sul cane la figura del padre. -Jung di fronte a un problema di questo genere dice che cane non è simbolo del padre ma è segno che significa il padre. Perché possiamo capire un segno quando conosciamo l’oggetto che il segno significa, rappresenta. Per Jung per avevre un simbolo ci vuole qualcosa in più, simbolo è sempre oggetto che esprime realtà psicologica , questa realtà non è però completamente riconoscibile, perché il simbolo fa riferimento direttamente all’ inconscio collettivo che è qualcosa di assolutamente altro nei confronti della coscienza. Per Jung inconscio non può essere dominato e quindi conosciuto dala conoscenza, diversamente da Freud. simbolo da greco symballo che significa raccogliere, riunire ciò che è sparso. Simbolo è come un serbatoio di significati, anche quando sembrano razionalmente incompatibili. Contrario di symballo è dyaballo---> divisione in italiano deriva Diavolo. Quindi per Jung, simbolo è una realtà che rimanda ad altro e questi significati dell’altro non sono conoscibili. altro concetto chiave prospettiva Jung= processo di individuazione. Il compito di ciascuno di noi per J. consiste nell’individuarsi, sinonimo successivamente usato è realizzarsi. Processo diviso in due grandi fasi, nella prima parte della vita uomo deve adattarsi a realtà esterna- fin da bambini dobbiamo trovare la nostra posizione nel mondo- questo si fa attraverso una serie di distinzioni. Vd. maschio gioca con soldatini e non bambole, tende a identificarsi con maschio, distinzione sessuale… Questa prima parte del processo di individuazione ha come conseguenza l’eliminare tutta una serie di esperienze, porzioni di realtà che così noi rifiutiamo, una sorta di autolimitazione. La seconda fase di questo processo di individuazione è il recuperare tutte le parti del nostro essere che abbiamo sacrificato nella prima fase. La seconda fase a sua volta avviene in diverse fasi. Varie fasi caratterizzate dall’emergere di simboli:
- primo elemento da recuperare: simbolo dell’ombra/ conoscenza dell’ombra , riferimento a tutta una serie di romanzi e cultura popolare che presentano idea di uomo che perde la sua ombra. Es: uomo vende la propria ombra al diavolo. Ombra è per Jung simbolo di tutto quello che noi abbiamo rimosso. Altro simbolo dell’ombra è il doppio. Idea che noi abbiamo un doppio.
- Recupero dell’altro sesso: simboli anima/animus (rispettivamente parte femminile dentro uomo e parte maschile dentro ogni donna).
- Distinzione tra anima e corpo: distinzione che va superata perché noi aspiriamo alla totalità. simbolo: vecchio saggio ( spirito ) vs simbolo materia: grande madre
- Recupero di tuto quello che si è eliminato, conseguimento del sé <rappresenta massimo momento del processo di individuazione> sintesi di tutti i livelli psichici. Sorta di riappropriazione della totalità che abbiamo perso a partire dalla nascita, simboli del sé: quaternità (numero 4)/ oro (dell’alchimia, processo che serve per riuscire ad arrivare alla produzione dell’oro/ considerata ai tempi di Jung come una pre-chimica). Grazie soprattutto a Jung si rivaluta Alchimia come insieme di procedure e tecniche con simboli spirituali. Culmine processo alchemico fabbricare oro= per Jung fabbricare il sé. Sé non è qualcosa che si raggiunge completamente, ogni punto di arrivo è un nuovo punto di partenza, non esiste traguardo definitivo della coscienza/integrazione. Storia delle Religioni 09 Marzo, nona lezione Altro simbolo della realizzazione del sé su cui Jung insiste molto è il mandala: figura propria del buddismo che ha come caratteristica principale quella di essere una figura che si sviluppa attorno a un centro; ancora legata al numero 4> le quattro direzioni. Ne esistono vari tipi. Immagini con varie funzioni studiate in particolare da Giuseppe Tucci , che ci ha scritto un volume. Tucci ne parla come di uno psico cosmogramma: disegno che rappresenta il cosmo , specie di sintesi dell’universo (ne rappresenta l’ordine), ha anche valore psichico , ordine interiore dell’uomo che corrisponde a universo. A un livello intermedio può rappresentare anche il tempio. Mandala per Jung rappresenta tutte le possibilità umane, massime realizzazioni. Jung appica teorie psicologiche anche a religione cristiana (lui era protestante). Cristianesimo come tutte religioni rientra in quetso tipo di tematica psicologica, ma diversamente da Freud per Jung religioni mantengono carattere fondamentalmente misterioso di cui possiamo scoprire solo alcuni tratti. Religione in quanto tale inspiegabile. Cristianesimo fondato su concetto trinità : secondo Jung si è generato attraverso eliminazione di un quarto elemento ( vd quaternità ), manca elemento femminile. Jung più interessato a cattolicesimo, per fatto che in questo sia presente culto della madonna 1950 proclamato dogma dell’assunta (assunzione madonna in cielo). Altra cosa che manca a dio cristiano è parte del male , è un dio che ha rimosso tutti gli aspetti negativi, che secondo Jung sono inscindibili dall’idea della totalità della psiche. >Conseguimento del sé non è tappa definitiva , ma c’è sempre possibilità conseguimento livello spirituale più alto. Psicologia della religione successiva, meno sistematica di Freud e Jung, si concentra su aspetti più ridotti del fenomeno religioso. SOCIOLOGIA DELLA RELIGIONE Inizi del ‘900, si sviluppa sostanzialmente in due ambiti culturali diversi: francese e tedesco. Francia: culla degli studi sociologici grazie a pensiero di Auguste Comte >clima culturale di
positivismo, “anche comportamento uomo in società poteva essere studiato tramite leggi”.
Secondo Comte dobbiamo lavorare per riuscire ad inquadrare tutti i comportamente umani in leggi di tipo scientifico. Positivismo: fase in cui si cerca di applicare leggi allo studio di tutto. Comte nota che anche nella fase di sviluppo positiva l’uomo ha bisogno della religione per fare da collante della comunità. Religione dell’umanità fondata sull’amore, elemento chiave per unire le persone. Per descrivere questa religione Comte si trova con un problema di lessico, termini religiosi riferiscono troppo alle religioni tradizionali. Quindi indica questa nuova forma di spiritualità con concetto
sganciato da bene superiore > sacrificio come rinuncia in quanto tale. Esistono diverse teorie del sacrificio:
- Tylor: teoria del sacrificio scambio : sacrificio come dono che facciamo agli spiriti per ottenere qualcosa in cambio (ambito spiritismo) “sacrificio come do ut des ” Da qui si passa all’idea di un sacrificio come dono (niente in cambio) e poi sacrificio come abnegazione ( si sacrifica se stessi per ottenere qualcosa dal dio). Critiche a questa concezione: si è portati a pensare che si dia agli dei qualcosa di cui loro hanno bisogno , ma dei sono così superiori agli uomini che uno scambio di tipo commerciale- quasi alla pari non funziona. Modello decisamente evoluzionista.
- seconda teoria Robertson Smith: sacrificio comunione, serve a garantire la coesione, l’unione di una società e questo è possibile grazie a un pasto comune in cui vittima sacrificio viene consumata dai membri della società. Critiche: questa conc. vale solo per certe forme di sacrifici, cioè prevalentemente per i sacrifici cruenti. Non tutte le offerte vengono consumate, ci sono sacrifici che non si consumano.
- Wilhelm Schmidt: sacrificio come forma di onore/ringraziamento alle divinità. Storia delle religioni -( giovedì 12-14, lezione recupero). 10 Marzo, decima lezione *problema del sacrificio (continua da lez. precedente)
- concetto sacrificio Schmidt : sacrificio come ringraziamento/ omaggio dell’uomo alla divinità. Idea che nasce da studio di sacrifici primiziali : offerta alle divinità delle primizi >raccolto. Non può rientrare in logica di scambio (primizie sono già state raccolte, +des già ricevuto). Quindi sacrificio è ringraziamento per raccolto già ricevuto.
