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teorie analitiche e robert alexy, Appunti di Filosofia del Diritto

teorie analitiche e robert alexy

Tipologia: Appunti

2021/2022

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TEORIE ANALITICHE
Le teorie analitiche si differenziano rispetto a quelle dell’antiformalismo rispetto all’approccio al sillogismo,
loro NON lo escludono.
Gli analitici, nel portare avanti questa loro presa di posizione, partano da un presupposto e sostengono che
il ragionamento giuridico non è sui generis, cioè che non ha nulla a che vedere con il ragionamento
quotidiano, è invece un’espressione del ragionamento razionale che gli esseri umani fanno
quotidianamente. È possibile ricostruirlo mettendo a disposizione gli strumenti della logica, motivo per cui
anche il sillogismo trova il suo spazio.
Un primo modo di procedere secondo gli analitici alla costruzione del ragionamento giuridico consiste nel
formulare delle ipotesi sulla la forma tipica della premessa maggiore e minore e successivamente si passa
poi ad individuare le interferenze, cioè i rapporti di interconnessione che devono sussistere tra i vari
elementi del ragionamento dunque tanto tra le premesse quanto tra le premesse e conclusione.
Se questo tipo di modello è in grado di fornire una giustificazione a sostegno del ragionamento giuridico
significa che questo modus operandi ha funzionato, e se ciò accade significa che è possibile applicargli il
paradigma sillogistico; perché il paradigma sillogistico per questi autori è vero che ha dei difetti e delle
inesattezze ma è anche vero che tutti questi elementi negativi possono essere colmati dagli elementi tecnici
del ragionamento giuridico.
Chi tra gli analitici porta avanti questa tesi è ROBERT ALEXY.
Filosofo tedesco contemporaneo del giuspositivismo inclusivo (include morale nel diritto) che ha scritto una
teoria molto particolare: <<il discorso giuridico deve essere un caso particolare del discorso pratico
generale>>.
Alexy con questa sua dicitura ci sta facendo capire che il ragionamento fa parte del discorso generale e che
costituisce un caso particolare e questa sua particolarità è data dal suo carattere tecnico, dal fatto di essere
un sapere disciplinato da regole scientifiche.
Quindi per Alexy il ragionamento giuridico è disciplinato sia dalle regole che governano il discorso pratico
generale e dalle regole tecniche e specifiche del ragionamento giuridico.
Alexy ci dice anche che quel ragionamento ha natura dialettica, è un discorso. Motivo per cui per Alexy il
ragionamento giuridico è una vera e propria proposizione linguistica con dei suoi caratteri tecnici che però
nella sostanza si riduce ad un discorso.
Sappiamo bene che quando si formula un discorso, questo è indirizzato a dei destinatari che
inevitabilmente avanzano una pretesa.
La teoria di Alexy infatti ruota sulla “pretesa di correttezza”, questa pretesa la vantano i destinatari,
nell’ottenere una decisione corretta, adeguata.
Ma quando una decisione è corretta e adeguata? Alexy in riferimento a ciò individua alcuni principi:
Principio di non contraddizione: il parlante non si deve contraddire;
Principio di sincerità: il parlante quando dice qualcosa ci deve credere, non può dire qualcosa in cui non
crede;
Principio di universalizzazione: quando do un predicato ad un oggetto io lo devo dare a tutti gli oggetti che
sono simili a quello;
Principio di coerenza: i parlanti non possono utilizzare una stessa espressione dandone significati differenti.
Secondo Alexy questi principi governerebbero qualsiasi tipo di comunicazione linguistica.
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TEORIE ANALITICHE

Le teorie analitiche si differenziano rispetto a quelle dell’antiformalismo rispetto all’approccio al sillogismo, loro NON lo escludono. Gli analitici, nel portare avanti questa loro presa di posizione, partano da un presupposto e sostengono che il ragionamento giuridico non è sui generis, cioè che non ha nulla a che vedere con il ragionamento quotidiano, è invece un’espressione del ragionamento razionale che gli esseri umani fanno quotidianamente. È possibile ricostruirlo mettendo a disposizione gli strumenti della logica, motivo per cui anche il sillogismo trova il suo spazio. Un primo modo di procedere secondo gli analitici alla costruzione del ragionamento giuridico consiste nel formulare delle ipotesi sulla la forma tipica della premessa maggiore e minore e successivamente si passa poi ad individuare le interferenze, cioè i rapporti di interconnessione che devono sussistere tra i vari elementi del ragionamento dunque tanto tra le premesse quanto tra le premesse e conclusione. Se questo tipo di modello è in grado di fornire una giustificazione a sostegno del ragionamento giuridico significa che questo modus operandi ha funzionato, e se ciò accade significa che è possibile applicargli il paradigma sillogistico; perché il paradigma sillogistico per questi autori è vero che ha dei difetti e delle inesattezze ma è anche vero che tutti questi elementi negativi possono essere colmati dagli elementi tecnici del ragionamento giuridico.

Chi tra gli analitici porta avanti questa tesi è ROBERT ALEXY.

Filosofo tedesco contemporaneo del giuspositivismo inclusivo (include morale nel diritto) che ha scritto una teoria molto particolare: <>. Alexy con questa sua dicitura ci sta facendo capire che il ragionamento fa parte del discorso generale e che costituisce un caso particolare e questa sua particolarità è data dal suo carattere tecnico, dal fatto di essere un sapere disciplinato da regole scientifiche. Quindi per Alexy il ragionamento giuridico è disciplinato sia dalle regole che governano il discorso pratico generale e dalle regole tecniche e specifiche del ragionamento giuridico. Alexy ci dice anche che quel ragionamento ha natura dialettica, è un discorso. Motivo per cui per Alexy il ragionamento giuridico è una vera e propria proposizione linguistica con dei suoi caratteri tecnici che però nella sostanza si riduce ad un discorso. Sappiamo bene che quando si formula un discorso, questo è indirizzato a dei destinatari che inevitabilmente avanzano una pretesa. La teoria di Alexy infatti ruota sulla “pretesa di correttezza” , questa pretesa la vantano i destinatari, nell’ottenere una decisione corretta, adeguata. Ma quando una decisione è corretta e adeguata? Alexy in riferimento a ciò individua alcuni principi: Principio di non contraddizione : il parlante non si deve contraddire; Principio di sincerità : il parlante quando dice qualcosa ci deve credere, non può dire qualcosa in cui non crede; Principio di universalizzazione: quando do un predicato ad un oggetto io lo devo dare a tutti gli oggetti che sono simili a quello; Principio di coerenza : i parlanti non possono utilizzare una stessa espressione dandone significati differenti. Secondo Alexy questi principi governerebbero qualsiasi tipo di comunicazione linguistica.

Tuttavia, fa notare che l’osservanza di queste regole non sono sufficienti affinché il discorso giuridico riesca a conseguire successo, perché è necessario che a questi principi si accostino i criteri o regole tecniche che governano il ragionamento giuridico, che governano il mondo del diritto. Cosi dicendo fa notare che nell’andare a formulare il discorso giuridico come caso particolare del discorso pratico generale, Alexy non sta indicando al giudice cosa dire ma gli sta semplicemente indicando una procedura da seguire quindi la critica che gli si muove è quella di aver costruito la pretesa di correttezza in termini formali e non sostanziali. L’altra critica che viene fatta riguarda i principi generali, i quali secondo Alexy governano alcun tipo di situazione linguistica, in realtà i retrattori di Alexy sostengono che ciò porta ad una situazione linguistica meramente ipotetica.