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tacito latino appunti, Appunti di Latino

tacito argomento latino superiori

Tipologia: Appunti

2022/2023

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TACITO
È considerato uno dei più importanti storici dell’antichità.
Nelle sue opere egli si fa interprete dello stato d’animo dei suoi contemporanei nei confronti
dell’impero, raccontando con toni tragici il principato sotto Nerone e Domiziano.
Nostalgico della libertà repubblicana, Tacito: è convinto della necessità dell’impero,
incoraggia all’operato dei sovrani come Nerva e Traiano che sono riusciti a conciliare il
principato e la libertà.
Tacito nacque intorno al 55 d.C. nella Gallia Narbonense da una famiglia di rango equestre.
Studiò a Roma, e nel 78 sposò la figlia di Giulio Agricola (comandante militare).
Grazie all’aiuto di quest’ultimo iniziò la carriera politica sotto Vespasiano e la proseguì sotto
Tito e Domiziano.
Dopo essere stato pretore nell’88, Tacito fu lontano da Roma, probabilmente per un incarico
in Gallia o in Germania.
Nel 97, sotto il regno di Nerva, fu consul suffectus e pronunciò l’elogio funebre di Virginio
Rufo, il console morto al quale era subentrato.
Sotto il principato di Traiano sostenne (insieme a Plinio il Giovane) l’accusa di corruzione
mossa dai provinciali d’Africa contro l’ex governatore Mario Prisco.
Il processo ebbe termine nel 100, con la condanna di Prisco all’esilio.
Tacito fu proconsole in Asia nel 112 e 113.
Morì intorno al 117
LE OPERE
Le opere conosciute di Tacito sono:
- il De Vita Iulii Agricolae noto come Agricola, pubblicato nel 98;
- il De origine era situ Germanorum” (più comunemente noto come Germania)
dello stesso anno.
- Il Dialogus de Oratoribus” incentrato sul tema della decadenza dell’oratoria;
- le Historiae”, in 12 o 14 libri,
- gli Annales” in 16 o 18 libri, composti successivamente alle Historiae e rimasti
incompleti per la morte dell’autore.
Delle Historiae ci sono pervenuti solo i libri dall’ 1 al 4, parte del libro e alcuni frammenti;
degli Annales i libri dall’1 al 14, una porzione del libro 5º, quasi tutto il libro 6º, parte del libro
11º, i libri dal 12º al 15º e parte del libro 16º.
È molto discusso il problema del numero rispettivo dei libri che componevano le Historiae e
gli Annales: alcuni pensano a 12 e 18 libri, altri a 14 e 16.
Questa seconda ipotesi ha il sostegno della numerazione del manoscritto Mediceo II”, ma il
problema è complicato dal fatto che le due opere cominciarono ben presto a circolare in
un’edizione congiunta di 30 libri, dove gli Annales precedevano le Historiae, nonostante
fossero state composte più tardi e formavano la narrazione della storia romana dalla morte
di Augusto alla morte di Domiziano.
Dalle Historiae ricaviamo le notizie fondamentali sulla vita di Tacito.
L’ESEMPIO DI AGRICOLA: VIRTÙ E RESISTENZA AL REGIME
Per il tono encomiastico l’Agricola si chiama si richiama allo stile delle laudationes funebri.
Dopo un riepilogo della carriera del protagonista prima dell’incarico in Bretagna, l’opera si
incentra sul tema della conquista dell’isola, lasciando spazio a digressioni geografiche
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TACITO

È considerato uno dei più importanti storici dell’antichità. Nelle sue opere egli si fa interprete dello stato d’animo dei suoi contemporanei nei confronti dell’impero, raccontando con toni tragici il principato sotto Nerone e Domiziano. Nostalgico della libertà repubblicana, Tacito: è convinto della necessità dell’impero, incoraggia all’operato dei sovrani come Nerva e Traiano che sono riusciti a conciliare il principato e la libertà. Tacito nacque intorno al 55 d.C. nella Gallia Narbonense da una famiglia di rango equestre. Studiò a Roma, e nel 78 sposò la figlia di Giulio Agricola (comandante militare). Grazie all’aiuto di quest’ultimo iniziò la carriera politica sotto Vespasiano e la proseguì sotto Tito e Domiziano. Dopo essere stato pretore nell’88, Tacito fu lontano da Roma, probabilmente per un incarico in Gallia o in Germania. Nel 97, sotto il regno di Nerva, fu consul suffectus e pronunciò l’elogio funebre di Virginio Rufo, il console morto al quale era subentrato. Sotto il principato di Traiano sostenne (insieme a Plinio il Giovane) l’accusa di corruzione mossa dai provinciali d’Africa contro l’ex governatore Mario Prisco. Il processo ebbe termine nel 100, con la condanna di Prisco all’esilio. Tacito fu proconsole in Asia nel 112 e 113. Morì intorno al 117 LE OPERE Le opere conosciute di Tacito sono:

