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AIDS: Tipologie di trasmissione, Agente Patogeno, Storia e Dati Epidemiologici, Schemi e mappe concettuali di Igiene

Una dettagliata descrizione di aids, dalla sua trasmissione attraverso diverse vie, agente patogeno hiv, storia e dati epidemiologici. Le tre tipologie di trasmissione dell'hiv: madre-figlio, ematica e sessuale, e discute le conseguenze di ogni tipo. Inoltre, viene fornita una breve storia di aids, dall'origine del virus hiv a zoonosi, e dati epidemiologici aggiornati sui casi mondiali e in italia.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 16/02/2022

elenadearg
elenadearg 🇮🇹

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bg1
Compito di I.A.F.P.
Rossi Elena 4ªABS
AIDS
GENERALITÀ
Tipologia Malattia
Malattia infettiva, potenzialmente letale, e con decorso cronico
Tipologie di trasmissione
Esistono 3 diverse vie di trasmissione dell’HIV:!
-madre-figlio, una tipologia di trasmissione verticale che può
avvenire durante la gestazione, il parto o con l’allattamento. !
-ematica, una tipologia di trasmissione orizzontale, che
avviene in seguito a trasfusioni di sangue infetto e scambio
di siringhe infette. Dal quantitativo di sangue scambiato, più
o meno abbondante, la carica virale sarà più o meno
elevata. !
-sessuale, una tipologia di trasmissione orizzontale,
attraverso rapporti eterosessuali e non, vaginali, anali e orali
non protetti dal preservativo, posso essere causa
dell’infezione se i liquidi biologici infetti attraversano piccole
lesioni della mucosa.!
Anche l’assunzione di droghe o sostanze di abuso non iniettabili
(cocaina, ecstasy, alcol) sono pericolose, in quanto riducono il livello
di attenzione ed è pertanto più probabile esporsi a comportamenti a
rischio (per esempio, rapporti sessuali non protetti).!
Contrariamente alle credenze popolari, il virus non si trasmette
attraverso strette di mano, abbracci, vestiti, baci, saliva, morsi,
gra, tosse, lacrime, sudore, muco, urina e feci, bicchieri, posate,
piatti, sanitari, lenzuola e punture di insetti.
Agente eziologico
HIV (Human Immunodeficiency Virus) di tipo 1 e 2. I ceppi sono O e
M e comprendono anche gli 8 sottogruppi. Si tratta di un virus a
RNA che appartiene alla famiglia dei retrovirus che, grazie all’enzima
trascrittasi inversa, sono in grado di trasformare il proprio
patrimonio genetico a RNA in un doppio filamento di DNA. Questo
andrà poi ad inserirsi nel DNA della cellula infettata o “host cell”e da
li dirige la produzione di nuove particelle virali.
Malattia
AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita)!
La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone
l'ecacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioni,
in particolare a quelle opportunistiche, e allo sviluppo di tumori.
Questa vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia.
Mezzo di trasmissione
Diretto o indiretto
Vettori di infezione
Sangue e derivati, fluido seminale, sperma, secrezioni vaginali, fluidi
corporei, siringhe infette, latte materno
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Scarica AIDS: Tipologie di trasmissione, Agente Patogeno, Storia e Dati Epidemiologici e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Igiene solo su Docsity!

AIDS

GENERALITÀ

Tipologia Malattia Malattia infettiva, potenzialmente letale, e con decorso cronico Tipologie di trasmissione Esistono 3 diverse vie di trasmissione dell’HIV:

  • (^) madre-figlio , una tipologia di trasmissione verticale che può avvenire durante la gestazione, il parto o con l’allattamento.
  • (^) ematica , una tipologia di trasmissione orizzontale, che avviene in seguito a trasfusioni di sangue infetto e scambio di siringhe infette. Dal quantitativo di sangue scambiato, più o meno abbondante, la carica virale sarà più o meno elevata.
  • (^) sessuale , una tipologia di trasmissione orizzontale, attraverso rapporti eterosessuali e non, vaginali, anali e orali non protetti dal preservativo, posso essere causa dell’infezione se i liquidi biologici infetti attraversano piccole lesioni della mucosa. Anche l’assunzione di droghe o sostanze di abuso non iniettabili (cocaina, ecstasy, alcol) sono pericolose, in quanto riducono il livello di attenzione ed è pertanto più probabile esporsi a comportamenti a rischio (per esempio, rapporti sessuali non protetti). Contrariamente alle credenze popolari, il virus non si trasmette attraverso strette di mano, abbracci, vestiti, baci, saliva, morsi, graffi, tosse, lacrime, sudore, muco, urina e feci, bicchieri, posate, piatti, sanitari, lenzuola e punture di insetti. Agente eziologico HIV (Human Immunodeficiency Virus) di tipo 1 e 2. I ceppi sono O e M e comprendono anche gli 8 sottogruppi. Si tratta di un virus a RNA che appartiene alla famiglia dei retrovirus che, grazie all’enzima trascrittasi inversa, sono in grado di trasformare il proprio patrimonio genetico a RNA in un doppio filamento di DNA. Questo andrà poi ad inserirsi nel DNA della cellula infettata o “host cell”e da li dirige la produzione di nuove particelle virali. Malattia AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone l'efficacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioni, in particolare a quelle opportunistiche, e allo sviluppo di tumori. Questa vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia. Mezzo di trasmissione Diretto o indiretto Vettori di infezione Sangue e derivati, fluido seminale, sperma, secrezioni vaginali, fluidi corporei, siringhe infette, latte materno

