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Superiorità del diritto internazionale
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
Caricato il 03/06/2025
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2.1 Carattere obbligatorio del diritto internazionale Scetticismo verso il diritto internazionale → dovuto alla mancanza di mezzi idonei a costringere i singoli Stati al rispetto delle norme internazionali, e delle stesse sentenze dei giudici internazionali che pure, emesse su base volontaristica, hanno un maggiore coefficiente di osservabilità → ciò che si nega è che si tratti di un vero e proprio fenomeno giuridico capace di imporsi (in modo continuo ed efficace) al singolo Stato. La comunità internazionale nel suo complesso non dispone di mezzi giuridici per reagire efficacemente e imparzialmente in caso di violazione di norme internazionali → ciò che occorre superare è l’idea dell’arbitrio del singolo Stato (la sua libertà di sciogliersi in ogni momento da qualsiasi impegno internazionale). L'applicazione del diritto internazionale all'interno di uno Stato deve rispettare i limiti imposti dai principi fondamentali della Costituzione^1 , poiché nessuna norma esterna può prevalere sui valori essenziali e irrinunciabili della comunità statale. ● Mutatis mutandis → (contesto attuale) il diritto internazionale è sempre più codificato e rafforzato. La Carta delle Nazioni Unite ( art. 103 ) è un esempio cardine: stabilisce che, in caso di conflitto tra obblighi della Carta e obblighi derivanti da altri accordi internazionali, prevalgono quelli della Carta, sottolineando il ruolo centrale delle Nazioni Unite nell'ordinamento internazionale contemporaneo.
Il primato del DI è una diretta conseguenza della natura stessa del diritto internazionale, che ha come obiettivo quello di regolare le relazioni tra Stati, prevenendo conflitti e garantendo la cooperazione. LEGGI INTERNE (^) Nel contesto del DI, le leggi nazionali sono considerate fatti giuridici. Esse rappresentano l'espressione della volontà dello Stato ma non possono giustificare la violazione di norme internazionali obbligatorie.
ATTI AMMINISTRATIVI Caso Wimbledon, 1923
Il Caso Wimbledon ( 1923 ) è emblematico. La Corte Permanente di Giustizia Internazionale stabilì che uno Stato non può usare i propri atti amministrativi per sottrarsi agli obblighi di un trattato. Nel caso specifico, la Germania non poteva opporsi al transito di navi alleate attraverso il Canale di Kiel, come previsto dal Trattato di Versailles.
SENTENZE DEI GIUDICI STATALI
Le decisioni dei tribunali nazionali devono conformarsi al DI. In caso di contrasto, lo Stato rischia di essere ritenuto responsabile a livello internazionale per il mancato rispetto degli obblighi internazionali. Questo primato è fondamentale per garantire la coerenza e l'efficacia del sistema internazionale, evitando che il diritto interno diventi un ostacolo all'applicazione del DI.
EFFETTO DI DISAPPLICAZIONE
CASO NOTTEBOHM, 1955
Quando una norma interna è contraria al DI, questa non viene annullata o modificata, ma dichiarata inopponibile o non applicabile nel contesto internazionale. Esempio: Il Caso Nottebohm (1955) rappresenta un esempio emblematico del primato del diritto internazionale e del concetto di effetto di disapplicazione rispetto a norme o atti di diritto interno.
(^1) L'affermazione è generalmente corretta per ordinamenti che adottano il principio dei controlimiti , come l'Italia e la Germania. Tuttavia, in contesti internazionali universali (es. norme di i us cogens ), il primato del diritto internazionale può essere considerato superiore persino rispetto ai principi costituzionali di uno Stato.
Contesto
Decisione Corte
Effetto di disapplicazione
Friedrich Nottebohm, cittadino tedesco, acquisì la cittadinanza del Liechtenstein nel 1939 tramite naturalizzazione. Tuttavia, il Guatemala, dove risiedeva da anni, non riconobbe questa nuova cittadinanza, sostenendo che fosse un atto privo di legami genuini tra Nottebohm e il Liechtenstein, finalizzato a eludere gli obblighi derivanti dalla Seconda Guerra Mondiale (come il sequestro di beni tedeschi). Il Liechtenstein portò il caso davanti alla CIJ per contestare la posizione del Guatemala. La Corte Internazionale di Giustizia dichiarò inopponibile la naturalizzazione concessa dal Guatemala a Nottebohm in un contesto internazionale, poiché non rispettava i requisiti di un legame genuino ( genuine link ) tra lo Stato e l’individuo. La CIJ non dichiarò nulla sulla validità della norma o dell’atto di naturalizzazione del Liechtenstein nel contesto interno. Tuttavia: ● A livello internazionale, quell'atto fu considerato inopponibile e quindi privo di effetti nei rapporti tra il Liechtenstein e il Guatemala. Questo esemplifica il principio secondo cui il diritto internazionale non annulla né modifica una norma o un atto interno, ma ne limita gli effetti sul piano internazionale.
