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Riassunto del libro "Strategia digitale"
Tipologia: Sintesi del corso
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La funzione tradizionale del giornalismo, di filtro e garanzia dell’informazione si sta indebolendo; La distanza fra giovani e anziani nella fruizione dei media si acuisce. CULTURAL DIVIDE differenza di reazione, risposta e percezione tra persone che appartengono alla stessa cultura, ma che fruiscono di mezzi di comunicazione diversi. Gli anziani sopra i 65 anni e quelli con un titolo di studio fino alla terza media sono soggetti ad una situazione di particolare marginalità rispetto ai giovani. DIGITAL DIVIDE divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (personal computer e internet) e chi ne è escluso per condizioni economiche, livello di istruzione, qualità delle infrastrutture, differenza di età o sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Tre fattori che contribuiscono alla costruzione dell’immagine aziendale :
Pensieri fondamentali per capire il DIGITAL MARKETING :
STRATEGIA definire quali siano gli obiettivi che l’azienda decide sia corretto darsi, individuare strumenti e risorse e sviluppare piani per raggiungere questi obiettivi tenendo conto delle caratteristiche e specificità del proprio mercato. STRATEGIA DIGITALE definizione di presenza in rete di un brand e il suo modo di stare nel mondo digitale. Il luogo in cui si identificano e si declinano i valori del brand, si stabiliscono le modalità della sua distribuzione in rete, si definisce la value proposition e la si declina. Attraverso il digitale agisce come una leva di marketing. Le tre risorse fondamentali per la strategia digitale sono:
Uno dei vincoli principali, in quanto il digitale non è un canale low cost. La decisione di investire delle risorse nel digitale è influenzata da: I risultati si apprezzano nel medio/lungo periodo, ma nel frattempo le attività devono essere finanziate; La misurazione del ROI (ritorno sugli investimenti) è poco lineare, i soldi spesi nella maggior parte dei casi sono visti non come investimento ma come spesa; È difficile valutare il prezzo di un servizio digitale perché è difficile valutare la qualità del servizio offerto essendo il mercato del digitale molto frammentato. TEMPO: Occore essere consapevoli che i progetti di marketing digitali sono molto time-intensive. Se anche i costi vivi dell’operazione sono bassi o nulli bisogna considerare che richiedono molto lavoro per l’ideazione e soprattutto per la loro conduzione. PERSONE:
Formazione non si diventa un social media manager in una settimana, serve un programma di formazione accurato e un supporto esterno; Organizzazione e processi livelli e gerarchie troppo rigide soffocano la strategia digitale; E’ meglio che il personale che si occupa del lato digitale non sia totalmente esterno all’azienda. = in equilibrio Denaro, tempo e persone devono lavorare in equilibrio tra di loro per sortire risultati soddisfacenti.
Tre categorie di elementi ostacolanti:
comunicazione che deve essere fatto su misura dalla persona non solo sulla base dei desideri dell’azienda. La metodologia si basa sull’identificazione relativamente al progetto di analisi di: Obiettivi consapevoli o inconsci che portano i potenziali clienti ad ascoltarci. Se apro una pagina fb perché una persona dovrebbe seguirmi? Quindi, prima di tutto, esaminare gli obiettivi delle persone alle quali intendiamo rivolgerci. Bisogni cercare di mappare i bisogni che l’utente cerca di soddisfare e dare loro una priorità in modo da articolare correttamente l’informazione e il servizio. Non tutti i bisogni sono però percepiti, alcuni sono latenti ma orientano comunque i comportamenti. Non solo, ci sono bisogni di tipo razionale ma soprattutto emotivo. Importante considerare che i bisogni non si possono creare, sono un numero limitato, riconducibili alla PIRAMIDE DELLA GERARCHIA DEI BISOGNI DI MASLOW : dai più elementari ai più complessi di carattere sociale attraverso i quali l’individuo si realizza.
Già nel mondo pre-internet si usava cercare influenzatori, basandosi sul presupposto che questi fossero in grado di spostare la percezione in nostro favore, aumentando così le quote di mercato. Gli INFLUENCER erano sostanzialmente di tre tipi:
Punti fondamentali di una strategia solida: Strategia di business ben definita e approvata; Identificazione dei bisogni e desideri dei clienti attuali e potenziali; Individuazione di strade, metodi e strumenti per portare l’azienda a soddisfare queste esigenze in maniera realizzabile;
Cosa l’azienda può mettere a disposizione del progetto e cosa deve essere procurato all’esterno in termini di persone, competenze, asset.
