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Tutto sulla prima guerra mondiale: premesse (crisi marocchine e crisi balcaniche), principali battaglie, l'ingresso dell'Italia in guerra e molto altro ancora.
Tipologia: Appunti
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Crisi marocchine La prima crisi marocchina, conosciuta anche come crisi di Tangeri, avvenne nel 1905. La Francia aveva da tempo mire espansionistiche sul Marocco, così a partire dal 1904 aveva cominciato con le occupazioni. La Germania era contro l'occupazione francese del Marocco perché anche lei era interessata a questa terra. Tra il gennaio e l'aprile del 1906 ci fu la conferenza di Algeciras (pace di Algeciras 7 aprile 1906), dove si riunirono 13 paesi per discutere della questione marocchina. La Germania voleva che le truppe francesi e spagnole venissero smobilitate dal Marocco. Riuscirono solo da un punto di vista teorico ad ottenere ciò, poiché nel 1911, a seguito della crisi di Agadir e gli episodi di Fez, ci fu nuovamente l'intervento dell'esercito francese per reprimere le rivolte. L'Italia, all'interno di questa conferenza, si dichiarò neutrale, poiché aveva bisogno dell'appoggio della Francia per poter conquistare la Libia (periodo di Giolitti). La seconda crisi marocchina, conosciuta anche come crisi di Agadir, avvenne nel 1911. La Francia, stando alla pace di Algeciras, avrebbe dovuto smobilitare le truppe dal Marocco, ma non lo fece, dunque la Germania mandò una nave a bloccare il porto di Fez (baia di Agadir). Le premesse per fare la guerra c'erano tutte, l'Inghilterra si era dichiarata alleata della Francia e la Germania era da sola, così nel 1912 si riuscì ad ottenere la pace con il trattato di Fez, il quale stabiliva che il Marocco divenne protettorato della Francia e che la Germania ottenesse come colonia il Congo francese. La Germania si era resa conto di essere da sola quindi si era accontentata di una piccola ricompensa poiché sapeva che, se ci fosse stata una guerra, avrebbe di sicuro perso. Crisi balcaniche La prima crisi balcanica avvenne nel 1912. A seguito della pace di Santo Stefano (1877) e del congresso di Berlino (1878) si erano andati a formare tre nuovi Stati, la Serbia (satellite della Russia) la Bosnia (data in amministrazione fiduciaria all'Austria) e la Bulgaria (satellite dell'Austria). La Bosnia nel 1908 era diventata parte del regno d'Austria. Nel 1912 si formò la lega balcanica formata da Bulgaria, Serbia, Grecia (diventata indipendente a seguito del congresso di Vienna → 1821-1832) e il Montenegro. Questa lega voleva ottenere una corretta spartizione dei territori all'interno della Macedonia. La crisi si concluse con la Pace di Londra nel 1913, la quale stabiliva che vi dovesse essere la formazione di un nuovo Stato, ovvero l'Albania, per limitare l'espansione serba. A seguito di questa crisi ci fu la definitiva scomparsa degli ottomani dai Balcani (vi erano a partire dal 1453 con la conquista di Costantinopoli). La seconda crisi balcanica avvenne nel 1913. Questa crisi fu causata dalla Bulgaria, la quale non riteneva corretta la spartizione dei territori a seguito della prima crisi balcanica. Il risultato fu una sconfitta della Bulgaria, la quale non ottenne nessun territorio in più. Guerra russo-giapponese La guerra russo-giapponese si svolse tra il 1904 e il 1905. Le motivazioni per cui venne fatta questa guerra erano di carattere coloniale: la Russia aveva mire espansionistiche sulla Manciuria, una terra situata di fronte al Giappone, che ovviamente voleva essere conquistata dai giapponesi. Probabilmente, se ci fosse stato uno scontro diretto tra Giappone e Russia, avrebbe vinto la Russia, però entrò in gioco anche l'Inghilterra, perché, avendo delle colonie all'interno dell'Asia, se la Russia fosse entrata in questo continente, di sicuro non si sarebbe fermata alla Manciuria e di conseguenza sarebbe stata un grosso pericolo non solo per il Giappone ma anche per l'Inghilterra. Dunque decise di entrare in conflitto contro la Russia assieme al Giappone. I conflitti si conclusero con il Trattato di Portsmouth il 5 settembre del 1905, segnando la vittoria dei giapponesi e degli inglesi. All'interno della Russia, durante il 1905, si cominciò a formare un sentimento di rivolta nei confronti dello Zar, perché era entrato in guerra e aveva perso. Se la Russia avesse avuto una buona situazione economica, probabilmente, non gli avrebbero detto nulla, ma siccome vi era un andamento a dir poco pessimo, era impossibile che non si sviluppassero movimenti di quel tipo. Lenin nel 1903 aveva pubblicato un articolo, il “Che fare?”, in cui si chiedeva come sarebbe stato possibile formare la rivoluzione all'interno della Russia senza avere le precondizioni necessarie;
