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Lo sviluppo dei schemi e delle relazioni in Homo sapiens, Appunti di Psicologia Generale

Del cucciolo di homo sapiens e della sua incapacità di creare schemi autonomi, sottolineando l'importanza dell'adulto nella formazione dei modelli operativi interni. Vengono analizzati i modelli di attaccamento e la loro influenza sulla personalità, la metacognizione e la formazione della personalità. Vengono inoltre esplorati i tipi di trauma relazionale e la loro biologia.

Tipologia: Appunti

2014/2015

Caricato il 29/03/2024

monica.mastrella
monica.mastrella 🇮🇹

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ATTACCAMENTO
Perchè soffriamo?
Dentro la mente accade qualcosa che determina la sofferenza.
La sofferenza è determinata dalla soggettività, una sorta di sceneggiatura, un copione
che viene scritta da piccoli e che piano piano viene arricchito. La soggettività
necessariamente devee essere scritta e in base a determinate situazioni iniziali
inizieremo a scrivere un determinato tipo di copione (prendendo in prestito il termine
copione dall'analisi transazionale).
Il bambino inizia a sviluppare uno schema di sé detto proprio schema del se un idea
più generalizzata. In questo schema che all'inizio però ha una struttura è tacito
implicito, non verbale è contenuta l'idea di se stesso che rimane incarnata per sempre,
definitivamente.
Questa prima visione andrà ad orientare tutta la successiva scrittura della
sceneggiatura, stiamo usando una metafora cinematografica, che lui ha gia iniziato a
scrivere all'inizio. Quindi anche se questo schema si è formato molto tempo prima
tenderà piano pian, a confermarsi a validarsi fino allo strutturarsi di una
psicopatologia ma questo in presenza di eventuali elementi di scompenso
Non tutti infatti sviluppiamo una psicopatologia anche se il nostro copione non è
funzionale “non racconta proprio una bella storia”.
Fin da piccoli cerchiamo di farci un idea molto generale del mondo, quello che
dobbiamo però tenere a mente è che abbiamo una capacità epistemica che di base è
molto forte.
Il cuccioletto di homo sapiens in realtà non è che sappia fare molto non ha schemi
adattativi autonomi, infatti gli serve un adulto e questa “incapacità” se la porta avanti
per molto tempo.
Questi schemi non autonomi dureranno per un sacco di tempo, rispetto a tutte le altre
specie se prendiamo ad esempio il cucciolo di un leone è molto più rapido nel
diventare autonomo.
Quest aspetto di vulnerabilità filogenetica ci permette di apprendere tutto, nel bene e
nel male.
Apprendendo tutto dall'altro, che è positivo perchè in base a questo ci modelliamo
ma apprendiamo anche quello che non serve o ci danneggia ci fa soffrire.
Fin dall'inizio strutturiamo degli schemi.
SPIEGAZIONE AMEBA (si può usare anche con i pazienti)
Questa cosa la fa anche l'ameba (cioè ce li abbiamo tutti, anche un organismo molto
semplice) abbiamo bisogno di crearci una rappresentazione condensata, semplificata
della realtà , cioè un bisogno di rappresentarmi il mondo, ma mentre lo faccio in
questo processo non c'entra assolutamente la coscienza riflessiva, le funzioni
superiori, il ragionamento.
Facendo sempre riferimento al cucciolo di homo sapiens ci rendiamo conto che
queste cose lui non le ha ancora, cosi come l'ameba che allo stesso modo non ha
coscienza riflessiva enon ha sviluppato funzioni superiori che non può proprio avere,
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ATTACCAMENTO

