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teoria del veto player, Dispense di Scienza Politica

descrizione della teoria del veto player (scienze politiche)- teoria fondamentale che c'è da sapere.

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 21/01/2021

Gaia.Dolci
Gaia.Dolci 🇮🇹

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Teoria del veto player
Lowel (uno dei primi studiosi di policy making ): fine 800 – dice che maggiore è il numero di gruppi
discordanti che formano la maggioranza, più arduo è soddisfarli tutti e più debole ed instabile la posizione
dell’esecutivo.
Significa : Più si hanno preferenze discordanti più è difficile cosa fare (trovare un compromesso)
- Quindi il governo sarà molto più instabile, perché se in un governo ci sono più attori politici con
preferenze discordanti sarà difficile trovare un compromesso.
Questa teoria traduce la struttura istituzionale di un determinato paese in termini di configurazione di attori
con potere di veto.
Un attore con potere di veto è un attore individuale (presidente della repubblica) o collettivo (il parlamento,
l’esecutivo ,un partito ) il cui il consenso è necessario per modificare la situazione attuale (status quo
politico).
Per ottenere una politica pubblica , in qualsiasi sistema politico , a prescindere da quale sia la sua struttura
istituzionale , a prescindere da quale sia la visione di democrazia a cui questo si riferisce, la possiamo
tradurre in una configurazione di attori con potere di veto cioè tutti gli attori il cui consenso è necessario
per prendere decisione politica. Questo vuol dire che se anche uno solo di questi non da il consenso la
decisione non si può prendere.
Ci sono 2 tipi di attori di veto :
-Attore istituzionale: identificato della costituzione di un paese:
il fatto che lo stato ha una struttura federale dello stato
struttura bicamerale del parlamento: se ho maggioranze differenti in camera e senato
dovrò trovare l’accordo in entrambe le maggioranze per attuare una politica pubblica.
controllo giurisdizionale di costituzionalità
Capo dello stato con funzioni di governo o poteri di veto (può rimandare alle camere una
legge già approvata dal parlamento)
Questi attori hanno un identità fissa nel tempo
-Attore partitico: questo è generato dal modo in cui si svolge la competizione elettorale.
Sono tutti quei partiti che compongono la coalizione di governo o la maggioranza che sostiene il
governo in parlamento.
significa: se il governo è composto da 3 partiti , e se tutti e 3 sono necessari all’esistenza del
governo: per approvare una politica pubblica dovrò avere l’accordo di tutti e 3 i partiti .
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Teoria del veto player

Lowel (uno dei primi studiosi di policy making ): fine 800 – dice che maggiore è il numero di gruppi discordanti che formano la maggioranza, più arduo è soddisfarli tutti e più debole ed instabile la posizione dell’esecutivo. Significa : Più si hanno preferenze discordanti più è difficile cosa fare (trovare un compromesso)

  • Quindi il governo sarà molto più instabile, perché se in un governo ci sono più attori politici con preferenze discordanti sarà difficile trovare un compromesso. Questa teoria traduce la struttura istituzionale di un determinato paese in termini di configurazione di attori con potere di veto. Un attore con potere di veto è un attore individuale (presidente della repubblica) o collettivo (il parlamento, l’esecutivo ,un partito ) il cui il consenso è necessario per modificare la situazione attuale (status quo politico). Per ottenere una politica pubblica , in qualsiasi sistema politico , a prescindere da quale sia la sua struttura istituzionale , a prescindere da quale sia la visione di democrazia a cui questo si riferisce, la possiamo tradurre in una configurazione di attori con potere di veto cioè tutti gli attori il cui consenso è necessario per prendere decisione politica. Questo vuol dire che se anche uno solo di questi non da il consenso la decisione non si può prendere. Ci sono 2 tipi di attori di veto :
    • Attore istituzionale : identificato della costituzione di un paese:  il fatto che lo stato ha una struttura federale dello stato  struttura bicamerale del parlamento: se ho maggioranze differenti in camera e senato dovrò trovare l’accordo in entrambe le maggioranze per attuare una politica pubblica.  controllo giurisdizionale di costituzionalità  Capo dello stato con funzioni di governo o poteri di veto (può rimandare alle camere una legge già approvata dal parlamento) Questi attori hanno un identità fissa nel tempo
    • Attore partitico: questo è generato dal modo in cui si svolge la competizione elettorale. Sono tutti quei partiti che compongono la coalizione di governo o la maggioranza che sostiene il governo in parlamento. significa: se il governo è composto da 3 partiti , e se tutti e 3 sono necessari all’esistenza del governo: per approvare una politica pubblica dovrò avere l’accordo di tutti e 3 i partiti.