Per entrare in sintonia con il proprio target e conoscerlo meglio uno dei tool che possono essere utili è il metodo BOA2RD. Prevedere sempre una base di ascolto della rete, il primo passo da completare è un benchmark (un analisi di quanto è gia presente, partendo da un analisi della concorrenza diretta in termine di costruzione del messaggio, modalità di stare online) infine approfondire il discorso delle persone sul nostro prodotto in termini di opportunità di comunicazione (esempio la ricerca per hashatg).
Analisi dei COMPETITOR (concorrenti) cosa fanno, attraverso quali strumenti, in che modo, rivolgendosi a chi, con quali budget e risultati, come sta reagendo il pubblico, quanto lavorano sulla marca e quanto sui prodotti. Osservazione dei COMPARABLE (aziende comparabili con idee, prodotti, progetti e problemi simili ai nostri) per trovare ispirazione.
L’insight è una comprensione profonda di un bisogno, un comportamento, un tratto psicologico del target che influenza fortemente le scelte d’acquisto e che ci permette di costruire una comunicazione e un prodotto estremamente relevant , in modo che la comunicazione passi per più canali emozionali e le tocchi dal vivo.
Il mondo del brand sotto forma di: Promessa cosa succederà nella vita del cliente se comprerà il nostro prodotto; Reason why come dimostrare che la nostra non è una proposta vuota; Tono di voce come vogliamo apparire, come sarà la nostra professionalità. Sulla base di questi elementi si arriva allo sviluppo di un’idea creativo-strategica centrale, chiamata CONCEPT. E’ opportuno selezionare una sola idea, ragionata per TOUCHPOINT (mezzi che riteniamo di dover impiegare nella nostra campagna per entrare in contatto con il nostro target) in cui il messaggio deve essere coerente e sinergico e non in una logica strettamente pubblicitaria.
Strategie di visibilita’ come fare awarness per la nostra marca? Pensare ad attività pubblicitarie, dare un’occhiata al SEO, operazioni di PR e ufficio stampa, operazioni di PR su blogger e influencer, creare un evento che faccia scandalo. La verifica di cosa è opportuno o possibile fare per essere visibili è fondamentale per definire quali azioni di comunicazione potremo poi pensare di mettere in opera. Strategie di contenuto riflettere sui contenuti prima di decidere come sarà articolata l’attività di comunicazione. Le prime domande da porsi sono: Che tipo di contenuti possono dare un valore al target? Quali contenuti ha a disposizione l’azienda, quali crea regolarmente e quali può creare? Chi potrebbe sviluppare contenuti funzionali alla nostra strategia fuori dall’azienda? Si tratta di contenuti sottoposti a regolamentazioni e verifiche legali? Strategie di database uno degli obiettivi è quello di arricchire il databse della profilazione degli utenti, quindi pensare e pianificare come raccogliere questi dati, come costruire un club per accedere e alla necessità di compilare un questionario.
PIANO EDITORIALE è il documento che indica cosa sarà pubblicato, dove e in che data. Definizione del topic (argomento centrale); Individuazione delle fonti (interne, esterne, online, offline); Strumenti per facilitare la vita feed reader per ottimizzare i temi di raccolta dei contenuti; Definizione dei flussi si deve stabilire chi scrive e pubblica, quali processi di coordinamento tra azienda/agenzia/freelance esistono; Distribuzione dei contenuti quali categorie di contenuti saranno pubblicate, con quali pesi relativi, che formato deve avere ciascun contenuto in relazione alla piattaforma; Tempi dei contenuti la persistenza di un post dipende da vari fattori: la rilevanza del contenuto, l’affollamento delle timeline, i post sponsorizzati, l’orario e il giorno. GESTIONE DELLA COMMUNITY community policy, individuazione delle criticità, monitoraggio della community. Definire delle policy da diffondere nei nostri social, all’interno delle quali dichiareremo i nostri propositi in merito alla community e definiremo che cosa si può o non si può fare, quali i limiti che innescano la rimozione dei commenti (insulti, illegalità). Definire una struttura che ci aiuti a valutare gli interventi dei partecipanti in base al loro livello di criticità per poter identificare tempestivamente le potenziali fonti di crisi e saperci regolare di conseguenza; Stabilire chi si occupa della community e in che modo, che periodicità e con quali strumenti.
