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Strategie di Pricing, Sintesi del corso di Marketing

Riassunto strategie di pricing dal libro Market-based

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 14/01/2020

Silvia.Cm
Silvia.Cm 🇮🇹

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Capitolo 8 – Strategie di prezzo – Pricing Strategies
Cost-Based Pricing – si basa sul costo di produzione del prodotto e sui margini desiderati. Il
prezzo aumenta ulteriormente in quanto viene alzato dai distributori.
Ignora le aspettative dei clienti, i bisogni, la performance desiderata dai clienti.
Trascura anche l’offerta dei competitors e la sensibilità dei clienti al prezzo.
Value-Based Pricing parte dai bisogni dei clienti, dall’analisi dei competitor, del loro
posizionamento di prezzo e del proprio.
Tiene in considerazione i bisogni dei clienti, la sensibilità al prezzo e i prodotti dei
competitor. Consiste nel creare un valore maggiore rispetto ai competitor.
Underpricing and lower profits Over pricing and lower profits
Può accadere con strategie cost-based.
Consiste nel valutare se vendere un
prodotto a un prezzo troppo basso a un
determinato volume di clienti, o vendere
il prodotto a prezzo più alto a un volume
ridotto. Con strategia cost-based
l’azienda valuterà esclusivamente il
margine desiderato e il costo di
produzione, quindi se ad esempio un
bene costa 100 e si desiderano dei
margini del 50% si sceglierà un prezzo di
200 ce verrà acquistato da un certo
volume di clienti, ad es. 1000 (profitti
totali 200,000 e un margine di 200,000-
100,000=100,000). È meglio però attuare
strategie marked based e quindi fare
delle ricerche di mercato e vedere quanti
clienti sono disposti a pagare il bene ai
vari livelli di prezzo. Potrebbe essere più
conveniente tenere un prezzo più alto e
vendere a meno clienti per avere un
margine più alto che complessivamente
porta dei profitti maggiori, ad esempio
vendere il bene a 350 a 600 clienti
(profitti totali 210,000 e un margine di
210,000-60,000=150,000). In questo
caso si vende il prodotto a clienti che gli
attribuiscono un vare maggiore e quindi
sono disposti a pagare di più.
In altri casi può avvenire l’opposto. Se il
costo di produzione è 200 e si desiderano
margini del 50% si sceglierà un prezzo di
400.
Margine%= (P-C)/P
0,5=(400-200)/400
Al prezzo di 400 euro solo 400 clienti
sono disposti a acquistarlo, si otterranno
profitti di 160.000 (margine di 160,000-
80,000=80,000). Con una strategia
market-based invece potremmo renderci
conto che tenendo un prezzo più basso
ad esempio 300, saranno disposti a
comprarlo 1500 clienti e quindi si
otterranno profitti pari a 450.000
(margine di 450,000-300,000=150,000).
Margine%=(P-C)/P=(300-200)/300=0,33
Con un margine % più basso si ottiene un
Gross Profit più elevato.
5 tipologie di value pricing come imporre prezzi convenienti, di maggiore valore per
azienda e cliente:
1. Value in use pricing: tenendo in considerazione tutte le componenti di costo
riconducibili al possesso di un bene e cercando di ridurre dove possibile il costo che deve
sostenere il cliente, quindi non solo il prezzo: costi di acquisizione, finanziari,
mantenimento, installazione, utilizzo, riparazione, manutenzione, smaltimento. Tutte
concorrono a determinare il valore.
2. Life-cycle Value pricing: particolarmente importante per beni che durano molti anni, ad
esempio macchinari. In questi casi è importante valutare tutti i costi di funzionamento,
manutenzione ecc. che possono essere molto e elevati e se tenuti bassi possono
compensare un premium price.
a. Skim pricing prime fasi di vita del prodotto. Entrare nel mercato con un prezzo
basso per penetrare il mercato, verrà poi aumentato man mano che si diffonde il
prodotto. È un sorta di premium price temporaneo. Può essere attuata finchè i
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Capitolo 8 – Strategie di prezzo – Pricing Strategies Cost-Based Pricing – si basa sul costo di produzione del prodotto e sui margini desiderati. Il prezzo aumenta ulteriormente in quanto viene alzato dai distributori.  Ignora le aspettative dei clienti, i bisogni, la performance desiderata dai clienti. Trascura anche l’offerta dei competitors e la sensibilità dei clienti al prezzo. Value-Based Pricing – parte dai bisogni dei clienti, dall’analisi dei competitor, del loro posizionamento di prezzo e del proprio.  Tiene in considerazione i bisogni dei clienti, la sensibilità al prezzo e i prodotti dei competitor. Consiste nel creare un valore maggiore rispetto ai competitor. Underpricing and lower profits Over pricing and lower profits Può accadere con strategie cost-based. Consiste nel valutare se vendere un prodotto a un prezzo troppo basso a un determinato volume di clienti, o vendere il prodotto a prezzo più alto a un volume ridotto. Con strategia cost-based l’azienda valuterà esclusivamente il margine desiderato e il costo di produzione, quindi se ad esempio un bene costa 100 e si desiderano dei margini del 50% si sceglierà un prezzo di 200 ce verrà acquistato da un certo volume di clienti, ad es. 1000 (profitti totali 200,000 e un margine di 200,000- 100,000=100,000). È meglio però attuare strategie marked based e quindi fare delle ricerche di mercato e vedere quanti clienti sono disposti a pagare il bene ai vari livelli di prezzo. Potrebbe essere più conveniente tenere un prezzo più alto e vendere a meno clienti per avere un margine più alto che complessivamente porta dei profitti maggiori, ad esempio vendere il bene a 350 a 600 clienti (profitti totali 210,000 e un margine di 210,000-60,000=150,000). In questo caso si vende il prodotto a clienti che gli attribuiscono un vare maggiore e quindi sono disposti a pagare di più. In altri casi può avvenire l’opposto. Se il costo di produzione è 200 e si desiderano margini del 50% si sceglierà un prezzo di

