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Temperatura ed atmosfera, Appunti di Climatologia

appunti su temperatura ed atmosfera

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 19/02/2023

rebecca-fedeli
rebecca-fedeli 🇮🇹

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TEMPERATURA ED ATMOSFERA
L’atmosfera è l’involucro gassoso che circonda la Terra, confinato a causa dell’attrazione
gravitazionale. E’ una parte di un sistema molto complesso, il sistema Terra, che comprende
anche l’idrosfera, la criosfera, la biosfera e litosfera. Viene suddivisa in diversi strati in base
all’andamento del profilo verticale della temperatura o in base a particolari fenomeni fisici/chimici
che la caratterizzano per quanto riguarda la parte più lontana dalla terra. L’utilizzo del gradiente
verticale di T è giustificato sia dal fatto che individua strati di atm con caratteristiche differenti tra
loro sia perché è un parametro fondamentale per l’equilibrio idrostatico.
In base alla variazione della T con la quota si identificano 4 diverse fasce: troposfera, stratosfera,
mesosfera e termosfera. Separate fra loro da zone caratterizzate da condizioni termiche più o
meno costanti: tropopausa, stratopausa e mesopausa. Le diverse condizioni termiche nelle varie
fasce (e di conseguenza il profilo di T in atm) sono dovute a:
- superficie terrestre calda: il riscaldamento dovuto all’assorbimento della radiazione solare
incidente da parte del suolo e degli oceani
- riscaldamento della stratosfera: dovuto all’assorbimento della radiazione UV da parte dell’O3
- riscaldamento in termosfera: dovuto all’assorbimento della radiazione solare da parte dell’O2 e
O3
La troposfera è lo strato più vicino alla sup terrestre e in media si estende in verticale fino ad una
quota di 10/15 km. L’estensione verticale della troposfera varia fortemente con la latitudine: è
spessa 7/8 km sopra ai poli, 10/12 km alle medie latitudini, 16/18 km nelle regioni tropicali dove il
forte riscaldamento del suolo favorisce intensi moti convettivi che penetrano verso l’alto, facendone
salire il limite. All’equatore la T decresce con la quota sino ad un’altezza di 17 km.
La tropopausa tropicale è la parte più fredda della bassa atm a 20 km di quota è caratterizzata da
un costante calo della T con la quota. Il tasso di diminuzione è noto come lapse rate (gradiente
termico altitudinale) ed è definito come:
Il lapse rate medio globale è pari a 6.5°C km-1 o 0.65°C ogni 100 m, ma il suo valore varia in
funzione della quota, della stagione e della latitudine. Tale calo è dovuto al fatto che:
1) una particella di aria si espande adiabaticamente salendo, a causa della minore P, e quindi si
raffredda
2) la principale sorgente di calore è rappresentata dal suolo che scalda maggiormente gli strati
d’aria ad esso adiacenti conseguente al bilancio tra raffreddamento radiativo e convezione di
calore dalla superficie terrestre verso l’atm)
Ai poli il lapse rate troposferico è < di quello registrato in prossimità dell’equatore ed in primavera
ed inverno alle alte latitudini la T della bassa troposfera cresce con la quota. Ci possono essere
locali e marcati scostamenti dal valore medio del profilo di T. Una regione dell’atm caratterizzata
da lapse rate - (ovvero dove la temperatura cresce con la quota) è nota come inversione termica.
Nelle regioni polari l’inversione termica è assai importante, si verifica in seguito del raffreddamento
molto rapido e intenso della sup terrestre a seguito dell’emissione di radiazione infrarossa in
assenza di insolazione (notte polare) e raffredda a sua volta gli strati di atm immediatamente a
contatto. L’aria non emette radiazione in modo così efficace quanto la sup terrestre e quindi il resto
dell’atm si raffredda più lentamente. Il risultato è che l’aria a contatto con la sup sarà più fredda di
quella sovrastante e quindi si avrà un incremento della T con la quota. Poiché avvenga di giorno la
radiazione solare scalda la sup che per conduzione trasmette il calore nel primo strato sottostante
mentre di notte la sup si raffredda più velocemente rispetto all’aria. Le inversioni possono essere al
suolo (in seguito al raffreddamento notturno del suolo) o in quota (si genera in seguito al
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TEMPERATURA ED ATMOSFERA

