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Questo testo di Bruno Barchitta spiega il processo di sviluppo di un organismo pluricellulare, dalla fecondazione al differenziamento delle cellule e alla morte programmata. Vengono descritte le differenze tra la fecondazione e la divisione meiotica, la formazione di linee cellulari diverse e il processo di differenziamento. Inoltre, vengono presentate le cellule staminali e il loro ruolo nell'autorinnovamento e nella differenziazione in diverse tipologie cellulari.
Tipologia: Dispense
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Ogni organismo pluricellulare si sviluppa a partire da una cellula singola, lo zigote , risultato dall’in- contro fra due gameti. Ogni zigote inizia un preciso e specifico programma di cicli di divisioni che porteranno alla formazione di linee cellulari differenti. Le cellule delle diverse linee cellulari vanno incontro a un processo di differenziamento che è fondamentale per la formazione dei diversi tessu- ti. Ogni linea cellulare prende origine da cellule staminali , cioè cellule indifferenziate, che possono riprodurre se stesse e anche differenziarsi. Alcune linee cellulari mantengono anche cellule inter- medie o progenitrici che conservano, anche se in modo più limitato, la potenzialità di differenziare in distinti tessuti. Fa parte del piano di sviluppo di ogni organismo pluricellulare anche la morte programmata , a cui alcune cellule vanno incontro secondo un preciso programma genetico alta- mente regolato e controllato.
Un gamete (dal greco gametes = sposo) è una cellula specializzata capace di fondersi con un al- tro gamete nel processo di fecondazione che avviene negli organismi che si riproducono sessual- mente. Nelle specie che producono due distinte tipologie di gameti, ogni individuo ne produce un solo tipo: la cellula uovo , più grande, prodotta dalla femmina, e lo spermatozoo , più piccolo, prodotto dal maschio. Il differenziamento dei gameti avviene in organi specifici, le gonadi , secondo una precisa sequenza di eventi denominata gametogenesi. Durante la gametogenesi le cellule vanno incontro a un comp- lesso processo di divisione, la meiosi , che partendo da una cellula con un corredo cromosomico diploide porta alla for- mazione di quattro cellule ognuna con un corredo cro- mosomico aploide. L’incontro e la fusione dei d u e g a m e t i e l a c o n- seguente fusione dei loro due nuclei ripristina, nello zigote, il corredo cromo- somico diploide. La cellula diploide zigotica contiene, quindi, un set di cromosomi derivanti dalla madre e un set derivante dal padre, che
gameti. Lo zigote, appena formato, si divide in due cellule e queste si dividono ancora fino a dar luogo a una massa cellulare, la morula , costituita da cellule tutte uguali allo zigote e con la stessa capacità di esprimere tutti i geni presenti nei loro cromosomi. Le divisioni successive danno luogo, nei mammiferi, a una massa di 64 cellule, la blastocisti , in cui si distinguono due tipologie cellulari, quelle del trofectoderma , che forma i tessuti extraembrionali come la planceta, e quelle della mas- sa interna , che dà luogo all’embrione. Da quest’ultima originano tre strati germinativi, l’ ectoderma , il mesoderma e l’ endoderma. Le cellule dei tre strati, proliferando, danno luogo a popolazioni cellu- lari con diverso destino: l’ectoderma forma l’epidermide e il tessuto nervoso, il mesoderma il tessu- to muscolare e i tessuti connettivi, l’endoderma l’epitelio intestinale. Complessivamente il processo è denominato differenziamento.
Morte cellulare programmata, apoptosi e necrosi Negli organismi pluricellulari la morte cellulare non deve essere intesa come un evento biologico negativo esclusivamente negativo, ma parte integrante della normale organizzazione dei tessuti. In diversi metazoi è fondamentale in quanto coinvolta nella morfogenesi, nel mantenimento del- l’omeostasi tissutale, nell’acquisizione dell’autotolleranza immunitaria e nell’eliminazione di cellule non più utili o dannose per l’organismo. Anomalie nei meccanismi della morte cellulare programmata possono essere alla base di un’ampia gamma di patologie, tra le quali quelle neoplastiche e neurodegenerative. Le cellule che non servono muoiono per apoptosi. Quale può essere lo scopo dell’apoptosi? ❖ La morte delle cellule elimina il tessuto compreso tra le dita in via di sviluppo; ❖ Durante la metamorfosi di un girino in rana: le cellule della coda muoiono e la coda, che alla rana non serve, scompare.
Apoptosi deriva dal grego apoptosis = caduta. Processo di morte cellulare programmata diretta in tutto o inparte dalla cellula apoptotica stessa. Le cellule si suicidano attivando un programma di morte che richiede l’attivazione di specifici geni, sintesi proteica ed elevato consumo di energia. E’ parte integrante della morfogenesi embrionale, della metamorfosi e dell’omeostasi tissutale nell’adulto. Riguarda singole cellule. Comprende tre fasi:
Evento patologico legato a perturbazioni dell’omeostasi. Può essere causata:
La cellula perde acqua. Le giunzioni intercellulari si dissociano, in particolare le giunzioni gap si chiudono e le cellule si distaccano dalle cellule vicine, il citoscheletro collassa, il citoplasma si vac- uolizza e si contrae e la cellula diminuisce di volume. L’integrità della membrana e l’organizzazione interna è mantenuta almeno nelle fasi precoci del processo, mentre a livello nucleare si osserva: disgregazione del nucleolo/i, condensazione e taglio della cromatina, caratteristica figura a mezza- luna. I corpi apoptotici vengono fagocitati. ❖ La membrana plasmatica forma vescicolazioni ma rimane intatta; ❖ Condensazione cellulare senza lisi; ❖ Gli organelli rimangono intatti; ❖ Condensazione della cromatina e aggregazione alla membrana nucleare; ❖ Formazione di vescicole rivestite da membrana (corpi apoptotici); ❖ Processo attivo (in genere richiede sintesi proteica); ❖ Frammentazione del DNA ai siti internucleosomici; ❖ Processo regolato geneticamente; ❖ Morte di una singola cellula; ❖ Non evoca infiammazione.