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Teoria atomica e onde elettromagnetiche, Slide di Chimica

Teoria atomica e onde elettromagnetiche

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 26/10/2019

Magan1994
Magan1994 🇮🇹

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TEORIA ATOMICA
La materia è continua solo su scala macroscopica.
Per mettere in evidenza alcune proprietà fondamentali della materia si
deve assumere un modello discontinuo,si deve cioè ammettere che essa
sia costituita da particelle elementari.
La materia è costituita da:
ATOMI, IONI E MOLECOLE
- come sono costituiti gli atomi ?
- come sono legati nelle molecole ?
- cosa sono gli ioni ?
- quali proprietà mostrano le molecole rispetto agli atomi costituenti ?
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TEORIA ATOMICA

La materia è continua solo su scala macroscopica.

Per mettere in evidenza alcune proprietà fondamentali della materia si

deve assumere un modello discontinuo, si deve cioè ammettere che essa

sia costituita da particelle elementari.

La materia è costituita da:

ATOMI, IONI E MOLECOLE

**- come sono costituiti gli atomi?

  • come sono legati nelle molecole?
  • cosa sono gli ioni?
  • quali proprietà mostrano le molecole rispetto agli atomi costituenti?**

E’ costituita da un campo elettrico (E) e un campo magnetico (H) oscillanti su

piani ortogonali. L’onda viaggia alla velocità, c , di 3 · 108 m/s ( 300. 000 km/s).

Essa è caratterizzata da una lunghezza d’onda, l, definita come la distanza fra un

massimo e quello successivo.

L’ampiezza è l’altezza (massima) dell’onda rispetto all’asse centrale.

Le oscillazioni (treni d’onda per secondo) definiscono la frequenza, n.

l è inversamente proporzionale alla frequenza (l n = c ovvero l = c/ n ).

Caratteristiche di un’onda elettromagnetica

4

Fisica Classica

Alla fine del XVIII secolo le leggi fondamentali del moto ondulatorio e

del moto dei corpi erano note.

Il moto ondulatorio era caratterizzato da l (o n) e presentava il

fenomeno dell'interferenza (sovrapposizione, in un punto dello spazio,

di due o più onde).

Il moto delle particelle dotate di massa era caratterizzato da posizione,

velocità, momento (r·m·v) e obbediva alle leggi di Newton.

Sulla natura della luce c'erano due ipotesi:

1 ) la teoria di Newton, ( 1672 , luce con natura corpuscolare);

2 ) la teoria di Huygens, ( 1678 , luce quale fenomeno ondulatorio).

Con l’esperimento di Young ( 1801 ) sulla diffrazione della luce (deviazione della

traiettoria di propagazione delle onde (come anche la riflessione, la rifrazione, la

diffusione o l'interferenza) quando queste incontrano un ostacolo), la

controversia sembrava risolta in favore della natura ondulatoria della luce.

Un corpo ideale, chiamato corpo nero , è capace di assorbire tutte le radiazioni incidenti senza rifletterle.

Con il corpo nero si elimina la dipendenza dal tipo di materiale e lo spettro di emissione dipende solo da T.

Si notano emissioni soltanto a certe frequenze. All'aumentare di T aumenta anche la n emessa e

l’intensità. Il massimo si sposta a l più basse, quindi a n più elevate. Tutto ciò era in contrasto con la

teoria elettromagnetica classica che prevedeva che il corpo dovesse emettere su tutto lo spettro fino all’UV.

Inoltre, l’energia della radiazione elettromagnetica emessa doveva dipendere soltanto dalla sua

ampiezza e non dalla sua frequenza.

Il massimo nello spettro è legato alla temperatura dalla legge di Wien (T·lmax = cost = 2. 8977685 · 10 -^3

m·K). Per esempio, nel sole la cui lmax è di circa 500 nm ( 5 x 10 -^7 m), la temperatura della sua superficie è

circa 5880 K. Per la terra la cui temperatura media è 288 K, la lmax è circa 10 μ m ( 10 -^5 m), cade cioè

nell’infrarosso e la maggior parte della radiazione viene assorbita da CO 2 e H 2 Ovap (effetto serra).

Intensità di emissione del corpo nero in funzione della lunghezza d'onda per varie temperature (assolute)

Quantizzazione dell’Energia

Max Planck risolse il disaccordo tra teoria ed esperimento, allontanandosi

definitivamente dalla fisica classica ( 9 Ottobre 1900 ).

Non tutte le energie erano permesse e quindi potevano essere emesse dagli atomi che

vibrano sulla superficie del solido riscaldato, ma solo quelle che soddisfacevano alla

relazione E = nh n ( n numero naturale  0 ) e, quindi, h n, 2 h n, 3 h n , 4 h n, e così via.

h = 6. 62606896 · 10 -^34 J·s

Se n può assumere solo valori interi, l'energia emessa non è continua (ipotesi

quantistica) e l'oscillatore emette energia solo se si ha variazione nel valore di n : es.

n + 1 → n.

La distribuzione delle energie delle radiazioni segue la legge di Boltzmann

P = e-nh^ n /kT, così la possibilità di radiazioni intense ad alte frequenze è scarsa.

