

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Sunto e commento dell'Antigone di Sofocle dal punto di vista del giurista (concetto di diritto positivo e contrapposizione con il diritto naturale)
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


La tragedia narra la vicenda che conduce alla morte di Antigone, figlia di Edipo e Giocastra. Questa, pur di non sottostare a leggi che ritiene arcaiche basate esclusivamente sull’onore, si rivela un personaggio emancipato con una forte sensibilità morale tanto da rinunciare alla propria vita. Da Edipo e Giocastra nacquero quattro figli: Antigone, Ismene, Polinice ed Eteocle. Dopo la morte del padre il governo di Tebe sarebbe dovuto passare ai due fratelli, ma Eteocle, abusando del suo potere, esilia il fratello. Questa azione provoca in Polinice un forte sentimento di vendetta, che lo porta ad organizzare lontano dal paese natale una guerra contro Eteocle. Da questo scontro entrambi muoiono e sale al potere Creonte, fratello di Giocastra, che ordina subito di far seppellire Eteocle, ma non Polinice, ritenuto oramai traditore della patria. Quando Antigone viene a conoscenza delle intenzioni dello zio rivela alla sorella di essere contraria alla disparità di trattamento dei corpi dei due fratelli e decide di assumersi la responsabilità della sepoltura di Polinice. Ismene, che al contrario di Antigone è freddamente razionale e rispettosa dell’autorità, cerca di dissuadere la sorella e si rifiuta di partecipare alle esequie del fratello. Successivamente una guardia di Creonte scopre Antigone, che viene portata al cospetto del sovrano. In questo momento avviene il dialogo che rappresenta il fulcro della tragedia: Antigone accusa lo zio di essersi elevato con la sua decisione al di sopra del volere degli dei, poiché questi concedevano il rito funebre a tutti gli uomini e neppure il sovrano poteva opporsi. Questa discussione inasprisce ulteriormente i sentimenti di Creonte che, ferito nell’orgoglio, condanna a morte la nipote. Interviene allora Ismene, dichiarando di voler seguire la sorella nel suo destino, ma verrà poi successivamente dichiarata non colpevole. Nonostante il popolo fosse dalla parte della giovane, neppure il figlio di Creonte, Emone, innamorato e promesso sposo di Antigone, riuscì a persuadere il padre, che di tutta risposta decise di non uccidere la nipote, ma di imprigionarla in una grotta per tutto il resto della sua vita. Questo perché pensava che uccidere un membro della sua famiglia sarebbe stato contro natura e avrebbe scatenato l’ira degli dei. Il sovrano, però, si era già macchiato di tale crimine, colpa che gli viene ricordata dall’indovino Tiresia e che gli tormenterà la mente.
Nel frattempo Emone si era recato a liberare Antigone, ma la giovane si era tolta la vita impiccandosi. Dopo aver realizzato il fatto, il giovane innamorato si scaglia contro il padre e decide successivamente di uccidersi con una spada di fronte allo stesso Creonte. Quando la madre di Emone scopre la sorte del figlio si uccide a sua volta per il troppo dolore. La vicenda si conclude con Creonte che supplica gli dei di dargli la morte perché non riesce a sopportare di avere la responsabilità della fine tragica della sua famiglia.