Veto player e policy – making

  • Due elementi della configurazione dei veto players influenzano il policy making:
    1. il numero di attori con potere di veto
    2. la distanza ideologica che li separa
  • La teoria di veto players dice che i paesi in cui ci sono molti attori con potere di veto e quando questi attori hanno preferenze sulle politiche pubbliche in conflitto tra loro ; questi paesi tenderanno ad essere caratterizzati da maggiore stabilità nelle politiche pubbliche, cioè una minore capacità di cambiare lo status quo legislativo. Quindi l’impatto sul processo di policy making sarà di questo tipo : più è altro il numero di veto player e più distanti sono ideologicamente , più sarà difficile cambiare le politiche pubbliche. I mutamenti di queste politiche saranno incrementali (mutamenti di piccole dimensioni), cioè marginali. Ci aspettiamo una minore propensione al cambiamento di policy quando più attori rilevanti hanno preferenze dissimili: (vediamo in quali situazioni)
  • Nei sistemi presidenziali quando il presidente non ha l’appoggio di una maggioranza in parlamento (governo diviso).
  • Nei sistemi semipresidenziali quando ci sarà coabitazione cioè il presidente della repubblica (espressione di maggioranza) e primo ministro di governo (espressione di un’altra maggioranza), i veto player saranno 2.
  • Quando 2 rami del parlamento esprimono una maggioranza diversa (in un sistema parlamentare può capitare, e se entrambi i parlamenti sono chiamati in causa per l’adozione di una legge e quindi di una politica pubblica, se la maggioranza è diversa dovrò contare il numero di veto players al senato. Quindi mi aspetterò che la capacità di modificare lo status player al senato sia minire.
  • Quando il governo centrale e i governi subnazionali sono controllati da partiti diversi, a patto che le regioni siano chiamate in causa per l’adozione di una determinata politica pubblica
  • Quando il controllo di costituzionalità delle leggi è affidato a un organo giuridico ( ci sono paesi i cui la corte costituzionale non esiste , in altri paesi si e una sentenza della corte costituzionale modifica leggi esistenti abrogandone tutte o una parte o vincola l’attività del governo. In quel caso se le preferenze della corte costituzionale sono molto differenti da quelle del governo, il numero di veto player aumenta.

Uno stato per essere federale deve avere 3 elementi essenziali per essere federale (3 criteri strutturali) 1- Divisione geopolitica : il paese deve essere suddiviso in governi sub nazionali reciprocamente esclusivi e che non possono essere aboliti dal governo centrale. 2- Indipendenza : i governi sub nazionali e il governo centrale devono avere basi indipendenti di autorità (il governo sub nazionale deve essere eletto con elezioni distinte rispetto a quelle dell’autorità centrale e deve avere una fonte normativa specifica e quindi delle determinate competenze) 3- Governante diretta :l’autorità deve essere condivisa tra governo centrale e sub nazionale che agiscono indipendentemente in diversi ambiti di politica pubblica, cioè se lo stato è federale di natura significa che lo stato lo stato centrale si occupa di determinati settori di politica pubblica e i sub nazionali si occupano di altri settori e quindi il potere è condiviso. Dove troviamo questi 3 tratti per capire se la struttura statale è unitaria o federale ??? Nella costituzione dove esiste ci sono delle leggi che lo dicono. Solitamente dove esiste uno stati federale esiste una costituzione che esplicita queste 3 parti cioè:

  • Stato federale : è quello stato in cui la sovranità viene costituzionalmente ripartita su almeno 2 livelli territoriali di governo centrale e almeno un livello di unità sub nazionali, per cui delle unità governative indipendenti a ciascun livello hanno l’autorità finale (capacità di poter decidere), in almeno un ambito di politica pubblica. Nel corso degli anni alcuni stati unitari hanno presentato alcune caratteristiche che prendono il nome da un termine anglosassone:
  • Processo di Devolution :differente dal federalismo. Con questo termine si intende quando un stato unitario cede dei poteri ai governi sub nazionali, ma conserva i il diritto di riprenderli quando vuole. La costituzione non ci dice che quelle unità sub nazionali hanno dei poteri esclusivi, è semplicemente una cessione di potere del governo centrale. Questi potere possono essere revocati o modificati dal governo centrale. Il potere politico risiede nel governo centrale di questi paesi. I governi regionali non hanno diritto costituzionale a mantenere nessuno dei loro poteri. (Es: Regno Unito , India). Quindi gli stati unitari che hanno attivato un processo di devolution soddisfano solo 2 delle 3 caratteristiche strutturali del federalismo: indipendenza e governance diretta, ma non soddisfano il criterio di divisione geopolitica. Gli stati federali possono essere divisi in: (tipologie)
  • federalismo Congruente : quando (Stati Uniti e Brasile) unità territoriali di uno stato federale condividono tra loro e con il paese nella sua totalità una composizione demografica simile
  • federalismo Incongruente : composizione demografica dei diversi stati differisce (Belgio, Svizzera con cantoni a lingua tedesca, cantoni a lingua francese e cantoni a lingua italiana) per via della cultura , della lingua e delle tradizioni.
  • federalismo Simmetrico: sistemi federali con unità territoriali dello stato che possiedono identici poteri rispetto al governo centrale.
  • federalismo Asimmetrico : alcune unità territoriali hanno poteri più ampi di altre (Quèbec , provincia canadese, unico stato francofono). Perché nasce il federalismo? Perché uno stato diventa federale? Esistono 2 processi che hanno creato gli stati federali:
  • Federalismo associativo: risultato di un processo di negoziazione dal basso in cui degli stati che erano in precedenza sovrani concordano volontariamente di rinunciare ad una parte dei loro poteri e di creare un livello sovranazionale (cioè livello federale) , che detiene più o meno potere a seconda delle negoziazioni che trovano. (Svizzera e USA sono l’esempio di confederazioni che dal basso nascono per adesione dei singoli stati e diventano stati federali)
  • Federalismo dissociativo : stati che un tempo erano unitari e per decisione dall’alto diventano stati federali (Belgio 1993) Vantaggi del federalismo:
  • Crea maggiore corrispondenza tra le policy e le preferenze dei cittadini perché gli stati locali dovrebbero essere più consapevoli di quali sono le esigenze del singolo stato e quindi i governi locali dovrebbero creare maggior corrispondenza tra policy adottate e preferenze dei cittadini.
  • Avvicina il governo ai cittadini e ne accresce la responsabilità (accountability)
  • Crea incentivi per una buona performance di governo per via della competizione tra i diversi livelli di governo per attrarre cittadini e investimenti.
  • Incoraggia la sperimentazione e l’innovazione di politiche pubbliche per via della competizione
  • Attenua il rischio della tirannia della maggioranza perché i governi subnazionali si tengono reciprocamente a freno
  • Favorisce il controllo della produzione (secondo alcuni ),perché ci sono unità sub nazionali che hanno maggioranze differenti rispetto al governo centrale e funzionano da watch dog (cani da guarda sul governo centrale). Gli studi empirici non sono concordi. Secondo altri il federalismo in realtà non fa altro che duplicare una serie di funzioni di governo e creare sovrapposizioni inefficienti di politiche potenzialmente contraddittorie. (se io duplico le funzioni di governo , ci sono alcune situazioni o settori della politica pubblica che sono di competenza degli stati però il governo centrale ci può mettere mano, oppure sono a ripartizione condivisa (decidono sia il governo federale che quello locale), e si crea molta confusione, molta discrezionalità. Questa situazione favorisce il generarsi di pratiche clientelari che possono sfociare in corruzione inoltre alcuni studiosi provano che la corruzione negli stati federali è più alta perché si moltiplicano le arene in cui può avvenire.
  • Decentralizzazione amministrativa : adozione e implementazione delle politiche pubbliche a livello sub nazionale. Incremento dell’autonomia locale si passa ad un modello di scelta. Come capiamo se c’è un alto livello di decentralizzazione amministrativa? Dobbiamo guardare all’aspetto fiscale (relazioni fiscali fra stato centrale e regioni) cioè maggiore è la quota del gettito fiscale complessivo di una nazione che va o che rimane direttamente in unità sub nazionali e maggiore è la decentralizzazione di quello stato. Perché è una questione fiscale ?: perché la differenza tra avere la capacità di cambiare le cose e avere il potere di cambiare le cose sta fondamentalmente nei soldi.
  • Decentralizzazione politica : le Singole regioni hanno il potere di decidere su alcune tipologie di policy e quindi scelgono come decidere in quei settori. Quando il potere decisionale dallo stato centrale passa ai livelli sub nazionali di governo.
  • Decentralizzazione dell’autonomia fiscale : c’è un mutamento dei modelli di relazione fiscale tra stato centrale e regione. Un tempo tutti gli stati unitari prendevano le tasse e trasferivano agli enti locali, questo avviene ancora, ma ci sono sempre di più delle forme di tassazione che rimangono direttamente alle regioni. Quindi le regioni iniziano ad avere un autonomia fiscale in alcune regioni.
  • Infine le relazioni diventano meno gerarchiche tra i differenti livelli di governo: non c’è più una struttura gerarchica piramidale. In alcuni settori lo stato centrale e le regioni si pongono sullo stesso livello perché il governo centrale è decisore ultimo in alcuni settori ma le regioni sono decisori ultimi in altri settori. È per questo che i presidenti di regione spesso sono molto coinvolti nel processo di policy making a livello nazionale; proprio perché hanno la potestà a livello esclusivo su alcuni settori. Da cosa capiamo il livello di decentralizzazione dello stato? Per capire e differenziare i diversi stati sulla base del livello di decentralizzazione che hanno dobbiamo guardare gli aspetti fiscali: quanto del gettito fiscale in termini di tassazione va allo stato centrale e quanto va alle singole unità subnazionali. Questa è la questione fondamentale su cui capiamo qual’ è il livello di decentralizzazione di uno stato. Posso dividere gli stati in unitari o federali. Poi all’ interno dei gruppi ordino i sistemi politici sulla basi degli introiti che vanno al governo centrale. I sistemi federali la quota di introiti che va al sistema centrale è più bassa della quota di tassazione che va ai governi centrali degli stati unitari. La Cina è un regime autoritario, e in quanto regime autoritario è fortemente centralizzato però se andiamo a vedere qual’e il livello di decentralizzazione fiscale delle diverse province cinesi scopriamo che nonostante sia uno stato autoritario , meno del 50 % degli introiti ricavati dalle tasse vanno al governo centrale. Quindi più della metà degli introiti delle tasse sono destinati alle autorità locali o sono trasferiti alle province dal governo centrale. Questo diversamente dal Belgio che è un stato federale dal 1993: però la quantità di introiti fiscali ricavati dal governo centrale è quasi il 100 %. questo vuol dire che alle 3 entità che costituiscono il Belgio rimane poco.

