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Una dettagliata descrizione di aids, dalla sua trasmissione attraverso diverse vie, agente patogeno hiv, storia e dati epidemiologici. Le tre tipologie di trasmissione dell'hiv: madre-figlio, ematica e sessuale, e discute le conseguenze di ogni tipo. Inoltre, viene fornita una breve storia di aids, dall'origine del virus hiv a zoonosi, e dati epidemiologici aggiornati sui casi mondiali e in italia.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Tipologia Malattia Malattia infettiva, potenzialmente letale, e con decorso cronico Tipologie di trasmissione Esistono 3 diverse vie di trasmissione dell’HIV:
Storia dell’AIDS Origine del virus HIV Nell’ultimo decennio sono stati condotti diversi studi di biologia molecolare medianti i quali è stato possibile stabilire una relazione fra l’HIV e il SIV, un virus che colpisce alcune specie di scimpanzé africani. L'infezione da HIV sarebbe pertanto una zoonosi , cioè una infezione trasmessa all'uomo da altre specie animali: l'HIV sarebbe migrato dal serbatoio dei primati a quello umano probabilmente con la cacciagione oppure tramite riti tribali che comportavano il contatto con il sangue di questi animali. Diffusione a livello mondiale Il primo caso di AIDS fu registrato nel 1981, quando i CDC di Atlanta segnalarono il riscontro di alcuni casi di una rara forma di polmonite in omosessuali maschi di Los Angeles. Successive osservazioni portarono a stabilire che queste polmoniti interessavano soggetti con immunodepressione, e che si manifestavano prevalentemente in chi aveva avuto trasfusioni di sangue o comportamenti sessuali a rischio. Cominciano a nascere le prime teorie sulle possibili cause di queste infezioni e la più accreditata è comunque quella che la malattia colpisca soltanto gli omosessuali. Nel luglio 1982, quando i CDC contano 452 casi totali in 23 Stati diversi, si registrano i primi casi fra gli emofiliaci, individui portatori di un difetto ereditario nei processi di coagulazione del sangue e obbligati quindi a sottoporsi a continue trasfusioni. Nel luglio 1982, dato l'incremento del numero di questi casi, le autorità sanitarie americane coniarono il termine di AIDS per questa nuova patologia. Nel 1984 a Parigi, il virologo Luc Montagnier identificò nel retrovirus dell’HIV la causa dello sviluppo della sindrome. A seguito di diversi casi di trasmissione materno-fetale, si fa sempre più strada la consapevolezza di essere al cospetto di una nuova malattia in diffusione, che riguarda tutti e non più solo piccole categorie, anche al di fuori del confine degli Stati Uniti. Nel 1986 un comitato internazionale stabilisce un nuovo nome per indicare il virus dell'Aids: d’ora in poi si parlerà soltanto di Hiv, ovvero “Virus dell’immunodeficienza umana”.
Aggiornamento nel mondo 38.000.000 di individui affetti da AIDS dal 1982 (aggiornato al 2020) Aggiornamento in Italia 71.204 casi di AIDS dal 1982 (aggiornato al 2017) Incidenza nel mondo 1,7 milioni di nuove diagnosi nel 2019 e ogni settimana vengono diagnosticate circa 5500 nuove infezioni da HIV Incidenza in Italia 0,9 nuovi casi ogni 100.000 abitanti con una media di 571 nuove diagnosi di infezione ogni anno (aggiornato al 2020) Incidenza in Lombardia 6 nuovi casi ogni 100.000 abitanti con 675 nuove diagnosi nell’anno 2017 Tasso di mortalità 2.000.000 di decessi annui nel mondo di cui in Italia circa 500 ogni anno
L’efficace prevenzione alle nuove infezioni da HIV porterà in futuro alla diminuzione dei nuovi casi di AIDS a livello globale. La principali accortezze sono:
Asia
Europa
Oceania
Oceania Europa Asia America Africa
Costruire un grafico a torta che dimostri l’incidenza della patologia nei diversi continenti