MODIFICA NORME INTERNE
Sebbene il DI non imponga direttamente la modifica di norme interne, uno Stato può essere obbligato a farlo come forma di riparazione in caso di violazione di obblighi internazionali. Questo è necessario per evitare ulteriori violazioni e per conformarsi al DI.
Confronto con il DIRITTO UE
Nel diritto internazionale generale, lo Stato mantiene la sovranità sul proprio ordinamento interno, ma può subire conseguenze a livello internazionale per atti incompatibili con il DI. Diversamente, nel diritto dell’Unione Europea, le norme incompatibili con il diritto UE devono essere modificate o abrogate. La Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito che gli Stati membri hanno l’ obbligo di adeguarsi pienamente alle norme UE, pena l’imposizione di: ● Sanzioni pecuniarie per infrazioni prolungate. ● Responsabilità finanziaria per risarcire i danni causati ai singoli cittadini o imprese.
2.2 Principio di effettività del diritto internazionale Il principio di effettività nel diritto internazionale riflette l’idea che le norme internazionali sono valide e funzionano nella misura in cui gli Stati e gli attori internazionali le rispettano effettivamente. Questo principio riconosce che la forza del diritto internazionale dipende non tanto da un’autorità superiore che lo impone, ma dal comportamento concreto e costante degli Stati e delle organizzazioni che lo applicano e lo rispettano. ✔ CONCETTO DI EFFETTIVITÀ
L’effettività, in questo contesto, implica che il diritto internazionale trae la sua forza dall’adesione pratica alle norme da parte degli Stati , piuttosto che da sanzioni obbligatorie. A differenza del diritto interno, che ha meccanismi di coercizione più chiari, il diritto internazionale si basa in gran parte sull’ accettazione volontaria e sulla convinzione comune degli Stati che seguire le norme sia vantaggioso per il mantenimento dell’ordine e della stabilità internazionale. Louis Henkin riassume questo concetto affermando che “q uasi tutte le nazioni rispettano quasi tutti i principi di diritto internazionale e quasi tutti i loro obblighi, quasi sempre ” ⇨ sottolineando l’idea che, sebbene vi siano eccezioni e violazioni, la maggior parte degli Stati osserva le regole internazionali nella maggior parte dei casi.
CASO DELL’ALABAMA, 1872
CASO DEL MONTIJO, 1875
CASO GEORGES PINSON, 1982
Il principio di superiorità del diritto internazionale è confermato da vari casi storici che hanno contribuito a definire il rapporto tra diritto interno e diritto internazionale:
● Caso dell’Alabama (1872). Si tratta di un caso di arbitrato internazionale in cui il Regno Unito fu ritenuto responsabile per i danni causati dagli incrociatori confederati, come l'Alabama, durante la Guerra Civile Americana, a causa della sua mancata neutralità. Questo caso dimostrò l’obbligo degli Stati di rispettare le norme internazionali anche sopra le proprie prassi o interpretazioni giuridiche interne.
● Caso del Montijo (1875). Riguardava una controversia tra Stati Uniti e Colombia relativa a diritti di compensazione economica per attività di guerra. Anche in questo caso, si confermò la superiorità del diritto internazionale rispetto a decisioni interne che avrebbero potuto giustificare inadempimenti.
● Caso Georges Pinson (1982). Un caso che riguardava una controversia tra Francia e Messico, relativo a diritti di proprietà e risarcimento. La decisione arbitrale sottolineò ancora una volta l'importanza del diritto internazionale, stabilendo che, in caso di conflitto tra diritto internazionale e norme interne, il primo deve prevalere.