Come considerare e sfruttare il ruolo di intermediari e influencer quali blogger, community forti, aggregatori di reputazione, giornalisti, istituzioni, gruppi di pressione: identificazione e coinvolgimento nella nostra comunicazione. L’ influencer più potente è GOOGLE poiché a seconda della posizione nella lista di risultati, il nostro business può aumentare o diminuire.
USER GENERATED MARKETING gli utenti e le persone si fanno propagatori della marca, si prendono carico di un’attività di marketing a nostro favore senza che nessuno glie lo abbia chiesto. Può risultare un problema in quanto a volte i nostri fan si appropriano della marca e la portano in direzioni non volute da noi.
13. IL CONTINGENCY PLAN Identificazione dei possibili rischi , valutazione della relativa gravità, assegnazione delle priorità in termini di studio, analisi, sviluppo delle azioni di rimedio approfondendo di più quei casi stremamente improbabili, ma che possono portare alla chiusura dell’azienda piuttosto che ad incidenti di routine facilmente gestibili. Sviluppo di piani di risposta e attivazione di un sistema di early warming o persino di dark site (siti web che affrontano particolari casi, preparati in anticipo e lasciati spenti ma che si possono attivare e rendere visibili nel giro di pochi minuti).
Definizione dell’attività da svolgere in termine di mezzi e strumenti: pubblicità, promozioni, pr, social, web.
Impostazione del progetto e delle tecniche di misurazione in base alle nostre esigenze e ai nostri obiettivi. La misurazione sul web il numero di pagine viste, da quali nazioni, da quali pagine sono entrati, tutto con strumenti come Google Analytics o strumenti più professionali. Le misurazioni devono aiutarci a migliorare il business interessa capire i numeri generati sul business delle nostre azioni, sapere quanto si parla di noi, quanti hanno visitato passivamente la nostra pagina, sapere cosa si dice, se raccomandano o meno il prodotto. La misurazione deve essere actionable tutto ciò che è misurazione deve dare delle indivazioni per migliorare i risultati di business. La misurazione deve essere segmentabile dato che il pubblico è composto da segmenti distinti, devo poter capire quali sono i risultati raggiunti su ciascun segmento (giovani, adulti, uomini, donne). Il processo di misurazione: a) Decidere quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere con la comunicazione;
Avere competenze di marketing; Avere competenze di comunicazione sia sul digitale che sui media tradizionali; Avere esperienza di azienda; Avere familiarità con il web marketing; Avere competenze specifiche sui tool , le piattaforme. Digital Strategic Planner Il DSP è colui al quale vengono affidate le responsabilità di definizione delle strategie di campagne e attività di comunicazione ed è un ruolo abbastanza giovane sul mercato. Conosce il mercato: studia fenomeni, trend, dati; Conosce le nuove tecnologie; Conosce le persone e il loro rapporto con la rete; Si occupa di strategie; Identifica gli strumenti più adeguati; Genera idee e le allarga; Deve essere un esperto del digitale; Valuta e misura il grado di efficacia delle attività. La selezione dei fornitori Una delle difficoltà più grosse è quella di orientarsi nella scelta di un fornitore per i servizi digitali che possono variare dal freelance alla multinazionale. Alcuni parametri per aiutare la scelta:
“ Keep it simple ” dovrebbe essere la parola d’ordine. Per mettere in pratica una strategia il primo passo è scriverla, formalizzarla. Flessibilità bisogna tener conto che non si opera in uno scenario statico, quindi adottare una cultura di felssibilità è un must per le aziende “ Fail fast, fail cheap, fail good ” l’approccio fail fast implica cercare di rendersi conto subito degli errori e minimizzare il tempo sprecato e i costi relativi. Fail good indica anche la necessità di non buttare via tutto lo sforzo fatto ma di accumulare dei learning. Apprendere è una parola chiave dalla misurazione e dalle esperienze positive o negative che siano, emergono informazioni e input per la strategia del periodo successivo. Brief e briefing sono importanti. Se è difficile, farsi aiutare da esperti o consulenti esterni. Creatività contro strategia la creatività non basata su una strategia rischia di essere arte priva di un committente.