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Tempio greco e romano , Appunti di Italiano

Analogie e differenze tempio greco e romano in formato word

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 22/03/2017

chiara.mariella
chiara.mariella 🇮🇹

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TEMPIO GRECO
Il tempio può essere considerato la più impegnativa realizzazione dell'architettura greca. La
codificazione che, in età arcaica, verrà sviluppata per l'architettura templare diventerà con
l'ellenismo il linguaggio universale del mondo mediterraneo.
L'edificio vero e proprio era per i Greci la casa del dio (oikos), ovvero la cella (naos). Questa
ospitava la statua della divinità nella quale solo il sacerdote poteva entrare, mentre il culto si
svolgeva su un altare antistante, all'esterno di esso ma dentro il recinto sacro (temenos) in cui si
situava il tempio ed altri edifici ad esso connessi. Il luogo sacro (santuario) poteva ad esempio
ospitare una serie di costruzioni di uso pratico, come i "tesori" (thesàuroi), che ospitavano i doni
votivi - preziosi o anche di terracotta - offerti dalle città o da semplici cittadini, sale per banchetti
(hestiatòria) e portici (stoai). L'ingresso all'area sacra poteva essere sottolineato da propilei.
Il tempio greco è sempre orientato est-ovest, con l'ingresso aperto verso est. In questa peculiarità si
differenzia nettamente dai templi romani che sono invece orientati nord-sud, posti su di un alto
podio cui si accede mediante un'ampia scalinata da sud.
TEMPIO ROMANO
Tra le varie strutture di culto tipiche della religione romana, come altari, are, edicole e sacelli, il più
importante edificio sacro della Roma antica è il tempio.
Il vocabolo deriva dal termine latino templum, che tuttavia non indica l'edificio, ma un luogo
consacrato, orientato secondo i punti cardinali, secondo il rito dell'inaugurazione e che corrisponde
allo spazio sacro del cielo.
Per indicare l'edificio sacro veniva utilizzato il termine aedes, la dimora del dio.
L'architettura romana sacra risente profondamente dell'influsso dei canoni di quelle greca ed
etrusca.
La più marcata differenza del tempio romano rispetto al tempio greco è la sua sopraelevazione su
un alto podio, accessibile da una scalinata spesso frontale. Inoltre si tende a dare maggiore
importanza alla facciata, mentre il retro è spesso addossato a un muro di recinzione e privo dunque
del colonnato.

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TEMPIO GRECO

Il tempio può essere considerato la più impegnativa realizzazione dell'architettura greca. La codificazione che, in età arcaica, verrà sviluppata per l'architettura templare diventerà con l'ellenismo il linguaggio universale del mondo mediterraneo. L'edificio vero e proprio era per i Greci la casa del dio (oikos), ovvero la cella (naos). Questa ospitava la statua della divinità nella quale solo il sacerdote poteva entrare, mentre il culto si svolgeva su un altare antistante, all'esterno di esso ma dentro il recinto sacro (temenos) in cui si situava il tempio ed altri edifici ad esso connessi. Il luogo sacro (santuario) poteva ad esempio ospitare una serie di costruzioni di uso pratico, come i "tesori" (thesàuroi), che ospitavano i doni votivi - preziosi o anche di terracotta - offerti dalle città o da semplici cittadini, sale per banchetti (hestiatòria) e portici (stoai). L'ingresso all'area sacra poteva essere sottolineato da propilei. Il tempio greco è sempre orientato est-ovest, con l'ingresso aperto verso est. In questa peculiarità si differenzia nettamente dai templi romani che sono invece orientati nord-sud, posti su di un alto podio cui si accede mediante un'ampia scalinata da sud.

TEMPIO ROMANO

Tra le varie strutture di culto tipiche della religione romana, come altari, are, edicole e sacelli, il più importante edificio sacro della Roma antica è il tempio. Il vocabolo deriva dal termine latino templum, che tuttavia non indica l'edificio, ma un luogo consacrato, orientato secondo i punti cardinali, secondo il rito dell'inaugurazione e che corrisponde allo spazio sacro del cielo. Per indicare l'edificio sacro veniva utilizzato il termine aedes, la dimora del dio. L'architettura romana sacra risente profondamente dell'influsso dei canoni di quelle greca ed etrusca. La più marcata differenza del tempio romano rispetto al tempio greco è la sua sopraelevazione su un alto podio, accessibile da una scalinata spesso frontale. Inoltre si tende a dare maggiore importanza alla facciata, mentre il retro è spesso addossato a un muro di recinzione e privo dunque del colonnato.