Perchè soffriamo? Dentro la mente accade qualcosa che determina la sofferenza. La sofferenza è determinata dalla soggettività, una sorta di sceneggiatura, un copione che viene scritta da piccoli e che piano piano viene arricchito. La soggettività necessariamente devee essere scritta e in base a determinate situazioni iniziali inizieremo a scrivere un determinato tipo di copione (prendendo in prestito il termine copione dall'analisi transazionale). Il bambino inizia a sviluppare uno schema di sé detto proprio schema del se un idea più generalizzata. In questo schema che all'inizio però ha una struttura è tacito implicito, non verbale è contenuta l'idea di se stesso che rimane incarnata per sempre, definitivamente. Questa prima visione andrà ad orientare tutta la successiva scrittura della sceneggiatura, stiamo usando una metafora cinematografica, che lui ha gia iniziato a scrivere all'inizio. Quindi anche se questo schema si è formato molto tempo prima tenderà piano pian, a confermarsi a validarsi fino allo strutturarsi di una psicopatologia ma questo in presenza di eventuali elementi di scompenso Non tutti infatti sviluppiamo una psicopatologia anche se il nostro copione non è funzionale “non racconta proprio una bella storia”. Fin da piccoli cerchiamo di farci un idea molto generale del mondo, quello che dobbiamo però tenere a mente è che abbiamo una capacità epistemica che di base è molto forte. Il cuccioletto di homo sapiens in realtà non è che sappia fare molto non ha schemi adattativi autonomi, infatti gli serve un adulto e questa “incapacità” se la porta avanti per molto tempo. Questi schemi non autonomi dureranno per un sacco di tempo, rispetto a tutte le altre specie se prendiamo ad esempio il cucciolo di un leone è molto più rapido nel diventare autonomo. Quest aspetto di vulnerabilità filogenetica ci permette di apprendere tutto, nel bene e nel male. Apprendendo tutto dall'altro, che è positivo perchè in base a questo ci modelliamo ma apprendiamo anche quello che non serve o ci danneggia ci fa soffrire. Fin dall'inizio strutturiamo degli schemi. SPIEGAZIONE AMEBA (si può usare anche con i pazienti) Questa cosa la fa anche l'ameba (cioè ce li abbiamo tutti, anche un organismo molto semplice) abbiamo bisogno di crearci una rappresentazione condensata, semplificata della realtà , cioè un bisogno di rappresentarmi il mondo, ma mentre lo faccio in questo processo non c'entra assolutamente la coscienza riflessiva, le funzioni superiori, il ragionamento. Facendo sempre riferimento al cucciolo di homo sapiens ci rendiamo conto che queste cose lui non le ha ancora, cosi come l'ameba che allo stesso modo non ha coscienza riflessiva enon ha sviluppato funzioni superiori che non può proprio avere,

invece l'essere umano si. Perchè sono procedurali? L'ameba, pur avendo un sistema molto semplice capisce che in certe stagioni deve spostarsi nell'acqua perchè deve raggiungere una zona deove c'è una maggiore concentrazione di glucosio perchè questo le permette di sopravvivere e quindi si muove alla ricerca di questa zona di glucosio questo è uno schema mentale. Se l'ameba è capace di fare questa cosa, immaginiamo un bambino che non ha coscienza critica, ragionamento e funzioni riflessive ed ha davanti un adulto che gli dice “guarda qui funziona cosi, se vai qui succede questo, se vai la succede quest'altro e inizia a formarsi il suo schema procedurale” Se noi partiamo dall'ameba che è un anmiale semplice immaginiamo che salendo nella scala degli eseri viventi, quindi evoluzionisticamente parlando questa capacità di produrre schemi diventa sempre più complessa e articolata fino alla costruzione di quelli che si chiamano schemi sociali interpersonali che hanno però un fortissimo valore adattativo e quindi qui entraimo nel concetto dell'attaccmaneto che prevede però una relazione. Fin da piccoli creiamo schemi ma quelli creati cosi precocemtne sono creati in assenza di linguaggio, con scarsa capaità di relativizzare questi schemi, alla luce di queste due cose

  • assenza di linguaggio
  • scarsa capacità di relativizzare lo schema che sono stati creati da piccoli, questi diventano una realtà pura chiara definita, per questo motivo sono molto più difficili da modificare: perchè acquisiti in tenerissima età quando c'era assenza di critica e quindi di funzione riflessiva, il pacchetto mi è stato preso, dato e io non ho ragionato su questo a tre mesi. Tutti gli schemi sono visioni alternative immaginiamo il bambino come un essere vivente che alla nascita riceve dalla natura una sorta di informatore “soffiata” che gli dice: “guarda che il mondo va in un certo modo” e solitamente grazie aquesto inizia a costruire schemi ovviamente in tutti i mammiferi qusto arriva dal caregiver che tendenzialmente è la madre, tutto questo per garantire la sopravvivenza. Quindi mia madre da quando vengo al mondo mi trasmette una serie di messaggi mi informano di come va il mondo attraverso una serie di messaggi espliciti, impliciti che hanno una funzione adattativa. Quando il paziente ci arriva ed è cosi radicato nei suoi schemi di funzionamento dobbiamo avere presete questo, posso modifcare questi schemi disfunzionali se tengo conto delle relazioni precoci che hanno fatto si che si strutturasse quel determinato schema e devo tenere conto che lo schema si è radicato perchè si è sturtturato quando non c'era coscienza critica, ragionamento etc.. ecco perchè il paziente di 50 anni è più ostico rispetto a quello di 30 poi chiaramente ci sono delle risorse che modificano questo ed anche i pazienti che ci sembrano più “scemi” hanno una sceneggiatura nella testa perchè tutti dobbiamo farci un'idea di come va il mondo.

