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Nonostante il progresso tecnologico del mondo contemporaneo, la violenza sembra essere ancora un comportamento diffuso. Le cronache che ogni giorno i media ci propongono, ci parlano di aggressioni, di omicidi, di violenze, spesso attribuibili a motivi banali. A farne le spese sono quasi sempre i più deboli: le donne, i bambini e gli anziani sono, infatti, le vittime perfette di una violenza che si consuma tra le mura domestiche. Ovunque ci giriamo possiamo intravedere in gesti e atteggiamenti sbagliati, forme di violenza più o meno esagerate che ci colpiscono particolarmente. Dai piccoli episodi che si consumano tra i banchi di scuola ai grandi casi di cronaca, dunque, la violenza è sotto gli occhi di tutti: donne maltrattate da ex compagni o mariti, bambini non considerati o addirittura malmenati, omicidi. Prendiamo l'esempio della scuola, dove tra compagni si discrimina il più debole e lo si emargina fino ad escluderlo dalle attività sociali. Il fenomeno del bullismo è ormai molto diffuso. I ragazzi sottoposti a quelle che sono vere e proprie violenze fisiche e psicologiche rischiano addirittura la vita, spinti da una cattiveria da parte di coloro che in realtà dovrebbero essere loro amici. Non solo. Gli esempi da fare sono molti: la violenza negli stadi è un altro punto debole della nostra società. Per non parlare delle violenze domestiche subite dalle donne da parte di familiari e compagni di vita. In questo ambito, come non ricordare il caso di Gessica Notaro, finalista a miss Italia e poi diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, aggredita con l'acido dal suo ex compagno perché geloso. O ancora il caso di pochi mesi fa, dove la vittima questa volta è il piccolo Giuseppe ucciso dal compagno della madre solo perché aveva rotto giocando la sponda del lettino appena comprato. Tuttavia, la violenza in famiglia spesso non è conosciuta perché è quella che non viene quasi mai denunciata in quanto è portata proprio dai propri familiari. Infatti, spesso le donne che subiscono violenza non sempre trovano la forza per denunciare l’accaduto. I fatti che raccontano i media, oltre ad allarmare, insistono sul fatto che non c’è una pena certa nei confronti di chi sbaglia, per questo credo che ci sia la necessità di promulgare leggi severe e infliggere pene più significative, oltre che, convincere le vittime a denunciare subito le violenze in modo che tutto questo finisca il prima possibile. Per questo motivo, penso che bisogna cambiare le mentalità di tutti: bisogna imparare ad essere sensibili alla violenza, a riconoscerla in quanto tale per poterla combattere nel modo giusto. Per farlo è importante partire dal basso, dalle piccole cose che nella vita di tutti giorni a volte neanche notiamo. Violenza non è soltanto fare del male fisicamente: violenza sono tutte quelle azioni che si compiono contro la volontà di qualunque essere umano. Educazione e rispetto per me sono la base perfetta per un essere umano degno di essere considerato una persona perbene. Se tutti ci impegnassimo ad essere rispettosi di noi e del prossimo le cose inizierebbero a migliorare.