come soluzione individuava, un partito politico, l'avanguardia proletaria, la quale avrebbe dovuto formare le precondizioni necessarie per la guerra. Nel gennaio del 1905, la massa, ormai stufa della guerra e delle grosse perdite in ambito economico, decise di andare a protestare a San Pietroburgo, sotto al palazzo dello Zar (Nicola II). Questo episodio prese il nome di “domenica di sangue” perché Nicola II decise di aprire il fuoco sui rivoltanti. A seguito di questo avvenimento cominciarono a formarsi i Soviet, ovvero delle organizzazioni di persone che si gestivano da sole (stipendio, ore di lavoro ecc.). Per cercare di reprimere le rivolte e i Soviet, lo Zar decise di utilizzare due vie, la prima di carattere giuridico, ovvero tramite la duma e delle leggi, la seconda, invece, di carattere militare, poiché organizzò le “centurie nere” (centoneri), un'insieme di persone armate che andavano a reprimere queste idee queste organizzazioni tramite l'utilizzo della forza. Questi avvenimenti furono molto importanti per la rivoluzione bolscevica del 1917. Prima guerra mondiale Il 28 giugno del 1914 ci fu l'attentato di Sarajevo a Francesco Ferdinando d'Asburgo, arciduca d'Austria. Sarajevo si trova in Bosnia e questo attentato venne organizzato da una associazione, la giovane Bosnia, la quale voleva l'unificazione degli slavi del Sud, ovvero Bosnia, Serbia e tutti gli altri staterelli li vicino (panslavismo). Ovviamente l'Austria non voleva l'unione degli slavi, sia perché avrebbe perso la Bosnia, sia perché la potenza più importante di tutti gli slavi era la Serbia, la quale era strettamente connessa alla Russia, sia per vicinanza territoriale, che ideologica, e dunque questa grande formazione territoriale sarebbe stata controllata dalla Russia, acerrima nemica dell'Austria (dopo la liberazione della Serbia a seguito della Pace di S. Stefano era diventata un satellite della Russia). Circa un mese dopo l'attentato di Sarajevo, l'Austria mandò un ultimatum alla Serbia (23 luglio 1914); essa era favorevole a questo ultimatum perché non vi era nessuno che la avrebbe difesa in caso di guerra, nemmeno la Russia, poiché non era pronta ad affrontare un conflitto di tale grandezza, però si vide costretta a rifiutarlo a causa di una delle condizioni, la sesta, che prevedeva che funzionari e burocrati austriaci avrebbero avuto la possibilità di muoversi come volevano all'interno della Serbia per cercare di ricostruire gli avvenimenti che avevano portato all'uccisione dell'arciduca e della moglie. La Serbia dovette quindi rifiutare perché si sarebbe ritrovata vincolata dall'Austria, avrebbe perso la sua libertà politica. Così il 28 luglio del 1914 l'Austria dichiarò guerra alla Serbia. Subito dopo la Russia cominciò a mobilitare l'esercito, pertanto la Germania mandò un ultimatum alla Russia in cui ordinava di smantellare l'esercito entro 24 ore, ma l'ultimatum venne fatto scadere e l'1 agosto 1914 viene dichiarata guerra alla Russia. Il 3 agosto 1914 la Germania dichiara guerra alla Francia, e il 4 agosto 1914 la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania. L'Italia prima della guerra: l'Italia in tutta questa situazione si era dichiarata neutrale, questo perché la Triplice Alleanza era un'alleanza difensiva e non offensiva, quindi non aveva “l'obbligo” di entrare in guerra, perché erano state l'Austria e la Germania a dichiarare guerra e non Francia, Inghilterra e Russia. Quindi avrà una posizione attendista, fino al 1915, quando decise di entrare in guerra dalla parte della Triplice Intesa. Tutte queste decisioni furono prese da Salandra, perché la sua politica era di tipo opportunistico (come quella di Giolitti), infatti la motivazione reale per cui l'Italia non entrò in guerra era che bisognava prima capire come si sarebbe evoluta la situazione e poi intervenire → voleva vedere chi gli avrebbe offerto di più. Strategia tedesca: L'obiettivo della Germania era quello di fare una guerra lampo alla Francia in maniera tale da non avere occupato il fronte