L’atmosfera è l’involucro gassoso che circonda la Terra, confinato a causa dell’attrazione gravitazionale. E’ una parte di un sistema molto complesso, il sistema Terra, che comprende anche l’idrosfera, la criosfera, la biosfera e litosfera. Viene suddivisa in diversi strati in base all’andamento del profilo verticale della temperatura o in base a particolari fenomeni fisici/chimici che la caratterizzano per quanto riguarda la parte più lontana dalla terra. L’utilizzo del gradiente verticale di T è giustificato sia dal fatto che individua strati di atm con caratteristiche differenti tra loro sia perché è un parametro fondamentale per l’equilibrio idrostatico. In base alla variazione della T con la quota si identificano 4 diverse fasce: troposfera, stratosfera, mesosfera e termosfera. Separate fra loro da zone caratterizzate da condizioni termiche più o meno costanti: tropopausa, stratopausa e mesopausa. Le diverse condizioni termiche nelle varie fasce (e di conseguenza il profilo di T in atm) sono dovute a:

  • superficie terrestre calda: il riscaldamento dovuto all’assorbimento della radiazione solare incidente da parte del suolo e degli oceani
  • riscaldamento della stratosfera: dovuto all’assorbimento della radiazione UV da parte dell’O
  • riscaldamento in termosfera: dovuto all’assorbimento della radiazione solare da parte dell’O2 e O La troposfera è lo strato più vicino alla sup terrestre e in media si estende in verticale fino ad una quota di 10/15 km. L’estensione verticale della troposfera varia fortemente con la latitudine: è spessa 7/8 km sopra ai poli, 10/12 km alle medie latitudini, 16/18 km nelle regioni tropicali dove il forte riscaldamento del suolo favorisce intensi moti convettivi che penetrano verso l’alto, facendone salire il limite. All’equatore la T decresce con la quota sino ad un’altezza di 17 km. La tropopausa tropicale è la parte più fredda della bassa atm a 20 km di quota è caratterizzata da un costante calo della T con la quota. Il tasso di diminuzione è noto come lapse rate (gradiente termico altitudinale) ed è definito come: Il lapse rate medio globale è pari a 6.5°C km-1 o 0.65°C ogni 100 m, ma il suo valore varia in funzione della quota, della stagione e della latitudine. Tale calo è dovuto al fatto che:
  1. una particella di aria si espande adiabaticamente salendo, a causa della minore P, e quindi si raffredda
  2. la principale sorgente di calore è rappresentata dal suolo che scalda maggiormente gli strati d’aria ad esso adiacenti (è conseguente al bilancio tra raffreddamento radiativo e convezione di calore dalla superficie terrestre verso l’atm) Ai poli il lapse rate troposferico è < di quello registrato in prossimità dell’equatore ed in primavera ed inverno alle alte latitudini la T della bassa troposfera cresce con la quota. Ci possono essere locali e marcati scostamenti dal valore medio del profilo di T. Una regione dell’atm caratterizzata da lapse rate - (ovvero dove la temperatura cresce con la quota) è nota come inversione termica. Nelle regioni polari l’inversione termica è assai importante, si verifica in seguito del raffreddamento molto rapido e intenso della sup terrestre a seguito dell’emissione di radiazione infrarossa in assenza di insolazione (notte polare) e raffredda a sua volta gli strati di atm immediatamente a contatto. L’aria non emette radiazione in modo così efficace quanto la sup terrestre e quindi il resto dell’atm si raffredda più lentamente. Il risultato è che l’aria a contatto con la sup sarà più fredda di quella sovrastante e quindi si avrà un incremento della T con la quota. Poiché avvenga di giorno la radiazione solare scalda la sup che per conduzione trasmette il calore nel primo strato sottostante mentre di notte la sup si raffredda più velocemente rispetto all’aria. Le inversioni possono essere al suolo (in seguito al raffreddamento notturno del suolo) o in quota (si genera in seguito al