- Teorie sociologiche del sacrificio:
- Marcel Mauss & Henri Hubert: all’interno del gruppo di allievi di Durkheim sono quelli che si occupano di tematiche religiose. 1897/8 scrivono saggio sul sacrificio. Cominciano con rassegna interpretazioni sacrificio e criticano teorie precedenti. Tutti infatti si chiedono qual è l’origine del sacrificio e quindi l’origine della religione… altro problema sarebbe che tutte le teorie precedenti cercano un’origine comune e generica per i sacrifici. H.&M. propongono approccio strutturale , definire struttura sacrificio e successivamente interrogarsi su questa. Identificano vari componenti costituenti del sacrificio. sacrificio in quanto tale consiste in : consacrare qualcosa/ rendere qualcosa sacro> far passare qualcosa dal profano al sacro. Ancora definizione insufficiente, poiché consacrazione si ha anche in rituali non sacrificali. >Occorrono altre componenti:
- figura del sacrificante (chi subisce gli effetti del sacrificio)/ destinatario di effetti positivi del sacrificio), figura diversa dal
- sacrificatore (esecutore tecnicodel rito del sacrificio).
- Oggetto del sacrificio (cosa in vista della quale il sacrificio ha luogo/ ciò che si vuole ottenere facendo il sacrificio).
- Vittima : ciò che viene distrutto nel corso del sacrificio Una volta definita la struttura, bisogna capire come si deve interpretare queste sacrificio. Concezione sacro Durkheim : elemento centrale religione, simbolo forza vitale della società. Sacro è qualcosa di estremamente positivo, qualcosa a cui è opportuno accedere. Allo stesso tempo è qualcosa di temibile. Per Hubert e Mauss, possiamo accedere al sacro solo usando degli intermediari. C’è bisogno di mediatori che consentano di entrare nella dimensione del sacro. “Se uno accedesse direttamente al sacro, il sacro lo annienterebbe”. Intermediario è vittima del sacrificio> viene annientato al nostro posto e così ci consente di entrare dentro il sacro. Per completare processo bisogna tornare al profano, e ci vuole ugualmente un mediatore che è sempre la vittima. Permette di entrare nel sacro senza rimanerci intrappolati. Ruolo vittima H&M è opposto a vittima nella concezione di Robertson Smith , per questo vittima era sacra in partenza mentre per i francesi la vittima assume sacralità solo dopo sacrificio.
Che cos’è l’energia vitale del sacro che permette di spiegare processo sacrificale: mana! >energia potente che caratterizza il sacro (come Durkheim) , ma a differenza del loro maestro non considerano mana come origine delle religioni. 1912: Le forme elementari della vita religiosa , Durkheim -> sacrificio : parte dal concetto di Tylor, sacrificio-scambio ma è cosciente delle falle in questa teoria. Se dei non bisognano di niente perché dobbiamo dargli qualche cosa? Per Durkheim gli dei sono il sacro, e il sacro è la società. Società, qualcosa di sovraordinato agli individui ma che esiste solo grazie agli individui che la compongono. Senza uomini società non esisterebbe. il sacrificio OGGI: Concetto unitario di sacrificio? 2 posizioni: Angelo Brelich , dice che errore di tutte prospettive precedenti è quella di aver cercato una sola origine di sacrificio, sacrifici non sono tutti riducibili a una sola forma. Valerio Valeri , prof. Uni. Chicago: dice che sacrifici hanno tutti mcd , ma è un concetto abbastanza generico che consiste in due componenti: 1) la distruzione di un oggetto (intesa genericamente come la rimozione di quel bene dalla sfera umana) 2) per ottenere benefici vedi domanda professore: si può inserire in uno schema del genere solo facendo riferimento a un sistema di aree di famiglia di Wittgenstein. Si è rinunciato a ricercare definizione unica di sacrificio per concentrarsi su studio componenti del sacrificio. *componente scambio: scambio non considerato dal pdv meccanico ma dal punto di vista relazionale > sacrificare significa in qualche modo entrare in rapporto con le divinità analizzato aspetto simbolico dello scambio… vd. agnello sacrificato