Quindi analizzare il livello di unitarietà e federalismo di uno stato e di decentralizzazione fiscale sono 2 cose differenti. Noi possiamo creare una tipologia sulla base di queste dimensioni: struttura federale o unitaria cosi come determinata dalla costituzione e livello di decentralizzazione. E sulla base di queste 2 dimensione collocare diversi sistemi politici in 4 quadranti:

  • Prima dimensione: struttura unitaria, struttura federale è essenzialmente una dicotomia (divisione in gruppi). Il livello di decentralizzazione però è una scala che va da meno o più decentralizzazione. E sula base di questa scala continua io p osso collocare diversi stati. Quindi ho 2 gruppi distinti , ma 2 scale su cui posso collocare gli stati per livello di decentralizzazione. Quindi abbiamo sistemi che funzionano come ci aspetteremmo : stato unitario (Francia e Regno Unito ) , stato unitario e centralizzato, (decentralizzazione fiscale è bassa) Ci sono poi stati all’inverso (Svizzera,USA, Canada, Germania) quindi stati federali molto decentralizzati. Ci sono poi situazioni che funzionano in modo diverso da come ci aspettiamo: cisono stati unitari che sono però fortemente decentralizzati (Cina , Giappone , India). Cosi come ci sono stati federali fortemente centralizzati (Belgio, Sud Sfrica , Altri..) L’Italia è uno stato unitario centralizzato con fino a 25 anni fa. Dall’inizio degli anni 2000 è stata approvata la riforma del titolo quinto della costituzione, legge costituzionale 3/2001 (quali sono i rapporti tra regioni, province e comuni)
  • Art 117 potestà legislativa dello stato e delle regioni
  • Art 119 ripartizione fiscale tra stato e regioni
  • Principio di sussidiarietà: politiche pubbliche devono essere implementate, per quanto possibile, dal livello di governo più prossimo al cittadino Spetta alle regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello stato. (gli stati si occupano di a,b,c, e d e le regioni di tutti il resto)
  • Federalismo fiscale: è in atto un processo di decentralizzazione fiscale Le risorse derivanti dalle fonti di cui al commi precedenti consentono a comuni, province e città metropolitane e alle regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite Il governo centrale più sostituirsi agli organi subnazionali in caso di pericolo grave o mancato rispetto delle norme : quindi è una decentralizzazione e non federalismo.