2.5 Organizzazioni Internazionali Intergovernative (OIG) Le Organizzazioni Internazionali Intergovernative (OIG), come le Nazioni Unite, l'Unione Africana o l'Unione Europea, sono soggetti di diritto internazionale creati dagli Stati attraverso carte istitutive (o trattati costitutivi ), che ne stabiliscono struttura, funzioni e obiettivi. Queste carte rappresentano accordi internazionali vincolanti e disciplinano sia l’esistenza che il funzionamento dell’organizzazione. Obblighi ● Rispetto delle carte istitutive : Essendo vincolate dai trattati che le istituiscono, le OIG devono agire entro i limiti delle competenze conferite loro dagli Stati membri. ● Rispetto del diritto internazionale generale : Le OIG sono tenute a conformarsi anche alle norme di diritto internazionale generale (es. divieto dell'uso della forza, norme di ius cogens ) e agli altri trattati internazionali che le riguardano.
2.6 Apertura dell'ordinamento interno al diritto internazionale ✔ RELATIVITÀ NEL TEMPO E NELLO SPAZIO
La citazione di Roberto Ago (« un ordre juridique peine à reconnaître une règle dont il n’est pas l’auteur …») rappresenta un concetto fondamentale nell’ambito del rapporto tra diritto internazionale e diritto interno. La frase esprime la difficoltà di un ordinamento giuridico (nazionale) nell'accettare o riconoscere norme che non ha creato direttamente. Questo ci conduce a un punto cruciale del discorso: come e quando un ordinamento interno accetta e incorpora norme internazionali. ● Civitates superiorem non recognoscentes = Stati che non riconoscono un'autorità superiore. Viene spesso utilizzata in contesti storici o giuridici per descrivere entità sovrane che non riconoscono alcun potere superiore, enfatizzando la loro indipendenza e autogoverno.
Diritto spontaneo vs. diritto positivo
Roberto Ago si riferisce al diritto internazionale come un ordinamento “spontaneo”, che si sviluppa al di fuori degli ordinamenti nazionali e che non è creato formalmente da essi. Questo contrasta con il diritto positivo interno , che è creato dai legislatori nazionali e ha una fonte chiara e riconosciuta. Gli Stati, quindi, non sono gli autori diretti delle norme internazionali, il che complica la loro integrazione nel diritto interno. Gli ordinamenti giuridici nazionali, per riconoscere una norma internazionale, devono poterla “ rappresentare dogmaticamente ” come il prodotto di una fonte che appartiene al loro stesso ordinamento. Questo significa che lo Stato deve adottare specifiche procedure per "trasformare" le norme internazionali in norme interne.
Il grado di apertura di un ordinamento giuridico nazionale verso il diritto internazionale dipende dalla Costituzione di ciascuno Stato. Ogni Stato sceglie se, e in che misura, accettare il diritto internazionale all'interno del proprio sistema giuridico. Ad esempio, in Italia l' art. 10 della Costituzione stabilisce che l'ordinamento giuridico italiano si conforma automaticamente alle norme internazionali generalmente riconosciute (⇨ procedimento speciale ). Tuttavia, questo grado di apertura non è uguale in tutti gli Stati. Alcuni ordinamenti, come quelli che adottano un approccio dualistico, richiedono un atto formale per l'integrazione del diritto internazionale.
Il concetto espresso da Ago si collega al tema del primato del diritto internazionale. ⇨ Sebbene il diritto internazionale abbia tecnicamente prevalenza sulle norme interne, gli ordinamenti nazionali devono riconoscere e accettare le norme internazionali per farle operare al loro interno. Questo è ciò che rende complessa l’applicazione del diritto internazionale a livello nazionale: ogni Stato può accettare o respingere tali norme, e le modalità con cui le norme internazionali diventano effettive variano da Stato a Stato. La frase “un ordine giuridico fatica a riconoscere una norma di cui non è l’autore” sottolinea l'importanza dell'autonomia legislativa degli Stati e la loro riluttanza a subordinarsi automaticamente a norme esterne. È qui che entrano in gioco i meccanismi di adattamento (monismo e dualismo), che definiscono come un ordinamento giuridico accetta norme internazionali all'interno del proprio sistema.
