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Tema Totalitarismo Scienze Umane, Temi di Scienze Umane

tema fatto con la professoressa Apuzzo

Tipologia: Temi

2020/2021

Caricato il 06/01/2025

BlackStenius
BlackStenius 🇮🇹

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NOME E COGNOME: Marco Bartoli CLASSE: 5°C DATA: 12/04/2022
TEMA SCIENZE UMANE TOTALITARISMO
Nei regimi totalitari non c’è spazio per l’avversario. Come afferma Courtois in il libro
nel del comunismo, i contrari al regime venivano considerati prima nemici, poi
criminali e infine esclusi.
In quanto tali, dovevano essere sterminati. I sistemi totalitari, infatti, volevano
costruire “un umanità riunificata o purificata, non antagonista”. I regimi totalitari
inoltre hanno manomesso completamente la memoria storica come emerge molto
bene nel testo di Orwell, La fattoria degli animali.
Il candidato alla luce del testo citato di Orwell e degli studi effettuati in sociologia,
commenti la traccia sviluppando il tema del totalitarismo specificandone le caratteristiche
tipiche e le condizioni storico-sociali e culturali che hanno permesso l’affermazione di
questa forma di Stato.
Il totalitarismo è una forma politica in cui tutti i poteri statali sono gestiti da un unico
individuo in modo assoluto.
Parlando di totalitarismo, si fa riferimento in primis al libro di Hanna Arendt scritto nel 1951
chiamato “Le origini del totalitarismo”, nel quale vengono citati una serie di motivi sulla sua
nascita e sulle sue caratteristiche.
A proposito della sua nascita, secondo Hanna Arendt, risale al XX Secolo ed è nato nello
stesso periodo dello Stato Sociale, del quale si risaltano gli aspetti democratici e quindi la
libertà individuale.
Il totalitarismo invece non solo (come anticipato in precedenza) affida tutti i poteri in un
unica entità ma cerca di modificare anche gli aspetti sociali e individuali di un determinato
stato attuando una vera e propria risocializzazione grazie anche all’industrializzazione
della cultura.
Perciò bisogna prestare attenzione a non considerare sinonimi l’autoritarismo e il
totalitarismo sebbene entrambi come matrice comune abbiano quello di affidarsi ad un
unica entità.
Il totalitarismo difatti interviene su una risocializzazione di massa perché il suo scopo non
è solo quello di far brillare il suo popolo e anche quello di creare un sistema organico
fedele al sistema, l’autoritarismo per una serie di motivi si muove in un’altra direzione.
Il potere politico nell’autoritarismo inoltre non è pienamente assoluto, poiché gli organi
militari e burocratici hanno ancora una determinata importanza e non si ha una dottrina
specifica e a sua volta ci potrebbero essere delle forme di opposizione.
I fattori che ne hanno favorito la crescita e l’avvento del totalitarismo sono individuabili nel
fatto che i mass media hanno acquisito sempre più importanza e ne sono state trovate
nuove forme, con cui è potuta avvenire la manipolazione della società usando come
strumento anche la propaganda.
Un altro fattore si può individuare nelle riforme sulle istituzioni scolastiche (come la
Riforma Gentile in Italia in epoca fascista) strutturate in modo che i valori ritenuti corretti
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NOME E COGNOME: Marco Bartoli CLASSE: 5°C DATA: 12/04/

TEMA SCIENZE UMANE TOTALITARISMO

Nei regimi totalitari non c’è spazio per l’avversario. Come afferma Courtois in il libro nel del comunismo, i contrari al regime venivano considerati prima nemici, poi criminali e infine esclusi. In quanto tali, dovevano essere sterminati. I sistemi totalitari, infatti, volevano costruire “un umanità riunificata o purificata, non antagonista”. I regimi totalitari inoltre hanno manomesso completamente la memoria storica come emerge molto bene nel testo di Orwell, La fattoria degli animali. Il candidato alla luce del testo citato di Orwell e degli studi effettuati in sociologia, commenti la traccia sviluppando il tema del totalitarismo specificandone le caratteristiche tipiche e le condizioni storico-sociali e culturali che hanno permesso l’affermazione di questa forma di Stato. Il totalitarismo è una forma politica in cui tutti i poteri statali sono gestiti da un unico individuo in modo assoluto. Parlando di totalitarismo, si fa riferimento in primis al libro di Hanna Arendt scritto nel 1951 chiamato “Le origini del totalitarismo”, nel quale vengono citati una serie di motivi sulla sua nascita e sulle sue caratteristiche. A proposito della sua nascita, secondo Hanna Arendt, risale al XX Secolo ed è nato nello stesso periodo dello Stato Sociale, del quale si risaltano gli aspetti democratici e quindi la libertà individuale. Il totalitarismo invece non solo (come anticipato in precedenza) affida tutti i poteri in un unica entità ma cerca di modificare anche gli aspetti sociali e individuali di un determinato stato attuando una vera e propria risocializzazione grazie anche all’industrializzazione della cultura. Perciò bisogna prestare attenzione a non considerare sinonimi l’autoritarismo e il totalitarismo sebbene entrambi come matrice comune abbiano quello di affidarsi ad un unica entità. Il totalitarismo difatti interviene su una risocializzazione di massa perché il suo scopo non è solo quello di far brillare il suo popolo e anche quello di creare un sistema organico fedele al sistema, l’autoritarismo per una serie di motivi si muove in un’altra direzione. Il potere politico nell’autoritarismo inoltre non è pienamente assoluto, poiché gli organi militari e burocratici hanno ancora una determinata importanza e non si ha una dottrina specifica e a sua volta ci potrebbero essere delle forme di opposizione. I fattori che ne hanno favorito la crescita e l’avvento del totalitarismo sono individuabili nel fatto che i mass media hanno acquisito sempre più importanza e ne sono state trovate nuove forme, con cui è potuta avvenire la manipolazione della società usando come strumento anche la propaganda. Un altro fattore si può individuare nelle riforme sulle istituzioni scolastiche (come la Riforma Gentile in Italia in epoca fascista) strutturate in modo che i valori ritenuti corretti