occidentale. In 6 settimane pensavano di chiudere definitivamente questo fronte, così si sarebbero potuti dedicare interamente alla Russia perché era il nemico più temuto (piano di Schlieffen). Però non fecero i conti con una nazione, il Belgio, il quale si era dichiarato neutrale; quindi quando la Germania entrò nei suoi territori organizzò una difesa mostruosa, tanto che in 6 settimane si trovarono ancora a fare guerra al Belgio e non alla Francia, come sarebbe dovuto essere secondo la strategia. Perché il Belgio voleva difendersi? Il motivo principale riguardava le colonie, poiché il Belgio aveva moltissime colonie (tra cui il Congo, che era ricchissimo), mentre la Germania no, pertanto se li avessero battuti, di sicuro gli avrebbero preso le colonie; inoltre se avessero lasciato passare i tedeschi avrebbero avuto contro Inghilterra,
ovvero l'idea di far finire la guerra facendo una guerra interna contro la Russia. L'idea nacque dai bolscevichi che volevano la rivoluzione e che ottennero nel 1917. Per fare la rivoluzione c'era il bisogno di far finire la guerra per la Russia, così era necessario fare una guerra civile per velocizzare il tempo di conclusione dei conflitti. Italia: in Italia si cominciava ad avere una spaccatura tra neutralisti ed interventisti. Durante questi anni si sviluppa Mussolini, giornalista del “Avanti!”. La sua posizione iniziale era di sinistra; si era formato sulla base dell'anarchismo romagnolo e aveva sviluppato le sue teorie sulla base di esso. Era molto importante da un punto di vista mediatico perché riusciva a parlare alle masse, dunque rappresentava un grandissima risorsa. Fece un primo articolo che si intitolava “abbasso la guerra”, in cui mostrava le sue chiarissime idee socialiste. Poco tempo dopo pubblicò un articolo intitolato “neutralità attiva e operante” in cui mostrava già un cambiamento di ideologia; a seguito di questo articolo, che aveva usato per cercare di invogliare i lettori alla guerra, il giornale e il partito socialista, di cui faceva parte, decisero di cacciarlo. Formò così un nuovo giornale, il “Popolo Italiano”. Per fondare un giornale e diventare direttore di esso servivano molti soldi, soldi che lui non aveva in quanto misero maestro delle elementari e per un breve periodo di tempo direttore del giornale “Avanti!”. L'idea che nacque da questa sua ricchezza improvvisa fu quella che Mussolini prese dei soldi dalla Francia, la quale aveva bisogno dell'ingresso dell'Italia in guerra poiché si sarebbe aperto un nuovo fronte, quello meridionale, delle Alpi. Nel 1926 ci fu la pubblicazione da parte di Maria Rieger di un dossier contenente molti documenti che provavano che Mussolini ogni volta che andò in Francia ebbe dei contatti con i servizi segreti. Tra il 7 e il 14 giugno del 1914 ci fu la settimana rossa, ovvero una settimana all'interno della quale ci fu la paura della rivoluzione all'interno dell'Italia. Questa settimana fu causata da un'insurrezione causata da alcune riforme di Giolitti mal viste dai sindacati, all'interno della città di Ancona, la quale si protrasse in poco tempo fino alla Romagna. Viene chiamata settimana rossa non solo perché si cercava la rivoluzione ma anche perché vi fu la repressione di essa tramite l'esercito, e quindi ci furono anche molti morti. La Chiesa: la Chiesa in tutto questo che ruolo ebbe? Teoricamente era contraria, ma fino al 1917 non fece niente, nessun appello, nessuna critica nei confronti della guerra. Nel settembre del 1914 ci fu l'incoronazione del pontefice Benedetto XV, il quale solamente nel 1917 fece un appello contro la guerra che si era andata a formare, chiedendo di fermare questa inutile strage. Politica: Durante tutto il periodo della guerra ci fu la sospensione della libertà costituzionale, dunque gran parte delle potenze europee abituò la popolazione all'assenza di una costituzione, e quindi all'assenza di democrazia in molti casi, quindi a seguito della guerra si cominciò a diffondere il totalitarismo, proprio perché si pensava che il governo di un paese dovesse essere nelle mani dell'esercito, come se fosse in guerra. In Germania nel frattempo nacque il primo partito reazionario, il primo partito radicale di destra, che coinvolse in pochissimo tempo milioni di iscritti (partito della patria). Perché nasce questa massa di persone che non vuole più la rivoluzione ma vuole continuare la guerra? Perché volevano espandere i domini della Germania, volevano un posto al sole, volevano perseguire i veri obiettivi per cui si combatteva. 