2.7 Il diritto internazionale nell’ordinamento interno degli Stati Conforti (anni ‘60) ha sostenuto che l’osservanza del diritto internazionale da parte di uno Stato dipende soprattutto dagli operatori giuridici interni , come i legislatori e i giudici. La loro capacità di applicare le norme internazionali dipende dall'adattamento legislativo nazionale. Tuttavia, l’autore avverte di fare attenzione alla “febbre internazionalista” del dopoguerra, che ha visto un entusiasmo diffuso per le nuove forme di cooperazione tra Stati. Oggi, tuttavia, questo entusiasmo potrebbe essersi affievolito. Gli Stati e i loro cittadini comprendono ancora il valore del diritto internazionale? Quanti conoscono i principi della Carta delle Nazioni Unite? Questo spunto suggerisce una certa preoccupazione per l’indebolimento della consapevolezza e dell’aderenza alle norme internazionali. La protezione dei diritti fondamentali degli individui nel secondo dopoguerra ha influenzato la struttura degli ordinamenti giuridici nazionali, portando gli Stati a stipulare convenzioni specifiche sui diritti umani e a integrare il diritto internazionale nelle loro legislazioni interne ( Cassese ). Questo cambiamento ha fatto sì che gli individui diventassero, in certe condizioni, soggetti del diritto internazionale , in grado di far valere i propri diritti dinanzi a corti internazionali, come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
2.9 Antinomie: ambito internazionale, ambito interno ● Principio generale in ambito internazionale : In caso di conflitto tra una norma interna e una norma di diritto internazionale, il diritto internazionale prevale, e la norma interna è considerata inopponibile nei confronti degli altri Stati e delle istituzioni internazionali. Questo significa che uno Stato non può invocare una norma del proprio ordinamento interno per giustificare la violazione di un obbligo internazionale.
✔ UN ORDINAMENTO INCOMPLETO E IMPERFETTO
L’ inopponibilità delle norme interne è dovuta alla natura stessa dell’ordinamento internazionale, il quale non ha un’autorità centrale o un sistema di enforcement paragonabile a quello degli Stati. L'ordinamento internazionale è quindi considerato incompleto e imperfetto perché si basa sulla cooperazione e sul rispetto degli obblighi tra Stati, non avendo un sistema coercitivo forte come quello che esiste in ambito nazionale. Per garantire la stabilità e la coerenza del sistema internazionale, è quindi necessario che gli obblighi internazionali abbiano la priorità sulle norme interne contrastanti.
✔ la norma interna resta in vigore a livello interno
RESPONSABILITÀ INTERNAZIONALE
La prevalenza della norma internazionale non implica automaticamente che la norma interna venga abrogata. All'interno dello Stato, quella norma interna può continuare a essere applicata , poiché il diritto internazionale non può modificare o annullare direttamente il diritto nazionale. Tuttavia, lo Stato può essere ritenuto responsabile per ogni violazione dell’obbligo internazionale conseguente all’applicazione della norma interna. In alcuni casi, uno Stato può decidere di mantenere la norma interna in vigore, pur sapendo che ciò comporterà sanzioni o il pagamento di una compensazione internazionale ogni volta che la norma venga applicata in contrasto con il diritto internazionale.
✔ obbligo di modifica della norma interna
In alcuni casi, modificare o abrogare la norma interna è l’unico modo accettabile per riparare una violazione del diritto internazionale e garantire che l’illecito non venga ripetuto. Ciò accade quando la norma interna è la causa diretta e persistente della violazione di un obbligo internazionale. Ad esempio, una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) o di altri organi internazionali può richiedere espressamente allo Stato di modificare una norma interna come forma di risarcimento e garanzia di non ripetizione.
✔ sanzioni per inadempienza e art. 260 TFUE
Nell'ambito dell’Unione Europea, per garantire il rispetto delle sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), l’ articolo 260 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) prevede l’imposizione di sanzioni pecuniarie per gli Stati membri che non modificano le norme interne contrarie al diritto dell'UE. Questo meccanismo serve a incentivare gli Stati a rispettare le decisioni della Corte e ad assicurarsi che le norme europee abbiano un’effettiva superiorità rispetto a quelle nazionali.
✔ la superiorità del diritto internazionale non è contestata
Questo principio di superiorità del diritto internazionale è generalmente accettato e rispettato dagli Stati stessi e dagli altri soggetti internazionali derivati dagli Stati, come le organizzazioni internazionali. Inoltre, questo principio rappresenta un pilastro della stabilità e della coesione del sistema internazionale, perché consente agli Stati di avere fiducia reciproca nel rispetto degli obblighi assunti, limitando la possibilità di conflitti e il rischio di instabilità legato a interpretazioni arbitrarie del diritto.
● In ambito interno : Il modo in cui uno Stato applica questa superiorità dipende dalle concezioni giuridiche moniste o dualiste, che determinano se e come la norma internazionale sia applicabile. Vediamo come queste teorie affrontano i conflitti tra norme e quale comportamento adottano in presenza di una contraddizione tra le due fonti di diritto.