Storia dell’AIDS Origine del virus HIV Nell’ultimo decennio sono stati condotti diversi studi di biologia molecolare medianti i quali è stato possibile stabilire una relazione fra l’HIV e il SIV, un virus che colpisce alcune specie di scimpanzé africani. L'infezione da HIV sarebbe pertanto una zoonosi , cioè una infezione trasmessa all'uomo da altre specie animali: l'HIV sarebbe migrato dal serbatoio dei primati a quello umano probabilmente con la cacciagione oppure tramite riti tribali che comportavano il contatto con il sangue di questi animali. Diffusione a livello mondiale Il primo caso di AIDS fu registrato nel 1981, quando i CDC di Atlanta segnalarono il riscontro di alcuni casi di una rara forma di polmonite in omosessuali maschi di Los Angeles. Successive osservazioni portarono a stabilire che queste polmoniti interessavano soggetti con immunodepressione, e che si manifestavano prevalentemente in chi aveva avuto trasfusioni di sangue o comportamenti sessuali a rischio. Cominciano a nascere le prime teorie sulle possibili cause di queste infezioni e la più accreditata è comunque quella che la malattia colpisca soltanto gli omosessuali. Nel luglio 1982, quando i CDC contano 452 casi totali in 23 Stati diversi, si registrano i primi casi fra gli emofiliaci, individui portatori di un difetto ereditario nei processi di coagulazione del sangue e obbligati quindi a sottoporsi a continue trasfusioni. Nel luglio 1982, dato l'incremento del numero di questi casi, le autorità sanitarie americane coniarono il termine di AIDS per questa nuova patologia. Nel 1984 a Parigi, il virologo Luc Montagnier identificò nel retrovirus dell’HIV la causa dello sviluppo della sindrome. A seguito di diversi casi di trasmissione materno-fetale, si fa sempre più strada la consapevolezza di essere al cospetto di una nuova malattia in diffusione, che riguarda tutti e non più solo piccole categorie, anche al di fuori del confine degli Stati Uniti. Nel 1986 un comitato internazionale stabilisce un nuovo nome per indicare il virus dell'Aids: d’ora in poi si parlerà soltanto di Hiv, ovvero “Virus dell’immunodeficienza umana”.

Dati epidemiologici

Aggiornamento nel mondo 38.000.000 di individui affetti da AIDS dal 1982 (aggiornato al 2020) Aggiornamento in Italia 71.204 casi di AIDS dal 1982 (aggiornato al 2017) Incidenza nel mondo 1,7 milioni di nuove diagnosi nel 2019 e ogni settimana vengono diagnosticate circa 5500 nuove infezioni da HIV Incidenza in Italia 0,9 nuovi casi ogni 100.000 abitanti con una media di 571 nuove diagnosi di infezione ogni anno (aggiornato al 2020) Incidenza in Lombardia 6 nuovi casi ogni 100.000 abitanti con 675 nuove diagnosi nell’anno 2017 Tasso di mortalità 2.000.000 di decessi annui nel mondo di cui in Italia circa 500 ogni anno

Prevenzione

L’efficace prevenzione alle nuove infezioni da HIV porterà in futuro alla diminuzione dei nuovi casi di AIDS a livello globale. La principali accortezze sono:

  • (^) Nei rapporti penetrativi usare il preservativo maschile in modo corretto, ovvero sin dall’inizio del rapporto.
  • (^) Assumere correttamente la profilassi pre-esposizione, che consiste nell’assumere una combinazione di farmaci attivi contro Hiv prima dei rapporti sessuali.
  • (^) Uso di siringhe sterili monouso Si ricorda, in caso di forte sospetto, di ripetere il test diagnostico più di una volta, che potrebbero dare un falso negativo. Africa 1.700. America

Asia

Europa

Oceania

Oceania Europa Asia America Africa

Grafico

Costruire un grafico a torta che dimostri l’incidenza della patologia nei diversi continenti