per l’ideologia in vigore venissero trasmessi alle nuove generazioni. Ma anche con attività organizzate dallo stato per gestire il tempo libero delle persone, difatti rimanendo sempre in Italia si ha l’esempio calcistico della Dominante, una squadra di Genova che era contrapposta al Genoa. Esempi di totalitarismi possono essere individuati nell’URSS, nel Terzo Reich della Germania nazista e nel Giappone di Hiroito (fino al 1946)., ma non possono essere considerate propriamente come tali l’Italia fascista, la Spagna franchista poiché esiste un dualismo tramite il leader e il regnante e i regni precedenti al XX Secolo come l’Impero Romano, la Francia di Luigi XIV e l’Impero Asburgico. Inoltre come soggetto di dibattito non è propriamente considerata come autoritaria la Nord Corea poiché vi è una Necrocrazia, cioè come si afferma nell’ambito del diritto internazionale, quella forma politica in cui sono ancora in vigore le ideologie e il potere del leader precedente nonostante sia morto e nonostante vi sia stata una successione. Il libro di Hanna Arendt non è l’unico testo preso in considerazione. George Orwell ha trattato il tema dei totalitarismi nel 1948 con il romanzo distopico “1984” raccontando la vita di un uomo in un regime totalitario, ma specialmente tre anni prima nel 1945 con la novella “La Fattoria Degli Animali”. La fattoria degli animali si può considerare come un romanzo allegorico perché ha una funzione di rappresentare in modo satirico come nascono i regimi totalitari, prendendo in considerazione la rivoluzione russa nell’Ottobre del 1917. In questo libro George Orwell, utilizza gli animali come simbolo di personaggi storici, popolo e strumento propagandistico e descrive la nascita e lo sviluppo di un regime. Il regime nasce seguendo dei concetti prestabiliti, difatti Il Vecchio Maggiore, un maiale anziano e molto saggio, raffigura Marx e il comunismo, che a causa della morte non vede mai concretizzarsi i propri concetti rivoluzionari, ma Il Vecchio Maggiore si limita ad affidare le proprie idee a degli ipotetici seguaci. Sempre parlando dei processi della rivoluzione, George Orwell, fa individuare un movente che spinge gli animali della fattoria ad attuare una rivolta. Proprio come in Russia ai tempi dei Romanov e dell’ultimo Zar, anche qui gli animali vengono oppressi e sfruttati (in questo caso da John e dagli altri contadini), perciò all’estremo delle forze si ribellano cacciando via l’autorità locale salendo ufficialmente al potere e mettendo in vigore una serie di principi che promuovo l’uguaglianza totale. Dopo la rivoluzione, Orwell si sofferma sui processi di degenerazione della politica tramite la rappresentazione sulla riorganizzazione della fattoria. Proprio come nella Russia in cui allo stesso tempo convivevano Stalin e Trotskil, nel romanzo convivono Palla di Neve e Napoleone (i due principali rivoluzionari), dove a causa di mancate comprensioni e di diversi progetti futuri Napoleone (che è corrispondente alla figura di Stalin) caccia via Palla di Neve, il quale diverrà il male assoluto di ogni problema futuro della fattoria per cercare di manipolare la storia. Gli oppositori politici restanti vengono ufficialmente perseguitati tramite la polizia (rappresentati dai cani nel romanzo), giustiziati anche in pubblico, schiavizzati ed esiliati. A quel punto la massa che è incosciente di tutto, viene manipolata tramite la propaganda che nel libro si ha come uno dei principali propagatori il maiale Clarinetto. Il regime totalitario è tutt’ora esistente negli stati come l’Afganistan dei talebani, Cuba, Russia, Cina e Sudan ed è possibile che possa svilupparsi negli stati in cui vi è una crisi al livello democratico.