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All’intero del file è presente una tabella che spiega in modo molto chiaro la differenza tra i termini: anassertivo, assertivo e aggressivo.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Franco Nanetti: ANASSERTIVITÀ ASSERTIVITÀ AGGRESSIVITÀ PENSIERI E IDEE Inferiorità di se stessi, eccessivo bisogno di amore e approvazione; tendenza all’autosvalutazione, senso di impotenza; senso di autoindignità; tendenza a fare inferenze sulle capacità degli altri di accettarci; previsioni catastrofizzanti. Rispetto dei miei bisogni, interessi ma anche di quelli dell’altro; autonomia; uguaglianza; fiducia nelle proprie capacità; accettazione dei propri difetti e manchevolezze come di quelle degli altri. Tendenza a cogliere un senso di superiorità personale in relazione ai propri diritti, ai propri interessi e alle proprie valutazioni; persona aggressiva svaluta gli altri e ipervalutazione delle proprie capacità; pretese assolutistiche in termini di doveri degli altri; disprezzo delle capacità degli altri; limitatezza o mancanza di visione previsionale (cioè non vede i danni che può procurare con la propria aggressività). STATI EMOTIVI Depressione; disperazione; imbarazzo; vergogna; terrore; ansia; angoscia; colpa; rabbia verso se stesso. Prova emozioni appropriate alle circostanze; legittimo dispiacere; sana tristezza, dolore, interesse; curiosità; sollecitudine; sana inquietudine; responsabilità; talvolta irritazione o fastidio. Impazienza; intolleranza; risentimento; rancore; astio; ostilità; rabbia verso gli altri. TENDENZE GENERALI DEL COMPORTAMENTO Tendenza a non affermare e non difendere i propri interessi, diritti, ossia rinunciare a se stessi; lasciare decidere gli altri anche per noi stessi; compiacere; eccedere agli altri; evitare ogni divergenza di opinioni, ogni tipo di conflitto e discussione. Affermare, difendere propri interessi e diritti pur rispettando quelli degli altri; agire di propria iniziativa nel raggiungimento dei propri obiettivi realistici; comunicare autenticamente, esprimersi, domandare, confrontarsi, collaborare nella ricerca di legittimi accordi e compromessi. Affermare e difendere i propri interessi, diritti e opinioni senza alcun riguardo per quelli degli altri; prendere decisioni anche per gli altri; raggiungere subito e anche con mezzi illegittimi i propri scopi ed obiettivi; manipolare; prevaricare; dominare. COMPORTAMENTO VERBALE Essere passivi, dissimulatori, con poche parole, talvolta eccessivamente taciturni; esitanti; diffidenti; con tendenza a provare vergogna ad essere evasivi ed insinuanti; con messaggi indiretti (“si” impersonale es si potrebbe fare..). Espressione diretta, concreta, appropriata alle circostanze; emotivamente sinceri; formulazione di messaggi in prima persona volti a relativizzare (io ritengo così, mi pare giusto cosi, io provo questo..); ampliamento della critica (accettazione) e non Esorbitanza dell’energia messa in gioco; reattività impropria: emotivamente esagerato e falso; messaggi assolutistici e generalizzanti incentrati sul “tu” nella forma accusatoria (tu sei).
reattività. COMPORTAMENTO NON-VERBALE Sguardo basso e sfuggente; scarso volume della voce; postura chiusa e di difesa; gesti incerti ed esitazione e di impotenza. Sguardo diretto e sincero orientato allo scambio colloquiale; emissione verbale fluida e calibrata; postura del corpo eretta e flessibile; gesti fermi e misurati. Sguardo fisso di dominio, predatorio, accusatorio; volume alto e intenso della voce; posizione intimidatoria del corpo; gestualità minacciosa.