



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Teoria e metodi della programmazione scolastica
Tipologia: Appunti
1 / 7
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Approfondimenti Mod. I: definizione degli obiettivi attività didattiche valutazione/verifica, organizzazione dei percorsi di apprendimento in base a gli scopi da raggiungere, i mezzi per raggiungerli e la verifica del loro raggiungimento. a)La definizione degli obiettivi didattici all’interno dell’organizzazione scolastica 1)definire gli obiettivi (saper distinguere gli obiettivi didattici dalle finalità educative) -finalità educative/obiettivi educativi -obiettivi didattici 2)Teorie curriculari nella pratica didattica : teorie del curriculo (curriculum, currere: procedere in un cammino) negli Stati Uniti: precursori nella prima parte del XX secolo -Dewey -Bobbit -Caswell Contesto di riferimento: Pubblicazione di riferimento: R. Tyler, Basic principles of Curriculum and Instruction, 1949 , test fondamentale per la teorizzazione del curriculum e per le pratiche dei docenti nelle scuole pubbliche americane. Nel libro individua quattro principi fondamentali per sviluppare qualsiasi curriculo o piano educativo: a)quali finalità educative la scuola deve mirare a raggiungere? b)quali sono le esperienze di apprendimento utili a raggiungere questi obiettivi? c)come organizzare le esperienze di apprendimento per un’istruzione efficace? d)come si valuta l’efficacia dell’esperienza di apprendimento? L’approccio anglosassone è molto più pragmatico, differente dall’approccio speculativo europeo incentrato sul concetto di didattica. Tyler propone infatti dei suggerimenti operativi per formalizzare gli obiettivi in modo da facilitare una selezione efficace delle esperienze di apprendimento. 3)Obiettivi didattici e verifica (impostazione della didattica per obiettivi e approccio alla loro verifica) L’uso degli obiettivi didattici è legato alle teorie del curriculo, determinano e regolano l’organizzazione didattica, si distinguono dalle finalità educative perché sono le conoscenze, le abilità, le forme di comportamento da far raggiungere agli allievi al termine del segmento di istruzione. -distinzione dagli obiettivi educativi o finalità educative: “riguardano la crescita dello studente come persona” (Benvenuto, 2003); “indicano le forme di sviluppo della personalità degli allievi che la scuola è chiamata a favorire” (Semeraro,2009) -obiettivi didattici: sono riferibili all’organizzazione dell’insegnamento in sequenze didattiche (programmazione didattica);
-fanno riferimento all’ambito disciplinare: corrispondo alle abilità, alle forme di costruzione della conoscenza e alle tipologie di comportamento che si intende far raggiungere agli allievi tramite la proposta di discipline di studio, di metodologie di lavoro, di esperienze relazionali (Semeraro) più che mete a cui tendere sono i comportamenti attesi al termine di un periodo istituzionale, non il metodo didattico ma il risultato che l’istruzione di prefigge. All’interno della ricerca psicologico-didattica il termine obiettivo non è sinonimo di scopo ma indica ciò che si osserva dell’apprendimento , il risultato della mediazione che l’allevio compie per manifestare all’esterno le abilità e le conoscenze che ha acquisito (Vertecchi, 2003), la prestazione fornita dall’allievo per manifestare all’esterno ciò che ha acquisito , informazione di ritorno sull’apprendimento sia al termine di procedure didattiche sia in fasi intermedie. Esempio (forse) Mastery learning: metodica didattica che valorizza la componente motivazionale dell’appredimento, apprendimento per padronanza teorizzato dallo psicologo dell’educazione Benjamin Bloom. Egli parte dal presupposto che tutti gli studenti possono imparare una materia se l’insegnate fornisce loro: -tempo necessario -adeguata motivazione -valorizzazione del vissuto di ciascun individuo -attenzione alla dimensione affettiva ed emozionale pari a quella cognitiva -stimolare la curiosità l’obiettivo didattico orienta l’attività didattica e indirizza le modalità di verifica del suo raggiungimento ed eventuali azioni di recupero: disporre di una tavola di obiettivi ben organizzata rende sistematica la valutazione e non trascura aspetti importanti dell’apprendimento Approfondimento II: definizione obiettivi didattici (parte seconda) a)la definizione degli obiettivi didattici è importante nella comprensione delle tematiche docimologiche : -guidano l’organizzazione dei processi educativi includendo la valutazione formativa -se ben formulati contengono indicazioni sulle modalità di una loro verifica b)modello di Tyler nell’ambito delle teorie del curriculo : nel 1949 T. fornisce il primo modello per la determinazione degli obiettivi didattici, la loro formulazione deve essere utile a selezionare le esperienze di apprendimento e guidare l’insegnamento; definire gli obiettivi con chiarezza significa illustrare il genere di comportamento che lo studente deve acquisire. Il modello di T. ha due dimensioni (tabella a doppia entrata): 1)genere di comportamento o capacità che lo studente deve acquisire 2)l’area di contenuto nel quale essere deve essere esplicato c)tassonomia di Bloom degli obiettivi didattici : come classificare gli obiettivi? Nasce dall’analisi di pratiche educative e non da riflessioni teoriche
-derivazione di un insieme di rilevazioni astratte f)valutazione: capacità di esprimere giudizi qualitativi e quantitativi -giudizi in termini di evidenza interna (criteri interni: coerenza logica) -giudizi in termini di evidenza esterna (criteri esterni: rispondenza a un modello) c.1)ruolo delle tassonomie nell’organizzazione del processo educativo e nella predisposizione delle prove di verifica d)modello semplificato proposto da G. Domenici nel 2003 facilita le prove di classe. Individua cinque livelli: -conoscenza dei termini -conoscenza dei fatti -conoscenza delle regole e principi -capacità di effettuare trasformazioni e adattamenti (capacità di estendere la validità di leggi generali a casi particolari e viceversa) -capacità di compiere applicazioni in contesti nuovi (simulati o reali) Approfondimento III) Dalle definizione degli obiettivi alla predisposizione degli strumenti di rilevazione (prove) (prima parte) a)cosa, quando e come valutare? quando: -valutazione diagnostica o di ingresso (analisi dei prerequisiti); valutazione intermedia o in itinere (formativa); valutazione finale o sommativa (certificativa o prognostica) -valutazione continua vs valutazione discreta cosa: -profitto scolastico: progresso studente rispetto al punto di partenza e rispetto al raggiungimento di obiettivi -valutazione di padronanza e competenza rispetto ai contenuti disciplinari -i risultati delle prove devono poter essere comparati -valutazione incentrata sul raggiungimento di un livello di soglia di accettabilità (standard), attraverso prove graduate, sul misurare il grado di raggiungimento (progresso) come: -valutazione oggettiva -valutazine indiretta: quando ha bisogno di stimolare prestazioni volte a manifestare il raggiungimento degli obiettivi
b)validità e attendibilità di una prova : ad ogni funzione/obiettivo corrisponde adeguato strumento di valutazione (regola aurea della docimologia). Cosa occorre fare? -definizione degli obiettivi: stabilire con esattezza cosa sottoporre a verifica