1915: Ingresso dell'Italia in guerra. Perché entrò in guerra l'Italia solamente un anno dopo e a favore della Triplice Intesa e non della Triplice Alleanza? Innanzitutto la motivazione principale per cui l'Italia entrò in guerra in favore della Triplice Intesa era perché la Francia aveva bisogno di un nuovo fronte, quello meridionale (delle Alpi) e dunque aveva promesso molte cose in cambio della partecipazione in loro favore (patto di Londra 26 aprile 1915). In secondo luogo perché era accaduto qualcosa all'interno della politica che fece cambiare orientamento al governo. La tecnica utilizzata da Giolitti era quella di dimettersi ogni qualvolta ci fosse una grande discussione a riguardo di una legge, poiché sapeva che il parlamento senza di lui non avrebbe trovato una soluzione ragionevole e che quindi lo avrebbero richiamato. La sua tecnica funzionò fino al 1914. In quell'anno si dimise ma il parlamento chiamò Salandra (21 marzo 1914) e non più lui. Mentre Giolitti non voleva la guerra, Salandra la voleva anche perché a seguito del patto di Londra avrebbero ottenuto moltissimi territori. Nel frattempo si erano formate due nuove categorie,
gli interventisti (di cui facevano parte gli irredentisti) e i neutralisti. I neutralisti erano i socialisti e i cattolici, mentre gli irredentisti e gli interventisti erano di destra, compreso il sovrano. Degli interventisti ricordiamo Nazario Sauri e Cesare Battisti e molti degli esclusi dal partito socialista, tra cui Mussolini, mentre per i neutralisti tutti i socialisti e i cattolici. Gli irredentisti hanno una grandissima popolarità mediatica perché avevano Mussolini e tutti quegli uomini espulsi dal partito assieme a lui. Presidenti del consiglio dei ministri: http://it.wikipedia.org/wiki/Presidenti_del_Consiglio_dei_ministri_del_Regno_d%27Italia Patto di Londra: 26 aprile 1915 → l'Italia sarebbe dovuta entrare in guerra entro un mese e avrebbe ottenuto il Venezia Giulia, il Trentino, il sud Tirolo fino al Brennero (Sudtirol che corrisponde all'Alto Adige), la Dalmazia, la penisola istriana (fatta eccezione di Fiume) e una città in Albania (Valona), così avrebbe potuto prendersi tutta l'Albania sulla base dei criteri stabiliti all'interno della conferenza di Berlino (1884). Inoltre si sarebbe tenuta le isole del Dodecaneso, le quali erano state prese durante la conquista della Libia, a seguito del trattato di Losanna, ed infine avrebbe ottenuto un bacino carbonifero in Turchia. L'Italia entrò così in guerra il 23 maggio del
Dopo il governo di Giolitti ci fu il governo di Antonio Salandra (21 marzo 1914 – 18 giugno 1916). Sia Salandra che il Re erano favorevoli alla guerra, ma avevano il parlamento contro, e fare la guerra avendo contro il parlamento era controproducente. Siccome il Re aveva il potere assoluto, Salandra decise di adottare una strategia: dal momento che Vittorio Emanuele III doveva prendere una decisione, Salandra diede le dimissioni; se fossero state accettate sarebbe significato che non voleva fare la guerra, se invece fossero state respinte sarebbe significato che l'Italia di li a poco sarebbe entrata in guerra. Vittorio Emanuele III respinse le dimissioni di Salandra dichiarando così la sua posizione. Dimettendosi obbligava il Re a prendere una posizione. Dal 23 maggio in poi si apre un nuovo fronte, quello meridionale. Le battaglie principali saranno quelle presso il fiume Isonzo, passante per Gorizia; presso l'Isonzo si formeranno delle trincee, quindi un'altra posizione di stazionamento. Si pensava che con l'apertura di questo nuovo fronte si sarebbe conclusa in fretta la guerra, ma ovviamente non accadde → Ungaretti. Le operazioni militari vennero affidate a Cadorna. Guerra: nel frattempo all'interno dell'Europa si aprono 3 nuovi fronti. Entra in guerra l'Impero Ottomano assieme alla Germania facendo così scoppiare dei conflitti nel Caucaso. Inoltre vi sono anche dei conflitti all'interno delle colonie, per esempio l'Inghilterra combatteva in Egitto e in Mesopotamia. Fronti: Occidentale (Francia), Orientale (Russia), Meridionale (Italia), Egitto (e tutta l'Africa), Mesopotamia (Senussi) e Caucaso (Russia contro Impero Ottomano). Le sorti della guerra stanno andando verso la Germania; sta cominciando la disfatta della Russia, infatti arretrano e vanno via dalla Polonia, e l'Austria, aiutata dalla Bulgaria, è entrata in Serbia. 