Margine%= (P-C)/P 0,5=(400-200)/ Al prezzo di 400 euro solo 400 clienti sono disposti a acquistarlo, si otterranno profitti di 160.000 (margine di 160,000- 80,000=80,000). Con una strategia market-based invece potremmo renderci conto che tenendo un prezzo più basso ad esempio 300, saranno disposti a comprarlo 1500 clienti e quindi si otterranno profitti pari a 450. (margine di 450,000-300,000=150,000). Margine%=(P-C)/P=(300-200)/300=0, Con un margine % più basso si ottiene un Gross Profit più elevato. 5 tipologie di value pricing – come imporre prezzi convenienti, di maggiore valore per azienda e cliente:

  1. Value in use pricing: tenendo in considerazione tutte le componenti di costo riconducibili al possesso di un bene e cercando di ridurre dove possibile il costo che deve sostenere il cliente, quindi non solo il prezzo: costi di acquisizione, finanziari, mantenimento, installazione, utilizzo, riparazione, manutenzione, smaltimento. Tutte concorrono a determinare il valore.
  2. Life-cycle Value pricing: particolarmente importante per beni che durano molti anni, ad esempio macchinari. In questi casi è importante valutare tutti i costi di funzionamento, manutenzione ecc. che possono essere molto e elevati e se tenuti bassi possono compensare un premium price. a. Skim pricing – prime fasi di vita del prodotto. Entrare nel mercato con un prezzo basso per penetrare il mercato, verrà poi aumentato man mano che si diffonde il prodotto. È un sorta di premium price temporaneo. Può essere attuata finchè i

competitor non riescono a entrare nel mercato e a togliergli il vantaggio competitivo. Attuabile in caso di: elevata differenziazione, consumatori sensibili alla qualità, pochi competitor, pochi beni sostituti, barriere all’ingresso. b. Single-segment Pricing – strategia value based che consiste nel mantenere un prezzo elevato riducendo le altre componenti di costo che deve sostenere il cliente. è necessario conoscere bene i bisogni dei clienti che vengono attratti dal risparmio che permette il prodotto. c. Penetration strategy – aziende interessate a ottenere volumi elevati di vendita al fine di ridurre i costi. Utile quando c’è poca possibilità di differenziarsi, i clienti potenziali sono sensibili al prezzo, molti competitor, beni sostituti e assenza di barriere all’entrata. Il fatto di riuscire ad avere costi di produzione bassi può scoraggiare altri ad entrare nel mercato. d. Low cost leader pricing – prezzi bassi per ottenere elevati volumi di vendita. Ne consegue una riduzione dei costi che dipende non solo dagli elevati volumi, può essere raggiunta anche con columi inferiori grazie a efficienza produttiva, tecnologie, outsourcing ecc. e. Multi segment pricing – consumatori diversi con bisogni diversi a cui vengono offerti prezzi diversi. Consumatori disposti a pagare di più per benefici addizionali. f. Plus-one Pricing – fasi di maturità del mercato in cui diventa sempre più difficile differenziarsi, si cerca di fare leva su una particolare caratteristica attraverso la quale ci si differenzia. Non ci sono grandi differenze rispetto ai competitor se non per quella caratteristica che è il suo punto di forza. g. Reduce focus pricing – consiste nell’aumentare il prezzo con conseguente riduzione dei volumi di vendita a cui però corrispondono maggiori margini. L’obiettivo è raggiungere l’ottimale combinazione di volumi e margini. h. Harvest pricing – ultimo step del ciclo di vita del prodotto. Si aumenta sempre di più il prezzo con diminuzione dei guadagni finchè le vendite si azzereranno e si abbandonerà il mercato.

  1. Perceived-value pricing: attenzione al valore percepito complessivo. È possibile valutare i vari attributi (voice of the customer, servizio clienti, disponibilità, facilità d’uso ecc.) dell’offerta di valore in base alla loro importanza per ottenere una valutazione della percezione dell’offerta di valore e dei benefici per i clienti. Si può poi confrontare i risultati ottenuti con quelli dei competitor per decidere il prezzo adeguato.
  2. Performance-based pricing: metodo da utilizzare per capire quali aspetti sono importanti per il cliente. Si basa sulla C onjoint Analysis. Studia il trade off price- performance. Permette di testare le preferenze prezzo-performance e di valutare il valore del prodotto sulla base della posizione competitiva. Ad esempio per un’azienda che offre elevato valore un prezzo vantaggioso, l’analisi potrebbe suggerire di alzare il prezzo mantenendo lo stesso valore offerto. Se invece il prezzo è troppo alto rispetto all’insufficiente valore offerto possono esserci 3 opzioni: abbassare il prezzo per compensare la scarsa performance, migliorare il valore offerto, cambiare segmento di mercato in cui competere.
  3. Customerization value pricing: personalizzazione del prezzo. Necessario unbundling del prezzo e di alcune componenti. Ad esempio processore laptop base oppure quello più veloce. Si fa scegliere al cliente, che scegliendo componenti migliori pagherà un prezzo superiore. Permette ai clienti di pagare per le caratteristiche che reputano di maggiore valore. Gli studi dicono che è meglio mostrare al cliente i prezzi in ordine top-down (percezione del risparmio scendendo nell’ordine) invece che bottom-up che dà l’impressione di costi extra.