  • il “ De Vita Iulii Agricolae ” noto come Agricola , pubblicato nel 98;
  • il “ De origine era situ Germanorum” (più comunemente noto come Germania ) dello stesso anno.
  • Il “ Dialogus de Oratoribus” incentrato sul tema della decadenza dell’oratoria ;
  • le “ Historiae” , in 12 o 14 libri,
  • gli “ Annales” in 16 o 18 libri, composti successivamente alle Historiae e rimasti incompleti per la morte dell’autore. Delle Historiae ci sono pervenuti solo i libri dall’ 1 al 4, parte del libro 5º e alcuni frammenti; degli Annales i libri dall’1 al 14, una porzione del libro 5º, quasi tutto il libro 6º, parte del libro 11º, i libri dal 12º al 15º e parte del libro 16º. È molto discusso il problema del numero rispettivo dei libri che componevano le Historiae e gli Annales : alcuni pensano a 12 e 18 libri, altri a 14 e 16. Questa seconda ipotesi ha il sostegno della numerazione del manoscritto “ Mediceo II” , ma il problema è complicato dal fatto che le due opere cominciarono ben presto a circolare in un’edizione congiunta di 30 libri, dove gli Annales precedevano le Historiae, nonostante fossero state composte più tardi e formavano la narrazione della storia romana dalla morte di Augusto alla morte di Domiziano. Dalle Historiae ricaviamo le notizie fondamentali sulla vita di Tacito. L’ESEMPIO DI AGRICOLA: VIRTÙ E RESISTENZA AL REGIME Per il tono encomiastico l’ Agricola si chiama si richiama allo stile delle laudationes funebri. Dopo un riepilogo della carriera del protagonista prima dell’incarico in Bretagna, l’opera si incentra sul tema della conquista dell’isola , lasciando spazio a digressioni geografiche

ed etnografiche, che derivano da appunti e ricordi di Agricola, ma anche dalle notizie sulla Britannia contenute nei commentari di Cesare. A causa di queste digressioni, l’argomento dell’ Agricola è sembrato andare oltre i limiti di una semplice biografia. L’autore non perde mai il contatto col proprio personaggio principale: la Bretagna è il campo in cui si manifesta la virtù di Agricola, il teatro delle sue brillanti imprese. Nell’elogiare il carattere del suocero, Tacito mette in rilievo come egli avesse saputo servire lo Stato con fedeltà e onestà, anche sotto un pessimo principe come Domiziano. Alla fine anche Agricola, che non era disposto al servilismo, era caduto in disgrazia presso Domiziano; questo avvenne dopo che egli aveva dato prova di quanto si potesse operare in favore della comunità. Affrontando la corruzione altrui, Agricola muore silenziosamente senza andare in cerca della gloria di un martirio stentato: la cosiddetta ambitiosa mors (come il suicidio degli stoici) che Tacito condanna in quanto non è di nessuna utilità la res publica. L’esempio di Agricola indica come anche sotto la tirannide sia possibile seguire la via mediana tra la ribellione aperta e il servilismo di coloro che si piegano a qualunque richiesta. L’elogio di un personaggio come Agricola si traduce in una celebrazione della parte sana della classe dirigente, formata da uomini che avevano collaborato con i principi della dinastia Flavia, offrendo il loro contributo alla vita politica e civile; sono uomini che non avrebbero giustificato una condanna del servizio da essi prestato allo Stato. L’agricola si situa nel punto di intersezione tra i diversi generi letterari: si tratta di un panegirico sviluppato in biografia, di una laudatio funebris , ampliata e integrata con materiali storici ed etnografici. Nell’esordio, nei discorsi e nel finale è notevole l’influenza di Cicerone. Nelle parti narrative etnografiche si avverte la presenza dei due diversi modelli di stile storico di impronta Sallustiana e di impronta Liviana. LA GERMANIA E LA RAPPRESENTAZIONE DEI BARBARI (collegamento con l’imperialismo della 2 guerra mondiale) Gli interessi etnografici, già presenti nell’ Agricola , sono al centro della Germania : un’opera dedicata alla descrizione del territorio della Germania e dei suoi abitanti, che rappresentavano una minaccia per l’impero romano. Quest’opera costituisce l’unica testimonianza di una letteratura etnografica, che a Roma doveva avere una certa fortuna. Gli interessi etnografici, a Roma, si possono far risalire al “ De bello Gallico ” di Cesare, che aveva descritto il sistema di vita dei germani. Successivamente, storici come Sallustio e Livio erano ricorsi ad ampie digressioni etnografiche , che introducevano l’elemento di variazione nelle esposizioni degli avvenimenti, e permettevano di fare un excursus sulla Germania (nel caso dell’ Historiae di Sallustio). Le notizie etnografiche contenute nella Germania derivano da fonti scritte : per quanto Tacito mostri di averne consultate diverse, è probabile che egli abbia tratto la maggior parte della documentazione dai “ Bella Germaniae” di Plinio il Vecchio, che aveva prestato