




































































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Una introduzione alle tecniche di campionamento statistico, inclusi il campionamento, il disegno di campionamento e le diverse tecniche e metodi utilizzati. Il campionamento è il processo di estrarre un numero ridotto di casi da un insieme più grande, consentendo la generalizzazione dei risultati alla popolazione intera. Il disegno di campionamento include le decisioni prese per formare il campione, come la definizione della struttura del campione, la selezione delle unità campionarie e la determinazione della numerosità del campione. Le tecniche di campionamento consentono di selezionare alcune unità statistiche del collettivo secondo criteri prefissati, con la casualità che interviene nella selezione delle unità. il campionamento casuale semplice, il campionamento sistematico, il campionamento con probabilità disuguali, il campionamento stratificato e altri metodi non probabilistici come il campionamento a scelta ragionata e il campionamento bilanciato.
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 76
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!





































































riduzione dei costi
maggiore rapidità
maggiore accuratezza
assenza di alternative
errore campionario
discriminazioni all’interno della popolazione
eccessiva dimensione del campione in caso di eventi rari
Rappresentatività: è la capacità di fornire, in piccolo ma
senza distorsioni, un’immagine accurata
della popolazione a cui si riferisce.
Sufficienza: misura l’attendibilità dei dati, ossia la
probabilità che essi siano validi per
l’universo entro termini statisticamente
determinabili.
Eterogeneità: presenza di caratteristiche e qualità
diverse nel campione, collegate alla
variabilità dei comportamenti.
Il disegno di campionamento è l’insieme delle
decisioni prese per formare il campione.
Le sue fasi sono:
Le tecniche di campionamento consentono di selezionare
alcune unità statistiche del collettivo secondo criteri prefissati.
parte da una probabilità nota, o calcolabile, di ogni unità
della popolazione di entrare a far parte del campione.
quando non è nota, né è ricavabile, la probabilità di
inclusione di una unità nel campione.
N.B.: solo i campionamenti probabilistici assicurano la
possibilità di conoscere la misura dell’imprecisione che si
commette inevitabilmente nel selezionare le unità.
CAMPIONAMENTO NON PROBABILISTICO
Campionamento per quote
Campionamento a scelta ragionata
Campionamento con adesione volontaria
Campionamento bilanciato
Campionamento “snowball”.
Storicamente, campioni di questo tipo sono stati concepiti e applicati prima quelli probabilistici, ma non sono altrettanto rappresentativi; inoltre non consentono il calcolo dell’errore dovuto al campionamento e quello della bontà delle stime.
Le unità sono scelte in modo casuale, utilizzando in modo appropriato le diverse tecniche di selezione.
La casualità interviene nella selezione delle unità e si ottiene attribuendo ad ogni unità della popolazione una probabilità nota (e diversa da zero) di essere selezionata.
Quando la probabilità di estrazione, oltre ad essere nota, in ciascuna estrazione è posta uguale per tutte le unità della popolazione , si parla di campionamento casuale semplice.
Avendo determinato un’ampiezza campionaria pari a n ,
il c.c.s. corrisponde concettualmente a inserire in
un’urna (o in un computer) i primi N numeri interi
associati alle N unità della popolazione, e quindi estrarre
casualmente dall’urna n volte uno di questi numeri (o dal
computer tramite la generazione di n numeri aleatori),
riportandolo in una apposita lista di campionamento e
poi reinserendolo nell’urna. La lista dei numeri
identificherà dunque le unità campionate.
Questo metodo è anche detto campionamento bernoulliano
(dal nome del matematico Bernoulli, che lo formalizzò),
oppure campionamento con reinserimento (con ripetizione).
Il rapporto n/N è detto frazione di campionamento
(cioè “quota del collettivo da inserire nel campione”).
della popolazione hanno uguale probabilità di essere
estratte.
ogni estrazione è pari a 1 /N, per cui la probabilità
complessiva che tale unità faccia parte del campione è
pari a n/N (pari alla frazione di campionamento).
Supponiamo di avere una popolazione di 6 unità:
quanti e quali campioni di dimensione 2 possono
essere estratti con il C.C.S.?
Indicando ciascuna unità della popolazione con lettere da A a F, i
possibili campioni (con reinserimento) sono dati dalle coppie:
AA AB AC AD AE AF BA BB BC BD BE BF CA CB CC CD CE CF
DA DB DC DD DE DF EA EB EC ED EE EF FA FB FC FD FE FF
I campioni possibili sono dunque 36 ( 62 ), e ognuno di essi ha
una probabilità di essere estratto pari, ovviamente, a 1 /36.
Ogni unità della popolazione ha la stessa probabilità di essere
estratta. Nell’esempio, ogni unità appare in 12 diversi campioni,
per cui la probabilità che un soggetto sia estratto è 12 /36= 1 /3,
ancora una volta pari alla frazione di campionamento 2 /6= 1 /3.
MA…
“Il campionamento casuale semplice è raramente applicato
nelle indagini statistiche, sia perché la selezione è
completamente affidata al caso e non considera le
informazioni note a priori sulla popolazione, sia perché
nelle indagini su vasta scala comporta un piano di
rilevazione costoso e di difficile realizzazione dal punto di
vista organizzativo, necessitando inoltre della lista
completa della popolazione, che spesso non è disponibile”
(Corbetta, 1999)
Il campionamento casuale semplice è inapplicabile nelle
indagini “ distruttive” e distorsivo nelle indagini svolte in
popolazioni poco numerose, poiché è alta la probabilità di
campionare più volte la stessa unità.
La probabilità totale “a priori” che una unità faccia parte del
campione sarà quindi pari a
n
N (N 1 ) ... (N n 1 )
N (N 1 ) ... (N n 1 )
N n 1
Si noti che tale probabilità sarà pari a n/N solo nel caso n= 1 ,
essendo qui (N-n+ 1 ) = N, per cui l’espressione si ferma a 1 /N.
Lo spazio campionario |Ω| (ossia il numero di possibili
campioni che possono essere estratti dalla popolazione data)
è fornito, dunque, dal prodotto posto a denominatore della
frazione che indica la probabilità totale “a priori”:
N·(N− 1 )·(N− 2 )∙ … ·(N−n+ 1 ).
Una formula generale che utilizza una funzione matematica
nota (anche nei fogli elettronici) si ottiene moltiplicando e
dividendo proprio il prodotto N·(N− 1 )·(N− 2 )∙ … ·(N−n+ 1 )
per la quantità (N−n)! , che si legge (N−n) fattoriale , e che
corrisponde al prodotto dei primi (N-n) numeri interi.
Si avrà:
|Ω| = (N)!/(N−n)! ,
mentre la probabilità di estrazione di un qualsiasi campione
è data dall’inverso:
π = (N−n)! / (N)!.