Per estrarre un elettrone, occorre fornire un fotone che abbia almeno un quanto di

energia F. Poiché l'energia e la frequenza sono correlate dall'equazione di Plank E =

h n , all’energia minima necessaria corrisponde una frequenza minima necessaria, o di

soglia, n o: F = h n o

Se si fornisce più energia di quella necessaria per la

ionizzazione (F), usando una radiazione con una frequenza

più alta, l'energia in eccesso si trasforma in energia cinetica

dei fotoelettroni emessi:

Ek = h n F = h n – h n o

Per spiegare l’effetto fotoelettrico Einstein suggerì che la luce

fosse costituita da particelle dette fotoni, (NATURA

CORPUSCOLARE DELLA LUCE). Quando essi incidono sulla

superficie del metallo, trasferiscono la loro energia agli atomi

della superficie e gli elettroni, se questa è sufficiente, vengono

emessi.

Lo spettro della luce bianca è policromatico

(contiene tutte le radiazioni elettromagnetiche

con lunghezze d’onda comprese nella regione del

visibile), mentre quello emesso dagli atomi è a

righe.

Spettri a righe di gas monoatomici a temperature

elevate, o sottoposti alla scarica di un arco

elettrico:

La radiazione emessa è caratterizzata da alcune

righe a precise lunghezze d’onda.

Un primo modello prevedeva un atomo avente regioni con carica positiva cui si

alternavano regioni di carica negativa. Modello abbandonato a seguito

dell’Esperimento di Rutherford ( 1909 ).

L'esperimento di Rutherford sulla diffrazione delle particelle a (atomi di elio

doppiamente ionizzati) da parte di lamine di oro suggerisce che la massa della

materia sia concentrata in spazi molto piccoli ed il resto sia spazio vuoto.

L'esistenza di particelle riflesse fa pensare che l'atomo sia costituito da un nucleo

(formato da protoni e neutroni) ed una parte periferica esterna leggera, costituita

dagli elettroni (in numero pari ai protoni per garantire l'elettroneutralità dell’atomo

stesso), già scoperti da J. J. Thomson nel 1896 (raggi catodici costituiti da singole

particelle con rapporto carica/massa e/m = 1 , 7588 108 C/g).

Polonio

L’atomo di Bohr

Viene anche detto atomo

planetario:

Il nucleo centrale, nel quale è

concentrata la massa, è costituito

da protoni in numero pari agli

elettroni, e da un sufficiente

numero di neutroni necessari a

schermare la repulsione tra

protoni.

Gli elettroni ( particelle ) si

muovono attorno al nucleo con

orbite circolari.

 l’elettrone in un atomo può occupare soltanto alcuni stati (stazionari)

ad una energia ben definita;

 quando l’atomo è in uno di questi stati non emette energia (tranne che

l’elettrone transisca da uno stato stazionario ad un altro);

 in ognuno di questi stati l’elettrone si muove in orbite circolari attorno

al nucleo;

 gli stati di energia permessi sono quelli in cui il momento angolare

dell’elettrone è un multiplo intero di h/ 2 p (ħ)

Condizioni di Bohr

Momento angolare: m· v · r

Quantità di moto: m · v

 )  )

 )

 ) e

e e

e

e

elevquadr

e

e m

n h r n h

e m

r

m

m

h r n

h m r n

h m r n

(^22)

2 2

2 2

2 2 2 2 2

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2 2 2 2

2 (^2222)

..

2

v 2 v

2 2 v

v 2

v

p

p

p p p

=  =

=  = =

r

e m r

e r

m e

e

2 2 2

2 2 v

v xr =  =

Cioè non tutte le distanze nucleo-elettrone sono possibili !!

L’energia totale del sistema è:

r

e

r

e

r

e

E

r

e

m

r

e

E Ecin Epot E m e

v v

2 2 2

2 2

2 2

2

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2 2

2 4

n

J

E

n h

m e

E

e

p

Cioè non tutte le energie sono possibili!!

v

me

mn

r

Se si impone la condizione di quantizzazione

sostituendo:

19

Problemi insiti nel modello atomico di Bohr

  • Non dà ragione del gran numero di righe che si ottengono nel caso di

atomi contenenti più elettroni.

  • In taluni casi le linee non sono singole, ma veri e propri doppietti:
  • Lo spettro di emissione si complica notevolmente quando si applica

un campo magnetico.

  • La condizione di quantizzazione è imposta e non derivata.
  • L’introduzione degli stati stazionari non spiega perché una particella

carica negativamente che si muova in un’orbita non emetta energia e

finisca sul nucleo positivo.

5892 Å

5890 Å 5896 Å

20

Occorre superare il modello di Bohr

De Broglie ( 1924 ) affermò che le particelle elementari possono

presentare, in analogia al comportamento della radiazione

elettromagnetica, proprietà tipiche delle onde.

Comportamento ondulatorio degli elettroni: dualismo onda -

particella

Se si parte dalla relazione di Planck:

e si considera che

secondo Einstein ( 1915 ) dove m è la massa e c la

velocità della luce.

La quantità di moto p di una particella è:

si può scrivere

E = h n

l l

n

c E h

c =  =

2 E = mc

l l

h

p

c

pc = h  =

p = m v = m c E = m c^2 = m cc = p c