✔ MONISMO (adeguamento automatico)
MONISMO INTERNAZIONALI STA
MONISMO STATUALISTA
Nel monismo, diritto internazionale e diritto interno sono considerati parte di un unico sistema giuridico, ma la gerarchia tra i due può variare a seconda della versione adottata (internazionalista o statualista).
1. Monismo internazionalista → DIRITTO INTERNAZIONALE > DIRITTO INTERNO In caso di antinomia, prevale il diritto internazionale e le norme interne incompatibili devono essere considerate nulle o non applicabili. Questo significa che, se una norma nazionale contraddice una norma internazionale, i tribunali dovrebbero applicare quest'ultima e disapplicare la norma interna in conflitto. Esempio: Se una norma di diritto internazionale vieta una determinata pratica (come la tortura, nel contesto del diritto internazionale sui diritti umani), e una legge interna la consente, in base a questa teoria il giudice interno dovrebbe applicare il divieto internazionale. 2. Monismo statualista → DIRITTO INTERNO > DIRITTO INTERNAZIONALE In questa variante, il diritto internazionale è visto come parte del diritto interno, ma subordinato ad esso. Quando sorge un conflitto, prevale il diritto interno. Qui, il diritto internazionale è considerato rilevante solo in quanto recepito e adattato al diritto statale. Esempio: Gli Stati Uniti, spesso, operano con un approccio vicino a questa concezione, in cui una norma internazionale, pur vincolante sul piano esterno, deve essere recepita attraverso il Congresso prima di avere effetti interni. Se una legge interna contraddice un trattato non recepito, si applica la norma interna.
✔ DUALISMO (necessità di recepimento)
PRIMATO NORME COSTITUZIONALI
PRIMATO DIRITTO INTERNAZIONALE
In caso di antinomia tra una norma internazionale e una norma interna, la gestione del conflitto segue alcune regole specifiche:
1. Primato delle norme costituzionali → Se la norma interna è di rango costituzionale, prevale sul diritto internazionale, a meno che quest'ultimo non sia recepito tramite una norma che abbia un rango costituzionale equivalente (* PRINCIPIO GERARCHICO ). Questo è il caso delle norme di jus cogens , che sono recepite automaticamente in virtù dell’art. 10 Cost., ma le norme di trattati che richiedono una legge di ratifica devono essere compatibili con la Costituzione, oppure questa va modificata (ad esempio, nel caso di conflitti tra la Costituzione e trattati europei o internazionali). 2. Primato del diritto internazionale recepito tramite leggi ordinarie → Se un trattato internazionale viene recepito mediante una legge ordinaria , e una legge interna preesistente confligge con la norma internazionale recepita, prevale la norma più recente ( PRINCIPIO CRONOLOGICO)*. Tuttavia, se la norma interna fosse successiva alla legge di recepimento del trattato e fosse incompatibile, il giudice deve interpretare la norma interna in conformità con il trattato, se possibile, oppure il legislatore dovrà intervenire per risolvere il conflitto.
In sintesi Il principio generale di superiorità del diritto internazionale non è “falso”, ma viene interpretato e applicato diversamente in base alle tradizioni giuridiche degli Stati. Nella pratica interna, la prevalenza del diritto internazionale può essere limitata da vincoli costituzionali o da mancate trasformazioni legislative (nei sistemi dualisti).
2.10 Dominio riservato Il concetto di dominio riservato si riferisce alla sfera di sovranità interna di uno Stato, che rappresenta le materie nelle quali solo quello Stato ha il potere decisionale esclusivo , senza interferenze esterne. Tradizionalmente, ciò che accade all'interno di uno Stato era considerato una questione esclusiva dello Stato stesso. In questa logica, il diritto internazionale non poteva intervenire nelle questioni ritenute “interne” a ciascun Paese, perché appartenevano alla sua sovranità e autonomia. Negli ultimi decenni, però, c'è stata una progressiva erosione del dominio riservato degli Stati. Questo è dovuto all'espansione del diritto internazionale, che ha incluso ambiti un tempo riservati alla sola sovranità statale (ad es. i diritti umani, l’ambiente, e la tutela della salute pubblica). Trattati e convenzioni internazionali regolano sempre più materie che in passato erano considerate interne. Un esempio è la tutela dei diritti umani: oggi la comunità internazionale interviene per monitorare e prevenire violazioni dei diritti umani anche all'interno degli Stati, limitando così il dominio riservato. Nonostante questa tendenza, alcuni Stati resistono a questa erosione e cercano di mantenere un forte controllo su specifiche questioni interne, appellandosi al dominio riservato per limitare l'ingerenza internazionale.