come simbolo di devozione verso dio. *componente violenza : distruzione di vittima, ergo violenza, riferimento a sacrificio cruento ( non generale ), componente messa in evidenza da 3 prospettive diverse: Burkert : origine sacrificio in Paleolitico, agricoltura non si conosceva e uomini vivevano di caccia. Sacrificio nasce da quello che B. chiama il trauma sacrificale. forma di disagio che uomo prova nei confronti della violenza. Uccisione animale è necessario per sopravvivenza, ma uccisione comporta violenza che a sua volta porta a disagio. Altre forme di sacrificio per B. nascerebbero da questo sacrificio paleolitico. Critiche: esistono tra popoli cacciatori e popoli agricoltori esiste dinamica sacrificio molto diversa. Cacciatori: sacrificio dopo uccisione. Mentre in popoli agricoltori si uccide animale durante rituale. Non c’è nessun trauma sacrificale quindi? trauma sacrificale esiste in quanto disagio verso violenza, ma non necessariamente nei termini in cui è stato descritto da Burkert. Jensen: teorico del dema. vd appunti precedenti. Secondo lui i riti sacrificali ripetono evento mitico dello spezzettamento della divinità dema per dare vita alle piante. Girard : filosofo francese, parte dall’idea che ad un livello originario dell’umanità uomini vivono in gruppo, ogni uomo è portatore di desideri, quando questi desideri (di vari uomini) vertono su stesso oggetto nascono conflitti > violenza che mette in pericolo mantenimento dell’ordine sociale. Necessità quindi di ogni società di canalizzare la violenza: su capro espiatorio. Oggetto su cui si canalizza la violenza per liberarsene, questo viene reso sacro. Sacrificio per G. quindi non è altro che la ritualizzazione di questa situazione. Logica superata da cristianesimo perché Cristo rende se stesso capro espiatorio e così canalizza su di sé intera violenza umanità e la riscatta. (prospettiva teologizzante) *componente del consumo: scuola antropologi francesi (J.P. Vernant) del mondo antico che intepreta sacrificio sulla base del consumo della carne. In civiltà greca antica sacrificio è un rituale fondamentale. Cosmo greco, ordine dell’universo, è molto articolato ma di per sé abbastanza semplice: tre settori distinti
una battaglia. Marduk vince su Tiamat, la smembra e da questa viene fuori l’universo : dagli occhi di Tiamat vengono fuori il Tigri e l’Eufrate. Dal ricciolo della sua coda nasce quello che collega cielo e terra. * non sacrificio proprio ma uccisione primordiale. Per Eliade tutte queste situazioni/miti comportano una fondazione , per costruire qualcosa di grand e bisogna distruggere/sacrificare qualcosa di importante e divino. Secondo Eliade per garantire durata di qualcosa di importante ci vuole qualcosa che fornisca anima. Per dare anima però bisogna toglierla a qualcuno che ce l’ha già. Dev’essere un’anima fresca, che ancora non ha compiuto il suo destino. Perché questo tipo di sacrificio non viene preso in considerazione da studiosi trattati finora? Hubert & Mauss lo conoscono ma lo tralasciano perché non è un rito ma un mito , non è pratica compiuta da fedeli periodicamente ma è narrata nei miti. *in storia di M. Manole dio cristiano nonostante accolga richiesta dell’uomo non riesce a soddisfarla ( tradizione pre-cristiana).
sociologia della religione di Area tedesca: In Germania sociologia religione viene favorita da presenza di studi Marxisti (Marx/ Engels) ; prospettiva marxista religione è dato sovrastrutturale , si spiega come conseguenza di qualcosa di più originario, è una sovrastruttura rispetto a una struttura (conformazione socio-economica). Si può capire religione solo se si comprende prima struttura economica sociale soggiacente. Max Weber (x-1920) 3 elementi fondamentali di contributo alla sociologia della religione. Weber non crea sistema d’interpretazione, ma si limita a studiare diversi campi- diversamente da Durkheim. Sociologia francese è sempre collegata al “primato del collettivo”, mentre soc. tedesca è più interessata all’individuo.