sogno perchè cosi sto meglio. DOMANDA POSTULATI E FONDAMENTI è un sistema motivazionale primario Volumi Bowlby Prima ci leghiamo , poi mi separo e poi ti perdo perchè muori. Questo è il processo delel relazioni questo ci permette di capire come mai quando ic sempariamo da qualcuno che amiamo siamo tristi. DOMANDA CARATTERISTICHE DELL'ATTACCAMENTO L'attaccamento dic Bowlby ha delle caratteristiche distintive

  • Oasi di salvezza quando il bambino si sente spaventato minacciato può tornare dal caregiver per trovere conforto e calmarsi
  • La mia figura di attaccamento è capace di darmi una base sicura e affidabile da cui partire per esplorare il mondo
  • Mantenimento di prossimità il bambino lotta per sare vicino al caregiver mantendosi al sicuro
  • Angoscia di spearazione: quando il bambino si separa può essere angosciato. Un esempio è il bambino che va all'asilo e piange, questo non è preoccupante, diventa preoccupante se piange a lungo o se non si mostra interessato al fatto che la mamma stia andando via, oppure è molto arrabbiato ed inizia a mordere. Modelli operativi interni sono schemi proprio nel senos piagetiano del termine i moi sono costituiti da alcuni ingredienti l'immagine che io ho di me quanto questa sia accettabile agli occhi degli altri e l'idea su come funzionano le relazioni nel Moi abbiamo rappresentazione di se rapp dell altro rapp mondo rapp relazioni

Molte persona parlano di schemi : beck core belif Yang gli chiama schemi maladattivi precoci SCHEMI INTERPERSONALI DISFUNZIONALI

  • Tutti abbiamo dei wish perchè legati a sistemi motivazionali, ho un desiderio detto wish che si attiva esiste un wish cioè un desiderio legato all'attivazione di un sistema motivazionale
  • nel momento in cui desidero qualcosa si innesca una procedura detta se ..allora
  • che innesca una risposta dell'altro cioè una rappresentazione dell'altro, come l'altro risponderà a fronte di quel desiderio che si è attivato
  • la risposta del se alla risposta dell'altro è qualcosa che andrà a determinare la
  • rappresentazione del sé che nel sistema disfunzionale è negativa.
  • Lo scopo della terapia è far emergere la rappresentazione positiva (sana) del se lavorando sia su modi per elicitarla sia su una rappresentazione negativa.
  • Ciò che non ci interessa è l'altro, che può sia frustrare il desiderio iniziale sia essere una rappresentazione dell'altro i pazienti hanno la tendenza a protare sull'altro perchè ha etto cosi? Perchè ha fatto cosi? A noi interessa sapere cosa desidera il paziente qual' è il wish e quindi aiutarlo a ridurre la sofferenza che deriva dalla frustrazione di quel wish e la soferenza legata alla rappresentazione negativa del se. Gli individui memorizzano come l'altro si comporta mentre cercano di ottenere una risposta desiderata (wish), quando sono mossi da una det motivazione interparsonale e formano quindi previsioni. In terapia Capire il wish del paziente e il sistema motivazionale SISTEMI MOTIVAZIONALI MOI INTERSOGGETTIVITà nasciamo con un bisogno primario di avere una relazione che sia il più possibile sicura con un caregiver-adulto esistono due tipi di intersoggettività Primaria grazie al rapporto che si crea tra b e g abbia una prima rappresentazione di quella cge è una rpappresrntazione sociale Secondaria