1916: l'Austria fa una spedizione punitiva contro l'Italia per il tradimento (con l'obiettivo di fare del male); decidono di andare oltre le trincee e di fare una guerra di movimento, vanno molto veloci e si dirigono verso la Lombardia. L'Italia perderà moltissimo terreno e Salandra la considererà come una sconfitta personale, anche perché i progetti italiani stavano cominciando a fallire, così nel 1916 diede le dimissioni e il Re proclamò come presidente del consiglio dei ministri Boselli (perché non c'era la costituzionalità). Guerra: La Germania nel frattempo stava facendo la campagna in Francia, e il 21 febbraio del 1916 aveva cominciato la battaglia di Verdun che si concluse solamente a dicembre dello stesso anno. Questa battaglia fu molto importante perché rappresentava un punto di svolta all'interno della guerra, sia perché cominciò ad intervenire in maniera molto pesante l'Inghilterra, sia perché la Germania dovette cominciare a rinunciare a vincere il conflitto. La Germania inizialmente stava vincendo in maniera schiacciante, solamente che dopo circa 4 mesi dall'inizio della battaglia arrivò la controffensiva inglese che di li a poco tempo fece finire la battaglia facendo arretrare nuovamente la Germania al punto di partenza. Le innovazioni tecnologiche avevano portato alla formazione dei primi sottomarini che erano stati costruiti ed utilizzati dalla Germania per distruggere tutte le navi che commerciassero con
possa essere assicurata di nuovo nell'interesse di tutti.
Italia: Italia e la battaglia di Vittorio Veneto: la battaglia di Vittorio Veneto avvenne tra il 24 ottobre e il 4 novembre e rappresenta la prima vera vittoria dell'esercito italiano all'interno della prima guerra mondiale; la battaglia venne combattuta dal fiume Piave fino al Trentino e il Friuli. Perché riuscirono a distruggere l'Austria? Perché era crollato il loro fronte interno e dunque erano in crisi. Il conflitto si concluse con l'armistizio di Villa Giusti il 3 novembre del 1918. Con questo armistizio che riguardava l'Italia e l'Impero austro-ungarico, l'Italia otteneva l'Alto Adige e la Venezia Giulia, come stabilito dal patto di Londra del 1915. Trattati di Pace: i trattati di pace di tutta la guerra vennero stabiliti tra il 1919 e il 1920 all'interno di una conferenza convocata a Parigi. Le linee che potevano essere prese erano due, la prima riguardava il progetto di Wilson e dei suoi 14 articoli, mentre la seconda riguardava una linea punitiva nei confronti della Germania, la quale doveva pagare per ciò che aveva fatto, non solo in termini economici ma anche in termini politici. Ovviamente le Nazioni che vogliono che la Germania subisca una sanzione punitiva sono la Francia per il Revanchismo e l'Inghilterra per la flotta e per la guerra in generale. La conferenza di Parigi si tenne tra il 18 gennaio del 1919 e il 21 gennaio del 1920; ci furono molti trattati che fecero finire la guerra:
Fine guerra: A seguito della fine della guerra e dei vari trattati di pace, tra cui anche quello di Brest-Litovsk, si era formato un grandissimo cuscinetto attorno alla Russia, il quale non faceva altro che dividerla dal resto dell'Europa. Questo perché all'interno di essa vi era la rivoluzione comunista, e come si è già visto dalla rivoluzione francese, le masse in movimento mettevano moltissima paura (dichiarazione di Pillnitz). Repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia), Polonia, Cecoslovacchia e Jugoslavia (Slovenia, Serbia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Dalmazia); tutte queste nuove formazioni vengono definite cordone sanitario. Finiscono tutti gli imperi: austro- ungarico, russo, ottomano e tedesco. Cronologia: 28 giugno 1914: attentato di Sarajevo a Francesco Ferdinando d'Asburgo. 23 luglio 1914: consegnato l'ultimatum alla Serbia. 25 luglio 1914: rifiutate alcune clausole dell'ultimatum da parte della Serbia. 28 luglio 1914: dichiarazione di guerra alla Serbia da parte dell'Austria. 31 luglio 1914: consegnato l'ultimatum alla Russia. 1 agosto 1914: la Germania dichiara guerra alla Russia. 3 agosto 1914: la Germania dichiara guerra alla Francia. 4 agosto 1914: la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania. 26 aprile 1915: patto di Londra. 23 maggio 1915: Italia entra in guerra.