riscaldamento terrestre dopo la notte, il limite inferiore è di 800/2000 m). Si comporta come un coperchio e mantiene bloccati gli inquinanti nello strato inferiore dell’atm e ne riduce il volume disponibile per la diluizione. Contiene quasi l’80% della massa totale dell’atm e quasi la totalità del vapore acqueo atmosferico; è la sede dei fenomeni meteorologici che solo occasionalmente possono interessare gli strati superiori. Gli aerosol presenti hanno tempi di residenza brevi, dell’ordine della settimana, poiché viene ripulita frequentemente dalle gocce di pioggia o dai cristalli di ghiaccio che precipitano. Contiene lo strato limite planetario (PBL), spesso 1/1.5 km, caratterizzato da un attivo rimescolamento verticale dovuto alla turbolenza, ossia ai moti vorticosi generati dagli ostacoli al suolo, dall’attrito viscoso interno e dai moti convettivi innescati da bolle di aria calda che si sviluppano in prossimità della calda sup terrestre. Il PBL risente della presenza del suolo e risponde al forcing esercitato dalla sup con tempi di scala dell’ordine di un’ora o meno. Tale forcing include: attrito, evaporazione/traspirazione, trasferimento di calore, emissioni di inquinanti e modificazione del flusso. L’altezza del PBL varia durante la giornata, generalmente aumenta durante il giorno grazie al riscaldamento e si riduce di notte, complice l’inversione termica. All’interno del PBL si individuano:

  • laminar buondary layer: strato aderente al suolo, spesso pochi mm, caratterizzato da moto laminare
  • turbulent surface layer: sovrasta l’altro ed è caratterizzato dalla massima intensità della turbolenza a causa dei vortici a piccola scala generati dalla rugosità del suolo. Si estende per 50/100 m durante il giorno ma si riduce di molto la notte. La tropopausa separa la troposfera dalla stratosfera. E’ ovunque evidente come una discontinuità del lapse rate. C’è inoltre una discontinuità passando dalla tropopausa tropicale, situata attorno ai 17 km di quota, alla tropopausa extra-tropicale, situata ad un’altitudine di 10 km. La tropopausa tropicale è marcatamente più fredda (−80°C). Le differenze di T alle diverse latitudini originano i moti atmosferici a diverse scale spazio-temporali. La stratosfera è lo strato che sovrasta la troposfera. È caratterizzato da un primo strato di circa 10 km di spessore in cui la T resta costante con la quota e da uno successivo di 25/30 km nel quale la T aumenta progressivamente. Si estende fino a 50 km di quota. A causa del gradiente verticale di temperatura + il rimescolamento verticale è fortemente inibito, al contrario di quanto accadeva in troposfera. Contiene quasi tutto l’O3 atmosferico (90% del totale) che raggiunge la massima concentrazione tra i 15 e i 35 km di quota. L’O3 assorbe la radiazione UV solare producendo un riscaldamento che risulta massimo alla sommità della stratosfera, dove si raggiungono T prossime agli 0°C (spiega l’andamento + del profilo verticale della T). Al contrario, la T minima in stratosfera si registra negli strati bassi con valori dell’ordine di -70°C sopra all’equatore, da -50 a -60°C sul polo N, fino a - 80°C sul polo S. L’assorbimento della radiazione UV da parte dell’O3 è fondamentale per la vita sulla terra, in quanto si tratta di radiazione biologicamente dannosa; avviene tramite una serie di trasformazioni chimiche di equilibrio esoergoniche che coinvolgono l’O3, l’O2 e l’ossigeno atomico (O.) oltre alla radiazione UV: In troposfera l’O3 si produce per interazione della radiazione UV e gli ossidi di N ad alte T. Se tutta la colonna di O3 stratosferico e troposferico venisse ridotta alla pressione di 1 atm e 0°C occuperebbe uno spessore di pochi mm. Passando dalla troposfera alla stratosfera si registrano brusche variazioni della concentrazione di alcuni componenti. La concentrazione del vapore acqueo diminuisce di un ordine di grandezza mentre quella dell’O3 aumenta. Questi forti gradienti di concentrazione indicano una sostanziale assenza di rimescolamento verticale tra l’aria secca e ricca di O3 della stratosfera e l’aria umida povera di O3 della troposfera. Le particelle immesse in stratosfera hanno tempi di residenza lunghi, al contrario della troposfera; ciò è dovuto al gradiente