capirci e di influenzarci a partire da quello che abbiamo capito e da quelli che sono i nostri scopi NON mentalizzante vedo l'altro come un oggetto motivo per cui posso dibentare controllante all'interno della relazione. Mind mindindness domanda la tendenza del genitore a trattare il bambino come una persona che ha una mente pensante la si puù valutare attravero il modo in cui il genitore ci parla del bambino e la modalità che il genitore utilizza per rivolgersi al bambino stesso sicurezza attaccamento a 12 mesi se il genitore vede il bambino come un soggetto pensatne TRAUMA RELAZIONALE Il trauma relazionale si riferisce all'esposizione a una dissiontonia diadica cronica e a stati di disregolazioni prolungati nel contesto della relazione di attaccamento precoce alla luce di questo la figura di attaccamento è priva della capacità empzionale per cui il bambino non riesce ad essere regolato lo stressor ta nella relazione che non fa altro che generare trigger a livello sociale Da ricordare è la parte scritta in bianco senza palla La psicobiologia dei vari tipi di trauma Biologia del trauma evitante il bambino evitante nasce in un ambiente a livello emozionale povero che viene sempre scoraggiato qualunque tipo di manifestazione affettiva che è accompagnata da un iperattivazione cosi come per le emozioni negative che vengono scoraggiate. I bisogni di attaccamento vengono messi da parte e visti come qualcosa da vergognarsi non a caso gli evitanti hanno come emozione prevaletne la vergogna. Lo spegnimento affettivo è importante perchè pensano di avere più controllo. L'appiattimento affettivo prepara lo scenario per una depressione sub clinica. Iper regolazione di rabbia quei pazienti inibito coartati dove c'è noi immaginiamo i pazienti in disorganizzati disregolati e inibito coartati. Dove c'è un iperregolazione. Devo cercaqre di adattarmi: disimpegno nei confronti della figura di attaccametno mancanza di preoccupazione nei confronti della figura di attaccamento evitamento di tutto ciò che ti può rimandare all'attaccamento e autoregolazione nei termini di autosufficienza iperautonomia troppa agency

Trauma ambivalente Stato della mente del genitore di tipo preoccupato il caregiver preoccupato è dominato dall'iperarousal si impegna tantissimo in modo tale che il bambino si assimili a se stesso per soddisfare i suoi bisogni il caregiver utilizza il bambino per autoregolarsi. Disturbo dell'attaccamento con inversione di ruoli. Il fatto che non riescono ad autoregolarsi in maniera sana loro sono disponibili nei contronti del bambino in maniera incoerernte e qunidn il bambino sprofonda in uno stato di angoscia di abbandono e poi inzia ada esserci un po di caos. PSICOBIOLOGIA DEL TRAUMA DISORGANIZZATO I caregiver disorganizzati sono degli adulti il cui stato della mente presenta lutti e traumi non risolti. Questi genitori sono imprevedibili molto più della mamma preoccupata qudi nell'imprevedibililità di potysno snvhr l'eccesso di ipoarousal sono assolutamente incapaci di regolare preocessare la vergogna e vanno incontro ad episodi di depressione rabbia intensa. non sono carenti nell'autoregolazione e nell'etero regolazione sotto stress possono diventare spaventati o spaventanti inducendo nel bambino paura e terrore di tipo angosciante questo non solo per quanto riguarda comportamenti di abuso maltrattamenti etc le mamme D sono mamme che a causa di tutto quello che hanno vissuto (abusi, violenze, neglect..) interagiscono con il bambino in modo inopportuno avvicinandosi molto al bambino o gli bisbigliano o utilizzando un tono tipo malefico come se parlasse il diavoletto o si nascondono e poi sbucano fuori all'improvviso o utilizzano oggetti pericolosi, emettono ghigni diventando mamme con un espressione terrifica Lyons e Ruth hanno identificato due sottogruppi di disorganizzati Disorganizzati sicuri: attaccamento disorganizzato su strategie sicure. Magari parlano del fatto che sono molto confusi, attraverso strategie funzionali sono figli di madri la cui storia è stata caratterizzata da perdite (lutti irrisolti) Disorganizzati Insicuri: Possono shiftare su un piano tipico dell'evitante e su un piano dell'ambivalente tipico resistente C'è un paradosso che il bambino si trova ad affrontare la figura di riferimento primaria o comunque spaventata e spaventante fa si che nasca dentro di me un conflitto come viene proprio detto quella figura li è al tempo stesso l'origine e la soluzione della paura io che ho costruito l'idea del mio genitorei come colui che mi rassicura ed accudisce è allo stesso tempo quello che mi fa più paura in assoluto paura senza sbocco; da aulti i pazienti diranno come è possibile che colei che doveva occuparsi di me è statal a stessa persona che mi ha fatto tanto male utilizzano delle sptrategie per uscire da qui se si ha chiaro questo quadro valutare anche l'ideazione suicidaria