- carisma : concetto introdotto in opera del 1922. Si usava in studi religiosi prima di lui ma con diversa accezione. Compare in lettere San Paolo, indica un dono dato ai cristiani da spirito santo. Su questa base Weber sviluppa suo concetto di carisma: questa sarebbe caratteristica che avrebbero le personalità che costituiscono i motori della storia. Capacità eccezionale , dote straordinaria. Componente del riconoscimento sociale , capacità devono essere riconosciute dalla società. Nelle religioni ci sono spesso questi personaggi carismatici che danno luogo a mutamenti importanti. Carisma è labile, non duraturo. Dopo morte personaggio carismatico spesso carisma si conserva. Gesù e discepoli : sono chiaramente personaggi carismatici. Gesù carisma breve, ma suo carisma perdura nella chiesa> si è trasformato in qualcosa che è suo opposto istituzione. Dinamica molto frequente, personaggi carismatici fondano religione/setta e dopo loro carisma viene imbrigliato in istituzione. Nozione considerata ancora oggi valida- più di cento anni dopo.
- etica economica della religione : ambito in cui Weber si confronta in maniera diretta con prospettive marxiste. Religione e società sono in continuo interscambio. Ritiene che tra struttura sociale-economica e religione ci sia continui interscambi. Ergo> religione influisce sull’economia. EEDR applicata a vari ambiti, vedi:
- religione indiana: mondo indiano diviso in caste/ strutture sociali fisse, fondamento religioso.Si può salire o scendere di casta solo con reincarnazione. Quindi bisogna agire bene, secondo le regole della propria condizione sociale, ognuno deve fare bene il proprio dovere. Non c’è etica comune a tutti ma ci sono norme di comportamento che rispondono allo schema di caste, ognuno deve svolgere bene il compito che gli è stato assegnato. Conseguenza economica stagnazione /immobilità economica
- spirito del capitalismo “ Etica protestante e lo spirito del capitalismo”. Definizione di Weber di capitalismo: uso di denaro per produrre altro denaro. Capitalismo sviluppato più velocemente in paesi di religione protestante, vedi Olanda, Scozia e Inghilterra > varianti di calvinismo (corso del XVI secolo). Ragioni scatenanti del capitalismo interne al Protestantesimo. Protestante calvinista crede nella predestinazione. In mente dei esiste già nome di chi si salverà. Secondo Weber nessuno di noi sa se è stato predestinato a salvezza oppure no, in vangeli passo: “Dio benedice chi ha scelto”, ci accorgiamo di essere stati scelti a causa del nostro successo economico> Positivamente predestinati. Successo induce convinzione di essere stati predesinati. Ascetismo intramondano: ascetismo è comportamento caratterizzato da rinuncia a tutto ciò che è superfluo.- praticato principalmente da ordini monastici. Questo si definisce ascetismo extramondano > monaco rinunciava a mondo. Con protestantesimo abolizione ordini monastici- tra fedele e dio non possono esserci intermediari. Ascetismo quindi viene praticato dentor il mondo, intramondano , rinuncia al superfluo all’interno della nostra vita quotidiana. Capitalismo, dopo esser nato da spirito protestante, diventa autonomo. Assume sua forma di riproduzione autonoma. Altra componente conseguenza capitalismo disincanto del mondo: capitalismo usa qualunque cosa per produrre denaro, non bada ad aspetti emozionali e simbolici del mondo. *Di fronte a cascata maestosa possiamo sentire un ventaglio di diverse emozioni, il calvinista disincantato di Weber vedrebbe nella cascata solo le possibilità di profitto e la sfruttabilità economica. Ridurre tutto a economia significa eliminare gli aspetti religiosi.